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Niente, essendo io una tipa profondamente ironica ho deciso di scrivere il mio primo post qui sopra parlando del dolore, così mettiamo subito le cose in chiaro e non ci pensiamo più fino al prossimo inverno. O fino al prossimo imminente matrimonio di Brad Pitt. Ecco.
Il dolore è una di quelle cose, di quei sentimenti, che se trascurato, può trasformarsi in fastidio.
Spesso ce lo si scambia ad un tavolino di un bar o in una qualche telefonata.
Fa talmente parte di te che ti definisce, forse, più di qualunque altra cosa.
Naturalmente ce ne sono di diverse tipologie, ma questo non vuole essere un trattato sull’argomento.
Ultimamente provo parecchio fastidio per un sacco di cose.
Tipo, quando a scuola, il gesso sfregava in quel modo, così acuto e penetrante, la lavagna.
Ti rimbombava dentro per interi secondi.
Allora dovevi immediatamente concentrarti su altro, per far passare quella scossa di brividi.
Provo parecchio fastidio, dicevamo.
E quando arriva il fastidio, il grosso è già fatto.
Cioè… È come se non ci fosse bisogno di grosse sceneggiate, o isterismi, o pianti, o parole e spiegazioni.
Tutta quella parte lì è già andata, sia che tu te ne sia o non te ne sia accorta.
Perché spesso i dolori si mischiano .
E allora tu credi che piangi per il lavoro, invece piangi per l’amore.
Che piangi per un film, invece stai piangendo per te stessa.
Che urli a squarciagola per una canzone, invece urli contro una persona.
Cose così, insomma.
Riesco a spiegarmi?
Attenzione perché qui arriva la parte importante.
Insomma, quando tutta quella parte lì diventa solo e unicamente fastidio – e il grosso è fatto e non c’è niente da spiegare – allora è solo un’ altra scatola da mettere via, da qualche parte.
Un posto lo si trova sempre, fidatevi.
Ve lo dice una che abita in un bilocale.
Un posto si trova e quella gomma da masticare che hai attaccata sotto le scarpe, che ti permette di camminare, ma non di farlo in modo del tutto naturale, si stacca.
Ci metti sopra una bella etichetta, ne valuti lo spessore e il peso, e archivi.
Senza grossi strazi.
Archivi.
È la prima cosa che insegnano in qualunque ufficio.
Archivi.
Sai archiviare.

E fa sempre curriculum.

 

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