Ma era proprio necessaria la metro a Brescia?

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Metropolitana-a-Brescia

Settimane di silenzio. Mi spiace gente. Giuro che tornerò a scrivere un po’ più spesso. Del resto, a quanto pare c’e’ più gente che apprezza il mio blog che quello che finisce scritto sulle testate ufficiali per le quali scrivo abitualmente.

Niente sport ‘sto giro. Poca voglia di parlare di un Brescia fotonico a Vercelli (dove?), di una Centrale che stasera ha l’obbligo di farsi perdonare la serata di ferie non autorizzate presa a Verona (innanzi a 450 tifosi bresciani).
Di che parliamo dunque oggi? Di metropolitana.
Già, #metrobs. Bellina lei. Pulitissima. Un gioiello. Un lusso, uno sfarzo. Con dei trenini uguali a quelli che nell’aeroporto di Hong Kong (“aeroporto di Hong Kong”) permette ai passeggeri di raggiungere il terminal partenze. Bello il sistema di biglietteria: a Brescia ho avuto bisogno dell’aiuto di un inserviente per comprare tre biglietti. Neppure alla biglietteria dei treni di Hangzhou ne ho avuto bisogno.
H-A-N-G-Z-H-O-U, 45 minuti di treno veloce da Shangai, 6 milioni di abitanti. Ed una signora metro. Senza scomodare quella di Shangai, o il capolavoro ottocentesco moscovita. Mica quella dei puffi, che neppure ha i tornelli.
Spesi milioni di euro.
Non ne avanzavano un paio per evitare i viaggi ai portoghesi?

Eppure e’ utile, e’ comoda. Da Buffalora a Mompiano in 40′.
Ecco, sono contento di vivere a Brescia2. E di poterne fare a meno. La sbornia dei primi 2 giorni l’ho evitata, alla grande. Ero via. Ho letto facebook e twitter (che qui in Cina un po’ mi manca. E’ sempre bello leggere gli stati della mia amica Roberta, le richieste di gioco di mia mamma o le cazzate che sdegnati molti di voi pubblicano). Per capire come andava.
Pareri tanti, discordi.
Ma il traffico di Brescia e’ cosi’ insostenibile? Lo chiedo candidamente. Dopo essere stato a Seoul (6 ore in auto per 48 km), a Shangai, Mosca ed Istanbul, mi viene da ridere a pensare che Brescia abbia questa insostenibilità.
Poi mi ricrederò. Ma non c’erano proprio altre opere che necessitassero interventi prima della metro? Che ne so? Sostituire uno stadio fatiscente? Rimodernare una stazione storica e ridicola al tempo stesso? Dare alla città uno spazio polifunzionale per concerti/sport? Creare degli spazi ad hoc per i bimbi?

Boh, non lo so.
So solo che dopo 11 anni rientri da una trasferta di lavoro in Cina, con il mio bagaglio di esperienze, confronti e tentativi di comprensione. Ha fatto passi da gigante la Cina. E come 11 anni fa è riuscita a meravigliarmi.
Ed oggi come allora, mi farò 4 risate rientrando in città. Una piccola, grande città: troppo piccola per gente che si sente troppo grande. Troppo grande per gente veramente piccola.

 

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Alberto Banzola

Il direttore di odiopiccolo è Alberto Banzola, giornalista pubblicista BIOGRAFIA: Giornalista pubblicista dal 2009 (solo per una mera questione di pigrizia) ha cominciato per gioco nel 1998, assecondando un desiderio che aveva fin da bambino: fare il giornalista sportivo, anzi scrivere sulla gazzetta dello sport, che sfogliava voracissimo alla ricerca di notizie su Zoratto,Gritti ed Aliboni, sui idoli di infanzia. Un percorso molto articolato unito al suo mestiere di “commesso viaggiatore” a livello internazionale che lo ha portato un po’ ovunque nel mondo ampliando la sua visione del medesimo: bresciano imberbe (ai tempi) che ogni volta che tornava a casa si sentiva più spaesato in piazzale Arnaldo che ad Hong Kong. COMUNICAZIONE: La Mec-mor Srl (Gruppo Lonati) dopo avergli affidato tutto il sud-est asiatico a livello commericale, pensa bene che il marketing aziendale possa essere il suo secondo pane quotidiano (1999): immagine aziendale, fiere e comunicazione si accodano alle vendite delle macchine circolari da maglieria. Sia in Spazio Italia (Gruppo Faac) che in Stagnoli (aziende dove ha operato dal 2002 al 2008) ha curato il contenuto dei siti internet e la traduzione degli stessi in inglese e spagnolo. GIORNALISMO ED EDITORIA: Televisione: Collaborazioni sportive con Number one Network (calcio, tennis e squash tra il 2007 ed il 2009); conduzione di "Diretta basket", il “tutto il basket minuto per minuto” della serie A dilettanti su Sportitalia (2009); collaboratore dal 2004 per il basket di Brescia punto tv (servizi sulle partite di Iseo, Lumezzane ed oggi Brescia). Dal 2011 cura anche le telecronache del Basket Brescia in A2; conduzione assieme a Fabio Tavelli (Sky) di tuttobasket (1998), magazine settimanale dedicato al basket minore bresciano in onda su Teletutto. Carta stampata: Corrispondente per il basket a Brescia della Gazzetta dello Sport dal 2011; collaboratore del Bresciaoggi dal 2006 per cui ha seguito Iseo e Lumezzane, ed oggi segue attivamente il Basket Brescia Leonessa in tutta Italia, isole comprese; collaborazioni con diverse agenzie di stampa nazionali. Radio: Radiocronache del basket Brescia per Radio Voce (2010-2012); collaborazioni con emittenti locali per partite basket in territorio bresciano; radiocronache delle gare di Lumezzane (serie b d'eccellenza – 2004/2006) ed Iseo (serie B2 2004/2006) e una trasmissione settimanale dedicata al basket per Radio Montorfano; Radiocronache del Brescia calcio per Radio Montorfano (2006/7); Millemiglia per Radio Montorfano (2005). Internet: Collaborazione con il portale www.serieadilettanti.it (2008-2011); fondazione e direzione del portale www.cremonabasket.it (2003-2005); collaborazione con www.basketnet.it (1999-2002)

4 comments

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    Gustavo 21 Marzo, 2013 at 16:52 Rispondi

    I tuoi discorsi sono un poco snob. Non penso abbia senso paragonare una metropolitana appena nata in una piccola città alle reti immense sotterranee presenti a Shangai o a Mosca. Le esigenze sono ben altre. Parli di altre priorità e mi citi lo stadio fatiscente, senza considerare che poche persone reputano questa una priorità. Fatti pure le tue 4 risate al tuo rientro, portaci la tua esperienza di cittadino del mondo, ne abbiamo davvero bisogno…

     
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      Merlo 22 Marzo, 2013 at 16:54 Rispondi

      Mi stupisce un po’ questa presa di posizione del buon Banzola. Denigrare in questo modo la sua città non è da lui…forse è arrabbiato per la questione stadio o perché lo sport della sua città è destinato a vivere ancora per tanti anni palcoscenici di serie B (in tutti i sensi)…ma, se posso permettermi, non trovo corretto attaccare un’opera pubblica come la metropolitana che rende un po’ speciale agli occhi del mondo la nostra amata città…non trovo altresì corretto definire i bresciani gente piccola…è dura in questo momento caro Banzola, bisognerebbe essere un poco più umili…

       

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