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	<title>QuandoSiFaBuio, Autore a odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>Settembre: buoni propositi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[QuandoSiFaBuio]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Sep 2016 16:50:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[palestra]]></category>
		<category><![CDATA[tamarri]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Così l&#8217;altra mattina mi sveglio e mi rendo conto che sono un ciccione. Com&#8217;è potuto succedere? Ho un mal di testa fottuto, la vista in bianco e nero e non posso urlare al mondo l&#8217;orrore che provo perché ho la lingua incollata al palato e parlo come il nano di Twin Peaks. Forse il ventunesimo pirlo l&#8217;avrei dovuto rifiutare, ieri sera. Cristo, sono grasso. &#8220;Com&#8217;è potuto succedere?&#8221;, mi ripeto. Scendo dal letto inforcando la motoretta da casa, la parcheggio di fronte allo specchio del bagno e mi osservo attentamente: un cumulo di adipe si è depositato a mo&#8217; di salvagente attorno [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Così l&#8217;altra mattina mi sveglio e mi rendo conto che <strong>sono un ciccione</strong>.<br />
Com&#8217;è potuto succedere?<br />
Ho un mal di testa fottuto, la vista in bianco e nero e non posso urlare al mondo l&#8217;orrore che provo perché ho la lingua incollata al palato e parlo come il nano di Twin Peaks.<br />
Forse il ventunesimo <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-pirlo-sei/">pirlo</a> l&#8217;avrei dovuto rifiutare, ieri sera.</p>
<p>Cristo, <strong>sono grasso</strong>.<br />
&#8220;Com&#8217;è potuto succedere?&#8221;, mi ripeto.<br />
Scendo dal letto inforcando la motoretta da casa, la parcheggio di fronte allo specchio del bagno e mi osservo attentamente: un cumulo di adipe si è depositato a mo&#8217; di salvagente attorno alla mia persona.<br />
Afferro a due mani questo ammasso flaccido e lo modello tipo Didò: provo a creare la forma di un serpente.<br />
Poi un Boeing 737. La madonna di Lourdes. L&#8217;ano di un koala.<br />
La panza mi diventa completamente rossa a causa di tutto questo maneggiamento.<br />
Il gabibbo.<br />
Monto nuovamente in sella al mio bolide e mi trasporto in cucina per cercare dell&#8217;analcolico.<br />
Apro il frigo: dietro la costata di muflone, le birre e il gulasch c&#8217;è un tizio indiano con delle rose in mano.<br />
&#8220;Capo, non mangiarmi, io famiglia, bambini. Ti prego&#8221;, singhiozza.<br />
Cazzo ho fatto stanotte?<br />
Lo aiuto ad estrarsi dal frigo, scusandomi, e mi reco nella più vicina palestra.</p>
<p>Parcheggio a trenta metri dall&#8217;edificio e pago un tizio per portarmi a spalle fino all&#8217;ingresso: all&#8217;apertura della porta l&#8217;escursione termica è tale che l&#8217;impatto tra i due diversi microclimi crea un principio di tsunami, impedendomi di entrare e sbattendomi con violenza nel giardino della casa di fronte, di proprietà di una nota coltivatrice di rose.<br />
Bestemmiando in <a title="IL TRANCORIO, STORIA DI UNA LINGUA TUTTA BRESCIANA" href="http://www.odiopiccolo.com/il-trancorio-storia-di-una-lingua-tutta-bresciana/" target="_blank">trancorio </a>mi riavvicino tumefatto alla porta e scorgo il campanello, sopra il quale campeggia la scritta &#8220;NON aprire: suonare qui. Rischio fine del mondo&#8221;.<br />
Pigio il tasto.<br />
<img decoding="async" class=" alignright" title="Gianni Drudi" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/drudi.jpg" alt="Gianni Drudi" border="0" />Un tizio con una canotta su cui campeggia la scritta &#8220;Fiky fiky&#8221; mi fa passare attraverso una piccola camera iperbarica, al termine della quale mi ritrovo catapultato in un mondo parallelo: le casse pompano <em>Ai se eu te pego </em>a un volume illegale.</p>
<p>Il mio sguardo incrocia per un istante il completo dai colori <em>fluo</em> di una ragazza e divento per sempre astigmatico.<br />
Un tizio con dei muscoli che non possono esistere in natura canticchia tranquillamente <em>nossa nossa assim você me mata </em>mentre solleva centosettanta chili con un braccio solo: nel frattempo afferra una bottiglietta trasparente contenente un liquido blu cobalto. &#8220;<em>Gipiellerade</em>, da oggi con più ottani&#8221;, recita l&#8217;etichetta.<br />
Due tizi italiani entrano in un solarium nel quale si sta presumibilmente verificando un&#8217;aurora boreale e ne escono due minuti dopo, nigeriani.<br />
&#8220;Cocco bello, coccooo!&#8221; sento urlare in lontananza.</p>
<p><img decoding="async" class=" alignleft" title="dj Bobo" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/djbobo.jpg" alt="dj Bobo" align="left" border="0" />All&#8217;improvviso, l&#8217;apocalisse via radio.<br />
<em>Ta tata tatà&#8230;<br />
Chihuahua!</em> Urlano in coro i presenti, accompagnando il coro con un sincronizzato saltello sul posto che produce un momentaneo disallineamento dell&#8217;asse terrestre, causando un&#8217;inondazione nelle Filippine.<br />
Districandomi a fatica in questo carnevale di Rio per rincoglioniti, raggiungo la<em>reception.</em></p>
<p>-Salve, vorrei iscrivermi. Forse.<br />
&#8211; Pesi, corsa, GAG, pilates, stretching selvaggio, step, latin step, yoga estremo, aeroboxe, total fit slim, crocifissione temporanea, spinning, privazione di ossigeno al cervello, running o danza del ventre?<br />
&#8211; Ehm, non so. Vorrei dimagrire.<br />
&#8211; Facciamo il pacchetto completo?<br />
&#8211; In cosa consisterebbe?<br />
&#8211; Be’, tutto.<br />
&#8211; Tutto?<br />
&#8211; Tutto! Tutto quello che ti ho elencato per settecentosessanta euro annuali, pagabili in diciottomila rate giornaliere da un euro.<br />
&#8211; Scusa, ma diciottomila rate per un euro l&#8217;una non fa settecentosessanta.<br />
&#8211; Ah, no?<br />
&#8211; Mi pare faccia diciottomila.<br />
&#8211; Non perderti nei dettagli, l’importante è tornare ad essere in forma: e poi cos’è un euro al giorno? Un caffé, cristo! Non sei stanco di sentirti a disagio durante l’estate? Non vuoi essere più sicuro di te stesso, aumentare la fiducia nei tuoi mezzi ed essere finalmente come hai sempre desiderato? Non vuoi trombarti le fiche?<br />
&#8211; Trombarmi… le fiche? Be’, sì, certo, ma a me interesserebbe dimagrire. Cioè, sarei qui per quello, ecco.<br />
&#8211; E io che ho detto? Trombarti le fiche!<br />
<img decoding="async" class=" alignright" title="Zumba" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/zumba.jpg" alt="Zumba" align="right" border="0" />&#8211; Io avevo sentito parlare della zumba.<br />
&#8211; Ahahahahahah, la zumba! Cristo, amico, sei uno spasso.<br />
&#8211; Non capisco.<br />
&#8211; La zumba è la più grossa stronzata degli ultimi quindici anni.<br />
&#8211; Ma se per un anno si è sentito parlare sol&#8230;<br />
&#8211; Ma hai visto che roba è?<br />
Secondo te serve a qualcosa?</p>
<p>Funziona così: ogni anno ce ne inventiamo una nuova.<br />
Organizziamo i corsi, facciamo comprare alla gente il pantaloncino giusto, il reggiseno giusto, la fascia giusta, l&#8217;app per farti credere che gli altri tifino per te, e nel frattempo alimentiamo la tua incostanza, senza dimenticarci di farcirti di bibitoni e barrette. Arrivati a giugno, ad andar bene, è patta: ti va di culo se non sei ingrassato e, cosa molto importante, nel frattempo sei diventato dipendente da noi. Dal latino americano in poi, ogni anno ce n&#8217;è una nuova. Geniale, no? Ah, tanto per essere chiari: non c&#8217;è nessuno che tifa per te, chiaro? Alla gente non frega un cazzo se corri.</p>
<p>&#8211; Ma allora a che serve tutto questo circo?</p>
<p>&#8211; A rendere il tuo livello di autostima paragonabile a quelli di un operaio cinese: abbiamo una convenzione con i medici di base per la prescrizione di antidepressivi. Vedi tutta questa gente? Lo sa di non essere in forma. Si camuffa col pantaloncino e la bibita energetica, spende soldi, prende creatina, recita la parte, si fa i selfie coi pesi in mano, ma quando esce di qui mica si sente meglio, che ti credi? Ah, la quota non è rimborsabile: se verso febbraio molli, per noi è tutto guadagno. Lo so, lo so cosa stai pensando: io non sono come questi stronzi. Ma non illuderti, uscirai da qui con un abbonamento. Ora, veniamo a noi: se vuoi ti posso illustrare la novità dell&#8217;anno!</p>
<p>&#8211; No, che non voglio!<br />
&#8211; Non vuoi sapere cos&#8217;è il <em>latin wild step</em>?<br />
&#8211; No, penso che me ne andrò.</p>
<p><img decoding="async" class=" alignleft" title="dj francesco" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/djfrancesco.jpg" alt="dj francesco" align="left" border="0" />In quell&#8217;istante mi rendo conto che tutti mi stanno osservando.<br />
Una bionda prorompente si passa la lingua sulle labbra, sensualmente. Il venditore di cocco si rovescia addosso l&#8217;intera cesta mimando una doccia sexy, sussurrandomi maliziosamente &#8220;Catch me&#8221;: un pezzo di cocco gli si incastra in gola, soffocandolo.<br />
Mi passano una telefonata: è Gesù, che ci tiene ad illustrarmi i benefici del <em>latin wild step</em>.<br />
Il televisore 102 pollici impazzisce e comincia a fare autozapping: una donna nuda. Maurizio Costanzo. Un&#8217;isola caraibica. Baggio che sbaglia il rigore ai mondiali. Buddha che gioca a golf con Frodo Baggins.<br />
La radio passa <em>La canzone del capitano</em>, di DJ Francesco: sul ritornello, Buddha e Frodo mollano le mazze da golf e muovono a tempo il bacino.</p>
<p>Sono sconvolto: vedo cose che non esistono, come quei tizi a Medjugorje.</p>
<p>&#8211; Allora, davvero non vuoi sapere che cos&#8217;è?</p>
<p>Non so nemmeno più come mi chiamo: &#8220;Spara&#8221;, blatero.</p>
<p>&#8211; Un’equipe di scienziati del Massachussets ha dimostrato che fare del normale step con l’aggiunta di un aggeggio di gomma nell&#8217;ano aumenta il consumo di calorie del 34,6%, che raggiunge punte del 35,2% se gli esercizi vengono accompagnati da musica peruviana. <em>Et voilà</em>: Latin Wild Step!</p>
<p>&#8211; E che differenze ci sarebbero rispetto alla zumba?<br />
&#8211; Be’, in questo caso, quando arriverà giugno, quella di averlo preso nel culo non sarà una semplice sensazione.</p>
<p>&#8211; Quanto hai detto che costa iscriversi?</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-13380" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/04/settembre-buoni-propositi.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/i-buoni-propositi-di-settembre/">Settembre: buoni propositi</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>&#8220;Coma va il lavoro? E la morosa ce l&#8217;hai?&#8221;</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/coma-va-il-lavoro-e-la-morosa-ce-lhai/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[QuandoSiFaBuio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2014 14:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piccolo prontuario per difendersi dai convenevoli. Ci sono molti modi per sopravvivere su questo pianeta. Uno dei più accessibili è quello di sposare una causa e dedicare ad essa la propria vita: non è importante di quale causa si tratti, però è essenziale che divenga l&#8217;unica cosa che conta. Puoi cercare di salvare le foche, fare volontariato, supportare un ente benefico o, più semplicemente, riporre la tua vita nelle mani di Dio e rimetterti alla sua volontà così, qualunque cosa accada, potrai sempre dire che tu non c&#8217;entri un cazzo. Non è difficile, in fondo, ma è sicuramente un po&#8217; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Piccolo prontuario per difendersi dai <strong>convenevoli</strong>.</p>
<p>Ci sono molti modi per sopravvivere su questo pianeta. Uno dei più accessibili è quello di sposare una causa e dedicare ad essa la propria vita: non è importante di quale causa si tratti, però è essenziale che divenga l&#8217;unica cosa che conta. Puoi cercare di salvare le foche, fare volontariato, supportare un ente benefico o, più semplicemente, riporre la tua vita nelle mani di Dio e rimetterti alla sua volontà così, qualunque cosa accada, potrai sempre dire che tu non c&#8217;entri un cazzo. Non è difficile, in fondo, ma è sicuramente un po&#8217; faticoso, e io odio la fatica. La fatica e la mostarda. Quei maledetti fruttini appiccicosi e maleodoranti. Sapete <strong>cos&#8217;è l&#8217;iprite?</strong> è il gas con cui sterminarono milionate di persone nella seconda guerra mondiale. Sapete come lo chiamavano? <strong>Gas mostarda</strong>. Sapete fare due più due? Ecco, bravi.</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;altra cosa cosa che odio, ed è la routine: la tranquillizzante ripetizione quotidiana dei gesti e degli schemi sociali che contribuisce a dare ordine al pianeta. Ora, non voglio mettermi qui a fare l&#8217;anarchico, ci siamo dentro tutti, però se ogni tanto provate ad immaginare di uscire dal vostro corpo e guardarvi da fuori, mentre parlate con qualcuno, o vi trovate in un determinato posto, potreste, mentre vi osservate, scoprirvi a dire qualcosa del tipo «Che cazzo ci faccio io, qui?», oppure «Ma di che diavolo sto parlando?», o ancora «Davvero mi interessa &#8216;sta roba?». Cose così.<br />
Insomma, non è necessario parlare per forza. <strong><br />
</strong></p>
<h2><strong>PRENDETE I CONVENEVOLI, AD ESEMPIO</strong></h2>
<p>Veramente mi interessa sapere come sta il tizio che abita quattro case dopo la mia, quando lo incontro al supermercato? Sapere se sua figlia si è sposata? Convenire sul fatto che d&#8217;estate fa caldo e d&#8217;inverno fa freddo? Scoprire che ha sorpreso il suo cane mentre si scopava la pianta di ficus in giardino? Dai, siate onesti, ditelo che non ve ne importa un accidente.<br />
È umano, è giusto.<br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright" title="Drosophila Melanogaster" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/drosophila-melanogaster.jpg" alt="Drosophila Melanogaster" width="300" height="297" align="right" border="0" />Non abbiamo posto per tutti, dentro, a volte non ne abbiamo nemmeno per noi stessi.<br />
D&#8217;altra parte, i convenevoli fanno parte della storia dell’uomo e mi rendo conto che non si può pensare di debellare qualcosa di antico quasi quanto l’uso della parola: alcuni reperti storici che ho trovato nel giardino di mia nonna dimostrano come, un tempo, i testicoli dell’essere umano di sesso maschile avessero le dimensioni di una <em>Drosophila Melanogaster </em>(insetto che stimo, da quando ho scoperto che <a href="http://www.lescienze.it/news/2012/03/15/news/moscerino_alcol_dipendenza_neuropeptide_f_y_uomo_comportamento_frustrazione_sessuale_compensazione-906891/" target="_blank">annega le delusioni amorose nell’alcol</a>).  Con l’avvento del convenevole ed il conseguente carico di <em>smaronamento</em>quotidiano<br />
(calcolabile tramite la formula <em>convenevole x <img decoding="async" title="piccolo prontuario per difendersi dai convenevoli" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/tafazzi.gif" alt="piccolo prontuario per difendersi dai convenevoli" border="0" /> / tempo </em>dove<img decoding="async" title="piccolo prontuario per difendersi dai convenevoli" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/tafazzi.gif" alt="piccolo prontuario per difendersi dai convenevoli" border="0" />rappresenta <em>il coefficiente </em><em>δ di smaronamento universale</em>)</p>
<p>essi hanno raggiunto, negli anni, le dimensioni attuali. In tempi relativamente recenti, poi, l’implemento della superficie scrotale ha subìto un ulteriore slancio grazie alle seguenti invenzioni: le partenze intelligenti, le domeniche di apertura dei centri commerciali, il curling, le code per curiosi in autostrada, l’ultimo giorno dell’imperdibile offerta televisiva della Mondial Casa, il matrimonio e quelli che scrivono su facebook robe del tipo: “&#8230; e ora una bella doccia!”.</p>
<p>I convenevoli non si possono debellare, dicevamo: dunque bisogna conviverci, ma c’è modo e modo per farlo. La vita è fatta di tante piccole battaglie: vincerle non ti cambia l&#8217;esistenza, ma la migliora, almeno un po’. Quindi è necessario combattere: in un modo o nell’altro, tutti quanti ci siamo trovati a pronunciare frasi del tipo “Come va?”, “Bella giornata, eh?”, “Che caldo!”, “Quant’è solo bocca?”, e via dicendo. Come tante altre convenzioni che regolano i rapporti sociali tra gli esseri umani il convenevole è, se estrapolato dal contesto, un atto estremamente stupido: si dice una banalità aspettandosi che la risposta sia altrettanto banale. E ci può stare, sia chiaro: non è la fine del mondo sparare una frase standard aspettandosi una risposta standard, se questo contribuisce a mantenere l’equilibrio mondiale dei rapporti umani. Però, a volte, si potrebbe anche evitare. Ecco come.</p>
<p><strong>1) REALISTA</strong></p>
<p>Una prima possibilità è la seguente: rispondere seriamente. È grottesco, lo so, ma è proprio questo a rendere l’espediente efficace: nessuno si aspetta una risposta sensata ad un convenevole. Facciamo un esempio pratico: Natale e Crocifissa si conoscono appena, e un giorno si incontrano in ascensore. Hanno alcuni piani da superare insieme e, si sa, il peggior nemico del convenevole è il tempo: più ne hai, meno efficace sarà il risultato. Il classico “come stai bene grazie e tu anche io grazie” non dura più del tempo necessario ad ascendere dal piano terra al piano primo, accrescendo il senso di disagio per tutto il tempo rimanente. Ecco un esempio di cosa fare, dunque:</p>
<p>– Ciao!</p>
<p>– Ehi, ciao!</p>
<p>– Anche tu qui?</p>
<p>– Già.</p>
<p>– Allora, ehm… come va?</p>
<p><em>Q</em><em>ui entra in azione il piano anti-convenevole.</em></p>
<p>– Bene, grazie. Cioè, sì, insomma, abbastanza, ecco. Per la verità non del tutto bene, insomma, ci sono alcune cose che… è che sto di merda.</p>
<p>– …</p>
<p>– Voglio dire, che vita è? Che cazzo di vita è? Lavori come un mulo per poi ritrovarti a giugno a far di conto per capire se avrai abbastanza soldi per andare in ferie. Io non ci sto, perdio! Sai cosa pensavo, ieri? Pensavo che le aspirazioni sono una fottutissima inculata! Lo sai cosa volevo fare io? Lo sai? Ma no, tu non sai un accidente: io volevo fare la rockstar. La rockstar! Scrivere canzoni molto fiche e avere orde di ragazzine urlanti ai miei piedi, e invece sai cosa faccio? Servo panini in un fast food! E così mi tocca lavorare di sera, il fine settimana… non chiudono mai, quei maledetti posti: mai!  Arrivi a casa che puzzi di piscio di elefante. E tu, invece? Pensi di aver fatto una gran cosa, della tua vita? Eh? Ad un certo punto hai deciso che era ora di mettere la testa a posto, hai preso il primo pirla che si sia dimostrato in grado di sopportarti per un anno intero e te lo sei sposato: un tizio con il vestito sempre a posto e una laurea ad honorem in alettoni&amp;cerchi in lega. Bella vita di merda. Ah, a proposito: guarda che lo sanno tutti, che ti scopi il postino.</p>
<p>– …</p>
<p>– Tu invece, che mi racconti di bello?</p>
<p><strong>2) AMNESICO</strong></p>
<p>Due modi particolarmente efficaci sono i seguenti: perdere la memoria e morire. Dato che sul come la morte possa aiutare ad evitare i convenevoli non c&#8217;è molto da dire, mi occuperò dell&#8217;altro caso.</p>
<p>– Ciao, come stai?</p>
<p>– Ehi, chi diavolo sei tu?</p>
<p>– Veramente sarei tua madre.</p>
<p>– Ah. Be’, allora è pronto il latte col nesquik?</p>
<p>– Non bevi latte col nesquik da quando avevi dieci anni.</p>
<p>– E quanti ne ho ora?</p>
<p>– Trentacinque.</p>
<p>– Uhm, mi sa che mi sono perso qualcosa. Ehi, chi è quel tizio in TV?</p>
<p>– È il presidente degli Stati Uniti d’America.</p>
<p>– Ma che cazzo dici? È nero!</p>
<p><strong>2) TESTIMONE DI GEOVA</strong></p>
<p>– Ciao, come stai?</p>
<p>– Bene. Ora vado di casa in casa a portare la luce nel mondo.</p>
<p>– Enel?</p>
<p>– No. Geova.</p>
<p>A questo punto estraete con cautela il volantino che avete precedentemente infilato in tasca e proseguite con una frase del tipo: “Non vedi che il mondo va a rotoli? Sono gli ultimi giorni.”, oppure “Non preoccuparti se ti sembrano tutte cazzate: Geova metterà le cose a posto a suo tempo”, o ancora “Lo so che abbiamo sbagliato sette volte la data della fine del mondo, ma non vorrai mica intestardirti sui dettagli, vero?”: il malcapitato si dileguerà.</p>
<p><strong>3) CONTROPIEDISTA</strong></p>
<p>Lasciate che l&#8217;interlocutore abbia, per un istante, la convinzione di avere tutto sotto controllo: dopodiché passate all&#8217;attacco.</p>
<p>– Ciao, come st…</p>
<p>– Ciao, come stai?</p>
<p>– Bene, grazie, e t…</p>
<p>– Ottimo. Che mi racconti di bello? Novità?</p>
<p>– Ma, sai, il solito: lavoro, famiglia, e tu invec…</p>
<p>– E con tua moglie come va? Ho sentito che stavate per lasciarvi.</p>
<p>– Come? Ma chi ti ha detto una cosa del gen…</p>
<p>– Poco male. Era una troia.</p>
<p>E qui, se l’interlocutore vi risulta particolarmente antipatico, potete aggiungere qualcosa del tipo “Be’, ora vado: mi ero avvicinato solo per dirti questo”.</p>
<p><strong>4) FAN DELLE “LAS KETCHUP”</strong></p>
<p>– Ciao, come stai?</p>
<p>-Aserejè ja de jè de jebe tu de jebere</p>
<p>sebiunouva majabi an de bugui an de buididipi.</p>
<p><strong>5) PARANOICO</strong></p>
<p>– Ciao, come stai?</p>
<p>– È una domanda trabocchetto?</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-12940" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/11/VicinoMolesto.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/coma-va-il-lavoro-e-la-morosa-ce-lhai/">&#8220;Coma va il lavoro? E la morosa ce l&#8217;hai?&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>L&#8217;uomo che aveva gli occhi sul culo</title>
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		<pubDate>Mon, 07 Jul 2014 12:38:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Una volta stavo aspettando una ragazza: lei sarebbe dovuta arrivare dalla mia sinistra e allora io me ne stavo a cuore immobile con lo sguardo fisso da quel lato della strada, così l’avrei vista svoltare l’angolo e avrei pensato qualcosa del tipo Se le dico quanto è bella poi finisce che non mi crede. Lei avrebbe sorriso venendomi incontro, io avrei fatto lo stesso, e nessuno dei due si sarebbe accorto, in quel momento, che sarebbero stati gli istanti più belli, più di tutto quello che c’è stato dopo. Sta di fatto che lei, invece, è arrivata da destra: era [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Una volta stavo aspettando una ragazza: lei sarebbe dovuta arrivare dalla mia sinistra e allora io me ne stavo a cuore immobile con lo sguardo fisso da quel lato della strada, così l’avrei vista svoltare l’angolo e avrei pensato qualcosa del tipo <em>Se</em><em> le dico quanto è bella poi finisce che non mi crede. </em>Lei avrebbe sorriso venendomi incontro, io avrei fatto lo stesso, e nessuno dei due si sarebbe accorto, in quel momento, che sarebbero stati gli istanti più belli, più di tutto quello che c’è stato dopo.</p>
<p>Sta di fatto che lei, invece, è arrivata da destra: era andata a fare una commissione per sua madre o chi se lo ricorda cosa, e aveva percorso un’altra strada.</p>
<p>Così io me ne stavo con lo sguardo fisso di qua ma lei è arrivata da là e invece di dirmi qualcosa del tipo <em>Ciao </em>se n’è rimasta lì a guardarmi, in silenzio. Io, mica me ne sono accorto. A un certo punto sento un <em>Ehi </em>e mi giro e c’è lei e le dico <em>Cazzo, hai rovinato la parte migliore </em>e lei risponde <em>Cosa? </em>E io <em>Niente, lascia stare.</em></p>
<p>Tutto questo per dire che a volte certe cose proprio non te le aspetti, come quando il mio amico Martin si è svegliato e ha scoperto di avere gli occhi sul culo, letteralmente. Uno per chiappa. Non che si fossero spostati, eh: erano cresciuti, evidentemente.</p>
<p>Un secondo paio di occhi sul retro, belli grandi.</p>
<div style="width: 530px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" title="L'uomo che aveva gli occhi sul culo" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/copertina.jpg" alt="L'uomo che aveva gli occhi sul culo" width="520" height="324" border="0" /><p class="wp-caption-text">L&#8217;uomo che aveva gli occhi sul culo</p></div>
<p>Quando ci succedono cose strane siamo istintivamente portati a pensare che ci sia una spiegazione logica, e che certamente non siamo i primi ai quali è successa una cosa del genere. C’è troppa gente, al mondo: vuoi che a nessuno mai siano cresciuti degli occhi sulle chiappe?<br />
Orsù.<br />
Così Martin se ne andava in giro a chiedere agli amici se questa cosa  potesse effettivamente essere considerata normale e nessuno sapeva bene come rispondergli <em>no </em>senza pronunciare la parola <em>no. </em>Non è mica semplice: se devi dire <em>banana </em>senza dire <em>banana </em>è un conto, ma dire <em>no</em>senza dire <em>no </em>può risultare particolarmente complicato. Le risposte alla domanda di Martin È<em> normale? </em>Erano più o meno queste: <em>Sì, però fatti dare un’occhiata; Sì, però è raro; Sì, però chiudili prima di sederti sul cesso; Sì, però…</em></p>
<p>La verità è che quando diciamo  <em>Sì, però </em>stiamo dicendo <em>no.</em><br />
Così ho tentato un’altra strada: cercare di far capire a Martin la differenza tra cosa può essere considerato normale e cosa non può esserlo, con un esempio pratico:<br />
<em>Allora, se vai su youporn e ci trovi il video di una che fa un pompino, quello è normale: se vai su youporn e ci trovi il video di tua mamma che fa un pompino a un grizzly, quello non è normale. Capisci, Martin?<br />
</em>Martin capiva.</p>
<p>C’era poi quella faccenda della miopia: il secondo paio di occhi, dopo essere stati visitati da un incuriosito quanto timoroso oculista, sono risultati essere sprovvisti di alcune diottrie normalmente in dotazione e, data la dimensione degli occhi stessi, non era certo possibile pensare a delle lenti a contatto. Ma come reggere degli occhiali in assenza di orecchie? Prendendole da uno morto e applicandosele alle anche, ovviamente. Ma già che ci siamo, mica le facciamo di bellezza e basta, eh: due orecchie funzionanti. Et voilà, ecco a voi un culo vedente e udente. Poi è stato un attimo dire a Martin di leggersi <em>Pasto nudo </em>di Burroughs, nel quale c’è un uomo che insegna al suo buco del culo a parlare. La letteratura ci aiuta a crescere, e così Martin ha imparato. Insomma, ora c’ha una vera e propria faccia didietro: manca solo il naso, giusto perché avrebbe creato qualche problema con quella faccenda del sedersi.<br />
Invidio Martin ferocemente: ora se ne va in giro con le sue due facce, una davanti e una dietro, decidendo di volta in volta quale lato di sé esporre al proprio interlocutore.<br />
Come facciamo tutti, del resto.<br />
Lui, però, è giustificato.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-27260" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/occhisulculo.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/luomo-che-aveva-gli-occhi-sul-culo/">L&#8217;uomo che aveva gli occhi sul culo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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