Secco

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secco

Secco.
Usciva di notte, cercava la strada, aveva una gran sete.
Giocava a pallone, spesso, e le sue corse erano famose, i suoi piedi no.
Tutto quello che sapeva fare era correre, e uscire di notte, e cercare la strada, e bere.
Se qualcuno parlava con lui non lo faceva una seconda volta.

Ma a lui bastava.

Pensava che la vita fosse tutto uno sbadiglio, ed un gonfior di fegato.
Usciva di notte, cercava la strada, aveva una gran sete.

Poi conobbe lei.
Era una ragazzina, quando la incontrò.
Smise di correre, di uscire di notte, di cercare la strada.

E un pomeriggio estivo, di quelli in cui non trovi neanche un semaforo rosso,
le raccontò la sua vita, le sue corse, le sue notti, la sua strada, le sue bevute.

Dopo averle detto tutto la guardò negli occhi, le carezzò le guance con tutte due le mani,
scese sul collo e cominciò a stringere forte.

Lei fu colta di sorpresa, lui stringeva troppo forte.
Soffocò. La spogliò, là dove si trovavano, mise mano ai pantaloni e la chiavò.

Ricominciò ad uscire di notte, a giocare a pallone, a correre per trovare la strada e a bere.
E se qualcuno parlava con lui, non lo faceva una seconda volta.
Ma a lui bastava.

Da “Come il morso di un cane”, 2011, Alfredo Bonera©2011.

P.S.: Ciò che Emoziona Te, Emoziona anche Me?

 

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