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	<title>covid19 Archivi - odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
	<lastBuildDate>Sun, 17 May 2020 11:11:13 +0000</lastBuildDate>
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		<title>Covid &#8211; istruzioni per il disagio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 May 2020 11:10:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nun ce sto a capì più nulla. E la regione esci, devi uscire, vai, si torna alla vita normale, no pezzo di fango, mi stai portando ovunque il virus, tu e quella straca**o di mascherina che non hai mai sanificato, riapriamo sennò falliamo, no teniamo chiuso, falliamo ma almeno si torna in maddala prima o poi, no guarda ci vado lo stesso, in bici, in monopattino con il contributo della regione, no non l&#8217;ho chiesto entro il 12 maggio, io sì, e l&#8217;ISEE, boh lo farò, ma vaffan****, la mascherina sì, no, forse, però, non quando corri, che se corri [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Nun ce sto a capì più nulla</em>.<br />
E la regione esci, devi uscire, vai, si torna alla vita normale, no pezzo di fango, mi stai portando ovunque il virus, tu e quella straca**o di mascherina che non hai mai sanificato, riapriamo sennò falliamo, no teniamo chiuso, falliamo ma almeno si torna in <em>maddala</em> prima o poi, no guarda ci vado lo stesso, in bici, in monopattino con il contributo della regione, no non l&#8217;ho chiesto entro il 12 maggio, io sì, e l&#8217;ISEE, boh lo farò, ma vaffan****, la mascherina sì, no, forse, però, non quando corri, che <strong>se corri con la mascherina muori</strong>, per colpa dell&#8217;anidride carbonica, ma se non ce l&#8217;hai anche quando corri sei un untore, insomma meglio suicidarsi di anidride carbonica che impestare l&#8217;aria che respira anche la signora con cane (di peluche) al guinzaglio.</p>
<p>Da lunedì è tana libera tutti, io a nascondino facevo cagare da bambino, da grande (vecchio, omissis)? E se mi fermano? E la sanificazione? Bisogna farla, la faccio io, no non posso, devo chiamare una società esterna, che costa un botto, vabbè pronto quando viene? Nel <em>duemilamille</em>? A posto, grazie.<br />
Autocertificazione? Sì/no/solo se vai fuori regione/seconde case solo per lavori di ristrutturazione e non ci si può andare nei weekend, ma se lavoro durante la settimana, quando cavolo ci posso andare? Da lunedì 18 <em>tanaliberatutti</em> anche per le seconde case. <em>Aridanghete</em>, io a nascondino sono una <em>pippa</em> e pertanto fino al 23 maggio non ci posso andare, vabbè speriamo che non ci siano crepe nei muri e calabroni. Vabbè, ma ci puoi andare se ce l’hai e solo se sei residente nella regione. Se hai la casa a Peschiera sono cazzi tuoi.<br />
Però io per lavoro con email del mio capo posso arrivare in Liguria martedì.<br />
E quasi quasi arrivo in spiaggia, stacco il telefono, metto una tenda e vivo lì fino alla fine di tutto questo.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169820" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/05/Edo.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/covid-istruzioni-per-il-disagio/">Covid &#8211; istruzioni per il disagio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Caro Piz ti scrivo&#8230; così mi distraggo un po&#8217;</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/caro-piz-ti-scrivo-cosi-mi-distraggo-un-po/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2020 14:37:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[pirlo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Piz, come stai? È un po&#8217; che non mi rivolgo a te. Vecchio mio, tutto bene? Eh lo so. Tempi duri. Per te, per me, per tutti. Ma un po&#8217; di speranza c’è. Qualcosa riapre, c’è speranza di un ritorno alla normalità. Pensa che domenica mi sono fatto 10 km in bicicletta per le vie della nostra splendida città. È stato come tornare a vivere, passando da Piazza Vittoria al Carmine, tornando in Piazza Duomo e tirando diritto per via Trieste. Che bello Piz. Bello vedere anche un po&#8217; di locali aperti, gente seduta qua e là sui gradoni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Piz,<br />
come stai? È un po&#8217; che non mi rivolgo a te. Vecchio mio, tutto bene? Eh lo so. Tempi duri. Per te, per me, per tutti.<br />
Ma un po&#8217; di speranza c’è. <strong>Qualcosa riapre, c’è speranza di un ritorno alla normalità.<br />
</strong><br />
Pensa che domenica mi sono fatto 10 km in bicicletta per le vie della nostra splendida città. È stato come tornare a vivere, passando da <strong>Piazza Vittoria</strong> al <strong>Carmine</strong>, tornando in <strong>Piazza Duomo</strong> e tirando diritto per <strong>via Trieste</strong>. Che bello Piz.<br />
Bello vedere anche un po&#8217; di locali aperti, gente seduta qua e là sui gradoni con un <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-pirlo-sei/">pirlo</a> in bicchiere di plastica, persone in bicicletta.<br />
Che strana impressione <strong>Piazzale Arnaldo</strong>. È stato come vedere il suo scheletro. Piazza vuota, locali aperti pochissimi, ma credo che ci stia. Se ripenso all’incoscienza di quel sabato sera con gente ovunque nel primo weekend che il buonsenso avrebbe imposto di passare tra le 4 mura di casa.</p>
<p>Uno dei bar storici di quella zona però era aperto…<br />
Non ho resistito: la prima birra all’aperto dopo 2 mesi di quasi clausura, interrotta dalla spesa, il lancio del pattume (ah, noto che la pandemia ha generato una marea di rifiuti buttati a destra e a manca: due telecamere da piazzare in zona cassonetti fanno tanto schifo?), e le visite a mia mamma per recapitarle la spesa. Il sorriso mascherato di un amico che gestisce il locale, che mi racconta dei problemi economici suoi e di tutti gli esercenti della zona: non era un’Ipa, Piz… Ma il retrogusto di quella birra c’era tutto. E non era ancora arrivato il peggio: immancabile il gruppetto di <em>gnarelli</em> un po&#8217; alticci e molesti. Certo un paio di imprecazioni gliele avrei anche tirate, ma ho anche pensato che 18/20 anni li ho avuti pure io. Li hai avuti anche tu, anche se non sembrerebbe. Li deve avere avuti anche la tizia che a 50 metri, con aria furiosa osservava me e gli altri avventori molesti: capello chiaro, lungo, increspato. È bordeaux dietro alla mascherina, sua e di quello che identifico come il suo compagno. Erroneamente. Mi spiega il mio amico di chi si tratta: polizia municipale, vigili… ah no polizia locale. Lo so, sono vecchio. I <em>gnari</em> si tranquillizzano, lei continua ad avere un color sanguigno in volto. Io finisco la mia birra, saluto da lontano e me ne vado. Gli schiamazzatori pure hanno mollato la presa, mi salutano come se fossi uno di loro: potrei essere il padre tranquillamente, purtroppo.</p>
<p>Mi riavvio ed in Piazzale Arnaldo ci sono quattro poliziotti locali, tutti bardati, non in borghese come quella che posso valutare essere il loro capo (comandante, non lo so). La sera prima erano sempre lì, a contestare sui comportamenti, a minacciare sanzioni. Mica sbagliato sia chiaro. Però mi chiedo se il pugno di ferro sia così dovuto. Certo di errori ne abbiamo fatti mille e la nostra terra è stata colpita duramente; e magari quel <em>gnaro</em> magro infilzo, con gli occhiali e che urlava manco fosse in curva nord, magari a baita se l’è vista brutta nei giorni scorsi. A 18/20 anni noi non abbiamo passato un periodo del genere, grazie a Dio. E farsi vedere credo sia più che sufficiente per tenere tranquilli i nostri <em>gnari</em> più indisciplinati. Considerazione mia personale, sia chiaro.</p>
<p>Perché vedi Piz, girare in bici e vedere ‘sta città chiusa manco fosse ferragosto tutti i giorni, è un pugno nello stomaco. Stasera sono arrivato fino in <strong>Piazzale Cesare Battisti</strong> ed ho visto un amico comune, che con un nome di fantasia chiameremo <strong>Ale W Genza</strong>: ci salutiamo, parliamo del più e del meno. Mascherina in volto, ovviamente.<br />
Ha un foglio verde sulla macchina: “Oggi ho preso due multe: sto trasferendo il materiale del <a href="https://www.facebook.com/barlatorrebrescia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">locale</a> e non c’è un buco libero nel raggio di 500 metri”. Morale della favola, parcheggio dove non si potrebbe ed <strong>inflessibilità dei tutori della legge</strong>. In una zona che, parcheggi a parte, è deserta: non c’è anima viva. Beh, fanno il loro mestiere dirai tu. E sono concorde, anche se per Ale mi spiace da matti: quanti mesi è che il locale dove lavora è chiuso? Quanti mesi è che paga l’affitto per nulla? E le spese accessorie? Avrà preso i 600,00€ delle partite iva? Utili: il 20% finirà nelle casse del comune, con un foglio di carta firmato da chi, credo (ma magari mi sbaglio), lo stipendio lo percepirà.</p>
<p>Vedi Piz, io capisco tutto, o almeno faccio finta, e capisco che senza ordine non si vada da nessuna parte. Ma allora mi domando, c’è proprio bisogno di essere così <em>gnecchi</em>? <strong>Non abbiamo già patito abbastanza?</strong> Non mi accontento Piz, vado oltre: guardando qua e là mi sono reso conto delle difficoltà che i più disagiati affrontano: <strong>i clochard della nostra città hanno cercato ripari di fortuna</strong>. Un gruppetto ha trovato rifugio sotto il porticato di via Saffi: li ho visti spesso la sera, rientrando da casa di mia mamma. Giacigli di fortuna di fronte ad attività chiuse. Ho visto gente portargli delle coperte: litigano tra di loro ogni tanto, li senti urlare dall’altra parte della strada. Stasera rientrando a casa avevano tre volanti della polizia locale di fronte.<br />
Non so dire cosa sarà successo. Non saprei nemmeno come comportarmi io se fossi in loro. Certo è che <strong>è un problema di carattere sociale</strong>, e spero che il nostro comune se ne occupi dicendogli dove andare: di sicuro hanno passato parecchio tempo lì e non credo che il passaggio delle forze dell’ordine locale possa aver dato una soluzione definitiva a questa situazione. Che perdura nel tempo un po&#8217; come la <strong>trasformazione di Brescia 2 in una sorta di Scampia a cielo aperto</strong>. Scivoli di parcheggio sotterraneo e giardinetti aperti che diventano delle <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-piazza-sei/">piazze di spaccio</a>. Capannelli di giovanotti che se ne stanno tutto il giorno in attesa, tra il parco gallo ed il parco pescheto, giustamente chiusi. Forze dell’ordine che girano e si danno il cambio: polizia locale, carabinieri, polizia ed esercito che passano ogni tanto. Ma nulla cambia, loro restano lì. Anzi sono aumentati col passare dei giorni: quasi una presa per il sedere. Azioni serie poche: arrivare, com’è successo sabato scorso, in 3 pattuglie in auto e due in moto a sirene spiegate, è stato il peggior blitz mai visto. Ovviamente arrivando così hanno trovato un ragazzone a cui chiedere l’identità, gli altri spariti nel nulla. Nulla è cambiato. Restano le bottiglie di vetro, una vista scagliare sulla macchina di una coppia di anziani signori in uscita da un supermercato della zona, durante una discussione tra i ragazzi qualche giorno fa, qualche rissa tra di loro (ma sì, sono ragazzi, hai presente come ce le suonavamo in <strong>Corso Zanardelli</strong> qualche anno fa?), e la serranda dell’ormai ex Simply sfondata da uno di questi personaggi durante un infinito controllo dei carabinieri. Con susseguente inseguimento a piedi, nonostante due autovetture da poter utilizzare (ti lascio immaginare l’epilogo dell’inseguimento).</p>
<p>Cosa dici? Sto scrivendo un pezzo di denuncia? No, semplicemente quello che ho visto con gli occhi di questa faccia. E sicuramente sono un po&#8217; stufo. Perché forse questi due mesi di quarantena, lavoro da casa, soldi che mancano e stress mi stanno usurando; e stanno usurando tanti. Non vedo buonsenso equiparato, e forse lo so che sto chiedendo troppo. Ma <em>ci vuole un po&#8217; di cico</em> nel fare le cose. E credo che la gente si stia veramente rompendo l’anima. Perché succedono cose, ma nessuno fa niente a titolo definitivo. Se non quello di vessare chi è più facile da colpire.</p>
<p>E così, amico mio, non va bene. Non va bene per niente</p>
<p>Tuo <em>Zob0n</em></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169770" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/05/Night-the-fly.-Brescia-2016.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/caro-piz-ti-scrivo-cosi-mi-distraggo-un-po/">Caro Piz ti scrivo&#8230; così mi distraggo un po&#8217;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>AD MAIORA (SPERIAMO!)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Francesco Schettino]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 24 Apr 2020 07:35:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Premetto che non mi appassiona fare polemiche, soprattutto in materie di cui ho una scarsa conoscenza specifica diretta, tanto più, poi, in un periodo estremamente complesso e delicato come quello che stiamo tutt’oggi vivendo, in cui dovremmo limitarci a seguire le indicazioni che ci arrivano dal mondo della scienza (virologi, infettivologi, epidemiologi) e dove, tuttavia, soprattutto attraverso i vari blog e canali social che imperano sulla rete, si è dato vita ad un vero e proprio Circo Barnum nel quale ciascuno ha assecondato l’irrefrenabile bramosia di proporre sempre e comunque la propria ricetta (sovente ad cazzum) per risolvere il problema [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/ad-maiora-speriamo/">AD MAIORA (SPERIAMO!)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Premetto che non mi appassiona fare polemiche, soprattutto in materie di cui ho una scarsa conoscenza specifica diretta, tanto più, poi, in un periodo estremamente complesso e delicato come quello che stiamo tutt’oggi vivendo, in cui dovremmo limitarci a seguire le indicazioni che ci arrivano dal mondo della scienza (virologi, infettivologi, epidemiologi) e dove, tuttavia, soprattutto attraverso i vari blog e canali social che imperano sulla rete, si è dato vita ad un vero e proprio <em>Circo Barnum</em> nel quale ciascuno ha assecondato l’irrefrenabile bramosia di proporre sempre e comunque la propria ricetta (sovente <em>ad cazzum</em>) per risolvere il problema della pandemia, di citare e postare notizie raccolte dogmaticamente dalla rete (spesso prive di fondamento) per sostenere fantasiose tesi complottistiche o, peggio, per dar sfogo ai propri più bassi impulsi filo <em>suprematistici</em> o, ancora, di criticare tutto e tutti, probabilmente con l’unico scopo di essere in qualche modo presente nel variegato e colorito mondo virtuale.</p>
<p>Ciò premesso, partendo da una riflessione che mi è sorta dopo aver letto un interessante <strong>articolo apparso su L’Espresso</strong> dall’inequivocabile titolo “<a href="https://espresso.repubblica.it/attualita/2020/04/21/news/sul-coronavirus-non-c-e-partita-italia-germania-finisce-0-4-1.347344" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em><strong>Sul coronavirus non c&#8217;è partita: Italia &#8211; Germania finisce 0-4</strong></em></a><em>”</em>, ho deciso, tuttavia, di raccontarvi questa storia che, se non fosse accaduta direttamente a me e alla mia famiglia, l’avrei tranquillamente confusa con uno degli esilaranti <a href="https://www.lercio.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">articoli del fantastico sito Lercio</a>.</p>
<p>Ma andiamo per gradi:</p>
<p><a href="https://espresso.repubblica.it/attualita/2020/04/21/news/sul-coronavirus-non-c-e-partita-italia-germania-finisce-0-4-1.347344" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nell’articolo de L’Espresso sopra citato</a>, il giornalista mette a confronto il diverso modo di gestire l’epidemia da Covid – 19 da parte dell’Italia rispetto alla Germania e, quindi, i diversi risultati ottenuti dai due Paesi.</p>
<p>In particolare ciò che ha maggiormente colpito la mia attenzione è il passaggio in cui il giornalista dice: “…o mississ… i<em>n Germania, invece, l&#8217;epidemia ha avuto una storia diversa. Se il numero accertato dei contagiati è di poco inferiore a quello italiano (181 mila contro 146 mila), il tasso di letalità del morbo tra i tedeschi è oggi fermo al 3,5 per cento, contro il 13 per cento del nostro Paese. In numeri assoluti, 24 mila morti contro 4.600. «La pandemia da noi è sotto controllo», può affermare soddisfatto il ministro della Salute Jens Spahn, sicuro che il Fattore R0, il tasso d&#8217;infezione, sia ormai sceso allo 0,7.</em></p>
<p><em>Come si giustifica una difformità così marcata? La Germania, semplicemente, non era impreparata allo tsunami del Covid 19. L&#8217;Italia, sì. Al netto delle differenze sociali e culturali che hanno permesso ai teutonici di proteggere meglio gli anziani ( come spiegato dall&#8217;Espresso un mese fa ), i tedeschi hanno fatto un uso massiccio dei tamponi fin dai primi giorni della crisi &#8211; ben 350 mila a settimana in media &#8211; che hanno permesso di isolare subito i positivi e tracciare i contatti. L&#8217;Italia a oggi ne conta poco più della metà. Ma abbiamo recuperato solo ad aprile: nelle prime, decisive settimane ne abbiamo fatti troppo pochi, seguendo protocolli errati e tattiche obsolete… </em>omissis<em>…”.</em></p>
<p>Ecco, <strong><u>la Germania ha fatto un uso massiccio di tamponi sin dal primo manifestarsi dell’infezione</u></strong>, in tal modo riuscendo ad isolare le persone positive e tracciare una chiara mappatura del contagio generale, cosa che in Italia ,evidentemente, non ha funzionato quasi per niente, men che meno in una delle Regioni più gravemente colpite , nella quale vivo , ossia la Lombardia.</p>
<p>Venendo al caso che mi riguarda e che vuole essere oggetto di questo mio racconto, il 21 marzo <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-giusto-affidarsi-al-nostro-buonsenso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la mia compagna Michela (medico)</a> ha accusato i primi sintomi dell’infezione, probabilmente contratta durante le sue visite domiciliari, con febbre, tosse a cui sono seguite <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Anosmia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anosmia</a> e <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Ageusia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ageusia</a> (in parole povere <strong>perdita dell’olfatto</strong> e <strong>perdita del gusto</strong>) e, il giorno dopo, inevitabilmente (viste le dimensioni del nostro appartamento che, nonostante le precauzioni prese sin dall’inizio, non ci ha permesso di mantenere le dovute distanze di sicurezza, cosiddette <a href="https://www.lastampa.it/cronaca/2020/03/02/news/cosa-vuol-dire-droplet-e-perche-c-entra-con-la-distanza-che-dobbiamo-tenere-dalle-persone-infette-1.38541450" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Droplet</a> ne, tantomeno, di isolare il nostro primo caso interfamigliare) anche io ho accusato i medesimi sintomi.</p>
<p>Non vi nascondo il discreto senso di sgomento che, in un primo momento, ha assalito me e la mia compagna, soprattutto in relazione ai nostri figli che potevano a loro volta contrarre quella che temevamo essere la famigerata infezione da <strong>covid-19</strong>, dagli esiti del tutto imprevedibili. Tale sensazione si è, tuttavia, ben presto trasformata in un’<strong>istintiva e positiva voglia di reagire</strong> e di non farsi sopraffare dalla situazione. Grazie, infatti e soprattutto, alla cara <em>Dea Bendata</em> che ha voluto che io avessi una compagna e una sorella medici, abbiamo cominciato a monitorarci e a monitorare costantemente i nostri figli con vari strumenti (principalmente termometro e <a href="https://www.auxologico.it/approfondimenti/saturimetro-pulsossimetro" target="_blank" rel="noopener noreferrer">saturimetro</a>), ad assumere una svariata gamma di <strong>vitamine, principalmente C e D</strong>, ad indossare mascherine chirurgiche (fornite da Michela), nonché a disinfettare in maniera compulsiva e costante ogni angolo della nostra casa.</p>
<p>Dopo aver, fortunatamente, superato in pochi giorni lo stato febbrile, abbiamo, quindi, deciso convintamente di <strong>affidarci al nostro Sistema Sanitario</strong>, certi di trovare, qui, le risposte più adeguate, onde accertare le cause del nostro stato patologico, quindi, qualora fossimo stati effettivamente riconosciuti quali covid positivi, le modalità per gestire al meglio e superare l’infezione, nel nostro interesse e della comunità in generale. Ma è proprio in questa fase che è iniziata una sequenza di fatti a dir poco grotteschi che mi hanno reso, quanto mai chiara, la <strong>grande fragilità/inefficienza del nostro sistema sanitario nazionale</strong> e, in particolare, del tanto decantato e sbandierato sistema sanitario lombardo.</p>
<p>Dopo aver, infatti, contattato il nostro medico di base e da questi invitati a contattare il n. 1500 di Pubblica utilità per l’emergenza Covid-19, istituito dal <strong>Ministro Speranza</strong>, abbiamo appreso telefonicamente che non vi sarebbe stata <strong>alcuna possibilità per noi di essere sottoposti a tampone</strong> e che l’unica cosa che avremmo potuto/dovuto fare era quella di rimanere chiusi in casa in quarantena per giorni 15 dalla comparsa dei primi sintomi (cosiddetto <strong>isolamento fiduciario</strong>), nonché di contattare il nostro medico di base per gestire eventuali complicanze (lo stesso che a sua volta, solo un attimo prima, ci aveva rimandato proprio a quel numero di <strong>PUBBLICA UTILITÀ</strong> e che dopo quella chiamata non avremmo mai più sentito).</p>
<p>Non volendoci, tuttavia, arrendere a questa incresciosa situazione di snervante immobilità, ci siamo immediatamente rivolti alla <a href="https://ant.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondazione</a> presso cui svolge la propria attività professionale la mia compagna affinché, la stessa, intercedesse onde ottenere, quantomeno per lei, il tampone di accertamento; e, in effetti, in data, 24 marzo, Michela veniva contattata e avvisata, quindi, dalla <a href="https://www.poliambulanza.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Poliambulanza di Brescia</strong></a> che il giorno successivo <strong><u>si sarebbe dovuta recare presso i loro ambulatori onde effettuare “l’ambito” tampone</u></strong>.</p>
<p>Sorvolo sullo stato d’ansia che ha accompagnato la mia compagna durante tutto il tragitto casa &#8211; Poliambulanza determinato dalla <strong>paura di essere fermata dalle Forze dell’Ordine</strong> e di dover loro dichiarare attraverso una delle tante <strong>autocertificazioni</strong> (credo che allora fossimo arrivati alla modello n. 4) di non aver contratto l’infezione; fortunatamente non è stata fermata.</p>
<p>Il giorno 27 marzo, come preannunciato, è arrivato, per via telefonica, l’esito del tampone… Michela era <em>covid positiva</em>, e adesso!? E io e i miei figli!? L’unica risposta che potevamo darci è che molto probabilmente anche noi avevamo contratto il virus.</p>
<p>In data 29 marzo venivamo contattati dal un operatore <a href="https://www.regione.lombardia.it/wps/portal/istituzionale/HP/DettaglioServizio/servizi-e-informazioni/Cittadini/salute-e-prevenzione/agenzie-di-tutela-della-salute/ser-aziende-sanitarie-locali-sal/agenzie-tutela-salute" target="_blank" rel="noopener noreferrer">ATS Lombardia</a> il quale desiderava null’altro che accertare l’identità della mia compagna nonché ricevere conferma circa l’esito del suo tampone.</p>
<p>Il giorno successivo venivamo contattati nuovamente da un altro operatore ATS Lombardia, il quale, stavolta, pretendeva di svolgere un’<strong>indagine epidemiologica</strong> telefonica sulla nostra famiglia, quindi, informato circa la situazione complessiva, ci avvertiva con solerzia che avremmo dovuto restare in isolamento per giorni 15 dalla comparsa dei primi sintomi… praticamente: “<em>nulla di nuovo sotto il sole</em>”.</p>
<p>Nel frattempo io e Michela abbiamo superato abbastanza rapidamente l’infezione, con la scomparsa anche degli ultimi sintomi (anosmia e ageusia) intorno al 4 aprile, mentre<strong> i nostri figli, fortunatamente, sono rimasti sempre asintomatici</strong>.</p>
<p>Trascorsi i “famosi” 15 giorni di isolamento più volte indicatici, arriva puntualmente una telefonata da parte dell’ATS Lombardia che ci regala alcuni meravigliosi attimi di riacquistata fiducia verso le nostre <strong>Isitituzioni Sanitarie</strong>. Tale sensazione, guidata dalla nostra ferma convinzione di ricevere un ulteriore invito, per la mia compagna, a sottoporsi ad nuovo tampone al fine di accertare l’avvenuta quanto sperata <em>negativizzazione</em> dell’infezione, si infrangeva, tuttavia, di fronte alla tragicomica realtà dei fatti:</p>
<p>“driiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnng!!!!” (suoneria nostalgica)</p>
<p>&#8211; <em>Michela</em>: “ sì pronto, buongiorno” (voce di persona curiosa e quasi emozionata)<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “BUONGIORNO A LEI SIGNORA! COME VA!?” (maiuscolo voluto per evidenziare il grande entusiasmo ostentato dall’Operatrice nella prima parte della comunicazione )<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “abbastanza bene grazie”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “ SONO FELICE PER LEI! E VOGLIO DARLE UNA BELLA NOTIZIA&#8230;”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “Bene! Mi dica pure” (certa di doversi annotare il giorno e ora per l’effettuazione del secondo tampone)<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “DA DOMANI IL SIGNOR FRANCESCO SCHETTINO E I BAMBINI TOMMASO E PIETRO SCHETTINO HANNO FINITO LA QUARANTENA!!!!” (4 punti esclamativi ad evidenziare, per quanto possibile, l’incontenibile entusiasmo a cui era arrivata la voce dell’Operatrice”<br />
&#8211; <em>Michela</em>:”&#8230;&#8230;”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Pronto! Signora!? Mi sente!? È ancora in linea!?” (inizia a smorzarsi notevolmente l’entusiasmo dell’operatrice)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “&#8230;&#8230;sì sì, ma io!?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Ah! Perché anche lei è stata affetta dal Covid-19?”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “&#8230;&#8230;.”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: Pronto! Signora è in linea!?” (voce dell’Operatrice che inizia a tingersi di tonalità tra lo sgomento e l’imbarazzo)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “&#8230; eh si! Sono stata la prima a presentare i sintomi nonché l’unica della famiglia ad aver avuto il privilegio di sottopormi al primo tampone con esito positivo in data 24 marzo scorso e, sinceramente, mi sarei aspettata da lei una convocazione ad effettuare il secondo tampone…”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Ah no! Mi scusi non ero al corrente di questa circostanza…. A questo punto le cose cambiano e suo marito e i suoi figli dovranno restare in isolamento fiduciario fino al 20 aprile” (a questo punto l’Operatrice era totalmente in panico).<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “ah! E&#8230; come mai fino al 20 aprile?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Beh! Almeno fino a quando lei non avrà ricevuto l’esito negativo del secondo tampone”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “ok eh&#8230; per caso, lei può verificare quando dovrò effettuare il secondo tampone!!!!??? (la mia compagna inizia ad assumere le sembianze tipiche del serial killer in procinto di scannare la sua vittima)<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “mi dispiace Signora ma io non posso verificare questo dato dal mio terminale&#8230;” (panico alle stelle)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “capisco, arrivederci”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “arrivederci a lei Signora e buona fortuna.”</p>
<p>Trascorsi alcuni giorni da quella “indimenticabile” conversazione, e precisamente, i data 6 aprile, non avendo ricevuto più alcuna comunicazione in riferimento al secondo tampone ed essendo trascorsi ormai 17 giorni dalla comparsa dei primi sintomi, Michela decideva di chiamare la Poliambulanza per chiedere se vi fossero aggiornamenti in merito. In tale circostanza Le fu detto di stare tranquilla e che sarebbe stata certamente contattata il martedì successivo al lunedì di pasquetta, ossia il 14 aprile.</p>
<p>Il giorno tanto atteso, tuttavia, non ricevendo alcuna comunicazione, la mia compagna decideva di richiamare nuovamente la Poliambulanza e con grande stupore misto a rabbia, apprendeva dalla voce imbarazzata del suo interlocutore che si erano dimenticati di inserire il suo nominativo nell’elenco delle persone da tamponare e che avrebbero provveduto a risolvere il problema quanto prima. Fortunatamente, circa un’oretta dopo Michela veniva ricontattata per essere convocata presso il loro ambulatori i giorni 16 e 17 aprile al fine di sottoporsi, come da protocollo, ai due tamponi.</p>
<p>Eseguiti gli esami, in data 19 aprile ricevevamo, quindi, l’esito tanto atteso, ossia l’avvenuta negativizzazione di Michela che ci donava immediate boccate di ottimismo verso il futuro.</p>
<p>Ecco! Ora la storia, secondo i classici cliché letterari, si dovrebbe concludere qui con questo, diciamo, lieto fine e in effetti io mi stavo già pregustando l’acquisita semilibertà appena guadagnata e la possibilità da lunedì di poter andare&#8230; A FARE LA SPESA</p>
<p>&#8230; macché!!!</p>
<p>La storia purtroppo non si è conclusa qui, anzi.</p>
<p>In giorno 20 aprile, infatti, venivamo contattati nuovamente da un operatrice dell’ATS Lombardia e qui siamo riusciti a raggiungere vette di surrealismo inarrivabili.</p>
<p>“driiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnng!!!!” (suoneria nostalgica)</p>
<p>&#8211; <em>Michela</em>: “sì pronto!?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em> “BUONGIORNO!!! CHIAMO DA ATS PER IL SIGNOR SCHETTINO FRANCESCO” (entusiasmo alle stelle)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “si salve sono la moglie del signor Schettino, dica pure a me” (voce curiosa e circospetta)<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “BENISSIMO, VOLEVO INFORMARLA CHE DA OGGI TERMINA IL PERIODO DI QUARANTENA DI SUO MARITO” (entusiasmo come sopra)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “&#8230;ah bene! Peraltro io ho appena ricevuto l’esito negativo dei tamponi”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “AH BENE!!! QUINDI AVETE RISPETTATO L’ISOLAMENTO IN QUESTI GIORNI…”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “certo certo non usciamo da quando abbiamo accusato i primi sintomi”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em> “BENE BENE, ANCHE L’ISOLAMENTO TRA DI VOI IN CASA!?”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “beh!diciamo di si limitatamente alle dimensioni del nostro appartamento che rende di fatto molto complicato evitare un isolamento totale tra di noi”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “ah! Allora in tal caso le cose cambiano e suo marito dovrà rimanere in quarantena per ulteriori 15 giorni dal suo primo tampone negativo Signora, quindi, facendo i calcoli fino al primo maggio”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “&#8230;” (silenzio ma col pensiero :AAARGGHMAVAFPORCAPUCOMECAZ!!!)<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Pronto Signora!? C’è ancora!? Ha capito?”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “ SÌ CI SONO… MI PERDONI, MA CHE RAGIONAMENTI MI STA FACENDO!? NOI SIAMO CHIUSI DA UN MESE IN CASA, RISPETTANDO PEDISSEQUAMENTE L’ISOLAMENTO, CI É STATO DETTO IN PRECEDENZA DA UNA SUA COLLEGA CHE MIO MARITO AVREBBE FINITO LA QUARANTENA IL 20 DI APRILE QUALORA IL MIO TAMPONE FOSSE RISULTATO NEGATIVO ED ORA CHE COSì EFFETTIVAMENTE E’, LEI MI DICE CHE DOVRÀ ASPETTARE ACORA ALTRI 15 GIORNI POICHÉ NON AVREMMO ESEGUITO IN MANIERA CORRETTA L’ISOLAMENTO FAMIGLIARE!!!!???”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Signora mi dispiace, non so che dirle&#8230; (pausa)&#8230; guardi mi informo un attimo e la richiamo.<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “VA BENE, GRAZIE”</p>
<p>Dopo circa 20 minuti:</p>
<p>“driiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnng!!!!” (suoneria nostalgica)</p>
<p>&#8211; <em>Michela</em>: “SÌ, PRONTO!?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Salve Signora, allora mi sono informata e purtroppo devo comunicarle che&#8230; secondoinostriprotocolli, ancheleidovràrestareinquarantenaperulteriori15giornidalsuoprimotamponenegativo, quindi fino al 1 maggio” (Frase pronunciata ad una velocità degna del miglior <strong>Bolt</strong>)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “……” (silenzio ma con il pensiero: AAAAAARRRRRRRRGGHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!) “&#8230; MA STA SCHERZANDO!!!?? Mi scusi, so che Lei non c’entra però è del tutto assurdo ciò che mi sta dicendo, io sono un medico e dall’Isituto presso cui ho eseguito i tamponi mi è stato detto che, visto l’esito negativo, avrei potuto riprendere la mia attività professionale ed ora lei mi sta dicendo, invece, che dovrei fermarmi per ulteriori 15 giorni&#8230; MA SI RENDE CONTO!!??”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: &#8230;&#8230;. (Silenzio imbarazzato) &#8230; eh…  sì… guardi… mi scusi la richiamo subito, porti pazienza”.</p>
<p>Dopo ulteriori 10 minuti:</p>
<p>“driiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnng!!!!” (suoneria nostalgica)</p>
<p>&#8211; <em>Michela</em>: “Siiiiiiii!!!!???”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “Rieccoci Signora! Allora, essendo lei un medico potrà riprendere la Sua attività a partire da oggi mentre suo marito dovrà attendere inevitabilmente fino al 1 maggio come le ho detto nella precedente chiamata perché potrebbe non aver superato completamente l’infezione e potrebbe, quindi, infettare nuovamente anche Lei, non avendo ATS, ad oggi, certezza circa un’immunizzazione definitiva da parte delle persone <em>negativizzate</em>”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “mi scusi ma tutto questo circo non si verificherebbe se anche mio marito potesse essere sottoposto a tampone, non trova!?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “ Può essere ma, purtroppo suo marito non rientra tra le persone che possono usufruire del tampone”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “guardi, prendo atto di questa Vostra incomprensibile presa di posizione ma mi permetto, da medico operante sul campo, di esprimere tutto il mio disappunto, così corriamo il rischio di non uscire mai da questa grave situazione epidemica, arrivederci”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “arrivederci a Lei Signora”.</p>
<p>Tutto finito!!?? Macchè!&#8230; dopo circa 5 minuti dall’ultima chiamata riceviamo un’ulteriore telefonata da parte della medesima operatrice ATS:</p>
<p>“driiiiiiiiinnnnnnnnnnnnnnng!!!!” (suoneria nostalgica)</p>
<p>&#8211; <em>Michela</em>: “si pronto!?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “BUONGIORNO SIGNORA! PARLO CON LA MADRE DI TOMMASO E PIETRO SCHETTINO?” (entusiasmo alle stelle, che ve lo dico a fa’!?)<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “siiiii!?” (tono di voce tra l’incredulo e lo sconcertato)<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “BENE! SONO LIETA DI INFORMARLA CHE I SUOI FIGLI DA OGGI HANNO TERMINATO IL PERIODO DI ISOLAMENTO FIDUCIARIO”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “&#8230;” (silenzio con improvviso desiderio irrefrenabile di sgolarsi un’intera boccettina di Xanax);<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “PRONTO!? SIGNORA MI HA SENTITO?<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “mi scusi Signora ma ci siamo già sentiti un attimo fa, oltre ad essere la madre di Tommaso e Pietro Schettino sono anche la moglie del signor Francesco Schettino, si ricorda?”<br />
&#8211; <em>Operatrice ATS</em>: “&#8230;” (silenzio da imbarazzo)&#8230;”mi scusi Signora, ma sa facciamo centinaia di chiamate al giorno e non mi sono accorta che stavo parlando con la medesima persona. In tal caso allora devo purtroppo dirle che lo stesso discorso vale anche per i suoi figli che dovranno rimanere in quarantena fino al 1 maggio”<br />
&#8211; <em>Michela</em>: “la ringrazio buona giornata” (tono di voce di persona provata che si arrende alla tragica realtà)</p>
<p>Ecco così si conclude questa mia vicenda personale, verso la quale mi astengo da qualsivoglia ulteriore commento, se non aggiungere che, purtroppo, questa grottesca, quanto intollerabile situazione sta capitando a moltissime altre famiglie qui in Lombardia e che, a mio parere, questa oggettiva e grave falla del nostro Sistema Sanitario rappresenta una delle principali cause, tornando all’articolo de L’Espresso sopra citato, della <strong>nostra netta sconfitta rispetto alla Germania nella gestione della pandemia</strong>.</p>
<p><strong>Ad Maiora! (Speriamo!)</strong></p>
<p>Cari saluti<br />
<em>Francesco</em></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169680" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/04/Ad-Maiora.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/ad-maiora-speriamo/">AD MAIORA (SPERIAMO!)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Appello alla coscienza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 20 Apr 2020 16:20:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[coscienza]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Giuro che se sento ancora una volta parlare di “comunicazione ai tempi del corona virus”, “intervista ai tempi del corona virus”, “giornalismo ai tempi del corona virus”, faccio del male fisico a qualcuno. Altro che distanza di sicurezza, faccio andare le mani. Inizio ad essere un po&#8217; esasperato. Ho paura ad aprire facebook: no, non sono i messaggi sgarrupati di chi ha la verità in tasca e non apre uno zingarelli dal mundial dell’82 a spaventarmi, le invettive sui runner, le lauree della strada in minchiologia. Sono i necrologi di chi non c’è più, di chi ha smesso di lottare [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Giuro che se sento ancora una volta parlare di “<em>comunicazione ai tempi del corona virus</em>”, “<em>intervista ai tempi del corona virus</em>”, “<em>giornalismo ai tempi del corona virus</em>”, faccio del male fisico a qualcuno. Altro che distanza di sicurezza, faccio andare le mani.</p>
<p>Inizio ad essere un po&#8217; esasperato. Ho paura ad aprire facebook: no, non sono i messaggi <em>sgarrupati</em> di chi ha la verità in tasca e non apre uno <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Nicola_Zingarelli" target="_blank" rel="noopener noreferrer">zingarelli</a> dal <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Campionato_mondiale_di_calcio_1982" target="_blank" rel="noopener noreferrer">mundial dell’82</a> a spaventarmi, le invettive sui <a href="http://www.odiopiccolo.com/basta-runners/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">runner</a>, le lauree della strada in <strong>minchiologia</strong>.<br />
<strong>Sono i necrologi di chi non c’è più</strong>, di chi ha smesso di lottare contro un male infido che aleggia, serpeggia e non sparisce.</p>
<p>Non mi interessano i dati, né sentire <strong>Vito Crimi</strong> che minaccia il commissariamento della nostra regione (che intendiamoci da cittadino qualunque mi potrebbe stare anche bene &#8211; quando questo finirà &#8211; perché ogni volta che vedo <strong>Fontana</strong> e <strong>Gallera</strong> in tv mi viene voglia di lanciare la tele dalla finestra), e tantomeno leggere che <strong>Fabio Rolfi</strong> vuole un’indagine su come è stata condotta la situazione da <strong>palazzo Loggia</strong>. In questo momento voglio, anzi esigo, che si abbassino i toni da tutte le parti e che tutti lavorino per obiettivi comuni. Poi avrete tempo di scannarvi. Ma basta, basta, basta rivendicare le vostre posizioni. Basta.</p>
<p>La gente non ne può più. Non scrive neppure più “ci ricorderemo di voi quando tutto sarà finito”. Perché non si capisce quando tutto finirà. #andràtuttobene.</p>
<p>Se ci diamo una svegliata in generale, magari sì. Rose e fiori un tubo. <strong>Penso al dolore di chi ha perso un suo caro in questi giorni</strong>. E neppure il conforto di un abbraccio. Uno strazio infinito, che ha toccato anche la mia famiglia. Parole, testi, messaggi: anche questo mio scritto finisce con quelli che resteranno legati a questo periodo così devastante psicologicamente.<br />
Ecco pensate a questa vostra gente quando aprite bocca, quando attaccate, quando rivendicate.</p>
<p>Oh, non è tutto così organico infine: <strong>vedo gente che si rimbocca le maniche, che non molla</strong>. Vedo medaglie con diversi lati. Scuole online, iniziative di ogni genere. Da gente comune. E questo mi fa ben sperare.</p>
<p><strong>Voglio continuare a lottare. Come tutti voi.</strong></p>
<p>Buona settimana. Facciamo andare tutto bene. Vi prego.</p>
<p>Il vostro <em>Zob0n</em>.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169620" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/04/Spagna-821200.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/appello-alla-coscienza/">Appello alla coscienza</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Libertà, cinesi e pipistrelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cavour]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 18:11:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cinesi]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi è domenica, c&#8217;è il sole e sono imprigionato in casa. Non ne capisco il motivo, non più almeno. “Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”. Cito Benjamin Franklin, perché mi è impossibile trovare parole più semplici per esprimere un concetto cosi grande. Credo che ormai il confine tra protezione e buonsenso sia stato abbondantemente valicato. Non sarebbe forse giusto poter scegliere liberamente per la nostra sicurezza? Attenzione, non ne faccio una questione economica (anche se è impossibile non considerare la miriade di persone e attività che sono letteralmente sull&#8217;orlo del [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è domenica, c&#8217;è il sole e sono imprigionato in casa. Non ne capisco il motivo, non più almeno.<br />
<em>“Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”.</em><br />
Cito <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benjamin_Franklin" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Benjamin Franklin</strong></a>, perché mi è impossibile trovare parole più semplici per esprimere un concetto cosi grande.</p>
<p>Credo che ormai il confine tra protezione e <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-giusto-affidarsi-al-nostro-buonsenso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">buonsenso</a> sia stato abbondantemente valicato. Non sarebbe forse giusto poter scegliere liberamente per la nostra sicurezza?</p>
<p>Attenzione, non ne faccio una questione economica (anche se è impossibile non considerare la miriade di persone e attività che sono letteralmente sull&#8217;orlo del baratro, pronte a precipitare quando potranno riaprire con le nuove restrizioni), ma di libero arbitrio e libertà individuale.<br />
Questa quarantena ci ha smascherati definitivamente, rivelando un&#8217;insita aggressività, ma soprattutto l&#8217;assenza di lucidità nel giudizio, che resteranno indelebili al pari dei conteggi delle vittime.</p>
<p>Dietro gli slogan, gli “Andrà tutto bene”, i “<em>Brèsa mòla mìa</em>” , i “Lontani ma vicini” si nascondono persone rabbiose pronte a minacciare donne col passeggino, a inveire contro vecchietti al parco, a prendersela con i corridori solitari, per i quali l&#8217;unico rischio di contagio sono gli sputacchi che arrivano dalle urla dei balconi.<br />
Sono loro gli untori, gli assassini?</p>
<p>E mentre facciamo assembramenti davanti al supermercato, alla farmacia e nelle fabbriche, ci transennano le piste ciclabili, ci impediscono di scegliere se aprire i negozi (che abbiamo chiuso responsabilmente ancor prima che fosse obbligatorio), di andare a trovare i nostri genitori, di salutare i nostri defunti o semplicemente di fare un paio di chilometri in bicicletta per innaffiare l&#8217;orto.</p>
<p>Siamo la solita <em>Italietta</em> perennemente in campagna elettorale, che lucra sui drammi, che è colpa dei soldi dati agli immigrati, che scova qualche complotto, che bisogna togliere gli stipendi ai calciatori, che ruggisce banalità dalla tastiera.<br />
E noi che c&#8217;entriamo? Noi non abbiamo colpe, siamo solo eroi che, appollaiati sul divano, rispettano le regole.</p>
<p><strong>Tanto è colpa dei cinesi e dei pipistrelli,</strong> a noi basta informarci guardando la D&#8217;Urso e l&#8217;altra miriade di trasmissioni spazzatura dove incompetenti e servi del potere ci dicono come dobbiamo comportarci.<br />
Tanto è colpa dei cinesi e dei pipistrelli, <strong>a noi basta aspettare il vaccino</strong> che ci renderà liberi fino al prossimo virus.<br />
Tanto è colpa dei cinesi e dei pipistrelli, noi non c&#8217;entriamo nulla, il nostro stile di vita, l&#8217;inquinamento, la deforestazione, il consumismo sfrenato, lo stile alimentare, non hanno nulla a che vedere con quello che sta succedendo.</p>
<p>Perché nessuno, tranne rarissimi casi, in televisione parla di questo? Eppure basterebbe leggere un articolo scientifico e mettersi un minimo in discussione.<br />
Ma lo so è difficile, molto più semplice chiudersi in casa e prendersela coi cinesi e i pipistrelli.</p>
<p>Presto la pandemia cesserà e noi, con le limitazioni del caso, torneremo alla vita di prima senza aver ancora compreso che “<em>il virus siamo noi</em>” (per dirla alla <a href="http://www.umbertotozzi.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Umberto Tozzi</a>).<br />
<em>Vulgus (Mundus) vult decipi, ergo decipiatur</em> «Il popolo (il mondo) vuole essere ingannato, e allora sia ingannato». <em>Carlo Carafa</em></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169590" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/04/Cinesi-pipistrelli.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/liberta-cinesi-e-pipistrelli/">Libertà, cinesi e pipistrelli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<item>
		<title>È giusto affidarsi al nostro buonsenso?</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/e-giusto-affidarsi-al-nostro-buonsenso/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Apr 2020 21:24:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[ant]]></category>
		<category><![CDATA[ats]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[michela spunghi]]></category>
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		<category><![CDATA[poliambulanza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Michela, medico palliativista per la Fondazione Ant, per capire come procedeva il suo isolamento dopo essere risultata positiva al Covid19 . Ciò che è emerso è un quadro molto poco rassicurante. Ciao Michela puoi riassumere la tua storia? “Il 21 marzo ho iniziato ad accusare i primi sintomi di quello che poi si è effettivamente dimostrato essere il Covid-19. Il giorno dopo e quello seguente la febbre è salita a 38 gradi. Mi chiama il mio collega e mi dice che posso andare a fare il tampone e che verrò contattata a breve dalla Poliambulanza. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/e-giusto-affidarsi-al-nostro-buonsenso/">È giusto affidarsi al nostro buonsenso?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Michela, medico palliativista per la <a href="https://ant.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondazione Ant</a>, per capire come procedeva il suo isolamento dopo essere risultata positiva al Covid19 . Ciò che è emerso è un quadro molto poco rassicurante.</p>
<p><strong><em>Ciao Michela puoi riassumere la tua storia?</em></strong><br />
“Il 21 marzo ho iniziato ad accusare i primi sintomi di quello che poi si è effettivamente dimostrato essere il <strong>Covid-19</strong>. Il giorno dopo e quello seguente la febbre è salita a 38 gradi. Mi chiama il mio collega e mi dice che posso andare a fare il tampone e che verrò contattata a breve dalla <a href="https://www.poliambulanza.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Poliambulanza</a>.</p>
<p>Il 25 Marzo mi reco a fare il tampone. Il 26 marzo vengo informata che l&#8217;esito è positivo. Domenica 29 mi chiama l’<strong>Agenzia per la Tutela della Salute</strong> per avere conferma della positività. Il lunedì successivo mi contatta nuovamente l&#8217;ATS per l&#8217;indagine epidemiologica”.</p>
<p><strong><em>Come funziona questa indagine?</em></strong><br />
“È uno screening vero e proprio: spiego quando mi sono ammalata, quali sintomi ho avuto e quali sono stati i miei contatti da quel momento con le altre persone”.</p>
<p><strong><em>E che contatti hai avuto?</em></strong><br />
“I contatti sono stati unicamente nel mio nucleo famigliare: non ho potuto mettermi in isolamento e già dal giorno dopo al mio compagno si è alzata la temperatura. Mi è stato quindi detto che mi avrebbero chiamato probabilmente per sapere come procedeva l&#8217;infezione lasciandomi un numero da contattare nel caso in cui la situazione si fosse aggravata o semplicemente per fugare qualsiasi mio dubbio”.</p>
<p><strong><em>È stato l’unico contatto medico?</em></strong><br />
“No: mi ha contattato successivamente anche il pediatria di base (Michela ha due figli di 6 e 12 anni, ndr)”.</p>
<p><strong><em>E poi che succede?</em></strong><br />
“Lunedì 6 Aprile sono stata contattata dall&#8217;<strong>Agenzia per la Tutela della Salute</strong>, per comunicarmi che il mio compagno e miei figli potevano dal giorno successivo (il 7 Aprile ndr) finire la quarantena e uscire liberamente”.</p>
<p>E qui si interrompe per un attimo la nostra intervista a Michela. Che sentiamo vicina a noi: perché bresciana, perché legata a odiopiccolo.com.<br />
<strong>Perché contagiata dal Covid-19</strong>.</p>
<p>Eppure, <strong>pur essendo lei il caso 0 del suo nucleo famigliare, mancava all’appello</strong>.<br />
Perché la telefonata dell&#8217;operatrice ATS riguardava solamente i tre uomini di casa. La dottoressa era esclusa. L&#8217;operatrice ATS non sapeva evidentemente che Michela aveva contratto il virus e solo lo zelo ed il buonsenso del medico ha chiarito l&#8217;equivoco.</p>
<p><strong><em>Tu Michela come hai reagito?</em></strong><br />
“Ho chiesto come avrei dovuto comportarmi io. L&#8217;operatrice stupita mi ha chiesto se ero Covid19 positiva”.<br />
E qui comincia una seconda parte, un film totalmente diverso. Perché i protocolli sono diversi.</p>
<p><strong><em>Cosa ti è stato detto Michela?</em></strong><br />
“Quando l&#8217;operatrice è stata informata che ero io ad aver contratto il virus e che il resto della famiglia di conseguenza era stata presumibilmente contagiata, mi è stato detto che dovevo aspettare di essere richiamata per un altro tampone e che a questo punto i famigliari dovevano prolungare la quarantena fino al venti di aprile o fino alla negativizzazione del tampone”.</p>
<p>Qui si apre un capitolo difficile: cosa succeda effettivamente dopo questo accertamento, non è chiaro. Non lo sa nessuno. È questo il problema che sta attraversando la nostra regione, il nostro paese. Chi guarisce, guarisce davvero? Fino in fondo? Non è più a rischio?</p>
<p>Ma torniamo al tema principale. Perché vi scriviamo queste righe? Perché abbiamo voluto condividerle con voi? Per spaventarvi? Per attaccare qualcuno? No, no di certo. Il direttore potrebbe parlarvi di un lutto a lui vicino, l’editore della situazione difficile che sta vivendo in casa. Si vuole sottolineare -purtroppo- quanto si rischi di brancolare nel buio.</p>
<p>Perché, ricapitolando, ci sembra di poter dire che <strong>nella storia di Michela, o meglio del trattamento Covid-19 di Michela, c’è una falla</strong>, una mancanza di comunicazione: un errore banale, figlio della stanchezza magari. Un campo di file saltato, o scritto male. Perché sappiamo quanto in questo momento sia il carico di lavoro sulle spalle di chi lavora nelle strutture preposte ai controlli ed i turni infiniti.</p>
<p><strong>Non parliamo di incompetenza o di negligenza sia chiaro.</strong></p>
<p>La sensazione è che la riammissione in società &#8211; se non c’è un’attenzione estrema &#8211; possa essere lasciata al buonsenso delle persone. Il compagno di Michela non sarebbe di certo uscito di casa e così i bambini di conseguenza. Ma siamo sicuri che non ce ne sia di gente priva di questo buonsenso, che esca a comprare al super mercato due yogurt e quattro piadine? C&#8217;è chi esce 37 volte al giorno perché non ce la fa a stare in casa.</p>
<p>Non si può lasciare la riammissione in società unicamente al buon senso delle persone. Il motivo è semplice. Chi oggi a Brescia ha guardato fuori dalle finestre ha capito il perché. È bastato dire alla gente: obbligo di mascherine, e tanta, troppa gente, era in giro.</p>
<p>Non è ancora finita.<br />
E le persone non hanno buonsenso.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169400" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/04/donna-porta-di-casa.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/e-giusto-affidarsi-al-nostro-buonsenso/">È giusto affidarsi al nostro buonsenso?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Due riflessioni sulla politica</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Apr 2020 14:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non so se questo possa essere visto come un appello. E soprattutto se verrà ascoltato o meno. Non ne ho idea. Ma non posso esimermi dall’esprimere un’opinione, che credo possa essere condivisa dalla maggior parte dei nostri lettori: in questi giorni terribili c’è una nota estremamente stonata. Non è riferita a noi, confinati tra le mura di casa, tra un’ambulanza e l’altra. Non è riferita a noi che usciamo per fare la spesa, per noi o per i nostri cari con un’età a rischio. Non è riferita a noi, che aspettiamo il momento della pattumiera da gettare come l’ancora di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non so se questo possa essere visto come un appello. E soprattutto se verrà ascoltato o meno. Non ne ho idea. Ma <strong>non posso esimermi dall’esprimere un’opinione, che credo possa essere condivisa dalla maggior parte dei nostri lettori</strong>: in questi giorni terribili <strong>c’è una nota estremamente stonata</strong>.</p>
<p>Non è riferita a noi, confinati tra le mura di casa, tra un’ambulanza e l’altra.</p>
<p>Non è riferita a noi che usciamo per fare la spesa, per noi o per i nostri cari con un’età a rischio. Non è riferita a noi, che aspettiamo il momento della pattumiera da gettare come l’ancora di salvezza di un’altra giornata da reclusi.</p>
<p><strong>È per il mondo politico</strong>. Non quello impegnato in prima linea per fare qualcosa contro la pandemia, ma quello che in questi giorni sta facendo opposizione politica. Certo mi rendo conto che altro non è che un <strong>riadattamento della politica al tempo del dannato Covid-19</strong>. Ma non è proprio tempo per rivendicazioni politiche, da qualsiasi parte esse vengano. A livello comunale, provinciale, regionale o nazionale.</p>
<p><strong>Non è tempo di campagna elettorale</strong>: ci sarà ancora, non vi preoccupate. Adesso però <strong>è tempo di coesione, di unione</strong>. Di trovare soluzioni sostenibili senza urlare, senza voler fare braccio di ferro, senza lanciare accuse. Dimostrate di essere degni di rappresentare gente che soffre, che è stufa marcia, che vede le proprie risorse economiche andare a signorine. <strong>Fate squadra</strong>. Fatelo per tutti noi che non possiamo fare altro che attendere. <strong>Fatelo per i medici e gli infermieri che mettono a rischio salute e vita per salvarne altre</strong>. Fatelo <strong>per i titolari di partite IVA</strong>, per chi chiuso in casa non può guadagnare mezzo euro, <strong>per gli industriali che non possono riaprire</strong>, <strong>per chi è a casa in cassa integrazione</strong>, per chi lavora in nero (e magari è costretto a farlo), per chi è chiuso in casa in spazi ristretti e rischia di impazzire…</p>
<p>C’è una marea di motivi per fare e smetterla di dire.</p>
<p>C’è una marea di motivi per evitare di fare politica attraverso i social.</p>
<p>C’è una marea di motivi per unirsi e non dividersi.</p>
<p>Fatelo per le anime sante che ci hanno lasciato o ci stanno lasciando. Per la memoria storica di un paese che se ne sta andando: <strong>se oggi siamo un paese che ha dell’orgoglio, che è uscito a testa alta da un conflitto mondiale, lo dobbiamo a chi dopo questa pandemia non ci sarà più. </strong>Gente che si è rimboccata le maniche, gente che non aveva nulla e che ha fatto un piccolo miracolo.</p>
<p>Lo stesso che noi italiani saremo in grado di fare al termine di questo periodo terribile. Ne sono certo.</p>
<p>Ma datevi una regolata. Fate i politici con la P maiuscola. O almeno provateci.<br />
Grazie.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169360" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/04/Riflessioni-politiche.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/due-riflessioni-sulla-politica/">Due riflessioni sulla politica</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Casso ma che coioni ‘ste corona virus</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Apr 2020 12:53:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[abbraccio]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo sguardo indugia. Sono al supermercato, sto attendendo che mi consegnino una tessera; è il 31 marzo, sono le 17 e qualcosa. Ho perso il conto dei giorni che sono passati da quando questa agonia è iniziata, da quando la mia terra è stata dilaniata da questo dannato virus che ricorda da vicino una delle piaghe d’Egitto. Di fronte a me c’è questa signora: mascherina e guanti come me. Ha l’aria stanca, le hanno appena comunicato l’ennesima disposizione da seguire. “Casso ma che coioni ‘ste corona virus”: è affranta, stufa, stanca. Sotto la mascherina mi scappa un sorriso: perché la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo sguardo indugia. Sono al supermercato, sto attendendo che mi consegnino una tessera; è il 31 marzo, sono le 17 e qualcosa.</p>
<p>Ho perso il conto dei giorni che sono passati da quando questa agonia è iniziata, da quando la mia terra è stata dilaniata da questo dannato virus che ricorda da vicino una delle piaghe d’Egitto.</p>
<p>Di fronte a me c’è questa signora: mascherina e guanti come me. Ha l’aria stanca, le hanno appena comunicato l’ennesima disposizione da seguire. “<em>Casso ma che coioni ‘ste corona virus</em>”: è affranta, stufa, stanca.<br />
Sotto la mascherina mi scappa un sorriso: perché la penso come lei. Perché pure io, come tutti, sono stanco, stufo. Non vedo una data di scadenza di questa pandemia. E le indicazioni che arrivano da chi ci dovrebbe proteggere sono contrastanti. Lo sono state dal primo momento. Poi per carità, noi siamo nell’occhio del ciclone, anche se qualche responsabilità ce l’abbiamo.</p>
<p>Ma non è tempo di parlare di questo. Non ancora, almeno.<br />
Ora è tempo di continuare a fare quello che abbiamo cominciato da qualche settimana. Perché questa <em>soundtrack</em> di ambulanze deve terminare, perché tornare ad essere noi stessi (anche se ci vorrà molto tempo) dev’essere la luce in fondo al tunnel. E dobbiamo continuare a vederla e a credere che il suo bagliore cresca di giorno in giorno. Non cerchiamo la speranza altrove: siamo noi stessi la speranza. Cerchiamo di essere veramente responsabili. Fino in fondo.<br />
“Mi scusi, eh. Non volevo assolutamente essere così volgare. Ma cerchi di…”<br />
Sorrido ancora sotto la mascherina. Vorrei tirarla giù, la mascherina. Cerco di ridere con gli occhi e lei lo capisce.<br />
“Ci mancherebbe, non si preoccupi”.<br />
Vorrei abbracciarla, come vorrei abbracciare tanta gente. Vorrei correre a Bagnolo ad abbracciare Vincenzo che dopo una lotta indicibile a Milano, da solo, è rientrato a casa. Ma non si può: questo dannato virus ci ha tolto tanto. A molti tutto. Ha reso la morte qualcosa di orribile perché non permette nemmeno un ultimo omaggio, un saluto, una preghiera di fronte a chi sta andandosene. Ieri abbiamo saputo che non c’è più un ragazzo che ha fatto parte della nostra squadra: la notizia di una perdita fa sempre male, quella di Alessandro ancora di più.<br />
Perché è la conferma che questo virus non guarda in faccia nessuno. Pertanto lucidi e attenti. E pazienti.<br />
“Mi scusi tanto, veramente non volevo”. Lei cerca ancora di scusarsi. Non c’è motivo di farlo. Sorrido, ringrazio , saluto da sotto la mia mascherina e vado verso l’uscita.<br />
Mi inchiodo, giro i tacchi di 180°.<br />
“Forza!” Glielo dico, a voce alta, non c’è bisogno di urlare, ma di bypassare il filtro della mascherina sì.<br />
Lei mi guarda, e stavolta vedo, o almeno provo a immaginarlo, il suo sorriso.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169330" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/04/abbraccio-coppia.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/casso-ma-che-coioni-ste-corona-virus/">Casso ma che coioni ‘ste corona virus</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Un bresciano a Popoyo (Nicaragua). Quattro chiacchiere con Claudio.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 28 Mar 2020 09:36:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia fuori]]></category>
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		<category><![CDATA[estero]]></category>
		<category><![CDATA[nicaragua]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>OP &#8211; Dove ti trovi, perché ti trovi lì e che fai di bello? C &#8211; Attualmente mi trovo in Nicaragua dopo aver vissuto a Lanzarote per 4 anni. Insieme ad un mio caro amico ho costruito e gestisco la Surf Home TwoTen° a Popoyo. OP &#8211; Come è stato affrontato il discorso del corona Virus dalle tue parti? C &#8211; Qui per il momento ci sono stati solo 2 casi ma i dati non sono molto attendibili… precauzioni poche e si va avanti sperando non peggiori la situazione… recentemente hanno chiuso le frontiere e forse chiuderanno l’aeroporto. OP &#8211; [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>OP &#8211; <em><strong>Dove ti trovi, perché ti trovi lì e che fai di bello?</strong> </em><br />
C &#8211; Attualmente mi trovo in Nicaragua dopo aver vissuto a Lanzarote per 4 anni. Insieme ad un mio caro amico ho costruito e gestisco la <a href="https://www.twotensurfhome.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Surf Home TwoTen°</a> a <a href="https://www.google.com/maps/place/Popoyo,+Nicaragua/@11.4768908,-86.1329682,11z/data=!4m5!3m4!1s0x8f7431c4c555e339:0xdea7c46a9d7ba1c6!8m2!3d11.4700989!4d-86.1249245" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Popoyo</a>.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Come è stato affrontato il discorso del corona Virus dalle tue parti?</strong> </em><br />
C &#8211; Qui per il momento ci sono stati solo 2 casi ma i dati non sono molto attendibili… precauzioni poche e si va avanti sperando non peggiori la situazione… recentemente hanno chiuso le frontiere e forse chiuderanno l’aeroporto.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Come stai reagendo personalmente?</strong> </em><br />
C &#8211; Cerco di evitare al massimo di andare nelle città e rimango nel mio paesino</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Ti aspettavi che la tua città fosse tra le più colpite da questo Virus?</strong> </em><br />
C &#8211; Sinceramente no, ma in questi casi non si può mai sapere.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Che cosa hai pensato in tal senso?</strong> </em><br />
C &#8211; Credo sia dovuto al nostro tessuto industriale che ha molti contatti con l’estero&#8230;</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Brescia ti manca?</strong> </em><br />
C &#8211; A volte sì.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Cosa ti manca di più della tua vita “bresciana”?</strong> </em><br />
C &#8211; Vedere la famiglia e gli amici sicuramente.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Ogni quanto rientri da noi?</strong> </em><br />
C- Adesso sono più di 2 anni che non torno… avrei voluto tornare per marzo ma i voli sono stati annullati.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Cosa trovi di cambiato maggiormente tra quando sei andata via e quando sei tornata l’ultima volta?</strong> </em><br />
C &#8211; Non saprei… quando torno mi sembra sempre bellissima Brescia più di quando ci vivevo.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Rifaresti la tua scelta?</strong> </em><br />
C &#8211; Direi di si… ho aperto un <a href="https://www.booking.com/hotel/ni/twotendeg-surf-homes.it.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">attività turistica</a> insieme ad un amico di Brescia e ci troviamo bene qui con tutte le difficoltà del caso.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Vista da fuori la vita in Italia è così negativa?</strong> </em><br />
C &#8211; Negativa forse no… é sicuramente diversa dalla vita in Nicaragua… più stressante.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Quando sei rientrato la prima volta a Brescia ed hai fatto – com’è normale che sia – un paragone con quello che stavi vivendo, cosa hai pensato??</strong> </em><br />
C &#8211; Quando sono tornato la prima volta dopo essermene andato sono comunque rimasto convinto della mia scelta nonostante la mancanza dei miei amici.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Al netto della fine di questa pandemia, torneresti mai a vivere in Italia dopo il tuo percorso?</strong> </em><br />
C &#8211; Credo di sì… non a breve ma mi piacerebbe.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Perché?</strong> </em><br />
C &#8211; Alla fine l’idea di tornare non mi dispiace… sempre sia fattibile.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169010" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/03/Claudio-Tavelli.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/un-bresciano-a-popoyo-nicaragua-quattro-chiacchiere-con-claudio/">Un bresciano a Popoyo (Nicaragua). Quattro chiacchiere con Claudio.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Un bresciano a Lanzarote. Quattro chiacchiere con Federico.</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/un-bresciano-a-lanzarote-quattro-chiacchiere-con-federico/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 27 Mar 2020 09:51:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia fuori]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[bali]]></category>
		<category><![CDATA[brescia fuori]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
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		<category><![CDATA[indonesia]]></category>
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		<category><![CDATA[spagna]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>OP &#8211; Dove ti trovi, perché ti trovi lì e che fai di bello? F &#8211; Vivo a Lanzarote da 12 anni ed ho un bar/ristorante sulla spiaggia, il Robinsons Beach Bar. OP &#8211; Come è stato affrontato il discorso del corona Virus dalle tue parti? F &#8211; A Lanzarote hanno messo tutti in quarantena e sembra che siano riusciti ad arginare la diffusione in maniera efficace, al momento i contagiati dovrebbero essere solo 3 (sarà vero???). In Indonesia la situazione è più confusa, il virus è arrivato da poco e gli indonesiani cominciano solo ora a prenderlo sul serio, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/un-bresciano-a-lanzarote-quattro-chiacchiere-con-federico/">Un bresciano a Lanzarote. Quattro chiacchiere con Federico.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>OP &#8211; <em><strong>Dove ti trovi, perché ti trovi lì e che fai di bello?</strong> </em><br />
F &#8211; Vivo a Lanzarote da 12 anni ed ho un bar/ristorante sulla spiaggia, il <a href="https://www.facebook.com/RobinsonsBeachBarLanzarote/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Robinsons Beach Bar</a>.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Come è stato affrontato il discorso del corona Virus dalle tue parti?</strong> </em><br />
F &#8211; A Lanzarote hanno messo tutti in quarantena e sembra che siano riusciti ad arginare la diffusione in maniera efficace, al momento i contagiati dovrebbero essere solo 3 (sarà vero???). In Indonesia la situazione è più confusa, il virus è arrivato da poco e gli indonesiani cominciano solo ora a prenderlo sul serio, per lo meno a Bali; a <a href="https://www.google.com/maps/place/Sumbawa/@-8.5932147,116.8324735,8z/data=!3m1!4b1!4m5!3m4!1s0x2dca4d68d22b8d27:0x82a1915875a8c41c!8m2!3d-8.738072!4d118.1171082" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sumbawa</a>, dove son stato fino a qualche giorno fa, sembra che non ci facciano proprio caso.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Come stai reagendo personalmente?</strong></em><br />
F &#8211; Personalmente sto cercando di essere il più razionale possibile, la situazione è complessa: ho dovuto gestire da qui la mia attività a Lanzarote e capire come muovermi qui in Indonesia. Cerco di pensare giorno per giorno perché le cose cambiano molto in fretta.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Ti aspettavi che la tua città fosse tra le più colpite da questo Virus? Che cosa hai pensato in tal senso?</strong></em><br />
F &#8211; No, chiaramente non me lo aspettavo, ma credo che se c’è una città che può reagire prontamente e vincere la battaglia questa é Brescia! Dai Gnari!</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Brescia ti manca?</strong></em><br />
F &#8211; No per niente.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Cosa ti manca di più della tua vita “bresciana”?</strong></em><br />
F &#8211; Del tipo di vita che facevo a Brescia assolutamente niente.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Ogni quanto rientri da noi?</strong></em><br />
F &#8211; Due volte all’anno.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Cosa trovi di cambiato maggiormente tra quando sei andata via e quando sei tornata l’ultima volta?</strong></em><br />
F &#8211; Il centro città è molto più vivo, hanno aperto tanti bar e ristoranti che hanno animato zone una volta morte.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Rifaresti la tua scelta?</strong></em><br />
F &#8211; 1000 volte.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Vista da fuori la vita in Italia è così negativa?</strong></em><br />
F &#8211; Per me si, poi ognuno fa le sue scelte e quello che va bene a me sicuramente non andrebbe bene ad un altro ma alcune cose neanche le noti se non vedi che ci sono altri stili e modelli di vita.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Quando sei rientrato la prima volta a Brescia ed hai fatto – com’è normale che sia – un paragone con quello che stavi vivendo, cosa hai pensato??</strong></em><br />
F &#8211; La prima volta che torni secondo me non é la più significativa da quel punto di vista. La prima volta che torni sei ancora un po’ ancorato alla tua vita precedente. È quando torni dopo tanti anni che ti rendi conto realmente delle differenze tra la tua vita attuale e la tua vita precedente. Nel mio caso la bilancia propende a favore della vita attuale ma per qualcun altro potrebbe non essere così.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Al netto della fine di questa pandemia, torneresti mai a vivere in Italia dopo il tuo percorso?</strong></em><br />
F &#8211; Mai.</p>
<p>OP &#8211; <em><strong>Perché?</strong></em><br />
F &#8211; Ormai non posso più stare lontano dall’oceano.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-168900" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/03/Federico-Boldi.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/un-bresciano-a-lanzarote-quattro-chiacchiere-con-federico/">Un bresciano a Lanzarote. Quattro chiacchiere con Federico.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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