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	<title>Surves, Autore a odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>Le volte in cui Vialli sfidò il Brescia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2023 20:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[baggio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono state poche le volte in cui Gianluca Vialli incrociò la strada del nostro Brescia. Solo sette. Vorrei raccontarvele per omaggiare nel nostro piccolo un uomo che reputiamo diverso dagli altri, lontano dal calcio attuale pieno di gossip e troppi soldi. Un uomo che si è fatto amare a prescindere dalla maglia che indossava. La prima sfida di cui abbiamo memoria risale alla stagione 1981-1982, campionato di serie B, 18esima giornata di ritorno. Vialli giocava nella Cremonese (nella partita di andata svoltasi il 17 gennaio allo stadio Zini non fu schierato).Domenica 6 Giugno 1982 allo stadio Mario Rigamonti si affrontano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono state poche le volte in cui <strong>Gianluca Vialli</strong> incrociò la strada del nostro Brescia. Solo sette. Vorrei raccontarvele per omaggiare nel nostro piccolo un uomo che reputiamo diverso dagli altri, lontano dal calcio attuale pieno di gossip e troppi soldi. Un uomo che si è fatto amare a prescindere dalla maglia che indossava.<br /><br />La prima sfida di cui abbiamo memoria risale alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Serie_B_1981-1982" target="_blank" rel="noopener">stagione 1981-1982</a>, campionato di serie B, 18esima giornata di ritorno. Vialli giocava nella Cremonese (nella partita di andata svoltasi il 17 gennaio allo stadio Zini non fu schierato).<br />Domenica 6 Giugno 1982 allo stadio <strong>Mario Rigamonti</strong> si affrontano disperatamente biancoazzurri e grigiorossi per evitare la retrocessione. La spunterà la Cremo e proprio grazie a <strong>Vialli</strong> che toccato da Quaggiotto va giù in area nel finale guadagnandosi un rigore (dubbio) che Finardi trasforma. Risultato finale 2-3. Brescia retrocesso insieme a Rimini, Spal e Pescara. Non mi dilungo sulla cronaca (1) angosciante (ma va?) della partita&#8230; vi dico solo che si vinceva 2 a 0.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17473" src="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2023/01/Tabellino.jpg" alt="SERIE B 1981-1982

18° GIORNATA DI RITORNO 

Domenica 06 giugno 1982 - Stadio &quot;Rigamonti&quot; - Brescia

BRESCIA-CREMONESE 2-3

BRESCIA Pellizzaro, Podavini, Mazzucchelli (35' st Sali), De Biasi, Guida, Quaggiotto, Salvioni, Bonometti, Vincenzi (12' st Graziani), Tavarilli, Adami

A disposizione: Cantoni, Messina, Leali

Allenatore: Perani

CREMONESE Casari, Montani (1' st Frutti), Ferri, Marini, Paolinelli, Di Chiara (12' st Nicolini), Vialli, Boni, Bonomi, Bencina, Finardi

A disposizione: Reali, Galbagini, Gaiardi

Allenatore: Mondonico

ARBITRO Bergamo di Livorno

RETI 12' De Biasi 15' Vincenzi 5' st Frutti 21' st Nicolini 42' st rigore Finardi

NOTE Spettatori 10229. Incasso 39 milioni di lire. Espulso De Biasi 10' st. Ammoniti Mazzucchelli, De Biasi, Adami" width="800" height="822" /><br />Oggi però il protagonista è un altro. </p>
<p>Bisogna aspettare più di 5 anni per rivedere Vialli sfidare la Leonessa. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Serie_A_1986-1987" target="_blank" rel="noopener">Stagione 1986-87 Serie A</a>. Luca gioca ora nella Sampdoria.<br />Il 2 novembre 1986 il Brescia sfida in casa la Samp. Perdiamo 1 a 0. <strong>Vialli sbaglia un rigore</strong> nel finale tirandolo in curva. Autorete di Turchetta su tiro di Viercowood.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/Iy2hLacUpUQ/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Il ritorno è ancora amaro. Si gioca il 22 marzo 1987 a Marassi. La Sampdoria si impone nuovamente, questa volta per 2 a 0. <br />Vialli sfodera una prestazione super. Segna un gol pazzesco &#8220;lasciando di sasso Pionetti&#8221; e si procura il rigore del 2 a 0 trasformato da Mancini. I gemelli del gol. Che nostalgia. Che coppia bellissima. Le immagini d&#8217;archivio raccontano di un Brescia coriaceo &#8220;che avrebbe messo in difficoltà anche il Napoli&#8221;. Poi c&#8217;è l&#8217;intervista finale a Vialli. Altri sapori, più genuini.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/EUvvkU8MMSo/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Il Brescia retrocesse in serie B anche quell&#8217;anno e vi rimase fino al 1992 quando con Mircea Lucescu trascinato dai gol di Maurizio Ganz riconquistò la massima serie. Nel frattempo <strong>Giuanluca Vialli proprio quell&#8217;anno passò all Juventus</strong>. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Serie_A_1992-1993" target="_blank" rel="noopener">Stagione 1992-93 siamo in serie A.</a><br /><br />L&#8217;andata contro la Vecchia Signora si giocò il 18 ottobre 1992 al vecchio Delle Alpi.<br />0 a 0 il risultato finale con un <b>Landucci</b> strepitoso che con un &#8220;balzo felino &#8220;disinnescò un rigore del mito <b>Baggio</b> procurato proprio da lui, <b>Vialli</b>. Da non credere.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="//i.ytimg.com/vi/6M2fJc3TKTc/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Il ritorno lo vincemmo meritatamente noi, 2 a 0 con le reti di Florin Raducioiu e Marco Rossi. <strong>Vialli sempre pericoloso</strong>.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/dkSXIylhs2g/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Alla fine della stagione il Brescia retrocedette in serie B dopo il noto spareggio di Bologna contro l&#8217;Udinese. <br /><br />Dopo un solo anno di B tornammo nella massima per affrontare la <strong>Juventus di Vialli</strong> già alla seconda giornata.<br />Era il 4 settembre 1994 e la partita terminò 1 a 1.  <strong>Vialli</strong> stregò la difesa con una splendida rovesciata propiziando il vantaggio di Conte. Pareggio di Schenardi nella ripresa. <br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/gCKOUk2MaxM/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>La partita di ritorno vide la Juventus imporsi per 2 a 1. Il Brescia andò in vantaggio con Corini su calcio di rigore poi dopo il pareggio su punizione di Del Piero toccò proprio a <strong>Vialli</strong> siglare il punto della vittoria per la Juve sempre su rigore, ovviamente regalato :). <em>Perdonatemi non ho resistito.<br /></em> <br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/DpWNuechY5g/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Le strade di Vialli e delle rondinelle avrebbero potuto incrociarsi anche in <strong>Coppa Italia</strong> nella stagione 1990-91 poiché Brescia e Sampdoria si scontrarono durante il secondo turno della competizione, ma Luca non fu mai schierato.<br />Per la cronaca la <a href="https://www.transfermarkt.it/uc-sampdoria_brescia-calcio/index/spielbericht/2429004" target="_blank" rel="noopener">partita di andata a Marassi</a> terminò sul punteggio di 1 a 1 (Ganz, Dossena), mentre <a href="https://www.transfermarkt.it/brescia-calcio_uc-sampdoria/index/spielbericht/2429020" target="_blank" rel="noopener">al ritorno perdemmo in casa 4 a 0</a> (Dossena, Mancini, Invernizzi, Lombardo)<br /><br />Il video della partita di andata (mercoledì 5 settembre 1990). Del ritorno non vi è traccia.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/fAwVO3EH7Ok/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Concludo rubando un commento di un mio caro amico juventino (bresciano). Io da puro tifoso bresciano non posso certo salutare il grande Vialli meglio di così (grazie Tom):<br /><br /></p>
<blockquote>
<p>Mi viene in mente la gazzetta che annunciava il tuo arrivo, in un’epoca in cui le notizie le sapevi dalla carta stampata, non dai cellulari.<br />Tu, il giocatore preferito.<br />Le prime volte allo stadio con gli amici, sempre e solo in curva, la punto cabrio di Ricky.<br />Tutte le partite di champions, il treno per Roma e l’aria che profumava di primavera quella notte che non dimenticherò mai.<br />I capelli rasati per assomigliarti, e il polsino che mettevo quando giocavo perché lo facevi tu.<br />Il tuo coro che cantavo in doccia la mattina, e quella volta che al posto della fascia da capitano hai legato una sciarpa gettata dalla curva.<br />La rimonta con la Fiorentina, lo stadio delle Alpi, e un freddo d’inverno che ora non c’è più.<br />Le partite alla radio, il posticipo della domenica tutti insieme al bar su telepiù.<br />Ho tifato Chelsea per te, pure allo stadio una volta, e ho cercato la tua casa a Londra sperando di incontrarti.<br />Il sogno mai realizzato di vederti tornare da allenatore.<br /><br />Hai reso più belli i miei vent’anni, e oggi mi sento più vecchio e più solo…<br />Ciao capitano del mio cuore.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.1.0/72x72/1f5a4.png" alt="🖤" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
</blockquote>
<p><a href="https://www.sportgrigiorosso.it/us-cremonese/tutte-le-news/50777-il-precedente-nel-1982-una-cremo-in-crisi-si-salva-vincendo-il-derby-a-brescia-con-retrocessione-delle-rondinelle-in-c-fra-mille-polemiche.html" target="_blank" rel="noopener">1.  Brescia Cremonese 2-3 (da sportgrigiorosso.it)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-174630" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina-Vialli.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/">Le volte in cui Vialli sfidò il Brescia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>E ora prendiamoci la salvezza! Non serve un miracolo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2020 08:01:33 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[balotelli]]></category>
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		<category><![CDATA[brescia calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 20 giugno riparte il campionato di serie A. La salvezza per il nostro Brescia è ancora possibile e credo non serva un miracolo. Analizziamo le partite che mancano e azzardiamo un pronostico. Fiorentina Brescia. 27 giornata. Fin troppo facile pronosticare una vittoria. Si torna a giocare dopo tantissimo tempo. Squadre ancora imballate, confuse, clima surreale a cui si è poco abituati. Colpaccio, non troppo clamoroso. Torna l’entusiasmo, la squadra torna a crederci. Brescia Genoa. 28 giornata. Vincere in casa contro il Grifone sarà solo una conseguenza logica all’exploit di Firenze. 6 punti in 2 partite, primi abbracci e baci [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 20 giugno riparte il campionato di serie A.<br />
La salvezza per il nostro Brescia è ancora possibile e credo non serva un miracolo.<br />
Analizziamo le partite che mancano e azzardiamo un pronostico.</p>
<p><strong>Fiorentina Brescia. 27 giornata.</strong><br />
Fin troppo facile pronosticare una vittoria. Si torna a giocare dopo tantissimo tempo. Squadre ancora imballate, confuse, clima surreale a cui si è poco abituati. Colpaccio, non troppo clamoroso. Torna l’entusiasmo, la squadra torna a crederci.</p>
<p><strong>Brescia Genoa. 28 giornata.</strong><br />
Vincere in casa contro il Grifone sarà solo una conseguenza logica all’exploit di Firenze. 6 punti in 2 partite, primi abbracci e baci tra i compagni. Torna l’amore.</p>
<p><strong>Inter Brescia. 29 giornata.</strong><br />
Partita difficile ma un punto potrebbe scapparci. Contro le grandi siamo soliti esaltarci. E arriviamo a 7. Qualcosa, a questo punto, avremo sicuramente rosicchiato sulla quarta posizione. Prevedo ora un distacco di massimo 4 punti dall’agognata salvezza.</p>
<p><strong>Brescia Verona. 30 giornata.</strong><br />
Non ci sono storie. Si vince nettamente e rumorosamente. Ormai la salvezza è a soli due punti (giocano anche le altre).</p>
<p><strong>Torino Brescia. 31 giornata.</strong><br />
Scialbo pareggio ma utile e prezioso. Entusiasmo alle stelle. <a href="http://www.odiopiccolo.com/balotelli-resta-a-brescia-per-favore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Balotelli</a> fuori rosa, sente le suadenti sirene brasiliane. I suoi followers insorgono, i detrattori gongolano.</p>
<p><strong>Brescia Roma. 32 giornata.</strong><br />
Ancora un punto, ma diverso da quello conquistato in casa granata. Punto d’oro strappato con i denti, lottando come la <a href="http://www.brescialeonessa.it/bsleo/origine.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leonessa guerriera di Aleardi</a> (il primo ad usare questo appellativo associato alla nostra città… serve ribadire che non fu il Carducci… ma già lo sapete), una Leonessa non più infelice.<br />
Non si perde da 6 partite.</p>
<p><strong>Atalanta Brescia. 33 giornata.</strong><br />
Di cosa parliamo? Vendetta con gli interessi… 0 a 4. Si intravede Doni sugli spalti. Suggello alla cavalcata.</p>
<p><strong>Brescia Spal. 34 giornata.</strong><br />
Passeggiata di salute. Più 2 dalla zona retrocessione. Squadra consapevole. Spogliatoio compatto. Balotelli emarginato.</p>
<p><strong>Lecce Brescia. 35 giornata.</strong><br />
Colpo di scena. Perdiamo uno a zero ma manteniamo un punto sulla zona retrocessione. Si trema ma c’è fiducia.</p>
<p><strong>Brescia Parma. 36 giornata.</strong><br />
Il pareggio della paura. Le gambe fanno giacomo. Torniamo a vedere gli spettri. Si ripiomba in terzultima posizione a pari punti con la Samp. Balotelli dove sei?</p>
<p><strong>Lazio Brescia. 37 giornata.</strong><br />
Una battaglia. Perdiamo. La Lazio vince lo scudetto. La Sampdoria perde in casa con il Milan. C’è ancora speranza.</p>
<p><strong>Brescia Sampdoria. 38 giornata…</strong><br />
Sembra di rivivere lo spareggio per restare in serie B contro il Trapani di 3 anni fa. Lo stadio apre per la prima volta dopo 5 mesi i cancelli ai tifosi. Atmosfera adrenalinica e magica. <strong>Supermario</strong> è in panchina.<br />
All’ottantasettesimo perdiamo uno a zero. Lopez guarda la tribuna e incrocia lo sguardo beffardo di Cellino… una voce si fa strada nella sua testa&#8230; ti prego fallo entrare, che cosa aspetti?, dai, dai che restiamo in serie A…<br />
Entra Balotelli… ne fa due in 5 minuti.</p>
<p>(Lei è un disoccupato… e lei è un cornuto…)</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels">
<tr>
<td><nobr>&nbsp;</nobr></td>
<td>
<div class="rw-left">
<div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-170120" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/05/Ari.jpg"></div>
</div>
</td>
</tr>
</table>
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		<title>Balotelli resta a Brescia per favore!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 21:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Balotelli deve restare a Brescia. Già sabato nel derby sarà decisivo (doppietta). Sempre che il nostro allenatore lo faccia giocare. Grosso ha fatto il passo più lungo della gamba. Non conosco i fatti realmente accaduti ma un minimo di elasticità nell’affrontare la situazione tesa era auspicabile. Che senso ha punire un giocatore come Balotelli? Che cosa si pensa di ottenere? Poi magari questo gli sarà di sprono, per carità, me lo auguro di cuore. Ma se dovesse invece esacerbare gli animi ulteriormente e creare ancor più disagio nel castello di cristallo che c’è nella Sua testa non mi stupirei. Soprattutto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Balotelli deve restare a Brescia.<br />
Già sabato nel derby sarà decisivo (doppietta). Sempre che il nostro allenatore lo faccia giocare. Grosso ha fatto il passo più lungo della gamba. Non conosco i fatti realmente accaduti ma un minimo di elasticità nell’affrontare la situazione tesa era auspicabile.<br />
Che senso ha punire un giocatore come Balotelli? Che cosa si pensa di ottenere? Poi magari questo gli sarà di sprono, per carità, me lo auguro di cuore. Ma se dovesse invece esacerbare gli animi ulteriormente e creare ancor più disagio nel castello di cristallo che c’è nella Sua testa non mi stupirei.<br />
Soprattutto dopo Verona. Tanti proseliti e poi alla prima minima Sua cavolata si accende il fuoco. Che ora divampa e viene alimentato.</p>
<p>Sono un tifoso, non sono un ultra. <strong>Vedere Mario con la maglietta delle rondinelle è magico, mi dà gioia.</strong> Se viene inserito negli undici titolari guardo la partita più volentieri, in qualsiasi modo giochi. Il solo vederlo muoversi mi gasa, il suo fisico possente mi fa godere. Una stagione passa, ne verranno delle altre. Tra dieci anni, ma anche solo cinque, ci saranno nuovi giocatori, nuove sfide, altre polemiche. Godiamoci il presente. E il presente è anche Balotelli. Sosteniamolo, è un idolo assoluto, è un giocatore imprevedibile, è fortissimo. Può risolvere la partita in qualsiasi momento. Catalizza la difesa avversaria, porta via due-tre giocatori in un colpo solo, per il solo fatto di esistere in campo. I media parlano del Brescia e di Brescia come nemmeno ai tempi di Baggio e Guardiola. Il Suo carisma è contagioso. I bambini sognano, è un campione dentro e fuori dal campo.</p>
<p>Con la Juve è stato esempio di abnegazione, a Napoli ha segnato un super gol, contro la Fiorentina si è adeguato alla partita giocando solo il secondo tempo, con il Genoa siamo incappati, come da tempo immemore capita al nostro Brescia, nella resurrezione dell’avversario di turno (o il giocatore non segnava da mille partite o la squadra non vinceva da tempo. Quante volte è capitato? Vi ricordate Sjarhej Alejnikaŭ in Brescia Lecce 1-2 del 1991? Non faceva un gol da una vita… ne fece due), con l’Inter ha lottato come tutta la squadra, a suo modo, ma ha lottato (in Gazza 6,5), con il Verona ha fatto il suo secondo gol (meraviglioso) reagendo a quello che è successo con tanta dignità, con il Torino ha giocato solo 45 minuti in una giornata maledetta figlia dell’esonero di Corini.</p>
<p>Abbiamo trascorso più di un decennio in serie B. Mario lo sa, è bresciano, ha un carattere sicuramente difficile ma il solo vederlo con la V bianca sul petto è emozionante. Sono convinto possa darci ancora un grosso aiuto.<br />
E poi Raffaella Fico è bellissima. E lei vuole che Lui resti in Italia.</p>
<p>Balotelli resta a Brescia, ti prego.</p>
<p><em>Luigi Piotelli (tifoso bresciano dalla nascita)</em></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels">
<tr>
<td><nobr>&nbsp;</nobr></td>
<td>
<div class="rw-left">
<div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-163290" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2019/11/Balotelli.jpg"></div>
</div>
</td>
</tr>
</table>
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		<title>Zerotrenta&#8230; il prefisso amaro della nostra città</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/zerotrenta-il-prefisso-amaro-della-nostra-citta/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Sep 2016 15:16:57 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
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		<category><![CDATA[Amaro Zerotrenta]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo chiesto a tre blogger bresciani di porre alcune domande in esclusiva per odiopiccolo ad Andrea &#8220;Canji&#8221; Corezzola, co-fondatore insieme a Alessandro Ortogni dell&#8217;Amaro Zerotrenta. L&#8217;amaro dei veri bresciani. Le domande di Surves Da dove nasce la geniale idea di creare un amaro tutto bresciano? Partiamo subito male caro il mio Odiopiccolo&#8230; la domanda è quantomeno infida… sai benissimo che lo Zerotrenta non è tutto bresciano. Bresciana è la ricetta, Bresciani sono i due cavalli de razza che hanno intrapreso l’impresa, ma chi rende possibile tutto ciò è un nostro caro collaboratore che distilla nel Veneto. L’idea nasce quasi per gioco&#8230; anzi, proprio [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/zerotrenta-il-prefisso-amaro-della-nostra-citta/">Zerotrenta&#8230; il prefisso amaro della nostra città</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo chiesto a tre blogger bresciani di porre alcune domande <em>in esclusiva</em> per odiopiccolo ad Andrea &#8220;Canji&#8221; Corezzola, co-fondatore insieme a Alessandro Ortogni dell&#8217;Amaro Zerotrenta. L&#8217;amaro dei veri bresciani.</p>
<h3>Le domande di <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.odiopiccolo.com/author/surves/" target="_blank">Surves</a></span></h3>
<p><strong>Da dove nasce la geniale idea di creare un amaro tutto bresciano?</strong><br />
Partiamo subito male caro il mio Odiopiccolo&#8230; la domanda è quantomeno infida… sai benissimo che lo Zerotrenta non è tutto bresciano. Bresciana è la ricetta, Bresciani sono i due<em> cavalli de razza</em> che hanno intrapreso l’impresa, ma chi rende possibile tutto ciò è un nostro caro collaboratore che distilla nel Veneto. L’idea nasce quasi per gioco&#8230; anzi, proprio giocando! Smessi gli scarpini da calcio che hanno cementato la nostra amicizia, con le rispettive compagne ci si trovava spesso a sfidarci a ciciara bigia e sorseggiando amari…diciamo non eccezionali. Una sera, il mio socio e amico Alessandro (una laurea in Scienze Erboristiche ed un’erboristeria ben avviata in provincia) in trans agonistica e in plausibile delirio alcolico mi confessa d’avere recuperato una ricetta di un improbabile professore universitario con il quale argomentò la tesi di laurea… la boutade mi stuzzica da subito e decidiamo di dedicargli tempo ed energie. Da qui siamo partiti. Pensa che abbiamo anche fissato un decalogo dello Zerotrenta, le 10 regole auree che avrebbero contraddistinto il nostro prodotto e la nostra “storia” (lo trovi alla fine di questa intervista&#8230; ma prima leggila tutta, ne vale la pena).</p>
<p><strong>Raccontaci la genesi del nome Amaro Zerotrenta e il suo significato.</strong><br />
Zerotrenta è il nostro prefisso e 30 è la gradazione del nostro amaro… sembra semplice, ma partorirlo non lo è stato affatto. Il mio sogno (è ancora nel cassetto) era Amaro Casuale ma Alessandro era terrorizzato dal fatto che il consumatore non fosse molto attratto da un liquore fatto alla cazzo di cane… per me era invece una sfida, sostenuta dal fatto che già allora amavo il nostro prodotto in modo viscerale.<br />
Zerotrenta è spuntato quasi d’incanto nel bel mezzo delle fasi “facciamoci consigliare da chiunque” e “Va bene Amaro Casuale”.</p>
<p><strong>Sappiamo che avete vinto concorsi e ottenuto importanti riconoscimenti. Ormai nel panorama cittadino lo Zerotrenta è presente nella maggior parte dei locali. Come vivi questo momento di gloria?</strong><br />
Ho da poco acquistato casa in panoramica ed entro fine anno dovrebbe essere pronta la statua di marmo raffigurante la nostra premiazione a Colonia, che grazie alla mediazione del Sindaco Del Bono, poseremo in Piazza Vittoria al posto del Bigio&#8230;<br />
<a href="http://www.odiopiccolo.com/brescia-nel-2074/" target="_blank">Nel 2017 prevedo di acquistare il Brescia Calcio.</a></p>
<p><strong>Perché una persona dovrebbe scegliere Amaro Zerotrenta anziché i soliti amari?</strong><br />
Perché leggere gli ingredienti di quel che mangiamo e beviamo ci racconta molte cose. Ognuno poi è libero di scegliere. Il valore aggiunto poi è che sia paurosamente buono. Su questo non penso si possa discutere. O sì?</p>
<p><strong>Amaro Zerotrenta non solo digestivo, in quali altre forme si può godere del suo sapore unico?</strong><br />
Nasce digestivo ma la storia degli amari insegna che con una scorza di limone e un po’ di ghiaccio hai fatto un aperitivo dissetante&#8230; il resto vien da sé ed è anche un po’ teatro. Non ci siamo inventati nulla, anzi spesso sono bartender e professionisti del settore che lo richiedono per sperimentare. A noi piace. È una nuova strada da battere e ci offre spunti per il futuro.</p>
<p><strong>Un imprenditore di successo come te è difficile che si fermi ad un solo progetto. Cosa bolle in pentola? Puoi darci una piccola anticipazione?</strong><br />
Sorrido… però è vero, ci stiamo muovendo. A breve dovrebbe arrivare un Gin Zerotrenta.<br />
La base sarà il distillato di Amaro Zerotrenta con l’aggiunta di un Gin particolare. Il nome non c’è ancora… magari potreste darmi una mano.</p>
<p><strong>Andrea, sei un riconosciuto belloccio di Brescia. Come è cambiata la tua vita col sesso femminile dopo questo enorme successo? Potresti raccontarci qualche aneddoto piccante?</strong><br />
Ricevo giornalmente lettere profumate e mail con proposte piccanti. Le giro al mio socio ma non so davvero cosa ne faccia.</p>
<p><strong>Sappiamo che hai una moglie e un bellissimo bambino. Come riesci a gestire l’equilibrio famigliare con la complicata vita imprenditoriale? Qual è il tuo segreto?</strong><br />
Non lo riesco a gestire. Aiuto!</p>
<h3>Le domande del <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://www.odiopiccolo.com/author/alberto-banzola/" target="_blank">direttore Alberto Banzola:</a></span></h3>
<p><strong>Cosa rappresenta al meglio del carattere dei bresciani l&#8217;amaro Zerotrenta?</strong><br />
Credo proprio la determinazione… per antonomasia il Bresciano è laborioso, determinato pieno di buona volontà. Nel nostro caso lo vedo come l’impegno che stringemmo quel giorno per ottenere un prodotto diverso che non vedesse come primo fine il guadagno, ma la possibilità di fare un amaro buono, naturale e senza compromessi. In parte ci siamo riusciti.</p>
<p><strong>Quale sapore bresciano meglio si sposa con l&#8217;amaro Zerotrenta?</strong><br />
Quale sapore bresciano&#8230; sai che non lo so. Provalo tu polenta e Zerotrenta.</p>
<p><strong>Bere bene è una prerogativa tutta bresciana, basti pensare all&#8217;infinità di docg espressi dai nostri territori: com&#8217;è l&#8217;approccio bresciano al distillato?</strong><br />
Quando Alessandro mi lanciò l’idea dell’amaro, ricordo che una delle prime cose a cui pensai fu l’approccio del Bresciano medio (allora era l’unico nostro riferimento) al prodotto. Il Bresciano ama la grappa e se si butta sull’amaro è costretto ad accettare quasi sempre i soliti 3-4 amari nazionali o il famigerato limoncello fatto in casa (di chi vorrei sapere). Mi pareva che il mercato ci regalasse degli spazi in cui inserirci ed insieme notammo anche una volontà sempre più crescente di ricerca del prodotto naturale. Questi anni penso ci abbiano dato ragione; certo non facciamo la guerra ai pezzi grossi, anche se spesso fantastichiamo che il Sig. Franco Montenegro nella stanza dei bottoni della propria azienda, cazzi i propri agenti sugli scarsi risultati sul nostro territorio.</p>
<p><strong>Se l&#8217;Amaro Zerotrenta fosse un monumento della nostra città, quale sarebbe e perché?<br />
</strong>Se l’amaro fosse un monumento della città, sarebbe questo: per scandire con gusto i vostri momenti migliori.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9034" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/09/macc.jpg" alt="macc Zerotrenta" width="559" height="578" /></p>
<p><strong>All&#8217;Amaro Zerotrenta cosa piace e cosa non piace del bresciano ?<br />
</strong><span style="line-height: 1.5;">Che dire&#8230; non ama gli </span><em style="line-height: 1.5;">sboroni</em><span style="line-height: 1.5;">; e non fraintendeteci… ci sono ovunque, in Piazza Arnaldo come a Longhena e a Inzino. E frasi del tipo “Bela vita che ta fet te!”. Quel che mi piace… l’orgoglio ritrovato verso la propria città.</span></p>
<h3>Un botta e risposta con <span style="text-decoration: underline;"><a href="http://blog.nadiolinda.it/" target="_blank">Nadiolinda (il suo blog):</a></span><br />
(<span style="text-decoration: underline;"><a href="https://twitter.com/nadiolinda" target="_blank">follow @nadiolinda on twitter</a></span>)</h3>
<p><strong>Ci dici l’ingrediente segreto?</strong><br />
L’ingrediente segreto è il rosmarino.</p>
<p><strong>Da bambino cosa sognavi di essere? </strong><br />
Da bambino sognavo di giocare a San Siro… volevo evitare risposte banali.</p>
<p><strong>Avresti mai pensato di diventare produttore di superalcolici nella vita?</strong><br />
Mai e per questa opportunità devo assolutamente ringraziare Alessandro.</p>
<p><strong>Nella tua famiglia bevono il tuo amaro? Se no, che cosa bevono e perché.</strong><br />
Assolutamente sì&#8230; mio fratello e in particolare sua moglie sono ottimi clienti e in generale nei frigoriferi di famiglia non manca mai.</p>
<p><strong>Confessa: tua moglie l’hai conquistata facendola ubriacare?</strong><br />
Mia moglie l’ho conquistata da ubriaco… meglio soprassedere.</p>
<p><strong>Come spiegherai a tuo figlio che lavoro fai? </strong><br />
Fa un po’ brutto detto così&#8230; gli spiegherò che papà per un periodo della sua vita ha prodotto una bevanda spiritosa che ha fatto bene a tante persone, poi ha venduto il brevetto al Sig. Franco Montenegro ed è per questo che adesso vivi all’interno del Castello di Brescia che <em>paparino</em> ha acquistato e ristrutturato… non preoccuparti <a href="http://www.musicalzoo.it/" target="_blank">zoo festival</a> lo facciamo anche quest’anno.</p>
<p><strong>Amaro o dolce: cosa scegli alla fine del pasto?</strong><br />
Amaro. Da sempre</p>
<p><strong>Convinci uno sconosciuto a ordinare il tuo amaro.</strong><br />
Caro il mio sconosciuto, il maestro Iginio Massari insegna che il dolce arrivando a fine pasto, o è buono o meglio non mangiarlo… lo steso vale per l’amaro. Bevilo solo se buono. Bevi Zerotrenta.</p>
<p><strong>Convinci un tuo amico a ordinare il tuo amaro.</strong><br />
Non l’hai ancora provato?? Che amico del cazzo sei?!</p>
<p><strong>Convinci un astemio a bere il tuo amaro. Tutto d’un fiato, però. </strong><br />
Rubo una frase dalla rete: “L’<a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/astemio/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term" target="_blank">astemio</a> è una persona <a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/debole/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term" target="_blank">debole</a>, che cede alla tentazione di negarsi un <a href="http://www.frasicelebri.it/frasi-celebri/piacere/?utm_source=internal&amp;utm_medium=link&amp;utm_campaign=phrase_snippet_term" target="_blank">piacere</a>”.<br />
Caro il mio debole e cedevole astemio… ti voglio bene lo stesso. Comunque&#8230; bevi d’un fiato questo decotto e quasi per magia spariranno tutti i rompicoglioni che ti ripetono “ma come si fa ad essere astemi?!?!?!”</p>
<p><strong>Tre modi per bere Zerotrenta (con o senza ghiaccio, abbinato al cioccolato, freddo o caldo, aggiunto ad altro, ecc.)<br />
</strong>Il primo come piace a me. Freddo di freezer&#8230; così. Semplice; il secondo è come lo beve il nostro collaboratore e fotografo <a href="http://www.pietrolazzarini.it/" target="_blank">Pietro Lazzarini</a>: Tumbler stipato di ghiaccio tritato, Zerotrenta, scorza di limone spruzzato… provatelo è fenomenale. Terzo… Zerotrenta e Sbrisolona.<br />
<a href="https://www.facebook.com/danaciowuhrer/" target="_blank">Da Nacio</a> ne trovate a quintali.</p>
<p><strong>Tre situazioni perfette per bere 030 (alla fine di una cena romantica, dopo una grigliatona con gli amici, da soli senza nessuno che rompa le palle, ecc.) </strong><br />
Cenetta di fine estate, un tavolo di legno grezzo, le luci di piccole lampadine appese ad un pergolato, il silenzio della notte, la compagnia giusta, arriva il caffè… lascia la bottiglia e il secchio di ghiaccio.<br />
Week-end in chalet all’Alpe di Siusi, la luna piena che bacia il Sasso Piatto e il Sasso Lungo, le gambe doloranti e vive dopo la camminata pomeridiana, due sdraio, chiacchiere fino a tarda notte.<br />
Carte da cicera&#8230; sfide interminabili tra casuali e pensatori.</p>
<p><strong>Per te, la vita è amara o dolce?</strong><br />
Sono un pessimista allegro&#8230; dico amara, il dolce lo lascio a chi ne ha bisogno.</p>
<p><strong>Una battuta finale?</strong><br />
Odio Piccolo.</p>
<h3><strong><br />
Decalogo Zerotrenta (<a href="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/09/Decalogo-ZeroTrenta.pdf" target="_blank">se non lo vedi correttamente clicca qua</a>)<br />
</strong></h3>
<p><![if !IE]><iframe src="https://docs.google.com/viewer?url=http%3A%2F%2Fwww.odiopiccolo.com%2Fwp-content%2Fuploads%2F2016%2F09%2FDecalogo-ZeroTrenta.pdf&amp;embedded=true" class="pdf" frameborder="0" style="height:1000px;width:100%px;border:0" width="100%" height="1000"></iframe><![endif]><!--[if IE]><object width="100%" height="1000" type="application/pdf" data="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/09/Decalogo-ZeroTrenta.pdf" class="pdf ie">
 
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</object><![endif]--></p>
<h3>Social:</h3>
<p><a href="https://twitter.com/AmaroZerotrenta" target="_blank">Amaro Zerotrena su Twitter</a><br />
<a href="https://www.facebook.com/Zerotrenta-Amaro-Bresciano-145022365696460/" target="_blank">Amaro Zerotrenta su Facebook</a><br />
<a href="http://zerotrenta.tumblr.com/" target="_blank">Amaro Zertotrenta su Tumblr</a></p>
<h3>Web</h3>
<p><a href="http://www.amarozerotrenta.it/it/" target="_blank">www.amarozerotrenta.it</a></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels">
<tr>
<td><nobr>&nbsp;</nobr></td>
<td>
<div class="rw-left">
<div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-89940" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/09/AmaroZerotrenta_cop.jpg"></div>
</div>
</td>
</tr>
</table>
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		<title>Mi hanno ritirato la patente</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 01 Sep 2016 12:35:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[alcool]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[noa]]></category>
		<category><![CDATA[patente]]></category>
		<category><![CDATA[ritiro patente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi hanno ritirato la patente. Sotto casa mia. Erano le 02.43 di un venerdì notte, già sabato mattina. Avevo appena parcheggiato. Il motore acceso. Poco prima stavo percorrendo la via verso casa. Strada deserta, una sola macchina in lontananza procedeva in senso contrario al mio. Uno sguardo al cellulare, l’ennesimo, forse l’ultimo, leggera invasione della corsia opposta. Una sola macchina in lontananza, ancora, più vicina. Mi fa gli abbaglianti, mi incrocia e prosegue. Prendo la prima strada a destra e raggiungo casa, in un attimo. Ed eccoli. Gli abbaglianti erano gli sbirri. Neanche il tempo di spegnere il motore. Mi [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi hanno ritirato la patente. Sotto casa mia. Erano le 02.43 di un venerdì notte, già sabato mattina. Avevo appena parcheggiato. Il motore acceso. Poco prima stavo percorrendo la via verso casa. Strada deserta, una sola macchina in lontananza procedeva in senso contrario al mio. Uno sguardo al cellulare, l’ennesimo, forse l’ultimo, leggera invasione della corsia opposta.<br />
Una sola macchina in lontananza, ancora, più vicina. Mi fa gli abbaglianti, mi incrocia e prosegue. Prendo la prima strada a destra e raggiungo casa, in un attimo. Ed eccoli. Gli abbaglianti erano gli sbirri. Neanche il tempo di spegnere il motore. Mi intimano di uscire.<br />
Pre test. Rosso inferno.</p>
<p>“Ok ragazzi sono arrivato a casa, abito qui, per favore&#8230;” Lo dico con un tono che oscilla tra speranza e rassegnazione.<br />
Impassibili aprono il baule dell’alfa e mi porgono il boccaglio.<br />
“Soffi”.<br />
“Ma dai, è chiaro che sono fuori, sono stato a cena da un amico &#8211; <a title="E tu di che piazza sei?" href="http://www.odiopiccolo.com/surves/item/820-e-tudi-che-piazza-sei?.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">quello esperto di Ciloom</a> -, qui, a duecento metri, per favore, abito qui, proprio qui, quello è il portone di casa mia, sono al primo piano&#8230; quello è il mio giardino e quello è il mio albero del tramonto, per favore”.<br />
“Soffi”.</p>
<p>Primo round. Unoediciannove.</p>
<p>“Beva un po’ d’acqua, non ha un po’ d’acqua?”<br />
&#8211; Che carini &#8211; Sì sì di acqua dentro casa ne ho 6 bottiglie piene (se bevo quella del rubinetto magari il tasso alcolico cresce&#8230;).</p>
<p>“No. Non ho acqua”.</p>
<p>Secondo round. Unoedodici.</p>
<p>“Siate buoni ragazzi, sono arrivato a casa, è quella lì&#8230; e quello è il mio vicino che spia&#8230;”</p>
<p>Comincia a salirmi l’alcool.<br />
Prima non ero ubriaco, lo giuro. Mezzo litro di vino a testa a cena, due amari (uno shottino di rum finale). Non ero ubriaco, ma poi è salito, l’alcool, e insieme è salita la rabbia.<br />
Inflessibili, i due (sempre in coppia, quello novello e l’anziano, entrambi giovani, forse più di me) rientrano in macchina a scrivere la sceneggiatura del mio imminente futuro.</p>
<p>Io aspetto appoggiato alla mia macchina, a cui dico addio. Li fotografo.<br />
Ripercorro a ritroso la notte. Sono un coglione. Quattro sequenze a stacco. Un racconto fluido e coerente in modo drammatico.  Dallo shottino di rum allo Champagnone di Viselli. Al centro due amari (o tre?) e mezzo di rosso (siamo sicuri?) . Un prologo e un epilogo. La scelta di prendere la macchina per fare 2 chilometri (ma non erano duecento metri?), la scelta di guidare fino a casa, tanto sono le tre di notte. Perché voglio essere salvato?<br />
Come possono credere che non stia tornando dal <a title="Bolgia Discoteca a Bergamo" href="http://www.bolgia.info/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Bolgia di Bergamo</a> o dalla <a title="Osteria Croce Bianca" href="http://www.tripadvisor.it/Restaurant_Review-g194702-d2688629-Reviews-Osteria_Croce_Bianca-Brescia_Province_of_Brescia_Lombardy.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Croce Bianca</a>?<br />
Non andrò mai a vedere al cinema il Piccolo Principe&#8230;eppure lo sapevo, lo sapevo che poteva capitare.<br />
Resto un coglione.</p>
<p>Poi dal finestrino mi dicono di firmare il verbale. Non lo faccio. Anzi.<br />
“Siete i più grandi figli di troia che abbia mai incontrato in vita mia, proprio dei bastardi”. Peggioro la situazione.<br />
“Sono a casa, vado a dormire, quella lì&#8230; è casa mia&#8230;”<br />
Vedo la patente sul cruscotto. La mia foto da ricercato.<br />
“Bastardi, pezzi di merda” mi allontano, verso casa, ormai è finita&#8230; “Bastardi” urlo ancora, e il vicino chiude le imposte, non si sa mai&#8230;</p>
<p>Sfrecciano via, i due sbirri, senza reagire (ma questo è tutto da vedere). Hanno fatto il loro lavoro. Correttamente. Saranno abituati, credo (e spero), a certe esternazioni esasperate.<br />
Non conosco nessuno, a cui hanno sequestrato la patente, che non si definisca un perseguitato o il più sfortunato tra gli esseri umani. <a title="Vecchioni patente sequestrata" href="http://milano.repubblica.it/cronaca/2013/10/23/news/brescia_positivo_all_alcoltest_vecchioni_condannato_a_2_mesi-69263776/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sfiga vuole che quelle sera avessi assunto dello sciroppo a base di destrometorfano bromidrato.</a></p>
<p>Guida con tasso alcolemico compreso tra 0,5 e 0,8 grammi per litro ammenda da 500 a 2000 euro. Sanzione amministrativa.</p>
<p><strong>Guida con tasso alcolemico tra 0,8 e 1,5 g/l</strong> ammenda da 800 a 3200 euro, arresto fino a 6 mesi, sospensione patente da 6 mesi a 1 anno.<br />
Arresto fino a 6 mesi&#8230; Qui siamo nel penale.</p>
<p>Poi c’è la soglia successiva. Ma non riguarda me ed è un dramma (<a title="Cosa dice la legge" href="http://www.aci.it/laci/sicurezza-stradale/alcool-e-guida/cosa-dice-la-legge.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">se vi interessa leggete qui</a>). Sfiora la pena capitale&#8230;</p>
<p>Sono un delinquente. Cantone mi aspetta. L’albergo, come lo chiamava il mio amico Succo&#8230;</p>
<p>Potrò sostituire la pena, detentiva e pecuniaria, con un lavoro di pubblica utilità, un’attività non retribuita a favore della collettività, da svolgere in una pubblica amministrazione, un ente o un’organizzazione di assistenza sociale o volontariato nella provincia di residenza.<br />
Il vantaggio è evidente: oltre a non dover scontare la pena in carcere e a non dover pagare l’ammenda, la mia fedina penale rimarrà pulita. Farò così.<br />
Il “mio” avvocato (fa figo dire così) mi ha detto che me la posso cavare con dieci dodici ore.<br />
Mi racconta di quello che è stato assegnato alla “casa degli alpini”.<br />
Beveva tutto il giorno e tornava a casa in bici. Ubriaco.<br />
Ma una decina di giorni nella leggendaria prigione cittadina non mi farebbero schifo. Un’esperienza che mi manca. Leggerei un sacco di libri e uscirei super muscoloso e pieno di tatuaggi&#8230;<br />
L’unico problema è il mio fisico minuto.<br />
Il peggiore incubo di quasi tutti gli uomini ha i contorni sfumati di una saponetta&#8230;<br />
Leggende?</p>
<p>La prima notte senza patente è quella più drammatica. Anche perché sei ancora ubriaco.<br />
Dovrò dirlo ai miei, la mia ragazza mi ucciderà. Sono una merda. Ecco, la ciliegina sulla torta, vita de merda. Dovrò dipendere da qualcuno per la maggior parte dei mie spostamenti.</p>
<p>Poi, quando il “down” termina si prova uno strano senso di euforia.<br />
Ho quasi 40 anni.<br />
Ho sempre avuto il culo incollato sulla macchina. Riscoprirò Brescia. Prenderò la nuovissima metropolitana più spesso. Andrò avanti e indietro. Da Santa Eufemia a Prealpino .<br />
A Gussago però, zona industriale, la metro non arriva. E io lavoro lì.<br />
Fortunatamente non rischio di perdere il posto. Basta che lo raggiunga, in qualche modo, ogni giorno. Fortunatamente non faccio il commerciale, aggiungo. Fortunatamente non ho figli e non faccio il commerciale. Non dovrò destinare tutto il mio stipendio a un autista “sciacallo”.<br />
<a href="http://www.odiopiccolo.com/vi-porterei-a-cene-sulle-stelle/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Non ho figli</a>.<br />
Andrò più spesso in bicicletta. Sentirò nuovi e vecchi profumi. La mattina saluterò il lattaio e il postino (e la guardia comunal&#8230; ).</p>
<p>Però è inverno, seppur mite, e il freddo, la sera, non è gentile.<br />
Vaffanculo. È una menata pazzesca dai..<br />
Nel giro di tre mesi mi restituiranno la patente in via cautelare. Tra due mesi dovrò fare gli esami del sangue e dovrò presentare il mese successivo i risultati alla Commissione Patenti: Emocromo, Transaminasi, Gamma GT e CDT (la ormai leggendaria Transferrina desialata). Per un non precisato lasso di tempo, precedente gli esami del sangue, non dovrò bere nulla di alcolico. E come si fa? Va be’, mi sgonfierò un po’ dai.<br />
C’è il rischio che mi facciano pure il test del capello. Se analizzandolo troveranno una concentrazione di EtG (<a title="ETILGLUCURONIDE (EtG)" href="http://www.labanalisibruno.it/etilglucuronide.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’Etilglucoronide</a> sì, proprio lui &#8211; chi non lo conosce?) compresa tra i 30 e i 50 bilionesimi di grammo per ogni milligrammo (pg/mg) sarò etichettato come un consumatore abituale di alcool. Se supererò i 50 sul mio dossier apparirà in rosso la parola “DIPENDENZA”.<br />
Confido di risultare un consumatore occasionale, moderato (da 7 a 30).</p>
<p>Quello che mi spetta adesso è comunque un calvario con tutti i crismi.<br />
Come già detto, tra tre mesi mi restituiranno la patente (in via cautelare, provvisoria, poiché la determinazione finale della sanzione spetta ad un organo giurisdizionale, non al prefetto). Il rinnovo sarà valido per pochi mesi. Sei? Poi altre analisi, altre visite, altri soldi buttati nel cesso. E così via per tre o quattro volte. Per una decina di anni.</p>
<p><em>Tutori della Legge</em>, lo so che fate solo il vostro dovere (anche se il dubbio che ci guadagnate qualcosa resta&#8230; A cottimo?) ma, e di questo non sono sicuro, ci vorrebbe un metro di giudizio un pochino più equilibrato. Non so in quale forma, mi rendo conto sia complicato e dispendioso. Mi rendo conto che l&#8217;inasprimento delle pene previste in caso di guida in stato d&#8217;ebrezza rappresenti un buon deterrente. Ma qualcosa, seppur sfocato, non mi torna.</p>
<p>Ad esempio.<br />
Sembro spesso uno pseudo tossico-dipendente. Una volta stavo portando lo sporco (differenziato) ai bidoni vicino casa. Ero in tuta, trasandato. Una volante mi accosta e i due sbirri mi chiedono in tono arrogante i documenti. Quindi oltre che un tossico sembravo anche un clandestino. Con la pattumiera.  I documenti non li avevo ovviamente, sono scesi e mi hanno picchiato a sangue&#8230; Scherzo dai, di fronte alle mie ragionevoli spiegazioni in italiano (occhio ora ai detrattori) se ne sono andati&#8230;</p>
<p>Voglio dire che l’abito fa il monaco e lo fa anche il sesso (inteso come genere), così come la nazionalità, la lingua, l’accento, il colore della pelle. E lo fa anche e soprattuto il rango, status sociale. Questo capita ovunque, in qualsiasi ambito.<br />
Non ho provocato incidenti, sono arrivato a casa. Vado a dormire. Lasciatemi andare.<br />
Ho quasi 40 anni. Ho percorso poche centinaia di metri. Non sono ubriaco.<br />
Ho una spelacchiata barba da Hipster sbagliato (come il Negroni) e sono vestito male. Non indosso un abito attillato e non profumo di lavanda.</p>
<p>Perché cari <em>tutori della Legge</em> quando passo da viale Piave la notte siete sempre fermi a “fare i fenomeni” con tutti gli angeli in minigonna (ma che belle sono le pöte di Viale Piave?).<br />
Perché tante volte vi bastano due occhioni e ciglia lunghe “per lasciare stare”?<br />
Non ditemi che non è vero. Ho anche io qualche amica figa e a tutte è successo, almeno una volta. Comunque in qualsiasi modo guardi e analizzi questa situazione resto sempre io il coglione. Non dovevo mettermi al volante ubriaco. Punto. Non per un eventuale incidente che avrei potuto causare (ero consapevole di aver bevuto un po&#8217;, sarei andato piano, erano le 3 di notte, la strada era deserta) ma per non dover affrontare tutta la via crucis che mi aspetta nei prossimi anni.<br />
Il giusto prezzo da pagare? Non lo so, forse.</p>
<p>Io non ho figli e non sono un commerciale, me la caverò&#8230; ma mi metto nei panni di chi con la patente ci vive, di chi è stato ad una cena nel ristorante a un chilometro da casa, di chi ha bevuto un po’ per festeggiare la nascita del suo quarto figlio, di chi sta tornando a casa e che domani dovrà andare da quel cliente, l’unico che paga regolarmente.<br />
Rovinato&#8230; ma come me resta un coglione. Tale e quale.</p>
<p>(&#8230; viva l&#8217;agente lo trovi ovunque vai&#8230;)<br />
<em>(Continua)</em></p>
<p><a href="http://www.odiopiccolo.com/ex-polveriera-il-mio-nome-e-h24-e-ho-un-carceriere/">Leggi la seconda parte &#8220;Il mio nome è h24 e ho un carceriere.&#8221;</a><br />
<a href="http://www.odiopiccolo.com/ciao-mi-chiamo-sivo-e-non-bevo-da-40-giorni/">Leggi la terza parte &#8220;Ciao, mi chiamo Sivo e sono 40 giorni che non bevo.&#8221;</a><br />
<a href="http://www.odiopiccolo.com/commissione-patenti-di-brescia/">Leggi la quarta parte &#8220;Quelli della Commissione Patenti di Brescia&#8221;</a></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels">
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<td><nobr>&nbsp;</nobr></td>
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<div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-4190" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/09/Mi-hanno-ritirato-la-patente.jpg"></div>
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</td>
</tr>
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<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/mi-hanno-ritirato-la-patente/">Mi hanno ritirato la patente</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Il trancorio, storia di una lingua tutta bresciana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 09:12:16 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Trancorio forse nasce a Brescia all’inizio degli anni &#8217;80. Forse il Trancorio nasce a Milano sempre nello stesso periodo. Ci sono diverse scuole di pensiero. Ricordo il comico Maurino (Mauro di Francesco) nel ruolo di un portiere d’albergo nano (dal busto spuntavano solo i piedi senza gambe) utilizzare già all’epoca il termine gaffi. Anche il commendator Camillo Zampetti (il compianto Guido Nicheli) parlava Trancorio in alcuni suoi film. Ricordo soprattutto alcuni episodi de &#8220;I ragazzi della terza C&#8221;, dove l’imprenditore di salumi si rivolgeva a “Biancaneve” (il fido domestico ronne) utilizzando espressioni al Trancorio, ma perlopiù era sempre la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Trancorio forse nasce a Brescia all’inizio degli anni &#8217;80.<br />
Forse il Trancorio nasce a Milano sempre nello stesso periodo.<br />
Ci sono diverse scuole di pensiero.</p>
<p>Ricordo il comico <strong>Maurino</strong> (Mauro di Francesco) nel ruolo di un portiere d’albergo nano (dal busto spuntavano solo i piedi senza gambe) utilizzare già all’epoca il termine gaffi.<br />
Anche il commendator <strong>Camillo Zampetti</strong> (il compianto Guido Nicheli) parlava Trancorio in alcuni suoi film.<br />
Ricordo soprattutto alcuni episodi de &#8220;I ragazzi della terza C&#8221;, dove l’imprenditore di salumi si rivolgeva a “Biancaneve” (il fido domestico ronne) utilizzando espressioni al Trancorio, ma perlopiù era sempre la parola “gaffi” a essere pronunciata.</p>
<p>É di fatto a Mompiano, ribattezzata in quegli anni <strong>Mompracen</strong> (le tigri di Mompiano, “isoletta” di Brescia), che questa lingua prende vita e forma, subisce trasformazioni.<br />
I giovani potevano parlare liberamente tra loro e trasmettersi messaggi in codice senza correre il rischio di essere capiti.<br />
Diventava possibile così insultare una donna seduta di fronte sul bus dicendo ad alta voce: “Dargua la chiavve di darme branse uno strommo rimmano!”.</p>
<p>Occorreva fare attenzione però.</p>
<p><div style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" title="maga Ornella Brunelli" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/surves/ornella.jpg" alt="La gamma Ornella Brunelli - trancorio" width="250" height="220" border="0" /><p class="wp-caption-text">La gamma Ornella Brunelli</p></div></p>
<p>Ricordo un mio caro amico, fuori dal bar Beccaria, annunciare eccitato l’arrivo della pestunda <strong>maga Ornella</strong> in compagnia del suo noerme compagno ronne:<br />
“La gamma! la gamma!”, urlò saltando felice.<br />
Ma la gamma capì e seppur non fosse stata esplicitamente offesa, lo fulminò con lo sguardo lanciandogli una terribile maledizione (maledizione che si diceva potesse essere sconfitta solo trascorrendo un lungo periodo in Tanzania).</p>
<p>L’utilizzo di questa strana lingua simile al verlan francese (che appunto significa contrario) si diffuse rapidamente obbligando la ristretta community a creare una specifica grammatica.<br />
Le regole base sono all’apparenza molto semplici.<br />
Basta invertire la seconda sillaba di una parola con la prima.<br />
Così pane diventa neppa, muro rommu, culo loccu.<br />
Queste, tuttavia, sono parole semplici, formate da solo due sillabe, dove la seconda inizia con una consonante.<br />
Come avrete certamente notato la prima lettera della seconda sillaba viene raddoppiata, per dare maggior enfasi alla parola stessa.<br />
Per le parole che hanno più sillabe la regola vale allo stesso modo. Ma la costruzione del nuovo termine diventa più complessa.<br />
Provate a pronunciare al Trancorio le parole “corrugare, espletare, inficiare, attitudine”.<br />
Le risorse cognitive sono poco attrezzate per un simile sforzo e si fa quindi molta più fatica.<br />
Corrugare ruccogare, espletare pleestar(r)e, inficiare fiinciar(r)e, attitudine tiattudine.<br />
Ci vuole una buone dose di attenzione e un discorso complesso al Trancorio può diventare davvero faticoso, sia da pronunciare che da comprendere.<br />
Non mancano poi numerose licenze poetiche.<br />
Così espletare può diventare pleestarre con una doppia r, licenza ammessa, quasi una finezza&#8230;ma anche pleesc(h)tarre potrebbe essere ammesso, con la sc di scivolo.<br />
Parole in cui la prima sillaba inizia con una vocale sono chiaramente più difficili da trasformare, poiché come nel caso di “inficiare” bisogna essere bravi a dare enfasi alla doppia vocale risultante dalla conversione.</p>
<p><div style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="" title="area di broca e wernicke" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/surves/language2011.jpg" alt="area di broca e wernicke" width="300" height="231" border="0" /><p class="wp-caption-text">area di broca e wernicke</p></div></p>
<p>E la parola “occorre” come la tradurreste in Trancorio?<br />
La risposta corretta è “coocrre”.<br />
Una splendida parola.<br />
Difficile però che possa essere compresa al volo anche da un interlocutore esperto. Per questo motivo è più facile venga tradotta con il ben più familiare <em>coorre</em>, in cui vengono trasgredite le regole base prediligendo la fluidità e la conseguente maggior fruizione della parola.</p>
<p>L’area di <strong>Broca</strong> (quella parte dell’emisfero sinistro del cervello la cui funzione è coinvolta nell’elaborazione del linguaggio) potrebbe quindi avere serie difficoltà nel trasformare in Trancorio parole troppo complesse.<br />
Così come in un ipotetico ascoltatore si potrebbe inceppare l’area di <strong>Wernicke</strong> (la destra) qualora fosse obbligato a interpretare un messaggio composto da parole così complesse.<br />
E’ per questo motivo che il Trancorio venne per lo più utilizzato estemporaneamente con combinazioni semplici e a effetto (a volte singole parole) che a poco a poco entrarono nel lessico quotidiano di molti giovani.</p>
<p>Facciamo degli esempi:<br />
Gaffi<br />
Tappuna<br />
Darme<br />
Chiovve<br />
Lobbe, labbe<br />
Lappeto<br />
Strommo</p>
<p>Proseguiamo poi con alcuni aggettivi dimostrativi:<br />
Stoqque<br />
Loqque<br />
Ma come si scrivono correttamente?<br />
Nella lingua italiana non esistono parole con la doppia q (o meglio, come mi ha fatto notare L.P., ne esiste solo una, <em>soqquadro</em>).<br />
I linguisti studiosi del Trancorio hanno quindi introdotto questa peculiarità abbandonando presto l’idea di utilizzare il più familiare cq di acqua (che avrebbe reso comunque il senso di &#8220;doppia&#8221;).</p>
<p>Inoltre alcune parole con il passare degli anni si trasformarono.<br />
Scarpe persca divenne uersca.<br />
Pizza zappi divenne uappi.<br />
Capelli peccalli divenne ueccalli.</p>
<p>Conosco una persona che ancora oggi si esprime spesso in Trancorio, è un suo marchio di fabbrica, uno stile di vita.<br />
Solo pochi riescono a seguire interamente i suoi discorsi, solo chi ha studiato la “lingua”.<br />
Gestisce un noto bar in centro (in via Trieste) e da lui si possono imparare tantissime nozioni su questa lingua sempre in evoluzione.<br />
Sì, perché nel tempo si sono sviluppate diverse scuole di pensiero, ma solo poche persone hanno la piena padronanza della lingua e conoscono a fondo le sue incredibili sfumature.<br />
N. è tra questi pochi eletti. Andate a trovarlo.</p>
<p>Verso la metà degli anni &#8217;90 il Trancorio conobbe, poi, un periodo molto oscuro.<br />
Chi lo parlava era considerato un po’ sfigato e a poco a poco questo modo di esprimersi cadde nel dimenticatoio.<br />
Ma il tutto contribuì paradossalmente a rafforzare questa lingua, a creare una sorta di mito.<br />
Un manipolo di nostalgici, infatti, riprese qualche anno dopo a utilizzarla con l’intenzione di rievocare ironicamente un modo di parlare grottesco che aveva segnato un’epoca.<br />
Il risultato fu sorprendente.<br />
A poco a poco Il Trancorio riprese a vivere e coinvolse anche le nuove generazioni.<br />
Di più. Ci sono padri e madri che capiscono perfettamente il senso di molte parole pronunciate al Trancorio.<br />
Forse hanno difficoltà a esprimersi ma la comprensione non rappresenta di certo un problema.<br />
Comunicare in codice resta un bisogno primordiale e il Trancorio offre questa possibilità.<br />
Così durante un pasto si può sentire sovente l’espressione ”<em>sappami il lessa</em>”, oppure il sempre di moda giudizio lapidario su di una pietanza cucinata dalla chiavve: “<em>fa foschi</em>” (anche qui la pronuncia può essere impreziosita con un dolce e musicale sc di scivolo).<br />
Che dire poi di espressioni nate da parole già trancorizzate.<br />
Per restare in tema da “foschi” sono nati tanti derivati.<br />
Foschirria, termine con cui si definiscono situazioni o un insieme di cose appunto schifose.<br />
Foschizzu, che ha lo stesso significato di foschi quindi di schifo ma meno categorico, più leggero quasi.<br />
Foschizzina, epiteto appioppato (e mai più ahi lei cancellato) a una povera ragazza troppo minuta e dall’aria poco pulita.</p>
<p><div style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" title="fiorello" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/surves/fiorello.jpg" alt="fiorello - trancorio" width="250" height="315" border="0" /><p class="wp-caption-text">Branse reffiollo</p></div></p>
<p>Il Trancorio è divenuto col tempo anche un espediente per addolcire particolari insulti che se pronunciati correttamente suonerebbero sicuramente più offensivi.<br />
&#8220;<em>Sei una darme</em>&#8221; è sicuramente più amichevole di “<em>sei una merda</em>”.<br />
Glioccone, statte di zocca, glioffi di tappuna, lappeto di gaffi, i simpaticissimi “ticcreno e pistudo” sono tutti epiteti molto più leggeri e scanzonati degli originali.<br />
Leggendario, poi, l’insulto molto generico che si dava a metà anni &#8217;90 a qualsiasi persona dall’aria un po’ tamarra: <em>branse Reffiollo</em>. Ricordate?</p>
<p>Negli ultimi anni si è sviluppato poi un ulteriore filone linguistico direttamente dal Trancorio.<br />
Il “contrario”, che non nient’altro che il Trancorio del “Trancorio”.<br />
Si basa unicamente sulla consapevolezza di chi parla di pronunciare una frase strutturata al Trancorio ribaltandone nuovamente la disposizione sillabica utilizzando le medesime regole grammaticali del “Trancorio”.<br />
Il risultato stupefacente è il ritorno all’origine della lingua.<br />
Solo uno stato mentale, quindi.</p>
<p>Concludo dicendo che quest’articolo nasce dall’esigenza di rivendicare la paternità di uno slang nato e formatosi a Brescia.<br />
Una vera e propria lingua che ha pochi professori e tanti seguaci.<br />
Una lingua affascinante che tuttavia troppe volte viene usata a sproposito commettendo errori grossolani.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels">
<tr>
<td><nobr>&nbsp;</nobr></td>
<td>
<div class="rw-left">
<div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-410" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/04/trancorio.jpg"></div>
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		<title>Ciao, mi chiamo Sivo e sono 40 giorni che non bevo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 Apr 2016 18:49:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
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		<category><![CDATA[alcool]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mio nome in codice sarà SIVO (giocando con il mio cognome e nome). Dicono per privacy ma il segretario al di là del vetro della reception mi chiede nome e cognome e motivo della mia presenza. E non sente nemmeno bene. Mi hanno ritirato la patente urlo, sono qui per quello. Lei è scusi? Cazzo&#8230; Nell&#8217;angusta sala d’attesa dell’Asl di via Giusppe Gheda sfoglio una rivista inizio anni 90. Un cimelio, magari vale anche qualcosa, penso. Sono incuriosito dalle pubblicità dell’epoca e da come venivano impaginate: “Bebi Mia, il tuo più grande amore di mamma.” Due pagine. In quella [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/ciao-mi-chiamo-sivo-e-non-bevo-da-40-giorni/">Ciao, mi chiamo Sivo e sono 40 giorni che non bevo.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio nome in codice sarà <em>SIVO</em> (giocando con il mio cognome e nome). Dicono per privacy ma il segretario al di là del vetro della reception mi chiede nome e cognome e motivo della mia presenza. E non sente nemmeno bene. Mi hanno ritirato la patente urlo, sono qui per quello.<br />
Lei è scusi? Cazzo&#8230;<br />
Nell&#8217;angusta sala d’attesa dell’Asl di via Giusppe Gheda sfoglio una rivista inizio anni 90. Un cimelio, magari vale anche qualcosa, penso. Sono incuriosito dalle pubblicità dell’epoca e da come venivano impaginate: “Bebi Mia, il tuo più grande amore di mamma.” Due pagine. In quella destra una bambina mora con un caschetto osceno che sorride accovacciata dietro al lettino/giocattolo sui cui impera Bebi Mia, una bambola bionda pettinata allo stesso modo. Nell’altra, prosegue il lettino con in bella vista un kit di vestitini . E poi un Jerry Calà, con una folta chioma, nella sua epica espressione con labbra stirate leggermente all’indietro incurvate verso il mento sorretto da pollice e indice. “Sega Master System 2. Libidine”. Idolo. Anni luce fa.</p>
<p>Sono al primo colloquio al centro<a href="http://www.aslbrescia.it/bin/index.php?id=1489" target="_blank" rel="noopener"> Noa di Brescia (Nucleo Operativo Alcologia)</a> per una diagnosi multidisciplinare dell’abuso o dipendenza da alcool.</p>
<p>Mi chiedo come diavolo sia finito qui. Ma la risposta è sempre la stessa. <a href="http://www.odiopiccolo.com/mi-hanno-ritirato-la-patente-sono-un-coglione/">Sono un coglione</a>.</p>
<p>L’infermiera, cortese, mi pone alcune domande trabocchetto.<br />
&#8211; A che età ha assunto per la prima volta alcool?<br />
&#8211; Bah, vediamo, credo di aver bevuto la prima birra a sedici diciassette anni.<br />
&#8211; Beve regolarmente?<br />
&#8211; No. Solo in occasioni speciali, cene o uscite con amici.<br />
Immagino qualcuno che risponde: all&#8217;età di 6 anni ho bevuto il mio primo bicchiere di rum e sì, la prima cosa che faccio appena sveglio è bere un fresco calice di bianco, verso le dieci bevo il secondo e pasteggio con una bossa di rosso.<br />
La sera sto leggero. Vodka liscia.<br />
Discuto del paradosso di questa situazione con lei, che mi guarda assorta nei suoi pensieri, come se il disco delle scuse e della propria presunta innocenza si ripetesse nelle sue stanze ogni giorno allo stesso modo. Come darle torto.<br />
E poi ci sono quelli della commissione patenti. Attacco. Arroganti, prepotenti e presuntuosi. Ti trattano come l’ultimo degli stronzi sembra godano nel vederti inerme in loro potere, della tua situazione inevitabilmente sottomessa.<br />
Chi sono? Tutti medici mi dice. Nessuno escluso. Che umanità e professionalità, penso.<br />
&#8211; È la prima volta che le sospendono la patente?<br />
&#8211; No.<br />
(Recidivo).<br />
Attimo di silenzio e sguardo veloce.</p>
<p>Fortunatamente sono nato lo stesso giorno di sua figlia e il ghiaccio un po’ si sgela. Ma resto un numero, un nome in codice. Non sono nessuno. Se non una persona con dei <em>seri</em> problemi legati all’alcool.</p>
<p>Ora avrò l’incontro con il medico che valuterà le solite analisi del sangue da farsi nell’immediato. Sorrido perché sono 40 giorni che non tocco una goccia di alcool (anche se questo fa molto alcolizzato). L’analisi del capello è prevista per Febbraio. Fino a quel momento non dovrei più bere, o quantomeno limitarmi il più possibile.</p>
<p>L’infermiera mi fissa il primo appuntamento con il medico a me dedicato che valuterà e relazionerà il mio dossier.</p>
<p>Il giorno stabilito il dottore si presenta con un’ora di ritardo. Ho il sospetto che considerino il mio tempo meno importante del loro. Attorno a me personaggi sinistri. C’è un tipo identico a Gerard Depardieu, solo con il naso, se possibile, più rosso e gibboso. Si lamenta del “sistema” e con un forte e divertente accento meridionale mi racconta le sue disavventure con la legge. C’è una coppia di ragazzi, più giovani di me. Da dietro lei cattura la mia attenzione. Davanti è devastata in volto, ed emette rumori assordanti con il naso, come se avesse appena pippato una quantità letale anche per un cavallo di cocaina e avesse una narice ostruita da una pallina bianca che deve espellere. E come un cavallo nitrisce.</p>
<p>Nel paradosso della situazione non perdo l’ottimismo. Anzi. Alzo la voce con il povero dipendente segretario del Noa, cercando di apparire come un imprenditore di successo che misura con estrema cura ogni secondo del suo preziosissimo tempo. Un po’ come il favoloso White Rose, enigmatico leader della Dark Army in Mr. Robot. Sortisco si vede qualche effetto, tanto che il sopraggiunto medico si scusa ossequioso tutto trafelato.<br />
Non può visitarmi dice, non c’è più tempo (grazie al cazzo). Dobbiamo rimandare il tutto tra un mese. Legge le analisi del sangue. Sono perfette ma nonostante ciò mi ordina di ripeterle dopo due settimane. Percepisco che è solo una sua scelta che non sta seguendo nessun protocollo. Scrutando tra le mie abitudine emerge una faccenda che accomuna entrambi. Miracolo. Diventiamo all’improvviso quasi fratelli. Questo è culo. Non cambierà molto, anche lui è un ingranaggio dell’immensa macchina burocratica in cui sono intrappolato, ma tanto basta per procrastinare i prossimi famigerati e costosi esami di due mesi. Posso tornare a respirare. A bere di tanto in tanto un po’ di vino senza la paura di un controllo estemporaneo (almeno spero). Sì, perché c’è il rischio che da un giorno con l’altro ti chiedano di fare le analisi e di portarle immediatamente per esaminarle.</p>
<p>Ma come? Stasera ho invitato alcuni amici per festeggiare la nascita di mio figlio e non posso bere qualche bicchiere di vino rosso e una grappa? No. Non puoi.<br />
Diciamo che in sé il protocollo non sarebbe nemmeno errato. Se arrivi al NOA significa che qualche problema effettivamente di fondo c’è. Il difetto di forma sta nel fatto che anche una persona senza problemi di alcool, come me, può finire nel vortice, venire risucchiata e trattata come l’ultimo degli ubriaconi. Basta essere beccati una delle rare volte che hai esagerato. E a quel punto non reggono le scuse.<br />
Il medico mi consiglia (ma suona più come un obbligo) di frequentare da lì a due settimane una sessione di terapia di gruppo, un incontro informativo sugli aspetti sanitari e legali correlati all’alcool.<br />
Stile film americano (ambientato più precisamente ad Akron nell’Ohio), seduti formando un semicerchio. Su di una parete, quella libera, sono proiettate slide divertenti informative sull’abuso di alcolici. Relatori uno psicologo psicoterapeuta e una dottoressa. Entrambi stucchevolmente affabili. Prima di entrare nella stanza veniamo tutti sottoposti all’etilometro. Sorrido in fila indiana. C’è anche Gerard Depardieu dietro di me. Sono le dieci del mattino. Difficile che qualcuno risulti positivo al test. Ma è il protocollo. Facce tutte diverse, che raccontano tante storie. Uno pseudo Skinhead incazzato con il mondo. Un africano che parla a stento italiano. Un cinese che continua a sorridere affiancato dalla sua interprete, unica donna del gruppo (ma innocente). E poi Gerard, due ragazzi più giovani di me, di cui uno fighetto, due volontari ex alcolizzati, un uomo rabbuiato che non potrà più lavorare perché beccato sul posto di lavoro. Sapevate che chi ha la patente C e viene pizzicato in macchina anche con un solo bicchiere di vino in corpo è punibile con il ritiro della patente? Sì, perché un camionista rientra nella tolleranza zero, come i neopatentati. E non importa se non guidi il camion da una vita o se non hai la minima intenzione di farlo. Se hai la lettera C segnata sulla patente, anche solo per sfizio, non puoi assumere una goccia di alcool e metterti al volante della tua auto. Lo Skinhead non proferisce parola, ha lo sguardo truce, fiero. Di cosa poi non lo so. La seduta dura due ore. Sono curioso di sapere come si svolgerà il test del capello. Quanto sia invasivo e se rischio qualcosa avendo assunto negli ultimi sei mesi dell’alcool, seppur moderatamente. La dottoressa mi risponde che il test  riesce a scorgere anche la minima traccia di alcool assimilata. Sono nella merda quindi?<br />
Anche qui c’è un range di tolleranza.</p>
<p>Se analizzandolo troveranno una concentrazione di EtG (<a href="http://www.labanalisibruno.it/etilglucuronide.html" target="_blank" rel="noopener">L’Etilglucoronide</a> sì, proprio lui &#8211; chi non lo conosce?) compresa tra i 30 e i 50 bilionesimi di grammo per ogni milligrammo (pg/mg) sarò etichettato come un consumatore abituale di alcool. Se supererò i 50 sul mio dossier apparirà in rosso la parola “DIPENDENZA”.<br />
Confido di risultare un consumatore occasionale, moderato, da 7 a 30 (1).</p>
<p>Intanto l’africano si preoccupa di esporre la sua storia. Stenta, non capisce. Ha perso il lavoro a seguito del ritiro. Ha bevuto in pausa pranzo e poi si è messo alla guida del muletto. Dice di avere una moglie e due bambini a carico. Non si può fare nulla. Il brusio dell’interprete fa da sottofondo e stempera il dramma di queste situazioni, scaturite per leggerezza, un bicchiere di troppo e che possono rovinarti la vita. Gerard racconta la sua. A lui la polizia ha confiscato anche la macchina e ciò fa supporre che avesse un tasso alcolemico superiore a 1,50. Giocherella con una sigaretta, ha le guance rosse e i capelli unti, lunghi. Avrà 50 anni, penso, e lo immagino inveire conto i poliziotti colpevoli di averlo fermato. La burocrazia l’ha intrappolato in una ragnatela, come tutti noi. Il fighetto sorride sotto i baffi, che non ha. Sfoggia un ciuffo alla Fiumani, ma avrà la metà dei suoi anni ed è inconsapevole, leggero. Il Giapponese è un enigma e la sua interprete non credo parli italiano. Chissà che cosa gli racconta (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=5iFJd2Rm9UA" target="_blank" rel="noopener">per me è la macc&#8230;</a>).</p>
<p>Prendono la parola i due volontari, ex alcolizzati ora astemi, che non toccano un goccio di vino da vent&#8217;anni. La loro è una missione. Mi immagino per un istante al loro posto, dopo una serie infinite di sventure. Sciorinano consigli e avvertimenti. Sembra tutto ovvio e scontato ma non lo è.<br />
L’alcool è una sostanza tossica che altera il proprio organismo e la percezione. È classificato dall&#8217;organizzazione mondiale della sanità (<a href="http://alcol.dronet.org/sostanza/oms.html" target="_blank" rel="noopener">OMS</a>) fra le droghe ed è causa di una dipendenza il cui grado è superiore rispetto alle droghe più conosciute.</p>
<p>Termina la sessione, lo Skinhead fugge, stringo mani, Gerard si accende finalmente la sua sigaretta, io  mi avvio verso casa.<br />
<i>(Continua)</i><br />
<a href="https://www.odiopiccolo.com/mi-hanno-ritirato-la-patente/">Leggi la prima parte &#8220;Mi hanno ritirato la patente&#8221;</a><br />
<a href="https://www.odiopiccolo.com/ex-polveriera-il-mio-nome-e-h24-e-ho-un-carceriere/">Leggi la seconda parte &#8220;Il mio nome è h24 e ho un carceriere&#8221;</a><br />
<a href="https://www.odiopiccolo.com/commissione-patenti-di-brescia/" target="_blank" rel="noopener">Leggi la quarta parte &#8220;Quelli della Commissione patenti di Brescia&#8221;</a><br />
(1)  da <a href="https://www.odiopiccolo.com/mi-hanno-ritirato-la-patente/">“Mi hanno ritirato la patente.</a>”, <a href="https://www.odiopiccolo.com">www.odiopiccolo.com</a> del 31 Gennaio 2015.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/ciao-mi-chiamo-sivo-e-non-bevo-da-40-giorni/">Ciao, mi chiamo Sivo e sono 40 giorni che non bevo.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Quel sublime &#8220;momento di meditazione&#8221;&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 21:17:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>All’una e trenta iniziava su Primarete il programma condotto da Selen. Piccoli uomini eccitati si sintonizzavano puntuali sull’emittente televisiva oggi di proprietà di TeleColor per ammirare le grazie dell’avvenente pornostar stesa su di un divano di pelle (con la radio che urla buone vacanze&#8230; cit.) La bella e procace Luce Caponegro presentava le ultime novità home video del porno. A27, Teen. Ottimo inizio. Sulle note di Hotel California il nostro rito notturno poteva cominciare. Ambientazioni stile fotoromanzo. Una segretaria con gli occhiali incapace di usare il Pc chiamava il tecnico superdotato. In un attimo orde di corpi nudi. Una bibliotecaria [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-professionista-della-sega-ode-a-selen/">Quel sublime &#8220;momento di meditazione&#8221;&#8230;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>All’una e trenta iniziava su <strong>Primarete</strong> il programma condotto da <strong>Selen</strong>.<br />
Piccoli uomini eccitati si sintonizzavano puntuali sull’emittente televisiva oggi di proprietà di <a href="http://www.telecolor.net/" target="_blank">TeleColor</a> per ammirare le grazie dell’avvenente <em>pornostar</em> stesa su di un divano di pelle (con la radio che urla buone vacanze&#8230; <a href="https://www.youtube.com/watch?v=UfAeOeFRcnY" target="_blank">cit.</a>)</p>
<p>La bella e procace <strong>Luce Caponegro</strong> presentava le ultime novità home video del porno.</p>
<p>A27, <em><strong>Teen</strong></em>. Ottimo inizio.<br />
Sulle note di <em>Hotel California</em> il nostro rito notturno poteva cominciare.<br />
Ambientazioni stile fotoromanzo.<br />
Una segretaria con gli occhiali incapace di usare il Pc chiamava il tecnico superdotato. In un attimo orde di corpi nudi.<br />
Una bibliotecaria in minigonna chiedeva aiuto ad un giovane studente di sorreggere la scala per posizionare un libro sull’ultimo scaffale.<br />
Ma all’improvviso: A34! <strong>Vecchi</strong>. Tutte le reazioni neuro-muscolari conseguenti alla stimolazione fisica e psicologica svanivano nel nulla. Corpi increspati e raggrinziti entravano nel tuo campo visivo quasi sapessero a che punto fossi.<br />
Poi c’era la categoria <strong><em>Animal</em></strong>, che però non ho mai “particolarmente” amato e anch’essa puntuale guastafeste.<br />
Rinchiudere la felicità in un fazzoletto (come cantava <a href="https://www.youtube.com/watch?v=bfoKD5SL8r4" target="_blank">Bersani</a>) è da sempre il momento più intimo e stupefacente della vita di un uomo. E non importa se si secca in un secondo.<br />
Le storie che probabilmente nella realtà non si vivranno mai sono degne dei migliori copioni del cinema <em>softcore</em>.<br />
In questi momenti la creatività latente di ciascuno di noi prende libero sfogo forgiando così veri professionisti. I professionisti della sega.</p>
<p>Ai mie tempi per vedere un seno nudo o un sedere a mandolino c’erano tre vie percorribili.</p>
<p>La prima necessitava del supporto di materiale cartaceo o video. Si andava in videoteca reparto lucirosse (la mia era video ciack in via Crocefissa di Rosa dove detenevo una tessera noleggio per tutta la famiglia) oppure in edicola. L’imbarazzo dell’acquisto era spesso, tuttavia, un ostacolo insormontabile.</p>
<p>La seconda consisteva nel contrabbando di materiale. Chi era riuscito ad entrare in possesso di un fumetto o di un giornalino comandava. La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edifumetto" target="_blank">Edifumetto</a> aveva lanciato negli anni settanta la serie dei mitici “sqauletti”, fumetti erotici in formato albo tascabile. Uno su tutti <strong>Zora</strong> (la vampira) ma famosi divennero anche Rolando del Fico, Vampiro, Scheletro, Sukia, Belzeba, Playcolt, Poppea, Necron e decine di altri personaggi.</p>
<p>La terza via era quella di sintonizzarsi sui canali Tv privati per beneficiare a tarda notte dello scarno palinsesto dell’epoca.<br />
Ed è qui che conobbi Selen e <strong>Sexy Luna</strong>, all’anagrafe <strong>Luna Lombardi</strong>, e i video promo con le loro leggendarie canzoni di sottofondo. Tutte anni 70.<br />
Dalla già citata <em>Hotel California</em> degli <strong>Eagles</strong> del 1976 passando dalla mitica <em>Angie</em> dei <strong>The Rolling Stones</strong> fino ad arrivare all’eterna <em>Wind of Change</em> degli <strong>Scorpions</strong>. Accompagnavano la tua mano con ritmo soave e cadenzato e il loro trasporto era sublime.</p>
<h5>(Provate a leggere il seguito dell&#8217;articolo ascoltando in sottofondo questa canzone e ditemi se non vi riaffiora alla memoria un dolce ricordo&#8230;)</h5>
<p>
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        </p>
<p>Tra queste tre alternative ne spuntava di prepotenza una quarta, forse la più classica e intramontabile.<br />
Non c’erano <em>Youporn</em> o <em>Youjizz</em> all’epoca e la loro sterminata vastità di contenuti tra cui scegliere in base ai propri gusti.<br />
C’era solo la fantasia, il più delle volte, a cui aggrapparsi. Soprattuto durante la seduta mattutina o pomeridiana.<br />
Un po’ come trovarsi oggi nel sobrio stanzino di uno studio ginecologico durante il <strong>test di capacitazione</strong> (senza uno <em>smartphone</em> e un Wi-Fi disponibile).</p>
<p>C&#8217;era chi non utilizzava la mano amica. Addormentava l’altra sedendocisi sopra guidando poi il movimento sussultorio con la mano sveglia. Si creava così una sorta di simulazione di <em>petting</em> estremo con una compagna inesistente mix di tutte le <strong>pornodive</strong> in cui ci si era imbattuti fino a quel momento. C’era chi stringeva “la nonna” con entrambe le mani, di solito chi aveva la “possibilità” per farlo. Poi la presa con la mano a pugno da cui il termine “pugnetta”, la leggenda della bistecca nel calorifero (sempre sentita ma mai praticata), o la “Turbo Sega” che consisteva nell’accompagnare l’atto con un dito inserito nello sbocco secondario verso l&#8217;esterno dell&#8217;apparato digerente (!).<br />
Esisteva pure “il rito di gruppo”, la gara a chi finiva prima. Non è che la pratica fosse molto igienica e di solito accadeva che ci si pulisse col medesimo fazzoletto.</p>
<p>Chiudendo gli occhi si diventava registi del proprio film. Tutto era possibile. Anche che <strong>Margot</strong> (o <strong>Fujiko Mine</strong> se preferite) vi ammiccasse aprendo lentamente la zip del suo tubino viola scuro. O che quattro modelle dell’intimo di <a href="http://www.larivistaintelligente.it/grazie-postal-market/" target="_blank">postalmarket</a> vi saltassero addosso soffocandovi con le loro curve.<br />
Se ti concentravi bene potevi vedere addirittura <strong>Edwige Fenech</strong> e <strong>Nadia Cassini</strong> vestite da crocerossine con autoreggenti bianche scambiarsi saffiche effusioni senza staccare gli occhi dai tuoi. I più fortunati sfruttavano le sporadiche avventure vissute con le amiche più disponibili. Riscrivendole e ingingantendole.<br />
Se si lavorava bene di fantasia era facile raggiungere l’agognata <a href="http://www.albertotofanari.it/plateau.html" target="_blank">fase di Plateau</a> e la conseguenti contrazioni ritmiche foriere di quell’indefinibile momento di estrema felicità.<br />
Ricordo come se fosse ieri la prima volta che mi successe tutto questo. Trasportato da un vigore sconosciuto raggiunsi l’epilogo con somma sorpresa, sopraffatto da un senso di angoscia, folle gioia e paura. Sentimenti che non mi impedirono col tempo di affinare la tecnica. Sono passati credo trent’anni da quel giorno. trent’anni d’esperienza e di pratica.</p>
<p>Ho ben donde di definirmi un prefessionista&#8230;</p>
<blockquote><p><em>Una mattina mi svegliai, con una forte erezione, una di quelle erezioni che chiamo &#8220;politiche&#8221;, forte e orgogliosa come a discutere in un comizio. Ma a quel comizio non c&#8217;era nessuno ad assistere, solo una mano applaudiva vigorosamente, da sola&#8230;</em>~ Pier Paolo Pasolini</p></blockquote>
<p>Per approfondimenti visita la sezione dedicata su <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Masturbazione" target="_blank">nonciclopedia</a>.</p>
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		<title>Quelli della Commissione Patenti di Brescia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Apr 2016 09:45:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[alcool]]></category>
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		<category><![CDATA[noa]]></category>
		<category><![CDATA[patente]]></category>
		<category><![CDATA[ritiro patente]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Libere riflessioni sui componenti dell’apparato giudicante. Entro in punta di piedi, ossequioso. Mi sembra di scorgere sei persone sedute dietro le due grandi scrivanie disposte a elle. I contorni sono sfocati, come la mia vista che viene subito testata. Inizia così l’ennesima visita alla commissione patenti di Brescia per la loro revisione. Sono ancora qui. Appuntamento fissato già da due mesi, sebbene a pochi giorni dall’incontro i carabinieri siano venuti a cercarmi per farmi scontare il residuo pena. Una vera caccia all’uomo. Interrogatori ai vicini, intimidazioni e una leale omertà che non dimenticherò. (Non mi avrete mai). Ulteriori 45 giorni di passione [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Libere riflessioni sui componenti dell’apparato giudicante.</p>
<p>Entro in punta di piedi, ossequioso. Mi sembra di scorgere sei persone sedute dietro le due grandi scrivanie disposte a elle. I contorni sono sfocati, come la mia vista che viene subito testata. Inizia così l’ennesima visita alla <strong>commissione patenti di Brescia</strong> per la loro revisione. Sono ancora qui.</p>
<p>Appuntamento fissato già da due mesi, sebbene a pochi giorni dall’incontro i carabinieri siano venuti a cercarmi per farmi scontare il residuo pena. Una vera caccia all’uomo. Interrogatori ai vicini, intimidazioni e una leale omertà che non dimenticherò.<br />
(Non mi avrete mai).</p>
<p>Ulteriori 45 giorni di passione (dopo i 90 già patiti), fatti di passaggi strappati e lunghe passeggiate. Santo padre.<br />
Un po’ di confusione. Alla visita non potrò consegnare la patente, da presentare insieme alla relazione del <a href="http://www.odiopiccolo.com/ciao-mi-chiamo-sivo-e-non-bevo-da-40-giorni/">medico del NOA</a>, le ricevute degli ennesimi bollettini intestati al ministero dei trasporti, i referti relativi all’esame del capello e del sangue nonché i vari verbali.</p>
<p>Nella sala d’attesa le solite facce consumate. Una ragazza che bestemmia ogni due parole, un padroncino incazzato nero, due o tre signori da bianco mattutino, un ragazzo con madre incazzata per il figlio, un ultras Brescia, tanti extracomunitari.</p>
<p>Sono il numero 48, già da quando ho fissato l’appuntamento via telefono per le undici e trenta.<br />
Alle tredici sono ancora seduto ad aspettare in compagnia della ragazza che bestemmia, la 47. Ma si sa, il mio tempo non vale un cazzo. Per ben due volte mi viene chiesto il perché non abbia con me la patente. Nella prima circostanza una ragazza sulla quarantina, gentile, esce dalla stanza e mi chiede spiegazioni. Capite, rientra. La seconda rientra in un discorso più globale che è poi la ragione di questo mio sfogo.</p>
<p>La ragazza esce sporconando. Non deve esserle andata bene. Ma che grazia.<br />
Tocca a me.</p>
<p>Ed eccomi qua seduto ad una distanza di circa 2 metri dalla lavagna luminosa. A C R N T no scusi Z. Ok.<br />
In posizione eretta quasi sull’attenti, cercando di mantenere un atteggiamento più umile e remissivo possibile, aspetto il verdetto.<br />
Sento che borbottano tra loro.</p>
<p>&#8211; &#8230; pss è recidivo&#8230;<br />
&#8211; Cosa?<br />
&#8211; È RECIDIVO!</p>
<p>Ma arrivato a questo punto sulla questione avrei da ridire. Si tratta di un fatto successo ben 12 anni fa <a href="https://www.facebook.com/odiopiccolo/photos/a.373827902692962.82902.317049868370766/944659445609802/?type=3&amp;theater" target="_blank" rel="noopener">Christo</a>. Tasso alcolemico di 0,67 dopo aver mangiato un po’ d’uva intrisa di grappa al compleanno del papà (!!!!) di una mia amica&#8230; recidivo&#8230; sfigato vorreste dire!</p>
<p>Seconda circostanza, eccola.<br />
&#8211; Ragazzo sulla trentina seduto al computer pone la domanda che mi spiazza.</p>
<p>&#8211; La sua patente?</p>
<p>&#8211; Mi scusi? &#8211; sono basito &#8211; ho già detto alla sua collega che sono venuti i carabinieri a casa a cercarmi per sospendermela nuovamente.</p>
<p>&#8211; Ma come? E perché? Gliel’hanno ritirata nuovamente?</p>
<p>&#8211; &#8230; No&#8230; forse non ci siamo capiti. Si tratta del residuo pena. Capisce?</p>
<p>Probabilmente quelli della <strong>commissione patenti di Brescia</strong> non parlano tra loro. Sono organizzati come una comunità di gatti (senza offesa). Hanno in mano il tuo destino e ci giocano, così, come gli viene, con superficialità e il ragazzetto al computer, non so bene per quale motivo, ostentava un’insopportabile alterigia fuori luogo.<br />
Resto del parere che si divertano un sacco abusando del loro potere.</p>
<p>Sì perché di vero e proprio abuso di potere si tratta.<br />
Il, credo, presidente di commissione, legge distrattamente la relazione redatta dal medico del NOA.<br />
&#8211; Sì dai, non dice niente, nulla di che. le solite cose. Esami del sangue sempre buoni, esame del capello perfetto, rischio bassissimo di ricadute (abuso di alcol).</p>
<p>Solite cose? nulla di che? Ma cosa dici?</p>
<p>Ho passato 8 mesi della mia vita tra controlli e sedute da un medico specialista e tu liquidi la sua relazione con un nulla di che?<br />
Mi aveva messo in guardia, il medico del NOA (confermando le mie tesi).</p>
<p>&#8211; I medici in commissione sono altezzosi e arroganti e quasi vogliono sminuire il nostro lavoro.<br />
E allora a cosa è servito tutto questo vorticoso e umiliante incubo che ho vissuto? Se gli esami a cui mi hanno sottoposto risultano perfetti, se il medico che mi ha avuto in osservazione mi riabilita completamente, se viene dimostrato che non sono un consumatore abituale di alcol e che quindi non sono un pericolo pubblico, se chi mi ha avuto in custodia durante i lavori socialmente utili attesta che non sono un delinquente&#8230; a cosa serve tutto questo?</p>
<p>Fatemi capire. Per favore.</p>
<p>Sta di fatto che una dottoressa, gentile,  mi regala, nella speranza di non pentirsene, la patente per due anni. Grazie, non me l’aspettavo. Forse lei ha capito. Forse ha letto due righe del mio dossier e giudica autorevole il parere del medico del NOA. Non lo so.<br />
Ma no, non può essere così bello. Il, credo, presidente della commissione tuona.<br />
&#8211; &#8230;E dovrà portare un nuovo esame del capello.<br />
Assurdo.<br />
&#8211; Perché? &#8211;  dico io? &#8211;<br />
&#8211; Perché? C’è qualche problema? Perché lo decido io&#8230;</p>
<p>Ma tu chi sei? Penso&#8230; Vorrei davvero sapere chi è questo personaggio che si arroga il diritto di disporre della vita altrui senza cercare di entrare nel merito di ogni singola situazione. Sono pagati per questo. O sbaglio?</p>
<p>Non è un problema fare l’esame del capello, sia chiaro. Il costo non è proibitivo (almeno per me), sui 40 euro, di capelli ne ho tanti e una ciocca recisa, perché di una ciocca grossa come una matita si tratta, non mi rovina certo il look (!)&#8230; ma non è questo il punto.<br />
Si tratta di una sua decisione arbitraria. Non c’è un codice, non c’è legislatura&#8230; dipendiamo dal pollice verso di qualche personaggio arrogante e maleducato.</p>
<p><a href="http://www.odiopiccolo.com/mi-hanno-ritirato-la-patente-sono-un-coglione/" target="_blank" rel="noopener">Mi hanno ritirato la patente</a> due volte, sì, è vero. Una 12 anni fa con 0,67 e una sotto casa mia (a motore spento) l’anno scorso (1,12 nella circostanza). Non ho provocato incidenti, andavo a 30 km orari, controlli di routine.</p>
<p>Sapete, voi della commissione patenti, come sono andate realmente le cose? O vi basate solo su sterili numeri riportati dai verbali?. Ogni persona ha la sua storia. Se volete giudicare tutti allo stesso modo basatevi su qualcosa di certo, che anche un cittadino può consultare. Per regolarsi.</p>
<blockquote><p>“Il potere non sazia, anzi è come una droga e richiede sempre dosi maggiori.”<br />
(Luciano De Crescenzo)</p></blockquote>
<p>Un po’ come l’alcol, azzarderà qualcuno.</p>
<p>Foto di copertina di <a href="https://www.odiopiccolo.com/bar-toletta/">BAR Toletta<br />
</a><a href="https://www.odiopiccolo.com/mi-hanno-ritirato-la-patente/">Leggi il primo capitolo (Mi hanno ritirato la patente.)</a><br />
<a href="https://www.odiopiccolo.com/ex-polveriera-il-mio-nome-e-h24-e-ho-un-carceriere/">Leggi il secondo capitolo (Il mio nome è h24 e ho un carceriere)</a><br />
<a href="https://www.odiopiccolo.com/ciao-mi-chiamo-sivo-e-non-bevo-da-40-giorni/">Leggi il terzo capitolo (Ciao, mi chiamo Sivo e sono 40 giorni che non bevo.)</a></p>
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<div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-78780" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/04/CommissionePatentiBrescia900.jpg"></div>
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<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/commissione-patenti-di-brescia/">Quelli della Commissione Patenti di Brescia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Il mio nome è h24 e ho un carceriere.</title>
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		<pubDate>Tue, 12 Jan 2016 16:19:04 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Seconda domenica di luglio. Inizio ufficialmente a scontare la mia pena. Ritrovo fissato alle otto e mezza presso la sbarra che delimita il territorio della Polveriera in fondo a via Valle di Mompiano. Mi aspetta Mario che mi esorta a raggiungere i Gnari presso gli edifici del Corpo di Guardia. La Polveriera di Mompiano, ex Deposito Munizioni di Valpersane. Dismessa nel 1991 custodiva armi e munizioni per l’esercito durante la seconda guerra Mondiale. Qui nel 1945 un disastroso bombardamento causò 22 vittime. Era il 31 Gennaio. In quasi 40 anni di vita, la maggior parte dei quali spesi a Brescia, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Seconda domenica di luglio. Inizio ufficialmente a scontare la mia pena.<br />
Ritrovo fissato alle otto e mezza presso la sbarra che delimita il territorio della Polveriera in fondo a via <a href="http://www.gnarimompia.it/index.php/artevalle/come-si-arriva-ad-artevalle" target="_blank" rel="noopener">Valle di Mompiano</a>.</p>
<p>Mi aspetta Mario che mi esorta a raggiungere i <a href="http://www.gnarimompia.it/" target="_blank" rel="noopener"><i>Gnari</i> </a>presso gli edifici del Corpo di Guardia.</p>
<p>La Polveriera di Mompiano, ex Deposito Munizioni di Valpersane. Dismessa nel 1991 custodiva armi e munizioni per l’esercito durante la seconda guerra Mondiale.<br />
Qui nel 1945 un <a href="http://www.anpibrescia.it/public/wp/storia/la-resistenza-a-brescia/" target="_blank" rel="noopener">disastroso bombardamento</a> causò 22 vittime. Era il 31 Gennaio.</p>
<p><div id="attachment_6329" style="width: 760px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-6329" class="size-full wp-image-6329" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/01/Polveriera_1941.jpg" alt="“Questa foto è del 1941 ed è raffigurato mio padre che era di stanza a Brescia, presumibilmente nella zona della polveriera di Mompiano”. Da www.bresciavintage.it/" width="750" height="461" /><p id="caption-attachment-6329" class="wp-caption-text">“Questa foto è del 1941 ed è raffigurato mio padre che era di stanza a Brescia, presumibilmente nella zona della polveriera di Mompiano”. Da <a href="http://www.bresciavintage.it" target="_blank" rel="noopener">www.bresciavintage.it</a></p></div></p>
<p>In quasi 40 anni di vita, la maggior parte dei quali spesi a Brescia, non vi ero mai stato.<br />
Ho commutato la pena detentiva di 6 mesi da scontare a Canton Mombello e la pena pecuniaria in 24 ore di Lavori Socialmente Utili. <a href="http://www.odiopiccolo.com/mi-hanno-ritirato-la-patente-sono-un-coglione/" target="_blank" rel="noopener">Mi hanno ritirato la patente</a> per la seconda volta a Dicembre 2014, da quel giorno sono entrato in un vortice senza fine. Sono io quello disegnato nella locandina del film di Alfred Hitchcock “(Vertigo) La donna che visse due volte” del 1958. Il mio avvocato mi aveva proposto due alternative. O essere rinchiuso in una stanzetta a inserire dati in un pc o catapultarmi in mezzo alla natura e respirare. Essendo un nerd ho scelto la seconda. Ed eccomi immerso nei famigerati LSU.<br />
Marcello, il presidente dell’associazione, Alberto, Piero, Roberto, il leggendario Lupino, quattro ragazzi gambiani, dediti al lavoro come nessuno, e poi gli amici di sempre (della Valle e dei <i>Gnari</i>) come Beppe psicologo psicoterapeuta uomo impegnato, curioso, vivo, che raggiunge il rifugio in mountain bike la domenica mattina. Questi i miei compagni d’avventura, nessuno però nelle mie condizioni. Sono tutti volontari (tranne i quattro ragazzi gambiani che sono profughi, parlano perfettamente inglese e lavorano per fare esperienza, per imparare un mestiere, per riconoscenza verso una città che li ha accolti e che ha dato loro un tetto e del cibo), spinti da una forte passione e da un amore unico per il loro/nostro territorio.<br />
E la valle di Mompiano è davvero una piacevole sorpresa. Resto ad ascoltare i racconti dei <i><a href="http://www.gnarimompia.it" target="_blank" rel="noopener">Gnari di Mompià</a></i> su questi posti, quando capita, alla fine di una dura giornata di lavoro, perché per recuperare e rendere godibile il paesaggio c’è da sgobbare.</p>
<p>Riordinare il corpo di guardia è la mia prima mansione. Il materiale accatastato negli stanzoni, resti dell’ultima festa organizzata dai <a href="http://www.giornaledibrescia.it/brescia-e-hinterland/decapitata-la-statua-del-gnaro-seduto-al-parco-castelli-1.3036814" target="_blank" rel="noopener"><i>Gnari</i> al parco Castelli</a>, nasconde le infinite orme invisibili di militari in servizio intenti a vegliare e difendere la Polveriera. Mio compagno di lavoro è Roberto. Alle 11 del mattino finisco le sigarette. Chiedo il permesso di assentarmi dieci minuti per andare a comprarle. Permesso negato. Roberto è anche il mio carceriere. Il mio nome è h24.</p>
<p>Il secondo giorno di lavoro sono di ruolo al rifugio. Lo raggiungiamo grazie al fuoristrada in dotazione all’associazione lungo un sentiero sterrato leggermente in salita. La <a href="http://www.gnarimompia.it/index.php/il-rifugio-mainmenu-3" target="_blank" rel="noopener">struttura</a>, attrezzata con una moderna cucina per comunità, e una zona notte che dispone di camere da 2, 4 e 12 posti letto, ha subito nel 2014 (<a href="http://www.quibrescia.it/cms/2014/12/03/mompiano-incendio-alla-casina-dei-gnari/" target="_blank" rel="noopener">nella notte tra il 2 e il 3 dicembre</a>) un incendio con tutta probabilità doloso.</p>
<p>
<a href='https://www.odiopiccolo.com/ex-polveriera-il-mio-nome-e-h24-e-ho-un-carceriere/casina-strut-1/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/01/casina-strut-1-150x150.gif" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Gnari di Mompià - Il rifugio visto dall&#039;esterno" /></a>
<a href='https://www.odiopiccolo.com/ex-polveriera-il-mio-nome-e-h24-e-ho-un-carceriere/casina-strut-2/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/01/casina-strut-2-150x150.gif" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Gnari di Mompià - la cucina del rifugio" /></a>
<a href='https://www.odiopiccolo.com/ex-polveriera-il-mio-nome-e-h24-e-ho-un-carceriere/casina-strut-3/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/01/casina-strut-3-150x150.gif" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Gnari di Mompià - Le stanze del rifugio" /></a>
<a href='https://www.odiopiccolo.com/ex-polveriera-il-mio-nome-e-h24-e-ho-un-carceriere/casina-strut-4/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/01/casina-strut-4-150x150.gif" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Gnari di Mompià - la cucina del rifugio" /></a>
<a href='https://www.odiopiccolo.com/ex-polveriera-il-mio-nome-e-h24-e-ho-un-carceriere/casina-strut-5/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/01/casina-strut-5-150x150.gif" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Gnari di Mompià - Le stanze del rifugio" /></a>
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</p>
<p>Forse i <i>Gnari </i>danno fastidio a qualcuno. Ma come è possibile mi chiedo? C’è da risistemare la grande sala da pranzo e le stanze per il pernottamento, i locali più danneggiati. Tutto adesso profuma di legno nuovo. Compagna di lavoro occasionale anche una ragazza come me <i>prigioniera </i>a cui hanno ritirato la patente in Puglia mentre stava parcheggiando “meglio” la macchina. È il suo ultimo giorno.</p>
<p>Le giornate successive abbiamo aperto e disboscato un paio di sentieri e la zona circostante. Quello dei <a href="https://www.youtube.com/watch?v=59yTfEpKs4k" target="_blank" rel="noopener"><i>Brusacc </i></a>porta ad una piccola grotta destinata ad ospitare un suggestivo presepe a Natale. Procedo impugnando il decespugliatore bardato come un apicultore. Raccolgo legna e la accatasto. Brucio sterpaglie e cambio la catena della sega non prima di averla affilata. Cose mai fatte prima e che mi piace fare. Il lavoro è pesante, non ho il fisico, ma mi sento utile e questo è impagabile.</p>
<p>L’ultimo giorno non porto nulla per festeggiare il termine della pena. Vengo ripreso da Lupino. Ha ragione. Di fronte alla Guardia mi fissano un’infinità di pecore e qualche asino.<br />
Alberto mi spiega che il gregge proviene da Bergamo e che la transumanza è guidata da una coppia di pastori poco più che ventenni, attraverso i campi che collegano la città orobica a Brescia. Mi dice che una volta tale attività fruttava parecchi soldi. Una vita, quella del pastore, distante anni luce dalle mie abitudini. Due ragazzi, innamorati, le loro pecore, che dormono sotto il cielo. Sa di tempo lontano.<br />
La mia <em>prigionia</em> è finita. Alberto mi dice che tutti parlano parlano ma poi nessuno si fa più vedere. Nessun “ex detenuto” è mai tornato alla Polveriera. nemmeno per un saluto veloce.<br />
La mia esperienza è stata positiva, tornerò, gli assicuro. Già la domenica successiva vorrei portare qualche affettato, del pane fresco e una bottiglia di vino. Non mi presento, ovviamente. Alberto aveva ragione. Ora è troppo tardi, ma è difficile se non impossibile dimenticare quelle 24 ore, scordare il volto di ciascun volontario la loro dedizione e passione, la loro disponibilità nei miei confronti. Forse inconsciamente tutti desiderano chiudere e cancellare un amaro capitolo della propria vita, forse un giorno tornerò a ripercorrere quei sentieri che anche io ho contribuito a rendere meno impervi. Forse. E poi scusate, chi l&#8217;ha detto che sia finita qui? E se fossi costretto a tornare ancora da prigioniero? Se al posto di h24 il mio nome in codice fosse <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Il_prigioniero_(serie_televisiva)" target="_blank" rel="noopener"><em>numero 6</em></a>? No, non è finita. Ora arriva il bello.<br />
<em>(Continua)</em></p>
<p><a href="https://www.odiopiccolo.com/mi-hanno-ritirato-la-patente/" target="_blank" rel="noopener">Leggi la prima parte &#8220;Mi hanno ritirato la patente.&#8221;<br />
</a><a href="https://www.odiopiccolo.com/ciao-mi-chiamo-sivo-e-non-bevo-da-40-giorni/">Leggi la terza parte &#8220;Ciao, mi chiamo Sivo e sono 40 giorni che non bevo&#8221;</a><br />
<a href="https://www.odiopiccolo.com/commissione-patenti-di-brescia/" target="_blank" rel="noopener">Leggi la quarta parte &#8220;Quelli della commissione patenti di Breascia&#8221;</a></p>
<p>Gnari di Mompià: <a href="http://www.gnarimompia.it/" target="_blank" rel="noopener">www.gnarimompia.it</a><br />
Brescia Vintage: <a href="http://www.bresciavintage.it/brescia-antica/" target="_blank" rel="noopener">www.bresciavintage.it</a><br />
<a href="http://www.gnarimompia.it/index.php/il-rifugio-mainmenu-3/itinerari-da-e-per-rifugio" target="_blank" rel="noopener">Itinerari per il rifugio</a></p>
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<td><nobr>&nbsp;</nobr></td>
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</div>
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</table>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/ex-polveriera-il-mio-nome-e-h24-e-ho-un-carceriere/">Il mio nome è h24 e ho un carceriere.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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