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Sabato 20 Ottobre 2012 16:23

ESSERE GNARI NEGLI ANNI ’80

Scritto da  Il Dalmata

Essere gnari negli anni 80FUORI I COMPAGNI DALLE GALERE!
Nell’estate del 1983 si giocava per le strade del quartiere – non serve specificare quale, non penso cambi molto – e sui muri cui ci appoggiavamo, incuranti delle malattie evocate dalle madri (qualche volta persino la rogna, in ossequio ai bei tempi andati), campeggiavano scritte come questa.
In vernice rossa, spesso sovrapposta a precedenti scritte in nero.
Noi non ci capivamo niente, se non che c’era qualche connessione col telegiornale, pieno di facce baffute, aule di tribunale, corpi riversi per terra.
Che ci potevamo fare noi, se persino i grandi sembravano impotenti?
La tragedia della Storia svaniva di fronte a un ghiacciolo giallo, e addio.

Il glorioso Commodore 64 aveva un terzo della memoria di un MMS.
In assenza di cellulari e internet, con videogiochi brillanti ma che non potevano inventare realtà parallele, si lavorava molto di fantasia.
Chiunque sia nato entro un certo periodo s’è sbucciato le ginocchia sull’asfalto, ha scritto sui marciapiedi con frammenti di mattoni, esplorato cortili, oltrepassato reti arrugginite (e qui il fantasma era il tetano), venduto giornalini usati sui gradini dei negozi chiusi, giocato nel cono di luce dei lampioni - condiviso con bizzarri, e ormai quasi scomparsi, pipistrelli cittadini.
I più arditi si confrontavano il pipino nel buio delle cantine e dei garage, traendo oscure profezie dall’impietoso confronto.

Uno però era il centro di tutte le energie, la demenziale Terra Promessa di noi giovani nati negli anni Settanta.
Non penso che Filippo Neri, quando ha tratto dal suo santo cilindro l’idea dell’Oratorio, avesse in mente il clima e le facce che c’erano nel nostro a metà degli anni Ottanta.
E sì che doveva essercene di teppaglia nella Roma del XVI secolo.
Il nostro oratorio era un universo di sopraffazione in cui regnavano le botte, l’insulto, l’emarginazione dei deboli, l’arroganza dei forti, il silenzio degli offesi.
Il tutto condito da un linguaggio da camalli, sigarette di cattiva qualità, preghiere ipocrite, dolcetti spacciati sottobanco dalle suore, adulti borderline, adolescenti ritardati e preadolescenti disinibite, un senso degradato dello sport e della socialità.
Per il resto si stava da Dio.
Nel senso letterale.

gnari a brescia

Non aveva significato la parola bullismo, non ne avremmo capito il senso, un po’ come i pesci di David Foster Wallace non sanno cosa sia l’acqua: era il nostro contesto, non un’anomalia.
Gruppetti minacciosi su motorette scoreggianti.
Giubbini in jeans col pelo bianco e scarponcini scamosciati gialli.
Gli anfibi con la punta esterna in acciaio, l’Henry Lloyd rigido come un baccalà, la U verde sulle chiappe dei jeans, le felpe floreali (vere o tarocche), le calze a rombi, il bomber indossato al rovescio - con l’imbottitura arancione esibita come una sfida.La schiuma da barba e le catene della bici nascoste sotto la giacca a vento a Carnevale.
Il GREST che si trasformava in caccia all’uomo appena il prete si distraeva.
Il calcio a sei del CSI che generava più tensioni del derby con l’Atalanta.
Il caos infernale delle lezioni di catechismo del venerdì pomeriggio.
Gente di sedici anni che ne dimostrava trenta.
Una costante sensazione di tensione e pericolo, che però tutto sommato attraeva magneticamente, con lo stesso meccanismo dei film horror.
Quando ho letto Machiavelli ho pensato che doveva aver frequentato un oratorio simile al nostro – nonostante non fosse ancora stato inventato.

C’era una specie di tornello all’ingresso, una vera follia.
A cosa può mai servire un tornello in un oratorio? Si aspettavano affluenze di massa per la benedizione delle uova sode o il torneo di triangolino? (Chi non sa cosa sia lo chieda – risponderemo).
Su quei tubolari si andavano a sistemare i più grossi, i più aggressivi, i più carismatici, con conseguenze immaginabili per chi doveva entrare. Una pioggia di legnate a nocche chiuse sulla testa (noce si chiamava, se non erro), randellate a dita unite sulle orecchie, ginocchiate sul quadricipite (also known as lopez, chissà perché) sballottamenti vari e molestie verbali raffinate nella loro estrema volgarità.
Quando ho fatto il militare, per capirci, mi sono sentito a casa.
L’unica differenza apprezzabile era che il prete del tóre aveva un’amante sopra la bottega degli alimentari, mentre il cappellano della caserma pare avesse un amante appena fuori porta.
Un amante senza apostrofo.

Ozzy OsbourneIn chiesa, un enorme ecomostro in vetrocemento, sembrava che questo clima si alleggerisse.
Ipnotizzava tutti il riverbero della voce del prete, per qualche misteriosa ragione molto simile a quello usato da Peter Gabriel in quegli anni.
Eravamo obbligati a confessarci.
Cosa si può mai confessare a quell’età?
Con la comunione andò anche peggio: per via di un innamoramento infantile torbido e incontenibile, io e un compare una domenica prendemmo con aria angelica l’ostia cinque o sei volte di fila, solo per il piacere tutto medievale di lumare di nascosto in chiesa una bambina che amavamo entrambi, equamente.
La gelosia non era prevista, ce la saremmo spartita come un Goleador.
Possibilmente senza tagliarla a metà.
E il capolavoro assoluto consisteva nel non aver ancora ricevuto la Prima Comunione.
Sarà stato per via dei dischi di Ozzy Osbourne che ascoltavo con mio cugino?

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Commenti   

 
+4 # francesco piccolo 2012-10-22 09:22
al ricordo del tornello un brivido freddissimo ha percorso il mio corpo....
mamma mia quante ne ho prese...a me toccava spesso il percorso di guerra (i gendarmi mi imponevano il passaggio del tornello a mo'di esercitazione militare, loro si posizionavano in modo assurdo creando con le loro gambe una sorta di galleria ed io costretto ad oltrepassarla, ma quell' attraversamento era pieno di cedri (si chiamavano così i pugni violentissimi che ti rifilavano al passaggio) )
mamma mia quante volte ho atteso l'assenza dei gendarmi per intrufolarmi in tutta fretta giù al tore.
il punto che il via libera serviva ben poco....
la scritta in verde all'ingresso del salone del tore (dio mio proprio non ricordo cosa ci fosse sritto qualcuno mi aiuti) era l'emblema di quanto può essere fuorviante l'idea di aver raggiunto il traguardo di qualcosa.
eh si perchè le retate all'interno del tore erano tutt'altro che infrequenti ed io ero uno dei maggiori ricercati, in più, anche al tempo, non ero magro e scattante e la fuga risultava sempre complicata e quasi mai efficace
però che ridere, che emozioni, che ricordi stupendi....con il cuore in gola e con quel senso di fraternità e solidarietà che mi legava agli altri destinatari di quei cedri... che non cadevano dagli alberi ma da oscure gallerie
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+2 # Mister 2012-10-22 15:25
Bella fotografia, finalmente un pezzo che arriva senza bisogno che nessuno ne urli il contenuto. Letto volentieri e cercato di collocare i tuoi ricordi nei miei. Da noi c era uno con una protuberanza sul petto, un incrocio tra un nano e Sammy Davis Jr, che dava delle 'noccate' con tanto di anello sulle teste di stupidi tiraculo che più ne prendevano e più tornavano a ridicolizzarlo. .. Ma hai fatto centro... ora mi sto ricordando di quante sberle ho preso anche da mia madre xè ci si sbatteva sul pavimento del tore e la tua tuta (grigia o nera) si bucava sulle ginocchia o sui femori, perchè la piastrellata del tore era super liscia; giocavi con la palla di carta, sudato sino alla riga del culo, e poi entravi in scivolata sino a che non sentivi il tepore sulla pelle, perchè ormai il tessuto era andato. E quante toppe, spesso inguardabili, abbiamo indossato, per non canar via un paio di pantoloni tuta che oggi dal China con un deca ne prendi 5. Già. Una spuma da 50. Anzi, da 100 dai.
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0 # Il Dalmata 2012-10-22 22:49
Lungi da me gratuiti scambi di cortesie, ma l'appendice di FP è notevole, con finale da lirica del seicento: "cedri che non cadevano dagli alberi ma da oscure gallerie".

Grazie Mister, davvero.
Tra l'altro credo di ricordare perfettamente il nano, se era quello provvisto di enormi basette.
Inspiegabilmente si fantasticava di un labirinto sotterraneo in cui lui si aggirava con la sua minimoto e i suoi sgherri...
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-5 # giampa 2012-10-25 09:07
Perchè questo taglio politico? Perchè: "FUORI I COMPAGNI DALLE GALERE!" perchè quella foto?

A mio avviso la voglia di mettersi in mostra è esagerata....se i come Carmen Russo: in cinta a 60 anni.
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+1 # Il Dalmata 2012-10-25 10:36
1 - la violenza diffusa descritta nel testo è anche figlia della violenza politica di quei tempi, quindi c'entra eccome
2 - le foto le sceglie l'amministrator e, quindi parlane con lui - ma penso l'abbia fatto per illustrare il contesto dell'epoca di cui si parla, e anche per avere un'immagine 'forte', mi sa
3 - il 'taglio politico' è solo nella tua fantasia
4 - mi sa che l'articolo non l'hai letto (si parla di corpi riversi per terra e tragedia della Storia, altro che taglio politico)
5 - se volessi 'mettermi in mostra' mi firmerei col mio nome
6 - il paragone con Carmen Russo è demenziale ma mi ha messo di buon umore
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-2 # riccardo 2012-10-26 08:55
Anche io ricordo perfettamente il nano.........ch e tempi. L'articolo è molto ben scritto, per quel che può valere il mio parere lo trovo in assoluto il migliore dal punto di vista narrativo e stilistico che è stato scritto per questo sito.Lineare, incisivo,mai urlato, accattivante.Mi è piaciuto molto.Spero di leggerne altri. Dalmata sei rock!Comunque mi sembra sparita l'ultima replica di Giampaolo che è palesemente un delinquente comune ma credo abbia comuqnue diritto di replica. Non è che la censura è arrivata pure su questo libero(??) portale??? Odiopiccolo Libero
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+2 # redazione 2012-10-26 09:33
Riccardo, nessuna censura. Alcuni commenti infantili atti solo ad alimentare polemiche sterili e inutili (giudicando per altro persone senza conoscerle) non possono essere accettati. Tra l'altro nella storia di odiopiccolo solo l'individuo da te citato è stato censurato, un motivo ci sarà.
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-4 # giampa 2012-10-26 10:17
1) La censura c'è, visto che l'hai ammesso.
2) Ho semplicemente ribattuto ai punti che Dalmata ha citato nel suo commento. Solo tu redazione vedi un attacco personale nei confronti di Dalmata (un nick)
3) Dalmata ti sei sentito attaccato personalmente dalla mia risposta censurata?


Ti ricordo cara redazione che anche con Valentina ti sei dovuto ricredere sul commento censurato, ripubblicandolo in seguito.
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+2 # Il Dalmata 2012-10-26 13:39
Premessa: ovviamente non sono io a decidere cosa è opportuno o meno pubblicare, quindi di ‘censura’ o meno non posso parlare io.

Non mi sono sentito attaccato personalmente, ma mentirei se ti dicessi che trovo sensato sentir tirare in ballo pubblicamente nomi di terzi o leggere di 'pere' e di mie ipotetiche puberali 'seghe' in un contesto come questo. (Che c’entrava?)
Oppure continuare ad essere ostinatamente accusato di qualcosa che non ho fatto – cioè esprimere una preferenza politica.

Il vero problema è che non hai capito, o fingi di non capire, la mia risposta - dando l'impressione di voler polemizzare comunque, a tutti i costi.
Non accetto in alcun modo che si dica che io esprima qualche simpatia per estremismi simili.

Quello slogan contestualizzav a un'epoca, riportarlo non ha NESSUNA implicazione politica - ti ho già ricordato di aver parlato di processi, morti e "tragedia della Storia", può un giudizio essere più chiaro di così?
(Quella scritta, per essere precisi, era sul muro della fabbrica Panettone Italia, ormai abbattuta, corredata da stella a 5 punte. Io e altri bambini, tra cui chi hai citato - e non ce n’era bisogno - all’inizio del tuo intervento, abbiamo giocato per anni sotto quella scritta minacciosa. Non c’è causa-effetto, ma solo la constatazione di un clima generale).

Il ‘taglio politico’ è inesistente.
Sarebbe come accusare Manzoni di tifare per gli Spagnoli o Steve McQueen di simpatizzare per l'IRA solo perché nelle loro opere ne parlano.

Tutti i sociologi e gli storiografi parlano poi di "onda lunga" nella società della violenza diffusa degli anni '70 - quasi quindici anni di abitudine generalizzata alla violenza non passano senza lasciar traccia, anche se l’epoca successiva ha dinamiche sociali ben diverse.

Non ho detto semplicisticame nte che chi dava mazzate all'oratorio lo faceva perché c'erano AUT.OP. o le BR - o quel che ne restava - o, per par condicio, i NAR.
Il clima generale era di diffusa tensione, a mio avviso, o almeno così io e altri lo ricordiamo, e il clima plumbeo che è gravato sull'Italia per un decennio non può non aver influenzato il modo di essere anche a livello quotidiano – e questo lo dicono fior di studiosi.
(E’ successo qualcosa di analogo, e ben più grave, negli anni del secondo Dopoguerra, quando le cose son migliorate economicamente ma si continuava a uccidere con più facilità che in passato per via della distorsione morale causata dalla Guerra.)

Ciao.
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-5 # giampa 2012-10-26 16:42
Dalmata, giuro, mi sei simpaticissimo. Delle millecinquecent o persone che hanno letto il tuo articolo quante per te sanno che il sotto titolo: "Fuori i compagni dalle galere!" era una scritta che tu leggevi da bimbo su un muro che oggi non esiste più? Se non ce lo dici, se non ce lo scrivi che cavolo ne sappiamo noi?! Dici che sarò l'unico? Forse, ma forse no. Alla richiesta di spiegazioni (rileggi se non ricordi bene qui sotto) tu mi parli di violenza politica non semplicemente di scritte su muri ormai abbattuti. Gli anni 80 sono gli anni di yuppis1 e 2 nella mia memoria ed indiscutibilmen te per l'italia un periodo economicamente molto florido. Se vuoi saperla tutta io non trovo violenza nel tuo articolo quindi non capivo. Scusami se sono un coglione ed ho osato dire la mia chiedendo spiegazioni. Scusami se non capisci perchè ho tirato in ballo Carmen Russo icona nel suo genere degli anni '80 (mi sembrava una genialata) I nomi e cognomi li hanno fatti i diretti interessati (vedi il primo commento scritto) . Love and peace ...... impisa il cilum.
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+2 # Il Dalmata 2012-10-29 12:43
Ehm...

"sui muri cui ci appoggiavamo, (...), campeggiavano scritte come questa."


Ciao.
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+3 # leo pan 2012-10-30 13:21
scusate , vado un attimo off topic rispetto ai muri e ai compagni . ma il nano di cui si parla era forse quello noto come il paninano ?
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+4 # vit 2012-10-30 13:35
minchia il paninano! troppo giusto! (gergo anni '80)
Ricordo come fosse ieri che nell'atrio del tore, un cattivo, mi fece fare il cane legandomi con la sua cintura il collo a modi guinzaglio davanti a mille fighe...
"alza la gamba"..."adess o abbaia"...che umiliazione...M a un giorno crescerò, pensavo, e gliela farò vedere io...sono passati quasi 30 anni...
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+2 # Il Dalmata 2012-10-30 19:21
Non so se anche il Mister lo conosceva con quel nome, però penso proprio sia lui.
Mi ricorda inoltre R., un veterano del tòre, che aveva anche il nome di battaglia 'Baruffa' - causa di immaginabili calembours quando si distingueva in avvicinamento il suo inconfondibile motore...
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+2 # Mister 2012-10-31 12:20
Diciamo che la ristretta portata del commento non mi ha permesso di descrivere meglio il (mio) personaggio, avvicinato al nano più per caratterizzazio ne che per reale fisicità. Si chiamava... Un attimo, cazzarola, ora ci arrivo. Il mio (nano) era comunque un uomo (ragazzo? o io ero un ragazzo e lui un uomo?) basso, molto basso, ma non era affetto da nanismo. Aveva questa decisa gobba in centro al petto, una protuberanza alla Total Recall (scena dei tre seni, ma era uno nel mio caso), mento pronunciato, labbra carnose, carnagione olivastra e ghigno a metà tra un macaco e un gangster anni 30', anche in virtù di un posticcio cappello stile Borsalino che indossava abitualmente (anticipando la moda attuale, pro veritate). Cappottino di panno / fustagno color cammello (un po' alla Calboni, ma anche mio padre ne aveva / ha uno che ancora oggi porta e mantiene con cura), anello oro con pietra pomice blu tenebra. Me lo ricordo al cinema parrocchiale, domenica pomeriggio ore 14:30, per assistere ad i film di Bud & Terence (su tutti, 'Anche gli angeli mangiano fagioli': ricordo, lucidamente, che dopo casalinghi cotechini, mio fratello guardava il palinsesto cinema sul Giornale di Brescia - no multisale, ovviamente, al tempo - ed in base al titolo si decideva se avventurarsi o no nell'aprés-midì cinefilo. Si mollavano i film di animazione e ci si appassionava per la scazzottata di Bud, tra sedie di cartapesta spezzate sulle schiene degli stuntman e bottiglie finte che finivano con simpatica violenza su tempie e scatole craniche; ancora oggi guardo volentieri BS_TH e penso - commuovendomi al limite dell'imbarazzo - a come il godere della vita-per la vita-della vita possa essere semplice, gentile, senza sussulti. Sorry, eccesso di confidenza narrativa).
Dicevamo del mio 'nano'. In pratica, lo vedevi in mezzo ad una serie di mocciosi urlanti, agitati tra scorribande su e giù dai posti di legno/fòrmica dalla seduta sali-scendi (presente il rumore secco che faceva quando da orizzontale traslava in verticale? Pam, Pam. Odioso, oggi.), che rincorreva a destra e a manca le giogioneggianti bestie e, se a distanza, le colpiva con tremende noccate (con tanto di anello caricato, evidemment) sulla testa. Nello slancio, il nostro irrigidiva il viso (da lì ricordo il ghigno) ed emetteva dei rumori strani, schiacciati (da lì, il macaco). Io ammetto di averlo studiato un po', prima infastidito ed impaurito (principalmente per quella gobba: il difetto fisico per un bambino è sempre un terno al lotto, se non lo prendi subito bene non sai come prenderlo poi), amandalo, odiandolo, ma sempre temendolo.
Faustino. Si chiamava Faustino. Scusate, ma per arrivarci ho dovuto prendermi e prendervi tempo e pazienza.
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+2 # Il Dalmata 2012-11-06 15:14
Caro Mister, mi sa che parliamo di personaggi differenti.
Il PaniNano era palesemente affetto da nanismo, provvisto di enormi basette, sempre ingellato, firmatissimo, e si aggirava in motorino spesso accompagnato da gregari ambiziosetti.

Il tuo Sammy Davis jr. è quindi altro figuro - peraltro notevolissimo e come sempre molto ben descritto.
E' bello pensare che portasse il nome Faustino - una specie di santo patrono di tutti i soggettoni da tòre.
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+3 # Edna 2012-11-11 14:17
C'è un sacco di gente che se non riesce a litigare sulla strada ad un semaforo deve trovare un altro sfogo quotidiano.
Caro GIAMPA la censura te la dovevano fare su yuppis (che si scrive yuppies) e su in cinta (che se non parliamo di salami senesi si scrive incinta). Da bravo...
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+2 # Edna 2012-11-11 14:19
P.s empisa wikipedia alà...
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-3 # giampa 2012-11-11 23:09
Edna perchè dici che Dalmata è un provocatore da strada? Mi sembri esagerato dai
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+1 # Edna 2012-11-11 23:24
Sono una femminuccia. Non si vede dalla foto?
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+1 # Edna 2012-11-11 23:26
E lui è Il dalmata. Con l'articolo. Non devi toglierlo per sembrare scic.
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-4 # giampa 2012-11-13 14:17
Sei femminuccia? Bene. Single, over 30, senza figli e sinistroide come tutte le frequentatrici di odiopiccolo?
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+2 # Edna 2012-11-13 14:42
per chiudere lo stereotipo potrei aggiungere che non mi depilo e metto le ballerine.
e ho i tatuaggi che hanno un sacco di significati.
faccio anche abbastanza cagare e per compensare cerco di puntare sul cervello guardando solo film indipendenti, leggendo libri che abbiano più di 300 pagine e disprezzando biagio antonacci.
non ho la televisione e leggo repubblica cartacea perchè le diavolerie tecnologiche mi indispettiscono.
.............
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+5 # Edna 2012-11-13 14:43
tu sei un parente del paninano?
confessa.....
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+4 # picasso 2013-03-08 18:13
ma poi...sto cazzo di paninano è morto per davvero?
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+2 # Daniele 2013-11-04 18:05
fantastico..il luogo che ha segnato la mia vita.
Per qualche arcano mistero ero in quella ristretta cerchia degli "eletti",intocc abile e perfino rispettato da quelli che all'epoca mi sembravano dei "giganti cattivi".Ma come dimenticare le scene già citate dai miei compagni di avventura/svent ura,protagonist i di rivisitazioni del mitico wrestling,vitti me degli Hulk Hogan e Macho Man nostrani?
Già,per qualche periodo il palco del "tore" si trasformava nel “madison square garden” e si improvvisavano incontri dove i miei amici ne erano le vittime designate.
Ma come non ricordare le ore consumate in quel luogo che è parte indimenticabile della vita di tutti noi,le ginocchia graffiate su quel campo in sabbia,le partite epiche a triangolino e le scivoluduuu(chi le ha fatte sa benissimo cosa sono)e le biglie la domenica mattina..
Ad ogni modo resta il luogo che ha segnato alcuni dei momenti più belli della mia vita,i primi amori e le amicizie vere.
grazie Tore!
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+2 # Essegi 2013-12-01 15:15
Il PaniNano a metà degli anni 80 imperversava la domenica pomeriggio al Number One. Che fine ha fatto?
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0 # redazione 2013-12-01 15:57
...si dice sia morto...
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0 # Ragno77 2014-07-31 13:58
Grazie Dalmata per il salto nel passato.
Anche se all'epoca passavo dall'asilo alla prima, mi sono rimbalzate nel cervello immagini vivide dell'infanzia
Credo che la figura del Paninano (maiuscola nn casuale) fosse un denominatore comune di tanti oratori col loro ricettacolo di promettenti delinquenti ed episodi di pre-bullismo.
Il Commodore 64 con lo spauracchio della scritta "loading error", le felpe della Best Company e le cinture della levi's super-tamarre

P.S. Certo che per un uno che viene chiamato "cappellano" nn poteva che esserci un amante senza l'apostrofo!
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0 # Ragno77 2014-08-01 23:40
Amo questo post

Tore e' un termine che mi risultava poco.. ma pronunciato con la O grave...

Responsabilizziamoci un pelo. E ricordiamo ai gnari Hi-Tech

Cos'era (e perche' lo era) la Leonessa d'Italia

Quanto mi hanno insegnato i vicoli del Carme'n

Le vecchie ai seggiolini... (che io credevo stessero li', quand'ero bimbo, a controllare il territoriio)

Ed era proprio vero!!!!!!

Gli asili battuti dai figli dei nobili

E dai figli dei carcerati

A crescere ruspanti

Ci facciamo tante pippe senza renderci veramente visibili le sciagure all'orizzonte

Ma basterebbero 4 o 5 nonne di una volta a mandare a calci in culo i nipoti a giocare per strada

Per ribaltare questa merda dosata

Equlibrio: Squola al mattino

casa a mezzodi

Strada nel resto
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Paolo Pastore