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Venerdì 11 Gennaio 2013 16:01

Circo campagna elettorale: vota bene, vota il clown

Scritto da  Giovanni Pizzocolo

Berlusconi PierrotA Servizio Pubblico è andato in onda quello che sarà il più bel film del 2013, lo stupendo remake italiano de Gli Intoccabili, con un superbo Berlusconi-De Niro, un ottimo Santoro nei panni di Sean Connery (lo sbirro che per trattare coi criminali usa le regole dei criminali), e il sublime spaesamento dell'uomo incorruttibile che viene da fuori Chicago, Travaglio-Kevin Costner.

E' stato veramente un momento con vette cinematografiche di prim'ordine, e il film ha mostrato qual è stata la colpa più grande di sua Emittenza negli ultimi vent'anni: la definitiva americanizzazione dell'Italia, con la scomparsa del reale sostituito dal circo catodico.

Ora che nemmeno Berlusconi crede più a Berlusconi, c'è questo di entusiasmante nel cerone del Cav: sotto lo sciapitò - in mezzo agli equilibristi piddini e le donne barbute del pidielle - può permettersi di recitare fino in fondo la sua parte, quella del clown.

Intendiamoci, questa non è una critica, è una medaglia al merito. Il clown, nell'avanspettacolo del circo, è l'unico che rappresenta la verità della vita, il suo lato tragico e reale. Peccato che lo faccia recitando.

Ed è il ruolo incarnato mirabilmente da Berlusconi, l'unico di rilievo tra i politicanti italiani che va in tivù a dire che l'Europa è una farsa di banchieri affaristi, che il debito pubblico non è un problema date l'entrate dell'economia (dire che un debito è alto non vuol dire nulla, se non lo si analizza: infatti esso non deriva da un eccesso di spesa, ma da interessi accumulati dagli anni '60), e che come tutti i debiti sono sostenibili solo se spalmati negli anni (sennò è usura): ma le banche hanno fiutato l'occasione e, come tutti i predatori, all'odore del sangue della crisi hanno iniziato la caccia, spalleggiati dai padroni del vapore che ne approfittano per tagliare stipendi e tutele ai lavoratori.

Ecco, peccato che sia una recita, e che al Cav-Pierrot tutto ciò non lo tocchi minimamente (le sue lacrime sono disegnate sul cerone) perché lui è uno dei padroni: il pagliaccio continuerà a piangere fino a che non si chiuderà il sipario della campagna elettorale, e più dirà quel che solo il clown può rappresentare - la merda in mezzo allo scintillio dei riflettori -, più risulterà tragico, l'unico "vero".

Il parlamentarismo borghese è pura fuffa, Monti-BCE ha fatto vedere anche agli ultimi degli illusi che le decisioni sono prese altrove, leggasi $$$$. Da quando il Fiscal Compact (detto Coup d'Etat, in altri tempi) è stato votato in parlamento, dal 2015 bisognerà tagliare 30 miliardi l'anno del nostro debito: che vinca Vendola o Hitler, qualsiasi coalizione trionfante alle prossime elezioni non potrà che partorire un governo neo liberale, con tagli a pioggia per raggiungere un obiettivo fuori portata. Per dirlo, è stato necessario che Berlusconi ripetesse a memoria durante Servizio Pubblico un articolo apparso su Repubblica di Luciano Gallino (complimenti per la memoria Cav, alla sua età poi…).

“Nel mondo realmente rovesciato, il vero è un momento del falso”, scrisse Debord parlando della società dello spettacolo già nel 1967. E' Berlusconi ora il momento del falso che dice il vero: quindi, se credete ancora di essere in democrazia, e non avete paura di essere assaliti dall'uomo elefante o dalla scimmia con sei code spostando la tendina della cabina elettorale, siate coerenti, date la vostra preferenza al miglior attore protagonista: votate Silvio.

Giovanni Pizzocolo direttore bresciatoday.it

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PHOTOGRAPHER
Paolo Pastore