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Martedì 06 Novembre 2012 07:46

Vecchi adagi e fuochi lenti. Mentuccia Vs Pavone 1-1

Scritto da  Mister

Non c’è due senza tre, dice il vecchio adagio. Reduce da due vittorie consecutive, La Mentuccia era pronta a cucinarsi anche il Pavone (Mella) con tanto di prugne, castagne e patate, per infilare altri tre punti e rendere omaggio al vecchio adagio. Invece, l’undici di mister Capoferri pareggia in casa contro i coriacei bassaioli al termine di una partita bruttina e un po’ triste, che ha appannato anche la verve di chi scrive.

Davanti a 8 spettatori (tutti al seguito della compagine ospite), la squadra di casa offre una prestazione scialba rispetto alle precedenti uscite ed alla fine raccoglie un punto dopo aver rischiato di trovare la classifica chiusa per ferie. Conviene procedere con ordine, come gli amati lettori richiedono.

Serata non fredda, tipicamente autunnale, con Giove Pluvio che concede una pausa al bagnato incedere degli ultimi giorni. Campo al solito pettinato e con l'elegante doppiopetto dei dì di festa ed ecco i 22 sul terreno di gioco.

Ospiti in formazione tipo e locali con numerose assenze (Guarino, Cicogna, Bocelli, Inselvini, De Zerbi), ma felici per il ritorno in panchina di uno dei giocatori di maggior talento, Francesco Piccolo, pronto a dar il suo contributo all’armata Mentuccina, schierata ancora con il 3-5-1-1 dopo i recenti brillanti risultati. Spunghi tra i pali, difesa a tre con capitan Maifredi, Agosti e Goi, Zogno e Staffieri sui lati lunghi, Abate vertice basso di un centrocampo tridimensionale (...) con Gardoni e Passaro da interni, Guarneri punta-boa supportato da Orwa tra le linee.

Pronti-via, ma per venti minuti abbondanti non si odono squilli di tromba da parte degli uomini di casa. Anzi solo loffie sofferte e nauseabonde. Il collettivo che aveva così ben impressionato pochi giorni orsono è un lontano ricordo ed invece del vecchio adagio sembra di esser all’avanti-adagio di uno dei tanti autolavaggi di periferia. Agli ospiti non pare vero e con un 4-4-1-1 intelligente iniziano a farsi vedere dalle parti di Spunghi, prima con un tiro d’alleggerimento deviato in corner, poi con una palla maligna come Crudelia De Mon che attraversa l’intera area di rigore ed ancora con una conclusione senza velleità dai 18, parata dal portiere di casa in 2-tempi-e-mezzo-quasi-tre.

Troppo brutto l’approccio alla gara della Mentuccia per esser realtà, nonostante le frenetiche indicazioni di Mister Capoferri che, alla lunga, finiranno per alimentare maggior confusione e frenesia. La squadra è piuttosto bassa, non aggredisce e fatica a ripartire: la difesa è sì abbastanza puntuale nel contrastare gli avanti avversari, ma è analfabeta nell’impostare il gioco. La mediana perde palloni come se piovesse e ogni ripartenza è un flipper tra colpi di stinco, menisco e femore. Davanti si fatica a tenere la sfera e a proporsi con intensità.

Solo al 25’ Guarneri prova la febbre al portiere ospite con un colpetto da fuori area: 36 gradi e mezzo, nessun sintomo di cedimento. Ci riprova Orwa al 35’ dopo una bella sterzata: sempre 36 e 5 e questa volta palla addirittura nell’adicacente campo a maggese. Cenni di vita, diciamo, a cui si accoda Zogno che si guadagna un corner – poi senza esito - con un altro mezzo tiraccio.

Anche l’arbitro sbadiglia e stancamente fischia la fine di un primo tempo da divano, coperta e cioccolata calda.

La ripresa appare da subito più scoppiettante. Qualche strigliata dei reciproci condottieri deve aver svegliato le squadre e finalmente si assiste ad un match più vivo e combattuto, almeno agonisticamente: per quanto attiene al gioco, invece, meglio bypassare.

Ecco quindi che il Pavone mostra la coda ruffiana e Spunghi è chiamato ad un’uscita bassa non facilissima sul numero 9 ospite. La Mentuccia comprende che senza un colpo di reni l’affare si potrebbe ingrossare ed infilarsi in quel posto tanto delicato, alias il-sito-stretto. Dentro quindi Russo e Barone per Goi e Gardoni (prove sufficienti le loro) e quoziente qualitativo che sale di un gradino. Dal 45’ al 55’ la pressione si fa più costante seppur poco lucida: prima una mischia con Agosti attore per poco non protagonista, poi una zuccata di Guarneri a lato. Russo calcia una punizione dalla sua mattonella telefonando ahinoi al portiere e Orwa conclude di poco a lato dai 16 dopo una buona azione personale. Lo stesso mezzo colored scarta un cioccolatino per Barone con una sciabolata di 30 metri, ma il pallonetto di quest’ultimo è sballato e si appoggia sui cartelloni pubblicitari.

Ora la squadra cresce anche se il Pavone si difende con ordine ed il suo portiere non è chiamato ad interventi da ricordare, poiché un paio di incornate degli uomini di casa non inquadrano la porta. Il mister locale toglie Passaro (6) e Abate (poco lucido oggi) ed inserisce Ragnoli (buon impatto) e Claudiano in avanti passando alle tre punte; nel contempo abbassa Barone sui 5 di metà e Orwa da interno di centrocampo. Il cambio tattico però è un mezzo autogol perché al 70’ su un innocuo spiovente la difesa locale, ferma ed impacciata, anticipa di 50 giorni il Natale: rinvio sbilenco giusto-giusto sulla testa del centravanti pavonese che di testa insacca ed educatamente ringrazia per il regalino. Mentuccia beffata, Pavone che non ruba nulla. C’è Piccolo che scalpita ed è pronto per entrare, ma mai attesa fu più felice: Orwa tira finalmente come si deve dal limite e realizza l’immediato pari, grazie anche ad una deviazione che rende vano il tuffo pirotecnico del goalkeeper ospite. Ma il cambio è lì e quindi dentro Piccolo per Zogno (buon dinamismo, ma tanto caos): ora le squadre sono lunghe, la stanchezza è vera, le (potenziali) occasioni si sprecano.

Gara sui nervi, adesso. Si recupera e si riparte, si ri-riperde e si rincula. Errori e cose buone, cous-cous a Montirone. Crudelia Pavone si fa vedere velenosa nei 16 difesi da Spunghi con un paio di ficcanti contropiedi, mentre dall’altra parte Ragnoli prima (troppo bello il suo colpo di testa, parato, peccato) e un effervescente Claudiano poi (anticipo sull’ultimo difensore e scellerata conclusione dai 20, che spreco) fanno venire i sorci verdi agli ospiti.

Non c’è più tempo per nessuna pietanza, né per i vecchi adagi. Il Pavone alla Mentuccia non è poi un granchè e il triplice fischio del direttore di gara dopo il canonico recupero mette fine ad una partita bella solo negli ultimi 15 minuti. Un pari che ai punti sta forse un po’ stretto alla compagine di casa, ma che è meritato tutta-la-vita dai bassaioli.

Finisce tra consuete strette di mano per un X che in fondo accontenta tutti, con i tifosi ospiti che ringraziano i loro beniamini e con una mezza luna meravigliosa che accompagna con casta luce intensa i mesti titoli di coda.

 

Au revoir.

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Commenti   

 
0 # francesco piccolo 2012-11-06 11:05
credimi mister, i tuoi articoli stanno diventando una splendida coda (non del pavone n.d.r.) alla partita settimanale.

troppo divertenti ma anche molto ben scritti.
tanta robbbba mister davvero
complimenti
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0 # Cerpe76 2012-11-06 17:38
Solito....grand e narrazione....s embra di vivere la partita....
Peccato per il risultato....be ne per il ritorno (anche se partendo dalla panca) di uno dei giocatori di maggior talento, Francesco Piccolo (Cit.)... di sicuro lui potrà, con qualche giocata delle sue, far fare qualche punto alla Mentuccia......
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0 # davide 2012-11-06 18:22
gran paroliere mister...bravo. .....come scrittore
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0 # Cico 2012-11-07 12:31
Io l'avrei intitolato Vecchi adagi e Fuochi FATUI...
Certo che la pubblicazione su Brixiacalcio è tanta roba...
E se poi ci "scippano" il Mister?

ps: meravigliosa la foto di Piz che fa stretching..non te n'eri accorto che mi avvicinavo per immortalarti?
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0 # paolo 2012-11-07 17:41
Grande Mister! ormai e' come leggere la gazza il giorno dopo la parta.. sei splendido! martedi mattina c'era gia' l'articolo. un appuntamento fisso, atteso e gradito. speriamo tu possa scrivere grandi cose sulla Mentuccia da qui alle prossime 3 settimane.... Ale'!
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Paolo Pastore