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	<title>milano Archivi - odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>Brebemi. Per me funziona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 14 Oct 2014 10:39:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[bergamo]]></category>
		<category><![CDATA[brebemi]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dagli all’untore. O al costruttore di autostrade. Posso essere una voce (quasi) fuori dal coro? Sì, posso. Perché autogrill a parte (e soprattutto costi di pedaggio fuori da ogni ragionevole portafogli) a me la BreBeMi piace parecchio. Fermi tutti: parlo a titolo personale, ovviamente. Ma prima di dare dei giudizi sommari, vi siete posti una domanda abbastanza semplice? Tipo… io (io tu lettore… non io io giornalaio) quanti km faccio in un anno? Oppure: quante volte devo andare a Milano in un anno? Oppure : quante volte mi capita di prendere un volo da Linate? Personalmente il mio essere positivo sulla [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dagli all’untore. O al costruttore di autostrade.</p>
<p>Posso essere una voce (quasi) fuori dal coro? Sì, posso.</p>
<p>Perché<strong> autogrill a parte</strong> (e soprattutto costi di pedaggio fuori da ogni ragionevole portafogli) a me la <strong>BreBeMi</strong> piace parecchio.</p>
<p>Fermi tutti: parlo a titolo personale, ovviamente.</p>
<p>Ma prima di dare dei giudizi sommari, vi siete posti una domanda abbastanza semplice?</p>
<p>Tipo… io (io tu lettore… non io io giornalaio) quanti km faccio in un anno?</p>
<p>Oppure: quante volte devo andare a <strong>Milano</strong> in un anno?</p>
<p>Oppure : quante volte mi capita di prendere un volo da <strong>Linate</strong>?</p>
<p>Personalmente il mio essere positivo sulla <strong>BreBeMi</strong> nasce da aspetti puramente personali, come detto sopra.</p>
<p>Per lavoro faccio il commerciale estero: decollare da <strong>Linate</strong> potrebbe essere un’alternativa all’intasamento di <strong>Orio al Serio</strong> (15 anni fa pensare che l’aeroporto bergamasco potesse soppiantare quello milanese era pura follia… e invece…).</p>
<p>Per lavoro mi divido spesso tra Lodi e <strong>Lainate</strong> ed in entrambi i casi (più <strong>Lodi</strong> ad essere sinceri) <strong>l’A35</strong> si mostra utile.</p>
<p>Per motivi famigliari la tratta <strong>Brescia-Caravaggio</strong> fa parte delle mie abitudini settimanali dal 2002.</p>
<p>E con 50000km/anno al volante, il tavolo da biliardo che rappresenta <strong>l’A35</strong> mi è comodo.</p>
<p>Ok, adesso mi levo il cappello da <em>Alberto Banzola</em> e faccio qualche considerazione sparsa.</p>
<p>Si parla della <strong>BreBeMi</strong> come di un’opera costosa e inutile: bon, può essere.</p>
<p>Non faccio cronaca con questo scritto, e non voglio nemmeno fare un’indagine: ho letto che a bolla oggi la nuova autostrada dovrebbe fare 18.000 transiti/giornalieri per garantire una sussistenza adeguata. E che al momento arriverebbe a 15000. Ora… con tutta la buona volontà credo che si debba rivedere qualche cifra al ribasso. La faccio al mattino, al pomeriggio, la sera ,in settimana, il sabato, la domenica: se ho contato mai più di 30 macchine nelle mie percorrenze… beh è stato un puro caso. Sembra di essere sul set di un film del terrore, quando il protagonista in fuga su un’autostrada deserta all’improvviso si trova di fronte (o subito dietro di se) un’orda di veicoli. Nessun problema in questo caso, al massimo schiverete qualche calciatore improvvisato.</p>
<p>Sicuramente ad oggi la <strong>BreBeMi</strong>, detta anche autostrada “<em>tangentfree</em>” dalla <a href="http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/10/06/brebemi-lautostrada-doppione-e-quasi-un-flop-tangent-free-no-libera-da-auto-e-tir/1144596/" target="_blank">gaffe del presidente Francesco Bettoni</a> in occasione dell’inaugurazione di fronte al presidente <strong>Matteo Renzi</strong>, è un buco nell’acqua: pochi utenti, costi alti, sbocchi nel nulla o quasi il più delle volte (provare per credere). Una grande opera (?? Autostrada=grande opera? Dove? In un paese del cosiddetto terzo mondo) che è costata per anni a tanta gente code su statali improponibili con mille deviazioni (avete provato a farvi, che so, un <strong>Brescia-Caravaggio</strong> dal 2007 al 2014 pre <strong>BreBeMi</strong>?), o che ha dato benefici insperati <strong>all’A4</strong> (per disperazione la gente si faceva quella piuttosto che i saliscendi dei lavori in corso) e che è stata presa per i fondelli anche da 3 baldi giovini bergamaschi che hanno pensato bene di farsi una partita a “<em>fobàl</em>” in mezzo <strong>all’A35</strong>.</p>
<p>Eppure una sua utilità ce l’ha: arrivare in alcuni comuni della<strong> bassa bresciana/bergamasca</strong> è sempre stato un incubo per tanti; raggiungere <strong>Milano sud-est o il lago di Garda </strong>per altri una tortura. Un esempio di chi troverà beneficio? Un comune come <strong>Treviglio</strong> è un centro abbastanza grosso, ma decisamente ostico da raggiungere. Oggi arrivarci è molto più comodo per tanti.</p>
<p>Resta il fatto che per quanto privata questa autostrada dovrà attingere a fondi pubblici se non si arriva a una quadra. Oltretutto autostrade per l’Italia boicotta l’A35: l’unica indicazione di questa autostrada la si trova in prossimità dello svincolo <strong>dell’A4</strong> per <strong>l’A21</strong>.  Da lì <strong>l’A35</strong> la si prende uscendo da <strong>Brescia-Sud</strong>. Avete mai fatto <strong>l’A21</strong>? No? Bene scoprirete che il pedaggio uscendo <strong>dall’A21</strong> è più caro (a prescindere) se utilizzate proprio quell’uscita. Bene, non benissimo: immagino che sia dovuto molto ai costi della “corda molle”, autostrada gratuita per chi la percorre <strong>da Montichiari a Travagliato</strong>. Un po’ meno per chi esce a <strong>Brescia-Sud</strong>.</p>
<p>Ultima considerazione e poi non la meno più: i primi giorni i giornali si sono sbizzarriti nel fare il percorso <strong>Brescia-Milano</strong> centro attraverso le 2 autostrade comparando i risultati.</p>
<p>Ha vinto <strong>l’A4</strong>. Praticata alle tre/quattro del pomeriggio.</p>
<p>Bene. Adesso fate la medesima prova al mattino alle sette o alle sei del pomeriggio quando si concentra il traffico. Quello vero.</p>
<p>La gente si muove in quelle fasce orarie. Fatevi voi la coda della tangenziale est (ad esempio) per arrivare a <strong>Linate</strong> a prendere un volo che parte dalle 7,30 alle 10,00. Poi ne riparliamo.</p>
<p>In definitiva: secondo me <strong>l’A35</strong> non è quell’opera inutile descritta e criticata da tanti. Può essere un’arteria importante. Va sfruttata, valorizzata (dai nemmeno un autogrill… ) ed i costi vanno cambiati…<br />
Soprattutto va gestita, in modo migliore i quanto fatto sino ad ora.</p>
<p><strong><em>Alberto Banzola</em></strong></p>
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		<title>Italia, la periferia di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Oliva]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2014 10:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia fuori]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[milano]]></category>
		<category><![CDATA[tamarri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E poi a Milano c’è tutto. Tu non puoi capire, sei di Brescia. Nanni Moretti intonerebbe:Tutto. Ma che cosa vuol dire questo Tutto? La verità è che i milanesi, passato Pioltello, credono che ci siano terre sconfinate di primitive civiltà arretrate. E ne sono anche un po’ curiosi: Chissà come si comportano gli indigeni provinciali nel loro habitat naturale? Nella loro ispezione divertita, applicano una pura osservazione darwiniana sui penisolani della landa desolata (tutta l’Italia, fuori Milano), di come riescano ad apprendere e ad adattarsi in questi territori deprivati. Rimangono increduli nel vedere che, nonostante i provinciali non abbiano a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/italia-la-periferia-di-milano/">Italia, la periferia di Milano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><img decoding="async" class=" alignright" title="Homo Brescianus e Homo Milanesus " src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/oliva/condi_homo-brescianus-homo-.jpg" alt="Homo Brescianus e Homo Milanesus " border="0" />E poi a Milano c’è tutto. Tu non puoi capire, sei di Brescia.<br />
</em></strong>Nanni Moretti intonerebbe:<em>Tutto. Ma che cosa vuol dire questo Tutto?</em></p>
<p>La verità è che i milanesi, passato Pioltello, credono che ci siano terre sconfinate di primitive civiltà arretrate. E ne sono anche un po’ curiosi:</p>
<p><em>Chissà come si comportano gli indigeni provinciali nel loro habitat naturale?</em></p>
<p>Nella loro ispezione divertita, applicano una pura osservazione darwiniana sui penisolani della landa desolata (tutta l’Italia, fuori Milano), di come riescano ad apprendere e ad adattarsi in questi territori deprivati.<br />
Rimangono increduli nel vedere che, nonostante i provinciali non abbiano a portata di mano un centinaio di ristoranti fusion, riescano a procurarsi cibo senza dover per forza cacciare di buon mattino lungo crinali impervi.</p>
<p>Prendendo atto che anche fuori Milano esiste una vita mediata dal pensiero astratto, riformulano le osservazioni con l’inflazionatissima:<br />
<em>Si, ma Milano è molto più cara.<br />
</em>La frase che sigilla ogni conversazione e che porta con sè il seguente significato di evoluzione umana: se io riesco a vivere a Milano, nonostante i prezzi altissimi per ogni cagata, sta a significare che me lo posso permettere. Questo fa di me un essere superiore, che fa finta di non essere soggiogato dal vile denaro, ma attraverso lo snobismo di quest’ultimo, si eleva.</p>
<p>Ma ci sono anche altri due ritriti leitmotiv meneghini:</p>
<p><em>A Milano è difficilissimo trovare parcheggio</em>.<em> Non hai idea di quante multe arrivo a prendere in un mese.</em> E poi ti guardano con fiero e superbo autocompiacimento.<br />
Dal momento che è complicato trovare i sottintesi tra “imparcheggiabilità” e sproporzionato senso di orgoglio, l’aborigeno provinciale con finto tono invidioso si limita a un:<em> Ma che culo!</em></p>
<p><em>Milano è bellissima, ma bisogna viverla per capire.</em><br />
Quindi è una città che ci tiene a celare il proprio splendore all’occhio estraneo.<br />
Bizzarro. O forse è una semplice legge dei grandi numeri? Più che altro è l’enormità stessa a diventare bellezza, facendo affezionare il milanese non alle incantevoli (e scarse) nicchie disseminate qua e là, ma alla connessione tra esse.<br />
Perché il concetto di bellezza a Milano significa semplicemente “tanta roba”.</p>
<p>E la “tanta roba” ha un prezzo alto. Come giustamente sostiene Atkinson, il costo è determinato dalle innumerevoli occasioni che ti puoi creare. Quindi, se esiste uno stesso locale “Gigi il Troione” sia a Milano, sia a Brescia, è chiaro che a Milano costerà il doppio a parità di servizio. Il Plus è determinato dal fatto che potrei incontrare nel capoluogo persone che potrebbero essere utili a realizzarmi (contatti), mentre a Brescia potrei tutt’al più imbattermi nella mia ex compagna delle medie.<br />
In questo caso, “realizzazione” riguarda solo lo status di rango lavorativo nei settori impalpabili, come la comunicazione e l’arte, perché, parliamoci chiaro, nelle questioni scientifiche, la logica è tutt’altra.<br />
Quindi, risiedere a Milano è una sorta d’investimento. Un ottimo investimento. Certo, tra i 18 e i 30 anni. Dopodichè, se non sei riuscito a ritagliarti lo spazio che volevi, fattene una ragione! Perché sarà a quel punto che Milano non avrà più nulla da darti, ma solo da toglierti.</p>
<p>Ma che cosa c’è “anche” in questo Tutto milanese?<br />
Le più ovvie contraddizioni:</p>
<p><strong>La simpaticissima settimana della moda<br />
</strong>Ed è subito paradosso, perché la maggior parte dei milanesi, se non appartiene alle alte sfere del consumismo, si veste da H&amp;M oppure si veste in un più dispendioso “stile H&amp;M”: l’archetipo del pessimo gusto.<br />
Ma d’altra parte, è una questione di eredità culturale. Così come l’alta sartoria trae le sue radici dal Veneto, così il milanese, in ogni epoca, si ritrova a declinare lo stile del paninaro.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="caption aligncenter" title="MASSIMO GRADO DELL’EVOLUZIONE DELLA SPECIE" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/oliva/massimo-grado-dellevoluzione-della-specie_web.jpg" alt="MASSIMO GRADO DELL’EVOLUZIONE DELLA SPECIE" border="0" /></strong></p>
<p><strong>La natura confezionata<br />
</strong>A Milano (ma in realtà in tutte le città, nei paesi non sono ancora così ingenui) c’è anche la pretenziosa illusione del Bio.<br />
Il cittadino vive tutto il giorno avvolto dallo smog, macro e micro particelle inquinanti, aria scolorita, acqua fintamente potabile ma&#8230; si lava il viso con la cremina dolce alla calendula e finocchietto. <em>E’ tutta naturale, sai?<br />
</em>Lo immagino.<br />
L’illusione di comprarsi la “natura” dentro i tubetti di plastica.</p>
<p><em>Ciò che proviene dalla natura è buono, ciò che proviene dall’uomo è cattivo.</em></p>
<p>Eppure da quando l’uomo ha iniziato a manipolare l’ambiente, l’età media di sopravvivenza si è spostata dai 35 ai 71 anni d’età. Come ce lo spieghiamo?<br />
Il Bio e la filosofia orientale da condominio, diventano l’escamotage per sopravvivere nella maxi urbe. Per non sentirsi incatenati da questo becero sistema occidentale, si prende posizione affermando una superiorità spirituale che va oltre i confini territoriali della gabbia metropolitana.</p>
<p><em>Sono a Milano, ma sono altrove. Tipo dentro me, ma anche fuori da tutto.</em></p>
<p>E’ anche vero che, in fondo, quale città non ha i propri Coleridge metropolitani, infiocchettati da fricchettoni griffati con i pensierini new age di vetusta generazione?<br />
Un modo come un altro per snaturalizzare la natura stessa, riducendola a un prodotto soggiogato dalla logica del marketing.</p>
<p><strong>L’orgoglio dell’emigrato<br />
</strong>Ma che cosa ci può essere di più bizantino di un milanese purosangue?<br />
Un bresciano che si è trasferito a Milano: una volta che il fu indigeno è riuscito a compiere l’impervio viaggio di 45 minuti con il trenino fino alla stazione centrale del capoluogo lombardo, si sente rinvigorito dal bombardamento di nuovi stimoli creativi.<br />
E che cosa se ne fa di tutti questi input? Li metti a frutto: sottolinea ai trogloditi di periferia che oggi (se solo volesse!) potrebbe fare cose interessantissime.</p>
<p>Ma poi, ogni tanto, torna all’ovile:<br />
<em>E allora che cosa si fa di bello qui questo week end?<br />
</em>Tradotto:<em> Dai, fatemi divertire!<br />
</em>La plebaglia aborigena, esternamente abbozza un cordiale sorriso, mentre internamente un raffinato <em>Ma vaff…</em></p>
<p><img decoding="async" class="caption aligncenter" title="CULMINE DEL DIVERTIMENTO BRESCIANO" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/oliva/culmine-del-divertimento-bresciano_web.jpg" alt="CULMINE DEL DIVERTIMENTO BRESCIANO" border="0" /></p>
<p>E comunque, nonostante un periferico si stabilisca a Milano, possono passare anche lustri, ma verrà sempre percepito come un Neanderthal tra i Sapiens, per un unico ed esclusivo fattore:<br />
<em>C’ha l’accento strano.<br />
</em>Quindi, il bresciano potrà intraprendere qualsiasi discorso, ma verrà prontamente interrotto dalla domanda:<br />
<em>Minchia, ma sei di Bergamo?<br />
</em>Poi, il milanese, non presterà la minima attenzione alla risposta, in quanto superflua.</p>
<p>Nell’orgoglio dell’emigrato risiede anche la commuovente illusione che a lui, l’accento bresciano, ormai non si senta più:<br />
<em>Quando conosco qualcuno mi chiede sempre di dove sono perché proprio non si capisce.<br />
</em>Nel credere di essere l’unica eccezione, non si accorge che lo stanno prendendo per il culo.</p>
<p><em>Minchia, ma sei di Brescia! Oh, pensa che l’accento di quelle zone mi è sempre piaciuto un casino!<br />
</em>Questa è la seconda presa per il culo.</p>
<p>Detto questo, la verità è che a me Milano piace moltissimo. Davvero.<br />
Solo che non ci vivrei mai. Vado e torno.<br />
Proprio per la questione che c’è Tutto. E il Tutto comprende anche quello che non voglio.<br />
Ed io, personalmente, sono una fan della media stimolazione ambientale.</p>
<p>Quindi, residenti dell’emancipato capoluogo del mondo, non chiedetemi più come faccio a vivere a Brescia, come se dovessi fornire una valida giustificazione che fate finta di non comprendere.<br />
E no, la risposta non è che tutti gli italiani non riescono a starci in quella città!</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-350" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/03/195846035-a7520d67-6fc2-4899-96de-8fa1c4b73177.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/italia-la-periferia-di-milano/">Italia, la periferia di Milano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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