Santi profeti e marinai. Fiction Covid19.

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La mia a dirvi la verità è una quarantena a metà.
La mia professione è di quelle che hanno un codice Ateco ricercatissimo… quindi riesco per mia grande fortuna a spezzare la reclusione domestica con dei viaggi solitari in ufficio. In questo momento piuttosto difficile per tutti, ho incrementato (forse non del tutto volontariamente!) la recezione di informazioni. Giornali, internet, radio, conferenze stampe in diretta insomma, si salvi chi può! È molto curioso vedere come le persone reagiscano in maniera cosi differente alla problematica, sotto i due filoni principali: “sono preoccupatissimo” e “non me ne frega un cazzo” si sono creati una romantica serie di spin off che preferisco non elencare ma credo che il migliore sia certamente “non sono documentato, ma sono un virologo, usciamo di casa presto”.

Bando alle sottili polemiche, in fondo il mondo è bello perché vario… vorrei portare la vostra attenzione su tutti gli individui che sfortunatamente hanno deciso (perché qua si tratta davvero di decidere) di non seguire il decreto ed uscire di casa per futili motivi, non rispettando in primo luogo loro stessi e in modo particolare il genere umano. Credo sia inutile dire che sia sbagliato pericoloso e sicuramente STUPIDO. Mentre il paese ha più persone con una denuncia che persone malate (INCREDIBILE) i giorni della quarantena vengono scanditi da eventi mediatici di varia importanza, della quale vorrei cercare di fare una ricostruzione;
In primo luogo alle quotidiane conferenze della protezione civile, molto spesso a fianco di uno stanco Borrelli troviamo il Prof. Locatelli, mente devota alla scienza e una calma olimpica davanti alle domande non sempre facili. Intelligente vero, a differenza di Renzi, al quale la quarantena ha chiuso molto più di una vena lanciando appelli di riaprire scuole, aziende, fabbriche, contro il parere di qualsiasi medico che sta pregando nel suo silenzio. Preghiera che abbiamo visto in diretta mondiale invece quella di Papa Francesco, credenti o meno il momento è stato di quelli che verranno messi sui libri di storia.

Nel dubbio Salvini ha deciso di suggellare il momento con una bella preghiera collettiva in diretta tv con la D’Urso

Le istituzioni invece ci hanno permesso di conoscere meglio alcune figure, come Giulio Gallera che ultimamente è davvero molto arrabbiato con lo stato mentre molti sindaci sono arrabbiati con lui; per lo stesso effetto Attilio Fontana sta litigando (è davvero il termine corretto!) per l’utilizzo o meno delle mascherine.
La riflessione finale è solo una. In questo momento di pericolo e caos le istituzioni non erano pronte, a quanto pare non lo sono ancora e forse non lo saranno. È abbastanza ridicolo che mentre tutti i cittadini possano contare i secondi nei quali si annoiano, la fiction stato/regioni non trova la quadra e ogni giorno ci regala una puntata.

La cosa che conta è sorridere e stare a casa. I conti li faremo dopo.

 

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Davide Fabbian

davide fabbian nasce a brescia nei primi anni ottanta. da una mamma ed un papà. non scrive per combattere il sistema e nemmeno per protesta. scrive perchè ne sente la semplice necessità. ha pubblicato tre libri di racconti e poesie. ha partecipato come attore al cult movie "le strade di san faustino." per il resto ama il gin tonic, il tabacco in pacchetti morbidi, e in maniera maniacale il mare ed il vento. tutto il resto è storia recente. vive a brescia, dorme, respira. ascolta.

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