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Lunedì 21 Gennaio 2013 11:30

Paolo Scaroni: ingiustizia è fatta

Scritto da  Alberto Banzola

Giustizia per Paolo ScaroniNon posso Piz. Non posso proprio non parlarne.

Perché mi sembra un’ingiustizia. Parlo di Paolo, sì dai Piz, Paolo Scaroni.

Ci sono rimasto male per la sentenza di Verona, perché una volta di più si è avvallata la tesi italica del “fatto non successo.” Non siamo nuovi a questo modus operandi dell’italica giustizia. Ho appreso della cosa sabato mattina, visto che venerdì sera sono rientrato dalla mia trasferta di lavoro in medio oriente.

Ho rimpianto di non esserci rimasto, ma non per le temperature miti. Perché mi sono vergognato. E non perché io abbia un passato curvaiolo. Bensì perché a 36 anni ho la mia coscienza da privato cittadino, quello che paga le tasse, che si sente italiano, quello che in questo paese ha messo su famiglia. Quello che però  fa fatica a riconoscersi in questo paese – pagliaccio. Che una volta di più ha preso per i fondelli tutti gli italiani.

Ripenso ai ragazzi della Fossa dei Leoni di Bologna, al loro striscione, esposto dai ragazzi del basket (gli “Irriducibili Leonessa”) al palasport di Trento venerdì scorso. Alla riunione a cui la Fossa mi ha invitato a Bologna, alle parole espresse sul caso Scaroni ed alla presenza della Fossa stessa a Verona fuori dal tribunale. Domenica al San Filippo i ragazzi degli Irriducibili hanno tirato fuori uno striscione: “Giustizia per Paolo…Quando?”. Tutto, tutto il pubblico ha applaudito. L’ho fatto anch’io.

Paolo Scaroni chiediamo giustizia

Qui non si parla di isterismi, qui non si parla di violenza come risposta alla violenza. Qui si parla di altro, di non voler mai colpire i buoni quando sono stati cattivi. Sai che ti dico? Che ci sono rimasto malissimo. Perché ogni volta che penso a Paolo, mi viene in mente una trasferta fatta a Verona. Stagione 1995/6, matricola universitaria a Milano, in statale. Qualche trasferta si decide di farla. Pescara alla prima, Bologna e poi Verona. Una sconfitta in campo (2-1). Io al solito con il mio gruppo, striscione sulle mie spalle. Con l’Hellas il rischio è alto. Si sa. Ma ci tengo ad esserci. Già l’arrivo in stazione a Verona non è dei più tranquilli. Arrivati al piazzale del Bentegodi in corteo (circa 1000/1500 tifosi al seguito), mi ritrovo all’improvviso da solo: i veronesi si sono fatti sotto, ed i nostri non si sono fatti attendere. Vabbè, filo dritto per l’ingresso della nord. La partita scorre via tranquilla, qualche scaramuccia al pareggio di Barollo su punizione. (ho visto io il buco della barriera dalla curva sulla punizione…complimenti all’allora portiere dell’Hellas)

Finisce la partita, fa freddo (dev’esser stato Gennaio o febbraio). Si esce, si ricompatta il corteo e si parte verso porta nuova. Non capisco bene cosa succede, passiamo in parte a delle reti di recinzione alla mia destra, è un cantiere con tanto di scavo per un parcheggio sotterraneo multipiano. Davanti a noi le forze dell’ordine si girano con gli scudi, altrettanto fanno quelli alla nostra sinistra, dietro cominciano a manganellare. 5 minuti di autentico terrore. Violenza gratuita, botte da orbi. E la rete di recinzione che va giù,sempre più giù. Davanti a me due ragazze che non vengono risparmiate, due manganellate le prendo pure io. Finisce l’incubo. Ne inizia un altro, si rientra verso la stazione. E nel tragitto qualche altra manganellata vola.

Ecco, quando sento parlare di Paolo, ripenso alla rete di recinzione che cede alle mie spalle. Alla violenza gratuita subita, alle manganellate sulla schiena, ai lividi con cui sono andato in giro per un pò. Non sono uno stinco di santo Piz, lo sai. Ah se lo sai.

In vita mia ho sbagliato tanto. Ed ho sempre pagato.

Credo sia giusto che sia così per tutti.

Zob0n aka Alberto Banzola

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Commenti   

 
+7 # U*BS 2013-01-21 17:32
Grande articolo,
chiediamo solo giustizia
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PHOTOGRAPHER
Paolo Pastore