LEONESSA vs FORTITUDO: L’AQUILA SPENNATA

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Matteo Bonetti

JUAN: pronti via, picchenrolle col Citta e 2-0 del Capitano. Boniciolli costretto a cambiare immediatamente un Candi in preda a sindrome di Stendhal e a mettere Sorrentino, che per fermare Juan entra in campo con la stessa tenuta di John Wayne in “È una sporca faccenda Tenente Parker”. Genio, artista, hacker, chiamatelo come credete, sta di fatto che le sue giocate escono con un marchio di fabbrica non riproducibile da nessun altro play delle 31 squadre che, adesso, ci guardano dal basso verso l’alto. Bando alla poesia. Juan, fottuto genio, 8

HOLLIS: quando la prima azione si trova di fronte Italiano si sforza di ricordare i concetti base del corso online di antiterrorismo fatto a ottobre, poi prende un po’ di confidenza con l’orrore e fa letteralmente il cazzo che vuole, dimostrando ancora una volta che Italiano, in queste Finals, sta bene di fronte a Damian come il ghiaccio in una media di Tennent’s. MVP della finale, poche storie, la sua continuità di rendimento nei playoffs è seconda solo a quella di furti in appartamento di Bush. Nummmero uno asssoluto, 10

MOSS: dimostra per l’ennesima volta, ce ne fosse bisogno, di esser decisivo non solo nei privè del Bulli e Pupe, ma anche sul parquet nelle 5 gare contro quella banda di tamarri della Fortitudo. Quando sul +20 lo vedi pressare già dalla rimessa capisci quanto dev’essere una rottura di palle trovarselo contro. In effetti a fine partita Amoroso esce di soppiatto dalla porta di servizio del PalaGeorge, per paura di trovarsi David in pressing alto nel parcheggio. I tifosi invocano il suo rinnovo, ma gli spasimanti del 34 ormai sono diventati più numerosi degli articoli sul nuovo EIB. Soggetto del desiderio, 9
CITTA: partita di un’intensità difensiva favolosa, appena si alza un po’ la tensione comincia a murare qualsiasi cosa gli capiti a tiro, tra cui il neonato di una tifosa che gliel’aveva consegnato solo per una foto ricordo. Lo davano per spompato a inizio playoffs, esce dallo spogliatoio dopo gara 5 in scivolamento laterale cantando “fiori rosa, fiori di pesco, se non mi leva Diana, io nun esco”. Capitan Futuro, 8

MIRZA: a visionarlo in tribuna c’era un emissario della Vanoli Cremona e uno della Anonima Sequestri, lui non si lascia distrarre e dopo una manciata di secondi ha già piazzato due ignorantate che schiantano sul nascere qualsiasi velleità della banda Boniciolli, il quale per spegnere l’incendio chiama time-out e insulta 3 parenti a testa di ogni giocatore, invano. La crescita di Mirza è stata stupefacente, sì, come la sua merenda tipo, se ci fosse un premio come giocatore più migliorato andrebbe sicuramente a lui, a pari merito con Italiano, ma il bolognese nella categoria “non passare inosservati al Carnevale di Viareggio”. No Mirza, parti? . 8

PASSERA: ad un certo punto della partita é l’unico in campo ad avere la fedina penale apparentemente pulita, ciononostante riesce a superare le difficoltà iniziali regalando al PalaGeorge uno spettacoloso crescendo rossiniano, con un paio di penetrazioni così rapide ed efficaci che nello spogliatoio viene immediatamente ribattezzato da Bush “Spingy Gonzales”. Quando si toglie la maglietta a fine partita riesce anche a distrarre un paio delle 480 donzelle aggrappate alle caviglie di Moss. Marchino é davvero bello bello, 7,5

BUSH: se Mirza getta le basi per una partita dominata, il Bush entra dalla panchina e conficca tra le scapole dei bolognesi 4 pugnali made in ex Jugoslavia e altrettante bombe, che risulteranno più pesanti dell’alito di Italiano dopo un “all you can eat” a base di kebab, cipolle e tzatziki; nell’ultimo quarto fa da paciere tra Passera e Sorrentino, in realtà avrebbe sussurrato all’orecchio del numero 15 Fortitudo che solitamente chi minaccia i suoi amici finisce come concime per le ortensie nel giardino di un suo prozio di Belgrado. Uomo avvisato, mezzo piantato, 8,5

BRUTTINI: l’Onda Blu vuole il suo beniamino in maglia Leonessa anche il prossimo anno, ma voci di corridoio lo danno per certo in un team di carpentieri aerospaziali che in autunno dovrà salvare il pianeta dall’incombere di un meteorite. Seconda promozione consecutiva, la prima non mi ricordo con chi, quella di quest’anno profuma di attore protagonista con retrogusto di gomito sbucciato, l’unico della squadra capace di entrare sempre nel vivo del gioco e di uscire sempre con un avversario morto sottobraccio. Perché con il Brutto non si passa. Passaggio a macello, 7,5

TOTÈ‘: pochi minuti nel corso della stagione, pochi minuti anche in gara 5, durante i quali però piazza un 2/2 dalla lunetta (merce rara in gara 5) e soprattutto una stoppata a Daniel, che preso dallo sconforto tenta di farla finita con un carpiato sotto gli occhi di un incredulo Speronello. Il ragazzo cresce in fretta, un peccato sia finita la stagione, ancora un paio di mesi con Mirza e Bush e avrebbe potuto completare la sua crescita con un’esperienza in carcere. To be continued, 6/7

SPERONELLO / MOBIO / DELL’AIRA: partono da casa con un pick-up truccato guidato dallo Spero, mentre Mobio e Dell’Aira si piazzano nel cassone a sventolare una bandiera con cucita la scritta “Italiano controlla facebook, hai una richiesta di amicizia: Photoshop”. Nel finale entrano già distrutti di moscato, Dell’Aira tenta un tiro dalla distanza, ma quando sente la sirena dei 24 secondi crede sia una retata dei NAS e corre negli spogliatoi a nascondere la collezione di giochi masterizzati da vendere sottobanco a Raucci. Piccoli criminali crescono, S.V. ( San Vittore)

COACH D.: si presenta con la camicia bianca d’ordinanza, che dopo 30 secondi di partita diventa più trasparente di un completo intimo di Teresa Orlowsky. Mai visto così carico, durante il primo time-out trasmette così tanta grinta ai suoi giocatori che Dell’Aira, in pieno attacco di spavalderia suicida, si avvicina a Daniel dicendo di aver visto sua sorella in vetrina ad Amsterdam. Nel finale gestisce la squadra con la tranquillità e la sicurezza di chi ha tenuto a bada per un’intera stagione un gruppo di scappati di galera. Sergente Andrea ‘Gunny’ Dianaway, 9

REGGIE HOLMES: non entra in campo, fisicamente, ma da quando è arrivato il fenomeno rasta il nostro Reginald non ha mancato di supportare la squadra con il suo straordinario sorriso e la sua dote innata da psichiatra criminale, facendo sorridere Hollis, mandando a letto presto Moss e togliendo il piede di porco dalla borsa di Bush. Reginald Holmes, un Signor Giocatore. GentiluHolmes, 8

MATTEO BONETTI: l’uomo con il peggior rapporto con le virgole dell’Emisfero Boreale raggiunge il suo posto in parterre con assoluta pacatezza, e dopo la prima bomba di Mirza fa invasione di campo con megafono in una mano e cartone di San Crispino nell’altra lanciando il coro degli Irriducibili. A fine partita si strappa la camicia tipo Superman, stirandosi un tricipite, mostrando con fierezza la splendida maglia celebrativa della serie A, che, mannaggialpontediChristo, fosse stata in vendita fuori dal PalaGeorge avrei cominciato a scrivere i bigliettini per la coda al banchetto. Tutto il popolo bresciano deve alzarsi in piedi, bere una Moretti da 66, e gridare ai quattro venti: <grazie di tutto, Boss>. FINO ALLA FINE SENZA PUNTEGGIATURAAA OH OH OH OH OH OH OH OH OH, 10

STAY HUNGRY, STAY LE AQUILE SON NELLO SPIEDO

Foto di copertina da basketbrescialeonessa.it di Pierpaolo Romano

 

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