Odiopiccolo nel carcere di Verziano

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Odiopiccolo in carcere

Sabato 24 ottobre 2015… una data da ricordare.
Odiopiccolo entra nel carcere di Verziano.
Appuntamento ore 13.30 all’ingresso del penitenziario; è una bellissima giornata e il pensiero va subito ai compagni della più blasonata squadra a 11 che si stanno abbuffando di bianchini, polpette e bertagnì al Bianchi.

Fa molto caldo ma la temperatura pare si alzi di un grado ogni minuto che si approssima l‘apertura dei cancelli.

Il primo ad arrivare è ovviamente il Presidente che a causa di vecchie ruggini con le forze dell’ordine non potrà partecipare all’incontro.
La consegna delle maglie stempera un po’ di tensione e alla spicciolata arrivano i nostri eroi:
Davide Fabbian ostenta sicurezza, probabilmente già avvezzo a certi ambienti
Orwa Awadi sfoggia un rassicurante 32 denti conscio che a breve sarà in buona compagnia
Andrea Corezzola abbraccia avversari colored simulando vecchie amicizie
Ricky Ragnoli prova a spaventarli con i decibel
Fabrizio “Bissio” dall’alto dei suoi 190 cm e 48 berrette mantiene il gruppo unito e mostra grande tranquillità
Matteo “mister” Guarino detta le tattiche fumando lucky strike.

Il portiere non c’è e ci affideremo ad un detenuto… manca solo il buon Paolino Staffieri impegnato sulla terra rossa di Foza e Costanza che ci raggiungerà presto.
Dopo un’attesa snervante si aprono i cancelli ed una guardia carceraria ci scorta all’interno del penitenziario… gli sguardi si fanno più seri e l’ironia è smorzata sul nascere.
Le pesanti porte in ferro e le finestre sprangate lasciano poco spazio al sarcasmo.
Prima di accedere nello stretto spogliatoio intravediamo il campo e una 40ina di “ragazzi” che corre ed urla. L’accesso al rettangolo di gioco ci offre agli sguardi sorpresi e diffidenti dei detenuti e solo la presenza mai banale dell’avvocato Ragnoli in versione amico di tutti, sgretola la diffidenza e ci toglie un pizzico di paura.
Oltre al portiere, Mister Guarino opta per la tattica del turn over e assolda un fiero mastino egiziano (Sahid) a copertura difensiva.
Da subito si capisce che la partita non verrà ricordata negli almanacchi.
Caldo, terreno insidioso e una condizione fisica a dir poco pietosa vede prevalere gli avversari melting pot nei quali si esibisce come terminale offensivo un detenuto di tutto cuore ma con i piedi rovesciati, tale Singh.
Ci mettono sotto e vanno in vantaggio grazie ai Kalipso boys e a metà gara Oro accorcia con un pregevole tocco sotto porta.
Sul finire della prima frazione terzo gol per loro ed esultanza Tardellica di un detenuto esagitato al quale non possiamo che fare i nostri più sinceri complimenti…

L’intervallo arriva come una benedizione e i dieci minuti che precedono il secondo tempo servono a tutti per recuperare ossigeno e forze (?) ma anche per una veloce ma sincera riflessione…
Ad un certo punto manco ce ne siamo accorti che eravamo all’interno di un carcere e che i nostri avversari non erano i soliti ragazzotti che incontriamo da anni sui campi di mezza provincia.

Per un attimo mi fermo a guardare gli occhi dei miei avversari e degli spettatori che bramano di poter fare qualche minuto per non dover tornare in “stanza”… e leggo bisogno… bisogno di vita, bisogno di affetto, bisogno di fuggire da questa situazione (per la cronaca Singh ci prova davvero ad uscire quando una punizione ben calciata da Guarino varca le mura di Verziano…).

Il fischio dell’arbitro mi riporta sul verde dove da poco è arrivato lo Stappio e la sua freschezza ci serve come il pane per portarci sul 3-2 e inchiodare gli avversari nella loro metà.

Purtroppo siamo troppo stanchi e la gara si chiude così, ma la partita è un’altra e per conto mio l’abbiamo vinta.
Abbiamo vinto la diffidenza, abbiamo capito che lo sport può sempre unire, abbiamo conosciuto una realtà a noi lontanissima ma che in fin dei conti non sentiamo così estranea.

Come ha ben detto Davide a fine partita un’esperienza di vita alla quale non è possibile dare un voto.

 

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C’eri una volta

Non ricordo cosa successe in verità. So solo che era una notte del 2005 e che ti vidi al freemuzik.   Share on Tumblr