Zerotrenta… il prefisso amaro della nostra città

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Amaro Zerotrenta

Abbiamo chiesto a tre blogger bresciani di porre alcune domande in esclusiva per odiopiccolo ad Andrea “Canji” Corezzola, co-fondatore insieme a Alessandro Ortogni dell’Amaro Zerotrenta. L’amaro dei veri bresciani.

Le domande di Surves

Da dove nasce la geniale idea di creare un amaro tutto bresciano?
Partiamo subito male caro il mio Odiopiccolo… la domanda è quantomeno infida… sai benissimo che lo Zerotrenta non è tutto bresciano. Bresciana è la ricetta, Bresciani sono i due cavalli de razza che hanno intrapreso l’impresa, ma chi rende possibile tutto ciò è un nostro caro collaboratore che distilla nel Veneto. L’idea nasce quasi per gioco… anzi, proprio giocando! Smessi gli scarpini da calcio che hanno cementato la nostra amicizia, con le rispettive compagne ci si trovava spesso a sfidarci a ciciara bigia e sorseggiando amari…diciamo non eccezionali. Una sera, il mio socio e amico Alessandro (una laurea in Scienze Erboristiche ed un’erboristeria ben avviata in provincia) in trans agonistica e in plausibile delirio alcolico mi confessa d’avere recuperato una ricetta di un improbabile professore universitario con il quale argomentò la tesi di laurea… la boutade mi stuzzica da subito e decidiamo di dedicargli tempo ed energie. Da qui siamo partiti. Pensa che abbiamo anche fissato un decalogo dello Zerotrenta, le 10 regole auree che avrebbero contraddistinto il nostro prodotto e la nostra “storia” (lo trovi alla fine di questa intervista… ma prima leggila tutta, ne vale la pena).

Raccontaci la genesi del nome Amaro Zerotrenta e il suo significato.
Zerotrenta è il nostro prefisso e 30 è la gradazione del nostro amaro… sembra semplice, ma partorirlo non lo è stato affatto. Il mio sogno (è ancora nel cassetto) era Amaro Casuale ma Alessandro era terrorizzato dal fatto che il consumatore non fosse molto attratto da un liquore fatto alla cazzo di cane… per me era invece una sfida, sostenuta dal fatto che già allora amavo il nostro prodotto in modo viscerale.
Zerotrenta è spuntato quasi d’incanto nel bel mezzo delle fasi “facciamoci consigliare da chiunque” e “Va bene Amaro Casuale”.

Sappiamo che avete vinto concorsi e ottenuto importanti riconoscimenti. Ormai nel panorama cittadino lo Zerotrenta è presente nella maggior parte dei locali. Come vivi questo momento di gloria?
Ho da poco acquistato casa in panoramica ed entro fine anno dovrebbe essere pronta la statua di marmo raffigurante la nostra premiazione a Colonia, che grazie alla mediazione del Sindaco Del Bono, poseremo in Piazza Vittoria al posto del Bigio…
Nel 2017 prevedo di acquistare il Brescia Calcio.

Perché una persona dovrebbe scegliere Amaro Zerotrenta anziché i soliti amari?
Perché leggere gli ingredienti di quel che mangiamo e beviamo ci racconta molte cose. Ognuno poi è libero di scegliere. Il valore aggiunto poi è che sia paurosamente buono. Su questo non penso si possa discutere. O sì?

Amaro Zerotrenta non solo digestivo, in quali altre forme si può godere del suo sapore unico?
Nasce digestivo ma la storia degli amari insegna che con una scorza di limone e un po’ di ghiaccio hai fatto un aperitivo dissetante… il resto vien da sé ed è anche un po’ teatro. Non ci siamo inventati nulla, anzi spesso sono bartender e professionisti del settore che lo richiedono per sperimentare. A noi piace. È una nuova strada da battere e ci offre spunti per il futuro.

Un imprenditore di successo come te è difficile che si fermi ad un solo progetto. Cosa bolle in pentola? Puoi darci una piccola anticipazione?
Sorrido… però è vero, ci stiamo muovendo. A breve dovrebbe arrivare un Gin Zerotrenta.
La base sarà il distillato di Amaro Zerotrenta con l’aggiunta di un Gin particolare. Il nome non c’è ancora… magari potreste darmi una mano.

Andrea, sei un riconosciuto belloccio di Brescia. Come è cambiata la tua vita col sesso femminile dopo questo enorme successo? Potresti raccontarci qualche aneddoto piccante?
Ricevo giornalmente lettere profumate e mail con proposte piccanti. Le giro al mio socio ma non so davvero cosa ne faccia.

Sappiamo che hai una moglie e un bellissimo bambino. Come riesci a gestire l’equilibrio famigliare con la complicata vita imprenditoriale? Qual è il tuo segreto?
Non lo riesco a gestire. Aiuto!

Le domande del direttore Alberto Banzola:

Cosa rappresenta al meglio del carattere dei bresciani l’amaro Zerotrenta?
Credo proprio la determinazione… per antonomasia il Bresciano è laborioso, determinato pieno di buona volontà. Nel nostro caso lo vedo come l’impegno che stringemmo quel giorno per ottenere un prodotto diverso che non vedesse come primo fine il guadagno, ma la possibilità di fare un amaro buono, naturale e senza compromessi. In parte ci siamo riusciti.

Quale sapore bresciano meglio si sposa con l’amaro Zerotrenta?
Quale sapore bresciano… sai che non lo so. Provalo tu polenta e Zerotrenta.

Bere bene è una prerogativa tutta bresciana, basti pensare all’infinità di docg espressi dai nostri territori: com’è l’approccio bresciano al distillato?
Quando Alessandro mi lanciò l’idea dell’amaro, ricordo che una delle prime cose a cui pensai fu l’approccio del Bresciano medio (allora era l’unico nostro riferimento) al prodotto. Il Bresciano ama la grappa e se si butta sull’amaro è costretto ad accettare quasi sempre i soliti 3-4 amari nazionali o il famigerato limoncello fatto in casa (di chi vorrei sapere). Mi pareva che il mercato ci regalasse degli spazi in cui inserirci ed insieme notammo anche una volontà sempre più crescente di ricerca del prodotto naturale. Questi anni penso ci abbiano dato ragione; certo non facciamo la guerra ai pezzi grossi, anche se spesso fantastichiamo che il Sig. Franco Montenegro nella stanza dei bottoni della propria azienda, cazzi i propri agenti sugli scarsi risultati sul nostro territorio.

Se l’Amaro Zerotrenta fosse un monumento della nostra città, quale sarebbe e perché?
Se l’amaro fosse un monumento della città, sarebbe questo: per scandire con gusto i vostri momenti migliori.

macc Zerotrenta

All’Amaro Zerotrenta cosa piace e cosa non piace del bresciano ?
Che dire… non ama gli sboroni; e non fraintendeteci… ci sono ovunque, in Piazza Arnaldo come a Longhena e a Inzino. E frasi del tipo “Bela vita che ta fet te!”. Quel che mi piace… l’orgoglio ritrovato verso la propria città.

Un botta e risposta con Nadiolinda (il suo blog):
(follow @nadiolinda on twitter)

Ci dici l’ingrediente segreto?
L’ingrediente segreto è il rosmarino.

Da bambino cosa sognavi di essere? 
Da bambino sognavo di giocare a San Siro… volevo evitare risposte banali.

Avresti mai pensato di diventare produttore di superalcolici nella vita?
Mai e per questa opportunità devo assolutamente ringraziare Alessandro.

Nella tua famiglia bevono il tuo amaro? Se no, che cosa bevono e perché.
Assolutamente sì… mio fratello e in particolare sua moglie sono ottimi clienti e in generale nei frigoriferi di famiglia non manca mai.

Confessa: tua moglie l’hai conquistata facendola ubriacare?
Mia moglie l’ho conquistata da ubriaco… meglio soprassedere.

Come spiegherai a tuo figlio che lavoro fai? 
Fa un po’ brutto detto così… gli spiegherò che papà per un periodo della sua vita ha prodotto una bevanda spiritosa che ha fatto bene a tante persone, poi ha venduto il brevetto al Sig. Franco Montenegro ed è per questo che adesso vivi all’interno del Castello di Brescia che paparino ha acquistato e ristrutturato… non preoccuparti zoo festival lo facciamo anche quest’anno.

Amaro o dolce: cosa scegli alla fine del pasto?
Amaro. Da sempre

Convinci uno sconosciuto a ordinare il tuo amaro.
Caro il mio sconosciuto, il maestro Iginio Massari insegna che il dolce arrivando a fine pasto, o è buono o meglio non mangiarlo… lo steso vale per l’amaro. Bevilo solo se buono. Bevi Zerotrenta.

Convinci un tuo amico a ordinare il tuo amaro.
Non l’hai ancora provato?? Che amico del cazzo sei?!

Convinci un astemio a bere il tuo amaro. Tutto d’un fiato, però. 
Rubo una frase dalla rete: “L’astemio è una persona debole, che cede alla tentazione di negarsi un piacere”.
Caro il mio debole e cedevole astemio… ti voglio bene lo stesso. Comunque… bevi d’un fiato questo decotto e quasi per magia spariranno tutti i rompicoglioni che ti ripetono “ma come si fa ad essere astemi?!?!?!”

Tre modi per bere Zerotrenta (con o senza ghiaccio, abbinato al cioccolato, freddo o caldo, aggiunto ad altro, ecc.)
Il primo come piace a me. Freddo di freezer… così. Semplice; il secondo è come lo beve il nostro collaboratore e fotografo Pietro Lazzarini: Tumbler stipato di ghiaccio tritato, Zerotrenta, scorza di limone spruzzato… provatelo è fenomenale. Terzo… Zerotrenta e Sbrisolona.
Da Nacio ne trovate a quintali.

Tre situazioni perfette per bere 030 (alla fine di una cena romantica, dopo una grigliatona con gli amici, da soli senza nessuno che rompa le palle, ecc.) 
Cenetta di fine estate, un tavolo di legno grezzo, le luci di piccole lampadine appese ad un pergolato, il silenzio della notte, la compagnia giusta, arriva il caffè… lascia la bottiglia e il secchio di ghiaccio.
Week-end in chalet all’Alpe di Siusi, la luna piena che bacia il Sasso Piatto e il Sasso Lungo, le gambe doloranti e vive dopo la camminata pomeridiana, due sdraio, chiacchiere fino a tarda notte.
Carte da cicera… sfide interminabili tra casuali e pensatori.

Per te, la vita è amara o dolce?
Sono un pessimista allegro… dico amara, il dolce lo lascio a chi ne ha bisogno.

Una battuta finale?
Odio Piccolo.


Decalogo Zerotrenta (se non lo vedi correttamente clicca qua)

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Web

www.amarozerotrenta.it

 

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