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	<title>film Archivi - odiopiccolo</title>
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		<title>Nessuno si salva da solo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 14 Mar 2015 13:12:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Nessuno si salva da solo&#8221;, con Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca, bravissimi, è il nuovo film di Sergio Castellitto, tratto dall&#8217;omonimo romanzo di sua moglie Margaret Mazzantini che ha scritto la sceneggiatura. La Pellicola ci racconta la storia di due persone, Gaetano e Delia, che si amano perché vibrano insieme sin dal primo momento in cui si incontrano in palestra. Il film è anche la storia del loro dis-amore del loro aver perso una sorta di vibrazione condivisa e del loro essere entrati in conflitto. Assistiamo al loro scontro sul ring, rappresentato dal tavolo di un ristorante, in cui i [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Nessuno si salva da solo&#8221;, con <a title="Jasmine Trinca e Riccardo Scamarcio: le nostre 25 sfumature " href="http://www.iodonna.it/personaggi/interviste/2015/jasmine-trinca-riccardo-scamarcio-intervista-50250103638.shtml" target="_blank" rel="noopener">Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca</a>, bravissimi, è il nuovo film di <a title="http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Castellitto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Castellitto" target="_blank" rel="noopener">Sergio Castellitto</a>, tratto dall&#8217;omonimo romanzo di sua moglie <a title="http://margaretmazzantini.com/" href="http://margaretmazzantini.com/" target="_blank" rel="noopener">Margaret Mazzantini</a> che ha scritto la sceneggiatura. La Pellicola ci racconta la storia di due persone, Gaetano e Delia, che si amano perché vibrano insieme sin dal primo momento in cui si incontrano in palestra.</p>
<p>Il film è anche la storia del loro dis-amore del loro aver perso una sorta di vibrazione condivisa e del loro essere entrati in conflitto. Assistiamo al loro scontro sul ring, rappresentato dal tavolo di un ristorante, in cui i due si raccontano e ci raccontano il loro essersi voluti bene, il loro essersi amati anima e corpo, il loro essersi scambiati umori, il loro essersi persi all&#8217;interno del matrimonio.</p>
<p>Gli indiani d’America dicono che quando si fa all’amore con qualcuno si è legati da fili energetici colorati che ci collegano psichicamente uno all’altro, anche se siamo a chilometri di distanza. Si tratta di fili di congiunzione che ci fanno mantenere la sintonia, rispettare le differenze e contemporaneamente continuare a vibrare sulle stesse fantasie e desideri.</p>
<p>Gaetano e Delia, si ritrovano con il filo emotivo che li univa spezzato e che ha lasciato spazio a rabbia e rancori. Alla fine il finale è aperto: non sappiamo se la coppia riallaccerà i capi spezzati del filo, non sappiamo se si ritroverà, il film non ce lo dice, ma in termini psichici ci sono delle possibilità. Personalmente sono uscito dalla sala con l&#8217;idea che il legame possa continuare anche dopo che ci si è lasciati, quando resta il bene che ci si è voluti, i ricordi, le esperienze fatte insieme. Un bel film che ringrazio per avermi fatto comprendere che la comunanza può continuare anche se un amore finisce perché &#8220;nessuno si salva da solo&#8221;.</p>
<p><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/amerigo_san</a><br />
Canale youtube: <a href="http://youtube.com/user/CinEmotivi" target="_blank" rel="noopener"> youtube.com/user/CinEmotivi</a></p>
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		<title>Il Grande Lebowski dei Coen Bros</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 18 Dec 2014 13:08:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[visioni cinemotive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È appena tornato nelle sale per i sessant’anni di Joel Coen, un piccolo capolavoro geniale, Il Grande Lebowski, scritto da entrambi i fratelli Coen, un film che amplifica e scardina il nichilismo e la putredine del mondo attraverso una commedia leggera e piacevole, piena di personaggi bizzarri e sfigati. Si parla di un errore di identità e di un sequestro di persona, che ha per protagonista Dude (il “Drugo”), un Jeff Bridges in calzoncini corti, che interpreta un vecchio “freak brother” degli anni &#8217;70, uno degli estensori del Manifesto (1962) di Port Huron, disincantato osservatore del mondo, ma deciso a fare la cosa giusta. Perché [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È appena tornato nelle sale per i sessant’anni di <a title="Joel Coen" href="http://trovacinema.repubblica.it/attori-registi/joel-coen/185515" target="_blank" rel="noopener">Joel Coen</a>, un piccolo capolavoro geniale, <strong>Il Grande Lebowski</strong>, scritto da entrambi i <a title="I fratelli Coen" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Joel_ed_Ethan_Coen" target="_blank" rel="noopener">fratelli Coen</a>, un film che amplifica e scardina il <a title="Nichilismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nichilismo" target="_blank" rel="noopener">nichilismo</a> e la putredine del mondo attraverso una commedia leggera e piacevole, piena di personaggi bizzarri e sfigati.</p>
<p>Si parla di <strong>un errore di identità e </strong>di un sequestro di persona, che ha per protagonista <strong>Dude (il “Drugo”)</strong>, un <a title="Jeff Bridges" href="http://www.jeffbridges.com/" target="_blank" rel="noopener">Jeff Bridges</a> in calzoncini corti, che interpreta un vecchio “freak brother” degli anni &#8217;70, uno degli estensori del Manifesto (1962) di Port Huron, disincantato osservatore del mondo, ma deciso a fare la cosa giusta.</p>
<p>Perché amplifica e scardina il nichilismo e la putredine del mondo?</p>
<p>Perché il Drugo, distolto dal suo dal far niente, si trova al centro di un “caso molto complicato”, come dice lui stesso, e ingenuamente vuole provare a risolverlo in modo bizzarro credendo di poter fare un po&#8217; di soldi mentre tutti ne minacciano l&#8217;incolumità, ma lui crede nel valore dell&#8217;amicizia verso gli altri e verso se stesso, rimanendo <strong>fedele alle amicizie e alle proprie idee.</strong></p>
<p>Un uomo, un apparente perdente dal cuore d&#8217;oro, che non si misura in base ai soldi o alle conquiste amorose che fa, ma che mostra un bizzarro esserci per gli amici.</p>
<p>Il Drugo rappresenta perfettamente un uomo imperfetto, fiducioso e sereno verso se stesso, che non si giudica e non giudica gli altri.</p>
<p>È in pace con le sue capacità e i suoi limiti e come direbbe lui:</p>
<p><strong>&#8220;Good enough is good enough for the Dude.&#8221;</strong></p>
<p>Se non lo avete ancora visto andate a vederlo e se lo avete visto rivedetelo, ne vale la pena di passare una serata con questa galleria di personaggi e attori bravissimi immersi in un film onirico, surreale e irresistibile.</p>
<p><em>Amerigo Santoro</em><br />
Contatto twitter: <a href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/amerigo_san</a><br />
Canale youtube: <a href="http://youtube.com/user/CinEmotivi" target="_blank" rel="noopener">youtube.com/user/CinEmotivi</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/il-grande-lebowski-dei-coen-bros/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/amhqpKRB9-Y/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-4090" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/12/Il-grande-lebowski.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-grande-lebowski-dei-coen-bros/">Il Grande Lebowski dei Coen Bros</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>&#8220;Due giorni, una notte&#8221; dei fratelli Dardenne</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 22 Nov 2014 12:57:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>&#8220;Due giorni, una notte&#8221;, un film dei fratelli Dardenne con Marion Cotillard e Fabrizio Rongione, è una pellicola, dura e molto intensa, che descrive la situazione economica e etica della classe lavoratrice dei nostri tempi. Il realismo della pellicola, basata su una storia vera accaduta in Francia, prevede che la narrazione vada dritta al cuore del problema delle famiglie salariate del XXI secolo: salvare il posto di lavoro in una fase di rallentamento della crescita capitalistica mondiale e di perdita delle tutele conquistate con fatica dai lavoratori del secolo scorso. La protagonista è una donna, Sandra, che per non perdere [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Due giorni, una notte&#8221;, un film dei <a title="Jean-Pierre e Luc Dardenne" href="http://www.cinemadelsilenzio.it/index.php?mod=articole&amp;id=1804&amp;idspe=37" target="_blank" rel="noopener">fratelli Dardenne </a>con <a title="Marion Cotillard" href="http://filmup.leonardo.it/personaggi/marioncotillard/" target="_blank" rel="noopener">Marion Cotillard</a> e <a title="Fabrizio Rongione" href="http://trovacinema.repubblica.it/attori-registi/fabrizio-rongione/157150" target="_blank" rel="noopener">Fabrizio Rongione</a>, è una pellicola, dura e molto intensa, che descrive la <strong>situazione economica e etica della classe lavoratrice dei nostri tempi</strong>. Il realismo della pellicola, basata su una storia vera accaduta in Francia, prevede che la narrazione vada dritta al cuore del problema delle famiglie salariate del XXI secolo: salvare il posto di lavoro in una fase di rallentamento della crescita capitalistica mondiale e di perdita delle tutele conquistate con fatica dai lavoratori del secolo scorso.</p>
<p>La <strong>protagonista è una donna, Sandra</strong>, che per non perdere il posto ha solo un weekend di tempo, due giorni e una notte, per provare a convincere i suoi compagni di lavoro a votare per lei nel referendum aziendale. La questione è scegliere tra la sua ripresa del posto (dopo un periodo di malattia) o un bonus da mille euro ciascuno per gli altri. Una formula da Pilato con cui il dirigente aziendale sa di innescare una guerra tra poveri. La difficoltà di Sandra per salvare il posto a che fare con il convincere i suoi colleghi, in un momento di bisogno per tutti, a rinunciare al denaro.</p>
<p>Sandra, interpretata dalla bravissima Cotillard, insieme al marito, l’attore italo-belga Rongione, lotterà, camminando senza sosta, salendo e scendendo scale, suonando ai campanelli, telefonando, piangendo, scoraggiandosi per poi riprendersi, guardando negli occhi ad uno ad uno i suoi potenziali alleati o nemici.</p>
<p><strong>La forza del film sta nel non giudicare</strong>, ma nel proporre un campo di osservazione per lo spettatore che potrà mettersi nei panni sia di Sandra che dei suoi colleghi, ponendosi la domanda cruciale &#8220;cosa farei al suo o al loro posto?&#8221;.</p>
<p>Siamo di fronte ad uno specchio perché <strong>il film dei fratelli Dardenne ci parla di noi attraverso la storia di una donna</strong>, l&#8217;anello debole della catena, che deve riuscire, che non vuole lasciarsi scoraggiare dalle proprie paure, che avrà un crollo emotivo, ma che verrà aiutata da suo marito presente e incoraggiante, a ritrovare la propria sicurezza e autostima.</p>
<p>Alla fine del film, scopriremo l&#8217;esito del referendum, ma quel che importa è che usciremo dalla sala considerando Sandra un&#8217;amica, perché dentro ognuno di noi c&#8217;è un po&#8217; di lei, delle sue paure, delle sue insicurezze, del suo identificarsi nella immagine che la società le restituisce.<br />
Bel film, assolutamente da vedere!</p>
<p><strong><em>Amerigo Santoro<br />
</em></strong><br />
Contatto twitter: <a href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/amerigo_san</a><br />
Canale youtube: <a href="http://youtube.com/user/CinEmotivi" target="_blank" rel="noopener">youtube.com/user/CinEmotivi</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/due-giorni-una-notte-dei-fratelli-dardenne/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/S99IZmqU7Cs/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-4050" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/11/Due-giorni-una-notte.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/due-giorni-una-notte-dei-fratelli-dardenne/">&#8220;Due giorni, una notte&#8221; dei fratelli Dardenne</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Il giovane favoloso di Mario Martone</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Nov 2014 12:51:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il giovane favoloso di Mario Martone (2014), presentato in concorso a Venezia, è senza dubbio un film struggente e stimolante, che a posteriori si ripensa nei particolari e produce una bella sensazione. Sceneggiato da Martone e sua moglie Ippolita di Majo, è stato girato in un luoghi difficili da ricreare come Recanati, Firenze e Napoli dell’epoca. Protagonisti insieme al giovane Leopardi, interpretato anima e corpo da un attore bravissimo Elio Germano, sono la natura selvaggia, le stelle, la campagna marchigiana e il Vesuvio, luoghi del giovane favoloso in cui ascoltiamo la sua poesia senza che mai venga declamata. Oltre alla [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il giovane favoloso di <a title="Mario Martone" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mario_Martone" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Mario Martone</span></a> (2014), presentato in concorso a Venezia, è senza dubbio un film struggente e stimolante, che a posteriori si ripensa nei particolari e produce una bella sensazione. Sceneggiato da <strong>Martone </strong>e sua moglie <a title="Ippolita di Majo" href="http://www.cinemaitaliano.info/pers/026457/ippolita-di-majo.html" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Ippolita di Majo</span></a>, è stato girato in un luoghi difficili da ricreare come <strong>Recanati</strong>, <strong>Firenze </strong>e <strong>Napoli </strong>dell’epoca.</p>
<p>Protagonisti insieme al giovane <a title="Giacomo Leopardi" href="http://www.giacomoleopardi.it/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Leopardi</span></a>, interpretato anima e corpo da un attore bravissimo <strong><a title="Intervista a Elio Germano" href="http://www.repubblica.it/speciali/cinema/rprima/il-giovane-favoloso/2014/10/14/news/elio_germano_il_mio_leopardi_mostro_incantatore_-98056670/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Elio Germano</span></a></strong>, sono la natura selvaggia, le stelle, la campagna marchigiana e il Vesuvio, luoghi del giovane favoloso in cui ascoltiamo la sua poesia senza che mai venga declamata. Oltre alla natura, abbiamo altre figure che emergono nel film: il padre <strong><a title="Monaldo Leopardi, padre di Giacomo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monaldo_Leopardi" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Monaldo</span></a></strong>, severo, che lo ama per le sue capacità, ma non lo aiuta a trovare una propria strada, sullo sfondo l&#8217;austera e anaffettiva Madre insieme al fratello e la sorella, <strong>Carlo </strong>e <strong>Paolina</strong>, poi l&#8217;intellettuale <strong><a title="Pietro Giordani" href="http://www.treccani.it/enciclopedia/pietro-giordani/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Pietro Giordani</span></a></strong> che riconosce il suo immenso talento e infine l&#8217;amico <a title="Antonio Ranieri" href="http://www.fregnani.it/ranieri/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Ranieri</span></a>, da cui Giacomo dipenderà psicologicamente e fisicamente.</p>
<p>Un film che si sviluppa su più livelli: la poesia, il corpo, le relazioni e la vicenda familiare. Proprio la <strong>tematica della famiglia</strong> mi è piaciuta perché sempre attuale e centrata sulla difficoltà di comunicazione tra genitori e figli e sul loro processo di adattamento alla vita. Cosa lega un figlio ai propri genitori? La paura, la speranza, l&#8217;invidia, il desiderio, l&#8217;amore? La <strong>dinamica della vicenda familiare di Leopardi</strong>, di suo Padre e sua Madre, rimanda sia al parricidio, simbolizzato dalla sua fuga, sia alla fame d&#8217;amore e di desiderio per una donna che non fosse algida come sua Madre. Oltre che dalla sofferenza del corpo (Giacomo soffriva del temibile <a title="MALATTIA O MORBO DI POTT: SINTOMI, CURA, CAUSE, TERAPIA E DIAGNOSI" href="http://sintomicura.com/terapia/malattia-o-morbo-di-pott-sintomi-cura-cause-terapia-e-diagnosi/" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Morbo di Pott</span></a>) e dalla contemplazione della natura meravigliosa, forse è anche dal conflitto familiare che emerge la sua poesia.</p>
<p>Riuscire a trasmetterla attraverso l&#8217;immagini era l&#8217;obiettivo del regista, e proprio per questo <a title="Filmografia di Bernardo Bertolucci" href="http://www.mymovies.it/filmografia/?r=3121" target="_blank" rel="noopener"><span style="text-decoration: underline;">Bernardo Bertolucci</span></a> gli ha domandato: “<em>Mario, ma come puoi pensare di filmare la Poesia?</em>”. All&#8217;uscita della proiezione privata, per pochissimi amici, <strong>Bertolucci </strong>si era alla fine dato da solo la risposta: &#8220;<em>Ecco, così si filma la poesia</em>&#8220;. Secondo me è sempre meglio la poesia del <strong>Leopardi</strong>, comunque <strong>Martone </strong>ci ha regalato un bel film da vedere e su cui riflettere.</p>
<p><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/amerigo_san</a><br />
Canale youtube: <a href="http://youtube.com/user/CinEmotivi" target="_blank" rel="noopener">youtube.com/user/CinEmotivi</a></p>
<p>[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=kN-lCxEx0lo[/embedyt]</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-4010" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/11/Il-Giovane-Favoloso.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-giovane-favoloso-di-mario-martone/">Il giovane favoloso di Mario Martone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Visioni Cinemotive # Ti ricordi di me?  di Rolando Ravello</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 19 Apr 2014 11:24:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[visioni cinemotive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vorrei parlare di un film, Ti ricordi di me?, di un altro attore passato alla Regia, Rolando Ravello, pellicola ispirata dalla pièce di Massimiliano Bruno, con Ambra Angiolini e Edoardo Leo, un film che segue due ragazzi coetanei durante il loro percorso psicoterapeutico di ricerca della propria centratura. Due ragazzi che si incontrano sul portone, portone dove passano per iniziare a frequentare la loro analista. L’incontro è uno scontro, e entrambi saranno trasformati come in una reazione chimica tra due opposti: come direbbe Carletto Jung, un Puer, Roberto, rimasto nella fase psicologica dell&#8217;adolescenza per un forte attaccamento inconscio alla madre, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/visioni-cinemotive-ti-ricordi-di-me-di-rolando-ravello/">Visioni Cinemotive # Ti ricordi di me?  di Rolando Ravello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Vorrei parlare di un film, <strong>Ti ricordi di me?</strong>, di un altro attore passato alla Regia, <strong>Rolando Ravello</strong>, pellicola ispirata dalla pièce di <strong>Massimiliano Bruno</strong>, con <strong>Ambra Angiolini</strong> e <strong>Edoardo Leo</strong>, un film che segue due ragazzi coetanei durante il loro percorso psicoterapeutico di ricerca della propria centratura.</p>
<p>Due ragazzi che si incontrano sul portone, portone dove passano per iniziare a frequentare la loro analista. L’incontro è uno scontro, e entrambi saranno trasformati come in una reazione chimica tra due opposti: come direbbe <strong>Carletto Jung</strong>, un <em>Puer</em>, Roberto, rimasto nella fase psicologica dell&#8217;adolescenza per un forte attaccamento inconscio alla madre, e una <em>Senex</em>, Beatrice, rigida, conservatrice, ordinata in autocontrollo assoluto, una ragazza che probabilmente si è adultizzata per la perdita precoce dei genitori.</p>
<p>Questo incontro li separa anziché unirli, ci metteranno più tempo a incontrarsi davvero, a comprendere cosa significhi amare o, come direbbe <strong>Giacomino Lacan</strong>, dare quello che non abbiamo a chi non lo vuole.</p>
<p>Il film ci mostra sotto forma di fiaba romantica la prima parte della frase di Lacan, &#8220;dare all&#8217;altro quello che non abbiamo&#8221;, ci mostra la disponibilità a cambiare e anche come sia più facile quando ci innamoriamo di qualcuno e lo amiamo.</p>
<p>Beatrice e Roberto si muovono nella cornice da fiaba del film ma la loro vicenda è realistica. Beatrice reca con sé una sorta di oggetto transizionale che la aiuta a muoversi nella vita: il libro rosso ingombrante dove annota qualsiasi cosa le accada. L&#8217;amore nuovo di Roberto la porterà ad abbandonare il libro per traghettarsi finalmente nella nuova vita con il loro figlio Ruben.</p>
<p>Il film mi ha fatto emozionare soprattutto alla fine in cui esce fuori il rischio di qualsiasi amore, la possibilità che finisca, in questo caso Roberto, dopo tanta fatica, potrebbe perdere Beatrice per via di una devastante amnesia. Non svelo il finale, ma mi ha suscitato una domanda può durare un amore per sempre? Forse si, se annaffiassimo la relazione ogni giorno come se fosse una bellissima pianta, in cui ci si dona reciprocamente eros e contenimento reciproco, se ci permettessimo reciprocamente di seguire la propria natura, le proprie necessità psichiche e poi se aggiungessimo due ingredienti fondamentali la costruzione dell’intimità e di una vita in comune.</p>
<p>Vi saluto con una citazione del grande <strong>Gabo</strong>, che ci ha lasciato alcuni giorni fa, che sintetizza il messaggio che ho trovato nel film:</p>
<p>&#8220;il problema del matrimonio è che finisce ogni notte dopo aver fatto l’amore, e deve essere ricostruito ogni mattina prima di colazione.&#8221;</p>
<p>Buon viaggio Gabo, a presto!!!</p>
<p><strong><em><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a style="color: #1155cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: normal;" href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/<strong>amerigo_san</strong></a><br />
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<p>[embedyt] https://www.youtube.com/watch?v=4vwsMSC9cPM[/embedyt]</p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-3950" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/04/locandinaTIRICORDI.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/visioni-cinemotive-ti-ricordi-di-me-di-rolando-ravello/">Visioni Cinemotive # Ti ricordi di me?  di Rolando Ravello</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Il Capitale Umano di Paolo Virzì vs La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/il-capitale-umano-di-paolo-virzi-vs-la-grande-bellezza-di-paolo-sorrentino/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 04 Feb 2014 12:10:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[visioni cinemotive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho visto due film, Il Capitale Umano di Paolo Virzì e La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino, che mi hanno suscitato alcune riflessioni sull’attuale situazione dei valori nel nostro Paese. Il primo di Virzì mi è piaciuto perché in un racconto a tinte fosche riscopre i valori femminili (le relazioni, l’amore, i sogni), il secondo di Sorrentino invece non mi ha convinto proprio per ciò che propone, una città e una nazione in stallo, in cui albergano personaggi alla Jep Gambardella, nobili sfiniti, naufraghi della sinistra, e donne ritratte ancor peggio degli uomini: l’unica donna intelligente e di talento con [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho visto due film, <em>Il Capitale Umano</em> di <strong>Paolo Virzì</strong> e <em>La Grande Bellezza</em> di <strong>Paolo Sorrentino</strong>, che mi hanno suscitato alcune riflessioni sull’attuale situazione dei valori nel nostro Paese.</p>
<p>Il primo di Virzì mi è piaciuto perché in un racconto a tinte fosche riscopre i valori femminili (le relazioni, l’amore, i sogni), il secondo di Sorrentino invece non mi ha convinto proprio per ciò che propone, una città e una nazione in stallo, in cui albergano personaggi alla <strong>Jep Gambardella</strong>, nobili sfiniti, naufraghi della sinistra, e donne ritratte ancor peggio degli uomini: l’unica donna intelligente e di talento con atteggiamento propositivo alla vita è una nana; le altre oscillano tra l’intellettuale che se la racconta, alle donne disperate aggrappate alle conoscenze e al Botulino.</p>
<p>Il film di Sorrentino ci propone come messaggio che anche nel mondo contemporaneo così disgraziato e dall’umanità così squallida ci siano frammenti di Bellezza che lo salverebbero, come afferma il <em>principe Miškin</em> nell&#8217;Idiota di <strong>Dostoevskij</strong>.</p>
<p>Credo che ci sia anche un’altro punto di vista sul mondo attuale, quello che ci racconta Virzì: una società maschile, dove tutto è regolato dal profitto e nulla ha più valore del denaro, dove gli uomini sono cinici, spregiudicati, senz’anima e sembrano aver perduto anche il senno, ma un mondo in cui le donne sono migliori degli uomini, simboli di un femminile, che seppur ingenuo, è portatore di speranza.</p>
<p>In ogni figura femminile del film “Il Capitale Umano” possiamo trovare un po’ di luce. La troviamo in <strong>Roberta</strong>, la psicologa, donna semplice e forte, appassionata del suo lavoro, che cerca di essere mamma di un’adolescente evitante, che si emoziona per la gravidanza attesa e inaspettata e che spera di condividere queste emozioni con suo marito. La troviamo in <strong>Carla</strong>, donna sola e consapevole, che vive nel gelo di una immensa casa e dei sentimenti con un uomo potente e str***o, che si aggrappa al sogno di ridare vita allo storico teatro cittadino. Infine la troviamo in Serena, una donna adolescente che scopre l’amore, un amore scomodo, rifiutando l’ipocrisia della relazione “perfetta” con il ragazzo “perfetto”di una famiglia “perfetta”.</p>
<p>Ecco credo che il messaggio del film di Virzì sia che nel mondo contemporaneo così cinico e scaltro, saranno i valori femminili a salvarlo:<br />
le relazioni, i sogni, l’Amore. Io sto da questa parte.</p>
<p>trailer Il Capitale Umano: <a title="Trailer Il Capitale Umano" href="http://www.youtube.com/watch?v=nz3D4YmYUng" target="_blank" rel="noopener">http://www.youtube.com/watch?v=nz3D4YmYUng</a><br />
trailer La Grande Bellezza: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=cJ8O-Y2CXk8" target="_blank" rel="noopener">http://www.youtube.com/watch?v=cJ8O-Y2CXk8</a></p>
<p><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank" rel="noopener">https://twitter.com/amerigo_san</a><br />
Canale youtube: <a href="http://youtube.com/user/CinEmotivi" target="_blank" rel="noopener">youtube.com/user/CinEmotivi</a></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-3890" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/02/la-grande-bellezza-il-capitale-umano.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-capitale-umano-di-paolo-virzi-vs-la-grande-bellezza-di-paolo-sorrentino/">Il Capitale Umano di Paolo Virzì vs La Grande Bellezza di Paolo Sorrentino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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			</item>
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		<title>Gloria di S. Lelio vs Blue Jasmine di W. Allen</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/gloria-di-s-lelio-vs-blue-jasmine-di-w-allen/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 04 Jan 2014 11:53:20 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho visto due film, uno realista e attuale, il film GLORIA e l&#8217;altro distante dal contemporaneo BLUE JASMINE. La diversità dei film potrebbe essere legata anche all&#8217;età anagrafica dei due registi: il 39enne regista cileno Sebastian Lelio del primo film, giovane uomo più al passo coi tempi e il 78enne regista americano Woody Allen del secondo, anziano uomo forse ormai lontano dal presente. Entrambe le pellicole non hanno lieto fine  e sono centrate su due figure femminili Gloria e Jasmine, magistralmente interpretate rispettivamente dalle bravissime Paulina Garcia e Cate Blanchett. Il film cileno è realista perché Gloria potrebbe essere benissimo una nostra [&#8230;]</p>
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        </div>
        
<p>Ho visto due film, uno realista e attuale, il film <strong>GLORIA</strong> e l&#8217;altro distante dal contemporaneo <strong>BLUE JASMINE</strong>. La diversità dei film potrebbe essere legata anche all&#8217;età anagrafica dei due registi: il 39enne regista cileno <strong><a title="Sebastian Lelio su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sebasti%C3%A1n_Lelio" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">Sebastian Lelio</span></strong></a></strong> del primo film, giovane uomo più al passo coi tempi e il 78enne regista americano <strong><a title="Woody Allen su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Woody_Allen" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">Woody Allen</span></strong></a></strong> del secondo, anziano uomo forse ormai lontano dal presente.</p>
<p>Entrambe le pellicole non hanno lieto fine  e sono centrate su due figure femminili Gloria e Jasmine, magistralmente interpretate rispettivamente dalle bravissime <strong><a title="Paulina Garcia su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Paulina_Garcia" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">Paulina Garcia</span></strong></a></strong> e <strong><a title="Cate Blanchett su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cate_Blanchett"><strong><span style="text-decoration: underline;">Cate Blanchett</span></strong></a></strong>.</p>
<p>Il film cileno è realista perché Gloria potrebbe essere benissimo una nostra vicina di casa, una nostra amica o conoscente, donna di sessant&#8217;anni, con un matrimonio finito e due figli grandi, che va a ballare, frequenta suoi coetanei, è curiosa e capace di abbandonarsi all&#8217;avventura di una notte e fidarsi ancora dell&#8217;Amore di un uomo, Rodolfo, separato ma ancora in parte invischiato nella famiglia precedente. La vedremo sorridente, triste, arrabbiata, accudente, impegnata nel lavoro, impaurita, sola ma consapevole della sua solitudine, capace di essere allegra e ironica, la vedremo anche mentre ama cantare le canzoni trasmesse dalla radio della sua auto. Una donna reale piena di contraddizioni e sfumature e quindi ricca di vitalità.</p>
<p>Jasmine al contrario è una donna fragile e annebbiata dal fallimento della sua vita e del suo matrimonio con Hal, ricco uomo della finanza spregiudicata di<a title="New York su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/New_York" target="_blank"> <strong><span style="text-decoration: underline;">New York</span></strong></a>, una donna che vive di apparenza (perfino il suo nome Jasmine non è vero) e superficialità, soldi e potere, una donna dal comportamento &#8220;obsoleto&#8221;, che invece di imparare dalla batosta ricevuta, sembra voler affidare nuovamente la sua salvezza all&#8217;incontro con un altro uomo, Dwight, simile al marito, ricco, bello e vuoto. Una donna credo ormai  rintracciabile solo nell&#8217;alta società di Manhattan o tra i nuovi ricchi dell&#8217;est.</p>
<p>Jasmine non è consapevole di sé e di chi la circonda e purtroppo delega la propria autostima, il proprio valore, al giudizio degli altri, all&#8217;apparenza, alla convalida che il partner le rimanda.</p>
<p>Due film da vedere assolutamente dove il finale ripeto è senza lieto fine perché le due donne rimangono sole, ma solo in uno dei due film raggiungerà i toni della tragedia e credo anche che abbiate capito quale dei due sia.</p>
<p>Gloria e Jasmine, secondo la filosofia junghiana, hanno dentro di sé, come ognuno di noi, una parte nascosta, l’ombra, che comprende quelle caratteristiche che ci appartengono ma non sono sempre consapevoli, gli aspetti poco desiderabili della nostra personalità.</p>
<p>Gloria rispetto a Jasmine, pur rimasta sola, è in cammino sulla strada che le permetterà di tramutare la sua ombra in una risorsa, pacificandosi con essa, per una esistenza trasparente e cristallina. Jasmine al contrario rimane scissa dalla sua ombra impedendosi di vivere in modo più integro e autentico.</p>
<p>Il lato negativo dei due film è rappresentato dagli uomini, bugiardi e truffaldini, in parte vuoti. Fortunatamente c&#8217;è anche il lato positivo, il bicchiere mezzo pieno delle pellicole, compreso grazie alle due figure femminili, che sintetizzerei con queste parole:</p>
<p>se si riesce ad avere un rapporto buono e autentico con sé stessi possiamo affrontare gli abbandoni amorosi con meno dolore e come risorsa per scoprire nuove parti di noi, inesplorate.</p>
<p>trailer Gloria: <a style="color: #1155cc;" title="Trailer Gloria" href="http://youtu.be/0Rn_ooLZQs0" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">http://youtu.be/0Rn_ooLZQs0</span></strong></a><br />
trailer Blue Jasmine: <a style="color: #1155cc;" title="Trailer Blue Jasmine" href="http://youtu.be/bovqo7Pt_SE" target="_blank"><strong><span style="text-decoration: underline;">http://youtu.be/bovqo7Pt_SE</span></strong></a></p>
<p><strong><em><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a style="color: #1155cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: normal;" href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank">https://twitter.com/<strong>amerigo_san</strong></a><br />
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<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-3840" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/01/Blue-Jasmine-Vs-Gloria.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/gloria-di-s-lelio-vs-blue-jasmine-di-w-allen/">Gloria di S. Lelio vs Blue Jasmine di W. Allen</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>VISIONI CINEMOTIVE # UNA PICCOLA IMPRESA MERIDIONALE</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2013 11:35:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[visioni cinemotive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Un film di Rocco Papaleo (2013), con Riccardo Scamarcio, Giovanni Esposito, Claudia Potenza, Sarah Felberbaum, Barbora Bobulova. Un Faro che diventa una sorta di refugium peccatorum dove getta l’ancora un gruppo variegato di personaggi dal prete spretato Costantino (Rocco Papaleo), al marito tradito Arturo (Riccardo Scamarcio), all’ex-top escort impenitente Magnolia (Barbora Bobulova), a Valbona (Sarah Felberbaum) la sorella di Magnolia, alla mamma disperata con la figlia traditrice (Claudia Potenza) fino alla onirica impresa meridionale di ristrutturazioni a responsabilità limitatissima che inizia a riparare il Faro. Ne nasce un film sulla piccola rivoluzione del cambiare se stessi, immersi in una natura [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Un film di <strong>Rocco Papaleo</strong> (2013), con <strong>Riccardo Scamarcio</strong>, <strong>Giovanni Esposito</strong>, <strong>Claudia Potenza</strong>, <strong>Sarah Felberbaum</strong>, <strong>Barbora Bobulova</strong>.</p>
<p>Un Faro che diventa una sorta di refugium peccatorum dove getta l’ancora un gruppo variegato di personaggi dal prete spretato Costantino (<strong>Rocco Papaleo</strong>), al marito tradito Arturo (<strong>Riccardo Scamarcio</strong>), all’ex-top escort impenitente Magnolia (<strong>Barbora Bobulova</strong>), a Valbona (<strong>Sarah <strong>Felberbaum</strong></strong>) la sorella di Magnolia, alla mamma disperata con la figlia traditrice (<strong>Claudia Potenza</strong>) fino alla onirica impresa meridionale di ristrutturazioni a responsabilità limitatissima che inizia a riparare il Faro.</p>
<p>Ne nasce un film sulla piccola rivoluzione del cambiare se stessi, immersi in una natura meravigliosa e pazzesca con sole e mare, mare e sole di un meridione non identificabile (per gli amanti della natura: si tratta di San Giovanni in Sinis in provincia di Oristano).</p>
<p>Il film racconta di un paese piccolo e della gente che parla e quindi essere sinceri con se stessi e gli altri non è facile: Don Costantino s’innamora di una donna e per non vivere nell’ambiguità vorrebbe rendere pubblica la sua scelta di lasciare la tonaca. Ma la mamma è già irritata dalla sorella per l’abbandono del marito Arturo e così Costantino accetta il silenzio imposto da mamma Stella. Un viaggio nelle anime dei personaggi dove letteralmente prima pioveva dal tetto come nelle loro vite, e dove dopo ognuno di loro parteciperà alla ristrutturazione del faro e alla propria rigenerazione esistenziale.</p>
<p>Ho visto un film dove l’essenzialità, la semplicità, e la pulizia dei personaggi creano una leggerezza che fa star bene alla fine della pellicola.</p>
<p>Psicologicamente interessante la questione del cambiamento. Spesso le persone credono di riuscire a cambiare gli altri, figli, amici o partner che siano. Il presupposto da cui partono è che li renderanno più consonanti ai loro specifici desideri, in altre parole non li vedono come sono ma come li vorrebbero. Questa premessa non può che portare immancabilmente alla delusione: chi si illude si delude. Noi come persone non cambiamo con la bacchetta magica di qualcuno. Al massimo possiamo smussare alcune nostre caratteristiche, se lo vogliamo e ci impegniamo in prima persona con tenacia.</p>
<p>Ecco credo che il messaggio del film sia che possiamo cambiare noi stessi, mentre è quasi impossibile cambiare gli altri. Gli altri se li amiamo possiamo accettarli come sono.</p>
<p>Il Film di Rocco Papaleo con la sua comicità acuta e spassosa è un inno all’accettazione della diversità senza giudizio.</p>
<p>E per cambiare allora che fare? Quello che ciascuno di noi dovrebbe fare è spostare l’attenzione dagli altri a sé. Ogni buon comunicatore sa che se vogliamo cambiare una relazione è necessario che cambiamo per primi noi. Vi saluto con una massima che esprime a pennello questo concetto:</p>
<p>Il vero signore è simile ad un arciere. Se manca il bersaglio, ne cerca la causa in se stesso. (Confucio)</p>
<p><strong><em><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a style="color: #1155cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: normal;" href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank">https://twitter.com/<strong>amerigo_san</strong></a><br />
Canale youtube: <a style="color: #1155cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: normal;" href="http://youtube.com/user/CinEmotivi" target="_blank">youtube.com/user/CinEmotivi</a> </em></strong></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-3730" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2013/11/Una-piccola-impresa-meridionale.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/372/">VISIONI CINEMOTIVE # UNA PICCOLA IMPRESA MERIDIONALE</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Visioni Cinemotive # Two Mothers (Adore)</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/visioni-cinemotive-two-mothers-adore/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/visioni-cinemotive-two-mothers-adore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 29 Oct 2013 11:30:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[visioni cinemotive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il film Two Mothers (Adore), adattamento del racconto di Doris Lessing The Grandmothers, regia di Anne Fontaine (2013), con la bravissima e bellissima Robin Wright (Roz) esplora le relazioni di coppia, in modo scomodo e destinato sicuramente a dividere il pubblico, perché la regista, Lussemburghese di nascita, racconta una storia difficile: l&#8217;amore proibito. Prima di entrare nel vivo del film ricordo che le relazioni di coppia sono evolute, perché il patriarcato è caduto (finalmente), ora le donne lavorano e si mantengono e quindi possono non dipendere più dai maschi; studiano e pensano con la loro testa; la pillola poi permette [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/visioni-cinemotive-two-mothers-adore/">Visioni Cinemotive # Two Mothers (Adore)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il film <strong>Two Mothers (Adore)</strong>, adattamento del racconto di <strong>Doris Lessing</strong> <em>The Grandmothers</em>, regia di <strong>Anne Fontaine</strong> (2013), con la bravissima e bellissima <strong>Robin Wright</strong> (Roz) esplora le relazioni di coppia, in modo scomodo e destinato sicuramente a dividere il pubblico, perché la regista, Lussemburghese di nascita, racconta una storia difficile: l&#8217;amore proibito.</p>
<p>Prima di entrare nel vivo del film ricordo che le relazioni di coppia sono evolute, perché il patriarcato è caduto (finalmente), ora le donne lavorano e si mantengono e quindi possono non dipendere più dai maschi; studiano e pensano con la loro testa; la pillola poi permette di fare figli quando si vuole; il piacere femminile è stato sdoganato, insomma il mondo sociale, economico e psichico è cambiato. E ne siamo credo tutti consapevoli, femmine e maschi. Io ne sono felice.</p>
<p>Lo ricordo perché è ormai &#8220;normale&#8221; e accettato vedere giovani donne a braccetto con sessantenni interessanti, eppure la scena contraria uomo profumato di gioventù e cinquantenne interessante suona ancora così stridente nel nostro immaginario.</p>
<p>La pellicola ci mette alla prova perché le quasi cinquantenni protagoniste che si accompagnano ai giovani maschi con i muscoli scolpiti dal surf sulle onde, sono le loro madri.</p>
<p>Lil e Roz sono carissime amiche sin dall&#8217;infanzia e coi loro due figli vivono in una meravigliosa baia australiana, che giustifica da sola il prezzo del biglietto al cinema: un Eden. Il film si apre con il funerale del marito di Lil (<strong>Naomi Watts</strong>), mentre Harold il marito di Roz presto si allontanerà per seguire la propria carriera universitaria.</p>
<p>Le due donne e i due figli diventano così inseparabili, proprio come una famiglia. E un giorno Lil danza in modo sensuale con Tom, il figlio di Roz, ma non saranno loro a oltrepassare la riga proibita, ma Roz e Ian, il figlio di Lil. Proprio lui scatenerà Eros e darà il primo bacio senza parole alla migliore amica della madre. La doppia coppia sarà poi il frutto del sentimento di vendetta di Tom che a tutti i costi vorrà avere una relazione sessuale con la madre di Ian.</p>
<p>Il film ha due anime: una quella visiva, del luogo paradisiaco, dei corpi meravigliosi, dello stile di vita, che la stupenda fotografia del film esalta con i suoi colori.</p>
<p>L’altra anima del film è quella collegata alla trama apparentemente poco probabile e che sottintende temi psicologici di per sé interessanti, accennati con poche pennellate.</p>
<p>Ci si può innamorare senza problemi del figlio della migliore amica e contemporaneamente accettare che si innamori anche tuo figlio della tua migliore amica? La regista ci racconta la storia senza giudicare e lasciando allo spettatore il compito di formarsi una propria opinione interrogandosi.</p>
<p>Il film mi ha suscitato alcune domande: Quanto le insicurezze nell’attaccamento causato nello specifico da un padre morto precocemente hanno influenzato Ian? Quanto le insicurezze dell&#8217;invecchiamento hanno influenzato Roz e Lil? In che modo le due madri non sembrano sentirsi particolarmente in colpa per aver oltrepassato la linea? Perché il quartetto amoroso riesce comunque a godersi la vita e fare tanto sesso? Qual&#8217;è la natura del rapporto tra Lil e Roz e fra Tom e Ian?</p>
<p>Questo è un film dove vibra un doppia latente omosessualità: da una parte l&#8217;amore lesbico tra le madri, che le due sublimano riempiendosi dei baci del figlio dell&#8217;altra, dall&#8217;altro la sottesa omosessualità dei due figli, che fanno surf, litigano violentemente, si feriscono, si copiano, si amano.</p>
<p>Se scegliete uno sguardo non giudicante e aperto accoglierete il film e le domande che pone, altrimenti la storia è troppo improbabile e emotivamente forte perché vi prenda.</p>
<p>Meritano una nota sia l&#8217;attrice Robin Wright per la sua sensualità nel muoversi e nel guardare, da fare invidia a ogni donna, sia la decisione di chiudere il film, in Italia, in modo tradizionale rispetto all&#8217;originale.</p>
<p><strong><em><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a style="color: #1155cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: normal;" href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank">https://twitter.com/<strong>amerigo_san</strong></a><br />
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		<title>Visioni Cinemotive # Vertigo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Amerigo Santoro]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 25 Oct 2013 10:25:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[CINEMOTIVI]]></category>
		<category><![CDATA[film]]></category>
		<category><![CDATA[recensioni]]></category>
		<category><![CDATA[visioni cinemotive]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi vi parlo di Vertigo, uno dei capolavori di A. Hitchcock intitolato in italiano La donna che visse due volte (1958), che è tornato in questi giorni nelle sale dopo il restauro. Il film è la storia di un fantasma d’amore: una sconosciuta, e forse inconoscibile, donna interpretata da Kim Novak, nella molteplice parte di Judy Barton che si finge Madeleine Elster che si finge Carlotta Valdes. La trama come ci ricorda il regista &#62;“&#8230;si divide in due parti. La prima arriva fino alla morte di Madeleine, e la seconda comincia quando il protagonista incontra la donna bruna, Judy, che [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi parlo di <strong>Vertigo</strong>, uno dei capolavori di A. <strong>Hitchcock</strong> intitolato in italiano <strong>La donna che visse due volte</strong> (1958), che è tornato in questi giorni nelle sale dopo il restauro.<br />
Il film è la storia di un <strong>fantasma d’amore</strong>: <strong>una sconosciuta, e forse inconoscibile, donna </strong>interpretata da Kim Novak, nella molteplice parte di Judy Barton che si finge Madeleine Elster che si finge Carlotta Valdes.<br />
La trama come ci ricorda il regista &gt;<em><strong>“&#8230;si divide in due parti. La prima arriva fino alla morte di Madeleine,</strong></em><em><strong> e la seconda comincia quando il protagonista incontra la donna bruna, Judy, che assomiglia a Madeleine&#8230;”</strong></em>.</p>
<p>La pellicola con la sua bellezza rievoca il tema dell’uomo come vittima della seduzione femminile: il detective Scottie, interpretato da James Stewart, si innamora di Madeleine e cade in una malinconia acuta complicata dal complesso di colpa quando Madeleine morirà. Il diavolo è nei dettagli, e il dettaglio interessante è che questa donna non esiste, ma viene costruita da una manipolazione volontaria operata in due tempi, da due diversi personaggi maschili, per due diversi motivi. Il primo personaggio è Elster, il costruttore navale, che vuole liberarsi della moglie.</p>
<p>Il secondo personaggio è Scottie, ossessionato dalla donna perduta, che crede di riconoscere in Judy, una dionisiaca ragazza dai capelli scuri, lo spirito apollineo di Madeleine e decide di trasformarla in lei, facendola vestire, truccare, pettinare come la donna morta. Del finale del film vi dico soltanto che mi ricorda la tragedia d’amore di Orfeo.</p>
<p>Interessante questa idea di costruirsi un <strong>fantasma d’amore</strong> esattamente come lo vogliamo ma che non corrisponde all’altra persona. Interessante perché è un modo autarchico per confermare i propri pensieri, per non confrontarsi con l’altro da sé. La vulnerabilità di Scottie è frutto proprio del suo legame con il fantasma d’amore Madeleine: una donna su cui ha accentrato i desideri più segreti e i più languidi sospiri. Una donna inesistente, un fantasma che ferisce Scottie per un amore idealizzato.</p>
<p>Personalmente credo che il fantasma d’amore sia una problematica che ognuno di noi potrebbe aver incontrato nella vita, ma è qualcosa che non ci fa bene, ci rende arroccati nel passato e ci impedisce di cercare un nuovo amore, ci tortura.</p>
<p>La soluzione per liberarsi dal passato risiede nella capacità di fare spazio nella nostra mente, di svuotarci, di smettere di pensare, di imparare a prendere la vita come viene, di saper sorridere, di lasciare andare, in una parola di imparare a vivere, come ci ricorda la storia di un <strong>anziano capo Cherokee</strong> che una sera raccontò al nipote la battaglia che avviene dentro di noi.<br />
<strong><br />
Gli disse: “Figlio mio, la battaglia è tra due lupi che vivono dentro di noi. Uno è infelicità, paura, preoccupazione, gelosia, dispiacere, autocommiserazione, rancore, senso d’inferiorità. L’altro è felicità, amore, speranza, serenità, gentilezza, generosità, verità, compassione.”</strong><br />
<strong>Il piccolo ci pensò su un minuto, poi chiese: “Quale lupo vince?”</strong><br />
<strong>L’anziano Cherokee rispose semplicemente: “Quello a cui dài da mangiare.”</strong></p>
<p>Allora per liberarci del fantasma d’amore che alberga nella nostra mente dobbiamo smettere di dargli da mangiare.</p>
<p><strong><em><em>Amerigo Santoro<br />
</em><br />
Contatto twitter: <a style="color: #1155cc; font-family: arial, sans-serif; font-size: 12.727272033691406px; line-height: normal;" href="https://twitter.com/amerigo_san" target="_blank">https://twitter.com/<strong>amerigo_san</strong></a><br />
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