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	<title>padre Archivi - odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>Manuale di sopravvivenza per neo padri</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Quillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jul 2016 09:33:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non so quanti di voi ci sia passato o ci stia passando, sono certo che moltissimi di voi sicuramente ci passeranno, e allora io, che sono nel mezzo della tempesta, mi permetto di fornirvi qualche coordinata per orientarvi e non boccheggiare nell&#8217;affannosa ricerca del voi stesso perduto. Di cosa sto parlando? Della più clamorosa, prorompente, fragorosa bomba che possa essere sganciata nella quiete della vostra vita di trentenni: la paternità. Quando vi dicono che un bambino è la cosa più bella che possa capitarvi, che dà un senso alla vita, che cambia tutto in meglio, credeteci, è giusto crederci, è [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Non so quanti di voi ci sia passato o ci stia passando, sono certo che moltissimi di voi sicuramente ci passeranno, e allora io, che sono nel mezzo della tempesta, mi permetto di fornirvi qualche coordinata per orientarvi e non boccheggiare nell&#8217;affannosa ricerca del voi stesso perduto.</p>
<p>Di cosa sto parlando? Della più clamorosa, prorompente, fragorosa bomba che possa essere sganciata nella quiete della vostra vita di trentenni: <strong>la paternità</strong>.</p>
<p>Quando vi dicono che un bambino è la cosa più bella che possa capitarvi, che dà un senso alla vita, che cambia tutto in meglio, credeteci, è giusto crederci, è giusto dirlo.</p>
<p>In sostanza è vero.</p>
<p>Ma provate a guardare gli occhi dei neo padri, non parlo di neo padri da un paio di settimane o un paio di mesi, quando gli occhi assonnati sono ancora commossi dal primo vagito, dal primo sorriso, come drogati dall&#8217;emozione, fatti di borotalco, anestetizzati dall&#8217;entusiasmo di parenti e amici, uno specchio liquido di luminosa emozione.</p>
<p>Parlo dei neo padri della terra di mezzo&#8230; quella tra l&#8217;idillio sopra descritto e la salvezza rappresentata dall&#8217;asilo (nido perdio!!).</p>
<p>Quel periodo corto ma lungo in cui si spengono le luci della ribalta mediatica, i nonni riprendono la loro vita, il lavoro riparte al ritmo di sempre, il volume e l&#8217;attenzione del cerchio dell&#8217;affetto si abbassano, gli amici diradano le visite e vanno per la loro strada&#8230; ecco in questo momento, mentre anche tu credi di avere il diritto finalmente di riprendere la tua vita,inizia la battaglia. E in battaglia non esistono diritti.</p>
<p>Le richieste, il peso (in termini di chili e non solo) e le energie della creatura magicamente aumentano.</p>
<p>I pisolini si accorciano, il facile biberon lascia il posto a una giungla di pappe, crescono i denti. Si alzano i decibel.</p>
<p>Ora la cacca lascia il posto alla merda.</p>
<p>Ecco in questo periodo gli occhi dei <strong>neo padri</strong> sviluppano una leggera patina opaca, fatta di un sonno che diventa endemico, quasi epidermico.</p>
<p>È un sonno che si allunga negli arti rendendoli pesanti, rallenta i tempi di reazione, offusca le idee. Fin dalle prime ore della mattina. E in crescendo.</p>
<p>È una nebbia che esce dallo schermo del vostro pc in ufficio e vi fa sudare la schiena.</p>
<p>Un sonno che esce allo scoperto in tutto il suo irresistibile fulgore alle 14 se farete l&#8217;errore di ingerire un carboidrato a pranzo. E vi punirà.</p>
<p>Vi chiuderà le palpebre, nel mezzo di una riunione o in coda in autostrada. Diventerà parte di voi.</p>
<p>Ma non c&#8217;è solo sonno in quella patina opaca, c&#8217;è anche qualcos&#8217;altro. È una specie di paura. Come quella dei pesci rossi quando schizzano fuori dalla boccia con quegli occhi inebetiti.</p>
<p>Non è claustrofobia, ma è simile&#8230; è fame d&#8217;aria.</p>
<p>Paura di soffocare.</p>
<p>Quando l&#8217;avvertirete (perché succederà!) la prima tentazione sarà di reprimerla, in un misto di vergogna e negazione. Non fatelo, non serve a niente. Ammettetela piuttosto, affrontatela.</p>
<p>La verità è che volete fuggire, rivolete la vostra vita di prima. Ammettetelo, ripetetelo ad alta voce, sarà il primo passo per guarire.</p>
<p>Non ha niente a che fare con l&#8217;amore che provate per vostro figlio/a, smettetela di crucciarvi, non toglie nulla a lui/lei&#8230; se sarete bravi  e tempestivi non se ne accorgerà nemmeno, smettetela di sentirvi in colpa: è una cosa tra voi e voi, solo vostra, la resa dei conti finale col tempo che passa, con la paura di diventare grandi.</p>
<p>Avete rimandato questo scontro ai primi capelli bianchi, persino ai primi che cadevano, l&#8217;avete rimandato ai vostri 30 anni, ai matrimoni degli amici, persino al vostro se sarete stati un po&#8217; distratti.</p>
<p>Avete fuggito la contesa quando avete sostituito le scarpe da ginnastica con la cravatta, quando avete prenotato l&#8217;albergo con la morosa invece di andare all&#8217;avventura a dormire dove capitava con gli amici.</p>
<p>L&#8217;avete dissimulato col fantacalcio, con il Pagodino il venerdì, con il calcio giocato nonostante i chili in più tirassero la maglia e i ragazzini di 20 anni vi passassero sulle orecchie già da un po&#8217;.</p>
<p>Ma ora dovete ammetterlo.</p>
<p>Siete grandi, non vecchi forse, ma certamente non ragazzi.</p>
<p>Non potete fuggire proprio da nessuna parte ormai, non con una creatura a casa.</p>
<p>Questa l&#8217;analisi, la cruda realtà dei fatti. Come uscirne vi chiederete?</p>
<p>Ciascuno trovi il suo metodo, non esiste una formula credo, ma visto che ci sono vi dico come faccio io quando mi piglia l&#8217;ansia:</p>
<p>Mi metto le scarpe da ginnastica ed esco a correre, meglio se comincia a fare buio, fino a quando il sudore scioglie la tensione, il battito del cuore che accelera spezza le catene che imbrigliano pensieri e respiro, la nebbia si dirada.</p>
<p>Meglio ancora se piove, sembrerà un lavacro divino, la panacea di tutti i mali.</p>
<p>Ma vale anche un&#8217;uscita in moto per chi ce l&#8217;ha, cento vasche in piscina, la Maddalena in bicicletta. In sostanza, fatevi male fisicamente.</p>
<p>Quando torno a casa mi sento come Ulisse, stanco e pago, anche se sono arrivato a Mompiano e ritorno e un paio di ragazzi in tuta ipertecnica mi sono passati sulle orecchie nei pressi di Studios. Sono lontani i tempi di NY e la maratona, ma ora so che nessuno mi impedisce di allenarmi e riprovarci, tutto mi sembra possibile adesso.</p>
<p>Rientro in casa, vedo mia moglie sul tappeto con la piccola che prova a gattonare e ride, ridono tutte e due e mi sorridono.</p>
<p>Salgo in bagno e mentre guardo il mio fisico un po&#8217; appesantito sotto la doccia percepisco di essere esattamente al mio posto, dove devo essere, e che sono felice.</p>
<p>Metto la mia tuta-pigiama, mi apro una birra e mi appresto a risalire sulla giostra pappa-rutto-cacca-nanna e fare la mia parte, come sempre, mentre un altro giorno se ne va.</p>
<p>Quando tutto tace e finalmente mi stravacco sul divano davanti al mio aristocratico sky hd, penso ai miei amici <em>singoloni</em> in giro a far danni e sorrido&#8230; dateci dentro anche per me ragazzi!</p>
<p>Che sonno cazzo&#8230; buonanotte.</p>
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