Il Cammino di Santiago

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Il Cammino di Santiago

Abbiamo chiesto a una nostra fedele seguace residente in Spagna da anni di raccontarci il suo Cammino di Santiago, intrapreso nei giorni scorsi in un periodo molto particolare della sua vita.
È ancora in viaggio… questo il suo primo racconto…

Ammettiamolo, non sono mai stata una gran sportiva, e non sempre porto a termine le cose che inizio… A volte la pigrizia prende il sopravvento o semplicemente ci si dimentica del motivo per cui avevi iniziato un’attività…

Con il Cammino di Santiago è diverso; dal primo passo vieni quasi rapito dalle emozioni e dalle sensazioni, e non riesci a farne a meno, è come una droga.

Cosa ti può portare ad intraprendere un cammino di diversi giorni con uno zaino in spalla da più di 8 kg, in cui i dolori di piedi, gambe e spalle si alternano ad ogni passo? Le ragioni possono essere molteplici… La voglia di ricominciare, il bisogno di ritrovare se stessi e la fede, o solo trovarsi immersi nella natura per diverse ore al giorno.

A fine luglio, dopo anni passati a lavorare intensamente ti ritrovi senza un’occupazione “fissa”, senza una meta “reale” nella tua vita. Dopo un paio di giorni pensando al perché la tua vita sia cambiata così drasticamente, ti rendi conto che il tempo che hai impiegato al pensare alla parola “perché” è solo tempo perso, e ti rendi conto che hai voglia di recuperare la forza e la fiducia in te stessa, e metterti alla prova con questo percorso mentale e spirituale è solo l’inizio di una nuova vita, la tua.

E quindi… Quindi inizi a pensare intensamente al Cammino di Santiago e l’idea diviene sempre più concreta, ogni giorno che passa.

A volte, quando ci si impone un obiettivo bisogna farlo in modo realistico… Fino a dove può arrivare realmente una persona con una malformazione alle due ginocchia (la condropatia, brutta bestia), asmatica (le salite sono le mie preferite…) e con problemi di circolazione (con le calze sbagliate inizi ad avere le gambe di una nonna, che cambiano formato e colore, un bel fighino, insomma)?

Perciò, per essere realistici, scegli il Cammino francese (quello classico) ma non dall’inizio, e decidi di fare poco meno della metà, le ultime 12 tappe realmente.

A metà del mio percorso ho un sorriso da ebete che nessuno riuscirà a togliermi, le emozioni che vivi ad ogni falcata sono talmente intense che non si possono descrivere o che non puoi capire finché non lo provi sulla tua pelle.

E sui miei piedi non è apparsa nessuna vescica per il momento!!!

È una sensazione mistica che provi da quando inizi a camminare, quando il sole non è ancora sorto, a quando arrivi alla camera che dividi con gli altri pellegrini.

Ad ogni passo che fai si aggiungono i sorrisi, gli incoraggiamenti di ogni persona che incontri. Non c’è nessuna barriera fra i pellegrini, non esiste nessuna differenza di età, cultura o lingua, solo la voglia di condividere ogni momento ed ogni passo…

C’è il cammino della mamma cubana, al suo terzo pellegrinaggio, con il figlio americano (from Las Vegas), della signora tedesca, madre di due figli che ha perso da poco il marito italiano, della ragazza palestinese che sta cercando di avere un figlio e non arriva, del sacerdote bergamasco, bloccato nell’ostello per colpa della tendinite. Ogni persona che incontri apre il suo cuore, senza nemmeno aver bisogno di presentarsi, ed è questa la magia del Cammino.

Forse però il mio Cammino comincerà realmente questa domenica, quando il mio ragazzo tornerà a Madrid e affronterò da sola le ultime 5 tappe, immersa nei miei pensieri e nei miei silenzi.

E sarà il momento più intenso, in cui dovrò affrontare la mia sfida più grande, me stessa.
Buen camino a todos!

 

 

 

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