Gloria di S. Lelio vs Blue Jasmine di W. Allen

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Ho visto due film, uno realista e attuale, il film GLORIA e l’altro distante dal contemporaneo BLUE JASMINE. La diversità dei film potrebbe essere legata anche all’età anagrafica dei due registi: il 39enne regista cileno Sebastian Lelio del primo film, giovane uomo più al passo coi tempi e il 78enne regista americano Woody Allen del secondo, anziano uomo forse ormai lontano dal presente.

Entrambe le pellicole non hanno lieto fine  e sono centrate su due figure femminili Gloria e Jasmine, magistralmente interpretate rispettivamente dalle bravissime Paulina GarciaCate Blanchett.

Il film cileno è realista perché Gloria potrebbe essere benissimo una nostra vicina di casa, una nostra amica o conoscente, donna di sessant’anni, con un matrimonio finito e due figli grandi, che va a ballare, frequenta suoi coetanei, è curiosa e capace di abbandonarsi all’avventura di una notte e fidarsi ancora dell’Amore di un uomo, Rodolfo, separato ma ancora in parte invischiato nella famiglia precedente. La vedremo sorridente, triste, arrabbiata, accudente, impegnata nel lavoro, impaurita, sola ma consapevole della sua solitudine, capace di essere allegra e ironica, la vedremo anche mentre ama cantare le canzoni trasmesse dalla radio della sua auto. Una donna reale piena di contraddizioni e sfumature e quindi ricca di vitalità.

Jasmine al contrario è una donna fragile e annebbiata dal fallimento della sua vita e del suo matrimonio con Hal, ricco uomo della finanza spregiudicata di New York, una donna che vive di apparenza (perfino il suo nome Jasmine non è vero) e superficialità, soldi e potere, una donna dal comportamento “obsoleto”, che invece di imparare dalla batosta ricevuta, sembra voler affidare nuovamente la sua salvezza all’incontro con un altro uomo, Dwight, simile al marito, ricco, bello e vuoto. Una donna credo ormai  rintracciabile solo nell’alta società di Manhattan o tra i nuovi ricchi dell’est.

Jasmine non è consapevole di sé e di chi la circonda e purtroppo delega la propria autostima, il proprio valore, al giudizio degli altri, all’apparenza, alla convalida che il partner le rimanda.

Due film da vedere assolutamente dove il finale ripeto è senza lieto fine perché le due donne rimangono sole, ma solo in uno dei due film raggiungerà i toni della tragedia e credo anche che abbiate capito quale dei due sia.

Gloria e Jasmine, secondo la filosofia junghiana, hanno dentro di sé, come ognuno di noi, una parte nascosta, l’ombra, che comprende quelle caratteristiche che ci appartengono ma non sono sempre consapevoli, gli aspetti poco desiderabili della nostra personalità.

Gloria rispetto a Jasmine, pur rimasta sola, è in cammino sulla strada che le permetterà di tramutare la sua ombra in una risorsa, pacificandosi con essa, per una esistenza trasparente e cristallina. Jasmine al contrario rimane scissa dalla sua ombra impedendosi di vivere in modo più integro e autentico.

Il lato negativo dei due film è rappresentato dagli uomini, bugiardi e truffaldini, in parte vuoti. Fortunatamente c’è anche il lato positivo, il bicchiere mezzo pieno delle pellicole, compreso grazie alle due figure femminili, che sintetizzerei con queste parole:

se si riesce ad avere un rapporto buono e autentico con sé stessi possiamo affrontare gli abbandoni amorosi con meno dolore e come risorsa per scoprire nuove parti di noi, inesplorate.

trailer Gloria: http://youtu.be/0Rn_ooLZQs0
trailer Blue Jasmine: http://youtu.be/bovqo7Pt_SE

Amerigo Santoro

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