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	<title>covid Archivi - odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
	<lastBuildDate>Sun, 17 May 2020 11:11:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Covid &#8211; istruzioni per il disagio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2020 11:10:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nun ce sto a capì più nulla. E la regione esci, devi uscire, vai, si torna alla vita normale, no pezzo di fango, mi stai portando ovunque il virus, tu e quella straca**o di mascherina che non hai mai sanificato, riapriamo sennò falliamo, no teniamo chiuso, falliamo ma almeno si torna in maddala prima o poi, no guarda ci vado lo stesso, in bici, in monopattino con il contributo della regione, no non l&#8217;ho chiesto entro il 12 maggio, io sì, e l&#8217;ISEE, boh lo farò, ma vaffan****, la mascherina sì, no, forse, però, non quando corri, che se corri [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nun ce sto a capì più nulla</em>.<br />
E la regione esci, devi uscire, vai, si torna alla vita normale, no pezzo di fango, mi stai portando ovunque il virus, tu e quella straca**o di mascherina che non hai mai sanificato, riapriamo sennò falliamo, no teniamo chiuso, falliamo ma almeno si torna in <em>maddala</em> prima o poi, no guarda ci vado lo stesso, in bici, in monopattino con il contributo della regione, no non l&#8217;ho chiesto entro il 12 maggio, io sì, e l&#8217;ISEE, boh lo farò, ma vaffan****, la mascherina sì, no, forse, però, non quando corri, che <strong>se corri con la mascherina muori</strong>, per colpa dell&#8217;anidride carbonica, ma se non ce l&#8217;hai anche quando corri sei un untore, insomma meglio suicidarsi di anidride carbonica che impestare l&#8217;aria che respira anche la signora con cane (di peluche) al guinzaglio.</p>
<p>Da lunedì è tana libera tutti, io a nascondino facevo cagare da bambino, da grande (vecchio, omissis)? E se mi fermano? E la sanificazione? Bisogna farla, la faccio io, no non posso, devo chiamare una società esterna, che costa un botto, vabbè pronto quando viene? Nel <em>duemilamille</em>? A posto, grazie.<br />
Autocertificazione? Sì/no/solo se vai fuori regione/seconde case solo per lavori di ristrutturazione e non ci si può andare nei weekend, ma se lavoro durante la settimana, quando cavolo ci posso andare? Da lunedì 18 <em>tanaliberatutti</em> anche per le seconde case. <em>Aridanghete</em>, io a nascondino sono una <em>pippa</em> e pertanto fino al 23 maggio non ci posso andare, vabbè speriamo che non ci siano crepe nei muri e calabroni. Vabbè, ma ci puoi andare se ce l’hai e solo se sei residente nella regione. Se hai la casa a Peschiera sono cazzi tuoi.<br />
Però io per lavoro con email del mio capo posso arrivare in Liguria martedì.<br />
E quasi quasi arrivo in spiaggia, stacco il telefono, metto una tenda e vivo lì fino alla fine di tutto questo.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169820" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/05/Edo.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/covid-istruzioni-per-il-disagio/">Covid &#8211; istruzioni per il disagio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Caro Piz ti scrivo&#8230; così mi distraggo un po&#8217;</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/caro-piz-ti-scrivo-cosi-mi-distraggo-un-po/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2020 14:37:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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		<category><![CDATA[pirlo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Piz, come stai? È un po&#8217; che non mi rivolgo a te. Vecchio mio, tutto bene? Eh lo so. Tempi duri. Per te, per me, per tutti. Ma un po&#8217; di speranza c’è. Qualcosa riapre, c’è speranza di un ritorno alla normalità. Pensa che domenica mi sono fatto 10 km in bicicletta per le vie della nostra splendida città. È stato come tornare a vivere, passando da Piazza Vittoria al Carmine, tornando in Piazza Duomo e tirando diritto per via Trieste. Che bello Piz. Bello vedere anche un po&#8217; di locali aperti, gente seduta qua e là sui gradoni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Piz,<br />
come stai? È un po&#8217; che non mi rivolgo a te. Vecchio mio, tutto bene? Eh lo so. Tempi duri. Per te, per me, per tutti.<br />
Ma un po&#8217; di speranza c’è. <strong>Qualcosa riapre, c’è speranza di un ritorno alla normalità.<br />
</strong><br />
Pensa che domenica mi sono fatto 10 km in bicicletta per le vie della nostra splendida città. È stato come tornare a vivere, passando da <strong>Piazza Vittoria</strong> al <strong>Carmine</strong>, tornando in <strong>Piazza Duomo</strong> e tirando diritto per <strong>via Trieste</strong>. Che bello Piz.<br />
Bello vedere anche un po&#8217; di locali aperti, gente seduta qua e là sui gradoni con un <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-pirlo-sei/">pirlo</a> in bicchiere di plastica, persone in bicicletta.<br />
Che strana impressione <strong>Piazzale Arnaldo</strong>. È stato come vedere il suo scheletro. Piazza vuota, locali aperti pochissimi, ma credo che ci stia. Se ripenso all’incoscienza di quel sabato sera con gente ovunque nel primo weekend che il buonsenso avrebbe imposto di passare tra le 4 mura di casa.</p>
<p>Uno dei bar storici di quella zona però era aperto…<br />
Non ho resistito: la prima birra all’aperto dopo 2 mesi di quasi clausura, interrotta dalla spesa, il lancio del pattume (ah, noto che la pandemia ha generato una marea di rifiuti buttati a destra e a manca: due telecamere da piazzare in zona cassonetti fanno tanto schifo?), e le visite a mia mamma per recapitarle la spesa. Il sorriso mascherato di un amico che gestisce il locale, che mi racconta dei problemi economici suoi e di tutti gli esercenti della zona: non era un’Ipa, Piz… Ma il retrogusto di quella birra c’era tutto. E non era ancora arrivato il peggio: immancabile il gruppetto di <em>gnarelli</em> un po&#8217; alticci e molesti. Certo un paio di imprecazioni gliele avrei anche tirate, ma ho anche pensato che 18/20 anni li ho avuti pure io. Li hai avuti anche tu, anche se non sembrerebbe. Li deve avere avuti anche la tizia che a 50 metri, con aria furiosa osservava me e gli altri avventori molesti: capello chiaro, lungo, increspato. È bordeaux dietro alla mascherina, sua e di quello che identifico come il suo compagno. Erroneamente. Mi spiega il mio amico di chi si tratta: polizia municipale, vigili… ah no polizia locale. Lo so, sono vecchio. I <em>gnari</em> si tranquillizzano, lei continua ad avere un color sanguigno in volto. Io finisco la mia birra, saluto da lontano e me ne vado. Gli schiamazzatori pure hanno mollato la presa, mi salutano come se fossi uno di loro: potrei essere il padre tranquillamente, purtroppo.</p>
<p>Mi riavvio ed in Piazzale Arnaldo ci sono quattro poliziotti locali, tutti bardati, non in borghese come quella che posso valutare essere il loro capo (comandante, non lo so). La sera prima erano sempre lì, a contestare sui comportamenti, a minacciare sanzioni. Mica sbagliato sia chiaro. Però mi chiedo se il pugno di ferro sia così dovuto. Certo di errori ne abbiamo fatti mille e la nostra terra è stata colpita duramente; e magari quel <em>gnaro</em> magro infilzo, con gli occhiali e che urlava manco fosse in curva nord, magari a baita se l’è vista brutta nei giorni scorsi. A 18/20 anni noi non abbiamo passato un periodo del genere, grazie a Dio. E farsi vedere credo sia più che sufficiente per tenere tranquilli i nostri <em>gnari</em> più indisciplinati. Considerazione mia personale, sia chiaro.</p>
<p>Perché vedi Piz, girare in bici e vedere ‘sta città chiusa manco fosse ferragosto tutti i giorni, è un pugno nello stomaco. Stasera sono arrivato fino in <strong>Piazzale Cesare Battisti</strong> ed ho visto un amico comune, che con un nome di fantasia chiameremo <strong>Ale W Genza</strong>: ci salutiamo, parliamo del più e del meno. Mascherina in volto, ovviamente.<br />
Ha un foglio verde sulla macchina: “Oggi ho preso due multe: sto trasferendo il materiale del <a href="https://www.facebook.com/barlatorrebrescia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">locale</a> e non c’è un buco libero nel raggio di 500 metri”. Morale della favola, parcheggio dove non si potrebbe ed <strong>inflessibilità dei tutori della legge</strong>. In una zona che, parcheggi a parte, è deserta: non c’è anima viva. Beh, fanno il loro mestiere dirai tu. E sono concorde, anche se per Ale mi spiace da matti: quanti mesi è che il locale dove lavora è chiuso? Quanti mesi è che paga l’affitto per nulla? E le spese accessorie? Avrà preso i 600,00€ delle partite iva? Utili: il 20% finirà nelle casse del comune, con un foglio di carta firmato da chi, credo (ma magari mi sbaglio), lo stipendio lo percepirà.</p>
<p>Vedi Piz, io capisco tutto, o almeno faccio finta, e capisco che senza ordine non si vada da nessuna parte. Ma allora mi domando, c’è proprio bisogno di essere così <em>gnecchi</em>? <strong>Non abbiamo già patito abbastanza?</strong> Non mi accontento Piz, vado oltre: guardando qua e là mi sono reso conto delle difficoltà che i più disagiati affrontano: <strong>i clochard della nostra città hanno cercato ripari di fortuna</strong>. Un gruppetto ha trovato rifugio sotto il porticato di via Saffi: li ho visti spesso la sera, rientrando da casa di mia mamma. Giacigli di fortuna di fronte ad attività chiuse. Ho visto gente portargli delle coperte: litigano tra di loro ogni tanto, li senti urlare dall’altra parte della strada. Stasera rientrando a casa avevano tre volanti della polizia locale di fronte.<br />
Non so dire cosa sarà successo. Non saprei nemmeno come comportarmi io se fossi in loro. Certo è che <strong>è un problema di carattere sociale</strong>, e spero che il nostro comune se ne occupi dicendogli dove andare: di sicuro hanno passato parecchio tempo lì e non credo che il passaggio delle forze dell’ordine locale possa aver dato una soluzione definitiva a questa situazione. Che perdura nel tempo un po&#8217; come la <strong>trasformazione di Brescia 2 in una sorta di Scampia a cielo aperto</strong>. Scivoli di parcheggio sotterraneo e giardinetti aperti che diventano delle <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-piazza-sei/">piazze di spaccio</a>. Capannelli di giovanotti che se ne stanno tutto il giorno in attesa, tra il parco gallo ed il parco pescheto, giustamente chiusi. Forze dell’ordine che girano e si danno il cambio: polizia locale, carabinieri, polizia ed esercito che passano ogni tanto. Ma nulla cambia, loro restano lì. Anzi sono aumentati col passare dei giorni: quasi una presa per il sedere. Azioni serie poche: arrivare, com’è successo sabato scorso, in 3 pattuglie in auto e due in moto a sirene spiegate, è stato il peggior blitz mai visto. Ovviamente arrivando così hanno trovato un ragazzone a cui chiedere l’identità, gli altri spariti nel nulla. Nulla è cambiato. Restano le bottiglie di vetro, una vista scagliare sulla macchina di una coppia di anziani signori in uscita da un supermercato della zona, durante una discussione tra i ragazzi qualche giorno fa, qualche rissa tra di loro (ma sì, sono ragazzi, hai presente come ce le suonavamo in <strong>Corso Zanardelli</strong> qualche anno fa?), e la serranda dell’ormai ex Simply sfondata da uno di questi personaggi durante un infinito controllo dei carabinieri. Con susseguente inseguimento a piedi, nonostante due autovetture da poter utilizzare (ti lascio immaginare l’epilogo dell’inseguimento).</p>
<p>Cosa dici? Sto scrivendo un pezzo di denuncia? No, semplicemente quello che ho visto con gli occhi di questa faccia. E sicuramente sono un po&#8217; stufo. Perché forse questi due mesi di quarantena, lavoro da casa, soldi che mancano e stress mi stanno usurando; e stanno usurando tanti. Non vedo buonsenso equiparato, e forse lo so che sto chiedendo troppo. Ma <em>ci vuole un po&#8217; di cico</em> nel fare le cose. E credo che la gente si stia veramente rompendo l’anima. Perché succedono cose, ma nessuno fa niente a titolo definitivo. Se non quello di vessare chi è più facile da colpire.</p>
<p>E così, amico mio, non va bene. Non va bene per niente</p>
<p>Tuo <em>Zob0n</em></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169770" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/05/Night-the-fly.-Brescia-2016.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/caro-piz-ti-scrivo-cosi-mi-distraggo-un-po/">Caro Piz ti scrivo&#8230; così mi distraggo un po&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>AD MAIORA (SPERIAMO!)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Schettino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 07:35:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Premetto che non mi appassiona fare polemiche, soprattutto in materie di cui ho una scarsa conoscenza specifica diretta, tanto più, poi, in un periodo estremamente complesso e delicato come quello che stiamo tutt’oggi vivendo, in cui dovremmo limitarci a seguire le indicazioni che ci arrivano dal mondo della scienza (virologi, infettivologi, epidemiologi) e dove, tuttavia, soprattutto attraverso i vari blog e canali social che imperano sulla rete, si è dato vita ad un vero e proprio Circo Barnum nel quale ciascuno ha assecondato l’irrefrenabile bramosia di proporre sempre e comunque la propria ricetta (sovente ad cazzum) per risolvere il problema [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/ad-maiora-speriamo/">AD MAIORA (SPERIAMO!)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che non mi appassiona fare polemiche, soprattutto in materie di cui ho una scarsa conoscenza specifica diretta, tanto più, poi, in un periodo estremamente complesso e delicato come quello che stiamo tutt’oggi vivendo, in cui dovremmo limitarci a seguire le indicazioni che ci arrivano dal mondo della scienza (virologi, infettivologi, epidemiologi) e dove, tuttavia, soprattutto attraverso i vari blog e canali social che imperano sulla rete, si è dato vita ad un vero e proprio <em>Circo Barnum</em> nel quale ciascuno ha assecondato l’irrefrenabile bramosia di proporre sempre e comunque la propria ricetta (sovente <em>ad cazzum</em>) per risolvere il problema della pandemia, di citare e postare notizie raccolte dogmaticamente dalla rete (spesso prive di fondamento) per sostenere fantasiose tesi complottistiche o, peggio, per dar sfogo ai propri più bassi impulsi filo <em>suprematistici</em> o, ancora, di criticare tutto e tutti, probabilmente con l’unico scopo di essere in qualche modo presente nel variegato e colorito mondo virtuale.</p>
<p>Ciò premesso, partendo da una riflessione che mi è sorta dopo aver letto un interessante <strong>articolo apparso su L’Espresso</strong> dall’inequivocabile titolo “<a href="https://espresso.repubblica.it/attualita/2020/04/21/news/sul-coronavirus-non-c-e-partita-italia-germania-finisce-0-4-1.347344" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em><strong>Sul coronavirus non c&#8217;è partita: Italia &#8211; Germania finisce 0-4</strong></em></a><em>”</em>, ho deciso, tuttavia, di raccontarvi questa storia che, se non fosse accaduta direttamente a me e alla mia famiglia, l’avrei tranquillamente confusa con uno degli esilaranti <a href="https://www.lercio.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articoli del fantastico sito Lercio</a>.</p>
<p>Ma andiamo per gradi:</p>
<p><a href="https://espresso.repubblica.it/attualita/2020/04/21/news/sul-coronavirus-non-c-e-partita-italia-germania-finisce-0-4-1.347344" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nell’articolo de L’Espresso sopra citato</a>, il giornalista mette a confronto il diverso modo di gestire l’epidemia da Covid – 19 da parte dell’Italia rispetto alla Germania e, quindi, i diversi risultati ottenuti dai due Paesi.</p>
<p>In particolare ciò che ha maggiormente colpito la mia attenzione è il passaggio in cui il giornalista dice: “…o mississ… i<em>n Germania, invece, l&#8217;epidemia ha avuto una storia diversa. Se il numero accertato dei contagiati è di poco inferiore a quello italiano (181 mila contro 146 mila), il tasso di letalità del morbo tra i tedeschi è oggi fermo al 3,5 per cento, contro il 13 per cento del nostro Paese. In numeri assoluti, 24 mila morti contro 4.600. «La pandemia da noi è sotto controllo», può affermare soddisfatto il ministro della Salute Jens Spahn, sicuro che il Fattore R0, il tasso d&#8217;infezione, sia ormai sceso allo 0,7.</em></p>
<p><em>Come si giustifica una difformità così marcata? La Germania, semplicemente, non era impreparata allo tsunami del Covid 19. L&#8217;Italia, sì. Al netto delle differenze sociali e culturali che hanno permesso ai teutonici di proteggere meglio gli anziani ( come spiegato dall&#8217;Espresso un mese fa ), i tedeschi hanno fatto un uso massiccio dei tamponi fin dai primi giorni della crisi &#8211; ben 350 mila a settimana in media &#8211; che hanno permesso di isolare subito i positivi e tracciare i contatti. L&#8217;Italia a oggi ne conta poco più della metà. Ma abbiamo recuperato solo ad aprile: nelle prime, decisive settimane ne abbiamo fatti troppo pochi, seguendo protocolli errati e tattiche obsolete… </em>omissis<em>…”.</em></p>
<p>Ecco, <strong><u>la Germania ha fatto un uso massiccio di tamponi sin dal primo manifestarsi dell’infezione</u></strong>, in tal modo riuscendo ad isolare le persone positive e tracciare una chiara mappatura del contagio generale, cosa che in Italia ,evidentemente, non ha funzionato quasi per niente, men che meno in una delle Regioni più gravemente colpite , nella quale vivo , ossia la Lombardia.</p>
<p>Venendo al caso che mi riguarda e che vuole essere oggetto di questo mio racconto, il 21 marzo <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-giusto-affidarsi-al-nostro-buonsenso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la mia compagna Michela (medico)</a> ha accusato i primi sintomi dell’infezione, probabilmente contratta durante le sue visite domiciliari, con febbre, tosse a cui sono seguite <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anosmia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anosmia</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ageusia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ageusia</a> (in parole povere <strong>perdita dell’olfatto</strong> e <strong>perdita del gusto</strong>) e, il giorno dopo, inevitabilmente (viste le dimensioni del nostro appartamento che, nonostante le precauzioni prese sin dall’inizio, non ci ha permesso di mantenere le dovute distanze di sicurezza, cosiddette <a href="https://www.lastampa.it/cronaca/2020/03/02/news/cosa-vuol-dire-droplet-e-perche-c-entra-con-la-distanza-che-dobbiamo-tenere-dalle-persone-infette-1.38541450" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Droplet</a> ne, tantomeno, di isolare il nostro primo caso interfamigliare) anche io ho accusato i medesimi sintomi.</p>
<p>Non vi nascondo il discreto senso di sgomento che, in un primo momento, ha assalito me e la mia compagna, soprattutto in relazione ai nostri figli che potevano a loro volta contrarre quella che temevamo essere la famigerata infezione da <strong>covid-19</strong>, dagli esiti del tutto imprevedibili. Tale sensazione si è, tuttavia, ben presto trasformata in un’<strong>istintiva e positiva voglia di reagire</strong> e di non farsi sopraffare dalla situazione. Grazie, infatti e soprattutto, alla cara <em>Dea Bendata</em> che ha voluto che io avessi una compagna e una sorella medici, abbiamo cominciato a monitorarci e a monitorare costantemente i nostri figli con vari strumenti (principalmente termometro e <a href="https://www.auxologico.it/approfondimenti/saturimetro-pulsossimetro" target="_blank" rel="noopener noreferrer">saturimetro</a>), ad assumere una svariata gamma di <strong>vitamine, principalmente C e D</strong>, ad indossare mascherine chirurgiche (fornite da Michela), nonché a disinfettare in maniera compulsiva e costante ogni angolo della nostra casa.</p>
<p>Dopo aver, fortunatamente, superato in pochi giorni lo stato febbrile, abbiamo, quindi, deciso convintamente di <strong>affidarci al nostro Sistema Sanitario</strong>, certi di trovare, qui, le risposte più adeguate, onde accertare le cause del nostro stato patologico, quindi, qualora fossimo stati effettivamente riconosciuti quali covid positivi, le modalità per gestire al meglio e superare l’infezione, nel nostro interesse e della comunità in generale. Ma è proprio in questa fase che è iniziata una sequenza di fatti a dir poco grotteschi che mi hanno reso, quanto mai chiara, la <strong>grande fragilità/inefficienza del nostro sistema sanitario nazionale</strong> e, in particolare, del tanto decantato e sbandierato sistema sanitario lombardo.</p>
<p>Dopo aver, infatti, contattato il nostro medico di base e da questi invitati a contattare il n. 1500 di Pubblica utilità per l’emergenza Covid-19, istituito dal <strong>Ministro Speranza</strong>, abbiamo appreso telefonicamente che non vi sarebbe stata <strong>alcuna possibilità per noi di essere sottoposti a tampone</strong> e che l’unica cosa che avremmo potuto/dovuto fare era quella di rimanere chiusi in casa in quarantena per giorni 15 dalla comparsa dei primi sintomi (cosiddetto <strong>isolamento fiduciario</strong>), nonché di contattare il nostro medico di base per gestire eventuali complicanze (lo stesso che a sua volta, solo un attimo prima, ci aveva rimandato proprio a quel numero di <strong>PUBBLICA UTILITÀ</strong> e che dopo quella chiamata non avremmo mai più sentito).</p>
<p>Non volendoci, tuttavia, arrendere a questa incresciosa situazione di snervante immobilità, ci siamo immediatamente rivolti alla <a href="https://ant.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondazione</a> presso cui svolge la propria attività professionale la mia compagna affinché, la stessa, intercedesse onde ottenere, quantomeno per lei, il tampone di accertamento; e, in effetti, in data, 24 marzo, Michela veniva contattata e avvisata, quindi, dalla <a href="https://www.poliambulanza.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Poliambulanza di Brescia</strong></a> che il giorno successivo <strong><u>si sarebbe dovuta recare presso i loro ambulatori onde effettuare “l’ambito” tampone</u></strong>.</p>
<p>Sorvolo sullo stato d’ansia che ha accompagnato la mia compagna durante tutto il tragitto casa &#8211; Poliambulanza determinato dalla <strong>paura di essere fermata dalle Forze dell’Ordine</strong> e di dover loro dichiarare attraverso una delle tante <strong>autocertificazioni</strong> (credo che allora fossimo arrivati alla modello n. 4) di non aver contratto l’infezione; fortunatamente non è stata fermata.</p>
<p>Il giorno 27 marzo, come preannunciato, è arrivato, per via telefonica, l’esito del tampone… Michela era <em>covid positiva</em>, e adesso!? E io e i miei figli!? L’unica risposta che potevamo darci è che molto probabilmente anche noi avevamo contratto il virus.</p>
<p>In data 29 marzo venivamo contattati dal un operatore <a href="https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioServizio/servizi-e-informazioni/Cittadini/salute-e-prevenzione/agenzie-di-tutela-della-salute/ser-aziende-sanitarie-locali-sal/agenzie-tutela-salute" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ATS Lombardia</a> il quale desiderava null’altro che accertare l’identità della mia compagna nonché ricevere conferma circa l’esito del suo tampone.</p>
<p>Il giorno successivo venivamo contattati nuovamente da un altro operatore ATS Lombardia, il quale, stavolta, pretendeva di svolgere un’<strong>indagine epidemiologica</strong> telefonica sulla nostra famiglia, quindi, informato circa la situazione complessiva, ci avvertiva con solerzia che avremmo dovuto restare in isolamento per giorni 15 dalla comparsa dei primi sintomi… praticamente: “<em>nulla di nuovo sotto il sole</em>”.</p>
<p>Nel frattempo io e Michela abbiamo superato abbastanza rapidamente l’infezione, con la scomparsa anche degli ultimi sintomi (anosmia e ageusia) intorno al 4 aprile, mentre<strong> i nostri figli, fortunatamente, sono rimasti sempre asintomatici</strong>.</p>
<p>Trascorsi i “famosi” 15 giorni di isolamento più volte indicatici, arriva puntualmente una telefonata da parte dell’ATS Lombardia che ci regala alcuni meravigliosi attimi di riacquistata fiducia verso le nostre <strong>Isitituzioni Sanitarie</strong>. Tale sensazione, guidata dalla nostra ferma convinzione di ricevere un ulteriore invito, per la mia compagna, a sottoporsi ad nuovo tampone al fine di accertare l’avvenuta quanto sperata <em>negativizzazione</em> dell’infezione, si infrangeva, tuttavia, di fronte alla tragicomica realtà dei fatti:</p>
<p>“driiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnng!!!!” (suoneria nostalgica)</p>
<p>&#8211; <em>Michela</em>: “ sì pronto, buongiorno” (voce di persona curiosa e quasi emozionata)<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “BUONGIORNO A LEI SIGNORA! COME VA!?” (maiuscolo voluto per evidenziare il grande entusiasmo ostentato dall’Operatrice nella prima parte della comunicazione )<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “abbastanza bene grazie”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “ SONO FELICE PER LEI! E VOGLIO DARLE UNA BELLA NOTIZIA&#8230;”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “Bene! Mi dica pure” (certa di doversi annotare il giorno e ora per l’effettuazione del secondo tampone)<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “DA DOMANI IL SIGNOR FRANCESCO SCHETTINO E I BAMBINI TOMMASO E PIETRO SCHETTINO HANNO FINITO LA QUARANTENA!!!!” (4 punti esclamativi ad evidenziare, per quanto possibile, l’incontenibile entusiasmo a cui era arrivata la voce dell’Operatrice”<br />
&#8211; <em>Michela</em>:”&#8230;&#8230;”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Pronto! Signora!? Mi sente!? È ancora in linea!?” (inizia a smorzarsi notevolmente l’entusiasmo dell’operatrice)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “&#8230;&#8230;sì sì, ma io!?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Ah! Perché anche lei è stata affetta dal Covid-19?”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “&#8230;&#8230;.”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: Pronto! Signora è in linea!?” (voce dell’Operatrice che inizia a tingersi di tonalità tra lo sgomento e l’imbarazzo)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “&#8230; eh si! Sono stata la prima a presentare i sintomi nonché l’unica della famiglia ad aver avuto il privilegio di sottopormi al primo tampone con esito positivo in data 24 marzo scorso e, sinceramente, mi sarei aspettata da lei una convocazione ad effettuare il secondo tampone…”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Ah no! Mi scusi non ero al corrente di questa circostanza…. A questo punto le cose cambiano e suo marito e i suoi figli dovranno restare in isolamento fiduciario fino al 20 aprile” (a questo punto l’Operatrice era totalmente in panico).<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “ah! E&#8230; come mai fino al 20 aprile?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Beh! Almeno fino a quando lei non avrà ricevuto l’esito negativo del secondo tampone”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “ok eh&#8230; per caso, lei può verificare quando dovrò effettuare il secondo tampone!!!!??? (la mia compagna inizia ad assumere le sembianze tipiche del serial killer in procinto di scannare la sua vittima)<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “mi dispiace Signora ma io non posso verificare questo dato dal mio terminale&#8230;” (panico alle stelle)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “capisco, arrivederci”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “arrivederci a lei Signora e buona fortuna.”</p>
<p>Trascorsi alcuni giorni da quella “indimenticabile” conversazione, e precisamente, i data 6 aprile, non avendo ricevuto più alcuna comunicazione in riferimento al secondo tampone ed essendo trascorsi ormai 17 giorni dalla comparsa dei primi sintomi, Michela decideva di chiamare la Poliambulanza per chiedere se vi fossero aggiornamenti in merito. In tale circostanza Le fu detto di stare tranquilla e che sarebbe stata certamente contattata il martedì successivo al lunedì di pasquetta, ossia il 14 aprile.</p>
<p>Il giorno tanto atteso, tuttavia, non ricevendo alcuna comunicazione, la mia compagna decideva di richiamare nuovamente la Poliambulanza e con grande stupore misto a rabbia, apprendeva dalla voce imbarazzata del suo interlocutore che si erano dimenticati di inserire il suo nominativo nell’elenco delle persone da tamponare e che avrebbero provveduto a risolvere il problema quanto prima. Fortunatamente, circa un’oretta dopo Michela veniva ricontattata per essere convocata presso il loro ambulatori i giorni 16 e 17 aprile al fine di sottoporsi, come da protocollo, ai due tamponi.</p>
<p>Eseguiti gli esami, in data 19 aprile ricevevamo, quindi, l’esito tanto atteso, ossia l’avvenuta negativizzazione di Michela che ci donava immediate boccate di ottimismo verso il futuro.</p>
<p>Ecco! Ora la storia, secondo i classici cliché letterari, si dovrebbe concludere qui con questo, diciamo, lieto fine e in effetti io mi stavo già pregustando l’acquisita semilibertà appena guadagnata e la possibilità da lunedì di poter andare&#8230; A FARE LA SPESA</p>
<p>&#8230; macché!!!</p>
<p>La storia purtroppo non si è conclusa qui, anzi.</p>
<p>In giorno 20 aprile, infatti, venivamo contattati nuovamente da un operatrice dell’ATS Lombardia e qui siamo riusciti a raggiungere vette di surrealismo inarrivabili.</p>
<p>“driiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnng!!!!” (suoneria nostalgica)</p>
<p>&#8211; <em>Michela</em>: “sì pronto!?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em> “BUONGIORNO!!! CHIAMO DA ATS PER IL SIGNOR SCHETTINO FRANCESCO” (entusiasmo alle stelle)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “si salve sono la moglie del signor Schettino, dica pure a me” (voce curiosa e circospetta)<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “BENISSIMO, VOLEVO INFORMARLA CHE DA OGGI TERMINA IL PERIODO DI QUARANTENA DI SUO MARITO” (entusiasmo come sopra)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “&#8230;ah bene! Peraltro io ho appena ricevuto l’esito negativo dei tamponi”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “AH BENE!!! QUINDI AVETE RISPETTATO L’ISOLAMENTO IN QUESTI GIORNI…”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “certo certo non usciamo da quando abbiamo accusato i primi sintomi”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em> “BENE BENE, ANCHE L’ISOLAMENTO TRA DI VOI IN CASA!?”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “beh!diciamo di si limitatamente alle dimensioni del nostro appartamento che rende di fatto molto complicato evitare un isolamento totale tra di noi”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “ah! Allora in tal caso le cose cambiano e suo marito dovrà rimanere in quarantena per ulteriori 15 giorni dal suo primo tampone negativo Signora, quindi, facendo i calcoli fino al primo maggio”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “&#8230;” (silenzio ma col pensiero :AAARGGHMAVAFPORCAPUCOMECAZ!!!)<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Pronto Signora!? C’è ancora!? Ha capito?”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “ SÌ CI SONO… MI PERDONI, MA CHE RAGIONAMENTI MI STA FACENDO!? NOI SIAMO CHIUSI DA UN MESE IN CASA, RISPETTANDO PEDISSEQUAMENTE L’ISOLAMENTO, CI É STATO DETTO IN PRECEDENZA DA UNA SUA COLLEGA CHE MIO MARITO AVREBBE FINITO LA QUARANTENA IL 20 DI APRILE QUALORA IL MIO TAMPONE FOSSE RISULTATO NEGATIVO ED ORA CHE COSì EFFETTIVAMENTE E’, LEI MI DICE CHE DOVRÀ ASPETTARE ACORA ALTRI 15 GIORNI POICHÉ NON AVREMMO ESEGUITO IN MANIERA CORRETTA L’ISOLAMENTO FAMIGLIARE!!!!???”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Signora mi dispiace, non so che dirle&#8230; (pausa)&#8230; guardi mi informo un attimo e la richiamo.<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “VA BENE, GRAZIE”</p>
<p>Dopo circa 20 minuti:</p>
<p>“driiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnng!!!!” (suoneria nostalgica)</p>
<p>&#8211; <em>Michela</em>: “SÌ, PRONTO!?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Salve Signora, allora mi sono informata e purtroppo devo comunicarle che&#8230; secondoinostriprotocolli, ancheleidovràrestareinquarantenaperulteriori15giornidalsuoprimotamponenegativo, quindi fino al 1 maggio” (Frase pronunciata ad una velocità degna del miglior <strong>Bolt</strong>)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “……” (silenzio ma con il pensiero: AAAAAARRRRRRRRGGHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!) “&#8230; MA STA SCHERZANDO!!!?? Mi scusi, so che Lei non c’entra però è del tutto assurdo ciò che mi sta dicendo, io sono un medico e dall’Isituto presso cui ho eseguito i tamponi mi è stato detto che, visto l’esito negativo, avrei potuto riprendere la mia attività professionale ed ora lei mi sta dicendo, invece, che dovrei fermarmi per ulteriori 15 giorni&#8230; MA SI RENDE CONTO!!??”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: &#8230;&#8230;. (Silenzio imbarazzato) &#8230; eh…  sì… guardi… mi scusi la richiamo subito, porti pazienza”.</p>
<p>Dopo ulteriori 10 minuti:</p>
<p>“driiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnng!!!!” (suoneria nostalgica)</p>
<p>&#8211; <em>Michela</em>: “Siiiiiiii!!!!???”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Rieccoci Signora! Allora, essendo lei un medico potrà riprendere la Sua attività a partire da oggi mentre suo marito dovrà attendere inevitabilmente fino al 1 maggio come le ho detto nella precedente chiamata perché potrebbe non aver superato completamente l’infezione e potrebbe, quindi, infettare nuovamente anche Lei, non avendo ATS, ad oggi, certezza circa un’immunizzazione definitiva da parte delle persone <em>negativizzate</em>”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “mi scusi ma tutto questo circo non si verificherebbe se anche mio marito potesse essere sottoposto a tampone, non trova!?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “ Può essere ma, purtroppo suo marito non rientra tra le persone che possono usufruire del tampone”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “guardi, prendo atto di questa Vostra incomprensibile presa di posizione ma mi permetto, da medico operante sul campo, di esprimere tutto il mio disappunto, così corriamo il rischio di non uscire mai da questa grave situazione epidemica, arrivederci”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “arrivederci a Lei Signora”.</p>
<p>Tutto finito!!?? Macchè!&#8230; dopo circa 5 minuti dall’ultima chiamata riceviamo un’ulteriore telefonata da parte della medesima operatrice ATS:</p>
<p>“driiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnng!!!!” (suoneria nostalgica)</p>
<p>&#8211; <em>Michela</em>: “si pronto!?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “BUONGIORNO SIGNORA! PARLO CON LA MADRE DI TOMMASO E PIETRO SCHETTINO?” (entusiasmo alle stelle, che ve lo dico a fa’!?)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “siiiii!?” (tono di voce tra l’incredulo e lo sconcertato)<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “BENE! SONO LIETA DI INFORMARLA CHE I SUOI FIGLI DA OGGI HANNO TERMINATO IL PERIODO DI ISOLAMENTO FIDUCIARIO”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “&#8230;” (silenzio con improvviso desiderio irrefrenabile di sgolarsi un’intera boccettina di Xanax);<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “PRONTO!? SIGNORA MI HA SENTITO?<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “mi scusi Signora ma ci siamo già sentiti un attimo fa, oltre ad essere la madre di Tommaso e Pietro Schettino sono anche la moglie del signor Francesco Schettino, si ricorda?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “&#8230;” (silenzio da imbarazzo)&#8230;”mi scusi Signora, ma sa facciamo centinaia di chiamate al giorno e non mi sono accorta che stavo parlando con la medesima persona. In tal caso allora devo purtroppo dirle che lo stesso discorso vale anche per i suoi figli che dovranno rimanere in quarantena fino al 1 maggio”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “la ringrazio buona giornata” (tono di voce di persona provata che si arrende alla tragica realtà)</p>
<p>Ecco così si conclude questa mia vicenda personale, verso la quale mi astengo da qualsivoglia ulteriore commento, se non aggiungere che, purtroppo, questa grottesca, quanto intollerabile situazione sta capitando a moltissime altre famiglie qui in Lombardia e che, a mio parere, questa oggettiva e grave falla del nostro Sistema Sanitario rappresenta una delle principali cause, tornando all’articolo de L’Espresso sopra citato, della <strong>nostra netta sconfitta rispetto alla Germania nella gestione della pandemia</strong>.</p>
<p><strong>Ad Maiora! (Speriamo!)</strong></p>
<p>Cari saluti<br />
<em>Francesco</em></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169680" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/04/Ad-Maiora.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/ad-maiora-speriamo/">AD MAIORA (SPERIAMO!)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Santi profeti e marinai. Fiction Covid19.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Davide Fabbian]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2020 08:11:43 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[borelli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La mia a dirvi la verità è una quarantena a metà. La mia professione è di quelle che hanno un codice Ateco ricercatissimo… quindi riesco per mia grande fortuna a spezzare la reclusione domestica con dei viaggi solitari in ufficio. In questo momento piuttosto difficile per tutti, ho incrementato (forse non del tutto volontariamente!) la recezione di informazioni. Giornali, internet, radio, conferenze stampe in diretta insomma, si salvi chi può! È molto curioso vedere come le persone reagiscano in maniera cosi differente alla problematica, sotto i due filoni principali: “sono preoccupatissimo” e “non me ne frega un cazzo” si sono [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>La mia a dirvi la verità è una quarantena a metà.<br />
La mia professione è di quelle che hanno un <strong>codice Ateco</strong> ricercatissimo… quindi riesco per mia grande fortuna a spezzare la reclusione domestica con dei viaggi solitari in ufficio. In questo momento piuttosto difficile per tutti, ho incrementato (forse non del tutto volontariamente!) la recezione di informazioni. Giornali, internet, radio, conferenze stampe in diretta insomma, si salvi chi può! È molto curioso vedere come le persone reagiscano in maniera cosi differente alla problematica, sotto i due filoni principali: “<em>sono preoccupatissimo</em>” e “<em>non me ne frega un cazzo</em>” si sono creati una romantica serie di<em> spin off</em> che preferisco non elencare ma credo che il migliore sia certamente “non sono documentato, ma sono un virologo, usciamo di casa presto”.</p>
<p>Bando alle sottili polemiche, in fondo il mondo è bello perché vario… vorrei portare la vostra attenzione su tutti gli individui che sfortunatamente hanno deciso (perché qua si tratta davvero di decidere) di non seguire il decreto ed uscire di casa per futili motivi, non rispettando in primo luogo loro stessi e in modo particolare il genere umano. Credo sia inutile dire che sia sbagliato pericoloso e sicuramente STUPIDO. Mentre <strong>il paese ha più persone con una denuncia che persone malate</strong> (INCREDIBILE) i giorni della quarantena vengono scanditi da eventi mediatici di varia importanza, della quale vorrei cercare di fare una ricostruzione;<br />
In primo luogo alle quotidiane conferenze della protezione civile, molto spesso a fianco di uno stanco <strong>Borrelli</strong> troviamo il <strong>Prof. Locatelli</strong>, mente devota alla scienza e una calma olimpica davanti alle domande non sempre facili. Intelligente vero, a differenza di <strong>Renzi</strong>, al quale la quarantena ha chiuso molto più di una vena lanciando appelli di riaprire scuole, aziende, fabbriche, contro il parere di qualsiasi medico che sta pregando nel suo silenzio. Preghiera che abbiamo visto in diretta mondiale invece quella di <strong>Papa Francesco</strong>, credenti o meno il momento è stato di quelli che verranno messi sui libri di storia.</p>
<p>Nel dubbio <strong>Salvini</strong> ha deciso di suggellare il momento con una bella preghiera collettiva in diretta tv con la <strong>D’Urso</strong>…</p>
<p>Le istituzioni invece ci hanno permesso di conoscere meglio alcune figure, come <strong>Giulio Gallera</strong> che ultimamente è davvero molto arrabbiato con lo stato mentre molti sindaci sono arrabbiati con lui; per lo stesso effetto <strong>Attilio Fontana</strong> sta litigando (è davvero il termine corretto!) per l’utilizzo o meno delle mascherine.<br />
La riflessione finale è solo una. In questo momento di pericolo e caos le istituzioni non erano pronte, a quanto pare non lo sono ancora e forse non lo saranno. È abbastanza ridicolo che mentre tutti i cittadini possano contare i secondi nei quali si annoiano, la fiction stato/regioni non trova la quadra e ogni giorno ci regala una puntata.</p>
<p>La cosa che conta è sorridere e stare a casa. I conti li faremo dopo.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169280" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/04/FICTION-COVID19.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/santi-profeti-e-marinai-fiction-covid19/">Santi profeti e marinai. Fiction Covid19.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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