Nostalgia Brescia. Ricordi di… Viareggio

0
Nel 1996 il Brescia vince il torneo di Viareggio

Sono passati quasi vent’anni da quell’annata indimenticabile.

Era il 1996, la prima squadra militava in serie B, galleggiava a fatica nelle zone medio-basse della classifica nonostante tra le sue file militassero giocatori di un certo spessore (Sabau, Neri, Giunta , Adani, Luzardi, Saurini per citarne alcuni) guidati dal grande Lucescu prima, sostituito poi da Reja.

Capitava di allenarci con loro e li osservavo. Li osservavo ancora con gli occhi di chi non ha capito che è ad un passo dal potercela fare (e forse questo mi ha fregato)… Ma poi mi guardavo intorno, guardavo i miei compagni di squadra e tra me e me pensavo: “questi ce la faranno, questi sono grandi giocatori e tutti potrebbero diventare come e più di loro”.

Noi eravamo la primavera del Brescia, noi avremmo vinto il torneo di Viareggio, noi avremmo distrutto la Juve in casa e ci saremmo qualificati alle finali del campionato italiano, noi siamo stati, a mio avviso, la squadra giovanile più forte che il Brescia Calcio abbia avuto.

Pirlo, Baronio, Diana, Bonazzoli, Pavarini, sarebbe scontato dire che basterebbero questi nomi per far capire la forza di quella squadra. Ma non posso non nominare Bono, Tagliani, Archetti, Bernardi, Maffeis, Pedrocchi, Borra, Forlani, Faini Giacomo, Rigamonti e non me ne vogliano tutti gli altri che hanno fatto parte di quello storico gruppo.

Una formazione del Brescia: In piedi: Peano, Tagliani, Forlani, Bonazzoli, Faini Giacomo. Accosciati: Archetti, Diana, Ferrari, Pirlo, Bono, Borra.

Una formazione del Brescia di quel memorabile anno. In piedi: Pavarini, Baronio, Tagliani, Pedrocchi, Bernardi, Faini Giacomo. Accosciati: Borra, Ferrari, Diana, Archetti, Gorini.

Un gruppo partito dai giovanissimi, arrivato secondo nel campionato italiano Allievi Nazionali (perdendo 1-0 in finale contro il Bari) e che dovunque è andato ha sempre fatto parlare di sé.

Ma parliamo di quel febbraio del 1996 parliamo della 48esima edizione del Torneo di “Viareggio”.

Per far capire cosa è il Viareggio potremmo definirlo una sorta di Champions League per la categoria primavera.

Nonostante le potenzialità, non veniamo considerati molto. Quell’anno partecipavano squadre come Juve, Inter, Napoli, Bayern Monaco, Dinamo Kiev, Lazio, Roma, Torino ecc.

Noi eravamo “solo” il Brescia.

Credo lo pensasse anche il nostro presidente, tant’è che ci fa alloggiare in un umile albergo del capoluogo toscano che se la memoria non inganna doveva chiamarsi “il gatto nero” o ” le chat noir” (poco cambia… diciamo che il nome non faceva presagire nulla di buono).

Probabilmente pensavano che la nostra avventura sarebbe durata una settimana (giusto la fase a gironi) per cui l’alloggio aveva poca importanza.

Noi siamo nel Girone 6 con Atalanta, Napoli e Pumas Messico ed in effetti non partiamo bene.

L’Atalanta è da sempre considerata (a ragione) uno dei migliori vivai d’Italia. Noi la conosciamo bene e la prima partita è contro di loro. Perdiamo 2-1 e non giochiamo bene. La strada si fa subito in salita e non si possono più commettere passi falsi.

Giochiamo contro i Pumas Messico (sconfitti precedentemente dal Napoli 2 a 1) e vinciamo 1 a 0.

Nell’altro match Atalanta e Napoli pareggiano.
Per cui prima dell’ultima sfida, Napoli e Atalanta sono primi a 4 punti noi seguiamo a 3, i Pumas ultimi a 0.

Manca una partita, contro il Napoli. Restasse così la classifica saremmo eliminati e avanzerebbero Atalanta e Napoli. L’Atalanta vince ovviamente con i Pumas e si qualifica come prima… noi affrontiamo i partenopei… Vinciamo 1 a 0… Qualificati al secondo turno!

Gioiamo, ma con moderazione. Forse anche noi non ci rendiamo conto esattamente delle nostre potenzialità.

Non so se il presidente all’idea di farci prolungare il soggiorno e quindi spendere altri soldi ne fu contento… ma noi lo eravamo… eccome!!

Cominciano le fasi ad eliminazione diretta. A noi tocca la Juve (per la quale quell’anno diventeremo la bestia nera!).
Partita ricca di emozioni ma la portiamo a casa. Vinciamo 4 a 2 e voliamo ai quarti di finale.

Grande gioia ma ancora lontano da noi quello che stava per accadere.

È stato nei quarti che forse abbiamo avuto la consapevolezza che ce l’avremmo potuta fare, che avremmo potuto far parlare di noi!

Ritroviamo i nostri cugini bergamaschi, con loro sempre sfide tirate e partite di alto livello. E anche in questa occasione non vengono tradite le attese.

Nonostante la partita nei tempi regolamentari sia finita 0-0 di emozioni ce ne sono state parecchie.

Si va ai supplementari, all’epoca c’era la regola del “golden goal”. Il primo tempo supplementare finisce ancora in parità. Ma fu proprio alla fine del secondo tempo supplementare che Campolonghi ci regala la vittoria e ci va volare in semifinale.

Ora facciamo davvero paura.

Apoteosi della gioia, si assapora l’impresa, ci rendiamo conto che… sì! ci siamo… possiamo fare qualcosa di straordinario… il gruppo è unito, sia chi gioca di più che chi gioca di meno… tutti uniti e con un unico obiettivo, e il nostro timoniere Adriano Cadregari (grande allenatore, grande uomo, grande personaggio), sempre bravo a non farci montare la testa e a tenerci concentrati.

In semifinale ci aspetta un altra squadra rivelazione, il Cesena.

Beh finisce 5 a 0 per noi, siamo a mille, carichi come molle, consapevoli che potremmo giocare contro chiunque che non avremmo perso.

Manca un ultimo ostacolo, la finale!

Il nostro avversario è il Parma. È arrivato all’ultimo atto eliminando squadre come Torino, Fiorentina, Lazio, Dinamo Kiev.

L’estremo difensore della squadra emiliana è un certo Gianluigi Buffon che è già in pianta stabile in prima squadra e che è già un fenomeno.

Ma quel giorno, in quella finale, altri sono stati fenomeni, altri hanno fatto passare in secondo piano il futuro numero 1 della Nazionale.

Il nostro Baronio ci regala una perla segnando con un pallonetto memorabile da metà campo.

Segnano anche Maffeis e Campolonghi.

Vinciamo 3 a 1, vinciamo il torneo di Viareggio per la prima e unica volta nella storia del Brescia Calcio.

Se non ricordo male vinciamo quasi tutti i premi possibili (miglior giocatore, miglior giovane, miglior portiere), sbanchiamo Viareggio!

Ed io (che ho giocato poco causa una maledetta influenza) sono lì che gioisco come un matto insieme ai miei compagni e mi rendo conto di quanto sia stato fortunato ad essere parte di questo gruppo e di essermi potuto allenarmi con così tanti giocatori, compagni, amici di uno spessore tecnico e umano fuori dal comune.

Si festeggia, si torna a casa da “campioni”, i giornali e la gente parlano di noi, le partite successive al San Filippo sono piene di gente, i primi procuratori si avvicinano… insomma qualcosa sta cambiando.

Una volta a casa il presidente organizzò una cena per complimentarsi con noi… ricordo che disse che ci avrebbe fatto avere una targa d’oro a ricordo di quell’impresa. Va beh che le poste in Italia sono lente ma dopo 20 anni… non mi è ancora arrivata (a Voi le considerazioni).

Quell’annata terminò con il nostro accesso alle finali italiane dopo aver sconfitto in casa La Juve (ancora una volta) per 4 a 2 (due gol del sottoscritto e uno di Pirlo) in un San Filippo stracolmo di gente.

Una formazione del Brescia: In piedi: Peano, Tagliani, Forlani, Bonazzoli, Faini Giacomo. Accosciati: Archetti, Diana, Ferrari, Pirlo, Bono, Borra.

Una formazione del Brescia: In piedi: Peano, Tagliani, Forlani, Bonazzoli, Faini Giacomo. Accosciati: Archetti, Diana, Ferrari, Pirlo, Bono, Borra.

Ogni giocatore di quella rosa l’anno seguente giocò fra i professionisti (chi in serie A chi come me in C2) e prese la Sua strada.

Oggi, a distanza di 20 anni, credo che quella rosa sarebbe in toto in prima squadra e potrebbe giocarsi anche la promozione in serie “A”.

E a volte penso che, se da un lato avere compagni di squadra così forti sia stata una fortuna, da un lato dico “cazzo che sfiga, se fossero stati un po’ meno forti magari avrei fatto più carriera”.

A parte le battute so di essere stato veramente fortunato e porterò sempre con me ogni attimo di quell’esperienza unica e credo sarebbe bello un giorno rivedere quella squadra insieme al “Rigamonti” per giocare ancora una partita.

 

About author

No comments

Ops... questo forse ti è scappato!

Amaro Zerotrenta

IL TONPU DELLA SITU ESTATE 2017

Grossissime novità in seno alla società presieduta fino a pochi giorni fa da Spunghi: quest’ultimo ha ufficializzato il suo addio al ruolo di presidente e ...