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Sabato 01 Dicembre 2012 12:26

Inferno UISP. Cronaca di una (non) partita da leggere tutta d'una fiatella.

Scritto da  Mister

Pubblico delle grandi occasioniTeniamoci il risultato. SG Bienno 0, La Mentuccia 2. Tre punti fondamentali per la salvezza della squadra del Presidente La Palma, ma sotto il vestito? Poco, pochissimo. Anzi, ci si aspettava di trovare quell’intimità femminile che tanto aizza il basso ventre del maschio e invece si è rischiata la trans-siberiana(l). Una partita mal giocata da entrambe le contendenti e di cui, come anticipato, salviamo solo il risultato.

La grande bottega degli orrori è andata in scena sul neutro di Lovere, causa impraticabilità del campo del SG Bienno. Dopotutto, i presupposti per un match da conati si sono palesati subito: squadre rimaneggiate (per i reds, mancavano Cicogna, Guarino, Barone, Bocelli, Inselvini, Claudiano e Russo), campo buio, linee di gioco invisibili, un unico pallone disponibile (sgonfio, peraltro), clima umido tipo Laos, bandierine per i guardalinee assenti, pioggia leggera benchè ininterrotta, fastidiosa.

Vabbè, ci tocca. Ordine in sala e sipario. Non parte nemmeno male La Mentuccia, schierata con un prudente 3-5-1-1 con Spunghi in porta, trio lescano-difensivo composto da Goi, Maifredi e Davidino Agosti, Staffieri e Passaro sulle diagonali basse; Abate architetto di centrocampo, coadiuvato dalle mezze ali Gardoni e Piccolo. Guarneri alle spalle dell’unica punta Orwa detto Oro. Gli avversari partecipano alla piece teatrale con un accademico 4-4-2, mostrando tanta volontà ma poco costrutto.

Francesco Piccolo, leader della MentucciaI primi venti minuti, infatti, sono quasi tutti ad appannaggio della squadra ospite che mostra un buon piglio facendo suo il predominio territoriale. Certo l’avversario non è dei più agguerriti, ma capitan Maifredi tiene salda una difesa abbastanza sicura puntellata dal duo Davago-Goi e qua e là si intravedono sprazzi di gioco, grazie alle intuizioni di Abate e Piccolo, la spinta degli esterni Staffieri e Passaro, la mobilità di Guarneri e Oro. Addirittura, quasi senza aspettarselo, gli ospiti passano con una stoccat(in)a di Oro, al termine di un’azione discretamente iniziata da Maifredi che sventaglia sulla destra per la profondità di Staffieri, a cui il mister aveva dato licenza di uccidere: cross teso e tap-in vincente di Oro appostato sul primo palo. Timidi applausi dalla platea, che concede un sussulto nonostante il soporifero trantran.

La squadra di casa fatica a prendere le misure ed è inchiodata. Così, sull’ennesimo tornante, Piccolo decide di alzarsi sui pedali e lascia impietrita l’ammiraglia della malmessa difesa locale. Il numero 10 di Atripalda, visibilmente dimagrito, addomestica una palla innocua e la tramuta in veleno puro per il SG Bienno: mezzo esterno col contagiri per l’intelligente inserimento di Oro, che distende la corsa, sistema la casacchina e a braccia alzate non perdona il portiere di casa, dopo avergli sfilato il portafogli con un dribbling vellutato. Bello il sorrisone mentadent del bomber mentuccino che si gode finalmente una serata di gloria e clamoroso al Cibali: a fine-primo, SG Bienno 0 – La Mentuccia 2. Mai sùcidit (mai succeduto).

fase di giocoNell’intervallo, lo spogliatoio di casa sembra una corrida con l’allenatore che cerca in tutti i modi (inutilmente, a posteriori) di scuotere i suoi strizzando scroti e bestemmiando in cirillico. Quello della Mentuccia, parla di visi tirati, increduli, di crisi prematrimoniali, di unghie incarnite, di magliette della salute umide ma solo per la pioggia, di Redbull sgasate. Ci prova il mister a non far scendere una stamina già ai minimi termini, con risultati – si vedrà – sconfortanti.

Infatti il secondo atto sembra un film dell’orrore. Ci si attendeva la reazione veemente del SG Bienno dopo che nel primo tempo la squadra non era praticamente pervenuta, lasciando Spunghi a ricercare margherite sintetiche tra area e calcio d’angolo. In effetti, i primi 10 minuti sembrano dar ragione ai locali che bevono dalla borraccia giusta e cambiano passo. La Mentuccia si difende, ma che confusione! E dell’emozione che sale piano piano? Nessuna traccia.

Al contrario, i 22 in campo prendono l’ascensore per l’inferno, anzi per l’Uisp, che sta ovviamente un girone sotto poiché minus habentes. E allora ecco passaggi sbagliati, palle recuperate e subito malamente perse, controlli alla Graziani, contrasti dal sapore greco-romano con contorsioni e piroette, giri-palla da vomito, tiracci dai 20 metri che si spengono flebilmente a bordo campo se non in fallo laterale, rinvii che si alzano maldestramente sfidando la gravità, ignoranza tattica e non, uscite generose dei portieri, alitosi calcistiche, coriandoli, fischi, pernacchie, nani e ballerine.  Ora il gruppo è compatto e viaggia con una media ridicola verso il traguardo. Qualche scattino d’avvertimento prima dello sprint finale: un paio di sortite ficcanti degli avanti di casa e residuali ripartenze pseudo-interessanti degli ospiti, con Ragnoli e Pascolin in campo da metà ripresa. La bottega è diventata un ipermercato e l’horror investe tutta l’area (territoriale, in questo caso) alla stregua del blob più appiccicoso.

Bienno - Mentuccia - punizioneFinalmente arriva il minuto 80’ e l’arbitro (ma c’era anche un arbitro?) concede 4 minuti di recupero che diventano 2 per pura compassione, senza che alcun dei protagonisti (?) del rettangolo verde eccepisca qualcosa.

Il triplice fischio è un 25 aprile e La Mentuccia si porta a casa il bottino pieno al termine di una prestazione mediocre, migliaia di passi indietro rispetto all’ultima uscita che pur terminata con una sconfitta per 3-1 aveva raccontato di una squadra tosta, viva, piccante come la mostarda dei cesti natalizi.

Tra le righe si legge però che nelle ultime 6 partite gli uomini di mister Capoferri hanno totalizzato 11 punti grazie a 3 vittorie, 2 pareggi ed una sola sconfitta, subendo meno di dieci gol. Pertanto, pur se stasera il bicchiere è mezzo vuoto, ci si faccia ‘sto beverone da Lovere e ci si goda i piani (medio)alti della classifica, grazie al recente score da primissimi posti.

Appuntamento a lunedì 3 dicembre in quel di Montirone per il big-match contro La Camuna, squadra campione in carica, augurandoci che l’horror shop rimanga chiuso per turno e che la partita sia più intensa, combattuta e bella, anche per chi ve la deve raccontare.

Requiem.

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Commenti   

 
+1 # IL BOCCIO 2012-12-01 13:57
COME SEMPRE EMOZIONANTE...
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-1 # Giovanni Maifredi 2012-12-01 14:42
Grande Mister, per me il miglior pezzo fino ad ora
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+1 # Andrea 2012-12-01 16:34
Pelle d'oca coach.......... .
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+1 # paolo 2012-12-02 14:03
veramente suggestiva l'immagine del pubblico sugli spalti. L'analisi del match non fa una piega. mister come sempre racconti la parta con
grande stile. pero' anche se lo spettacolo e' stato da horror bisogna riconoscere che le azioni dei 2 goal sono state di pregevolissima fattura. ora preparati a scrivere un gran pezzo per la partitissima con la Camuna. Ale'
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