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	<title>transessualità Archivi - odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>Lea, la prima transessuale di Brescia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Stefano Bolognini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Sep 2015 08:58:17 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Fa la sua comparsa tra gli anni ’60 e gli anni ’70 Lea (il sono nome anagrafico è Leonardo Belleri), la prima transessuale di Brescia. La storia di Lea non è ancora stata scritta nonostante la donna sia una figura molto conosciuta, se non addirittura celebre, in città e provincia: “Tutta Brescia la conosce: è un uomo che andava in giro truccato da donna, il primo travestito della nostra città. Voleva vivere ai margini, chiedeva sigarette e soldi a tutti”. La parabola della sua esistanza la vedrà, stando a testimonianze orali, “bellissima”, “femmina” e “ricca” nel pieno fulgore della giovinezza [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Fa la sua comparsa tra gli anni ’60 e gli anni ’70 Lea (il sono nome anagrafico è <strong>Leonardo Belleri)</strong>, la <strong>prima transessuale di Brescia</strong>. La storia di <strong>Lea</strong> non è ancora stata scritta nonostante la donna sia una figura molto conosciuta, se non addirittura celebre, in città e provincia: “Tutta Brescia la conosce: è un uomo che andava in giro truccato da donna, il primo travestito della nostra città. Voleva vivere ai margini, chiedeva sigarette e soldi a tutti”.</p>
<p>La parabola della sua esistanza la vedrà, stando a testimonianze orali, “bellissima”, “femmina” e “ricca” nel pieno fulgore della giovinezza negli anni ’70, tra abiti costosi, una cascata di capelli castani e due levrieri che l’accompagnano, fino alla caduta tra emerginazione, droga, povertà e presunta follia.</p>
<p>Difficile raccapezzarsi nell’oceano di leggende si sussurrano in città sul conto dell’androgino personaggio. C’è chi la ricorda inveire per strada contro le persone impellicciate e sputare a chi le rifiutava una sigaretta, chi dice che la città andava a vederla battere o chi, ancora, sussurra che perdutamente innamorata di un uomo che si sposerà con una donna il giorno del matrimonio, come in una fiaba, Lea impazzirà…</p>
<p>Lea raccoglie sulle sue esili spalle la sintesi delle tensioni su maschile e femminile che scuotono la città che fai i conti con la modernità del ’68 e che la confonde e la sovrappone, nel pregiudizio, per l’omosessuale o per il travestito, fantasmi con cui Brescia non aveva ancora fatto i conti. Lea è sola, unica nella rivoluzionarietà delle scelte e sulle labbra impietose di troppi.</p>
<p>Di certo, nella sua nebbiosa storia e esistenza, è che “<em>la Lea</em>”, così ci si riferiva a lei, aprirà la strada a generazioni di transessuali che assumeranno più facilmente visibilità negli anni a venire e che nel 2000 il Comune di Brescia le aveva assegnato un alloggio e che, chiedendo l’elemosina per strada mostrava una serenità faticosamente raggiunta e distante da tutto nel suo silenzio impenetrabile.</p>
<p>Visita <a href="http://www.stefanobolognini.it/" target="_blank">il blog di Stefano Bolognini<br />
</a><br />
L&#8217;immagine di copertina è tratta dal portale Brescia Vintage (<a href="http://www.bresciavintage.it/" target="_blank">www.bresciavintage.it</a>) e raffigura l&#8217;inizio di <strong>via San Faustino</strong> e sulla destra la <strong>salita al Castello</strong>.</p>
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