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Lunedì 20 Agosto 2012 13:58

Il basket, guida rapida a quello in città. Parte prima

Scritto da  Alberto Banzola

marusicLo faccio per le capre ignoranti come Francesco Piccolo, che mi ha chiesto di scrivere di basket qua sopra.
Basterebbe sfogliare uno dei tre quotidiani locali nella sezione sport e si troverebbe qualcosa di interessante. No dai , va bene. Tralascio il bigino sulle regole del gioco, tanto le conoscete tutti.
(ok picel, si gioca in un rettangolo 5 contro 5, lo scopo è segnare nel canestro avversario più punti di quelli che lui segna a te, o viceversa subirne meno del tuo avversario.
Ci sono dei falli, 5 per singolo giocatore, delle infrazioni da non compiere, la partita si svolge in 4 quarti da 10’ ciascuno, l’azione offensiva dura 24”…e mille altre amenità).
Veniamo al pane bresciano: ok, il basket italico non ha l’appeal di quello d’oltreoceano. Ma lasciatemi dire credo che in nessun posto in Europa si riesca ad arrivare all’eccellenza a stelle e strisce.
Del resto agli americani sta il basket come ai brasiliani il calcio (il primo che dice agli italiani, si prende due pedate nel fondoschiena): chi è cresciuto a pane e sport a cavallo dei 70’ e degli 80’sa benissimo che il basket in Italia ha sempre avuto un suo bel perché.
Gli americani, uniti ad una moltitudine di italiani che ci sapevano fare, riempivano i palazzetti e non faceva eccezione l’eib dove giocavano i ragazzi terribili del Mario. Il “Mario” era Pedrazzini di cognome, personaggio istrionico, imprenditore delle valli bresciane che si innamorò del gioco e lo trasformò nel suo gioco. Da imprenditore coi “solcc” mise su una squadra che negli anni fece impazzire il pubblico bresciano che si accalcava all’eib ore ed ore prima della partita per seguire le evoluzioni della cidneo, della pinti, della Silverstone. Dopo un rapido declino negli anni 90’ a cui seguì la sparizione della squadra, nel 2009 un gruppo di pazzi allo stato puro ha riportato il basket in città.

Una stagione per capire, una per stupire e dalla scorsa estate la serie a (quella minuscola, la Lega2) è tornata al San Filippo. Ah già, dimenticavo. L’eib nel frattempo nonè più stata la casa dei bresciani. Si gioca al San Filippo, tanto bello esteticamente all’esterno, tanto brutto ed anacronistico al suo interno. (beh, del resto siamo a Brescia…rigamonti docet).

Detto ciò, il 7 ottobre comincerà il nuovo campionato di lega2, con Brescia che non parte con i favori del pronostico caro piz, ma vuole ritagliarsi uno spazio degno. L’anno scorso la gente si è fatta la bocca buona, sesta piazza da “newcomer” e playoff, quest’anno sangue e sudore (e budget più basso). Ma sono pronto a puntare un centesimo alla snai che ci sarà da divertirsi. Ma la cosa importante è che il basket a Brescia c’è. Il seguito non è malvagio, circa 2000 spettatori a gara ( e piz il pubblico femminile credimi è decisamente valido): da noi c’è fame di questo sport, che appassiona, che diverte. Mercoledì c’è il raduno della prima squadra che si sta ancora formando. Si può andare a curiosare (alla presentazione del nuovo allenatore c’erano 50 persone), oppure leggere le rassegne stampa della società su www.basketbrescialeonessa.it (in questi giorni è in manutenzione) o farsi una girata su www.basketbrescia.it, un sito scanzonato che segue tutto (ma proprio tutto) il basket bresà.

Il basket comunque affascina, è bello ed armonioso (chiedete a webster ed ai cagnacci di roncadallaz). E’ uno sport duro, di contatti al limite spesso, e quando è ben giocato diverte ed esalta e sa regalare emozioni (anche in Italia, anche in lega2) che una partita di fòbal spesso non è in grado di dare.
A volte neppure in un campionato intero: la bellezza di una schiacciata, la forza di una stoppata che strozza l’urlo del tifoso, la tripla sulla sirena dei 24” (uffa piz, te l’ho scritto sopra: l’attacco dura 24”, al termine del quale suona una sirena…e ti giuro che una tripla infilata sulla sirena dei 24” è estasi allo stato puro…) Certo il fòbal è sempre fòbal, anche se giochi tu piz, che tutto sommato nonostante l’età qualche colpo da biliardo ce lo regali sempre. Io fossi in te un pensierino ce lo farei, però. Ma sì’ dai, magari per una delle amichevoli, che tanto non ti fanno pagare e magari un occhio ce lo butti e ti fai un’idea. Magari chiami Federico, ci vai assieme, così ti spiega i rudimenti del gioco…sai mai che tra qualche settimana ti trovo a cantare a squarciagola in mezzo agli IRRIDUCIBILI della curva.

Zob0n, aka Alberto Banzola

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Commenti   

 
+1 # Webbone 2012-08-20 14:53
Grande ZobOn, qui urge organizzare la partitella sociale di OdioPiccolo!
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Paolo Pastore