Confessioni di un bresciano razzista

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Confessioni di un bresciano razzista

Lo confesso. Sono diventato una specie di razzista e un po’ me ne vergogno.

Sono sempre stato eticamente ostile alla discriminazione, in qualunque sua forma, che si trattasse di razzismo, sessismo, classismo, specismo o che fosse di natura omofobica e religiosa. Ma in realtà non ho mai preso una posizione netta, non mi sono mai concretamente esposto, finendo spesso per apparire passivo all’argomento.

A me è sempre sembrato normale che ognuno potesse esercitare le proprie convinzioni anche se diametralmente opposte alle mie. Ingenuamente coltivavo l’idea che il rispetto della libertà di pensiero fosse sinonimo di intelligenza e non che potesse essere interpretato come atteggiamento a-patico (à= privazione, pathos= passione).
Va inoltre aggiunto che ho sempre avuto quella fastidiosa tendenza a giustificare atteggiamenti di intolleranza, cercando sempre di salvare la parte buona della mela marcia.
“Eh, sai, ha perso il lavoro!… È in crisi con la ragazza!… Viene da una famiglia disagiata!… Gli è appena morto il gatto!” e altro becero buonismo di questo tipo.

Mi ritrovavo ad assistere a certe dinamiche o ad ascoltare determinati discorsi, senza riuscire a comprenderne il senso; rimanevo come allibito, ma sempre senza puntare il dito, senza condannare, semplicemente non capivo. Abbassavo gli occhi, un sospiro e nella testa mi ripetevo:” Ma come cazzo fa a dire una roba del genere?”.

Non lo so…

Ad esempio quando sentivo frasi riferite agli extracomunitari del tipo:”Vengono qui a rubarci il lavoro” dette da avvocati, commercialisti, bancari o altri professionisti, pensavo:” Mah… vuoi vedere che questo ha una mezza idea di andare a vendere le rose per le vie del centro, o di piazzare il baldacchino fuori dal supermercato, o, che ne so, di andare a lavorare in fonderia o magari di finire a raccogliere pomodori a cinque euro al giorno!”.
Oppure quando quei simpaticissimi smandibolatori bresciani che si scandalizzano perché “ Vengono qui a spacciare quei giargia di merda!”.
I più teneri però rimangono i padri di famiglia che intasano la Mandolossa, che però “Le negre puzzano!”.
E come non citare gli anziani cattolici, quelli che come mia nonna vanno a pulire la chiesa ogni martedì, ma che di fronte all’uomo nero non riescono ad esimersi dallo slogan “Besogneres mandai tòch a casa sò”… in segno di pace e fratellanza, immagino.
O mio nonno che insiste sempre sul fatto che :” I cuntinùa a comprà fìòi!”, dimenticandosi di avere 5 fratelli. Tant’è che quando tento di fargli notare la discrepanza tra queste frasi e il loro credo, e di spiegargli che queste diversità culturali si affievoliranno con le prossime generazioni, mi stronca sempre con un:” Se, ma che ga entrà?”.

Il meglio tuttavia lo vedevo quando sui giornali appariva la notizia di uno stupro commesso da uno straniero. Eh lì sì che assistevo al meglio del meglio! Altro che genocidio! I più impavidi avrebbero bruciato vivo ogni straniero e non contenti proponevano bombe nucleari su 3⁄4 del Pianeta.
E lì proprio non riuscivo ad afferrare tanto accanimento, specie in virtù del fatto che la violenza sessuale avviene per il 70% tra le mure domestiche, mentre solo un 10% è imputabile allo “straniero”.

Cosa bisognerebbe fare in questi casi? Condannare tutti i papà, gli zii, i nonni? Castrarli tutti, perché appartenenti alla categoria dei “parenti”?. E dei preti allora che ne facciamo? Tutti al rogo?.
Non ero mai riuscito a spiegarmi quell’odio, quell’arroganza, quel senso di superiorità, ma qualcosa in me ultimamente è cambiato.

Forse negli ultimi anni ho offerto troppa comprensione e rispetto ricevendo in cambio ignoranza e delusione, o forse semplicemente è vero che invecchiando si diventa meno tolleranti. Il risultato è che oggi mi sento anch’io un bresciano razzista.

Sono razzista contro i razzisti. Sono intollerante contro gli intolleranti. Sono discriminatorio contro i discriminatori. Odio, letteralmente odio, l’ignoranza etica. La conosco Brescia, è una città che adoro, è la mia città. Ho ben chiare le problematiche legate al lavoro, all’inquinamento, alla criminalità e sono il primo a sostenere che alcune politiche, specie quelle sull’integrazione possano essere migliorate.

Quando una persona su cinque a Brescia è extracomunitario, è ovvio che questo 20% porterà in seno anche dei delinquenti. Ho una collega albanese a cui affiderei le chiavi di case e ne ho avute altre italiane che rubavano in negozio. Conosco slavi eccezionali, rumeni gran lavoratori, africani simpaticissimi e palestinesi meravigliosi, così come conosco albanesi, slavi, romeni, africani e palestinesi che sono criminali. Ma è possibile vedere questi individui non come appartenenti ad una nazione o continente, ma come INDIVIDUI e come tali giudicati dall’uomo e dalla legge.

Non sono un moralista, non potrei permettermelo, visto quante ne ho combinate (scusa mamma), ma davvero non riesco a concepire come una persona più fortunata si permetta di sentirsi migliore, come un essere umano si possa considerare padrone della Terra e non suo ospite temporaneo.

È una questione di intelligenza e riguarda tutte le forme di tolleranza. Cosa pensereste se vi discriminassero (e in parte avviene) perché siete obesi, o pelati, o magri, o bassi, o con le orecchie a sventola, o con i brufoli, o strabici, o con le gambe storte, o con i piedi piatti, o col culo grosso, o con… sarebbe una lista infinita.

La paura del diverso mette in crisi le nostre sicurezze, ma va superata.
Il colore della pelle, la nazionalità, la religioni sono stati strumenti usati dai potenti per generare odio e realizzare i propri obiettivi.
Ma pensiamo solo alle intolleranze religiose e culturali, di quante guerre, di quanti morti, di quanto dolore, sono state sciagurato pretesto?
La tolleranza non ha mai generato sangue, l’intolleranza ne ha intriso la terra.
Troppo spesso ci dimentichiamo che siamo un popolo di migranti e che come tale abbiamo sofferto le umiliazioni della discriminazione.
Togliamoci dalla testa l’idea che noi eravamo belli, bravi e stimati e che all’estero fossimo accolti tra petali di rose e banda in festa.
Eravamo considerati pezzenti, geneticamente pericolosi, violenti. Nixon sosteneva che avevamo addirittura un “odore diverso”.
Il massacro di New Orleans, quello di Aigues-Mortes, la vicenda Sacco- Vanzetti, la copertina di Der Spiegel del 1977, le oppressioni in Svizzera, Australia, Canada e tante tante altre ancora, sono solo alcune delle testimonianze di come eravamo trattati fuori dai nostri confini.

In 150 anni più di 24 milioni di italiani sono emigrati portando nel mondo il nostro sapere, la nostra creatività, la nostra manodopera e la nostra delinquenza.

Ma davvero la nostra storia non ci ha insegnato niente?
Eravamo noi quelli dei barconi, ricordiamocene!

Quando arrivano quei poveri disperati a Lampedusa e qualcuno mostra solidarietà sento spesso una frase che proprio mi chiude la vena :” Dovreste tenerli in casa vostra”. Sinceramente, esiste affermazione più idiota?
In casa mia non voglio nessuno, perché ho scelto di vivere da solo.
Che significa?
Chi mostra attenzione verso i massacri dei delfini deve tenerne uno nella vasca? O chi si è indignato contro l’abbattimento dell’orsa Daniza avrebbe dovuto ospitarla in giardino? E un leghista che dovrebbe fare? Offrire alloggio ai senza tetto padani? Ma che cazzo significa? Me lo spiegate? Chiedetemi piuttosto se preferirei avere come vicino di casa uno che afferma cazzate del genere o un “forestiero” (come li chiama mia nonna).

Io come vicino di casa voglio avere UNA BELLA PERSONA, indipendentemente dalle sue origini. Punto.

Non mi piace sentirmi razzista come i razzisti, ma trovo conforto in una splendida citazione di Karl Popper: “Dovremmo rivendicare, nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti”.

Davide Agosti

 

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14 comments

  1. TITO ARONICA 6 ottobre, 2014 at 05:22 Rispondi

    un bel pezzo che non solo dice cose sensate, che ogni persona di buon senso può condividere, ma le dice anche bene, in modo chiaro ed efficace. complimenti!

     
  2. Daniela Marini 6 ottobre, 2014 at 05:23 Rispondi

    quando leggo riflessioni di questo genere mi consolo e non mi vergogno piu’, come spesso mi capita, di appartenere al genere umano.

     
  3. Hook 6 ottobre, 2014 at 05:23 Rispondi

    Torna sulla Terra va…
    Prova a porti la domanda per quale motivo una persona “normale” comincia ad “odiare” verbalmente (perchè in fin dei conti altro non fa) il “forestiero”.
    Perchè non ce n’é più per nessuno!!
    E tutto questo è creato dalla società stessa, che ci fa odiare tutto e tutti compresi noi stessi e che ci costringe sempre di più a diventare egoisti, pensare solo a noi proprio perchè ci stanno togliendo tutto giorno dopo giorno e senza nemmeno darci la forza di reagire…
    Alla fine, comunque, ci limitiamo solo a dei pensieri e a prendere delle posizioni verbali… siamo ancora bravi in confronto a certi atteggiamenti (ben più violenti) presenti nei loro paesi d’origine (se ne vanno da lì pure loro infatti)… prova ad andare a professare la tolleranza e l’uguaglianza da loro…
    Non ce n’é più per nessuno e di questo passo tutto il mondo imploderà, quindi basta avere utopie visionarie da fighetto fricchettone!!!
    Torna alla realtà dei fatti… se mai ti toccheranno direttamente per davvero un giorno!!!

     
  4. #Davago 6 ottobre, 2014 at 05:25 Rispondi

    Ma guarda hook fighetto fricchettone proprio non mi si addice. Comunque se ritieni che il problema della società moderna sia lo straniero sei ben libero di pensarlo…io credo che siamo arrivati dove siamo per altri motivi. ….ma è chiaro che prendersela con la parte debole è piu semplice che non parlare di finanza o interessi politici
    È la mia opinione e c’entra ben poco con l’utopia ,il ritorno alla terra e il fricchettone
    scimitarra se esporre il proprio pensiero è moralismo allora lo sono. ..detto ciò che l integrazione debba migliorare è ovvio e l ho detto ….credo che i figli dei figli dei nostri extracomunitari saranno più vicino al modo occidentale di vivere se è quella la paura. Il delinquente va perseguito ma non vedo giusto generalizzare cosi. Mi pare inoltre che il centro adesso sia davvero migliorato e non esiste città al mondo dove nn vi siano zone cittadine con più delinquenza rispetto ad altre.
    poi pensatela come volete.

     
  5. aliaussie 7 ottobre, 2014 at 05:27 Rispondi

    Hai detto bene: noi eravamo quelli dei “barconi”! Mi risulta che entravamo sempre dalla porta d’ingresso, non come clandestini, in America come in Australia si passava anche per la Quarantine, nessuno ci ha mai dato vitto, alloggio, ricariche e sigarette. È un gesto sicuramente nobile e doveroso aiutare delle persone in difficoltà, gli africani che compiono la scelta di intraprendere quei terribili viaggi in barca senza dubbio sono davvero disperati. L’ideale per risolvere questo disagio sarebbe sistemare le cose nei loro paesi e nei loro governi, purtroppo l’Italia ora non può permettersi di accoglierli e aiutarli tutti. Qui non è più l’America, tante, troppe famiglie italiane hanno bisogno d’aiuto. Quei 30 euro al giorno potrebbero essere dati ai nostri nonni che prendono la minima o alla sanità e ancora all’istruzione…. le tue sono senza dubbio belle parole, ma bisogna anche guardare in faccia la realtà. Purtroppo ci sono le brave persone come tu hai ben detto, e i delinquenti (se non c’è lavoro nemmeno per noi di cosa possono vivere?), questi ultimi devono essere mandati a casa. Purtroppo qui non hanno la possibilità di riscattarsi come forse i nostri connazionali hanno fatto in passato emigrando, qui non c’è futuro nemmeno per noi italiani. Sono stufa che ci facciano passare per razzisti, dovessi vedere le campagne pubblicitarie contro l immigrazione clandestina che fanno in Australia e tutte le procedure per potere vivere e lavorare li (lo so per esperienza in quanto mia mamma è emigrata la). Nessuno ti aiuta, nessuno ti da un sostegno economico, sei ben accetto se ti impegni, lavorando, studiando e pagando il visto, farsi rispettare e avere una disciplina rigida non vuol dire essere razzisti. Se potessimo ospitare e mantenere tutti ne sarei più che felice, ma in questo momento persino nelle nostre case c’è chi ha bisogno di aiuto. Credo che siamo l ‘unico paese che prima pensa agli altri e poi a noi, è una cosa bellissima certo, ma utopica. Non porta a niente di buono n’è per loro che comunque non hanno la vita che forse si immaginavano ne per noi.

     
  6. #Davago 7 ottobre, 2014 at 05:28 Rispondi

    Non sai quanto piacere mi faccia ricevere finalmente una critica intelligente e costruttiva dopo tanti banalissimi commenti offensivi.
    Io definisco razzista che usa la razza come elemento identificativo di discriminazione e nn chi ha idee diverse dalle mie sulle politiche di immigrazione. In ogni caso va resettata questa convinzione che chi si professa tollerante debba volere “porte aperte a tutti, anche la domenica” come alla fiera del mobile. …a me pare ovvio che i flussi migratori vadano regolati che è cosa ben diversa dall inno “affondiamo i barconi”….regolati con politiche europee, con accordi internazionali. ..certo non è la mia materia ma credo che li sia il punto. E poi davvero questa storia dei 30 euro tolti ai nostri italiani e dati a loro
    …nn è così! Davvero, leggi il decreto e vedrai cose diverse…ad esempio si tratta di fondi europei che arrivano in Italia per i rifugiati politici e nn potrebbero essere destinati ad altre funzioni….nn credo sia la sussistenza allo straniero la causa dei nostri guai economici
    ….scusa gli errori ma sono di corsa.

     
  7. Anni80 7 ottobre, 2014 at 05:28 Rispondi

    Quando ero piccolo, negli anni 80, il centro era molto più pericoloso. Vivendo in centro spesso ho trovato gente che si faceva d’eroina nei vicoli, nella nostra macchina più volte abbiamo trovato barboni che dormivano e magari ci aveva lasciato anche qualche “ricordino” ed erano tutti italiani doc! le cose sono migliorate dalla fine degli anni 90 Quindi se non hai vissuto certe cose, se sei troppo giovane o troppo ignorante ( nel senso che non sai) non dire inesattezze e cose non vere. Io ti parlo di cose vissute in prima persona.

     
  8. Anti intollerante 7 ottobre, 2014 at 05:29 Rispondi

    Infatti hook hai proprio ragione , IL MONDO IMPLODERÀ !!!!!!!! Ma non ancora imploder!!!!!!!Nel frattempo visto che ti chiami hook fatti un bel bidè col braccio dove hai l’uncino , che probabilmente hai comprato su internet su qualche sito cinese, e pensa nel frattempo alle intolleranze alimentari , l’uncino potrebbe farti digerire meglio certi argomenti

     
  9. Alessandro87 7 ottobre, 2014 at 05:29 Rispondi

    le motivazioni che portano al razzismo penso siano delle più disparate, dalla paura del diverso, al terrorismo psicologico che ogni sera invade i tg. Il mio modestissimo parere è che purtroppo faccia parte delle natura umana,in quanto non dimentichiamo, siamo animali anche noi e come animali seguiamo l’istinto. Uno di questi istinti ci porta a dividerci in branchi,continuamente e in ogni ambito (l’odio tra tifosi di squadre diverse è solo un esempio). Però in quanto “animali evoluti” dovremmo capire che siamo tutti letteralmente sulla stessa barca e smetterla di farci la guerra l’un l’altro, la collaborazione è l’unica via per la prosperità collettiva. Questo è solo il mio parere,dopo so benissimo che ci sono anche altri motivi decisamente importanti, ma questo io credo sia alla base di tutto.

     
  10. Herald 8 ottobre, 2014 at 05:30 Rispondi

    Muahahahhaa muoio ….
    Una persona che odia nn è normale,ma è autolimitata .Pretendete integrazione?!!Mi spiegate come fa un adolescente ad integrarsi quando i suoi compagni di classe lo discriminano mantengono le distanze come se avesse la lebbrosi?!!Grazie all educazione presa a casa.Non si può pretenderee quando si voltano le spalle.
    Bisogna essere flessibili e nn ignoranti,aiutare e far capire a chi sbaglia la strada giusta senza voltare le spalle.Questa è la via piùdel breve che porta all integrazione.Poi se volete sparare la vostra liberi di farlo,ma sappiate che date solo ragione alla pura verità descritto con cura e intelligenza da Davide.(testo principale )Complimenti..

     
  11. Herald 8 ottobre, 2014 at 05:31 Rispondi

    Cmq se le Grandi Potenze la smetessero di seminare guerre e sfruttare le ricchezze naturali dei paesi più poveri nn ci sarebbero qst problemi.

     
  12. Cristian 8 dicembre, 2014 at 05:31 Rispondi

    E allora la colpa è di chi non ci aiuta, dell’Europa, non dei clandestini. Ma non ho mai sentito nessuno parlare di Europei di merda.

     

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