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	<title>uomini Archivi - odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
	<lastBuildDate>Thu, 25 Jun 2015 17:15:26 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Bussano alla porta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Pizzocolo]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 25 Jun 2015 09:39:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage fotografici]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Where are you, my friend Nasenaldeen? Ce l’hai fatta a raggiungere Calais in bicicletta? O sei stato arrestato dalla polizia, e magari consegnato al Front Nacional per imparare l’accoglienza? E voi &#8211; Sema, Njad e Monja &#8211; che ne è stata della vostra fragilità, del vostro sguardo timido? Biniam, sei riuscito a indossare le scarpette da calcio trovate tra i vestiti della Caritas? Hai già esultato per il primo gol in un campetto di periferia? Arrivando sulla scogliera presso il valico di frontiera di Ponte Santo Ludovico, nella frazione Grimaldi di Ventimiglia, qualcosa a cui non riesci ancora a dare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Where are you, my friend Nasenaldeen? Ce l’hai fatta a raggiungere <strong>Calais</strong> in bicicletta? O sei stato arrestato dalla polizia, e magari consegnato al <strong>Front Nacional</strong> per imparare l’accoglienza? E voi &#8211; <strong>Sema</strong>, <strong>Njad</strong> e <strong>Monja</strong> &#8211; che ne è stata della vostra fragilità, del vostro sguardo timido? <strong>Biniam</strong>, sei riuscito a indossare le scarpette da calcio trovate tra i vestiti della <strong>Caritas</strong>? Hai già esultato per il primo gol in un campetto di periferia?</p>
<p>Arrivando sulla scogliera presso il valico di frontiera di <strong>Ponte Santo Ludovico</strong>, nella frazione <strong>Grimaldi</strong> di <strong>Ventimiglia</strong>, qualcosa a cui non riesci ancora a dare un nome inizia a sgretolare lentamente le tue normali coordinate cognitive: da una parte la fila di auto e motociclette, in gran parte guidate da turisti, che passano il confine come se nulla fosse, dall&#8217;altra un silente accampamento di profughi africani, coloratissimo tra lunghi teli di plastica e ombrelloni da spiaggia. Ma non è questo a disorientarti, in realtà. Perché tu <i>sai</i> che lì ci sono persone scappate dal sangue e dalla guerra, ma da lontano ti sembra semplicemente una normale riviera mediterranea a fine giugno, affollata da una moltitudine di persone giunte per godersi il mare e prendere la tintarella. Ti ritrovi così a guardare questo simbolo di felicità e benessere, sapendo che nasconde dentro di sé un abisso. È un cortocircuito che stordisce, è <strong>Alex di Arancia Meccanica</strong> che massacra a calci una donna cantando “<em>Singing in the rain</em>”. Peccato che non sia un film.</p>
<div id="attachment_2971" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2971" class="wp-image-2971 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/8-migranti.jpg" alt="Nasenaldeen (Sudan)" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2971" class="wp-caption-text">Nasenaldeen (Sudan)</p></div>
<p>Poi ti avvicini, a passi lenti e che vorresti rispettosi, come quando superi un casa colma di gente per una veglia funebre. Sono le sette di mattina, tanti ancora dormono. I pochi svegli sono sopratutto ragazzi, che masticano un po’ di inglese — come me, d’altronde. Il primo che incontro è <strong>Nasenaldeen</strong>, scappato dal <strong>Darfur</strong> a 25 anni, mi chiede se gli do una mano a parlare con un ciclista francese. Vuole sapere quanto costa la sua bicicletta: 2.500 euro. “Ma non faceva prima a comprarsi una macchina con quei soldi?”, mi chiede. Probabilmente ha un’auto che ne costa 60, 70.000, ma questo non sto a spiegarglielo. I 500 euro che lui ha messo da parte per la traversata col barcone non valgono nemmeno l’impianto stereo.</p>
<p><strong>Nasen</strong> vuole una bici per andare a <strong>Calais</strong>, dove cercherà di attraversare la <strong>Manica</strong> per cercare lavoro in <strong>Inghilterra</strong>. Mi chiede quanto tempo ci vuole. “Credo una settimana”, rispondo. E’ entusiasta, pensava ci volessero molti più giorni. <strong>Nasen</strong> ha gli occhi umidi e stanchi, di chi ha la febbre, gli occhi di un uccello ferito che guarda verso il cielo. Il suo volto esprime gioia, la gioia di chi è stremato ma a un passo dal traguardo: il suo viaggio dura ormai da tre mesi, ha visto tanto di quella merda &#8211; prima e dopo la partenza &#8211; che non lo demoralizzano certo una trentina di poliziotti in divisa. Gli dico che tanti suoi amici stanno passando da un sentiero sulle montagne, poi lo saluto. Un’ora dopo tornerò a cercarlo, pensando: “Lo porto io a Parigi, in autostrada non ci sono controlli, al massimo racconto che ha fatto l’autostop. Una volta arrivati, lo lascio lì e mi fermo a dormire da mia cugina”. L’ho cercato in lungo in largo, di lui nessuna traccia. Spero che abbia attraversato la montagna, con la sua sola speranza sulle spalle. Spero che ora stia pedalando su una bicicletta sgangherata e che stia facendo incazzare i francesi, come e più di <strong>Bartali</strong>. Un <i>Tour</i> che passerà alla storia.</p>
<div id="attachment_2976" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2976" class="wp-image-2976 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/17-migranti.jpg" alt="Ogni tanto sbuca un piede, una gamba, e i corpi sono talmente ammucchiati che a malapena capisci a chi appartengono." width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2976" class="wp-caption-text">1.2.3.4.5. &#8211; Ogni tanto sbuca un piede, una gamba, una mano, e i corpi sono talmente ammucchiati che a malapena capisci a chi appartengono.</p></div>
<div id="attachment_2975" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2975" class="wp-image-2975 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/15-migranti.jpg" alt="Ogni tanto sbuca un piede, una gamba, e i corpi sono talmente ammucchiati che a malapena capisci a chi appartengono." width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2975" class="wp-caption-text">2.</p></div>
<div id="attachment_2977" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2977" class="wp-image-2977 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/35-migranti.jpg" alt="Ogni tanto sbuca un piede, una gamba, e i corpi sono talmente ammucchiati che a malapena capisci a chi appartengono." width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2977" class="wp-caption-text">3.</p></div>
<div id="attachment_2974" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2974" class="wp-image-2974 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/4-migranti.jpg" alt="Ogni tanto sbuca un piede, una gamba, e i corpi sono talmente ammucchiati che a malapena capisci a chi appartengono." width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2974" class="wp-caption-text">4.</p></div>
<div id="attachment_2973" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2973" class="wp-image-2973 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/3-migranti.jpg" alt="Ogni tanto sbuca un piede, una gamba, e i corpi sono talmente ammucchiati che a malapena capisci a chi appartengono." width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2973" class="wp-caption-text">5.</p></div>
<p>Sugli scogli si cuoce. Nell’aria odore di plastica bruciata. Sono i teloni usati per fare ombra, cotti dal sole. Sotto, decine e decine di persone ammassate l’una sull’altra. Tra una coperta e un pezzo di cartone, ogni tanto spunta una mano e un piede, che manco sapresti dire a chi appartiene. Illusione di arti mozzati. Salti da un masso all’altro: nelle fessure immondizia abbandonata e feci. Un’indicibile mancanza di umanità, figlia di due governi che fanno politica sulla pelle delle persone (come un leghista qualunque), ha creato tutto questo.<br />
Sotto qualche ombrellone a righe, c’è anche chi ha preferito dormire da solo, e ancora riposa avvolto in una coperta o in un lenzuolo. Fantasma, spettro, una sofferenza così remota e così a portata di mano, quasi da potersi sporcare di sangue. Ho le mani sporche di sangue.</p>
<div id="attachment_2981" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2981" class="wp-image-2981 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/31-migranti.jpg" alt="Sulla destra, il confine francese" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2981" class="wp-caption-text">Sulla destra, il confine francese</p></div>
<div id="attachment_2980" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2980" class="wp-image-2980 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/29-migranti.jpg" alt="Gran Hotel sull’abisso" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2980" class="wp-caption-text">1.2.3. &#8211; Gran Hotel sull’abisso</p></div>
<div id="attachment_2978" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2978" class="wp-image-2978 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/13-migranti.jpg" alt="Gran Hotel sull’abisso" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2978" class="wp-caption-text">2.</p></div>
<div id="attachment_2979" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2979" class="wp-image-2979 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/18-migranti.jpg" alt="Gran Hotel sull’abisso" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2979" class="wp-caption-text">3.</p></div>
<p><strong>Ventimiglia</strong> è uno dei capitoli più tristi della storia repubblicana, un’infamia che raggiunge i livelli delle bombe neofasciste di <strong>piazza Loggia</strong> e <strong>piazza Fontana</strong>. Anche oggi, come allora, un governo colpevole. Non importa che sia stata la <strong>Francia</strong> a violare <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Accordi_di_Schengen" target="_blank">Schengen </a>o gli <strong>accordi di Dublino</strong>. Le gare di disumanità le facevano i nazisti, e sarebbe stato bello lasciarle a loro. Per montare una tendopoli in un parcheggio poco distante alla scogliera, con bagni chimici e tutto il resto, la protezione civile avrebbe impiegato 5-6 ore, non di più. Trecento persone, non un milione. Ma ora in TV c’è l’invasione degli zombie africani, orde e orde fuori controllo. Peccato che nei primi 6 mesi di quest’anno siano sbarcate 6.000 persone in meno rispetto al 2014, ma si vede che allora non erano telegeniche: c’era il <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Patto_del_Nazareno" target="_blank">patto del Nazareno</a>, <strong>Salvini</strong> non era un delfino ma rubava voti. Salotti proibiti.</p>
<div id="attachment_2984" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2984" class="wp-image-2984 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/25-migranti.jpg" alt="Sotto queste tendo dormono un centinaio di persone" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2984" class="wp-caption-text">Sotto queste tendo dormono un centinaio di persone.</p></div>
<div id="attachment_2983" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2983" class="wp-image-2983 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/12-migranti.jpg" alt="Sullo sfondo è ben visibile Mentone e la chiesa di San Michele Arcangelo, proclamato patrono e protettore della Polizia da Papa Pio XI" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2983" class="wp-caption-text">Sullo sfondo è ben visibile Mentone e la chiesa di San Michele Arcangelo, proclamato patrono e protettore della Polizia da Papa Pio XI.</p></div>
<p>Sono rimasto nell&#8217;accampamento per circa quattro ore. Ho scattato foto, parlato con diverse persone, ragazzi i più propensi ad attaccare bottone, anche per via dell’inglese. Non scorderò mai il piccolo <strong>Biniam</strong>, in fuga dall&#8217;<strong>Eritrea</strong>, che lavava le sue scarpette da calcio con l’acqua di mare. <strong>Tris</strong> che cammina sotto il sole con il suo sinuoso corpo di ragazzo, un fascio di nervi, facendo ruotare l’ombrello come una dama inglese dell’Ottocento. O ancora mamma <strong>Njad</strong>, con le due giovani figlie <strong>Sema</strong> e <strong>Monja</strong>, sedute una di fianco all&#8217;altra senza dire parola, come ad aspettare un treno per andarsene via.</p>
<div id="attachment_2988" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2988" class="wp-image-2988 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/32-migranti.jpg" alt="Sema, Njad e Monja (Sudan). Il sorriso timido di Monja, il volto incorniciato dal velo, lo sguardo fisso in camera: una bellezza irresistibile, piena di amore e di segreto." width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2988" class="wp-caption-text">Sema, Njad e Monja (Sudan). Il sorriso timido di Monja, il volto incorniciato dal velo, lo sguardo fisso in camera: una bellezza irresistibile, piena di amore e di segreto.</p></div>
<div id="attachment_2990" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2990" class="wp-image-2990 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/39-migranti.jpg" alt="La casa di Sema, Njad e Monja" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2990" class="wp-caption-text">La casa di Sema, Njad e Monja.</p></div>
<div id="attachment_2986" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2986" class="wp-image-2986 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/9-migranti.jpg" alt="Biniam (Eritrea)." width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2986" class="wp-caption-text">Biniam (Eritrea).</p></div>
<div id="attachment_2991" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2991" class="wp-image-2991 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/11-migranti.jpg" alt="Le scarpe da calcio di Biniam." width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2991" class="wp-caption-text">Le scarpe da calcio di Biniam.</p></div>
<div id="attachment_2987" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2987" class="wp-image-2987 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/10-migranti.jpg" alt="Emane (Eritrea), amico inseparabile di Biniam, visibilmente malato" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2987" class="wp-caption-text">Emane (Eritrea), amico inseparabile di Biniam, visibilmente malato.</p></div>
<div id="attachment_2989" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2989" class="wp-image-2989 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/33-migranti.jpg" alt="Tris (Libia) e il suo ombrello" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2989" class="wp-caption-text">Tris (Libia) e il suo ombrello.</p></div>
<p>Quando me ne sono andato da <strong>Ponte Santo Ludovico</strong>, mi son recato in centro. Sudato, un caldo opprimente, in cerca di un tavolino e di una birra. Dovevo scrivere qualcosa, riordinare i pensieri. Davanti a me l’orizzonte di un mare blu: chi nuotava, chi giocava in spiaggia, e le trentenni corpoduro immobili a prendere il sole. Puzzavo, appiccicavo, la salsedine sulla pelle: tutto il mio corpo implorava un tuffo, una nuotata. Non ce l’ho fatta. Sentivo di odiare quell’acqua cristallina, i morti annegati che cela, un arazzo disteso sulla disperazione. Quando il sangue colorerà di rosso l’intero Mediterraneo, forse smetteremo di interrogarci se sia giusto o meno chiudere le frontiere. Credo non si arriverà a tanto. A Ventimiglia la guerra è arrivata nelle nostre strade e ora bussa alla porta: <i>toc-toc, toc-toc</i>… un rumore sordo e soffocato, sempre più forte.</p>
<div id="attachment_2999" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2999" class="wp-image-2999 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/27-migranti.jpg" alt="Un profugo indossa una maglietta del PCF, con su stampata una macabra ironia: “Mon pays c'est ici”, oltre al consunto “Liberté, Égalité, Fraternité”. Nella foto sotto, la versione aggiornata." width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2999" class="wp-caption-text">Un profugo indossa una maglietta del PCF, con su stampata una macabra ironia: “Mon pays c&#8217;est ici”, oltre al consunto “Liberté, Égalité, Fraternité”. Nella foto sotto, la versione aggiornata.</p></div>
<div id="attachment_3003" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3003" class="wp-image-3003 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/34-migranti.jpg" alt="migranti" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-3003" class="wp-caption-text">LiberQUE? EgaliQUI? FraterniQUAND?</p></div>
<div id="attachment_3000" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3000" class="wp-image-3000 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/28-migranti.jpg" alt="Il bagno, la mattina" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-3000" class="wp-caption-text">Il bagno, la mattina.</p></div>
<div id="attachment_2995" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2995" class="wp-image-2995 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/16-migranti.jpg" alt="Chissà se i bambini del Sudan sanno cos’è un orso." width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2995" class="wp-caption-text">Chissà se i bambini del Sudan sanno cos’è un orso.</p></div>
<div id="attachment_2996" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2996" class="wp-image-2996 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/19-migranti.jpg" alt="I vestiti si lavano sulle rocce, utilizzando l’acqua delle bottiglie" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2996" class="wp-caption-text">I vestiti si lavano sulle rocce, utilizzando l’acqua delle bottiglie.</p></div>
<div id="attachment_2994" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2994" class="wp-image-2994 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/6-migranti.jpg" alt="Il giocattolo abbandonato da un bambino, a fianco di un pezzo di pane" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2994" class="wp-caption-text">Il giocattolo abbandonato da un bambino, a fianco di un pezzo di pane.</p></div>
<div id="attachment_2997" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2997" class="wp-image-2997 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/21-migranti.jpg" alt="Le comode brande messe a disposizione dallo Stato italiano" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2997" class="wp-caption-text">1.2.3. &#8211; Le comode brande messe a disposizione dallo Stato italiano.</p></div>
<div id="attachment_2998" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2998" class="wp-image-2998 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/22-migranti.jpg" alt="Le comode brande messe a disposizione dallo Stato italiano" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2998" class="wp-caption-text">2.</p></div>
<div id="attachment_3005" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3005" class="wp-image-3005 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/38-migranti.jpg" alt="Le comode brande messe a disposizione dallo Stato italiano" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-3005" class="wp-caption-text">3.</p></div>
<div id="attachment_3004" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3004" class="wp-image-3004 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/37-migranti.jpg" alt="Una signora di circa 60 anni, in cerca di vestiti" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-3004" class="wp-caption-text">Una signora di circa 60 anni, in cerca di vestiti.</p></div>
<div id="attachment_2992" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2992" class="wp-image-2992 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/1-migranti.jpg" alt="Messaggi inascoltati" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2992" class="wp-caption-text">1.2. &#8211; Messaggi inascoltati.</p></div>
<div id="attachment_2993" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2993" class="wp-image-2993 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/2-migranti.jpg" alt="Messaggi inascoltati" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-2993" class="wp-caption-text">2.</p></div>
<div id="attachment_3001" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3001" class="wp-image-3001 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/30-migranti.jpg" alt="Su queste montagne passò Sandro Pertini per fuggire dal fascismo nel 1925. Su queste montagne c’è il passo del Cornà, attraversato – dal marzo ’39 al maggio ’40 – dagli ebrei costretti a lasciare l’Italia a causa delle leggi razziali. Gli stessi sentieri sono ora percorsi dai profughi che cercano di oltrepassare il blocco delle frontiere." width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-3001" class="wp-caption-text">1.2. &#8211; Su queste montagne passò Sandro Pertini per fuggire dal fascismo nel 1925. Su queste montagne c’è il passo del Cornà, attraversato – dal marzo ’39 al maggio ’40 – dagli ebrei costretti a lasciare l’Italia a causa delle leggi razziali. Gli stessi sentieri sono ora percorsi dai profughi che cercano di oltrepassare il blocco delle frontiere.</p></div>
<div id="attachment_3014" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/40-migranti.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3014" class="wp-image-3014 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/40-migranti.jpg" alt="Su queste montagne passò Sandro Pertini per fuggire dal fascismo nel 1925. Su queste montagne c’è il passo del Cornà, attraversato – dal marzo ’39 al maggio ’40 – dagli ebrei costretti a lasciare l’Italia a causa delle leggi razziali. Gli stessi sentieri sono ora percorsi dai profughi che cercano di oltrepassare il blocco delle frontiere." width="750" height="500" /></a><p id="caption-attachment-3014" class="wp-caption-text">2.</p></div>
<div id="attachment_3007" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3007" class="wp-image-3007 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/24-migranti.jpg" alt="Come dopo un naufragio, sugli scogli decine e decine di vestiti distesi ad asciugare" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-3007" class="wp-caption-text">Come dopo un naufragio, sugli scogli decine e decine di vestiti distesi ad asciugare.</p></div>
<div id="attachment_3008" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3008" class="wp-image-3008 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/36-migranti.jpg" alt="Un ragazzo si è addormentato con la penna in mano. Una preghiera" width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-3008" class="wp-caption-text">Un ragazzo si è addormentato con la penna in mano. Una preghiera.</p></div>
<div id="attachment_3006" style="width: 760px" class="wp-caption alignnone"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3006" class="wp-image-3006 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/14-migranti.jpg" alt="Una donna si sistema i capelli. Un gesto di vanità femminile, e la vita continua." width="750" height="500" /><p id="caption-attachment-3006" class="wp-caption-text">Una donna si sistema i capelli. Un gesto di vanità femminile, e la vita continua.</p></div>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-29700" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/5-migranti.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/bussano-alla-porta/">Bussano alla porta</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Secco</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Bonera]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Feb 2014 12:59:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Secco. Usciva di notte, cercava la strada, aveva una gran sete. Giocava a pallone, spesso, e le sue corse erano famose, i suoi piedi no. Tutto quello che sapeva fare era correre, e uscire di notte, e cercare la strada, e bere. Se qualcuno parlava con lui non lo faceva una seconda volta. Ma a lui bastava. Pensava che la vita fosse tutto uno sbadiglio, ed un gonfior di fegato. Usciva di notte, cercava la strada, aveva una gran sete. Poi conobbe lei. Era una ragazzina, quando la incontrò. Smise di correre, di uscire di notte, di cercare la strada. [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Secco.<br />
</strong>Usciva di notte, cercava la strada, aveva una gran sete.<br />
Giocava a pallone, spesso, e le sue corse erano famose, i suoi piedi no.<br />
Tutto quello che sapeva fare era correre, e uscire di notte, e cercare la strada, e bere.<br />
Se qualcuno parlava con lui non lo faceva una seconda volta.</p>
<p>Ma a lui bastava.</p>
<p>Pensava che la vita fosse tutto uno sbadiglio, ed un gonfior di fegato.<br />
Usciva di notte, cercava la strada, aveva una gran sete.</p>
<p>Poi conobbe lei.<br />
Era una ragazzina, quando la incontrò.<br />
Smise di correre, di uscire di notte, di cercare la strada.</p>
<p>E un pomeriggio estivo, di quelli in cui non trovi neanche un semaforo rosso,<br />
le raccontò la sua vita, le sue corse, le sue notti, la sua strada, le sue bevute.</p>
<p>Dopo averle detto tutto la guardò negli occhi, le carezzò le guance con tutte due le mani,<br />
scese sul collo e cominciò a stringere forte.</p>
<p>Lei fu colta di sorpresa, lui stringeva troppo forte.<br />
Soffocò. La spogliò, là dove si trovavano, mise mano ai pantaloni e la chiavò.</p>
<p>Ricominciò ad uscire di notte, a giocare a pallone, a correre per trovare la strada e a bere.<br />
E se qualcuno parlava con lui, non lo faceva una seconda volta.<br />
Ma a lui bastava.</p>
<p>Da “<em>Come il morso di un cane</em>”, 2011, Alfredo Bonera©2011.</p>
<p>P.S.: Ciò che Emoziona Te, Emoziona anche Me?</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-26430" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/secco.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/secco/">Secco</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>E già non è più buio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Bonera]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 15 Jan 2014 12:53:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[donne]]></category>
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		<category><![CDATA[uomini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>M&#8217;innamorai di lei perché faceva freddo. Voglio dire: la temperatura rigida di quell&#8217;inverno ci regalò una serata intensa. Un divano, una coperta, gli amici ubriachi che ballano, e noi due seduti l&#8217;uno accanto all&#8217;altra a sorseggiar pensieri liberi, spontanei, onesti. Il primo bacio il mattino dopo, al risveglio, il mio, per la precisione, lei sfiorò le mie labbra e dolcemente mi sussurrò di svegliarmi, era pieno giorno e dovevamo sistemare l&#8217;appartamento. Il suo, come sua era la festa della sera prima. Tutti gli altri andati, spariti, perduti in dondolii alcolici. Realizzato d’essere ancora vivo, e sveglio, ed ecco il primo, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>M&#8217;innamorai di lei perché faceva freddo. Voglio dire: la temperatura rigida di quell&#8217;inverno ci regalò una serata intensa. Un divano, una coperta, gli amici ubriachi che ballano, e noi due seduti l&#8217;uno accanto all&#8217;altra a sorseggiar pensieri liberi, spontanei, onesti. Il primo bacio il mattino dopo, al risveglio, il mio, per la precisione, lei sfiorò le mie labbra e dolcemente mi sussurrò di svegliarmi, era pieno giorno e dovevamo sistemare l&#8217;appartamento. Il suo, come sua era la festa della sera prima. Tutti gli altri andati, spariti, perduti in dondolii alcolici. Realizzato d’essere ancora vivo, e sveglio, ed ecco il primo, vero, profondo bacio. Come se in quel momento trovassero sfogo anni di assoluta inattività amorosa e sessuale.</p>
<p>Lei era perfetta. Per me, intendo, non certo perché senza difetti; insieme stavamo bene, comodi, in sintonia. Arrivammo a convivere, a condividere magliette sporche e calzini sparsi per casa, mutande ritrovate per caso nelle tasche di giacche pesanti e dentifrici seccati per colpa di tappi perduti. Persino le piante sembravano gioire per noi, e fiorivano, come tutti quegli arcobaleni generati dai suoi occhi. Io ero felice, davvero, rapito dalla sua freschezza, dal suo modo di vedere la vita come un dono. Ci si consuma donandosi, e noi respiravamo appieno la nostra comune follia. Dipingevo, anche il suo corpo, e le sue dita intrise di colore disegnavano sul mio parole d&#8217;intesa, quella che soltanto due persone desiderose di amarsi sanno e possono dirsi, anche senza parlarsi.</p>
<p>Quel giorno faceva caldo, lei credeva che vivere senza sporcarsi le mani era come dipingere senza usare i colori, e ci andò. Corteo contro una classe dirigente ipocrita, interessata soltanto ai propri privilegi. Faceva caldo, io dovevo lavorare e lei sfilò in quel corteo. Perché si scateni, la violenza, basta poco. Un semplice sasso raccolto dal ciglio della strada. Lanciato da qualcuno troppo istintivo, impulsivo. Le forze dell&#8217;ordine ne mandarono cinque o sei, all&#8217;ospedale. Un paio ridotti in fin di vita. Lei era fra questi. Telefonate, corse, rincorse, e pensieri che s&#8217;inceppano, si perdono, troppi, tutti insieme. Non faccio in tempo, però, e quando arrivo non c&#8217;è più. Soltanto il suo corpo ricomposto in qualche modo. Soltano i miei ricordi e la sua voce che rimbomba dentro. &#8220;Tieni la mia mano nella tua, e la paura non c&#8217;è più&#8221;, diceva, a volte, svegliandomi di notte. La paura di non potersi donare, di non trovare un senso a questa vita faticosa, ingannevole. E, stringendole la mano, dormivamo senza più paure. Consapevoli che non sentirsi soli può farci davvero vivi.</p>
<p>M&#8217;innamorai di lei perché faceva freddo; ora, quel freddo, non lo sento più.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-26400" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/buio.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/e-gia-non-e-piu-buio/">E già non è più buio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Donne. Mela(vigliose).</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/donne-melavigliose/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Bonera]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jul 2012 11:04:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[relazioni]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi permetto di replicare all’articolo “Uomini. Pare(ri)” di Valentina sofisticata Verga. Senza polemica, ma con tanta stima, rispetto ed un pizzico di ironia. Spero non me ne voglia. Che la donna ascolta la radio ad un volume più basso del nostro, così da coprire le canzoni stonando a squarciagola. Che chiude le ante degli armadi e non sbatte le porte, ma lascia vestitini, calze sporche e autoreggenti in giro per casa. Che non chiude il tubetto del dentifricio. Pare. Che ricorda le date importanti, che si vede piena di difetti fisici e, spesso, impedisce al suo uomo di vivere. Che [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/donne-melavigliose/">Donne. Mela(vigliose).</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi permetto di replicare all’articolo <a href="http://www.odiopiccolo.com/uomini-pareri/" target="_blank">“<em>Uomini. Pare(ri)</em>” di Valentina sofisticata Verga</a>. Senza polemica, ma con tanta stima, rispetto ed un pizzico di ironia. Spero non me ne voglia.</p>
<p>Che la donna ascolta la radio ad un volume più basso del nostro, così da coprire le canzoni stonando a squarciagola. Che chiude le ante degli armadi e non sbatte le porte, ma lascia vestitini, calze sporche e autoreggenti in giro per casa. Che non chiude il tubetto del dentifricio. Pare. Che ricorda le date importanti, che si vede piena di difetti fisici e, spesso, impedisce al suo uomo di vivere. Che ci vede bene, da lontano e da vicino, e ha un olfatto perfettamente funzionante. Che si siede pensando di trovarsi sul set di “<em>Basic Instinct</em>” nella scena dell’interrogatorio anche se indossa dei jeans. Che se non è fedele è colpa del suo uomo. Pare. Che non separa l’amore dal sesso, se soddisfatta. Che l’ombrello lo tiene in macchina, ma non lo usa e se la prende con gli uomini che ne hanno orrore, e non li usano. Sono state dal parrucchiere apposta. Pare. Che aspira alla verità attraverso la virtù. Che la virtù te la fa sudare almeno un paio di cene compresi aperitivi prima e gli after dinner dopo. Che non è fragile, ma emancipata. Che è libera di fare ciò che vuole ma sacrifica la sua libertà per amore. Pare. Che ti chiede “<em>come stai?</em>” ma non ascolta come stai. Pare. Che non pensa all’erezione del suo compagno, tanto c’è il Viagra. Al limite l’istruttore della palestra. Che prova miliardi di vestiti e ne compra due, tre. Prima ci deve pensare. Che se ne compra di più sta perdonando il suo compagno. Pare. Che lascia che il suo uomo porti a spasso il bimbo, così può depilarsi le gambe e telefonare alle sue amiche, tutte, una dopo l’altra o in video conferenza. Che se rientrano prima c’è da portare fuori il cane. Che se non chiama la mamma è un dramma. Che il mondo gira intorno a lei, ai suoi desideri, alla sua parrucchiera e al suo altruismo. Pare. Che aspira alla tranquillità, ma poi la chiama noia. Che fa tutto da sola, ma per colpa tua. Che tutte meritano di essere studiate. Sempre, come le stelle: perché lo sono. Perché l’uomo non può vivere senza. Pare. Perché, nonostante tutto, basta poco per condividere una felicità possibile soltanto se condivisa. Tutto compreso. Che è solo una questione di natura, ma poi diventa molto di più. Se lo si vuole, naturalmente. Che senza Eva, l’uomo, si aggirerebbe ancora oggi nervosamente intorno all’albero della conoscenza del bene e del male; e non sarebbe libero. Pare.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-26340" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/donne.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/donne-melavigliose/">Donne. Mela(vigliose).</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Uomini. Pare(ri).</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/uomini-pareri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sofisticata Verga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 10:41:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[prontuario]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che l&#8217;uomo ascolta la radio ad un volume più alto del nostro. Che lascia aperte le ante degli armadi e che sbatte le porte. Che dimentica le date importanti, che non si trova difetti e che a volte si dimentica di vivere. Pare. Che ci vede meglio da lontano, ma non trova la mozzarella in frigo. Che è fedele nell&#8217;amicizia. Che si siede a gambe larghe. Che separa l&#8217;amore dal sesso. Che non si accorge quando è amore. Che ha orrore degli ombrelli, anche quando piove. Pare. Che può aspirare alla virtù e non alla verità. Che è più dotato [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Che l&#8217;uomo ascolta la radio ad un volume più alto del nostro. Che lascia aperte le ante degli armadi e che sbatte le porte. Che dimentica le date importanti, che non si trova difetti e che a volte si dimentica di vivere. Pare. Che ci vede meglio da lontano, ma non trova la mozzarella in frigo. Che è fedele nell&#8217;amicizia. Che si siede a gambe larghe. Che separa l&#8217;amore dal sesso. Che non si accorge quando è amore. Che ha orrore degli ombrelli, anche quando piove. Pare. Che può aspirare alla virtù e non alla verità. Che è più dotato per il ragionamento matematico e che si orienta meglio nello spazio. Che fa fatica a piangere e che si costruisce sul no. Che è fragile. Che non è libero di fare ciò che più di ogni altra cosa gli può dare piacere. Pare. Che non ti chiede &#8220;come stai?&#8221; e che dà tutto per scontato. Che ha paura di non avere l&#8217;erezione. Pare. Che dimentica di fare metà della spesa perché non si è portato dietro la lista. Che compra i vestiti senza provarli. Che preferisce portare a spasso il bimbo, piuttosto che cambiargli il pannolino. Che il mondo inasprisce il suo cuore. Pare. Che pochi meritano di essere studiati. Che ama le calze autoreggenti e che preferisce le brune. Che aspira alla tranquillità, ma raramente la regala. Che cerca di fare tutto da solo. Che è solo ed esclusivamente una questione di natura. Pare.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-26230" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/uomini.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/uomini-pareri/">Uomini. Pare(ri).</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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