MARK TURNER QUARTET

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MARK TURNER QUARTET

venerdì 15 luglio 2016 – ore 21,30

presso
in caso di pioggia il concerto si terrà presso
Ingresso intero: euro 10 – Ingresso ridotto: euro 5 ( tesserati Jazzontheroad 2016)
I biglietti potranno essere acquistati, altresì, presso i punti vendita del circuito liveticket ( ad esempio per Brescia: Tabaccheria Zanotti Mauro)
(si avverte che i nostri tesserati avranno diritto ad acquistare online il biglietto ridotto ma che, il giorno del concerto, avranno l’obbligo di mostrare in biglietteria la propria tessera unitamente alla ricevuta Liveticket)
Mark Turner – sax tenore
Jason Palmer – tromba
Joe Martin – conrabbasso
Johnathan Blake- batteria
Mark Turner è uno dei sassofonisti più ammirati della sua generazione, riconosciuto per la sua intima espressività e per la sua naturale attitudine a esplorare a 360° l’ampia gamma di possibilità che offre il sax tenore. Dopo l’uscita di Lather of Heaven (il suo sesto album come leader) per la ECM, etichetta con cui ha inciso altri due album: con il Trio FLY (con Larry Grenadier e Jeff Ballard) e altre apparizioni insieme a Billy Hart (All Our Reasons) ed Enrico Rava (New York Days), torna in Italia con un quartetto di musicisti legati tra loro da una profonda affinità elettiva. Il gruppo vede alla tromba il giovane Jason Palmer, nuovo nome  di punta della tromba jazz, strumentista dall’inconfondibile stile eclettico e raffinato, mentre la sezione ritmica è formata da Joe Martin al basso e  lo straordinario Johnathan Blake alla batteria. L’interazione tra loro crea un perfetto ed equilibrato incrocio tra le line ipnotiche della melodia e le atmosfere delicate e impalpabili create dal ritmo.
La musica di Mark Turner è uno spazio aperto, una distesa morbida e lineare dove si distribuiscono senza soluzione di continuità dolci avvallamenti armonici e rilievi melodici dai lunghi contorni. Il suo sax ha un suono denso e brillante assieme, un corpo vibrante che sa distendere la sua materia timbrica su un tessuto espressivo fatto di linee continue e multiformi, abbellite di tanto in tanto da arzigogoli discreti, dove le note si raggruppano rapide e sapide, per poi ritornare a distribuirsi lungo la linea del suo personale orizzonte compositivo. Una dimensione creativa che trova una significativa dimensione compiuta nell’ultimo lavoro discografico che il musicista americano ha realizzato con l’etichetta ECM di Manfred Eicher. In questo lavoro composto da sei lunghi brani, tutti firmati dal sassofonista, troviamo rimandi differenti, dal riferimento letterario diretto contenuto nel brano che titola l’album e che richiama il romanzo di fantascienza del 1971 di Ursula K. Le Guin, agli omaggi a Miles Davis, Wayne Shorter o Stevie Wonder. Personaggi che abitano l’ideale mondo di Turner, un musicista capace di assemblare lunghi pannelli espressivi intrecciando il suono del suo strumento con  gli strumenti dei suoi partner. Un mondo musicale che ci conduce in ambiti timbrici dilatati, con lunghe frasi sostenute da armonie distese, spazi quasi astratti dove abbandonare la fantasia a libere ed estemporanee peregrinazioni, ma dove anche un “solo” di contrabbasso (vedi il brano Sonnet for Stevie) può preludere a dialoghi strumentali più diretti e confidenziali.
 

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