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	<title>classificazioni Archivi - odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>Pagellone da 10 a 1 su Brescia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Loggia Massonica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 15:03:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
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		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Voto 10 alla fine di Christo e Jeanne Claude. Uno dei dieci posti dove esserci nel 2016. NEL PIANETA. Dopo code leggendarie, malori, treni scadenti e critiche mai costruttive, sono tornati tutti fermi in macchina verso Toscolano. Ciao ciao lago d’iseo. Voto 9 alla sensibilizzazione del cittadino alla nuova frontiera bresciana della raccolta differenziata; per dare grande segno di appartenenza alla faccenda, la mia vicina di casa ha messo un divano a fianco del cassonetto. Severa ma giusta. Voto 8 al manipolo di uomini scelti che vaga per la città durante le notti bianche, grigie e pure nere. Improvvisatisi attori, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Voto 10</strong> alla fine di Christo e Jeanne Claude. Uno dei dieci posti dove esserci nel 2016. NEL PIANETA. Dopo code leggendarie, malori, treni scadenti e critiche mai costruttive, sono tornati tutti fermi in macchina verso Toscolano. Ciao ciao lago d’iseo.</p>
<div id="attachment_9675" style="width: 1008px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9675" class="size-full wp-image-9675" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/10.jpg" alt="The Floating Piers - Mazzone" width="998" height="397" /><p id="caption-attachment-9675" class="wp-caption-text">The Floating Piers &#8211; Mazzone</p></div>
<p><strong>Voto 9</strong> alla sensibilizzazione del cittadino alla nuova frontiera bresciana della raccolta differenziata; per dare grande segno di appartenenza alla faccenda, la mia vicina di casa ha messo un divano a fianco del cassonetto. Severa ma giusta.</p>
<div id="attachment_9676" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9676" class="size-full wp-image-9676" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/09.jpg" alt="Un divano per riposarsi vicino ai cassonetti" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9676" class="wp-caption-text">Un divano per riposarsi vicino ai cassonetti</p></div>
<p><strong>Voto 8</strong> al manipolo di uomini scelti che vaga per la città durante le notti bianche, grigie e pure nere. Improvvisatisi attori, taluni fingevano di non sapere nulla di arte, di musei, code e biglietti. Qualcuno ha tirato fuori il meglio di sé smanacciando quadri. Eroi.</p>
<div id="attachment_9677" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9677" class="size-full wp-image-9677" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/08.jpg" alt="Notte bianca a Brescia" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9677" class="wp-caption-text">Notte bianca a Brescia</p></div>
<p><strong>Voto 7</strong> al solito problema pm10. La città prende 178 provvedimenti, ma se in città hai più traffico che a Manhattan, più acciaierie che oratori, autostrade tangenziali cantieri e inceneritori… forse è il caso di cambiare strategia!</p>
<div id="attachment_9678" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9678" class="size-full wp-image-9678" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/07.jpg" alt="manhattan traffic" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9678" class="wp-caption-text">Manhattan traffic</p></div>
<p><strong>Voto 6</strong> alla battage di fine estate: il murale di Largo Formentone! Alla fine pare si farà dopo l’inverno. Con tutti i pro ed i contro ma pagato totalmente da alcuni sponsor. Finalmente qualcosa che accorda tutti (loggia inclusa) e sembra possa non essere la solita puttanata. (Vi ricordate la bellissima tettoia tratta da Schindler’s List). Speriamo bene.</p>
<div id="attachment_9679" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9679" class="size-full wp-image-9679" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/06.jpg" alt="Schindler’s List" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9679" class="wp-caption-text">Schindler’s List</p></div>
<p><strong>Voto 5</strong> alla polizia locale del comune di Brescia, gli agenti si travestono da Diabolik e mentre scendi dalla macchina 45 secondi per entrare dal tabaccaio , nell’ombra dell’autunno ti appoggiano un 40 euro di multa sul vetro. Nel frattempo i facinorosi giocano a briscola senza tregua. #signoraggio.</p>
<div id="attachment_9680" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9680" class="size-full wp-image-9680" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/05.jpg" alt="Diabolik &amp; Eva" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9680" class="wp-caption-text">Diabolik &amp; Eva</p></div>
<p><strong>Voto 4</strong> al fenomeno centri commerciali. Tutti li odiano, tutti li criticano. Tutti guardano dal divano di casa la fantastica tv presa in offerta, quel giorno che sono andati a prendere il frullatore. Ora Brescia vince il campionato mondiale per densità. A breve l’apertura di un Walmart tra le rotonde della tangenziale.</p>
<div id="attachment_9681" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9681" class="size-full wp-image-9681" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/04.jpg" alt="Walmart people" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9681" class="wp-caption-text">Walmart people</p></div>
<p><strong>Voto 3</strong> ai cittadini lamentoni per la solita confusione in Carmine, san Faustino, piazza Arnaldo, castello e tutte le vie dove ci sia qualsiasi forma di vita dopo le 18.00. Si teme siano gli stessi che con seriosissimo sdegno criticano il comune nei 17 giorni all’anno senza qualcosa da fare o vedere. Burloni.</p>
<div id="attachment_9682" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9682" class="size-full wp-image-9682" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/03.jpg" alt="Via San Faustino in una cartolina degli anni '20 del Novecento" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9682" class="wp-caption-text">Via San Faustino in una cartolina degli anni &#8217;20 del Novecento</p></div>
<p><strong>Voto 2</strong> al maxi aumento dell’acqua previsto per Brescia e provincia. Il peso dell’inquinamento si trasforma in dollari. Probabilmente la soluzione finale è fare in modo che dai rubinetti delle nostre case fuoriesca solo acqua Evian.. costerebbe meno. Lo so lo so, non lo sapessi ma lo so.</p>
<div id="attachment_9684" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9684" class="size-full wp-image-9684" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/02.jpg" alt="Bere acqua" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9684" class="wp-caption-text">Bere acqua</p></div>
<p><strong>Voto 1</strong> alla questione extracomunitari. Espulsioni, criminali, brava gente e poveretti. Non spetta dare qua il giudizio, ma il pensiero che forse prevenire è meglio che curare. Non è colpa di nessuno ma forse è tempo di cambiare sistema. Si ripete da anni. Non dovremmo nemmeno parlarne più.</p>
<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9686" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/01.jpg" alt="Salvini" width="1000" height="308" /></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-96740" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/Copertina.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/pagellone-10-1-brescia/">Pagellone da 10 a 1 su Brescia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Come ti approccio una tipa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Never]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 03:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[approcci]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Avete mai visto l’approccio dei ragazzi alle ragazze? Non intendo vederlo e basta, ma se vi siete soffermati un secondo ad analizzare questa atavica usanza del bipede maschile: vi si notano alcuni elementi distintivi che sebbene diametralmente diversi tra loro garantiscono lo stesso terrificante grado di successo: zero! E la cosa peggiore è che sono ripetitivi! Ergo il bipede maschile non è un animale auto apprendente: non impara dai suoi errori. Anzi, si potrebbe dire che non impara proprio un cazzo di niente, infatti non trae giovamento nemmeno dai molteplici fallimenti dei suoi simili. Proviamo a metterli per iscritto, sia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avete mai visto l’<strong>approccio dei ragazzi alle ragazze</strong>?<br />
Non intendo vederlo e basta, ma se vi siete soffermati un secondo ad analizzare questa atavica usanza del bipede maschile: vi si notano alcuni elementi distintivi che sebbene diametralmente diversi tra loro garantiscono lo stesso terrificante grado di successo: zero!</p>
<p>E la cosa peggiore è che sono ripetitivi! Ergo il bipede maschile non è un animale auto apprendente: non impara dai suoi errori. Anzi, si potrebbe dire che non impara proprio un cazzo di niente, infatti non trae giovamento nemmeno dai molteplici fallimenti dei suoi simili.</p>
<p>Proviamo a metterli per iscritto, sia mai che come dicevano i latini <em>verba volant…..</em></p>
<p><strong>L’IMPACCIATO</strong></p>
<p>È il classico ragazzotto poco spigliato, che memore dei telefilm anni ’80 vorrebbe presentarsi a casa della sua bella con un mazzo di fiori per invitarla al ballo del liceo. Transuma questa sua immagine in approcci di una tenerezza infinita, ma scarsamente efficaci del tipo:</p>
<p>“Piacere, mi chiamo Marzio” allungando la mano come ad un incontro di lavoro sotto lo sguardo attonito di ragazze che fino a 2 secondi prima non l’avevano nemmeno visto, oppure: “Scusate il disturbo, sono Luigi..ho visto che eravate qui in piedi a parlare fitto fitto e….”…..e appunto sei andato a rompere i coglioni!  Il suo difetto più grande è che molte volte questo atavico esemplare è di una testardaggine impressionante: nel senso che non capisce quando è ora di andare fuori dal cazzo e tagliare la corda. È convinto che le donzelle in questione siano oramai una sua proprietà perché le “ha viste per primo” e quindi le poverette devono sorbirsi un’immane triturata di palle fino a quando esauste riescono a liquidarlo con il classico: “Devo andare alla toilette, mi accompagni Ines? È stato un piacere… ehm…<strong>Gino</strong>, ci vediamo dopo”.</p>
<p><strong>IL TUTTOLOGO</strong></p>
<p>Questo strano esemplare crede di possedere le chiavi del sapere.</p>
<p>In senso lato.</p>
<p>Non importa molto come approccia un gruppo di ragazze, ciò che conta è che lui le contraddirà sempre. È abituato a farlo nella vita e con ancora maggior vigore si intestardisce in quest’odioso atteggiamento con il gentil sesso. Non riesce proprio a capire che <strong>Luisella</strong> e <strong>Maria</strong> se ne sbattono altamente le palle se lui ha scoperto al liceo il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bosone_di_Higgs" target="_blank">bosone di Higgs </a></strong>e tantomeno a <strong>Giulia</strong> e <strong>Roberta</strong> importa un cazzo delle sue gite in <strong><a title="Birmania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Birmania" target="_blank">Birmania</a></strong>. Conosce tutti gli argomenti del mondo e ha sempre una visione alternativa e più aggiornata. Dovete piantare un fiore in giardino? Lui vi consiglierà quel particolare Bonsai che arriva da una sperduta isola dell’Indonesia che resiste al freddo, al caldo, alla pioggia, al vento e non bisogna di cure quotidiane. Stai pensando di dare una pitturata all’appartamento? Avrà appena utilizzato delle  super vernici eco-bio-compatibili rarissime importate dall’Olanda consigliategli da uno zio espatriato dopo la guerra. È giunto il momento di cambiare compagnia telefonica? Fermati! Sono tutti farabutti! Lui ormai utilizza da anni solo Skype e Viber con cui parla per ore con amici australiani. Gratis. E così via per ogni argomento, rimarcando una spocchiosità tanto odiosa quanto melliflua che rende immediato il triste epilogo della serata: il più delle volte dopo 15/20 minuti sono i suoi stessi amici a spararsi nelle palle pur di avere una scusa per andarsene mentre le tipe si scambiano l’un l’altra sguardi compassionevoli ma che lasciano intendere l’univoco pensiero: “Due palle lui qua…”</p>
<p><strong>IL BRILLANTONE</strong></p>
<p>Il suo tipo di approccio è: “Salve ragazze! Bevete qualcosa?” Ben vestito, con un sorriso da cazzone ben in vista tenta di trascinare le sventurate al bancone del locale. Per lui è scontato che tutte debbano almeno bere un drink con lui. Ed è impensabile che fino al suo arrivo qualcuna abbia deciso di farsi un pirlo col campari senza aspettare “Mister Offro io”. Intimamente sa – DEVE SAPERLO CAZZO! – che nove volte su dieci le ragazze rifiutano l’offerta al primo colpo, ma Lui non ha un piano B: insiste imperterrito a forzare l’invito, sbalordito dal fatto che la serata sia partita senza che sia stato lui ad aprire le danze.</p>
<p>Ma come può non esserti venuto in mente che magari <strong>Marina</strong> e <strong>Sara</strong> da bere se lo prendevano per i fatti loro se avessero avuto sete? O che<strong>Elena</strong> e <strong>Rosy</strong> lo hanno preso in tutta fretta proprio per evitare che un coglione come te arrivasse ad offrirglielo senza dire un cazzo prima? Ma chi cazzo sei ? Il cameriere?</p>
<p><strong>QUELLO CHE GUARDA &#8211; Duro</strong></p>
<p>È il classico belloccio sfigato che pensa di avere lo sguardo di <strong><a title="Citazioni di Clark Gable" href="http://it.wikiquote.org/wiki/Clark_Gable" target="_blank">Clark Gable</a></strong>. Indossa sempre camicie  aperte sul petto dove risaltano le più improbabili collane e al polso porta sfarzosi orologi. Sempre impomatato e in ordine, passa il tempo a fissare ogni tipo di ragazza. A volte si concede un mezzo sorriso tirato su un lato della bocca, ma il più delle volte lo sguardo è truce. In realtà lui non sta guardando una ragazza in particolare, lui si vede riflesso nel grande vuoto cosmico: si immagina come Ester sia sconvolta dalla sua infinita bellezza e stia ribollendo agitata dal suo sguardo maschio. Prima di andarsene lancia sempre un ultimo sguardo, un ultimo avvertimento, come ad ammonire: “Lo vedi, ora me ne vado! Lo sai cosa ti sei persa!”. Anche Linda lo guarda, ma per dire: “Coglione, era ora che ti levavi dalle palle! Con tutto quel profumo stavi inquinando oltremodo l’ambiente”.</p>
<p><strong>QUELLO CHE GUARDA – Malinconico</strong></p>
<p>È la versione alternativa del di lui sopra. Più che allo sguardo di <strong>Clark Gable</strong> pensa all’immagine da uomo-tormentato che deve trasmettere. È certo che a lui e soltanto a lui siano capitate le disavventure più ingiuste e cela nei suoi atteggiamenti un messaggio da “ma che cazzo ne sapete voi di me” che nel corso della serata ambisce a diventare un messaggio di “ma che cazzo ne sapete voi della vita”. Lo sguardo è sempre fugace, a volte profondo, ma sempre con quel velo di disappunto dell’uomo che vorrei-ma-non-posso. Nell’arco della serata incrocia il tuo sguardo svariate volte, a volte insistito, a volte sfuggente. Anche lui prima di andarsene ti guarda un’ultima volta come a dire: “Sto andando, avrei fatto qualsiasi cosa per te, ma non posso”. Ma in realtà è un pirla, come dice <strong>Gisella</strong> alla sua amica <strong>Teresa</strong>: “Quel pirla ha fatto 8 volte il giro del locale e poi se ne è andato senza dirmi nemmeno ciao! Se invece di passare la serata a cercare l’inquadratura migliore si avvicinava magari si combinava!”</p>
<p><strong>QUELLI CHE VANNO</strong></p>
<p>Generalmente sono più di due. Ma quasi mai più di quattro. Quindi non si può dire che si muovono in branco, come i lupi. Anche perché più che lupi sono agnelli. Nel senso che non nuociono a nessuno perché sanno esattamente come andranno le cose: ovvero di merda. Quando entrano in un locale le vedono subito le <em>“fighe”,</em> ma poi, se non sono in serata di grazia o sorretti da una logistica di primo livello (= 4 <a title="E tu di che pirlo sei?" href="http://www.odiopiccolo.com/op-blog/item/665-e-tu-di-che-pirlo-sei?.html" target="_blank">pirli con campari </a>a digiuno + svariate birre o gin tonic) aspettano sempre quei minuti deleteri che permettono loro di pensare cosa fare. Conoscono i 5 personaggi di cui sopra e sanno che non possono finire come loro, pena la morte mediatica. Non possono semplicemente presentarsi, è da escludersi. È impensabile inserirsi in un argomento qualsiasi, anche perché per loro stessa ammissione non sanno un cazzo di niente. Offrire da bere “a secco” è da sfigati di prim’ordine. Guardano, ma non troppo. Sanno come si potrebbe essere classificati. Allora finiscono per farsi i cazzi loro, almeno apparentemente, stando nelle vicinanze delle ragazze.  Il più delle volte ghignano per la loro stessa inettitudine e cercano il supporto di una logistica che ormai è troppo tardi per organizzare.</p>
<p>Finché uno del gruppo, in un attimo di lucida genialità, esclama: “Qui non c’è un cazzo da fare, facciamo quelli che vanno…”</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-23670" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/come-ti-approccio-una-tipa.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/come-ti-approccio-una-tipa/">Come ti approccio una tipa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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			</item>
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		<title>&#8220;Coma va il lavoro? E la morosa ce l&#8217;hai?&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[QuandoSiFaBuio]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Nov 2014 14:30:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[classificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[vicino]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Piccolo prontuario per difendersi dai convenevoli. Ci sono molti modi per sopravvivere su questo pianeta. Uno dei più accessibili è quello di sposare una causa e dedicare ad essa la propria vita: non è importante di quale causa si tratti, però è essenziale che divenga l&#8217;unica cosa che conta. Puoi cercare di salvare le foche, fare volontariato, supportare un ente benefico o, più semplicemente, riporre la tua vita nelle mani di Dio e rimetterti alla sua volontà così, qualunque cosa accada, potrai sempre dire che tu non c&#8217;entri un cazzo. Non è difficile, in fondo, ma è sicuramente un po&#8217; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Piccolo prontuario per difendersi dai <strong>convenevoli</strong>.</p>
<p>Ci sono molti modi per sopravvivere su questo pianeta. Uno dei più accessibili è quello di sposare una causa e dedicare ad essa la propria vita: non è importante di quale causa si tratti, però è essenziale che divenga l&#8217;unica cosa che conta. Puoi cercare di salvare le foche, fare volontariato, supportare un ente benefico o, più semplicemente, riporre la tua vita nelle mani di Dio e rimetterti alla sua volontà così, qualunque cosa accada, potrai sempre dire che tu non c&#8217;entri un cazzo. Non è difficile, in fondo, ma è sicuramente un po&#8217; faticoso, e io odio la fatica. La fatica e la mostarda. Quei maledetti fruttini appiccicosi e maleodoranti. Sapete <strong>cos&#8217;è l&#8217;iprite?</strong> è il gas con cui sterminarono milionate di persone nella seconda guerra mondiale. Sapete come lo chiamavano? <strong>Gas mostarda</strong>. Sapete fare due più due? Ecco, bravi.</p>
<p>C&#8217;è un&#8217;altra cosa cosa che odio, ed è la routine: la tranquillizzante ripetizione quotidiana dei gesti e degli schemi sociali che contribuisce a dare ordine al pianeta. Ora, non voglio mettermi qui a fare l&#8217;anarchico, ci siamo dentro tutti, però se ogni tanto provate ad immaginare di uscire dal vostro corpo e guardarvi da fuori, mentre parlate con qualcuno, o vi trovate in un determinato posto, potreste, mentre vi osservate, scoprirvi a dire qualcosa del tipo «Che cazzo ci faccio io, qui?», oppure «Ma di che diavolo sto parlando?», o ancora «Davvero mi interessa &#8216;sta roba?». Cose così.<br />
Insomma, non è necessario parlare per forza. <strong><br />
</strong></p>
<h2><strong>PRENDETE I CONVENEVOLI, AD ESEMPIO</strong></h2>
<p>Veramente mi interessa sapere come sta il tizio che abita quattro case dopo la mia, quando lo incontro al supermercato? Sapere se sua figlia si è sposata? Convenire sul fatto che d&#8217;estate fa caldo e d&#8217;inverno fa freddo? Scoprire che ha sorpreso il suo cane mentre si scopava la pianta di ficus in giardino? Dai, siate onesti, ditelo che non ve ne importa un accidente.<br />
È umano, è giusto.<br />
<img loading="lazy" decoding="async" class="alignright" title="Drosophila Melanogaster" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/drosophila-melanogaster.jpg" alt="Drosophila Melanogaster" width="300" height="297" align="right" border="0" />Non abbiamo posto per tutti, dentro, a volte non ne abbiamo nemmeno per noi stessi.<br />
D&#8217;altra parte, i convenevoli fanno parte della storia dell’uomo e mi rendo conto che non si può pensare di debellare qualcosa di antico quasi quanto l’uso della parola: alcuni reperti storici che ho trovato nel giardino di mia nonna dimostrano come, un tempo, i testicoli dell’essere umano di sesso maschile avessero le dimensioni di una <em>Drosophila Melanogaster </em>(insetto che stimo, da quando ho scoperto che <a href="http://www.lescienze.it/news/2012/03/15/news/moscerino_alcol_dipendenza_neuropeptide_f_y_uomo_comportamento_frustrazione_sessuale_compensazione-906891/" target="_blank">annega le delusioni amorose nell’alcol</a>).  Con l’avvento del convenevole ed il conseguente carico di <em>smaronamento</em>quotidiano<br />
(calcolabile tramite la formula <em>convenevole x <img decoding="async" title="piccolo prontuario per difendersi dai convenevoli" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/tafazzi.gif" alt="piccolo prontuario per difendersi dai convenevoli" border="0" /> / tempo </em>dove<img decoding="async" title="piccolo prontuario per difendersi dai convenevoli" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/quandosifabuio/tafazzi.gif" alt="piccolo prontuario per difendersi dai convenevoli" border="0" />rappresenta <em>il coefficiente </em><em>δ di smaronamento universale</em>)</p>
<p>essi hanno raggiunto, negli anni, le dimensioni attuali. In tempi relativamente recenti, poi, l’implemento della superficie scrotale ha subìto un ulteriore slancio grazie alle seguenti invenzioni: le partenze intelligenti, le domeniche di apertura dei centri commerciali, il curling, le code per curiosi in autostrada, l’ultimo giorno dell’imperdibile offerta televisiva della Mondial Casa, il matrimonio e quelli che scrivono su facebook robe del tipo: “&#8230; e ora una bella doccia!”.</p>
<p>I convenevoli non si possono debellare, dicevamo: dunque bisogna conviverci, ma c’è modo e modo per farlo. La vita è fatta di tante piccole battaglie: vincerle non ti cambia l&#8217;esistenza, ma la migliora, almeno un po’. Quindi è necessario combattere: in un modo o nell’altro, tutti quanti ci siamo trovati a pronunciare frasi del tipo “Come va?”, “Bella giornata, eh?”, “Che caldo!”, “Quant’è solo bocca?”, e via dicendo. Come tante altre convenzioni che regolano i rapporti sociali tra gli esseri umani il convenevole è, se estrapolato dal contesto, un atto estremamente stupido: si dice una banalità aspettandosi che la risposta sia altrettanto banale. E ci può stare, sia chiaro: non è la fine del mondo sparare una frase standard aspettandosi una risposta standard, se questo contribuisce a mantenere l’equilibrio mondiale dei rapporti umani. Però, a volte, si potrebbe anche evitare. Ecco come.</p>
<p><strong>1) REALISTA</strong></p>
<p>Una prima possibilità è la seguente: rispondere seriamente. È grottesco, lo so, ma è proprio questo a rendere l’espediente efficace: nessuno si aspetta una risposta sensata ad un convenevole. Facciamo un esempio pratico: Natale e Crocifissa si conoscono appena, e un giorno si incontrano in ascensore. Hanno alcuni piani da superare insieme e, si sa, il peggior nemico del convenevole è il tempo: più ne hai, meno efficace sarà il risultato. Il classico “come stai bene grazie e tu anche io grazie” non dura più del tempo necessario ad ascendere dal piano terra al piano primo, accrescendo il senso di disagio per tutto il tempo rimanente. Ecco un esempio di cosa fare, dunque:</p>
<p>– Ciao!</p>
<p>– Ehi, ciao!</p>
<p>– Anche tu qui?</p>
<p>– Già.</p>
<p>– Allora, ehm… come va?</p>
<p><em>Q</em><em>ui entra in azione il piano anti-convenevole.</em></p>
<p>– Bene, grazie. Cioè, sì, insomma, abbastanza, ecco. Per la verità non del tutto bene, insomma, ci sono alcune cose che… è che sto di merda.</p>
<p>– …</p>
<p>– Voglio dire, che vita è? Che cazzo di vita è? Lavori come un mulo per poi ritrovarti a giugno a far di conto per capire se avrai abbastanza soldi per andare in ferie. Io non ci sto, perdio! Sai cosa pensavo, ieri? Pensavo che le aspirazioni sono una fottutissima inculata! Lo sai cosa volevo fare io? Lo sai? Ma no, tu non sai un accidente: io volevo fare la rockstar. La rockstar! Scrivere canzoni molto fiche e avere orde di ragazzine urlanti ai miei piedi, e invece sai cosa faccio? Servo panini in un fast food! E così mi tocca lavorare di sera, il fine settimana… non chiudono mai, quei maledetti posti: mai!  Arrivi a casa che puzzi di piscio di elefante. E tu, invece? Pensi di aver fatto una gran cosa, della tua vita? Eh? Ad un certo punto hai deciso che era ora di mettere la testa a posto, hai preso il primo pirla che si sia dimostrato in grado di sopportarti per un anno intero e te lo sei sposato: un tizio con il vestito sempre a posto e una laurea ad honorem in alettoni&amp;cerchi in lega. Bella vita di merda. Ah, a proposito: guarda che lo sanno tutti, che ti scopi il postino.</p>
<p>– …</p>
<p>– Tu invece, che mi racconti di bello?</p>
<p><strong>2) AMNESICO</strong></p>
<p>Due modi particolarmente efficaci sono i seguenti: perdere la memoria e morire. Dato che sul come la morte possa aiutare ad evitare i convenevoli non c&#8217;è molto da dire, mi occuperò dell&#8217;altro caso.</p>
<p>– Ciao, come stai?</p>
<p>– Ehi, chi diavolo sei tu?</p>
<p>– Veramente sarei tua madre.</p>
<p>– Ah. Be’, allora è pronto il latte col nesquik?</p>
<p>– Non bevi latte col nesquik da quando avevi dieci anni.</p>
<p>– E quanti ne ho ora?</p>
<p>– Trentacinque.</p>
<p>– Uhm, mi sa che mi sono perso qualcosa. Ehi, chi è quel tizio in TV?</p>
<p>– È il presidente degli Stati Uniti d’America.</p>
<p>– Ma che cazzo dici? È nero!</p>
<p><strong>2) TESTIMONE DI GEOVA</strong></p>
<p>– Ciao, come stai?</p>
<p>– Bene. Ora vado di casa in casa a portare la luce nel mondo.</p>
<p>– Enel?</p>
<p>– No. Geova.</p>
<p>A questo punto estraete con cautela il volantino che avete precedentemente infilato in tasca e proseguite con una frase del tipo: “Non vedi che il mondo va a rotoli? Sono gli ultimi giorni.”, oppure “Non preoccuparti se ti sembrano tutte cazzate: Geova metterà le cose a posto a suo tempo”, o ancora “Lo so che abbiamo sbagliato sette volte la data della fine del mondo, ma non vorrai mica intestardirti sui dettagli, vero?”: il malcapitato si dileguerà.</p>
<p><strong>3) CONTROPIEDISTA</strong></p>
<p>Lasciate che l&#8217;interlocutore abbia, per un istante, la convinzione di avere tutto sotto controllo: dopodiché passate all&#8217;attacco.</p>
<p>– Ciao, come st…</p>
<p>– Ciao, come stai?</p>
<p>– Bene, grazie, e t…</p>
<p>– Ottimo. Che mi racconti di bello? Novità?</p>
<p>– Ma, sai, il solito: lavoro, famiglia, e tu invec…</p>
<p>– E con tua moglie come va? Ho sentito che stavate per lasciarvi.</p>
<p>– Come? Ma chi ti ha detto una cosa del gen…</p>
<p>– Poco male. Era una troia.</p>
<p>E qui, se l’interlocutore vi risulta particolarmente antipatico, potete aggiungere qualcosa del tipo “Be’, ora vado: mi ero avvicinato solo per dirti questo”.</p>
<p><strong>4) FAN DELLE “LAS KETCHUP”</strong></p>
<p>– Ciao, come stai?</p>
<p>-Aserejè ja de jè de jebe tu de jebere</p>
<p>sebiunouva majabi an de bugui an de buididipi.</p>
<p><strong>5) PARANOICO</strong></p>
<p>– Ciao, come stai?</p>
<p>– È una domanda trabocchetto?</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-12940" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/11/VicinoMolesto.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/coma-va-il-lavoro-e-la-morosa-ce-lhai/">&#8220;Coma va il lavoro? E la morosa ce l&#8217;hai?&#8221;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Devo (i postumi del lunedì)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sofisticata Verga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 10:34:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[classificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[lunedì]]></category>
		<category><![CDATA[propositi]]></category>
		<category><![CDATA[sbornia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è per mettere troppa carne al fuoco, ma ci sono veramente questioni prioritarie da affrontare, soluzioni da prendere, affari da concludere. 1. Devo andare in bagno. (Scherzo) 2. Devo decidermi a finire almeno uno dei ben 4 libri che ho iniziato, che fa tanto intellettuale, ma anche tanto casinista. 3. Devo decidere cosa fare questo week-end. Si, siamo solo a lunedì, ma ciò non toglie il fatto che a Brescia ci vuole una certa programmazione anche per rivedersi sempre negli stessi posti a dirsi le stesse, cose con la stessa sequenza. A volte il brivido sta tutto nell’ordinare un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è per mettere troppa carne al fuoco, ma ci sono veramente questioni prioritarie da affrontare, soluzioni da prendere, affari da concludere.</p>
<p>1. Devo andare in bagno. (Scherzo)</p>
<p>2. Devo decidermi a finire almeno uno dei ben 4 libri che ho iniziato, che fa tanto intellettuale, ma anche tanto casinista.</p>
<p>3. Devo decidere cosa fare questo week-end. Si, siamo solo a lunedì, ma ciò non toglie il fatto che a Brescia ci vuole una certa programmazione anche per rivedersi sempre negli stessi posti a dirsi le stesse, cose con la stessa sequenza. A volte il brivido sta tutto nell’ordinare un cocktail dal nome esotico.</p>
<p>4. Devo ricominciare a responsabilizzarmi con le piante di casa mia a testimonianza del fatto che, se volessi, potrei essere una buona madre.</p>
<p>5. Devo decidere cosa fare di tre quarti dei vestiti che ho nell&#8217;armadio senza aspettare che diventino vintage per badanti russe.</p>
<p>6. Devo comprare una borsa nuova. Una di quelle immortali che durino più di una stagione modaiola e che nessuno mi chieda dove l&#8217;ho comprata, perché poi, star li a spiegare che non l&#8217;ho presa da Zara anche se ci lavoro, è come spiegare il sesso ai bambini. Faticoso e imbarazzante. Per i bambini, dico.</p>
<p>7. Devo riflettere sul fatto che, forse, una borsa nuova non mi serve. E con quei soldi potrei andare un sacco di volte in sala giochi, tipo.</p>
<p>8. Devo capire perché dico certe boiate come qui sopra.</p>
<p>9. Devo contare fino a 1000 prima di parlare</p>
<p>10. Cfr. punto 9. Perché, magari, mi basta contare solo fino a 10…</p>
<p>11. Devo trovare qualcuno che mi regali una casa con un giardino e un cane perché ho bisogno di verde. Potrei aggiungere “ a mia insaputa”, ma eviterò. Però che bello, quando succede, no? Perche’ succede.</p>
<p>12. Devo valutare se oggi è la giornata giusta per iniziare a non mangiarsi più le unghie quando sono nervosa. Bisogna sentirsele, certe cose.</p>
<p>13. Devo andare in bagno. (sul serio).</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-26200" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/devo.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/devo-i-postumi-del-lunedi/">Devo (i postumi del lunedì)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>I bresciani (e non solo) su facebook</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Il Dalmata]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 27 Nov 2012 14:36:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[classificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[facebook]]></category>
		<category><![CDATA[social]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo stile è tutto. L’epoca dei social networks sta modificando le relazioni sociali, e non è lo scopo di queste poche righe analizzarne pro e contro. Un grande vantaggio di questi mezzi sta nel potersi fare un’idea precisa dello stile comunicativo di persone più o meno conosciute solo leggendo i loro proclami digitali. In modo sommario possiamo abbozzare una sorta di categorizzazione di tipi di scrittori da FB &#8211; impresa già tentata da molti e ormai diventata un genere letterario che ricorda il bestiario medievale. (Ovviamente anche gli autori di queste righe appartengono ad alcune delle seguenti categorie, nessuno si [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo stile è tutto.<br />
L’epoca dei social networks sta modificando le relazioni sociali, e non è lo scopo di queste poche righe analizzarne pro e contro. Un grande vantaggio di questi mezzi sta nel potersi fare un’idea precisa dello stile comunicativo di persone più o meno conosciute solo leggendo i loro proclami digitali.<br />
In modo sommario possiamo abbozzare una sorta di categorizzazione di tipi di scrittori da FB &#8211; impresa già tentata da molti e ormai diventata un genere letterario che ricorda il bestiario medievale.<br />
(Ovviamente anche gli autori di queste righe appartengono ad alcune delle seguenti categorie, nessuno si salva al 100%).</p>
<p><img decoding="async" class=" alignright" title="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Dalmata/aforistico.jpg" alt="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" width="250" border="0" /><strong>L’AFORISTICO</strong><br />
Si tratta di un utente agguerrito, cintura nera di citazioni.<br />
I più tradizionalisti sono persino capaci di procurarsene direttamente da veri libri cartacei anziché da qualche sito-contenitore di frasi celebri &#8211; roba da matti.<br />
C’è stato un periodo, circa un paio di anni fa, in cui le citazioni piovevano come nella stagione dei monsoni in Cambogia.<br />
Ora il fenomeno è ristretto, ma permangono alcuni bellicosi difensori della tradizione, tra cui spicca l’Aforistico-Lestofante, il più irritante e allo stesso tempo commovente nel suo autolesionismo: quello che spaccia frasi altrui per proprie, evitando di inserire le virgolette e/o di riportare l’autore.<br />
Spesso, quando preso in castagna, biascica scuse di principio (“il diritto d’autore è un furto”, “il sapere è di tutti” ecc.) o, nei casi più gravi, cancella il post o il commento del tenente Sheridan-Google di turno che l’ha sgamato.<br />
Tuttavia riportare qualche frase di sostanza non è una prassi da condannare a priori, capita di fare delle belle scoperte grazie ad alcune citazioni addocchiate su FB.</p>
<p><img decoding="async" class="caption alignright" title="utente sexy su facebook" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Dalmata/sexy_web.jpg" alt="utente sexy su facebook" border="0" /><strong>L’UTENTE SEXY</strong><br />
Tutto ciò che potrei dire su questi soggetti è talmente ovvio che tacerò.</p>
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<p><img decoding="async" class=" alignright" title="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Dalmata/volo_web.jpg" alt="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" border="0" /><strong>IL BARICCO DE NOALTER</strong><br />
Non cosa. Come.<br />
D’altronde. Conta lo stile.<br />
Sto evidentemente parlando della disastrosa prassi stilistica del blogger esistenzialista-stitico.<br />
Esistenzialista perché tutti i suoi post hanno a che fare con ‘la vita’ intesa come concetto – Sartre avrebbe scritto così se avesse conosciuto facebook. (E non fosse stato capace di scrivere.)<br />
Stitica è la sintassi, ridotta ai minimi termini, nominale, esibita come doloroso marchio di vita.<br />
Abbondano le frasi/una parola ad effetto: “Poi.”, “Si sa.”, “Ovvio.”, “Infatti.” e così via.<br />
Si riscontrano scivolate micidiali, specialmente nell’uso del “che”.<br />
Aleggia sullo sfondo un mistico alone, una strana somma di miserabilismo ed epica di se stessi &#8211; “sto molto male, ma, per dio, QUANTO STILE HO NELLO STAR MALE?!?”<br />
Questo tipo di scrittura causa malessere e vertigini a chiunque ami un minimo i libri – esclusi quelli di Baricco, Gramellini, De Carlo, Volo e bidoni affini.<br />
Se ne incontrate uno nella vita reale, ponete fine alla sua sofferenza leggendogli quattro righe di Cicerone – tutta quella sintassi li farà disciogliere nell’aere come Baygon.<br />
P.s.: se per voi Coelho è solo l’arbitro di Italia-Germania 3-1, forse siete salvi.</p>
<p><img decoding="async" class=" alignright" title="Musicista indie-pendente" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Dalmata/musicista-indie-pendente_web.jpg" alt="Musicista indie-pendente" border="0" /><strong>IL MUSICISTA INDIE-PENDENTE</strong><br />
Iattura micidiale per le masse, il sedicente artista ammorba la rete con le proprie imperdibili produzioni.<br />
Costretto dalla miseria dei tempi, ricorre generosamente all’autopromozione, ignorando qualsiasi regola di netiquette.<br />
Nei suoi status trancia giudizi apocalittici su artisti affermati ma una vera autocritica non lo sfiora mai. (Gente incapace di scrivere una canzone sensata getta merda su Gianna Nannini, Benvegnù, U2, Ramones, Who, Tenco e chissà quanti altri ancora.)<br />
È convinto di essere rock, è convinto di essere popular, è convinto di essere un autore con “qualcosa da dire”.<br />
Ti invita settanta volte allo stesso concerto, dosa i propri “mi piace” in base a strategie degne di von Bismarck, generalmente pubblica video di artisti ben più talentuosi e intransigenti di lui, erronamente sentendosi ad essi vicino.<br />
Quando esce nella vita reale e va ai concerti altrui (la cosa accade di rado) segue uno schema ben preciso:<br />
1- trascorre un quarto/quinto del tempo ad ascoltare – spesso a fingere di farlo<br />
2- fuma seicento paine, ottima scusa per uscire<br />
3- parla platealmente durante l’esibizione, meglio se durante canzoni d’atmosfera<br />
4- alla fine ignora totalmente il protagonista della serata o lo riempie di pacche sulle spalle – atteggiamenti opposti ma equivalenti<br />
5- pensa SEMPRE E COMUNQUE che lui saprebbe far di meglio</p>
<p><img decoding="async" class=" alignright" title="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Dalmata/doverizzatore_amore_web.jpg" alt="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" border="0" /><strong>NOSTRADAMUS DELLA FIGA</strong><br />
E’ un postatore compulsivo di links che danno le ricette per vivere felici.<br />
Ne ho letti a migliaia.<br />
In genere sono accompagnati da improbabili immagini kitsch:<br />
&#8211; ragazze tristi e sexy in bianco e nero che guardano l’infinito lacrimando;<br />
&#8211; cucciolotti antropomorfi ‘tanto teneroni’;<br />
&#8211; tipa e tipo che stanno iniziando a chiavare all’ora del tramonto contornati da cuori lampeggianti;<br />
&#8211; bambini dall’espressione buffa che dicono qualcosa da ‘adulti’.<br />
Sintetizzando tutti i loro contenuti, si può trovare matematicamente la felicità seguendo questi tre macro imperativi:<br />
<em>Sii te stesso<br />
Ascolta la voce del tuo cuore<br />
Sii sincero</em><br />
Ora (a parte il fatto che non si capisce perché una persona che non si piace così com’è non possa avere il diritto di reinventarsi), se intersechiamo le tre categorie, viene letteralmente suggerito di vivere da Borderline!<br />
Il modello è la famiglia mucciniana ad alta emotività espressa: esplodi di rabbia! Ama senza limiti sempre e comunque (gli stalker sono un buon esempio)! Fai tutte le cagate che ti suggerisce il cuore! C’hai i pensierini che ti frullano nella testa? Fai esplodere tutto questo anarchismo sentimentale! Perchè “io sono una persona sincera e dico sempre quello che penso”. La sincerità è ovviamente il valore supremo che autogiustifica il non riuscire a usare la testa. “E ma io son fatto così”&#8230; Appunto, sei fatto male. Ricostruisciti!<br />
Ma ancora non basta.<br />
Con la complicità di quel fricchettone hippie di Paulo Coelho (che con l’intento di allegerirti la vita, te la appesantisce), nonchè idolo incontrastato delle tipe che si sentono trasgressive mangiando la nutella, i links si moltiplicano ad effetto cascata analizzando dettagliatamente il tortuoso percorso del raggiungimento della felicità:<br />
<em>DEVI trovare<br />
Il coraggio di perdonare<br />
La capacità di ascoltare<br />
La pazienza di aspettare<br />
La disponibilità a tendere una mano a chi è rimasto indietro, ecc.</em><br />
E no, allora mi confondi. C’è contraddizione.<br />
Mi hai appena trasformata in una Border e adesso mi riempi la vita con tutte queste doverizzazioni contrastanti?</p>
<p><img decoding="async" class=" alignright" title="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Dalmata/nichilista_web.jpg" alt="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" border="0" /><strong>IL NICHILISTA</strong><br />
Questo tipo di utente ha una sola preoccupazione: dissacrare tutto e tutti, criticare anche là dove nessun essere umano oserebbe, farsi beffe di ogni ordine stabilito con aggressivo anarchismo, meglio se digitando da un loft ben riscaldato.<br />
I politici sono tutti corrotti e marci, ça va sans dire, ma più in generale ogni tipo di Sistema è malvagio e malfunzionante. Ovviamente, quando richiesto di fornire alternative valide, farfuglia luoghi comuni e utopie andate a male.<br />
Tutto viene macinato nel suo moulinex duro e puro.<br />
Ha un’opinione su tutto, specialmente quando nessuno gliela chiede.<br />
È a priori contro qualsiasi cosa abbia a che fare con la religione: per lui Francesco d’Assisi e Don Verzè sono equivalenti, non c’è differenza sostanziale tra Formigoni e De Gasperi.<br />
Quando si tratta delle arti, il suo godimento supremo sta nel buttare giù dal piedistallo i Grandi.<br />
Lo leggerete sostenere che “I still haven’t found what i’m looking for è una canzone banale”,<br />
che “Kubrick è sopravvalutato, che “Banksy è commerciale”.<br />
Dante è da cestinare perché ha scritto un poema cristiano e Manzoni va cestinato per ragioni analoghe.<br />
“Valentino Rossi non è un granché, ti ricordi Schwantz?”<br />
“Belen Rodriguez è orrenda.”</p>
<p><img decoding="async" class=" alignright" title="Antibresciano" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Dalmata/rossella-brescia_web.jpg" alt="Antibresciano" border="0" /><strong>L’ANTI-BRESCIANO</strong><br />
Questo utente è un severissimo giudice della propria nazione, della propria città e, molto spesso, anche del proprio pianerottolo.<br />
Emette giudizi perentori su Brescia e su tutti bresciani (duecentomila in città più ottocentomila in provincia…), esclusi sempre e comunque i presenti, ovviamente, e non ammette repliche.<br />
Prima che la Spagna fallisse miseramente e mostrasse la natura traballante del proprio ritrovato splendore, indicava profeticamente Barcellona come meta leggendaria, stabilendo un insensato confronto con la città natale che però, come Oliva ha fatto sagacemente notare, non abbandona mai.<br />
Se gli va male una serata scatta automatico uno status che contenga l’abracadabra “città di merda”.<br />
Se nota che tifi per il Brescia (e basta) tace con compassionevole ribrezzo.<br />
Se fai presente che probabilmente a Rovigo non va poi tanto meglio e che a Parigi se non sei trilionario le opportunità son comunque ridotte, fa spallucce.<br />
Se fai notare che nella Storia dell’Umanità quasi sempre ce la siamo passata peggio di Qui e Ora, e che è un po’ indecente lamentarsi come se abitassimo a Vladivostok all’epoca di Stalin, si innervosisce mica poco.<br />
Tra tutte le sue sotto-tipologie forse la più surreale è quella del LAMA GLAMOUR.<br />
Il Lama Glamour sputa copiosamente nel piatto in cui mangia: va al Pagodino, all’AreaDocks e dio sa dove altro ancora, ma sistematicamente ne parla malissimo.<br />
Mia nonna avrebbe lapidariamente chiosato con un “e nàga mia, o ‘ncülàt?!?”</p>
<p><img decoding="async" class=" alignright" title="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Dalmata/gps_web.jpg" alt="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" border="0" /><strong>IL GPS UMANO</strong><br />
È una temutissima variante del Privatista (vedi sotto), ma ha una perversione specifica per i Luoghi.<br />
È fondamentale per lui informarci su ogni attività che intraprende, fornendone sempre le coordinate spaziali.<br />
Concerti, spiagge, sagrestie, botteghe di parrucchiera, farmacie, mattatoi, valichi alpini, toelettature canine, lavori in corso all’angolo, riunioni di logge massoniche: nessun luogo o circostanza nel giudizio del GPS Umano è privo di interesse per gli altri.<br />
Una permanente, bizzarra, inspiegabile celebrazione dell’ovvio, un’elevazione di Viamichelin a vangelo.<br />
C’è persino un’applicazione che ci informa se Ciccio Formaggio ha fatto ‘check-in’ in panetteria o dal callista.<br />
Voglio dire, check-in!<br />
Fondamentale.</p>
<p><img decoding="async" class=" alignright" title="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Dalmata/gufo_web.jpg" alt="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" border="0" /><strong>IL GUFO</strong><br />
Il gufo non posta nulla da due mesi, ha quattro foto in croce e partecipa con estrema rarità a qualsiasi tipo di discussione. Ogni tanto un pollicino lo piazza però, per dare credibilità all’idea di sé che vuole veicolare: “mi connetto molto raramente, butto un’occhiata e me ne vado annoiato – ci vediamo tra un mese”.<br />
È tutto falso! Il gufo controlla ogni movimento, monìtora regolarmente le vostre fotografie, le cose che dite, le amicizie che stringete. Appollaiato nella notte digitale, il gufo raccoglie informazioni che potranno essergli utili un giorno.<br />
Quel giorno, ovviamente, non arriverà mai.</p>
<p><img decoding="async" class=" alignright" title="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Dalmata/luigi.jpg" alt="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" width="250" border="0" /><strong>IL REAZIONARIO</strong><br />
E’ chi non ha un account facebook.<br />
Ora, se la motivazione che lo porta a non averlo è perché trova il social network noioso o inutile per come conduce la sua vita, mi può stare bene, e trovo l’argomentazione rispettabile e condivisibile.<br />
Ma il vero reazionario è quello che pensa che non avere facebook sia andare contro il sistema.<br />
Condotta usuale di chi per essere qualcuno o qualcosa ha bisogno di essere contro.<br />
In genere sono gli stessi che erano contro il cellulare negli anni Novanta e ora possiedono un iPhone.<br />
“Le vere relazioni sono nel mondo reale”.<br />
Qui entra in ballo il concetto scottante di significato di ‘realtà’: se io scrivo che mi piace l’ultimo film di Tarantino, non è che se ti vedo e te lo dico a voce cambia la sostanza; se noi abbiamo una conversazione scritta, non è da considerarsi ‘finta’, anzi, c’è stato uno scambio di pensieri e i pensieri hanno una loro intangibilità, in quanto sono uno scambio di significati.<br />
Le relazioni possono essere superficiali, interessanti o finte, sia in rete, sia fuori dalla rete.<br />
“Che senso ha avere centinaia di amici su facebook se poi nella vita ‘reale’ a stento ti saluti?”<br />
Se trasformi la parola “amici” con “contatti” tutto torna. Ci sono alcune persone delle quali si può apprezzare certi gusti musicali o idee, ma per le quali non si nutre un particolare affetto. Che problema c’è?<br />
In genere questo atteggiamento è accompagnato dalla paranoia sui propri dati personali che vengono utilizzati/venduti alle aziende. Ok, ma questo non succede solo su facebook! La nostra vita è tutta mappata dentro e fuori la rete.<br />
Dal momento che appartengo a pieno titolo alla categoria dell’Aforistico:<br />
Non è la specie più forte a sopravvivere, e nemmeno la più intelligente.<br />
Sopravvive la specie più predisposta al cambiamento. (C.Darwin)</p>
<p><img decoding="async" class=" alignright" title="Il privatista su facebbok" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Dalmata/privatista_web.jpg" alt="Il privatista su facebbok" border="0" /><strong>IL PRIVATISTA</strong><br />
Si tratta di una delle più fastidiose tipologie di utente: è una specie di recensore dei cazzi propri a uso e consumo della collettività.<br />
Il suo godimento massimo sta nella tecnica di ‘gettare l’amo’.<br />
Butta lì una frase enigmatica di bassissimo livello, spesso rivolta a terzi, e finge di disinteressarsi alla cosa. In realtà resta lì davanti allo schermo ad aspettare che qualcuno chieda chiarimenti.<br />
Frasi-archetipo: “Questo è veramente troppo!”, “Sei una troia!”, “La giornata non poteva iniziare meglio”, “Finalmente!” et cetera.<br />
Noto con sommo piacere che alla lenza dei Privatisti abboccano sempre meno persone.<br />
Duole dirlo, ma pare che sia una prassi più femminile che maschile.<br />
(Esiste la variante iconografica del privatista, che inonda il web con foto del suo cappuccino, del gattone coccoloso o di romantici tramonti instagram-mati, ma se ne è già detto tutto il male possibile.)</p>
<p><img decoding="async" class=" alignright" title="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Dalmata/god_web.jpg" alt="I BRESCIANI (E NON SOLO) SU FACEBOOK" border="0" /><strong>UTENTE DIO</strong><br />
Ti guarda, ti osserva, ti monitora.<em>Sempre.</em><br />
Non puoi sfuggire all’occhio divino e giudicante. <em>Non puoi nasconderti. Mai.</em><br />
Pensavi che non ti vedesse fare i giochini stupidi su Facebook? <em>T’ha visto.</em><br />
Hai aperto distrattamente un post-virus? <em>Ci tiene a sottolineare che sei un coglione.</em><br />
Hai messo una canzone commerciale? <em>“Sei un mediocre”.</em><br />
Hai condiviso il Pulcino Pio? <em>Ecco, lì non hai proprio scampo. Perché dimostri che sei inconsapevole della portata della guerra ideologica e culturale di cui questo piccolino pulcino è depositario.</em><br />
L’utente Dio sa qual è l’atteggiamento giusto per utilizzare il social: il Suo.<br />
Crea delle regole Ego-definite, una sorta di decalogo morale a cui l’umanità virtuale dovrebbe aderire automaticamente per non finire nel girone dei dannati indegni della sua stima.<br />
Ma è clemente, e scende nel volgo virtuale per comunicare, attraverso la sua ira composta, l’eletto (ed unico!) modo per guadagnarti la sua approvazione:<br />
“Svegliatevi! L’Italia sta andando a puttane e voi parlate di X factor?”<br />
“Come vi permettete di giudicare una persona se non la conoscete?” (Il tema del giudizio a prioristico è sempre di gran moda).<br />
“Basta! Cancello il mio account!”<br />
Ovviamente non va da nessuna parte: mica molla il paradiso virtuale a questa jungla di decerebrati. Quindi, pensa che siano loro a doversi schiodare. Come?<br />
Attraverso il Giudizio Universale: un post perentorio, annuncia che un giorno, assolutamente indefinito, farà pulizia nei suoi contatti facebook, dimezzando le amicizie.<br />
<em>Brr&#8230;Chissà quando, che tensione!</em><br />
In tal modo, ha l’illusoria sensazione che tutti i suoi amici mortali ricalibrino il proprio utilizzo del social come l’utente dio comanda, spaventati dal rifiuto.<br />
La verità? Questo post non lo leggerà quasi nessuno.<br />
Non perchè a nessuno frega qualcosa, ma proprio perchè dio è rimasto solo.<br />
Quasi tutti gli altri utenti hanno reso invisibili i suoi aggiornamenti per la sua pesantezza.<br />
La solitudine dei numeri primi.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-1130" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/04/Bresciani-su-facebook.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/i-bresciani-e-non-solo-su-facebook/">I bresciani (e non solo) su facebook</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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