Indovina chi viene a cena

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depressione

Toc toc.

VSV: Ma chi è che bussa? Mica siamo in una fiaba!. E suonate il campanello, Cristo.

D: Sono la depressione, apri.

VSV: Usti!! (cambia voce) Ehm… Sono la donna delle pulizie, la signorina Verga non c’è . Torna domani.

D: See, see… E chi era allora che smocciolava e stava quasi per mettersi a piangere prima? Apri su, non fare storie. Ti devo dire un paio cosine e poi me ne vado.

VSV: (con accento orientale) Signola Velga non c’è.

Sbam. La porta si apre. La depressione fa il suo ingresso in casa. Nè bella nè brutta, la depressione è una signora di mezz’età, con un taglio di capelli improbabile e un vestito a tappezzeria informe, di quelle che non ti tromberesti mai. Però potresti passarci insieme intere giornate, a pensarci bene. A dispetto dell’apparenza insulsa e insignificante, la depressione è sadica da far paura. Esordisce senza mezzi termini.

D: Hai 40 anni, come mai non hai combinato un cazzo nella tua vita?

VSV: Veramente ne ho 33, scusi.

D: Vabbè tra poco avrai 40 anni e non avrai combinato un cazzo lo stesso.

VSV: Sì, in effetti non ho combinato un cazzo ed è probabile che continui tutto così.

D: Non è probabile: è sicuro. Brava. Ma poi si è mai capito cosa volevi fare te nella vita?

VSV: Mi lasci pensare…Volevo scrivere cose belle. Una sceneggiatura. Slogan pubblicitari. Fare l’attrice.. Be’ ‘anche un calendario pero’… Che lei sappia hanno già trovato la cura universale per il raffredd…

D: Piantala, di fare la buffona!!! Be’ in effetti i risultati ti sono sfavorevoli. E, sentiamo, quelle robe che scrivi a casaccio su Facebook o quegli articoletti che pubblichi per hobby?

VSV: Senta, ma mica volevo fare davvero quello, io. Io volevo scrivere cose che la gente leggeva e diceva “Bello, anzi bellissimo”. Avrei voluto far ridere e piangere, suscitare emozioni. Roba cosi’.

D: Non è mica colpa tua se non ci riesci. Sei solo un po’ limitata, tutto qui.

VSV: Grazie Signora Depre, questo mi consola. Vuole un caffè?

D: No. Senti, ma perché non fai un figlio e gli rovesci addosso tutte le tue frustrazioni? Lo fanno in tanti. Dice che funziona.

VSV: Che simpa che è.Mah, ci stavo giusto pensando. Un regalo ai miei per il prossimo Natale. Che dice?

D: A dire il vero, però, non mi sembri all’altezza del compito. Sei ancora una cazzona. Non ti ci vedo. Non adesso.Secondo me, te lo porti al supermercato e te lo perdi…

VSV: Cazzo, come fa a saperlo?? E’ un mio incubo ricorrente.

D: Ce l’hai scritto in faccia. Senti cambiamo discorso che altrimenti ti deprimi. (sorride maliziosa) Come pensi di passare l’estate? Anche quest’anno non riesci ad organizzare una vacanza da nessuna parte?

VSV: Sì, in effetti… ma non è solo colpa mia… ci sono problemi di soldi… Sa, il lavoro…I piani ferie che non coincidono con quelli degli amici…

D: Tra le mie protette, sei forse la più patetica. Uh, si è fatto tardi, e’ ora di andare a nanna.

VSV: Ma io non ho sonno.

D: Perfetto, allora io resto qui ad aspettare che ti addormenti. Anzi vengo lì che ti guardo. Mi piace vedere la gente che non riesce a dormire: mi mette di buon umore. Idea!! Aspetta che chiamo la mia amica Sig. Noia e le dico di raggiungerci.

VSV: Assolutamente perfetto.

 

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