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	<title>pirlo Archivi - odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>Caro Piz ti scrivo&#8230; così mi distraggo un po&#8217;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2020 14:37:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Piz, come stai? È un po&#8217; che non mi rivolgo a te. Vecchio mio, tutto bene? Eh lo so. Tempi duri. Per te, per me, per tutti. Ma un po&#8217; di speranza c’è. Qualcosa riapre, c’è speranza di un ritorno alla normalità. Pensa che domenica mi sono fatto 10 km in bicicletta per le vie della nostra splendida città. È stato come tornare a vivere, passando da Piazza Vittoria al Carmine, tornando in Piazza Duomo e tirando diritto per via Trieste. Che bello Piz. Bello vedere anche un po&#8217; di locali aperti, gente seduta qua e là sui gradoni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Piz,<br />
come stai? È un po&#8217; che non mi rivolgo a te. Vecchio mio, tutto bene? Eh lo so. Tempi duri. Per te, per me, per tutti.<br />
Ma un po&#8217; di speranza c’è. <strong>Qualcosa riapre, c’è speranza di un ritorno alla normalità.<br />
</strong><br />
Pensa che domenica mi sono fatto 10 km in bicicletta per le vie della nostra splendida città. È stato come tornare a vivere, passando da <strong>Piazza Vittoria</strong> al <strong>Carmine</strong>, tornando in <strong>Piazza Duomo</strong> e tirando diritto per <strong>via Trieste</strong>. Che bello Piz.<br />
Bello vedere anche un po&#8217; di locali aperti, gente seduta qua e là sui gradoni con un <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-pirlo-sei/">pirlo</a> in bicchiere di plastica, persone in bicicletta.<br />
Che strana impressione <strong>Piazzale Arnaldo</strong>. È stato come vedere il suo scheletro. Piazza vuota, locali aperti pochissimi, ma credo che ci stia. Se ripenso all’incoscienza di quel sabato sera con gente ovunque nel primo weekend che il buonsenso avrebbe imposto di passare tra le 4 mura di casa.</p>
<p>Uno dei bar storici di quella zona però era aperto…<br />
Non ho resistito: la prima birra all’aperto dopo 2 mesi di quasi clausura, interrotta dalla spesa, il lancio del pattume (ah, noto che la pandemia ha generato una marea di rifiuti buttati a destra e a manca: due telecamere da piazzare in zona cassonetti fanno tanto schifo?), e le visite a mia mamma per recapitarle la spesa. Il sorriso mascherato di un amico che gestisce il locale, che mi racconta dei problemi economici suoi e di tutti gli esercenti della zona: non era un’Ipa, Piz… Ma il retrogusto di quella birra c’era tutto. E non era ancora arrivato il peggio: immancabile il gruppetto di <em>gnarelli</em> un po&#8217; alticci e molesti. Certo un paio di imprecazioni gliele avrei anche tirate, ma ho anche pensato che 18/20 anni li ho avuti pure io. Li hai avuti anche tu, anche se non sembrerebbe. Li deve avere avuti anche la tizia che a 50 metri, con aria furiosa osservava me e gli altri avventori molesti: capello chiaro, lungo, increspato. È bordeaux dietro alla mascherina, sua e di quello che identifico come il suo compagno. Erroneamente. Mi spiega il mio amico di chi si tratta: polizia municipale, vigili… ah no polizia locale. Lo so, sono vecchio. I <em>gnari</em> si tranquillizzano, lei continua ad avere un color sanguigno in volto. Io finisco la mia birra, saluto da lontano e me ne vado. Gli schiamazzatori pure hanno mollato la presa, mi salutano come se fossi uno di loro: potrei essere il padre tranquillamente, purtroppo.</p>
<p>Mi riavvio ed in Piazzale Arnaldo ci sono quattro poliziotti locali, tutti bardati, non in borghese come quella che posso valutare essere il loro capo (comandante, non lo so). La sera prima erano sempre lì, a contestare sui comportamenti, a minacciare sanzioni. Mica sbagliato sia chiaro. Però mi chiedo se il pugno di ferro sia così dovuto. Certo di errori ne abbiamo fatti mille e la nostra terra è stata colpita duramente; e magari quel <em>gnaro</em> magro infilzo, con gli occhiali e che urlava manco fosse in curva nord, magari a baita se l’è vista brutta nei giorni scorsi. A 18/20 anni noi non abbiamo passato un periodo del genere, grazie a Dio. E farsi vedere credo sia più che sufficiente per tenere tranquilli i nostri <em>gnari</em> più indisciplinati. Considerazione mia personale, sia chiaro.</p>
<p>Perché vedi Piz, girare in bici e vedere ‘sta città chiusa manco fosse ferragosto tutti i giorni, è un pugno nello stomaco. Stasera sono arrivato fino in <strong>Piazzale Cesare Battisti</strong> ed ho visto un amico comune, che con un nome di fantasia chiameremo <strong>Ale W Genza</strong>: ci salutiamo, parliamo del più e del meno. Mascherina in volto, ovviamente.<br />
Ha un foglio verde sulla macchina: “Oggi ho preso due multe: sto trasferendo il materiale del <a href="https://www.facebook.com/barlatorrebrescia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">locale</a> e non c’è un buco libero nel raggio di 500 metri”. Morale della favola, parcheggio dove non si potrebbe ed <strong>inflessibilità dei tutori della legge</strong>. In una zona che, parcheggi a parte, è deserta: non c’è anima viva. Beh, fanno il loro mestiere dirai tu. E sono concorde, anche se per Ale mi spiace da matti: quanti mesi è che il locale dove lavora è chiuso? Quanti mesi è che paga l’affitto per nulla? E le spese accessorie? Avrà preso i 600,00€ delle partite iva? Utili: il 20% finirà nelle casse del comune, con un foglio di carta firmato da chi, credo (ma magari mi sbaglio), lo stipendio lo percepirà.</p>
<p>Vedi Piz, io capisco tutto, o almeno faccio finta, e capisco che senza ordine non si vada da nessuna parte. Ma allora mi domando, c’è proprio bisogno di essere così <em>gnecchi</em>? <strong>Non abbiamo già patito abbastanza?</strong> Non mi accontento Piz, vado oltre: guardando qua e là mi sono reso conto delle difficoltà che i più disagiati affrontano: <strong>i clochard della nostra città hanno cercato ripari di fortuna</strong>. Un gruppetto ha trovato rifugio sotto il porticato di via Saffi: li ho visti spesso la sera, rientrando da casa di mia mamma. Giacigli di fortuna di fronte ad attività chiuse. Ho visto gente portargli delle coperte: litigano tra di loro ogni tanto, li senti urlare dall’altra parte della strada. Stasera rientrando a casa avevano tre volanti della polizia locale di fronte.<br />
Non so dire cosa sarà successo. Non saprei nemmeno come comportarmi io se fossi in loro. Certo è che <strong>è un problema di carattere sociale</strong>, e spero che il nostro comune se ne occupi dicendogli dove andare: di sicuro hanno passato parecchio tempo lì e non credo che il passaggio delle forze dell’ordine locale possa aver dato una soluzione definitiva a questa situazione. Che perdura nel tempo un po&#8217; come la <strong>trasformazione di Brescia 2 in una sorta di Scampia a cielo aperto</strong>. Scivoli di parcheggio sotterraneo e giardinetti aperti che diventano delle <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-piazza-sei/">piazze di spaccio</a>. Capannelli di giovanotti che se ne stanno tutto il giorno in attesa, tra il parco gallo ed il parco pescheto, giustamente chiusi. Forze dell’ordine che girano e si danno il cambio: polizia locale, carabinieri, polizia ed esercito che passano ogni tanto. Ma nulla cambia, loro restano lì. Anzi sono aumentati col passare dei giorni: quasi una presa per il sedere. Azioni serie poche: arrivare, com’è successo sabato scorso, in 3 pattuglie in auto e due in moto a sirene spiegate, è stato il peggior blitz mai visto. Ovviamente arrivando così hanno trovato un ragazzone a cui chiedere l’identità, gli altri spariti nel nulla. Nulla è cambiato. Restano le bottiglie di vetro, una vista scagliare sulla macchina di una coppia di anziani signori in uscita da un supermercato della zona, durante una discussione tra i ragazzi qualche giorno fa, qualche rissa tra di loro (ma sì, sono ragazzi, hai presente come ce le suonavamo in <strong>Corso Zanardelli</strong> qualche anno fa?), e la serranda dell’ormai ex Simply sfondata da uno di questi personaggi durante un infinito controllo dei carabinieri. Con susseguente inseguimento a piedi, nonostante due autovetture da poter utilizzare (ti lascio immaginare l’epilogo dell’inseguimento).</p>
<p>Cosa dici? Sto scrivendo un pezzo di denuncia? No, semplicemente quello che ho visto con gli occhi di questa faccia. E sicuramente sono un po&#8217; stufo. Perché forse questi due mesi di quarantena, lavoro da casa, soldi che mancano e stress mi stanno usurando; e stanno usurando tanti. Non vedo buonsenso equiparato, e forse lo so che sto chiedendo troppo. Ma <em>ci vuole un po&#8217; di cico</em> nel fare le cose. E credo che la gente si stia veramente rompendo l’anima. Perché succedono cose, ma nessuno fa niente a titolo definitivo. Se non quello di vessare chi è più facile da colpire.</p>
<p>E così, amico mio, non va bene. Non va bene per niente</p>
<p>Tuo <em>Zob0n</em></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169770" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/05/Night-the-fly.-Brescia-2016.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/caro-piz-ti-scrivo-cosi-mi-distraggo-un-po/">Caro Piz ti scrivo&#8230; così mi distraggo un po&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Nostalgia Brescia. Ricordi di&#8230; Viareggio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Daniele Ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Aug 2015 09:08:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nostalgia Brescia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono passati quasi vent&#8217;anni da quell&#8217;annata indimenticabile. Era il 1996, la prima squadra militava in serie B, galleggiava a fatica nelle zone medio-basse della classifica nonostante tra le sue file militassero giocatori di un certo spessore (Sabau, Neri, Giunta , Adani, Luzardi, Saurini per citarne alcuni) guidati dal grande Lucescu prima, sostituito poi da Reja. Capitava di allenarci con loro e li osservavo. Li osservavo ancora con gli occhi di chi non ha capito che è ad un passo dal potercela fare (e forse questo mi ha fregato)&#8230; Ma poi mi guardavo intorno, guardavo i miei compagni di squadra e [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sono passati quasi vent&#8217;anni da quell&#8217;annata indimenticabile.</p>
<p>Era il <strong>1996</strong>, la prima squadra militava in serie B, galleggiava a fatica nelle zone medio-basse della classifica nonostante tra le sue file militassero giocatori di un certo spessore (<strong>Sabau</strong>, <strong>Neri</strong>, <strong>Giunta</strong> , <strong>Adani</strong>, <strong>Luzardi</strong>, <strong>Saurini</strong> per citarne alcuni) guidati dal grande <strong>Lucescu</strong> prima, sostituito poi da <strong>Reja</strong>.</p>
<p>Capitava di allenarci con loro e li osservavo. Li osservavo ancora con gli occhi di chi non ha capito che è ad un passo dal potercela fare (e forse questo mi ha fregato)&#8230; Ma poi mi guardavo intorno, guardavo i miei compagni di squadra e tra me e me pensavo: &#8220;questi ce la faranno, questi sono grandi giocatori e tutti potrebbero diventare come e più di loro&#8221;.</p>
<p>Noi eravamo la <strong>primavera del Brescia</strong>, noi avremmo vinto il <strong>torneo di Viareggio</strong>, noi avremmo distrutto la <strong>Juve</strong> in casa e ci saremmo qualificati alle finali del campionato italiano, noi siamo stati, a mio avviso, la squadra giovanile più forte che il <strong>Brescia Calcio</strong> abbia avuto.</p>
<p><strong>Pirlo</strong>, <strong>Baronio</strong>, <strong>Diana</strong>, <strong>Bonazzoli</strong>, <strong>Pavarini</strong>, sarebbe scontato dire che basterebbero questi nomi per far capire la forza di quella squadra. Ma non posso non nominare <strong>Bono</strong>, <strong>Tagliani</strong>, <strong>Archetti</strong>, <strong>Bernardi</strong>, <strong>Maffeis</strong>, <strong>Pedrocchi</strong>, <strong>Borra</strong>, <strong>Forlani</strong>, <strong>Faini Giacomo</strong>, <strong>Rigamonti</strong> e non me ne vogliano tutti gli altri che hanno fatto parte di quello storico gruppo.</p>
<div id="attachment_3376" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/08/Bresci-vince-viareggio-formazione_2.jpg"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3376" class="wp-image-3376 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/08/Bresci-vince-viareggio-formazione_2.jpg" alt="Una formazione del Brescia: In piedi: Peano, Tagliani, Forlani, Bonazzoli, Faini Giacomo. Accosciati: Archetti, Diana, Ferrari, Pirlo, Bono, Borra. " width="1024" height="681" /></a><p id="caption-attachment-3376" class="wp-caption-text">Una formazione del Brescia di quel memorabile anno. In piedi: Pavarini, Baronio, Tagliani, Pedrocchi, Bernardi, Faini Giacomo. Accosciati: Borra, Ferrari, Diana, Archetti, Gorini.</p></div>
<p>Un gruppo partito dai giovanissimi, arrivato secondo nel campionato italiano <strong>Allievi Nazional</strong>i (perdendo 1-0 in finale contro il Bari) e che dovunque è andato ha sempre fatto parlare di sé.</p>
<p>Ma parliamo di quel <strong>febbraio del 1996</strong> parliamo della 48esima edizione del Torneo di &#8220;Viareggio&#8221;.</p>
<p>Per far capire cosa è il Viareggio potremmo definirlo una sorta di Champions League per la categoria primavera.</p>
<p>Nonostante le potenzialità, non veniamo considerati molto. Quell&#8217;anno partecipavano squadre come Juve, Inter, Napoli, Bayern Monaco, Dinamo Kiev, Lazio, Roma, Torino ecc.</p>
<p><strong>Noi eravamo &#8220;solo&#8221; il Brescia.</strong></p>
<p>Credo lo pensasse anche il nostro presidente, tant&#8217;è che ci fa alloggiare in un umile albergo del capoluogo toscano che se la memoria non inganna doveva chiamarsi &#8220;il gatto nero&#8221; o &#8221; le chat noir&#8221; (poco cambia&#8230; diciamo che il nome non faceva presagire nulla di buono).</p>
<p>Probabilmente pensavano che la nostra avventura sarebbe durata una settimana (giusto la fase a gironi) per cui l&#8217;alloggio aveva poca importanza.</p>
<p>Noi siamo nel Girone 6 con <strong>Atalanta</strong>, <strong>Napoli</strong> e <strong>Pumas Messico</strong> ed in effetti non partiamo bene.</p>
<p>L&#8217;Atalanta è da sempre considerata (a ragione) uno dei migliori vivai d&#8217;Italia. Noi la conosciamo bene e la prima partita è contro di loro. Perdiamo 2-1 e non giochiamo bene. La strada si fa subito in salita e non si possono più commettere passi falsi.</p>
<p>Giochiamo contro i Pumas Messico (sconfitti precedentemente dal Napoli 2 a 1) e vinciamo 1 a 0.</p>
<p>Nell&#8217;altro match Atalanta e Napoli pareggiano.<br />
Per cui prima dell&#8217;ultima sfida, Napoli e Atalanta sono primi a 4 punti noi seguiamo a 3, i Pumas ultimi a 0.</p>
<p>Manca una partita, contro il Napoli. Restasse così la classifica saremmo eliminati e avanzerebbero Atalanta e Napoli. L&#8217;Atalanta vince ovviamente con i Pumas e si qualifica come prima&#8230; noi affrontiamo i partenopei&#8230; Vinciamo 1 a 0&#8230; Qualificati al secondo turno!</p>
<p>Gioiamo, ma con moderazione. Forse anche noi non ci rendiamo conto esattamente delle nostre potenzialità.</p>
<p>Non so se il presidente all&#8217;idea di farci prolungare il soggiorno e quindi spendere altri soldi ne fu contento&#8230; ma noi lo eravamo&#8230; eccome!!</p>
<p>Cominciano le fasi ad eliminazione diretta. A noi tocca la <strong>Juve</strong> (per la quale quell&#8217;anno diventeremo la bestia nera!).<br />
Partita ricca di emozioni ma la portiamo a casa. Vinciamo 4 a 2 e voliamo ai quarti di finale.</p>
<p>Grande gioia ma ancora lontano da noi quello che stava per accadere.</p>
<p>È stato nei quarti che forse abbiamo avuto la consapevolezza che ce l&#8217;avremmo potuta fare, che avremmo potuto far parlare di noi!</p>
<p>Ritroviamo i nostri cugini bergamaschi, con loro sempre sfide tirate e partite di alto livello. E anche in questa occasione non vengono tradite le attese.</p>
<p>Nonostante la partita nei tempi regolamentari sia finita 0-0 di emozioni ce ne sono state parecchie.</p>
<p>Si va ai supplementari, all&#8217;epoca c&#8217;era la regola del &#8220;golden goal&#8221;. Il primo tempo supplementare finisce ancora in parità. Ma fu proprio alla fine del secondo tempo supplementare che <strong>Campolonghi</strong> ci regala la vittoria e ci va volare in semifinale.</p>
<p>Ora facciamo davvero paura.</p>
<p>Apoteosi della gioia, si assapora l&#8217;impresa, ci rendiamo conto che&#8230; sì! ci siamo&#8230; possiamo fare qualcosa di straordinario&#8230; il gruppo è unito, sia chi gioca di più che chi gioca di meno&#8230; tutti uniti e con un unico obiettivo, e il nostro timoniere <strong>Adriano Cadregari</strong> (grande allenatore, grande uomo, grande personaggio), sempre bravo a non farci montare la testa e a tenerci concentrati.</p>
<p>In semifinale ci aspetta un altra squadra rivelazione, il Cesena.</p>
<p>Beh finisce 5 a 0 per noi, siamo a mille, carichi come molle, consapevoli che potremmo giocare contro chiunque che non avremmo perso.</p>
<p>Manca un ultimo ostacolo, la finale!</p>
<p>Il nostro avversario è il <strong>Parma</strong>. È arrivato all&#8217;ultimo atto eliminando squadre come Torino, Fiorentina, Lazio, Dinamo Kiev.</p>
<p>L&#8217;estremo difensore della squadra emiliana è un certo <strong>Gianluigi Buffon</strong> che è già in pianta stabile in prima squadra e che è già un fenomeno.</p>
<p>Ma quel giorno, in quella finale, altri sono stati fenomeni, altri hanno fatto passare in secondo piano il futuro<strong> numero 1 della Nazionale</strong>.</p>
<p>Il nostro <strong>Baronio</strong> ci regala una perla segnando con un pallonetto memorabile da metà campo.</p>
<p>Segnano anche <strong>Maffeis</strong> e <strong>Campolonghi</strong>.</p>
<p>Vinciamo 3 a 1, vinciamo il torneo di Viareggio per la prima e unica volta nella storia del <strong>Brescia Calcio</strong>.</p>
<p>Se non ricordo male vinciamo quasi tutti i premi possibili (miglior giocatore, miglior giovane, miglior portiere), sbanchiamo Viareggio!</p>
<p>Ed io (che ho giocato poco causa una maledetta influenza) sono lì che gioisco come un matto insieme ai miei compagni e mi rendo conto di quanto sia stato fortunato ad essere parte di questo gruppo e di essermi potuto allenarmi con così tanti giocatori, compagni, amici di uno spessore tecnico e umano fuori dal comune.</p>
<p>Si festeggia, si torna a casa da &#8220;campioni&#8221;, i giornali e la gente parlano di noi, le partite successive al San Filippo sono piene di gente, i primi procuratori si avvicinano&#8230; insomma qualcosa sta cambiando.</p>
<p>Una volta a casa il presidente organizzò una cena per complimentarsi con noi&#8230; ricordo che disse che ci avrebbe fatto avere una <strong>targa d&#8217;oro</strong> a ricordo di quell&#8217;impresa. Va beh che le poste in Italia sono lente ma dopo 20 anni&#8230; non mi è ancora arrivata (a Voi le considerazioni).</p>
<p>Quell&#8217;annata terminò con il nostro accesso alle finali italiane dopo aver sconfitto in casa La Juve (ancora una volta) per 4 a 2 (due gol del sottoscritto e uno di <strong>Pirlo</strong>) in un San Filippo stracolmo di gente.</p>
<div id="attachment_3375" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/08/Bresci-vince-viareggio-formazione.jpg"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3375" class="wp-image-3375 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/08/Bresci-vince-viareggio-formazione.jpg" alt="Una formazione del Brescia: In piedi: Peano, Tagliani, Forlani, Bonazzoli, Faini Giacomo. Accosciati: Archetti, Diana, Ferrari, Pirlo, Bono, Borra. " width="1024" height="765" /></a><p id="caption-attachment-3375" class="wp-caption-text">Una formazione del Brescia: In piedi: Peano, Tagliani, Forlani, Bonazzoli, Faini Giacomo. Accosciati: Archetti, Diana, Ferrari, Pirlo, Bono, Borra.</p></div>
<p>Ogni giocatore di quella rosa l&#8217;anno seguente giocò fra i professionisti (chi in serie A chi come me in C2) e prese la Sua strada.</p>
<p>Oggi, a distanza di 20 anni, credo che quella rosa sarebbe in toto in prima squadra e potrebbe giocarsi anche la promozione in serie &#8220;A&#8221;.</p>
<p>E a volte penso che, se da un lato avere compagni di squadra così forti sia stata una fortuna, da un lato dico &#8220;cazzo che sfiga, se fossero stati un po&#8217; meno forti magari avrei fatto più carriera&#8221;.</p>
<p>A parte le battute so di essere stato veramente fortunato e porterò sempre con me ogni attimo di quell&#8217;esperienza unica e credo sarebbe bello un giorno rivedere quella squadra insieme al &#8220;<strong>Rigamonti</strong>&#8221; per giocare ancora una partita.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-33590" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/08/Brescia-vince-viareggio_op.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/nostalgia-brescia-ricordi-di-viareggio/">Nostalgia Brescia. Ricordi di&#8230; Viareggio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>E tu&#8230; di che Pirlo sei?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Quillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Sep 2012 10:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[carmine]]></category>
		<category><![CDATA[piazza arnaldo]]></category>
		<category><![CDATA[pirlo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dimmi dove bevi e ti dirò chi sei. Eh sì perché ormai anche il Pirlo, una volta solo un semplice quanto trasversale aperitivo, l’indiscusso re dell’aperitivo alla bresciana direi, è diventato la cartina tornasole di chi siamo, o meglio, di chi vorremmo essere. Non fraintendiamoci, è sempre campari+prosecco+seltz con ghiaccio e fetta d’arancia, la differenza non sta nella ricetta, né nella mano più o meno pesante del barista che lo mesce… quanto nel luogo in cui lo si ordina. Mai come oggi, o forse è sempre stato così ma adesso lo noto di più, il banco dove beviamo ci definisce, ci [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dimmi dove bevi e ti dirò chi sei.<br />
Eh sì perché ormai anche il Pirlo, una volta solo un semplice quanto trasversale aperitivo, l’indiscusso re dell’aperitivo alla bresciana direi, è diventato la cartina tornasole di chi siamo, o meglio, di chi vorremmo essere.<br />
Non fraintendiamoci, è sempre <strong>campari+prosecco+seltz</strong> con ghiaccio e fetta d’arancia, la differenza non sta nella ricetta, né nella mano più o meno pesante del barista che lo mesce… quanto nel luogo in cui lo si ordina.<br />
Mai come oggi, o forse è sempre stato così ma adesso lo noto di più, il banco dove beviamo ci definisce, ci racconta, e come sempre succede in provincia (grande… ma pur sempre provincia), ci etichetta.<br />
Anche questa categorizzazione che proporrò  è certamente un esercizio tipicamente provinciale, ma in una città che chiama ancora froci i gay e neger chi ha la pelle nera, è più facile notare come la società,  già tra i giovani, si divida ancora per gruppi di appartenenza, molto più lontana del chilometraggio che la separa da Milano, per fare un esempio, e da quello che i colti chiamano “melting pot”, e che per noi comuni mortali si potrebbe definire solo “mescolanza”.<br />
Di razze, di gusti, di idee.<br />
Dal cui attrito e shakeraggio, anche davanti ad un aperitivo, nascono nuove idee, vengono abbattute barriere, viene coltivata la crescita.<br />
Magari arriverà anche qui prima o poi…<br />
Ma per ora la separazione è ancora rassicurante e fa tanto tradizione, in politica come nel tifo, nei gusti sessuali come, soprattutto, nelle frequentazioni sociali… e allora siamo guelfi o ghibellini, anche davanti ad un pirlo.</p>
<p><strong>IL PIRLO DI PIAZZA ARNALDO:</strong><br />
un classico della Brescia bene borhese o che aspira a farne parte.<br />
Qui il pirlo è a portata di auto, possibilmente di grossa cilindrata e lavata nel pomeriggio.<br />
Ci si saluta con “ciao vecio”, si mette la camicia bianca inamidata e il mocassino, si parcheggia in doppia fila.<br />
Ci si telefona da un bar all’altro chiedendo “dove sei?”, poi ci si aspetta, poi una volta insieme si aspetta, insieme, qualcun altro.<br />
Qui le donne sono tutte giovanissime, o vorrebbero esserlo.<br />
Qui ci sono le fighe.<br />
Da guardare, come in un acquario: a volte sembrano essere in affitto, come certe Lamborghini arancioni o viola che girano come squali intorno ad Arnaldo… che se potesse parlare!<br />
Si è tutti amici su facebook ma quando ci si incontra non si sa cosa dire.<br />
Qui i neri ci sono, ma vendono le rose e i cd tarocchi.<br />
Sotto Natale si svuota &#8220;perché sono tutti a Campiglio&#8221;.<br />
Il pirlo costa 6 euro… sì ma mangi quanto vuoi.<br />
Si passa la serata a decidere dove andare a cena, poi si va sempre nei soliti 2 posti che ti danno da mangiare dopo le 22.30.<br />
Si torna in piazza a vedere chi c’è.<br />
Ventenni viziati, trentenni pelati, quarantenni arrivati, cinquantenni divorziati.<br />
Tanti, troppi pippati.<br />
Sul muro c’è una scritta anonima che è una definizione, uno sfregio: trentenni pelati piazza Arnaldo.<br />
L’ha fatta sicuramente un comunista… o un frocio.<br />
O un frocio comunista.<br />
Si chiude al Pagodino, che&#8221;l’hanno rifatto, è uguale a prima, era strapieno, c’era figa…&#8221;</p>
<p><strong>Il PIRLO ALTERNATIVO</strong><br />
È il pirlo della <a href="https://www.facebook.com/torre.erculea" target="_blank">Torre</a>, o del <a href="http://www.trattoriagasparo.it/" target="_blank">Gasparo </a>e del <a href="http://www.osteriaalbianchi.it/" target="_blank">Bianchi</a>.<br />
È il pirlo dei radical chic, con la bicicletta, meglio se vintage.<br />
Qui si parla di musica e film (piratati) perché la cultura è di tutti, e non si paga.<br />
Qui tutti leggono, ma nessuno compra i giornali  e ci si litiga quelli del locale.<br />
In vacanza si va in un’isola della Grecia che &#8220;ti giuro a ferragosto sei in spiaggia in tre… oppure si sta a Brescia, che in agosto è stupenda e piena di iniziative e a novembre tanto poi faccio il deserto della Libia da solo a piedi&#8221;.<br />
Non ci sono le tartine ma le olive sono dop e non le trovi al supermercato.<br />
Si programma la visita alla mostra di fotografie di Tizio anche se è meglio come scatta Caio… perché quella luce calda della pellicola col digitale non riesci a riprodurla.<br />
Poi non ci si va, perché si fa tardi.<br />
Qui una volta c’era la Brescia vera, era stupendo… ora è pieno di fighetti.<br />
Stasera andiamo a sentire &#8220;le luci della centrale elettrica” che è uscito il nuovo album, ma era più bello quello vecchio.<br />
I film è meglio vederli in lingua originale perché solo così cogli certe sfumature… peccato che i cinema del centro non li proiettino… pensano solo a fare la pila e in multisala non vado perché mi fa cagare il pop-corn.</p>
<p>La verdura dal fruttivendolo indiano è squisita e costa la metà che al supermercato:<br />
E poi ha anche papaya e mango, che in insalata con i gamberetti sono deliziosi… l’ho imparato quando sono stato a Bali. Ah… non ci sei mai stato? Non vale più la pena, ora fa cagare.<br />
A cena si va al <a href="https://www.facebook.com/ilCrivelloBrescia" target="_blank">Crivello</a>, dopo cena al Cosmologo, o alla <a href="http://www.lavecchiapraga.it/" target="_blank">Vecchia Praga</a>… e poi <a href="http://www.carmentown.it/" target="_blank">Carmen town</a>.<br />
Le sigarette si rollano con tabacco e cartine… perché costano meno  e sono più buone: ora lo fanno tutti, ma io sono stato il primo.</p>
<p><strong>IL PIRLO APPARENTEMENTE “CONTAMINATO”</strong><br />
È il pirlo che si beve in luoghi che vorrebbero fondere cioè il pirlo alternativo con il pirlo di piazza Arnaldo… o almeno propongono momenti di coesistenza: il <a href="http://www.caffen2.it/" target="_blank">caffè n 2</a> in Piazza Arnaldo (venerdì sera e raramente&#8230;), la <a href="https://www.facebook.com/EldaPirleriaBrescia" target="_blank">Pirleria di Elda</a> al Carmine (venerdi e sabato all’aperitivo), il pranzo (attenti solo in quel momento!!!) del sabato al Bianchi e Gasparo.<br />
Nel cuore delle rispettive curve (piazza arnaldo e carmine) luoghi contaminati da presenze dell’altra fazione, anche se solo in certi giorni e a certe ore…</p>
<p>Ecco spiegati quegli straccioni dall’aria supponente che sono lì fuori dal caffe n 2, ma con l’aria di esserci quasi per caso, che ostentano odio per i fighetti che li circondano.<br />
Sono gli unici che sono lì perché sanno davvero quello che bevono, ovviamente, e un buon drink val bene un giro in questa monnezza… e adesso però andiamo fuori dai coioni…<br />
Che questa città fa schifo… fascisti di merda.<br />
Ecco spiegate quelle camice e quei colletti tirati su alla “Cantona” fuori da Elda, inconfondibili, con quell’aria un po’ spaesata tra le viuzze che pullulano di Egiziani, che qui non vendono cd, ma ci vivono e ci vengono a dormire alla fine della giornata.<br />
Speriamo non mi inculino la benna.<br />
Che il carmine è sì rinato grazie a Rolfi… ma non c’è un polotto in giro cazzo!<br />
Avete mai provato a versare un goccio d’olio in un bicchiere d’acqua?<br />
L’effetto è lo stesso, anche a Brescia: condivisione di un contenitore, separazione dei liquidi.<br />
Eccolo il pirlo &#8220;contaminato&#8221; alla bresciana: stesso posto, nessuna vera fusione,  purtroppo.<br />
Il bello e il buono del pirlo, quando è ben fatto invece, è che non sai dove finisce il campari e comincia il prosecco, e quando e dove interviene il selz.<br />
Farebbe schifo se un sorso fosse solo campari, e quello dopo solo acqua… o no?<br />
Mi piacerebbe  una città che imitasse il suo aperitivo principe: non così rossa per via della presenza dell’acqua e del vino, non così bianca per la presenza del campari: color pirlo insomma.<br />
Una città in cui non sapere se il ragazzo che hai a fianco a ordinare sia per forza ricco, per forza di destra, o per forza progressista superbo e di sinistra… una città in cui sia necessario parlarsi e conoscersi per sapere se ci si piace o no, e questa scelta non sia delegata per forza all’accettazione passiva di stereotipi così vecchi da essere ridicoli.<br />
Una città in cui ci interessi conoscerlo davvero, per una volta, quello che sta ordinando a fianco a noi.<br />
Ovviamente quando parlo di una città che assomigli al pirlo, intendo solo quello col Campari…<br />
quello con l’Aperol, francamente, è da froci e da fighetti!</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-900" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/04/e-tu-di-che-prilo-sei.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-pirlo-sei/">E tu&#8230; di che Pirlo sei?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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