Un bresciano a New York. Quattro chiacchiere con Andrea.

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Un bresciano a New York

OP – Dove ti trovi, perché ti trovi lì e che fai di bello?
A – A New York,  ho messo su famiglia e  lavoro per una compagnia attiva nei settori della ristorazione e alberghiero.

OP – Come è stato affrontato il discorso del corona Virus dalle tue parti?
A – Come previsto: qualche comprensibile ritardo, poi sono corsi ai ripari.  Il clima è pre-elettorale quindi ci sono delle beghe in atto, ma tutto sommato votano tutti insieme i provvedimenti fondamentali per affrontare l’emergenza.  Trilioni di dollari sono stati messi a disposizione, qua non hanno il patto di stabilità e del debito non gliene può fottere di meno, giustamente.
A parte casi isolati, vedi spring break in Florida, la popolazione collabora.

OP – Come stai reagendo personalmente?
A – Stando a baita. Onestamente mi sento in ferie!

OP –  Ti aspettavi che la tua città fosse tra le più colpite da questo Virus?
A – Tra le più colpite purtroppo sì. Da una vita si sa che l’inquinamento atmosferico è propedeutico alla propagazione delle spore virali.

OP –  Che cosa hai pensato in tal senso?
A – Che dell’inquinamento non solo atmosferico nella nostra regione non gliene frega un cazzo a nessuno. Non hanno chiuso le fabbriche a tempo debito.

OP – Brescia ti manca?
A – No

OP – Cosa ti manca di più della tua vita “bresciana”?
A – Stadio, momenti con famiglia e amici, stadio, parlà el dialet, il Berry.

OP –  Ogni quanto rientri da noi?
A – Una due volte l’anno.

OP –  Cosa trovi di cambiato maggiormente tra quando sei andato via e quando sei tornato l’ultima volta?
A – Ci sono più immigrati in giro a bighellonare. La gente ha sempre meno soldi e i braccini sempre più corti.

OP – Rifaresti la tua scelta?
A – Tutta la vita, a Brescia si secca più che altrove. Agisco in linea con l’istinto primordiale di conservazione della specie.

OP –  Vista da fuori la vita in Italia è così negativa?
A – Quando i salari sono ridicoli la vita difficilmente si fa positiva. Mi fa piacere però che i più si sforzino di fare finta di niente. Sempre più persone però decidono di andare fuori dai coioni. Sono il primo a trovare la felicità “fuori dal materiale” ma un equilibrio ci vuole…

OP – Quando sei rientrato la prima volta a Brescia ed hai fatto –  com’è normale che sia – un paragone con quello che stavi vivendo, cosa hai pensato?
A -Grazie a Dio, so ndat fœra dei ball…

OP –  Al netto della fine di questa pandemia, torneresti mai a vivere in Italia dopo il tuo percorso?
A – Mai, piuttosto Spagna.

OP –  Perché?
A – Volente o nolente ho già investito il 20% di un auspicabile tempo in vita in Italia, il mondo è grande e bello, turne a fa ???

 

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