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	<title>Amerigo Santoro, Autore a odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>Nessuno si salva da solo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 13:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nessuno si salva da solo&#8221;, con Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca, bravissimi, è il nuovo film di Sergio Castellitto, tratto dall&#8217;omonimo romanzo di sua moglie Margaret Mazzantini che ha scritto la sceneggiatura. La Pellicola ci racconta la storia di due persone, Gaetano e Delia, che si amano perché vibrano insieme sin dal primo momento in cui si incontrano in palestra. Il film è anche la storia del loro dis-amore del loro aver perso una sorta di vibrazione condivisa e del loro essere entrati in conflitto. Assistiamo al loro scontro sul ring, rappresentato dal tavolo di un ristorante, in cui i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nessuno si salva da solo&#8221;, con <a title="Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio: le nostre 25 sfumature " href="http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2015/jasmine-trinca-riccardo-scamarcio-intervista-50250103638.shtml" target="_blank" rel="noopener">Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca</a>, bravissimi, è il nuovo film di <a title="http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Castellitto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Castellitto" target="_blank" rel="noopener">Sergio Castellitto</a>, tratto dall&#8217;omonimo romanzo di sua moglie <a title="http://margaretmazzantini.com/" href="http://margaretmazzantini.com/" target="_blank" rel="noopener">Margaret Mazzantini</a> che ha scritto la sceneggiatura. La Pellicola ci racconta la storia di due persone, Gaetano e Delia, che si amano perché vibrano insieme sin dal primo momento in cui si incontrano in palestra.</p>
<p>Il film è anche la storia del loro dis-amore del loro aver perso una sorta di vibrazione condivisa e del loro essere entrati in conflitto. Assistiamo al loro scontro sul ring, rappresentato dal tavolo di un ristorante, in cui i due si raccontano e ci raccontano il loro essersi voluti bene, il loro essersi amati anima e corpo, il loro essersi scambiati umori, il loro essersi persi all&#8217;interno del matrimonio.</p>
<p>Gli indiani d’America dicono che quando si fa all’amore con qualcuno si è legati da fili energetici colorati che ci collegano psichicamente uno all’altro, anche se siamo a chilometri di distanza. Si tratta di fili di congiunzione che ci fanno mantenere la sintonia, rispettare le differenze e contemporaneamente continuare a vibrare sulle stesse fantasie e desideri.</p>
<p>Gaetano e Delia, si ritrovano con il filo emotivo che li univa spezzato e che ha lasciato spazio a rabbia e rancori. Alla fine il finale è aperto: non sappiamo se la coppia riallaccerà i capi spezzati del filo, non sappiamo se si ritroverà, il film non ce lo dice, ma in termini psichici ci sono delle possibilità. Personalmente sono uscito dalla sala con l&#8217;idea che il legame possa continuare anche dopo che ci si è lasciati, quando resta il bene che ci si è voluti, i ricordi, le esperienze fatte insieme. Un bel film che ringrazio per avermi fatto comprendere che la comunanza può continuare anche se un amore finisce perché &#8220;nessuno si salva da solo&#8221;.</p>
<p><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/amerigo_san</a><br />
Canale youtube: <a href="http://youtube.com/user/CinEmotivi" target="_blank" rel="noopener"> youtube.com/user/CinEmotivi</a></p>
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<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-4120" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/03/Nessuno-si-salva-da-solo.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/nessuno-si-salva-da-solo/">Nessuno si salva da solo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Il Grande Lebowski dei Coen Bros</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 13:08:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[visioni cinemotive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È appena tornato nelle sale per i sessant’anni di Joel Coen, un piccolo capolavoro geniale, Il Grande Lebowski, scritto da entrambi i fratelli Coen, un film che amplifica e scardina il nichilismo e la putredine del mondo attraverso una commedia leggera e piacevole, piena di personaggi bizzarri e sfigati. Si parla di un errore di identità e di un sequestro di persona, che ha per protagonista Dude (il “Drugo”), un Jeff Bridges in calzoncini corti, che interpreta un vecchio “freak brother” degli anni &#8217;70, uno degli estensori del Manifesto (1962) di Port Huron, disincantato osservatore del mondo, ma deciso a fare la cosa giusta. Perché [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>È appena tornato nelle sale per i sessant’anni di <a title="Joel Coen" href="http://trovacinema.repubblica.it/attori-registi/joel-coen/185515" target="_blank" rel="noopener">Joel Coen</a>, un piccolo capolavoro geniale, <strong>Il Grande Lebowski</strong>, scritto da entrambi i <a title="I fratelli Coen" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joel_ed_Ethan_Coen" target="_blank" rel="noopener">fratelli Coen</a>, un film che amplifica e scardina il <a title="Nichilismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nichilismo" target="_blank" rel="noopener">nichilismo</a> e la putredine del mondo attraverso una commedia leggera e piacevole, piena di personaggi bizzarri e sfigati.</p>
<p>Si parla di <strong>un errore di identità e </strong>di un sequestro di persona, che ha per protagonista <strong>Dude (il “Drugo”)</strong>, un <a title="Jeff Bridges" href="http://www.jeffbridges.com/" target="_blank" rel="noopener">Jeff Bridges</a> in calzoncini corti, che interpreta un vecchio “freak brother” degli anni &#8217;70, uno degli estensori del Manifesto (1962) di Port Huron, disincantato osservatore del mondo, ma deciso a fare la cosa giusta.</p>
<p>Perché amplifica e scardina il nichilismo e la putredine del mondo?</p>
<p>Perché il Drugo, distolto dal suo dal far niente, si trova al centro di un “caso molto complicato”, come dice lui stesso, e ingenuamente vuole provare a risolverlo in modo bizzarro credendo di poter fare un po&#8217; di soldi mentre tutti ne minacciano l&#8217;incolumità, ma lui crede nel valore dell&#8217;amicizia verso gli altri e verso se stesso, rimanendo <strong>fedele alle amicizie e alle proprie idee.</strong></p>
<p>Un uomo, un apparente perdente dal cuore d&#8217;oro, che non si misura in base ai soldi o alle conquiste amorose che fa, ma che mostra un bizzarro esserci per gli amici.</p>
<p>Il Drugo rappresenta perfettamente un uomo imperfetto, fiducioso e sereno verso se stesso, che non si giudica e non giudica gli altri.</p>
<p>È in pace con le sue capacità e i suoi limiti e come direbbe lui:</p>
<p><strong>&#8220;Good enough is good enough for the Dude.&#8221;</strong></p>
<p>Se non lo avete ancora visto andate a vederlo e se lo avete visto rivedetelo, ne vale la pena di passare una serata con questa galleria di personaggi e attori bravissimi immersi in un film onirico, surreale e irresistibile.</p>
<p><em>Amerigo Santoro</em><br />
Contatto twitter: <a href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/amerigo_san</a><br />
Canale youtube: <a href="http://youtube.com/user/CinEmotivi" target="_blank" rel="noopener">youtube.com/user/CinEmotivi</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/il-grande-lebowski-dei-coen-bros/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/amhqpKRB9-Y/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-4090" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/12/Il-grande-lebowski.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-grande-lebowski-dei-coen-bros/">Il Grande Lebowski dei Coen Bros</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>&#8220;Due giorni, una notte&#8221; dei fratelli Dardenne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2014 12:57:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Due giorni, una notte&#8221;, un film dei fratelli Dardenne con Marion Cotillard e Fabrizio Rongione, è una pellicola, dura e molto intensa, che descrive la situazione economica e etica della classe lavoratrice dei nostri tempi. Il realismo della pellicola, basata su una storia vera accaduta in Francia, prevede che la narrazione vada dritta al cuore del problema delle famiglie salariate del XXI secolo: salvare il posto di lavoro in una fase di rallentamento della crescita capitalistica mondiale e di perdita delle tutele conquistate con fatica dai lavoratori del secolo scorso. La protagonista è una donna, Sandra, che per non perdere [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Due giorni, una notte&#8221;, un film dei <a title="Jean-Pierre e Luc Dardenne" href="http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?mod=articole&amp;id=1804&amp;idspe=37" target="_blank" rel="noopener">fratelli Dardenne </a>con <a title="Marion Cotillard" href="http://filmup.leonardo.it/personaggi/marioncotillard/" target="_blank" rel="noopener">Marion Cotillard</a> e <a title="Fabrizio Rongione" href="http://trovacinema.repubblica.it/attori-registi/fabrizio-rongione/157150" target="_blank" rel="noopener">Fabrizio Rongione</a>, è una pellicola, dura e molto intensa, che descrive la <strong>situazione economica e etica della classe lavoratrice dei nostri tempi</strong>. Il realismo della pellicola, basata su una storia vera accaduta in Francia, prevede che la narrazione vada dritta al cuore del problema delle famiglie salariate del XXI secolo: salvare il posto di lavoro in una fase di rallentamento della crescita capitalistica mondiale e di perdita delle tutele conquistate con fatica dai lavoratori del secolo scorso.</p>
<p>La <strong>protagonista è una donna, Sandra</strong>, che per non perdere il posto ha solo un weekend di tempo, due giorni e una notte, per provare a convincere i suoi compagni di lavoro a votare per lei nel referendum aziendale. La questione è scegliere tra la sua ripresa del posto (dopo un periodo di malattia) o un bonus da mille euro ciascuno per gli altri. Una formula da Pilato con cui il dirigente aziendale sa di innescare una guerra tra poveri. La difficoltà di Sandra per salvare il posto a che fare con il convincere i suoi colleghi, in un momento di bisogno per tutti, a rinunciare al denaro.</p>
<p>Sandra, interpretata dalla bravissima Cotillard, insieme al marito, l’attore italo-belga Rongione, lotterà, camminando senza sosta, salendo e scendendo scale, suonando ai campanelli, telefonando, piangendo, scoraggiandosi per poi riprendersi, guardando negli occhi ad uno ad uno i suoi potenziali alleati o nemici.</p>
<p><strong>La forza del film sta nel non giudicare</strong>, ma nel proporre un campo di osservazione per lo spettatore che potrà mettersi nei panni sia di Sandra che dei suoi colleghi, ponendosi la domanda cruciale &#8220;cosa farei al suo o al loro posto?&#8221;.</p>
<p>Siamo di fronte ad uno specchio perché <strong>il film dei fratelli Dardenne ci parla di noi attraverso la storia di una donna</strong>, l&#8217;anello debole della catena, che deve riuscire, che non vuole lasciarsi scoraggiare dalle proprie paure, che avrà un crollo emotivo, ma che verrà aiutata da suo marito presente e incoraggiante, a ritrovare la propria sicurezza e autostima.</p>
<p>Alla fine del film, scopriremo l&#8217;esito del referendum, ma quel che importa è che usciremo dalla sala considerando Sandra un&#8217;amica, perché dentro ognuno di noi c&#8217;è un po&#8217; di lei, delle sue paure, delle sue insicurezze, del suo identificarsi nella immagine che la società le restituisce.<br />
Bel film, assolutamente da vedere!</p>
<p><strong><em>Amerigo Santoro<br />
</em></strong><br />
Contatto twitter: <a href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/amerigo_san</a><br />
Canale youtube: <a href="http://youtube.com/user/CinEmotivi" target="_blank" rel="noopener">youtube.com/user/CinEmotivi</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/due-giorni-una-notte-dei-fratelli-dardenne/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/S99IZmqU7Cs/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-4050" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/11/Due-giorni-una-notte.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/due-giorni-una-notte-dei-fratelli-dardenne/">&#8220;Due giorni, una notte&#8221; dei fratelli Dardenne</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Il giovane favoloso di Mario Martone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2014 12:51:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il giovane favoloso di Mario Martone (2014), presentato in concorso a Venezia, è senza dubbio un film struggente e stimolante, che a posteriori si ripensa nei particolari e produce una bella sensazione. Sceneggiato da Martone e sua moglie Ippolita di Majo, è stato girato in un luoghi difficili da ricreare come Recanati, Firenze e Napoli dell’epoca. Protagonisti insieme al giovane Leopardi, interpretato anima e corpo da un attore bravissimo Elio Germano, sono la natura selvaggia, le stelle, la campagna marchigiana e il Vesuvio, luoghi del giovane favoloso in cui ascoltiamo la sua poesia senza che mai venga declamata. Oltre alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giovane favoloso di <a title="Mario Martone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Martone" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Mario Martone</span></a> (2014), presentato in concorso a Venezia, è senza dubbio un film struggente e stimolante, che a posteriori si ripensa nei particolari e produce una bella sensazione. Sceneggiato da <strong>Martone </strong>e sua moglie <a title="Ippolita di Majo" href="http://www.cinemaitaliano.info/pers/026457/ippolita-di-majo.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Ippolita di Majo</span></a>, è stato girato in un luoghi difficili da ricreare come <strong>Recanati</strong>, <strong>Firenze </strong>e <strong>Napoli </strong>dell’epoca.</p>
<p>Protagonisti insieme al giovane <a title="Giacomo Leopardi" href="http://www.giacomoleopardi.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Leopardi</span></a>, interpretato anima e corpo da un attore bravissimo <strong><a title="Intervista a Elio Germano" href="http://www.repubblica.it/speciali/cinema/rprima/il-giovane-favoloso/2014/10/14/news/elio_germano_il_mio_leopardi_mostro_incantatore_-98056670/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Elio Germano</span></a></strong>, sono la natura selvaggia, le stelle, la campagna marchigiana e il Vesuvio, luoghi del giovane favoloso in cui ascoltiamo la sua poesia senza che mai venga declamata. Oltre alla natura, abbiamo altre figure che emergono nel film: il padre <strong><a title="Monaldo Leopardi, padre di Giacomo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monaldo_Leopardi" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Monaldo</span></a></strong>, severo, che lo ama per le sue capacità, ma non lo aiuta a trovare una propria strada, sullo sfondo l&#8217;austera e anaffettiva Madre insieme al fratello e la sorella, <strong>Carlo </strong>e <strong>Paolina</strong>, poi l&#8217;intellettuale <strong><a title="Pietro Giordani" href="http://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-giordani/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Pietro Giordani</span></a></strong> che riconosce il suo immenso talento e infine l&#8217;amico <a title="Antonio Ranieri" href="http://www.fregnani.it/ranieri/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Ranieri</span></a>, da cui Giacomo dipenderà psicologicamente e fisicamente.</p>
<p>Un film che si sviluppa su più livelli: la poesia, il corpo, le relazioni e la vicenda familiare. Proprio la <strong>tematica della famiglia</strong> mi è piaciuta perché sempre attuale e centrata sulla difficoltà di comunicazione tra genitori e figli e sul loro processo di adattamento alla vita. Cosa lega un figlio ai propri genitori? La paura, la speranza, l&#8217;invidia, il desiderio, l&#8217;amore? La <strong>dinamica della vicenda familiare di Leopardi</strong>, di suo Padre e sua Madre, rimanda sia al parricidio, simbolizzato dalla sua fuga, sia alla fame d&#8217;amore e di desiderio per una donna che non fosse algida come sua Madre. Oltre che dalla sofferenza del corpo (Giacomo soffriva del temibile <a title="MALATTIA O MORBO DI POTT: SINTOMI, CURA, CAUSE, TERAPIA E DIAGNOSI" href="http://sintomicura.com/terapia/malattia-o-morbo-di-pott-sintomi-cura-cause-terapia-e-diagnosi/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Morbo di Pott</span></a>) e dalla contemplazione della natura meravigliosa, forse è anche dal conflitto familiare che emerge la sua poesia.</p>
<p>Riuscire a trasmetterla attraverso l&#8217;immagini era l&#8217;obiettivo del regista, e proprio per questo <a title="Filmografia di Bernardo Bertolucci" href="http://www.mymovies.it/filmografia/?r=3121" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Bernardo Bertolucci</span></a> gli ha domandato: “<em>Mario, ma come puoi pensare di filmare la Poesia?</em>”. All&#8217;uscita della proiezione privata, per pochissimi amici, <strong>Bertolucci </strong>si era alla fine dato da solo la risposta: &#8220;<em>Ecco, così si filma la poesia</em>&#8220;. Secondo me è sempre meglio la poesia del <strong>Leopardi</strong>, comunque <strong>Martone </strong>ci ha regalato un bel film da vedere e su cui riflettere.</p>
<p><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/amerigo_san</a><br />
Canale youtube: <a href="http://youtube.com/user/CinEmotivi" target="_blank" rel="noopener">youtube.com/user/CinEmotivi</a></p>
<p>[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=kN-lCxEx0lo[/embedyt]</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-4010" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/11/Il-Giovane-Favoloso.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-giovane-favoloso-di-mario-martone/">Il giovane favoloso di Mario Martone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Visioni Cinemotive # Song ‘E Napule dei Manetti Bros</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/visioni-cinemotive-song-e-napule-dei-manetti-bros/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 May 2014 11:35:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Song ‘E Napule dei Manetti Bros è un film in cui i registi romani hanno messo in scena una sceneggiata poliziesca napoletana in cui si ride allegramente. La pellicola mi è piaciuta perché ho assistito all&#8217;incontro di due personalità diverse, una di testa, quella di Paco Stillo, pianista diplomato al conservatorio, l&#8217;altra di &#8220;core&#8221;, quella di LolloLove cantante neomelodico della scena napoletana. Paco, raccomandato dalla madre al Questore, entra in polizia prima al deposito giudiziario per poi finire in modo rocambolesco agente speciale infiiltrato al matrimonio della figlia di un boss locale per provare ad identificare un pericoloso latitante della camorra. Il nostro Paco si infiltrerà come Pino Dinamite nella band di LolloLove: i due diventeranno amici attrraverso [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/visioni-cinemotive-song-e-napule-dei-manetti-bros/">Visioni Cinemotive # Song ‘E Napule dei Manetti Bros</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><strong>Song ‘E Napule</strong> dei <strong>Manetti Bros</strong> è un film in cui i registi romani hanno messo in scena una sceneggiata poliziesca napoletana in cui si ride allegramente.</strong></p>
<p>La pellicola mi è piaciuta perché ho assistito all&#8217;incontro di due personalità diverse, una di testa, quella di Paco Stillo, pianista diplomato al conservatorio, l&#8217;altra di &#8220;core&#8221;, quella di LolloLove cantante neomelodico della scena napoletana.</p>
<p>Paco, raccomandato dalla madre al Questore, entra in polizia prima al deposito giudiziario per poi finire in modo rocambolesco agente speciale infiiltrato al matrimonio della figlia di un boss locale per provare ad identificare un pericoloso latitante della camorra. Il nostro Paco si infiltrerà come Pino Dinamite nella band di LolloLove: i due diventeranno amici attrraverso una partita di calciobalilla e una &#8220;pista&#8221; alla Playstation.</p>
<p>La loro amicizia rappresenta sullo schermo quanto affermava Carletto Jung:<br />
<strong>&#8220;l&#8217;incontro di due personalità è come il contatto di due sostanze chimiche: si produce una reazione così che entrambe ne saranno trasformate&#8221;</strong>.</p>
<p>Paco Stillo infatti col volto sempre preoccupato dalla vita, piano piano, a contatto con la band, scopre il divertimento e l&#8217;amore per una ragazza, la sorella di LolloLove e poi inizia anche ad amare e non odiare la sua Napoli: città che nel film ci appare tragressiva e piena di istinto.<br />
LolloLove grazie a Paco-Pino avrà salva la vita e finalmente e si libererà dal suo manager parassita.</p>
<p>E&#8217; un piccolo gioiello, questo film, da cui si esce pieni di buon umore.</p>
<p><strong><em><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a style="color: #1155cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: normal;" href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/<strong>amerigo_san</strong></a><br />
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<p>[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=Jya-AoDUEJM[/embedyt]</p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-3980" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/05/song-e-napule-locandina.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/visioni-cinemotive-song-e-napule-dei-manetti-bros/">Visioni Cinemotive # Song ‘E Napule dei Manetti Bros</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<item>
		<title>Visioni Cinemotive # Ti ricordi di me?  di Rolando Ravello</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/visioni-cinemotive-ti-ricordi-di-me-di-rolando-ravello/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 11:24:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[visioni cinemotive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vorrei parlare di un film, Ti ricordi di me?, di un altro attore passato alla Regia, Rolando Ravello, pellicola ispirata dalla pièce di Massimiliano Bruno, con Ambra Angiolini e Edoardo Leo, un film che segue due ragazzi coetanei durante il loro percorso psicoterapeutico di ricerca della propria centratura. Due ragazzi che si incontrano sul portone, portone dove passano per iniziare a frequentare la loro analista. L’incontro è uno scontro, e entrambi saranno trasformati come in una reazione chimica tra due opposti: come direbbe Carletto Jung, un Puer, Roberto, rimasto nella fase psicologica dell&#8217;adolescenza per un forte attaccamento inconscio alla madre, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei parlare di un film, <strong>Ti ricordi di me?</strong>, di un altro attore passato alla Regia, <strong>Rolando Ravello</strong>, pellicola ispirata dalla pièce di <strong>Massimiliano Bruno</strong>, con <strong>Ambra Angiolini</strong> e <strong>Edoardo Leo</strong>, un film che segue due ragazzi coetanei durante il loro percorso psicoterapeutico di ricerca della propria centratura.</p>
<p>Due ragazzi che si incontrano sul portone, portone dove passano per iniziare a frequentare la loro analista. L’incontro è uno scontro, e entrambi saranno trasformati come in una reazione chimica tra due opposti: come direbbe <strong>Carletto Jung</strong>, un <em>Puer</em>, Roberto, rimasto nella fase psicologica dell&#8217;adolescenza per un forte attaccamento inconscio alla madre, e una <em>Senex</em>, Beatrice, rigida, conservatrice, ordinata in autocontrollo assoluto, una ragazza che probabilmente si è adultizzata per la perdita precoce dei genitori.</p>
<p>Questo incontro li separa anziché unirli, ci metteranno più tempo a incontrarsi davvero, a comprendere cosa significhi amare o, come direbbe <strong>Giacomino Lacan</strong>, dare quello che non abbiamo a chi non lo vuole.</p>
<p>Il film ci mostra sotto forma di fiaba romantica la prima parte della frase di Lacan, &#8220;dare all&#8217;altro quello che non abbiamo&#8221;, ci mostra la disponibilità a cambiare e anche come sia più facile quando ci innamoriamo di qualcuno e lo amiamo.</p>
<p>Beatrice e Roberto si muovono nella cornice da fiaba del film ma la loro vicenda è realistica. Beatrice reca con sé una sorta di oggetto transizionale che la aiuta a muoversi nella vita: il libro rosso ingombrante dove annota qualsiasi cosa le accada. L&#8217;amore nuovo di Roberto la porterà ad abbandonare il libro per traghettarsi finalmente nella nuova vita con il loro figlio Ruben.</p>
<p>Il film mi ha fatto emozionare soprattutto alla fine in cui esce fuori il rischio di qualsiasi amore, la possibilità che finisca, in questo caso Roberto, dopo tanta fatica, potrebbe perdere Beatrice per via di una devastante amnesia. Non svelo il finale, ma mi ha suscitato una domanda può durare un amore per sempre? Forse si, se annaffiassimo la relazione ogni giorno come se fosse una bellissima pianta, in cui ci si dona reciprocamente eros e contenimento reciproco, se ci permettessimo reciprocamente di seguire la propria natura, le proprie necessità psichiche e poi se aggiungessimo due ingredienti fondamentali la costruzione dell’intimità e di una vita in comune.</p>
<p>Vi saluto con una citazione del grande <strong>Gabo</strong>, che ci ha lasciato alcuni giorni fa, che sintetizza il messaggio che ho trovato nel film:</p>
<p>&#8220;il problema del matrimonio è che finisce ogni notte dopo aver fatto l’amore, e deve essere ricostruito ogni mattina prima di colazione.&#8221;</p>
<p>Buon viaggio Gabo, a presto!!!</p>
<p><strong><em><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a style="color: #1155cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: normal;" href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/<strong>amerigo_san</strong></a><br />
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<p>[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=4vwsMSC9cPM[/embedyt]</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<item>
		<title>Inside Davis (A proposito di Davis) dei fratelli Coen vs Her (Lei) di Spike Jonze</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/inside-davis-a-proposito-di-davis-dei-fratelli-coen-vs-her-lei-di-spike-jonze/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 29 Mar 2014 12:14:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Amorologo vi consiglio di andare a vedere Inside Davis (A proposito di Davis) dei fratelli Coen e Her (Lei) di Spike Jonze, perché mi sono piaciuti tantissimo. Il primo ci racconta la storia interiore di un cantante, Llewyn Davis, durante una settimana in cui succede di tutto: perde il bel gatto dei suoi amici che lo ospitano su un divano, lo ritrova e lo porta appresso in braccio, per ridarlo ai legittimi proprietari; tratta male le persone e viene trattato male dalla protagonista femminile, che lo definisce ‘il fratello stupido di re Mida’, perché “Tutto quello che tocchi si trasforma in merda”, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da Amorologo vi consiglio di andare a vedere<strong> Inside Davis</strong> (<em>A proposito di Davis)</em> dei <em><strong>fratelli Coen</strong></em> e <strong>Her</strong> (<em>Lei</em>) di <strong>Spike Jonze, </strong><strong>perché mi sono piaciuti tantissimo</strong>.</p>
<p>Il primo ci racconta la storia interiore di un cantante, Llewyn Davis, durante una settimana in cui succede di tutto: perde il bel gatto dei suoi amici che lo ospitano su un divano, lo ritrova e lo porta appresso in braccio, per ridarlo ai legittimi proprietari; tratta male le persone e viene trattato male dalla protagonista femminile, che lo definisce ‘il fratello stupido di re Mida’, perché “Tutto quello che tocchi si trasforma in merda”, infatti non riesce a portare a termine qualcosa di positivo per sé. Davis ama il ruolo della vittima e del perdente, non lotta per le sue emozioni, come quando dice alla protagonista femminile di amarla o come quando accetta senza commenti la sentenza di un importante produttore di Chicago, sul suo ultimo disco ‘Inside Davis’: ‘Non ci vedo tanti soldi, in questa roba’. Abbiamo difronte a noi una persona con la sua solitudine e le sue emozioni intense, che possiamo intuire sia stato sconvolto dal lutto per il suo amico e partner artistico, Mike: si è suicidato gettandosi da un ponte e da allora la sua presenza invisibile, accompagna Llewyn in questa settimana in cui scopriamo un uomo depresso, senza dialogo con sé stesso e senza qualcuno che lo ami.</p>
<p>Anche il film di Spike Jonze ci racconta la storia interiore di un uomo, Theodore (un <strong>Joaquin Phoenix</strong> meraviglioso con i suoi sorrisi), che veste pantaloni dalla vita alta, quasi ascellari. Theodore, timido e solitario, è da poco uscito da una relazione importante e sta divorziando, lavora come scrittore di lettere d&#8217;amore su commissione presso una compagnia informatica in una Los Angeles di un futuro prossimo. Improvvisamente decide di comprare un OS, un raffinatissimo sistema operativo, racchiuso in un minuscolo computer, che ha una voce di donna, Samantha (la voce nel film originale è di <strong>Scarlett Johansson</strong>, nella versione italiana di <strong>Micaela Ramazzotti</strong>), con la quale non solo comunica, ma vive una relazione reale: dolcezza, rispecchiamenti, attese, desideri…Vediamo Theodore aprirsi al mondo con la gioia dell&#8217;innamorato, perché l’amore cura anche se si tratta di un amore virtuale. Non svelo nulla del finale, ma vi pongo una domanda: anche l&#8217;amore virtuale si adeguerà alle insoddisfazioni degli amori reali, legati al controllo e al potere, alle delusioni e al bisogno di conferme, ai turbamenti e alle gelosie?</p>
<p>Vi ho parlato di questi due film, di questi due uomini Davis e Theodore, entrambi soli, perché sono l&#8217;occasione per dirvi che l’amore di qualcuno è necessario, tutti ne abbiamo bisogno, ma per amare qualcuno occorre non aver paura di star soli, occorre centrarci, solo così possiamo imparare a intrattenere un dialogo con noi stessi, in modo da far sgorgare emozioni e desideri nelle nostre relazioni d&#8217;amore. Theodore ha un dialogo con sé stesso al contrario di Davis, è nel finale del film si mostra consapevole di essere grato anche alla sua ex-moglie perchè lo ha in ogni caso aiutato a essere la persona che è diventato.</p>
<p>Trailer <strong>Her</strong>: <a href="http://youtu.be/xh6lP4F4LJg" target="_blank" rel="noopener">http://youtu.be/xh6lP4F4LJg</a><br />
Trailer <strong>Inside Davis</strong>: <a href="http://youtu.be/GUTTkD2whok" target="_blank" rel="noopener">http://youtu.be/GUTTkD2whok</a></p>
<p><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/amerigo_san</a><br />
Canale youtube: <a href="http://youtube.com/user/CinEmotivi" target="_blank" rel="noopener">youtube.com/user/CinEmotivi</a></p>
<p>[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=xh6lP4F4LJg[/embedyt]</p>
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]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Il Capitale Umano di Paolo Virzì vs La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/il-capitale-umano-di-paolo-virzi-vs-la-grande-bellezza-di-paolo-sorrentino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2014 12:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[visioni cinemotive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho visto due film, Il Capitale Umano di Paolo Virzì e La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, che mi hanno suscitato alcune riflessioni sull’attuale situazione dei valori nel nostro Paese. Il primo di Virzì mi è piaciuto perché in un racconto a tinte fosche riscopre i valori femminili (le relazioni, l’amore, i sogni), il secondo di Sorrentino invece non mi ha convinto proprio per ciò che propone, una città e una nazione in stallo, in cui albergano personaggi alla Jep Gambardella, nobili sfiniti, naufraghi della sinistra, e donne ritratte ancor peggio degli uomini: l’unica donna intelligente e di talento con [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-capitale-umano-di-paolo-virzi-vs-la-grande-bellezza-di-paolo-sorrentino/">Il Capitale Umano di Paolo Virzì vs La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto due film, <em>Il Capitale Umano</em> di <strong>Paolo Virzì</strong> e <em>La Grande Bellezza</em> di <strong>Paolo Sorrentino</strong>, che mi hanno suscitato alcune riflessioni sull’attuale situazione dei valori nel nostro Paese.</p>
<p>Il primo di Virzì mi è piaciuto perché in un racconto a tinte fosche riscopre i valori femminili (le relazioni, l’amore, i sogni), il secondo di Sorrentino invece non mi ha convinto proprio per ciò che propone, una città e una nazione in stallo, in cui albergano personaggi alla <strong>Jep Gambardella</strong>, nobili sfiniti, naufraghi della sinistra, e donne ritratte ancor peggio degli uomini: l’unica donna intelligente e di talento con atteggiamento propositivo alla vita è una nana; le altre oscillano tra l’intellettuale che se la racconta, alle donne disperate aggrappate alle conoscenze e al Botulino.</p>
<p>Il film di Sorrentino ci propone come messaggio che anche nel mondo contemporaneo così disgraziato e dall’umanità così squallida ci siano frammenti di Bellezza che lo salverebbero, come afferma il <em>principe Miškin</em> nell&#8217;Idiota di <strong>Dostoevskij</strong>.</p>
<p>Credo che ci sia anche un’altro punto di vista sul mondo attuale, quello che ci racconta Virzì: una società maschile, dove tutto è regolato dal profitto e nulla ha più valore del denaro, dove gli uomini sono cinici, spregiudicati, senz’anima e sembrano aver perduto anche il senno, ma un mondo in cui le donne sono migliori degli uomini, simboli di un femminile, che seppur ingenuo, è portatore di speranza.</p>
<p>In ogni figura femminile del film “Il Capitale Umano” possiamo trovare un po’ di luce. La troviamo in <strong>Roberta</strong>, la psicologa, donna semplice e forte, appassionata del suo lavoro, che cerca di essere mamma di un’adolescente evitante, che si emoziona per la gravidanza attesa e inaspettata e che spera di condividere queste emozioni con suo marito. La troviamo in <strong>Carla</strong>, donna sola e consapevole, che vive nel gelo di una immensa casa e dei sentimenti con un uomo potente e str***o, che si aggrappa al sogno di ridare vita allo storico teatro cittadino. Infine la troviamo in Serena, una donna adolescente che scopre l’amore, un amore scomodo, rifiutando l’ipocrisia della relazione “perfetta” con il ragazzo “perfetto”di una famiglia “perfetta”.</p>
<p>Ecco credo che il messaggio del film di Virzì sia che nel mondo contemporaneo così cinico e scaltro, saranno i valori femminili a salvarlo:<br />
le relazioni, i sogni, l’Amore. Io sto da questa parte.</p>
<p>trailer Il Capitale Umano: <a title="Trailer Il Capitale Umano" href="http://www.youtube.com/watch?v=nz3D4YmYUng" target="_blank" rel="noopener">http://www.youtube.com/watch?v=nz3D4YmYUng</a><br />
trailer La Grande Bellezza: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cJ8O-Y2CXk8" target="_blank" rel="noopener">http://www.youtube.com/watch?v=cJ8O-Y2CXk8</a></p>
<p><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/amerigo_san</a><br />
Canale youtube: <a href="http://youtube.com/user/CinEmotivi" target="_blank" rel="noopener">youtube.com/user/CinEmotivi</a></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-3890" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/02/la-grande-bellezza-il-capitale-umano.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-capitale-umano-di-paolo-virzi-vs-la-grande-bellezza-di-paolo-sorrentino/">Il Capitale Umano di Paolo Virzì vs La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
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			</item>
		<item>
		<title>Gloria di S. Lelio vs Blue Jasmine di W. Allen</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/gloria-di-s-lelio-vs-blue-jasmine-di-w-allen/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2014 11:53:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=383</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho visto due film, uno realista e attuale, il film GLORIA e l&#8217;altro distante dal contemporaneo BLUE JASMINE. La diversità dei film potrebbe essere legata anche all&#8217;età anagrafica dei due registi: il 39enne regista cileno Sebastian Lelio del primo film, giovane uomo più al passo coi tempi e il 78enne regista americano Woody Allen del secondo, anziano uomo forse ormai lontano dal presente. Entrambe le pellicole non hanno lieto fine  e sono centrate su due figure femminili Gloria e Jasmine, magistralmente interpretate rispettivamente dalle bravissime Paulina Garcia e Cate Blanchett. Il film cileno è realista perché Gloria potrebbe essere benissimo una nostra [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
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<p>Ho visto due film, uno realista e attuale, il film <strong>GLORIA</strong> e l&#8217;altro distante dal contemporaneo <strong>BLUE JASMINE</strong>. La diversità dei film potrebbe essere legata anche all&#8217;età anagrafica dei due registi: il 39enne regista cileno <strong><a title="Sebastian Lelio su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sebasti%C3%A1n_Lelio" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">Sebastian Lelio</span></strong></a></strong> del primo film, giovane uomo più al passo coi tempi e il 78enne regista americano <strong><a title="Woody Allen su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Woody_Allen" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">Woody Allen</span></strong></a></strong> del secondo, anziano uomo forse ormai lontano dal presente.</p>
<p>Entrambe le pellicole non hanno lieto fine  e sono centrate su due figure femminili Gloria e Jasmine, magistralmente interpretate rispettivamente dalle bravissime <strong><a title="Paulina Garcia su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paulina_Garcia" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">Paulina Garcia</span></strong></a></strong> e <strong><a title="Cate Blanchett su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cate_Blanchett"><strong><span style="text-decoration: underline;">Cate Blanchett</span></strong></a></strong>.</p>
<p>Il film cileno è realista perché Gloria potrebbe essere benissimo una nostra vicina di casa, una nostra amica o conoscente, donna di sessant&#8217;anni, con un matrimonio finito e due figli grandi, che va a ballare, frequenta suoi coetanei, è curiosa e capace di abbandonarsi all&#8217;avventura di una notte e fidarsi ancora dell&#8217;Amore di un uomo, Rodolfo, separato ma ancora in parte invischiato nella famiglia precedente. La vedremo sorridente, triste, arrabbiata, accudente, impegnata nel lavoro, impaurita, sola ma consapevole della sua solitudine, capace di essere allegra e ironica, la vedremo anche mentre ama cantare le canzoni trasmesse dalla radio della sua auto. Una donna reale piena di contraddizioni e sfumature e quindi ricca di vitalità.</p>
<p>Jasmine al contrario è una donna fragile e annebbiata dal fallimento della sua vita e del suo matrimonio con Hal, ricco uomo della finanza spregiudicata di<a title="New York su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/New_York" target="_blank"> <strong><span style="text-decoration: underline;">New York</span></strong></a>, una donna che vive di apparenza (perfino il suo nome Jasmine non è vero) e superficialità, soldi e potere, una donna dal comportamento &#8220;obsoleto&#8221;, che invece di imparare dalla batosta ricevuta, sembra voler affidare nuovamente la sua salvezza all&#8217;incontro con un altro uomo, Dwight, simile al marito, ricco, bello e vuoto. Una donna credo ormai  rintracciabile solo nell&#8217;alta società di Manhattan o tra i nuovi ricchi dell&#8217;est.</p>
<p>Jasmine non è consapevole di sé e di chi la circonda e purtroppo delega la propria autostima, il proprio valore, al giudizio degli altri, all&#8217;apparenza, alla convalida che il partner le rimanda.</p>
<p>Due film da vedere assolutamente dove il finale ripeto è senza lieto fine perché le due donne rimangono sole, ma solo in uno dei due film raggiungerà i toni della tragedia e credo anche che abbiate capito quale dei due sia.</p>
<p>Gloria e Jasmine, secondo la filosofia junghiana, hanno dentro di sé, come ognuno di noi, una parte nascosta, l’ombra, che comprende quelle caratteristiche che ci appartengono ma non sono sempre consapevoli, gli aspetti poco desiderabili della nostra personalità.</p>
<p>Gloria rispetto a Jasmine, pur rimasta sola, è in cammino sulla strada che le permetterà di tramutare la sua ombra in una risorsa, pacificandosi con essa, per una esistenza trasparente e cristallina. Jasmine al contrario rimane scissa dalla sua ombra impedendosi di vivere in modo più integro e autentico.</p>
<p>Il lato negativo dei due film è rappresentato dagli uomini, bugiardi e truffaldini, in parte vuoti. Fortunatamente c&#8217;è anche il lato positivo, il bicchiere mezzo pieno delle pellicole, compreso grazie alle due figure femminili, che sintetizzerei con queste parole:</p>
<p>se si riesce ad avere un rapporto buono e autentico con sé stessi possiamo affrontare gli abbandoni amorosi con meno dolore e come risorsa per scoprire nuove parti di noi, inesplorate.</p>
<p>trailer Gloria: <a style="color: #1155cc;" title="Trailer Gloria" href="http://youtu.be/0Rn_ooLZQs0" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">http://youtu.be/0Rn_ooLZQs0</span></strong></a><br />
trailer Blue Jasmine: <a style="color: #1155cc;" title="Trailer Blue Jasmine" href="http://youtu.be/bovqo7Pt_SE" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">http://youtu.be/bovqo7Pt_SE</span></strong></a></p>
<p><strong><em><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a style="color: #1155cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: normal;" href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank">https://twitter.com/<strong>amerigo_san</strong></a><br />
Canale youtube: <a style="color: #1155cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: normal;" href="http://youtube.com/user/CinEmotivi" target="_blank">youtube.com/user/CinEmotivi</a> </em></strong></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-3840" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/01/Blue-Jasmine-Vs-Gloria.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/gloria-di-s-lelio-vs-blue-jasmine-di-w-allen/">Gloria di S. Lelio vs Blue Jasmine di W. Allen</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Visioni Cinemotive # Venere in pelliccia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2013 11:44:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono andato a vedere Venere in Pelliccia, il nuovo film di Roman Polanski, presentato al Festival di Cannes 2013. Una pellicola che mi ha spalancato un nuovo mondo e ossigenato la mente con idee, passioni, sensazioni che altrimenti mi sarebbero state precluse. Sono entrato in una sorta di laboratorio emotivo dove l’arte di Polanski funge da scorciatoia per sperimentare stati d’animo che diversamente non avrei potuto provare. Non credo affatto che questo sia solo un film sul sado-maso, perché malgrado la carnale figura della divina Emmanuelle Seigner (Wanda) sia sempre sotto i nostri occhi di spettatore, il suo corpo non [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono andato a vedere <strong>Venere in Pelliccia</strong>, il nuovo film di <a title="Roman Polanski su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roman_Pola%C5%84ski" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">Roman Polanski</span></strong></a>, presentato al Festival di Cannes 2013. Una pellicola che mi ha spalancato un nuovo mondo e ossigenato la mente con idee, passioni, sensazioni che altrimenti mi sarebbero state precluse. Sono entrato in una sorta di laboratorio emotivo dove l’arte di Polanski funge da scorciatoia per sperimentare stati d’animo che diversamente non avrei potuto provare.</p>
<p>Non credo affatto che questo sia solo un film sul sado-maso, perché malgrado la carnale figura della divina <a title="Emmanuelle Seigner su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emmanuelle_Seigner" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">Emmanuelle Seigner</span></strong></a> (Wanda) sia sempre sotto i nostri occhi di spettatore, il suo corpo non viene mai sfiorato da <a title="Mathieu Amalric su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mathieu_Amalric" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">Mathieu Amalric</span></strong></a> (Thomas). Le loro menti sono le protagoniste che si sfidano toccandosi e scintillando. E’ un film primariamente psicologico che propone l’ambivalenza dell’essere umano o, per dirla con <strong>Carletto Jung</strong>, l’ambiguità tra la sua parte numinosa e la sua parte ombra: la natura animalesca assopita dalla morale della generazione di appartenenza.</p>
<p>Sappiamo anche che in questa nostra epoca iper-moderna il dialogo tra maschile e femminile è diventato in realtà sempre più difficile, ed è per questo che vi consiglio di vedere il film. Se poi avete amato <a title="Carnage su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carnage_(film)" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">Carnage</span></strong></a>, allora amerete anche <strong>Venere in pelliccia</strong> come il sottoscritto, perché queste pellicole ci aiutano a comprendere la psicologia della natura umana attraverso la necessaria presenza dei corpi che amplificano la dinamica psicologica tra i protagonisti; aspetto curioso per l’epoca in cui viviamo dove prevalgono rapporti distanti e relazioni virtuali.</p>
<p>La macchina da presa di <strong>Polanski </strong>proietta sullo schermo i due personaggi. Thomas, un regista teatrale, intende mettere in scena il romanzo erotico di <a title="Leopold von Sacher-Masoch su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Leopold_von_Sacher-Masoch" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">Leopold von Sacher-Masoch</span></strong></a> del 1870 e sta cercando la protagonista. Wanda, una energica e sfrontata donna che si presenta manifestando inizialmente tutto quello che Thomas detesta: grossolanità e stupidità.</p>
<p>Ma Wanda non si fermerà davanti a nulla pur di ottenere la parte, avvolgendo nella sua rete Thomas in un crescendo di emozioni. Il regista, Thomas, e Wanda, l&#8217;attrice, leggono il copione insieme, insinuando tra loro sottintesi, desideri, pulsioni: i confini che separano il regista e l’attrice dai loro personaggi finiscono per confondersi. Un sottile gioco di ruoli in equilibrio tra realtà e finzione, ci seduce in 90 minuti davvero ben ripresi e montati dal bravissimo Roman Polanski.</p>
<p>Durante il film la storia ci propone una serie di interrogativi: la sottomissione psicologica o carnale è Amore? Il sottomesso ama l’altro oppure ama sé stesso? Chi sottomette domina davvero oppure è in realtà dominato in quanto interprete della richiesta del sottomesso, che in realtà sta dominando?</p>
<p>Secondo <strong>Carletto Jung</strong> l’Amore è l’assenza di potere nella relazione. Ogni coppia per stare bene insieme deve fortemente condividere valori, scelte, giochi, abitudini, storie…metterci il cuore e non solo la ragione, perché come ci ricorda sempre Jung:</p>
<p><em>&#8220;Non vi è puttana</em></p>
<p><em>Più ipocrita dell’intelletto</em></p>
<p><em>Quando si mette al posto del cuore&#8221;</em></p>
<p><strong><em><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a style="color: #1155cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: normal;" href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank">https://twitter.com/<strong>amerigo_san</strong></a><br />
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<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-3810" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2013/11/venere-in-pelliccia-locandina-low.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/visioni-cinemotive-venere-in-pelliccia/">Visioni Cinemotive # Venere in pelliccia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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