CI SONO FIAMME, il nuovo video di Gianmarco Martelloni

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“Ci sono fiamme” è il secondo singolo tratto dall’album “Fiamme”.

Il video è stato girato dai Dan Ton, due esordienti nel campo del videoclip: Marcello Daniele, bassista dei Plan de fuga, e Carlo Tonini, entrambi da tempo attivi nella produzione video nella nostra città.

Protagonista è Deborah Sanfilippo, giovane modella ed ex-alunna di Martelloni, insegnante in un liceo linguistico cittadino.

Le locations per le riprese toccano molti luoghi di Brescia e della sua provincia: piazza Loggia, la zona romanica, il Chiostro della chiesa di San Cristo, il Tempio di Bacco sopra Villa Fenaroli a Rezzato, le Grotte di Catullo, la miniera di ferro dismessa “Torgola” a Collio Val Trompia e il Passo del Maniva.

Il tutto in tre giorni, passando da 36 a 8 gradi e viceversa, collezionando insolazioni e gags coi passanti, spaventando sconosciuti con facce rosse demoniache, schivando i bagnanti per non rovinare l’inquadratura con le siùre in costume intero e spalline abbassate (una non ha gradito la presenza, manifestandosi con un acutissimo “l’è mia de voàlter la spiàgio!”).
Deborah si è alzata per tre giorni alle 3.30 – per qualche strana ragione la sua acconciatura richiedeva ore di lavoro. Nessun maschio che guardi il video la distinguerebbe mai da una pettinatura qualsiasi, ovviamente.
Un siòr che passava sotto i Macc de le Ure alle ore 6.25, trovandosi di fronte una ragazza bendata e a piedi nudi, è rimasto paralizzato per cinque minuti. È stato rimosso da una pattuglia della Municipale.
Martelloni, nonostante l’età non freschissima, ha fatto trenta volte la scalinata con 35 gradi, incurante della camicia in sintetico-killer che indossava.
Il freddo del Maniva al tramonto in maniche corte e vestito inconsistente è stato commentato dagli attori con espressioni non degne di persone perbene. Il playback è stato eseguito grazie a un maxi-stereo portatile in stile Run DMC.
A Sirmione i protagonisti si sono pietrificati più volte per la costante presenza di cigni minacciosissimi.
È stato difficile trovare un angolo della Brescia romanica non vandalizzato dai writings, purtroppo.
È infine impossibile spiegare l’ incredibile odore che ha una miniera di ferro abbandonata.

 

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