Baskethood, la pallacanestro a Brescia. Intervista a Giaci

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Com’è la ripresa? Indubbiamente dura. Tirare su la serranda è un momento da grande commozione, ma poi? Mica semplice fare i conti con quello che non è stato e quello che forse sarà.

Siamo andati a parlarne con Paolo Giacomelli, da sempre Giaci, per gli amici e gli avversari di parquet e campetti. Pochi anni fa Paolo, pardon, Giaci ha fatto una scommessa. Di quelle pesanti: ha aperto Baskethood, il regno del basket.

Un negozio di due vetrine, con un divano che non solo arreda, ma dà quel senso di casa che lui ed i suoi soci hanno voluto dare. La passione per la palla a spicchi, che a Brescia dal 2009 ha avuto un respiro diverso grazie al ritorno del grande basket dovuto al volere della famiglia Bonetti-Bragaglio, ha portato Giaci ed un nugolo di amici cresciuti al Liceo Arnaldo a scommettere molto forte su un negozio lontano anni luce dagli stereotipi delle grandi catene che vendono un tanto al chilo qualsiasi genere di articolo sportivo.

E così, in un anfratto di via Cremona è nato Baskethood, meta di tutti i giocatori di basket della nostra provincia. Ci trovi i giocatori della Leonessa di serie A, come quelli dell’Mgm di Csi, i fenomeni del campetto tanto come gli appassionati da divano che si sollazzano con l’Nba o guardando adesso “The last dance”, serie cult che racconta l’ultima annata vittoriosa di Jordan & C.

Siamo andati da Giaci perché oltre ad avere un vicino di casa molto interessante (l’enoteca totalmente made in Brescia Enotek.0 di Mario), volevamo vedere come si regge l’urto della riapertura di una struttura ancora giovane, e che a modo suo va contro l’establishment dei grandi negozi o delle realtà da metropoli, dove si trova magari quello che a una bottega come quella di Giaci non è dato accedere.

Quando Baskethood ha aperto i battenti ero molto dubbioso sulla riuscita dell’operazione: invece devo riconoscere che il servizio offerto ha dato la possibilità a Paolo & C. di tenere la barra tutta a dritta. E allo stesso tempo c’è stata la possibilità di creare eventi negli eventi che non solo hanno pubblicizzato il negozio, ma che hanno fatto vivere Baskethood come un qualcosa di diverso.

Dal Luna park, al torneo di 3 vs 3, dall’amichevole Ncaa con 1000 spettatori sugli spalti, alla presentazione di giornalisti di un certo calibro senza dimenticare la presenza dei giocatori della nazionale (Brian Sacchetti e Pietro Aradori) gli ex arnaldiani hanno dimostrato che piccolo è bello (e volevate che non trovassero spazio su odiopiccolo?) e che le belle idee sanno arrivare un po’ ovunque.

In bocca al lupo Giaci: un augurio a tutta la nostra provincia che da lunedì ha tirato su di nuovo la serranda, con un po’ di magone, ma con tanta voglia di riprendere da dove si era lasciato.

 

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Alberto Banzola

Il direttore di odiopiccolo è Alberto Banzola, giornalista pubblicista, dal 2009 (solo per una mera questione di pigrizia). Ha cominciato per gioco nel 1998, assecondando un desiderio che aveva fin da bambino grazie a Fabio Tavelli, che in lui ha visto – e ci chiediamo come abbia fatto- del potenziale. Un pò “commesso viaggiatore” a livello internazionale, un po' giornalaio come dicono i suoi amici baskettari di sempre, è su questa barca dal primo giorno, a calmierare le folli idee di Vit. Zob0n o Banzo o come vi viene da chiamarlo, dal 1998 ha collaborato con Elivebrescia.tv, Bresciapuntotv, Sportitalia, Number One Network, Teletutto, Gazzetta dello sport, Bresciaoggi, Radiovoce, Radio Montorfano, La Giornata Tipo, serieadilettanti.it, cremonabasket.it, basketnet.it; e tutt’ora a piede libero. Non si capisce il perchè.

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