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Venerdì 20 Luglio 2012 09:39

DAL VANGELO SECONDO GHERKO. EZECHIELE 25;17

Scritto da  Davide Fabbian

Sono giorni che non dormo. Tutta la mia tranquillità è andata. Cioè non dormivo nemmeno prima, ma per motivi tutti miei, niente di esterno alla mia vita mi dava noia. Ora è qualche giorno che ci penso, ci bado, medito, rifletto, rimugino, pondero. Ho quasi un dolore fisico alla testa. Lo posso toccare con mano. Una vita di scrittori, una vita.  Dall’anno zero ad oggi. La filosofia, i romanzi, i racconti le poesie. Oscar Wilde, Herman Hesse, Charles Bukowski, William Faulkner ma tanto per citare i primi che mi vengono in mente. Li leggo tutti. Si con loro mi nutro. E ognuno di loro ha insegnato al piccolissimo scrittore che è in me che la cosa fondamentale dello scrivere, è che devi farlo per te. Elimina i pensieri. Mettili su carta, smettila di pensare a quello che scrivere e scrivi. Questa era la base fino a pochi giorni fa. Poi la svolta, leggo un post dove mi viene detto che devo emozionare. Devo scrivere per emozionare. Incredibile, duemila anni e più di storia e di insegnamenti di gente che ha venduto milioni o forse miliardi di copie cestinati in una calda mattina di luglio. Sono costernato, eccitato, forse triste, non capisco. Emozionare, si proprio emozionare. Ho questa parola che mi attanaglia l’interno del cervello. Ho bisogno di fare qualcosa. Il solo sentirla dire mi agita ormai. La mia vita non è più la stessa. Sono in paranoia piena, non riesco a capire se ho scritto troppo o troppo poco, se è noioso o meno. E riuscirà ad essere maledettamente EMOZIONANTE. Mammamia questa parola finisce che mi uccide. Ora la mia giornata di oggi sarà concentrato sull’aggiornare la pagina e vedere quante persone leggono questa cosa che ho scritto. Pazzesco, potrei andare al lago, in centro, ma come ho già detto la mia vita è cambiata dopo la scoperta di dover dare assolute emozioni al pubblico. Detto questo volevo ringraziare l’inventore del libero arbitrio, è lui che mi salverà da qualsiasi possibile critica. Ah mi raccomando commentate, altrimenti vuol dire che non emoziono. Lo sapete quanto ci tengo.

Parola del signore.

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PHOTOGRAPHER
Paolo Pastore