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	<title>Never, Autore a odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>Come ti approccio una tipa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Never]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 03:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete mai visto l’approccio dei ragazzi alle ragazze? Non intendo vederlo e basta, ma se vi siete soffermati un secondo ad analizzare questa atavica usanza del bipede maschile: vi si notano alcuni elementi distintivi che sebbene diametralmente diversi tra loro garantiscono lo stesso terrificante grado di successo: zero! E la cosa peggiore è che sono ripetitivi! Ergo il bipede maschile non è un animale auto apprendente: non impara dai suoi errori. Anzi, si potrebbe dire che non impara proprio un cazzo di niente, infatti non trae giovamento nemmeno dai molteplici fallimenti dei suoi simili. Proviamo a metterli per iscritto, sia [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Avete mai visto l’<strong>approccio dei ragazzi alle ragazze</strong>?<br />
Non intendo vederlo e basta, ma se vi siete soffermati un secondo ad analizzare questa atavica usanza del bipede maschile: vi si notano alcuni elementi distintivi che sebbene diametralmente diversi tra loro garantiscono lo stesso terrificante grado di successo: zero!</p>
<p>E la cosa peggiore è che sono ripetitivi! Ergo il bipede maschile non è un animale auto apprendente: non impara dai suoi errori. Anzi, si potrebbe dire che non impara proprio un cazzo di niente, infatti non trae giovamento nemmeno dai molteplici fallimenti dei suoi simili.</p>
<p>Proviamo a metterli per iscritto, sia mai che come dicevano i latini <em>verba volant…..</em></p>
<p><strong>L’IMPACCIATO</strong></p>
<p>È il classico ragazzotto poco spigliato, che memore dei telefilm anni ’80 vorrebbe presentarsi a casa della sua bella con un mazzo di fiori per invitarla al ballo del liceo. Transuma questa sua immagine in approcci di una tenerezza infinita, ma scarsamente efficaci del tipo:</p>
<p>“Piacere, mi chiamo Marzio” allungando la mano come ad un incontro di lavoro sotto lo sguardo attonito di ragazze che fino a 2 secondi prima non l’avevano nemmeno visto, oppure: “Scusate il disturbo, sono Luigi..ho visto che eravate qui in piedi a parlare fitto fitto e….”…..e appunto sei andato a rompere i coglioni!  Il suo difetto più grande è che molte volte questo atavico esemplare è di una testardaggine impressionante: nel senso che non capisce quando è ora di andare fuori dal cazzo e tagliare la corda. È convinto che le donzelle in questione siano oramai una sua proprietà perché le “ha viste per primo” e quindi le poverette devono sorbirsi un’immane triturata di palle fino a quando esauste riescono a liquidarlo con il classico: “Devo andare alla toilette, mi accompagni Ines? È stato un piacere… ehm…<strong>Gino</strong>, ci vediamo dopo”.</p>
<p><strong>IL TUTTOLOGO</strong></p>
<p>Questo strano esemplare crede di possedere le chiavi del sapere.</p>
<p>In senso lato.</p>
<p>Non importa molto come approccia un gruppo di ragazze, ciò che conta è che lui le contraddirà sempre. È abituato a farlo nella vita e con ancora maggior vigore si intestardisce in quest’odioso atteggiamento con il gentil sesso. Non riesce proprio a capire che <strong>Luisella</strong> e <strong>Maria</strong> se ne sbattono altamente le palle se lui ha scoperto al liceo il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bosone_di_Higgs" target="_blank">bosone di Higgs </a></strong>e tantomeno a <strong>Giulia</strong> e <strong>Roberta</strong> importa un cazzo delle sue gite in <strong><a title="Birmania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Birmania" target="_blank">Birmania</a></strong>. Conosce tutti gli argomenti del mondo e ha sempre una visione alternativa e più aggiornata. Dovete piantare un fiore in giardino? Lui vi consiglierà quel particolare Bonsai che arriva da una sperduta isola dell’Indonesia che resiste al freddo, al caldo, alla pioggia, al vento e non bisogna di cure quotidiane. Stai pensando di dare una pitturata all’appartamento? Avrà appena utilizzato delle  super vernici eco-bio-compatibili rarissime importate dall’Olanda consigliategli da uno zio espatriato dopo la guerra. È giunto il momento di cambiare compagnia telefonica? Fermati! Sono tutti farabutti! Lui ormai utilizza da anni solo Skype e Viber con cui parla per ore con amici australiani. Gratis. E così via per ogni argomento, rimarcando una spocchiosità tanto odiosa quanto melliflua che rende immediato il triste epilogo della serata: il più delle volte dopo 15/20 minuti sono i suoi stessi amici a spararsi nelle palle pur di avere una scusa per andarsene mentre le tipe si scambiano l’un l’altra sguardi compassionevoli ma che lasciano intendere l’univoco pensiero: “Due palle lui qua…”</p>
<p><strong>IL BRILLANTONE</strong></p>
<p>Il suo tipo di approccio è: “Salve ragazze! Bevete qualcosa?” Ben vestito, con un sorriso da cazzone ben in vista tenta di trascinare le sventurate al bancone del locale. Per lui è scontato che tutte debbano almeno bere un drink con lui. Ed è impensabile che fino al suo arrivo qualcuna abbia deciso di farsi un pirlo col campari senza aspettare “Mister Offro io”. Intimamente sa – DEVE SAPERLO CAZZO! – che nove volte su dieci le ragazze rifiutano l’offerta al primo colpo, ma Lui non ha un piano B: insiste imperterrito a forzare l’invito, sbalordito dal fatto che la serata sia partita senza che sia stato lui ad aprire le danze.</p>
<p>Ma come può non esserti venuto in mente che magari <strong>Marina</strong> e <strong>Sara</strong> da bere se lo prendevano per i fatti loro se avessero avuto sete? O che<strong>Elena</strong> e <strong>Rosy</strong> lo hanno preso in tutta fretta proprio per evitare che un coglione come te arrivasse ad offrirglielo senza dire un cazzo prima? Ma chi cazzo sei ? Il cameriere?</p>
<p><strong>QUELLO CHE GUARDA &#8211; Duro</strong></p>
<p>È il classico belloccio sfigato che pensa di avere lo sguardo di <strong><a title="Citazioni di Clark Gable" href="http://it.wikiquote.org/wiki/Clark_Gable" target="_blank">Clark Gable</a></strong>. Indossa sempre camicie  aperte sul petto dove risaltano le più improbabili collane e al polso porta sfarzosi orologi. Sempre impomatato e in ordine, passa il tempo a fissare ogni tipo di ragazza. A volte si concede un mezzo sorriso tirato su un lato della bocca, ma il più delle volte lo sguardo è truce. In realtà lui non sta guardando una ragazza in particolare, lui si vede riflesso nel grande vuoto cosmico: si immagina come Ester sia sconvolta dalla sua infinita bellezza e stia ribollendo agitata dal suo sguardo maschio. Prima di andarsene lancia sempre un ultimo sguardo, un ultimo avvertimento, come ad ammonire: “Lo vedi, ora me ne vado! Lo sai cosa ti sei persa!”. Anche Linda lo guarda, ma per dire: “Coglione, era ora che ti levavi dalle palle! Con tutto quel profumo stavi inquinando oltremodo l’ambiente”.</p>
<p><strong>QUELLO CHE GUARDA – Malinconico</strong></p>
<p>È la versione alternativa del di lui sopra. Più che allo sguardo di <strong>Clark Gable</strong> pensa all’immagine da uomo-tormentato che deve trasmettere. È certo che a lui e soltanto a lui siano capitate le disavventure più ingiuste e cela nei suoi atteggiamenti un messaggio da “ma che cazzo ne sapete voi di me” che nel corso della serata ambisce a diventare un messaggio di “ma che cazzo ne sapete voi della vita”. Lo sguardo è sempre fugace, a volte profondo, ma sempre con quel velo di disappunto dell’uomo che vorrei-ma-non-posso. Nell’arco della serata incrocia il tuo sguardo svariate volte, a volte insistito, a volte sfuggente. Anche lui prima di andarsene ti guarda un’ultima volta come a dire: “Sto andando, avrei fatto qualsiasi cosa per te, ma non posso”. Ma in realtà è un pirla, come dice <strong>Gisella</strong> alla sua amica <strong>Teresa</strong>: “Quel pirla ha fatto 8 volte il giro del locale e poi se ne è andato senza dirmi nemmeno ciao! Se invece di passare la serata a cercare l’inquadratura migliore si avvicinava magari si combinava!”</p>
<p><strong>QUELLI CHE VANNO</strong></p>
<p>Generalmente sono più di due. Ma quasi mai più di quattro. Quindi non si può dire che si muovono in branco, come i lupi. Anche perché più che lupi sono agnelli. Nel senso che non nuociono a nessuno perché sanno esattamente come andranno le cose: ovvero di merda. Quando entrano in un locale le vedono subito le <em>“fighe”,</em> ma poi, se non sono in serata di grazia o sorretti da una logistica di primo livello (= 4 <a title="E tu di che pirlo sei?" href="http://www.odiopiccolo.com/op-blog/item/665-e-tu-di-che-pirlo-sei?.html" target="_blank">pirli con campari </a>a digiuno + svariate birre o gin tonic) aspettano sempre quei minuti deleteri che permettono loro di pensare cosa fare. Conoscono i 5 personaggi di cui sopra e sanno che non possono finire come loro, pena la morte mediatica. Non possono semplicemente presentarsi, è da escludersi. È impensabile inserirsi in un argomento qualsiasi, anche perché per loro stessa ammissione non sanno un cazzo di niente. Offrire da bere “a secco” è da sfigati di prim’ordine. Guardano, ma non troppo. Sanno come si potrebbe essere classificati. Allora finiscono per farsi i cazzi loro, almeno apparentemente, stando nelle vicinanze delle ragazze.  Il più delle volte ghignano per la loro stessa inettitudine e cercano il supporto di una logistica che ormai è troppo tardi per organizzare.</p>
<p>Finché uno del gruppo, in un attimo di lucida genialità, esclama: “Qui non c’è un cazzo da fare, facciamo quelli che vanno…”</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-23670" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/come-ti-approccio-una-tipa.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/come-ti-approccio-una-tipa/">Come ti approccio una tipa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Follow that dream</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Never]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 15:28:18 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[dream]]></category>
		<category><![CDATA[lago di garda]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lui e Lei si rincontrano dopo un paio di anni. Si erano conosciuti un’estate ad una sagra paesana sul lago, si erano rivisti qualche volta in una delle spiagge più belle del Garda e poi ognuno aveva preso direzioni diverse. Oggi Lui cammina da solo, giusto una faccia nella folla che cerca di proteggersi dalla pioggia. Vede un vagabondo con un impermeabile e si chiede se non finirà nello stesso modo. Un vecchio all’angolo della strada suona una vecchia canzone sul cambiamento. Tutti hanno la propria croce da portare. Lei è venuta in cerca di una qualche protezione con la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lui e Lei si rincontrano dopo un paio di anni.</p>
<p>Si erano conosciuti un’estate ad una <a href="http://www.appartamentitignale.it/" target="_blank">sagra paesana sul lago</a>, si erano rivisti qualche volta in una delle spiagge più belle del Garda e poi ognuno aveva preso direzioni diverse.</p>
<p>Oggi Lui cammina da solo, giusto una faccia nella folla che cerca di proteggersi dalla pioggia. Vede un vagabondo con un impermeabile e si chiede se non finirà nello stesso modo. Un vecchio all’angolo della strada suona una vecchia canzone sul cambiamento.</p>
<p>Tutti hanno la propria croce da portare.</p>
<p>Lei è venuta in cerca di una qualche protezione con la sua valigia piena di sogni. Arriva da città che ti rubano l’anima, che ti insegnano ad essere <strong>James Dean</strong>. Ha visto tutti i discepoli raccontare tutte le storie e ha la pretesa di conoscere tutti i modi di essere.</p>
<p>Sembra che nessuno voglia essere se stesso oggi.</p>
<p>La discussione comincia così, come una pugnalata nel buio:</p>
<p>LUI: “Quindi qual è la tua definizione di Amore?”</p>
<p>LEI: “Beh, così a freddo….dovremmo trovare un tema e partire da quello”</p>
<p>LUI: “Sì, va bene. Ma poi la cosa diventa impersonale, astratta. E io di cazzate ne ho già sentite tante. Mi interessa la tua idea, la tua esperienza, la tua vita”</p>
<p>LEI: “Alcune cose le conosci, la mia storia più lunga, l’ultimo fidanz..”</p>
<p>LUI: “No no, fermati! Sei stata ferita e ti hanno spezzato il cuore. E allora? Mostrami chi non lo è stato! Intendo dire, perché ci si fa coscientemente del male? Alcune cose a vederle da fuori sono chiaramente inevitabili, eppure PAM! Le persone ci si infilano, sperano in chissà quale elemento divino che cambi chissà cosa per poi realizzare che sono un’altra volta nella sofferenza. Tu per esempio, l’estate che ti ho conosciuto eri invaghita di un mio amico…”</p>
<p>LEI: “No ti prego, lasciamo stare! Quando ho saputo come stavano le cose…”</p>
<p>LUI: “Stavo appunto dicendo che poi, passa un mese, passa agosto e a settembre te ne vai a convivere con un tipo che diventa il tuo ragazzo. Onestamente: ma come poteva funzionare?”</p>
<p>LEI: “Il tuo amico non l’ho neanche mai frequentato. Sì, è vero, mi ero invaghita, poi però…”</p>
<p>LUI: “Poi ti ha detto che lui conviveva con una donna e bla bla bla…. “</p>
<p>LEI: “Beh, non è andata proprio così”</p>
<p>LUI: “Sì ok, non è andata proprio così. Non lo voglio difendere, ma di fondo non fa alcuna differenza: come poteva funzionare? Forse volevi solo un po&#8217; di “tocco umano”, come dice una famosa canzone?”</p>
<p>LEI: “Non la conosco”</p>
<p>LUI: “Non mi stupisce”</p>
<p>LEI: “Ah ah ah! Comunque no! Era la persona con cui volevo stare”</p>
<p>LUI: “E dopo quanto, 20 giorni, un mese ci vai a vivere assieme? ”</p>
<p>LEI: “Ma siamo stati assieme quasi 2 anni!”</p>
<p>LUI: “WOW!!! Sono strabiliato!”</p>
<p>LEI: “Non si può definire l’Amore”</p>
<p>LUI: “No, non si può. È tutto quello che facciamo per averlo che possiamo definire. E il più delle volte la definizione che calza a pennello è: cazzate!”</p>
<p>LEI: “Ma non è proprio questo il bello!? Quello che ci fa sobbalzare l’anima, le cose senza senso, il buttarsi col cuore in mano, l’aprirsi senza paure, il donarsi completamente, il mettersi nelle mani dell’altro, l’affidare le gioie e gli umori delle nostre giornate ad un buongiorno ricevuto o meno dalla persona amata!?”</p>
<p>LUI: “Vedi perché il mondo va a puttane!? Ma cazzo dico io, ci vuole tanto poco! Dovrebbero prendere quel passo del libro di <strong>Nick Hornby</strong> e farlo imparare a memoria alle scuole medie!”</p>
<p>LEI: “Sentiamo lo scienziato….”</p>
<p>LUI: “È quello in cui il vecchio Nick ti spiega che l’amore è facile-facile. Una semplice questione aritmetica: se escludiamo i genitori, i fratelli e qualche parente stretto, si può essere amati da una decina, una ventina di persone al massimo in una vita. Ora, siamo più di 6 miliardi su questo pianeta: quanto bisogna essere intelligenti per capire che non vale assolutamente la pena correre il rischio?”</p>
<p>LEI: “Faccio finta di non aver sentito! È spettrale quello che hai appena detto”</p>
<p>LUI: “Ehi baby, non l’ho detto io! È stato Hornby! Io ho solo sottoscritto…..</p>
<p>Sai, l’altro giorno un amico mi parlava di una ragazza, alta, mora, bellissima”</p>
<p>LEI: “E…”</p>
<p>LUI: “E poi, per farmi capire chi era, mi ha detto che era stata con un tipo….’viscido’, ha usato questa parola, ‘viscido’….e mi ha reso l’idea alla perfezione. Ma non ricordo comunque di averla mai vista”</p>
<p>LEI: “E quindi? Quale sarebbe lo scoop?”</p>
<p>LUI: “Nessuno scoop. Non per me, almeno. Tante ragazze finiscono con un ‘viscido’ a volte. E questo lo trovo incredibile. Mi chiedo ogni volta come sia possibile, se davvero la solitudine ti può portare fin oltre quel limite. O forse più semplicemente, le donne non sono così in gamba. Non come piacerebbe a me”</p>
<p>LEI: “Ma guarda che a volte le persone sono diverse da come sembrano”</p>
<p>LUI: “Ecco, tipica stronzata da donna! Un ‘viscido’ è un ‘viscido’. Punto. E io ne sento l’odore, anzi la presenza, ancor prima di vederlo. E questo mi fa schifo. Più per la donna che lo accompagna che per lui”</p>
<p>LEI: “Magari hanno un aspetto diverso in privato! Tu che ne sai!?”</p>
<p>LUI: “Altra tipica stronzata da donna! Dimmi un po’: sei mai stata con un ‘viscido’?”</p>
<p>LEI: “…………mmmm……….Sì! Per un periodo ho frequentato un ‘viscido’”</p>
<p>LUI: “Incredibile! Non lo avrei detto. E poi no, pensandoci meglio potrebbe essere”</p>
<p>LEI: “Ma lo sapevo cosa facevo! E sapevo che era ‘viscido’. Ma era un periodo che mi andava bene così. E nonostante amici e amiche mi mettessero in guardia, non mi importava. Era quello che in quel momento volevo. E lo rifarei!”</p>
<p>LUI: “Ma che cazzo dici!?!? Cristo, ti registro! Stai dicendo una sacca di cazzate enormi! Ma è pazzesco! Ma come….”</p>
<p>LEI: “Ma davvero! Guarda che…”</p>
<p>LUI: “Ma guarda cosa!? Cazzo, un ‘viscido’! Ma conosci il significato di ‘viscido’? Non dico uno stronzo, un bastardo figlio di puttana per cui voi donne impazzite! Cazzo, ‘vi-sci-do’! Eri alla deriva e sei rimasta invischiata sul suo scoglio”</p>
<p>LEI: “…….”</p>
<p>LUI: “Guarda che non è sempre vera la parte del ‘Rifarei-Tutto-Quello-Che-Ho-Fatto’. Anzi, personalmente la ritengo una stronzata colossale. Cambierei una grossa percentuale di cose, se solo potessi”</p>
<p>LEI: “…….”</p>
<p>LUI: “Nel tuo caso cambierei la parte del ‘viscido’….”</p>
<p>LEI: “Ahahah!!! Fanculo al ‘viscido’! Hai ragione! È stata una cazzata!”</p>
<p>LUI: “Questo perché il vecchio Hornby ha fatto i conti con la matematica, ma si è dimenticato la solitudine”</p>
<p>LEI: “Piantala! Piuttosto come è finita la tua recente storia?”</p>
<p>LUI: “Come tutte le altre: nel modo che fa sempre sbadigliare”</p>
<p>LEI: “Giochiamo ancora per molto al gioco dell’ ‘Uomo-Che-Non-Deve-Chiedere-Mai’?”</p>
<p>LUI: “No. Quel gioco è finito da tempo…..”</p>
<p>LEI: “Eh dai, non volevo essere stronza”</p>
<p>LUI: “Infatti non lo sei stata. È solo un vestito che mi è stato cucito addosso da troppo tempo senza sapere bene per quale motivo. All’inizio era ok, mi piaceva, suonava giusto. Oggi ha preso un risvolto diverso. È incredibile come con gli anni anche il senso di alcune frasi suoni in maniera diversa…più stonata direi. In fondo, oggi come allora non recito nessuna parte: mi limito a non dire bugie alle donne, o almeno, a raccontare bene la mia verità….”</p>
<p>LEI: “Secondo me a volte pretendi troppo dalle donne”</p>
<p>LUI: “Non ho alcun interesse ad essere come tutti gli altri”</p>
<p>LEI: “Questa è di <strong>Harold Brodkey</strong>, ma temo non si riferisse al caso in questione….intendevo che ti poni in maniera sbagliata con le donne”</p>
<p>LUI: “Adesso sei tu la scienziata. E poi questa me l’ha già detta un tizio giorni fa”</p>
<p>LEI: “No, no, no. Non sto scherzando. Non è per fare la scienziata, ma non è possibile che tu non ti lasci mai andare, che non molli il freno, che….c’è sempre un qualcosa che non va”</p>
<p>LUI: “Qualcosa che non va….beh, direi che non è poco…”</p>
<p>LEI: “Ma no! Così non lo saprai mai! Le donne vogliono avere il cuore di un uomo, per poter provare quell’incredibile sensazione di abbandono completo che inebria ogni parte del loro corpo…”</p>
<p>LUI: “Lo dicevo io che il mondo va a puttane…..”</p>
<p>LEI: “….che le fa sorridere nel sonno e sussultare nel bel mezzo del giorno”</p>
<p>LUI: “Sorridere nel sonno?”</p>
<p>LEI: “Sono parole tue”</p>
<p>LUI: “Già, ricordo….Allora non mi sbagliavo su di te: la facoltà di ascoltare ed apprendere rientra nel pacchetto”</p>
<p>LEI: “Adulatore! Ma non ci casco: quindi?”</p>
<p>LUI: “Lo sai che quella del porsi in maniera sbagliata è una cazzata! Non lo pensi neanche lontanamente! È molto più semplice la questione: ti parte dallo stomaco, è la pancia che bisogna ascoltare, non il cuore. È da lì che nascono quei crampi che ti tolgono il respiro, che accelerano il battito, che prosciugano la saliva, che ti seccano la gola come se avessi appena attraversato il deserto. E d’un tratto ti ritrovi a muoverti come il robot C1-P8 di Guerre Stellari. Solo che non sei un robot, né hai solo preso in prestito l’espressione ebete per l’occasione migliore. Ecco, se non capita questo – e non è capitato &#8211; che senso a fingere?”</p>
<p>LEI: “WOW!”</p>
<p>LUI: “Fanculo!”</p>
<p>LEI: “ Dai! In fondo hai ancora la capacità di incantarmi no!? Quindi il dolore? Se non ci sono stati crampi, non si è accelerato il battito, non si è prosciugata la saliva e la gola è come un fiume in piena, come è potuto arrivare? Te lo ha portato C1-P8?”</p>
<p>LUI: “La vita ti sorprende. È incredibile come una cosa così superficiale possa generare un tormento simile. Non puoi aspettartelo, non puoi prepararti al colpo. Semplicemente arriva. E sei hai le palle non te ne vai in giro a dire cazzate, a fare il figo, a dire che non te ne fregava un cazzo. Te ne stai lì, da solo, perché nessuno viene a cercarti, nessuno ti chiama al telefono per dirti come stanno le cose. Dio non viene a scrivere la risposta sul tuo muro. E ti ritrovi lì, da solo, a pensare a dove cazzo sono finite le tue certezze, i tuoi dubbi, la tua anima. E ti viene in mente come era buffo quando era tutto rose e fiore e tenevi botta ai colpi, e ti domandi se davvero tutto non si riduca ad una fottuta abitudine, alla mancanza di qualcosa di cui un tempo non avresti mai sentito il bisogno. E sai che non è così. E ti chiedi: ‘ma tutto questo che c’entra con l’Amore?’ E la risposta è immediata: niente.  O almeno non con la mia idea”</p>
<p>LEI: “Qual è la tua definizione di Amore?”</p>
<p>LUI: “Non si può definire l’Amore”</p>
<p>LEI: “No, non si può. È tutto che quello che ci lascia quando se ne va che possiamo definire. E il più delle volte la definizione che calza a pennello è: dolore&#8230;..”</p>
<p>LUI: “Beh, per lo meno concordiamo che li non sta il bello….”</p>
<p>LEI: “È successo anche a te. E non mi importa se mi racconti che non eri innamorato, che non era la donna della tua vita, e che avrebbe sofferto quando sarebbe finita e il solo pensiero ti faceva star male. Qualcosa se ne è fregato di tutto questo, se ne è altamente sbattuto le palle! Ed è venuto ad incassare il conto. ”</p>
<p>LUI: “La natura è più furba di quello che l’uomo crede”</p>
<p>LEI: “Già, la natura è più furba. E forse anche più sveglia di te che non ti sei accorto che stavi perdendo molto più di quello che avevi mai avuto, e che ti stai disperando per quello che hai perso senza averlo mai avuto”</p>
<p>LUI: “Sì, questo è vero. È dannatamente vero! E il delirio che ho davanti è mio e soltanto mio! Ma se penso a quello che sognavo, a come immaginavo l’Amore da ragazzo, a come questa idea si è modellata negli anni attraverso i libri che ho letto, i fumetti che ho divorato, alle canzoni che ho ascoltato….se penso a come ho vissuto le mie emozioni, le mie storie, le mie avventure in relazione a quello che quei testi mi hanno scolpito dentro…..beh, allora forse mi sembra di rivedere un pezzo della mia anima, di quello che sono. E pazienza se quello che vedo allo specchio mi guarda indietro con qualche ruga in più, e se la notte è un po’ più fredda, quello che vedo è ancora qualcuno a caccia di sogni, qualcuno che insegue quel sogno, dove non c’è spazio per un amore incompleto, un amore contaminato dal dubbio della sua stessa autenticità. E che è pronto a seguirlo, quel sogno, dovunque lo possa condurre.”</p>
<p>Il cielo è incendiato da uno di quei tramonti che tolgono il respiro.</p>
<p>Si guardano negli occhi, poi Lei si gira e se ne va, confondendosi in un caleidoscopico abbaglio nella luce rossa del sole, offrendo uno spettacolo privilegio di pochi.</p>
<p>Lui resta ad ascoltare il rumore delle onde che si infrangono sugli scogli e pensa a come gli ricorda dannatamente il “rumore” che sente nell’anima. Poi gli viene in mente un vecchio detto secondo cui alla fine del giusto scorrere ogni fiume giunge al suo mare.</p>
<p>Un sorriso gli solca il viso mentre si allontana baciato dal sole.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-5970" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/04/Follow-that-dream.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/follow-that-dream/">Follow that dream</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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