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	<title>tamarri Archivi - odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>Settembre: buoni propositi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[QuandoSiFaBuio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 16:50:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[palestra]]></category>
		<category><![CDATA[tamarri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Così l&#8217;altra mattina mi sveglio e mi rendo conto che sono un ciccione. Com&#8217;è potuto succedere? Ho un mal di testa fottuto, la vista in bianco e nero e non posso urlare al mondo l&#8217;orrore che provo perché ho la lingua incollata al palato e parlo come il nano di Twin Peaks. Forse il ventunesimo pirlo l&#8217;avrei dovuto rifiutare, ieri sera. Cristo, sono grasso. &#8220;Com&#8217;è potuto succedere?&#8221;, mi ripeto. Scendo dal letto inforcando la motoretta da casa, la parcheggio di fronte allo specchio del bagno e mi osservo attentamente: un cumulo di adipe si è depositato a mo&#8217; di salvagente attorno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Così l&#8217;altra mattina mi sveglio e mi rendo conto che <strong>sono un ciccione</strong>.<br />
Com&#8217;è potuto succedere?<br />
Ho un mal di testa fottuto, la vista in bianco e nero e non posso urlare al mondo l&#8217;orrore che provo perché ho la lingua incollata al palato e parlo come il nano di Twin Peaks.<br />
Forse il ventunesimo <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-pirlo-sei/">pirlo</a> l&#8217;avrei dovuto rifiutare, ieri sera.</p>
<p>Cristo, <strong>sono grasso</strong>.<br />
&#8220;Com&#8217;è potuto succedere?&#8221;, mi ripeto.<br />
Scendo dal letto inforcando la motoretta da casa, la parcheggio di fronte allo specchio del bagno e mi osservo attentamente: un cumulo di adipe si è depositato a mo&#8217; di salvagente attorno alla mia persona.<br />
Afferro a due mani questo ammasso flaccido e lo modello tipo Didò: provo a creare la forma di un serpente.<br />
Poi un Boeing 737. La madonna di Lourdes. L&#8217;ano di un koala.<br />
La panza mi diventa completamente rossa a causa di tutto questo maneggiamento.<br />
Il gabibbo.<br />
Monto nuovamente in sella al mio bolide e mi trasporto in cucina per cercare dell&#8217;analcolico.<br />
Apro il frigo: dietro la costata di muflone, le birre e il gulasch c&#8217;è un tizio indiano con delle rose in mano.<br />
&#8220;Capo, non mangiarmi, io famiglia, bambini. Ti prego&#8221;, singhiozza.<br />
Cazzo ho fatto stanotte?<br />
Lo aiuto ad estrarsi dal frigo, scusandomi, e mi reco nella più vicina palestra.</p>
<p>Parcheggio a trenta metri dall&#8217;edificio e pago un tizio per portarmi a spalle fino all&#8217;ingresso: all&#8217;apertura della porta l&#8217;escursione termica è tale che l&#8217;impatto tra i due diversi microclimi crea un principio di tsunami, impedendomi di entrare e sbattendomi con violenza nel giardino della casa di fronte, di proprietà di una nota coltivatrice di rose.<br />
Bestemmiando in <a title="IL TRANCORIO, STORIA DI UNA LINGUA TUTTA BRESCIANA" href="http://www.odiopiccolo.com/il-trancorio-storia-di-una-lingua-tutta-bresciana/" target="_blank">trancorio </a>mi riavvicino tumefatto alla porta e scorgo il campanello, sopra il quale campeggia la scritta &#8220;NON aprire: suonare qui. Rischio fine del mondo&#8221;.<br />
Pigio il tasto.<br />
<img decoding="async" class=" alignright" title="Gianni Drudi" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/drudi.jpg" alt="Gianni Drudi" border="0" />Un tizio con una canotta su cui campeggia la scritta &#8220;Fiky fiky&#8221; mi fa passare attraverso una piccola camera iperbarica, al termine della quale mi ritrovo catapultato in un mondo parallelo: le casse pompano <em>Ai se eu te pego </em>a un volume illegale.</p>
<p>Il mio sguardo incrocia per un istante il completo dai colori <em>fluo</em> di una ragazza e divento per sempre astigmatico.<br />
Un tizio con dei muscoli che non possono esistere in natura canticchia tranquillamente <em>nossa nossa assim você me mata </em>mentre solleva centosettanta chili con un braccio solo: nel frattempo afferra una bottiglietta trasparente contenente un liquido blu cobalto. &#8220;<em>Gipiellerade</em>, da oggi con più ottani&#8221;, recita l&#8217;etichetta.<br />
Due tizi italiani entrano in un solarium nel quale si sta presumibilmente verificando un&#8217;aurora boreale e ne escono due minuti dopo, nigeriani.<br />
&#8220;Cocco bello, coccooo!&#8221; sento urlare in lontananza.</p>
<p><img decoding="async" class=" alignleft" title="dj Bobo" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/djbobo.jpg" alt="dj Bobo" align="left" border="0" />All&#8217;improvviso, l&#8217;apocalisse via radio.<br />
<em>Ta tata tatà&#8230;<br />
Chihuahua!</em> Urlano in coro i presenti, accompagnando il coro con un sincronizzato saltello sul posto che produce un momentaneo disallineamento dell&#8217;asse terrestre, causando un&#8217;inondazione nelle Filippine.<br />
Districandomi a fatica in questo carnevale di Rio per rincoglioniti, raggiungo la<em>reception.</em></p>
<p>-Salve, vorrei iscrivermi. Forse.<br />
&#8211; Pesi, corsa, GAG, pilates, stretching selvaggio, step, latin step, yoga estremo, aeroboxe, total fit slim, crocifissione temporanea, spinning, privazione di ossigeno al cervello, running o danza del ventre?<br />
&#8211; Ehm, non so. Vorrei dimagrire.<br />
&#8211; Facciamo il pacchetto completo?<br />
&#8211; In cosa consisterebbe?<br />
&#8211; Be’, tutto.<br />
&#8211; Tutto?<br />
&#8211; Tutto! Tutto quello che ti ho elencato per settecentosessanta euro annuali, pagabili in diciottomila rate giornaliere da un euro.<br />
&#8211; Scusa, ma diciottomila rate per un euro l&#8217;una non fa settecentosessanta.<br />
&#8211; Ah, no?<br />
&#8211; Mi pare faccia diciottomila.<br />
&#8211; Non perderti nei dettagli, l’importante è tornare ad essere in forma: e poi cos’è un euro al giorno? Un caffé, cristo! Non sei stanco di sentirti a disagio durante l’estate? Non vuoi essere più sicuro di te stesso, aumentare la fiducia nei tuoi mezzi ed essere finalmente come hai sempre desiderato? Non vuoi trombarti le fiche?<br />
&#8211; Trombarmi… le fiche? Be’, sì, certo, ma a me interesserebbe dimagrire. Cioè, sarei qui per quello, ecco.<br />
&#8211; E io che ho detto? Trombarti le fiche!<br />
<img decoding="async" class=" alignright" title="Zumba" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/zumba.jpg" alt="Zumba" align="right" border="0" />&#8211; Io avevo sentito parlare della zumba.<br />
&#8211; Ahahahahahah, la zumba! Cristo, amico, sei uno spasso.<br />
&#8211; Non capisco.<br />
&#8211; La zumba è la più grossa stronzata degli ultimi quindici anni.<br />
&#8211; Ma se per un anno si è sentito parlare sol&#8230;<br />
&#8211; Ma hai visto che roba è?<br />
Secondo te serve a qualcosa?</p>
<p>Funziona così: ogni anno ce ne inventiamo una nuova.<br />
Organizziamo i corsi, facciamo comprare alla gente il pantaloncino giusto, il reggiseno giusto, la fascia giusta, l&#8217;app per farti credere che gli altri tifino per te, e nel frattempo alimentiamo la tua incostanza, senza dimenticarci di farcirti di bibitoni e barrette. Arrivati a giugno, ad andar bene, è patta: ti va di culo se non sei ingrassato e, cosa molto importante, nel frattempo sei diventato dipendente da noi. Dal latino americano in poi, ogni anno ce n&#8217;è una nuova. Geniale, no? Ah, tanto per essere chiari: non c&#8217;è nessuno che tifa per te, chiaro? Alla gente non frega un cazzo se corri.</p>
<p>&#8211; Ma allora a che serve tutto questo circo?</p>
<p>&#8211; A rendere il tuo livello di autostima paragonabile a quelli di un operaio cinese: abbiamo una convenzione con i medici di base per la prescrizione di antidepressivi. Vedi tutta questa gente? Lo sa di non essere in forma. Si camuffa col pantaloncino e la bibita energetica, spende soldi, prende creatina, recita la parte, si fa i selfie coi pesi in mano, ma quando esce di qui mica si sente meglio, che ti credi? Ah, la quota non è rimborsabile: se verso febbraio molli, per noi è tutto guadagno. Lo so, lo so cosa stai pensando: io non sono come questi stronzi. Ma non illuderti, uscirai da qui con un abbonamento. Ora, veniamo a noi: se vuoi ti posso illustrare la novità dell&#8217;anno!</p>
<p>&#8211; No, che non voglio!<br />
&#8211; Non vuoi sapere cos&#8217;è il <em>latin wild step</em>?<br />
&#8211; No, penso che me ne andrò.</p>
<p><img decoding="async" class=" alignleft" title="dj francesco" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/djfrancesco.jpg" alt="dj francesco" align="left" border="0" />In quell&#8217;istante mi rendo conto che tutti mi stanno osservando.<br />
Una bionda prorompente si passa la lingua sulle labbra, sensualmente. Il venditore di cocco si rovescia addosso l&#8217;intera cesta mimando una doccia sexy, sussurrandomi maliziosamente &#8220;Catch me&#8221;: un pezzo di cocco gli si incastra in gola, soffocandolo.<br />
Mi passano una telefonata: è Gesù, che ci tiene ad illustrarmi i benefici del <em>latin wild step</em>.<br />
Il televisore 102 pollici impazzisce e comincia a fare autozapping: una donna nuda. Maurizio Costanzo. Un&#8217;isola caraibica. Baggio che sbaglia il rigore ai mondiali. Buddha che gioca a golf con Frodo Baggins.<br />
La radio passa <em>La canzone del capitano</em>, di DJ Francesco: sul ritornello, Buddha e Frodo mollano le mazze da golf e muovono a tempo il bacino.</p>
<p>Sono sconvolto: vedo cose che non esistono, come quei tizi a Medjugorje.</p>
<p>&#8211; Allora, davvero non vuoi sapere che cos&#8217;è?</p>
<p>Non so nemmeno più come mi chiamo: &#8220;Spara&#8221;, blatero.</p>
<p>&#8211; Un’equipe di scienziati del Massachussets ha dimostrato che fare del normale step con l’aggiunta di un aggeggio di gomma nell&#8217;ano aumenta il consumo di calorie del 34,6%, che raggiunge punte del 35,2% se gli esercizi vengono accompagnati da musica peruviana. <em>Et voilà</em>: Latin Wild Step!</p>
<p>&#8211; E che differenze ci sarebbero rispetto alla zumba?<br />
&#8211; Be’, in questo caso, quando arriverà giugno, quella di averlo preso nel culo non sarà una semplice sensazione.</p>
<p>&#8211; Quanto hai detto che costa iscriversi?</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-13380" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/04/settembre-buoni-propositi.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/i-buoni-propositi-di-settembre/">Settembre: buoni propositi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Italia, la periferia di Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Oliva]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Mar 2014 10:03:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia fuori]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>E poi a Milano c’è tutto. Tu non puoi capire, sei di Brescia. Nanni Moretti intonerebbe:Tutto. Ma che cosa vuol dire questo Tutto? La verità è che i milanesi, passato Pioltello, credono che ci siano terre sconfinate di primitive civiltà arretrate. E ne sono anche un po’ curiosi: Chissà come si comportano gli indigeni provinciali nel loro habitat naturale? Nella loro ispezione divertita, applicano una pura osservazione darwiniana sui penisolani della landa desolata (tutta l’Italia, fuori Milano), di come riescano ad apprendere e ad adattarsi in questi territori deprivati. Rimangono increduli nel vedere che, nonostante i provinciali non abbiano a [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/italia-la-periferia-di-milano/">Italia, la periferia di Milano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><em><img decoding="async" class=" alignright" title="Homo Brescianus e Homo Milanesus " src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/oliva/condi_homo-brescianus-homo-.jpg" alt="Homo Brescianus e Homo Milanesus " border="0" />E poi a Milano c’è tutto. Tu non puoi capire, sei di Brescia.<br />
</em></strong>Nanni Moretti intonerebbe:<em>Tutto. Ma che cosa vuol dire questo Tutto?</em></p>
<p>La verità è che i milanesi, passato Pioltello, credono che ci siano terre sconfinate di primitive civiltà arretrate. E ne sono anche un po’ curiosi:</p>
<p><em>Chissà come si comportano gli indigeni provinciali nel loro habitat naturale?</em></p>
<p>Nella loro ispezione divertita, applicano una pura osservazione darwiniana sui penisolani della landa desolata (tutta l’Italia, fuori Milano), di come riescano ad apprendere e ad adattarsi in questi territori deprivati.<br />
Rimangono increduli nel vedere che, nonostante i provinciali non abbiano a portata di mano un centinaio di ristoranti fusion, riescano a procurarsi cibo senza dover per forza cacciare di buon mattino lungo crinali impervi.</p>
<p>Prendendo atto che anche fuori Milano esiste una vita mediata dal pensiero astratto, riformulano le osservazioni con l’inflazionatissima:<br />
<em>Si, ma Milano è molto più cara.<br />
</em>La frase che sigilla ogni conversazione e che porta con sè il seguente significato di evoluzione umana: se io riesco a vivere a Milano, nonostante i prezzi altissimi per ogni cagata, sta a significare che me lo posso permettere. Questo fa di me un essere superiore, che fa finta di non essere soggiogato dal vile denaro, ma attraverso lo snobismo di quest’ultimo, si eleva.</p>
<p>Ma ci sono anche altri due ritriti leitmotiv meneghini:</p>
<p><em>A Milano è difficilissimo trovare parcheggio</em>.<em> Non hai idea di quante multe arrivo a prendere in un mese.</em> E poi ti guardano con fiero e superbo autocompiacimento.<br />
Dal momento che è complicato trovare i sottintesi tra “imparcheggiabilità” e sproporzionato senso di orgoglio, l’aborigeno provinciale con finto tono invidioso si limita a un:<em> Ma che culo!</em></p>
<p><em>Milano è bellissima, ma bisogna viverla per capire.</em><br />
Quindi è una città che ci tiene a celare il proprio splendore all’occhio estraneo.<br />
Bizzarro. O forse è una semplice legge dei grandi numeri? Più che altro è l’enormità stessa a diventare bellezza, facendo affezionare il milanese non alle incantevoli (e scarse) nicchie disseminate qua e là, ma alla connessione tra esse.<br />
Perché il concetto di bellezza a Milano significa semplicemente “tanta roba”.</p>
<p>E la “tanta roba” ha un prezzo alto. Come giustamente sostiene Atkinson, il costo è determinato dalle innumerevoli occasioni che ti puoi creare. Quindi, se esiste uno stesso locale “Gigi il Troione” sia a Milano, sia a Brescia, è chiaro che a Milano costerà il doppio a parità di servizio. Il Plus è determinato dal fatto che potrei incontrare nel capoluogo persone che potrebbero essere utili a realizzarmi (contatti), mentre a Brescia potrei tutt’al più imbattermi nella mia ex compagna delle medie.<br />
In questo caso, “realizzazione” riguarda solo lo status di rango lavorativo nei settori impalpabili, come la comunicazione e l’arte, perché, parliamoci chiaro, nelle questioni scientifiche, la logica è tutt’altra.<br />
Quindi, risiedere a Milano è una sorta d’investimento. Un ottimo investimento. Certo, tra i 18 e i 30 anni. Dopodichè, se non sei riuscito a ritagliarti lo spazio che volevi, fattene una ragione! Perché sarà a quel punto che Milano non avrà più nulla da darti, ma solo da toglierti.</p>
<p>Ma che cosa c’è “anche” in questo Tutto milanese?<br />
Le più ovvie contraddizioni:</p>
<p><strong>La simpaticissima settimana della moda<br />
</strong>Ed è subito paradosso, perché la maggior parte dei milanesi, se non appartiene alle alte sfere del consumismo, si veste da H&amp;M oppure si veste in un più dispendioso “stile H&amp;M”: l’archetipo del pessimo gusto.<br />
Ma d’altra parte, è una questione di eredità culturale. Così come l’alta sartoria trae le sue radici dal Veneto, così il milanese, in ogni epoca, si ritrova a declinare lo stile del paninaro.</p>
<p><strong><img decoding="async" class="caption aligncenter" title="MASSIMO GRADO DELL’EVOLUZIONE DELLA SPECIE" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/oliva/massimo-grado-dellevoluzione-della-specie_web.jpg" alt="MASSIMO GRADO DELL’EVOLUZIONE DELLA SPECIE" border="0" /></strong></p>
<p><strong>La natura confezionata<br />
</strong>A Milano (ma in realtà in tutte le città, nei paesi non sono ancora così ingenui) c’è anche la pretenziosa illusione del Bio.<br />
Il cittadino vive tutto il giorno avvolto dallo smog, macro e micro particelle inquinanti, aria scolorita, acqua fintamente potabile ma&#8230; si lava il viso con la cremina dolce alla calendula e finocchietto. <em>E’ tutta naturale, sai?<br />
</em>Lo immagino.<br />
L’illusione di comprarsi la “natura” dentro i tubetti di plastica.</p>
<p><em>Ciò che proviene dalla natura è buono, ciò che proviene dall’uomo è cattivo.</em></p>
<p>Eppure da quando l’uomo ha iniziato a manipolare l’ambiente, l’età media di sopravvivenza si è spostata dai 35 ai 71 anni d’età. Come ce lo spieghiamo?<br />
Il Bio e la filosofia orientale da condominio, diventano l’escamotage per sopravvivere nella maxi urbe. Per non sentirsi incatenati da questo becero sistema occidentale, si prende posizione affermando una superiorità spirituale che va oltre i confini territoriali della gabbia metropolitana.</p>
<p><em>Sono a Milano, ma sono altrove. Tipo dentro me, ma anche fuori da tutto.</em></p>
<p>E’ anche vero che, in fondo, quale città non ha i propri Coleridge metropolitani, infiocchettati da fricchettoni griffati con i pensierini new age di vetusta generazione?<br />
Un modo come un altro per snaturalizzare la natura stessa, riducendola a un prodotto soggiogato dalla logica del marketing.</p>
<p><strong>L’orgoglio dell’emigrato<br />
</strong>Ma che cosa ci può essere di più bizantino di un milanese purosangue?<br />
Un bresciano che si è trasferito a Milano: una volta che il fu indigeno è riuscito a compiere l’impervio viaggio di 45 minuti con il trenino fino alla stazione centrale del capoluogo lombardo, si sente rinvigorito dal bombardamento di nuovi stimoli creativi.<br />
E che cosa se ne fa di tutti questi input? Li metti a frutto: sottolinea ai trogloditi di periferia che oggi (se solo volesse!) potrebbe fare cose interessantissime.</p>
<p>Ma poi, ogni tanto, torna all’ovile:<br />
<em>E allora che cosa si fa di bello qui questo week end?<br />
</em>Tradotto:<em> Dai, fatemi divertire!<br />
</em>La plebaglia aborigena, esternamente abbozza un cordiale sorriso, mentre internamente un raffinato <em>Ma vaff…</em></p>
<p><img decoding="async" class="caption aligncenter" title="CULMINE DEL DIVERTIMENTO BRESCIANO" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/oliva/culmine-del-divertimento-bresciano_web.jpg" alt="CULMINE DEL DIVERTIMENTO BRESCIANO" border="0" /></p>
<p>E comunque, nonostante un periferico si stabilisca a Milano, possono passare anche lustri, ma verrà sempre percepito come un Neanderthal tra i Sapiens, per un unico ed esclusivo fattore:<br />
<em>C’ha l’accento strano.<br />
</em>Quindi, il bresciano potrà intraprendere qualsiasi discorso, ma verrà prontamente interrotto dalla domanda:<br />
<em>Minchia, ma sei di Bergamo?<br />
</em>Poi, il milanese, non presterà la minima attenzione alla risposta, in quanto superflua.</p>
<p>Nell’orgoglio dell’emigrato risiede anche la commuovente illusione che a lui, l’accento bresciano, ormai non si senta più:<br />
<em>Quando conosco qualcuno mi chiede sempre di dove sono perché proprio non si capisce.<br />
</em>Nel credere di essere l’unica eccezione, non si accorge che lo stanno prendendo per il culo.</p>
<p><em>Minchia, ma sei di Brescia! Oh, pensa che l’accento di quelle zone mi è sempre piaciuto un casino!<br />
</em>Questa è la seconda presa per il culo.</p>
<p>Detto questo, la verità è che a me Milano piace moltissimo. Davvero.<br />
Solo che non ci vivrei mai. Vado e torno.<br />
Proprio per la questione che c’è Tutto. E il Tutto comprende anche quello che non voglio.<br />
Ed io, personalmente, sono una fan della media stimolazione ambientale.</p>
<p>Quindi, residenti dell’emancipato capoluogo del mondo, non chiedetemi più come faccio a vivere a Brescia, come se dovessi fornire una valida giustificazione che fate finta di non comprendere.<br />
E no, la risposta non è che tutti gli italiani non riescono a starci in quella città!</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-350" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/03/195846035-a7520d67-6fc2-4899-96de-8fa1c4b73177.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/italia-la-periferia-di-milano/">Italia, la periferia di Milano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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