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Martedì 20 Agosto 2013 09:31

Le canzoni della vergogna (da ascoltare con il finestrino alzato fermi al semaforo)

Scritto da  Surves

Ho sempre sostenuto che la canzone “Uomini soli” dei Pooh fosse bella.
L’ho riascoltata poco tempo fa casualmente alla radio e mi sono ricreduto.
Quando Roby Facchinetti urla il ritornello sputando a gran voce il cittuuuaaà e il vediamo se si puuà (sì, lo pronuncia proprio come pois in francese), vengo invaso da brividi misti odio e fastidio.
Quel giorno ho avuto l’impulso di cambiare stazione.
Ero fermo al semaforo con il finestrino rigorosamente alzato.

Esistono canzoni che si possono ascoltare in macchina fermi al semaforo con il finestrino abbassato ad un volume sostenuto.
Quando si vuole condividere le proprie emozioni con un perfetto sconosciuto o quando si intravede con la coda dell’occhio una ragazza o un ragazzo che potrebbe essere folgorato dai nostri particolari gusti musicali.
Lasciando stare autori riconosciuti da chiunque nell’olimpo della musica, autori sconosciuti di nicchia, la musica classica, l’opera o il jazz, generi che fanno sempre, a prescindere, molto figo, vorrei soffermarmi su quelle canzoni che stanno in bilico tra il farti apparire un babao oppure uno giusto.

Certo, dipende anche molto da chi sta al di là del tuo finestrino.
Se c’è un vecchietto o la zia di turno poco cambia...

Enzo Ghinazzi in arte PUPOPrendiamo ad esempio la canzone di Pupo su di noi.
Chi non considera Pupo un cantante sfigatissimo? credo veramente poche persone, forse solo sua mamma o le sue 18 mogli...
Eppure questa canzone ha oltrepassato il guado e ascoltarla fermi al semaforo con il finestrino abbassato potrebbe significare essere 10 passi avanti...non a caso la si può ascoltare in discoteca scatenando alle prime note il delirio del pubblico pagante (vedi Pagodino).
Quindi come comportarsi se all’improvviso mentre la macchina scivola verso il semaforo sulle note di where did you sleep last night cominciasse di gran carriera su di noi di Pupo a fianco di una macchina cabrio con all’interno un gruppo di giovani amici con la radio spenta?

Esistono canzoni che ti fanno immediatamente cambiare stazione.
Ivano Fossati nel 1979 uscì con il brano la mia banda suona il rock.
Credo che negli anni 80 abbia spopolato.
Nessuno in macchina ascolta di proposito questo brano salvato su mp3 o su cd.
Ma la radio imperterrita continua a programmarla da ormai quasi 25 anni.
Questo brano va ascoltato con il finestrino alzato...direi sigillato.
Alla fine molti cambierebbero addirittura stazione.
Il suo ritmo allegro e movimentato, quasi caraibico, potrebbe far impazzire le menti più fragili.

Le canzoni di Luigi Giovanni Maria Gatto Panceri sono orecchiabili.
L’autore, che ovviamente assomiglia proprio a un gatto, ha scritto anche vivo per lei portata al successo dal duo Bocelli-Giorgia, canzone da ascoltare, se si vuole, con il finestrino alzato ma che la maggior parte delle volte ti porta a premere senza rimpianti il tastino con le freccette della radio.

Le canzoni della vergogna sono comunque tantissime.
Prendiamo Cesare Cremonini. A parte la sua vespa special che ha rotto altamente i coglioni (penso che pochi non cambierebbero stazione già al riecheggio della prima nota), credo che l’autore bolognese abbia scritto alcune canzoni che si possano ascoltare con il finestrino alzato nella più completa intimità (magari con a fianco la propria ragazza se si è insieme almeno da 3 anni).
Un esempio? PadreMadre, canzone ben fatta e commovente.

Sfido chiunque ad ascoltare il cielo d’Irlanda cantata da Fiorella Mannoia o alla fiera dell’est di Branduardi con il finestrino abbassato fermo ad un semaforo.
La prima, più che la seconda, potrebbe rientrare nella categoria della canzoni che ti fanno cambiare all’istante stazione, forse anche perché la cantante romana, ex controfigura tra le altre della splendida Monica Vitti, ha una voce irrimediabilmente odiosissima o forse solo perché la canzone fa veramente cagare.
La storia del topolino è, quanto meno, avvincente. L’angelo della morte è un idolo.

MorrisseyVorrei prevenire la critica più ovvia che si possa rivolgermi alla lettura di queste righe.
So che tu, caro lettore, te ne sbatti le palle di tutto e di tutti e se vuoi scorrazzare per la città con ti amo di Umberto Tozzi a tutto volume lo fai senza alcuna remora.
Purtroppo, però, la maggior parte di noi è aggrappata al giudizio sociale e da esso condizionata. Siamo inconsciamente schiavi della nostra reputazione che si costruisce lentamente, giorno dopo giorno, anno dopo anno. Cambiarla è molto difficile, quasi impossibile.
Sono certo altresì che preferisci diffondere nell’etere la voce di Morrissey piuttosto che le note di e tu di Baglioni (che magari però ascolti di nascosto fumandoti un ciano).

Ricordo tanti anni fa che ero fermo al semaforo con i finestrini abbassati.
Radio spenta. Capita, a volte, di essere talmente immersi nei propri pensieri che si dimentica di averla, sorprendendosi poi quando all’improvviso si viene destati da un silenzio innaturale.
In questo caso, tuttavia, a svegliarmi fu la musica proveniente dall’auto dei miei vicini di semaforo.
La canzone era genny è pazza di Vasco Rossi.
Seduti davanti due fidanzati di circa 20 anni, lui mi guardava con aria fintamente disinteressata ma nel suo sguardo leggevo compiacimento quasi a volermi dire: “Vecio, hai visto che figo che sono? sto ascoltando Vasco sì... ma ascolta bene...questa è una canzone molto vecchia, una delle prime...la conosci? e poi senti, senti che bella...”. La conoscevo e sinceramente non la sopportavo più già da molto tempo...
Vasco tuttavia rappresenta un capitolo a parte...a mio avviso ora va ascoltato tutto con i finestrini alzati, tranne rari casi, legati però tutti al passato. C’è chi dice no è forse la migliore sua canzone (a proposito avete sentito la versione swing di Piji?)

Le canzoni quindi si dividono in tre grandi categorie e il semaforo rosso è la discriminante, l’elemento imprescindibile che detta le regole dalle quali si desumono le differenze.

Eccole quindi:

Canzoni che  si possono ascoltare con il finestrino abbassato.
Tutte quelle che appartengono ai giganti della musica o alcune canzoni che ormai sono di culto o talmente sfigate che, col tempo, lo sono diventate.
(Fatemi comunque togliere un sassolino che da anni ho in entrambe le scarpe. Le intro e i virtuosismi musicali dei Pink Floyd mi annoiano a morte e non mi fanno volare).

Canzoni che si possono ascoltare solo con il finestrino alzato, o canzoni della vergogna.
In questa categoria rientrano quelle canzoni che a noi, e solo a noi, trasmettono emozioni, quelle del nostro passato, di artisti a cui siamo legati. Immagino il vecchio Venditti (anche se ai quattro ragazzi con la chitarra gli si vorrebbe spaccare in testa il pianoforte che hanno sulla spalla) piuttosto che Baglioni o Mango (a dire il vero il Giuseppe di Lagonegro, quasi quasi, è riuscito a entrare nel club dei cantanti di nicchia).


Andrea ParodiCanzoni che ti fanno cambiare stazione.
Mi riferisco a cantanti come Gigi d’Alessio, Laura Pausini, Fiorella Mannoia, Meneguzzi tutte quelle del Liga (oddio mi tocco le palle solo scrivendo il suo nome, e nemmeno per intero...cantante ormai icona come la nutella di adolescenti innamorati) e ahimè anche il Francesco Renga solista, caso atipico poiché i Timoria, invece, rientrano a pieno titolo nella prima categoria, quella del finestrino abbassato, un po’ come i Litfiba.
Chi mai ascolterebbe elettromacumba con il finestrino abbassato? Tziganata invece sì, tutta la vita.

Io, comunque, continuerò imperterrito ad ascoltare i Tazenda, anche se fermo al semaforo mi ritrovassi Emily Ratajkowski in biga appoggiata alla mia portiera.

Ovviamente con il finestrino abbassato.

 

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