La Santa e la Puttana

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La Santa e la Puttana

la santa e la puttanaLegare l’amore al sesso è stata una delle trovate più bizzarre del Creatore. (M.Kundera)
Ovvero, correlazione tra Amore e PosSesso.
A livello evoluzionistico:
ll maschio: “Se la ‘mia’ femmina non la dà in giro, sono sicuro che la prole sia mia e non devo sorbirmi il costo di allevare il pool genetico di qualcun altro”.
La femmina: “Se il ‘mio’ uomo non sparge il suo seme di qua e di là, ha maggiori risorse per poter prendersi cura del MIO bagaglio genetico”.
In sostanza, l’Amore è un legame di patto cooperativo che ha fatto in modo che non ci estinguessimo.
Dalla preistoria ai giorni d’oggi, è cambiato qualcosa? Direi nulla, ma ce la raccontiamo un po’ meglio. Infatti, essendo l’Intelligenza Emotiva il motore che ci ha spinto a riprodurci in massima scala, mentre razionalizziamo l’istinto, lo rivestiamo di sentimenti quasi spirituali.
La società rimane accomodata per questi scopi: famiglia, regolamenti religiosi, il demone del tradimento, rito di corteggiamento, parametri preconfezionati nella scelta del partner e, soprattutto, ancestrale dicotomia femminile: sei una Santa o sei una Puttana? Sì, perché se questo punto non viene chiarito, salta l’accudimento e l’umanità rischia di estinguersi.
Ma siamo sicuri che sia ancora così? Se il progresso scientifico è tanto veloce, perché quello culturale è così lento? Forse fa comodo a molti uomini.

La donna viene ancora definita in base all’uso che fa della sua vagina.

Basta vedere il mito (irragiungibile) femminile per eccellenza, la Madonna: colei che ha partorito senza nemmeno usarla. E che altri meriti ha avuto la Vergine Maria Immacolata, oltre ad essere stata definita dalle scelte che ha compiuto sul suo utero?
Per le donne il termine “Troia” ha assunto un ampio spettro di generalizzazioni: se una tipa è antipatica, furba, un po’ stronza, o più semplicemente non ci va tanto a genio, la si può facilmente liquidare con un “che troia”. Lo stesso appellativo viene usato per una tipa arrapante, cui piace farsi desiderare: ma perché, che cosa c’entra e dov’è il problema?
Se una donna mercifica la propria fica per uno scambio di denaro, è l’unico caso in cui la si può definire puttana (lavoro tecnicamente rispettabile e che, tra l’altro, esiste soltanto per benefici puramente maschili), per tutto il resto, il termine è inappropriato e privo di logica e contribuisce a mantenere arretrata la società, cristallizzandola in un primitivo qualunquismo maschilista.
E invece qual è il termine dispregiativo per l’uomo? Ovviamente “che figlio di puttana” o “bastardo”! E quindi qui la colpa di chi è? Dell’utero materno?
Colpa attiva per la donna, colpa passiva per l’uomo.
E’ inutile che ci sentiamo “avanti” se ancora nel nostro gergo comune parliamo in termini preistorici.
Le parole sono importanti, marcano la nostra cultura e noi ne facciamo un uso automatico che rema contro il nostro progresso sociale.
Il cambiamento può partire solo dalla quotidiana presa di coscienza di che cosa si sta dicendo:
“Ah, stasera devo uscire con un tipo che mi piace davvero, quindi non posso fare sesso al primo appuntamento. Per precauzione non mi faccio nemmeno la ceretta.” (Input della Santa)
“Quella tipa lì va con uno sposato. Che zoccola.” (E lui?)
“Quella tipa lì ha fatto carriera. Chissà a Chi l’ha data!” (Il cervello femminile sicuramente risiede in mezzo alle gambe. Ancora una volta: e questo “Chi”?)
“Quella tipa lì va bene giusto per farsi una scopata.” (Semplicemente ha smesso di giocare a fare la santa. E questo non implica che le piacerai tu.)
“Quella tipa è acida. Sarà mestruata.” (Se rimane acida per più di cinque giorni al mese, passa direttamente alla categoria Figa di Legno.)
“Ah, ma io certe cose con la mia morosa mica le faccio!” (Infatti anche lei le fa con qualcun altro.)
Siamo stati allevati per santificare e desessualizzare i nostri affetti femminili:
“Non riesco nemmeno a immaginare che i miei genitori scopino. Mia madre? Ma figurati!” (Ergo: l’unica cosa che è stata dentro la vagina di mia madre, sono io)
“Sono così geloso di mia figlia. Deve stare attenta ai ragazzi!”(Cappuccetto Rosso nella foresta dei Cazzi Volanti)
“Perché chiaramente l’uomo è diverso. L’uomo deve scopare, la donna può farne anche a meno. E’ biologico.”
E’ biologico? Ah, davvero? Bene, se veramente l’uomo dichiara di non essere in grado di scindere tra la ragione del suo cervello e quella del suo pene, ma vive in questo perenne magma confuso e passivo di eccitazione e sconvolgimento sessuale senza alcun controllo, non è forse logico che smetta di voler detenere il potere in ogni settore della società, visto che non ne è in grado, non ha la mente lucida? Meritiamo governanti che si “sputtanano” i soldi per leccare champagne su giovani culi sodi?
Oppure questa storia della “biologia” è solo un fattore culturale machista di gran comodo che porta l’uomo ad autogiustificarsi (povera vittima del suo stesso pene) e la donna ad autocondannarsi (non sa tenere a bada la sua fica cattiva)?
Chissà quando cambierà. Ma almeno ricordate che la vostra angelicata e romantica compagna di vita è, e rimarrà sempre, nei ricordi e negli occhi di qualcun altro, una grandissima troia.

 

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3 comments

  1. marco122 11 gennaio, 2013 at 17:31 Rispondi

    Ma almeno ricordate che la vostra angelicata e romantica compagna di vita è, e rimarrà sempre, nei ricordi e negli occhi di qualcun altro, una grandissima troia.

     

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