Quel sublime “momento di meditazione”…

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Edwige Fenech - Il professionista della sega

All’una e trenta iniziava su Primarete il programma condotto da Selen.
Piccoli uomini eccitati si sintonizzavano puntuali sull’emittente televisiva oggi di proprietà di TeleColor per ammirare le grazie dell’avvenente pornostar stesa su di un divano di pelle (con la radio che urla buone vacanze… cit.)

La bella e procace Luce Caponegro presentava le ultime novità home video del porno.

A27, Teen. Ottimo inizio.
Sulle note di Hotel California il nostro rito notturno poteva cominciare.
Ambientazioni stile fotoromanzo.
Una segretaria con gli occhiali incapace di usare il Pc chiamava il tecnico superdotato. In un attimo orde di corpi nudi.
Una bibliotecaria in minigonna chiedeva aiuto ad un giovane studente di sorreggere la scala per posizionare un libro sull’ultimo scaffale.
Ma all’improvviso: A34! Vecchi. Tutte le reazioni neuro-muscolari conseguenti alla stimolazione fisica e psicologica svanivano nel nulla. Corpi increspati e raggrinziti entravano nel tuo campo visivo quasi sapessero a che punto fossi.
Poi c’era la categoria Animal, che però non ho mai “particolarmente” amato e anch’essa puntuale guastafeste.
Rinchiudere la felicità in un fazzoletto (come cantava Bersani) è da sempre il momento più intimo e stupefacente della vita di un uomo. E non importa se si secca in un secondo.
Le storie che probabilmente nella realtà non si vivranno mai sono degne dei migliori copioni del cinema softcore.
In questi momenti la creatività latente di ciascuno di noi prende libero sfogo forgiando così veri professionisti. I professionisti della sega.

Ai mie tempi per vedere un seno nudo o un sedere a mandolino c’erano tre vie percorribili.

La prima necessitava del supporto di materiale cartaceo o video. Si andava in videoteca reparto lucirosse (la mia era video ciack in via Crocefissa di Rosa dove detenevo una tessera noleggio per tutta la famiglia) oppure in edicola. L’imbarazzo dell’acquisto era spesso, tuttavia, un ostacolo insormontabile.

La seconda consisteva nel contrabbando di materiale. Chi era riuscito ad entrare in possesso di un fumetto o di un giornalino comandava. La Edifumetto aveva lanciato negli anni settanta la serie dei mitici “sqauletti”, fumetti erotici in formato albo tascabile. Uno su tutti Zora (la vampira) ma famosi divennero anche Rolando del Fico, Vampiro, Scheletro, Sukia, Belzeba, Playcolt, Poppea, Necron e decine di altri personaggi.

La terza via era quella di sintonizzarsi sui canali Tv privati per beneficiare a tarda notte dello scarno palinsesto dell’epoca.
Ed è qui che conobbi Selen e Sexy Luna, all’anagrafe Luna Lombardi, e i video promo con le loro leggendarie canzoni di sottofondo. Tutte anni 70.
Dalla già citata Hotel California degli Eagles del 1976 passando dalla mitica Angie dei The Rolling Stones fino ad arrivare all’eterna Wind of Change degli Scorpions. Accompagnavano la tua mano con ritmo soave e cadenzato e il loro trasporto era sublime.

(Provate a leggere il seguito dell’articolo ascoltando in sottofondo questa canzone e ditemi se non vi riaffiora alla memoria un dolce ricordo…)

Tra queste tre alternative ne spuntava di prepotenza una quarta, forse la più classica e intramontabile.
Non c’erano Youporn o Youjizz all’epoca e la loro sterminata vastità di contenuti tra cui scegliere in base ai propri gusti.
C’era solo la fantasia, il più delle volte, a cui aggrapparsi. Soprattuto durante la seduta mattutina o pomeridiana.
Un po’ come trovarsi oggi nel sobrio stanzino di uno studio ginecologico durante il test di capacitazione (senza uno smartphone e un Wi-Fi disponibile).

C’era chi non utilizzava la mano amica. Addormentava l’altra sedendocisi sopra guidando poi il movimento sussultorio con la mano sveglia. Si creava così una sorta di simulazione di petting estremo con una compagna inesistente mix di tutte le pornodive in cui ci si era imbattuti fino a quel momento. C’era chi stringeva “la nonna” con entrambe le mani, di solito chi aveva la “possibilità” per farlo. Poi la presa con la mano a pugno da cui il termine “pugnetta”, la leggenda della bistecca nel calorifero (sempre sentita ma mai praticata), o la “Turbo Sega” che consisteva nell’accompagnare l’atto con un dito inserito nello sbocco secondario verso l’esterno dell’apparato digerente (!).
Esisteva pure “il rito di gruppo”, la gara a chi finiva prima. Non è che la pratica fosse molto igienica e di solito accadeva che ci si pulisse col medesimo fazzoletto.

Chiudendo gli occhi si diventava registi del proprio film. Tutto era possibile. Anche che Margot (o Fujiko Mine se preferite) vi ammiccasse aprendo lentamente la zip del suo tubino viola scuro. O che quattro modelle dell’intimo di postalmarket vi saltassero addosso soffocandovi con le loro curve.
Se ti concentravi bene potevi vedere addirittura Edwige Fenech e Nadia Cassini vestite da crocerossine con autoreggenti bianche scambiarsi saffiche effusioni senza staccare gli occhi dai tuoi. I più fortunati sfruttavano le sporadiche avventure vissute con le amiche più disponibili. Riscrivendole e ingingantendole.
Se si lavorava bene di fantasia era facile raggiungere l’agognata fase di Plateau e la conseguenti contrazioni ritmiche foriere di quell’indefinibile momento di estrema felicità.
Ricordo come se fosse ieri la prima volta che mi successe tutto questo. Trasportato da un vigore sconosciuto raggiunsi l’epilogo con somma sorpresa, sopraffatto da un senso di angoscia, folle gioia e paura. Sentimenti che non mi impedirono col tempo di affinare la tecnica. Sono passati credo trent’anni da quel giorno. trent’anni d’esperienza e di pratica.

Ho ben donde di definirmi un prefessionista…

Una mattina mi svegliai, con una forte erezione, una di quelle erezioni che chiamo “politiche”, forte e orgogliosa come a discutere in un comizio. Ma a quel comizio non c’era nessuno ad assistere, solo una mano applaudiva vigorosamente, da sola…~ Pier Paolo Pasolini

Per approfondimenti visita la sezione dedicata su nonciclopedia.

 

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