Walt Disney e la crisi degli anni ’80

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Walt Disney

Ho sempre contato quanti passi separavano la mia camera dallo studio di papà. Erano trentuno a sei anni, sedici a tredici anni e sedici anche adesso, che ne ho diciotto. Oggi fatico a contarli.
Quattordici, bum, bum, il cuore pulsa nelle tempie.
Quindici, mi manca l’aria.
Sedici, sento i bordi della lettera bagnati dal sudore delle mie mani.
Ma ci sono riuscito, sono a pochi metri da lui, in mezzo a noi la porta. Chiusa.
….
Mi avvicino, la socchiudo, fatico ad entrare. Intravedo la sagoma di mio padre di spalle, e le guglie del duomo che primeggiano oltre a lui.
– Papà?
Si gira, mi guarda, mi sorride e mi fa cenno, con la mano, di aspettare cinque minuti, è al cellulare.
Appoggio la lettera sulla sua scrivania, tra un fascicolo e l’altro. Intorno a me, io lui e mamma immortalati in tanti momenti di vita insieme.
– Sì, va bene dott. Belotti, le confermo la riunione di domani. La saluto. A rivederla. Eccoti, Giacomo! Ti cercavo! Innanzi tutto ti devo dare la ricevuta del pagamento delle tasse universitarie da allegare al modulo di iscrizione. Ah, ti ha detto mamma che ha trovato le tende dello stesso colore del divano dell’appartamento che ti abbiamo affittato?
– Papà… scusa…
– Lo so che non volevi che ti affittassimo l’appartamento perché siamo a Milano e la Bocconi è a Milano, ma è giusto che tu abbia i tuoi spazi e le tue esperienze goliardiche.
– Papà…
– Non ti preoccupare Giacomo. Tu ci hai sempre dato così tante soddisfazioni… e poi anche questo 100 e lode della maturità… anzi, scusa un attimo Giacomo…VITTORIA!!!!! VIENI PER FAVORE!!!
– Papà…
– VITTORIAAAAAAA!! Ma insomma, dov’è tua madre? Volevamo dirti del regalo che ti abbiamo fatto.
– Dal parrucchiere, papà…
– Va beh… ma sei proprio sicuro di voler fare l’InterRail? Senti io e mamma abbiamo pensato che al tuo rientro ci potresti raggiungere a Capri al “Qui Si Sana” sai ci sono i soliti amici del golf. C’è anche Manuela, sai la ragazzina che ti stava simpatica. Non è carina Manuela? La figlia del dottor Cominelli. Te la ricordi? Dai Giacomo… eh… (e gli fa l’occhiolino).
– Papà, ho bisogno di parlarti.
– Cosa c’è Giacomo, non stai bene? Hai ragione! Sei pallido! Aspetta… aspetta… MARISAAAAAAA!!! MARIIIIISAAAAAA!!!… IL TEMOMETROOOOOO!!
– Basta papà! Fammi parlare!

Silenzio.

– Ho superato il test!
– Ma certo Giacomo!!! Lo so!!! il rettore della Bocconi… sai che ci conosciamo da anni… mi ha telefonato per dirmi che sei arrivato terzo su 400 ragazzi. Che bravo che sei! E il test di ammissione era pure in inglese. Neanche quando ho presso IO la lode alla Bocconi ho provato una soddisfazione cosi!!

– Papà, non è quello il test… Siediti!
– Va bene Giacomo, mi siedo. Così mi preoccupi. Siediti anche tu allora. Dai vieni qui, vicino a me… raccontami tutto.
– No no, grazie papà. Va bene qui… andrò a studiare a Firenze.
– Firenze? Scusa?
– Sì papà a Firenze.
– Ma Giacomo la Bocconi è la facoltà più in alto nelle graduatorie internazionali tra quelle italiane. Ma perché devi andare a studiare economia a Firenze, poi… aaaah! Ho capito! Giacomo, è normale. La crisi dopo la maturità, l’abbiamo avuta tutti. Se vuoi tornare domani e propormi Roma, vai tranquillo, io so che è normale. È capitato anche a me. Pensa che ai miei tempi avevo detto a tua nonna che invece di andare alla bocconi avrei preso un anno sabbatico. Ma a settembre ero lì! Nei banchi della prima fila a prendere appunti.
– Io papà odio i numeri. Non mi piacciono. E non ho nessuna intenzione di fare il commercialista, come te.
– VITTORIAAAAAAAAAAA!! VITTORIAAAAA CAZZZZOOOOO!!! VITTORIAAAAAAAA!!! MA DOVE SEI???
Apre la porta la governante Marisa: ”Dottore, la signora Vittoria è dal parrucchiere!”
– MARISA, CHIUDA QUELLA PORTA E NON FACCIA ENTRARE NESSUNO!!!
– E allora sentiamo Giacomo, sentiamo un po’. Che test avresti superato? Ingegneria? Medicina? Cosa, dimmi cosa? Con uno studio così avviato? Mi volti le spalle?! Giacomo, sei figlio unico eeeeh? QUINDI??? Venti milioni di lire netti al mese… sentiamo un po’… con quale altro lavoro riusciresti a guadagnarli, DIMMELO DAI!!!

Silenzio
Silenzio …
… e silenzio.

– Se tu e la mamma avete deciso di farmi uno scherzo, sappi che non lo sto per niente gradendo. E ti dirò che ho in scadenza delle pratiche per domani che sono molto più urgenti di queste cazzate che mi stai dicendo.

– Ti ho lasciato una lettera sul tavolo. Ora vado. Il treno per Firenze parte tra un’ora.

– Tu lo sai che non ti darò una lira se esci da quella porta, e non pensare di rimettere piede in questa casa!!!

Giacomo uscì. Il padre prese la lettera e la aprì:

“Luglio 1992. Ho superato il test di ammissione alla Walt Disney”.

Il dottor Francavilla, girando il foglio, vide un disegno a matita: un leoncino accucciato accanto a un leone. Sopra indicati i loro nomi “Simba” il cucciolo, e “Muphasa”, il padre.

Nello studio entrò Vittoria: ”Tesoro, mi hai chiamato?”

La Walt Disney negli anni 80 visse un periodo di grave crisi economica che riuscì superare grazie alla fantasia di alcuni talentuosi ragazzi, che con la loro immaginazione crearono dei nuovi lungometraggi animati, che ebbero un grande successo. Uno di questi uscì nel 1994: “Il Re Leone”, i cui protagonisti erano Muphasa e Simba.

 

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