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	<title>Cavour, Autore a odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>Libertà, cinesi e pipistrelli</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cavour]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 18:11:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi è domenica, c&#8217;è il sole e sono imprigionato in casa. Non ne capisco il motivo, non più almeno. “Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”. Cito Benjamin Franklin, perché mi è impossibile trovare parole più semplici per esprimere un concetto cosi grande. Credo che ormai il confine tra protezione e buonsenso sia stato abbondantemente valicato. Non sarebbe forse giusto poter scegliere liberamente per la nostra sicurezza? Attenzione, non ne faccio una questione economica (anche se è impossibile non considerare la miriade di persone e attività che sono letteralmente sull&#8217;orlo del [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi è domenica, c&#8217;è il sole e sono imprigionato in casa. Non ne capisco il motivo, non più almeno.<br />
<em>“Chi rinuncia alla libertà per raggiungere la sicurezza, non merita né la libertà né la sicurezza”.</em><br />
Cito <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Benjamin_Franklin" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Benjamin Franklin</strong></a>, perché mi è impossibile trovare parole più semplici per esprimere un concetto cosi grande.</p>
<p>Credo che ormai il confine tra protezione e <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-giusto-affidarsi-al-nostro-buonsenso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">buonsenso</a> sia stato abbondantemente valicato. Non sarebbe forse giusto poter scegliere liberamente per la nostra sicurezza?</p>
<p>Attenzione, non ne faccio una questione economica (anche se è impossibile non considerare la miriade di persone e attività che sono letteralmente sull&#8217;orlo del baratro, pronte a precipitare quando potranno riaprire con le nuove restrizioni), ma di libero arbitrio e libertà individuale.<br />
Questa quarantena ci ha smascherati definitivamente, rivelando un&#8217;insita aggressività, ma soprattutto l&#8217;assenza di lucidità nel giudizio, che resteranno indelebili al pari dei conteggi delle vittime.</p>
<p>Dietro gli slogan, gli “Andrà tutto bene”, i “<em>Brèsa mòla mìa</em>” , i “Lontani ma vicini” si nascondono persone rabbiose pronte a minacciare donne col passeggino, a inveire contro vecchietti al parco, a prendersela con i corridori solitari, per i quali l&#8217;unico rischio di contagio sono gli sputacchi che arrivano dalle urla dei balconi.<br />
Sono loro gli untori, gli assassini?</p>
<p>E mentre facciamo assembramenti davanti al supermercato, alla farmacia e nelle fabbriche, ci transennano le piste ciclabili, ci impediscono di scegliere se aprire i negozi (che abbiamo chiuso responsabilmente ancor prima che fosse obbligatorio), di andare a trovare i nostri genitori, di salutare i nostri defunti o semplicemente di fare un paio di chilometri in bicicletta per innaffiare l&#8217;orto.</p>
<p>Siamo la solita <em>Italietta</em> perennemente in campagna elettorale, che lucra sui drammi, che è colpa dei soldi dati agli immigrati, che scova qualche complotto, che bisogna togliere gli stipendi ai calciatori, che ruggisce banalità dalla tastiera.<br />
E noi che c&#8217;entriamo? Noi non abbiamo colpe, siamo solo eroi che, appollaiati sul divano, rispettano le regole.</p>
<p><strong>Tanto è colpa dei cinesi e dei pipistrelli,</strong> a noi basta informarci guardando la D&#8217;Urso e l&#8217;altra miriade di trasmissioni spazzatura dove incompetenti e servi del potere ci dicono come dobbiamo comportarci.<br />
Tanto è colpa dei cinesi e dei pipistrelli, <strong>a noi basta aspettare il vaccino</strong> che ci renderà liberi fino al prossimo virus.<br />
Tanto è colpa dei cinesi e dei pipistrelli, noi non c&#8217;entriamo nulla, il nostro stile di vita, l&#8217;inquinamento, la deforestazione, il consumismo sfrenato, lo stile alimentare, non hanno nulla a che vedere con quello che sta succedendo.</p>
<p>Perché nessuno, tranne rarissimi casi, in televisione parla di questo? Eppure basterebbe leggere un articolo scientifico e mettersi un minimo in discussione.<br />
Ma lo so è difficile, molto più semplice chiudersi in casa e prendersela coi cinesi e i pipistrelli.</p>
<p>Presto la pandemia cesserà e noi, con le limitazioni del caso, torneremo alla vita di prima senza aver ancora compreso che “<em>il virus siamo noi</em>” (per dirla alla <a href="http://www.umbertotozzi.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Umberto Tozzi</a>).<br />
<em>Vulgus (Mundus) vult decipi, ergo decipiatur</em> «Il popolo (il mondo) vuole essere ingannato, e allora sia ingannato». <em>Carlo Carafa</em></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169590" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/04/Cinesi-pipistrelli.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/liberta-cinesi-e-pipistrelli/">Libertà, cinesi e pipistrelli</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Basta runners!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cavour]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Mar 2020 16:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Da Nuvolari a Vanzi, da Coppi a Bartali, passando per Rivera e Mazzola, fino ad arrivare a Rossi e Biagi, la storia italiana è costellata di dualismi e rivalità che hanno acceso la passione e scaldato gli animi di una e dell&#8217;altra fazione. E dopo le infinite diatribe no TAV, no VAX, no TAP, capaci più di altre di far affiorare in superficie il temperamento impetuoso tipico della natura umana, una nuova e profonda battaglia ha diviso l&#8217;Italia dei cachi. I telegiornali al tempo del Coronavirus sono scanditi dall&#8217;ormai consueto drammatico bollettino medico, a cui fanno seguito le notizie di [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Da Nuvolari a Vanzi, da Coppi a Bartali, passando per Rivera e Mazzola, fino ad arrivare a Rossi e Biagi, <strong>la storia italiana è costellata di dualismi e rivalità</strong> che hanno acceso la passione e scaldato gli animi di una e dell&#8217;altra fazione.<br />
E dopo le infinite diatribe no TAV, no VAX, no TAP, capaci più di altre di far affiorare in superficie il temperamento impetuoso tipico della natura umana, una nuova e profonda battaglia ha diviso l&#8217;Italia dei cachi.</p>
<p>I telegiornali al tempo del <strong>Coronavirus</strong> sono scanditi dall&#8217;ormai consueto drammatico bollettino medico, a cui fanno seguito le notizie di ospedali al collasso, di cimiteri intasati, di mascherine assenti&#8230; ed ultimamente si sono accalorati per lanciare la nuova terribile minaccia che, prepotente e meschina, si è insinuata tra i cittadini: il Paese si divide e a suon di decreti, limiti e divieti, si è interrogata. “<em>Runners sì, runners no, runners gnamme&#8230; se famo du spaghi&#8230;</em>”.</p>
<p>Ieri ho potuto accogliere, con un leggero sospiro di gioia, il tanto agognato <a href="https://www.repubblica.it/politica/2020/03/21/news/coronavirus_giuseppe_conte_governo_misure-251936301/?ref=RHPPTP-BH-I251800357-C12-P4-S1.12-T1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">decreto che limita gli spostamenti alle attività essenziali</a>, decretando di fatto la schiacciante vittoria del partito dei “<strong>Basta runners!</strong>”, ma che, soprattutto, con la chiusura di diverse aziende, limita ulteriormente le possibilità di contagio tra e da i lavoratori attivi (300000 solo quelli di Milano!).</p>
<p>Lo scontro però è stato aspro e il suo riflesso sui social ha lasciato un&#8217; ombra cupa e lugubre. Appaiono già cosi distanti i giorni degli slogan, dei <em>tricolori</em>, degli <em>arcobaleni</em>, degli “<em>Andrà tutto bene</em>”, dei “<em>Io a resto a casa</em>” che coloravano i balconi delle case e che, pur non regalandomi brividi entusiastici o iniezioni di speranza, mi offrivano un accenno di sorriso e un vago senso di unione e solidarietà.</p>
<p>Quelli stessi balconi si sono trasformati in bivacchi per militanti armati di parole violente e secchi d&#8217;acqua, le strade in pericolosi campi minati sorvegliati di agenti in incognito camuffati da vecchiette e non sono mancati persino preti in tunica mimetica appostati sui campanili che imbracciavano minacciosi la carabina, tutti pronti a colpire i bersagli in movimento.</p>
<p>“<em>CAPRE</em>”, “<em>COGLIONI</em>”, “ <em>TESTE DI CAZZO</em>”, “<em>ASSASSINI</em>” sono solo alcuni dei dolci epiteti con cui sono stati apostrofati i corridori; fino ad invocare il carcere duro, i cecchini e, nei casi di recidiva, la pena di morte.<br />
Sono stati loro, quegli sfigati (ieri temutissimi) runners che, correndo da soli un paio d&#8217;ore a settimana su strade deserte, hanno assunto il ruolo di untori, accostati liricamente agli appestati manzoniani.<br />
Mi chiedevo quale e quanta boria, violenza e cattiveria possa abitare l&#8217;animo di chi pronuncia queste parole.<br />
Mi chiedevo quale profondo eccesso d&#8217; autostima, quale inesplicabile senso di infallibilità, quanta presunzione e tracotanza deve possedere un individuo per considerare la propria visione superiore, non solo agli altri esseri umani, ma addirittura alla legge, sino ad ergersi “sbirro”, giudice e boia, senza nemmeno un processo.<br />
Mi chiedevo quale percezione di sé, quale smisurato ego, quale infallibile preminenza sia necessaria per imporre la propria discutibile morale agli altri. Forse è semplicemente la paura, il sentore che una minaccia possa abbattersi sulle proprie teste e ancor di più su quelle dei nostri cari che è capace di esprimere anche il peggio di noi, il lato buio.</p>
<p>Oggi posso solo augurarmi che presto questo incubo finisca, che i morti e i vivi trovino pace e che la memoria di quanto stiamo attraversando rimanga accesa e vivida anche in futuro.<br />
Mi auguro che quella rettitudine, quella coscienza civile, quel profondo senso etico rimangano vigili e pronti ad affrontare altre guerre, altre battaglie, altre tragedie che quotidianamente arrecano vittime e dolore da prima, durante e dopo il coronavirus.<br />
Mi auguro che quella parte, grande, di popolazione, che sta affrontando la paura con rispetto e dignità, continui a farlo; sia che la affronti eroicamente, attivamente, con sofferenza o solidarietà oppure semplicemente stando a casa, leggendo, scrivendo, lavorando, cucinando, magari ridendo o piangendo, cantando o nel silenzio.<br />
Mi auguro che lo faremo, che rimarremo empatici anche quando il dolore e la paura non riguarderà solo noi o i nostri affetti.</p>
<p>Oggi, mentre noi moriamo, la natura rinasce e l&#8217;aria, quella stessa aria che solo a Brescia causa 1000 morti l&#8217;anno, 80000 in Italia, torna ad essere quasi respirabile.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-168620" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/03/BastaRunners.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/basta-runners/">Basta runners!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Confessioni di un bresciano razzista</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cavour]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 05 Sep 2016 09:22:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo confesso. Sono diventato una specie di razzista e un po&#8217; me ne vergogno. Sono sempre stato eticamente ostile alla discriminazione, in qualunque sua forma, che si trattasse di razzismo, sessismo, classismo, specismo o che fosse di natura omofobica e religiosa. Ma in realtà non ho mai preso una posizione netta, non mi sono mai concretamente esposto, finendo spesso per apparire passivo all&#8217;argomento. A me è sempre sembrato normale che ognuno potesse esercitare le proprie convinzioni anche se diametralmente opposte alle mie. Ingenuamente coltivavo l&#8217;idea che il rispetto della libertà di pensiero fosse sinonimo di intelligenza e non che potesse [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Lo confesso. <strong>Sono diventato una specie di razzista</strong> e un po&#8217; me ne vergogno.</p>
<p>Sono sempre stato eticamente ostile alla discriminazione, in qualunque sua forma, che si trattasse di razzismo, sessismo, classismo, specismo o che fosse di natura omofobica e religiosa. Ma in realtà non ho mai preso una posizione netta, non mi sono mai concretamente esposto, finendo spesso per apparire passivo all&#8217;argomento.</p>
<p>A me è sempre sembrato normale che ognuno potesse esercitare le proprie convinzioni anche se diametralmente opposte alle mie. Ingenuamente coltivavo l&#8217;idea che il <strong>rispetto della libertà di pensiero</strong> fosse sinonimo di intelligenza e non che potesse essere interpretato come atteggiamento a-patico (à= privazione, pathos= passione).<br />
Va inoltre aggiunto che ho sempre avuto quella fastidiosa tendenza a giustificare atteggiamenti di <strong>intolleranza</strong>, cercando sempre di salvare la parte buona della mela marcia.<br />
“Eh, sai, ha perso il lavoro!&#8230; È in crisi con la ragazza!&#8230; Viene da una famiglia disagiata!&#8230; Gli è appena morto il gatto!” e altro becero buonismo di questo tipo.</p>
<p>Mi ritrovavo ad assistere a certe dinamiche o ad ascoltare determinati discorsi, senza riuscire a comprenderne il senso; rimanevo come allibito, ma sempre senza puntare il dito, senza condannare, semplicemente non capivo. Abbassavo gli occhi, un sospiro e nella testa mi ripetevo:” Ma come cazzo fa a dire una roba del genere?”.</p>
<p>Non lo so&#8230;</p>
<p>Ad esempio quando sentivo frasi riferite agli extracomunitari del tipo:”Vengono qui a rubarci il lavoro” dette da avvocati, commercialisti, bancari o altri professionisti, pensavo:” Mah&#8230; vuoi vedere che questo ha una mezza idea di andare a vendere le rose per le vie del centro, o di piazzare il baldacchino fuori dal supermercato, o, che ne so, di andare a lavorare in fonderia o magari di finire a raccogliere pomodori a cinque euro al giorno!”.<br />
Oppure quando quei simpaticissimi <strong>smandibolatori bresciani </strong>che si scandalizzano perché “ Vengono qui a spacciare quei <strong>giargia di merda</strong>!”.<br />
I più teneri però rimangono i padri di famiglia che intasano la Mandolossa, che però “Le negre puzzano!”.<br />
E come non citare gli <strong>anziani cattolici</strong>, quelli che come mia nonna vanno a pulire la chiesa ogni martedì, ma che di fronte all&#8217;uomo nero non riescono ad esimersi dallo slogan “Besogneres mandai tòch a casa sò”&#8230; in segno di pace e fratellanza, immagino.<br />
O mio nonno che insiste sempre sul fatto che :” I cuntinùa a comprà fìòi!”, dimenticandosi di avere 5 fratelli. Tant&#8217;è che quando tento di fargli notare la discrepanza tra queste frasi e il loro credo, e di spiegargli che queste diversità culturali si affievoliranno con le prossime generazioni, mi stronca sempre con un:” Se, ma che ga entrà?”.</p>
<p>Il meglio tuttavia lo vedevo quando sui giornali appariva la notizia di uno <strong>stupro commesso da uno straniero</strong>. Eh lì sì che assistevo al meglio del meglio! Altro che genocidio! I più impavidi avrebbero bruciato vivo ogni straniero e non contenti proponevano bombe nucleari su 3⁄4 del Pianeta.<br />
E lì proprio non riuscivo ad afferrare tanto accanimento, specie in virtù del fatto che la violenza sessuale avviene per il 70% tra le mure domestiche, mentre solo un 10% è imputabile allo “straniero”.</p>
<p>Cosa bisognerebbe fare in questi casi? Condannare tutti i papà, gli zii, i nonni? Castrarli tutti, perché appartenenti alla categoria dei “parenti”?. E dei preti allora che ne facciamo? Tutti al rogo?.<br />
Non ero mai riuscito a spiegarmi quell&#8217;odio, quell&#8217;arroganza, quel senso di superiorità, ma qualcosa in me ultimamente è cambiato.</p>
<p>Forse negli ultimi anni ho offerto troppa comprensione e rispetto ricevendo in cambio ignoranza e delusione, o forse semplicemente è vero che invecchiando si diventa meno tolleranti. Il risultato è che oggi mi sento anch&#8217;io un bresciano razzista.</p>
<p>Sono razzista contro i razzisti. Sono intollerante contro gli intolleranti. Sono discriminatorio contro i discriminatori. Odio, letteralmente odio, l&#8217;ignoranza etica. La conosco Brescia, è una città che adoro, è la mia città. Ho ben chiare le problematiche legate al lavoro, all&#8217;inquinamento, alla criminalità e sono il primo a sostenere che alcune politiche, specie quelle sull&#8217;integrazione possano essere migliorate.</p>
<p>Quando una persona su cinque a Brescia è extracomunitario, è ovvio che questo 20% porterà in seno anche dei delinquenti. Ho una collega albanese a cui affiderei le chiavi di case e ne ho avute altre italiane che rubavano in negozio. Conosco slavi eccezionali, rumeni gran lavoratori, africani simpaticissimi e palestinesi meravigliosi, così come conosco albanesi, slavi, romeni, africani e palestinesi che sono criminali. Ma è possibile vedere questi individui non come appartenenti ad una nazione o continente, ma come INDIVIDUI e come tali giudicati dall&#8217;uomo e dalla legge.</p>
<p><strong>Non sono un moralista</strong>, non potrei permettermelo, visto quante ne ho <span style="line-height: 1.3em;">combinate (scusa mamma), ma davvero non riesco a concepire come una persona più fortunata si permetta di sentirsi migliore, come un essere umano si possa considerare padrone della Terra e non suo ospite temporaneo.</span></p>
<p>È una <strong>questione di intelligenza</strong> e riguarda tutte le forme di tolleranza. Cosa pensereste se vi discriminassero (e in parte avviene) perché siete obesi, o pelati, o magri, o bassi, o con le orecchie a sventola, o con i brufoli, o strabici, o con le gambe storte, o con i piedi piatti, o col culo grosso, o con&#8230; sarebbe una lista infinita.</p>
<p>La paura del diverso mette in crisi le nostre sicurezze, ma va superata.<br />
Il colore della pelle, la nazionalità, la religioni sono stati strumenti usati dai potenti per generare odio e realizzare i propri obiettivi.<br />
Ma pensiamo solo alle intolleranze religiose e culturali, di quante guerre, di quanti morti, di quanto dolore, sono state sciagurato pretesto?<br />
La tolleranza non ha mai generato sangue, l&#8217;intolleranza ne ha intriso la terra.<br />
Troppo spesso ci dimentichiamo che siamo un popolo di migranti e che come tale abbiamo sofferto le umiliazioni della discriminazione.<br />
Togliamoci dalla testa l&#8217;idea che noi eravamo belli, bravi e stimati e che all&#8217;estero fossimo accolti tra petali di rose e banda in festa.<br />
Eravamo considerati pezzenti, geneticamente pericolosi, violenti. Nixon sosteneva che avevamo addirittura un “odore diverso”.<br />
Il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Linciaggio_di_New_Orleans" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">massacro di New Orleans</span></a></strong>, quello di <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massacro_di_Aigues-Mortes" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Aigues-Mortes</span></a></strong>, la vicenda <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sacco_e_Vanzetti" target="_blank"><span style="text-decoration: underline;">Sacco- Vanzetti</span></a></strong>, la copertina di <span style="text-decoration: underline;"><strong><a href="http://www.spiegel.de/spiegel/print/index-1977-31.html" target="_blank">Der Spiegel del 1977</a></strong>,</span> le <strong>oppressioni in Svizzera</strong>, <strong>Australia</strong>, <strong>Canada</strong> e tante tante altre ancora, sono solo alcune delle testimonianze di come eravamo trattati fuori dai nostri confini.</p>
<p>In 150 anni più di 24 milioni di italiani sono emigrati portando nel mondo il nostro sapere, la nostra creatività, la nostra manodopera e la nostra delinquenza.</p>
<p>Ma davvero la nostra storia non ci ha insegnato niente?<br />
Eravamo noi quelli dei barconi, ricordiamocene!</p>
<p>Quando arrivano quei poveri disperati a <strong>Lampedusa</strong> e qualcuno mostra solidarietà sento spesso una frase che proprio mi chiude la vena :” Dovreste tenerli in casa vostra”. Sinceramente, esiste affermazione più idiota?<br />
In casa mia non voglio nessuno, perché ho scelto di vivere da solo.<br />
Che significa?<br />
Chi mostra attenzione verso i massacri dei delfini deve tenerne uno nella vasca? O chi si è indignato contro l&#8217;abbattimento dell&#8217;orsa Daniza avrebbe dovuto ospitarla in giardino? E un leghista che <span style="line-height: 1.3em;">dovrebbe fare? Offrire alloggio ai senza tetto padani? Ma che cazzo significa? Me lo spiegate? Chiedetemi piuttosto se preferirei avere come vicino di casa uno che afferma cazzate del genere o un “forestiero” (come li chiama mia nonna). </span></p>
<p>Io come vicino di casa voglio avere <strong>UNA BELLA PERSONA,</strong> indipendentemente dalle sue origini. Punto.</p>
<p>Non mi piace sentirmi razzista come i razzisti, ma trovo conforto in una splendida citazione di <strong>Karl Popper</strong>: “<em>Dovremmo rivendicare, nel nome della tolleranza, il diritto a non tollerare gli intolleranti</em>”.</p>
<p><em>Davide Agosti</em></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-840" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/04/copertina_razzista.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/confessioni-di-un-bresciano-razzista/">Confessioni di un bresciano razzista</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Il punto C. Il maschio&#8230; egoista nel sesso come nella vita</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Cavour]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 26 Sep 2014 13:05:15 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa sono stato invitato da una convinta femminista a leggere un interessante articolo pubblicato su un&#8217;importante rivista nazionale. L&#8217;indiscussa figura di spicco del testo era quella simpatica e spesso misteriosa collinetta che risponde al nome di CLITORIDE, a cui veniva sciaguratamente associata l&#8217;ignoranza sessuale maschile. In sostanza l&#8217;autore sosteneva che il patatone maschio del 2014 è ancora convinto che per far godere la donna basta inserire il pene nella vulva e con movimento pelvico, a ritmi variabili, ramazzare fino all&#8217;esaurimento. Sì, insomma, voleva sottolineare come gli uomini siano ancora convinti che la donna raggiunga l&#8217;orgasmo attraverso la penetrazione, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-punto-c-il-maschio-egoista-nel-sesso-come-nella-vita-il-punto-c-il-maschio-egoista-nel-sesso-come-nella-vita/">Il punto C. Il maschio&#8230; egoista nel sesso come nella vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche giorno fa sono stato invitato da una <strong>convinta femminista</strong> a leggere un interessante articolo pubblicato su un&#8217;importante rivista nazionale. L&#8217;indiscussa figura di spicco del testo era quella simpatica e spesso misteriosa collinetta che risponde al nome di <strong>CLITORIDE</strong>, a cui veniva sciaguratamente associata l&#8217;ignoranza sessuale maschile.</p>
<p>In sostanza l&#8217;autore sosteneva che il patatone maschio del 2014 è ancora convinto che per far godere la donna basta inserire il pene nella vulva e con movimento pelvico, a ritmi variabili, ramazzare fino all&#8217;esaurimento.<br />
Sì, insomma, voleva sottolineare come gli <strong>uomini siano ancora convinti che la donna raggiunga l&#8217;orgasmo attraverso la penetrazione</strong>, inconsapevoli che il vero protagonista del piacere femmina sia il clitoride.</p>
<p>Naturalmente la mia compagna di dibattito, citando esperienze personali e di amiche, leggeva in quelle righe le risposte ai precedenti rapporti sessuali fallimentari. A quel punto sono salito in groppa al mio cavallo e armato di scudo e scimitarra mi sono immolato a difesa del genere maschile.</p>
<p><img decoding="async" class=" alignright" title="Vibratore Gigi" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/cavour/gigi.jpg" alt="Vibratore Gigi" align="right" border="0" />Allora, che non tutti gli uomini siano eccellenti scopatori è un dato oggettivo, così come è altrettanto vero che di sedicenti <em>spompinatrici </em>non è pieno il mondo; ma del resto si sa, è un po come nello sport, nella musica, nell&#8217;arte, certe doti le hai o non le hai, un po&#8217; come il pedigree, non te lo puoi inventare. Certo con l&#8217;esperienza si può migliorare, puoi passare dal trotto al galoppo, ma un asino non sarà mai uno stallone. Però ragazze mie sappiate (e non credo di sbagliare) che l&#8217;uomo è pienamente consapevole che il 90% delle donne arriva all&#8217;orgasmo solo con la <strong>stimolazione clitoridea</strong> e che in quel piccolo 10% è comunque contemplato ancora il clitoride, stimolato attraverso le pareti interne della vagina. Ma davvero donne credete che il maschio alfa, che vi <em>stantuffa</em> brutalmente cambiando 23 posizioni in 6 minuti, provando tutte le varianti ritmiche possibili, passando dal foxtrot alla samba&#8230; con un lento-veloce-veloce o un veloce-veloce-lento, sia convinto che a breve la vostra vagina arriverà alle tanto sospirate contrazioni?<br />
Mah&#8230; io non credo (come direbbe Razzi)!<br />
A meno che non sia convinto che nel frattempo una mano divina si metta a fare i cerchi nel clitoride, ma a quel punto dovrebbe credere che esistono gli ufo, Babbo Natale e <strong>la Giacotti</strong>.</p>
<p>No signore mie<strong> l&#8217;uomo lo sa che il punto G non lo troverà neanche con la bussola</strong> e che, per quanto piacere vi possa far provare con la penetrazione, difficilmente vi porterà al sublime appagamento.<br />
Avevo quasi vent&#8217;anni ai tempi della mia prima consapevole sveltina.<br />
Ricordo un caldo infernale, l&#8217;odore del cloro sulla pelle e il suo costume a righe gialle e nere; “ l&#8217;ape maia” l&#8217;avevo soprannominata.<br />
Ai tempi trascorrevo la stagione estiva lavorando come bagnino, con l&#8217;unico obiettivo di rimorchiare. Non che fossi particolarmente intraprendente, ma il fischietto e la canotta rossa con la scritta <strong>bagnino</strong>, correvano spesso in mio soccorso. Non entro nei dettagli di quell&#8217;estate e nemmeno delle doti non nascoste “dell&#8217;ape maia” e arrivo subito al punto.<br />
<img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignleft" title="mitch buchannon" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/cavour/mitch-buchannon.jpg" alt="mitch buchannon" width="247" height="344" border="0" />Entriamo nello spogliatoio super eccitati, forse più dal pericolo di essere scoperti che non da noi stessi; le lingue che si rincorrono in vortici e mulinelli, la mia mano che scosta la parte bassa del suo costume, mentre l&#8217;altra si affretta ad estrarre il pene già gonfio. Un paio di infiniti minuti per riuscire ad infilarglielo dentro e quei 30 ,forse 35 secondi di penetrazione. Appena fuori dallo spogliatoio mi accendo la più classica delle paine e dopo una boccata alla James Dean, la guardo dritto negli occhi e pronuncio la più idiota della frasi :”Ti è piaciuto?”. Rido se ci penso! In realtà, nonostante il suo finto consenso, era ovvio che aveva goduto di più dopo, quando le ho offerto il gelato, ma Santo Dio, avevo vent&#8217;anni e ci poteva stare. Dieci anni più tardi, dopo una sveltina analoga (magari 10 secondi più lunga), mi sono infilato i pantaloni, le ho sorriso e me ne sono andato, alleggerito di qualche grammo. Quando l&#8217;uomo entra in modalità cdc (cazzo dentro subito), lo fa solo per compiacere la propria virilità, per rispondere alla natura animale che gli appartiene, a quell&#8217;inconscio e ancestrale retaggio che è alla base della procreazione. Qui si parla di egoismo sessuale maschile ma non di ignoranza. Ricordo che fin da giovanissimo, quando tra un bicchiere di latte e una partita a flipper, si parlava con gli amici di “figa”, la parola d&#8217;ordine, già allora, era CLITORIDE. Neanche sapevamo come era fatta, del resto chi l&#8217;aveva mai vista!? ma mentre ancora ci chiedevamo da dove uscisse la pipì, avevamo una sola grande certezza :“Tu smanetta lì, che vai sul sicuro!”.</p>
<p><img decoding="async" class=" alignright" title="Clitoride o emmoroide?" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/cavour/emorroide.jpg" alt="Clitoride o emmoroide?" border="0" /></p>
<p>Di destro o di sinistro, avanti o indietro, in senso orario o antiorario, che sia di rinf o di ranf il motto rimaneva quello “dacci di clitoride!”. Certo Rocco Siffredi &amp; friends hanno creato un po&#8217; di confusione, un profondo smarrimento, oltre ad una precoce cecità, ma mentre osservavo le pornostar gloglottare come tacchini, ricordo di non aver mai pensato godessero realmente. Per me solo il wrestling era vero.</p>
<p>Ma vuoi le avete mai provate le profumiere ? Quelle che ve la fanno annusare per bene, che fanno le gatte morte, che si strusciano “inavvertitamente” sulla patta dei vostri jeans e che quando vi è arrivato alla gola vi salutano con un bel :”Ciao, io devo andare!”?.</p>
<p>Ecco, è questa la sensazione che immagino provino le donne quando giriamo intorno al “bottone del piacere” senza stimolarlo. Bruttissimo direi! Poi non lamentiamoci se vanno in giro a dire che non sappiamo come si fa godere una donna.</p>
<p>Quindi, amici uomini, se davvero avete a cuore il piacere del gentil sesso, nonché la vostra reputazione di grandi amanti, mi permetto di ricordarvi una ovvia, quanto vincente, regola&#8230; e dategliela una bella leccate di passera ogni tanto!</p>
<p>Qualche limone fatto bene, poi le sfilate le mutandine, iniziate ad accarezzare dolcemente il clitoride e infine una esperta passata di lingua, cosi siamo tutti soddisfatti. Se poi proprio non riuscite a trattenere il desiderio di mettere subito al caldino il vostro prezioso gioiello, vi ricordo che non siete equini e al posto degli zoccoli la natura vi ha dotato di un paio di utilissime mani che, se non utilizzate per giocare alla morra cinese, vi possono aiutare a raggiungere l&#8217;obiettivo. Si! l&#8217;obiettivo! Perché<strong> l&#8217;orgasmo della donna dovrebbe essere il nostro obiettivo</strong>! Vedrete che poi sarà ben lieta di ricambiare il favore e apprezzerà molto di più le vostre doti di maschio stantuffatore. E voi donne non sentitevi sbagliate se non arrivate all&#8217;orgasmo vaginale e abituatevi a parlare al vostro amante se, troppo spesso, si dimentica che l&#8217;amore si fa in due. Ricordategli che l&#8217;attore protagonista del piacere è il punto C, che non rappresenta il loro cazzo, ma il vostro CLITORIDE!</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-12820" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/09/Il-punto-C.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-punto-c-il-maschio-egoista-nel-sesso-come-nella-vita-il-punto-c-il-maschio-egoista-nel-sesso-come-nella-vita/">Il punto C. Il maschio&#8230; egoista nel sesso come nella vita</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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