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	<title>Valentina Sofisticata Verga, Autore a odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>Round. La boxe è solo per chi ha fame.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sofisticata Verga]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 30 Jul 2014 10:57:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Primo round: questa lettera è per lui che ti ama piano. Perchè non vuole disturbarti mentre lo abbandoni su di una strada trafficata da gentaglia del mio calibro. Lui è amico mio. L&#8217; amicizia è elettiva e io lo eleggo ad amico, perchè gli sconfitti mi piacciono e io piaccio ancor di più a loro. Me lo leggono negli occhi che perdere è la prima tavola del credo. Perchè al primo round credi di aver capito che la boxe la deve fare solo chi ha fame e non ha paura di finire in ginocchio. Secondo round: questa lettera è per [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Primo round: questa lettera è per lui che ti ama piano.</p>
<p>Perchè non vuole disturbarti mentre lo abbandoni su di una strada trafficata da gentaglia del mio calibro. Lui è amico mio. L&#8217; amicizia è elettiva e io lo eleggo ad amico, perchè gli sconfitti mi piacciono e io piaccio ancor di più a loro. Me lo leggono negli occhi che perdere è la prima tavola del credo. Perchè al primo round credi di aver capito che la boxe la deve fare solo chi ha fame e non ha paura di finire in ginocchio.</p>
<p>Secondo round: questa lettera è per te che sei nuovo.</p>
<p>Ed è strano definirci amici, non so nemmeno davvero quanto Campari bevi prima di vomitare e posso solo sperare che il Dio dell&#8217; inganno ci mantenga sempre abbastanza sobri o abbastanza sbronzi per restare lontani l&#8217;uno dai dolari dell&#8217;altra. E va bene così. Va bene che parliamo, anche se mentre parliamo capita che mi annoio e allora per rispondere alla noia giochi a fare quello che gioca ad annoiarsi. Perchè al secondo round capisci che la boxe la deve fare solo chi ha fame, non è un balletto.</p>
<p>Terzo round: questa lettera è per un giovane nemico.</p>
<p>Giovane perchè ha combttuto così poche battaglie che non sa nemmeno chi sia il suo rivale, al più immagina. Nemico, solo perchè è nato in un territorio con troppi confini per farsi invadere. E io mi arrenderei solo se l&#8217;armistizio contemplasse un invito ad invadere. Perchè al terzo round credi di aver capito che la boxe la deve fare solo chi ha fame, e che l&#8217;avversario va annientato, ma rispettato.</p>
<p>Quarto round: questa lettera è per uno che mi ha picchiato.</p>
<p>Il primo colpo fa sempre più paura che male, io lo so. Impari con il tempo a resistere fino al prossimo colpo, e a quello dopo e a quello dopo ancora. Lui non lo sa che se ho imparato a sanguinare solo lo stretto necessario è stato solo per potermi dissanguare un giorno alla volta, e ogni giorno fare un passo nuovo e ad ogni passo arrivare un po&#8217; più lontano.</p>
<p>Perchè al quarto round credi di aver capito che la boxe la deve fare solo chi ha fame e sete di sangue, il suo.</p>
<p>Quinto round: questa lettera è per lui che si gode la vita al posto mio.</p>
<p>C&#8217;è sempre spazio per odiare qualcuno in un&#8217;anima bassa come la mia, eppure io non ti odio. Dormi in letti già caldi e rimargini ferite che mi diverto a lasciare aperte per incapacità di saperle chiudere, e forse tu sei semplicemente migliore di me. E come potrei competere con questo? Come si combatte l&#8217;ineguatezza?.</p>
<p>Perchè al quinto round credi di aver capito che la boxe la deve fare solo chi ha fame, come l&#8217;amore.</p>
<p>Sesto round: questa lettera è per me perchè ogni lettera è un po&#8217; di chi la scrive.</p>
<p>Io che non ho mai saputo essere normale. Io che no, non sono cattiva, solo inadeguata. Io che a volte mi stanco di sentire la mia voce. E a volte mi stanco anche di leggerla.</p>
<p>Io che ho scelto la curva.<br />
Perché al sesto round hai capito che non te ne frega un cazzo della boxe, e come diceva C.B.:</p>
<blockquote><p>L&#8217;amore è solo un cane venuto dall&#8217;inferno.</p></blockquote>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-26310" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/boxe.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/round-la-boxe-e-solo-per-chi-ha-fame/">Round. La boxe è solo per chi ha fame.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Devo (i postumi del lunedì)</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sofisticata Verga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2013 10:34:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[classificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[lunedì]]></category>
		<category><![CDATA[propositi]]></category>
		<category><![CDATA[sbornia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è per mettere troppa carne al fuoco, ma ci sono veramente questioni prioritarie da affrontare, soluzioni da prendere, affari da concludere. 1. Devo andare in bagno. (Scherzo) 2. Devo decidermi a finire almeno uno dei ben 4 libri che ho iniziato, che fa tanto intellettuale, ma anche tanto casinista. 3. Devo decidere cosa fare questo week-end. Si, siamo solo a lunedì, ma ciò non toglie il fatto che a Brescia ci vuole una certa programmazione anche per rivedersi sempre negli stessi posti a dirsi le stesse, cose con la stessa sequenza. A volte il brivido sta tutto nell’ordinare un [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è per mettere troppa carne al fuoco, ma ci sono veramente questioni prioritarie da affrontare, soluzioni da prendere, affari da concludere.</p>
<p>1. Devo andare in bagno. (Scherzo)</p>
<p>2. Devo decidermi a finire almeno uno dei ben 4 libri che ho iniziato, che fa tanto intellettuale, ma anche tanto casinista.</p>
<p>3. Devo decidere cosa fare questo week-end. Si, siamo solo a lunedì, ma ciò non toglie il fatto che a Brescia ci vuole una certa programmazione anche per rivedersi sempre negli stessi posti a dirsi le stesse, cose con la stessa sequenza. A volte il brivido sta tutto nell’ordinare un cocktail dal nome esotico.</p>
<p>4. Devo ricominciare a responsabilizzarmi con le piante di casa mia a testimonianza del fatto che, se volessi, potrei essere una buona madre.</p>
<p>5. Devo decidere cosa fare di tre quarti dei vestiti che ho nell&#8217;armadio senza aspettare che diventino vintage per badanti russe.</p>
<p>6. Devo comprare una borsa nuova. Una di quelle immortali che durino più di una stagione modaiola e che nessuno mi chieda dove l&#8217;ho comprata, perché poi, star li a spiegare che non l&#8217;ho presa da Zara anche se ci lavoro, è come spiegare il sesso ai bambini. Faticoso e imbarazzante. Per i bambini, dico.</p>
<p>7. Devo riflettere sul fatto che, forse, una borsa nuova non mi serve. E con quei soldi potrei andare un sacco di volte in sala giochi, tipo.</p>
<p>8. Devo capire perché dico certe boiate come qui sopra.</p>
<p>9. Devo contare fino a 1000 prima di parlare</p>
<p>10. Cfr. punto 9. Perché, magari, mi basta contare solo fino a 10…</p>
<p>11. Devo trovare qualcuno che mi regali una casa con un giardino e un cane perché ho bisogno di verde. Potrei aggiungere “ a mia insaputa”, ma eviterò. Però che bello, quando succede, no? Perche’ succede.</p>
<p>12. Devo valutare se oggi è la giornata giusta per iniziare a non mangiarsi più le unghie quando sono nervosa. Bisogna sentirsele, certe cose.</p>
<p>13. Devo andare in bagno. (sul serio).</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-26200" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/devo.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/devo-i-postumi-del-lunedi/">Devo (i postumi del lunedì)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Temporale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sofisticata Verga]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 05 Jul 2013 10:21:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[pioggia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sarà la pioggia, quella estiva che alza l’afa e non è che bagni, piuttosto lava via calda qualcosa con gocce giganti. Pesanti. Non rinfresca mai la pioggia, quella estiva. Lo credi perché lo vorresti, ma non lo fa. Complica un po&#8217; tutto. Sfalda la roba secca e non è bello. Sarà la pioggia estiva, dicevamo. Io sono qui sul mio divano che fumo l’ennesima e che per un pelo, in bicicletta, questo acquazzone non me lo son preso tutta addosso. Forse Davide, invece sì. Che mi ha scortata fino a casa, pedalando, perché parliamo bene io e lui e ci urliamo un po’ cosa dovremmo [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Sarà la pioggia, quella estiva che alza l’afa e non è che bagni, piuttosto lava via calda qualcosa con gocce giganti. Pesanti. Non rinfresca mai la pioggia, quella estiva. Lo credi perché lo vorresti, ma non lo fa.</p>
<p>Complica un po&#8217; tutto.</p>
<p>Sfalda la roba secca e non è bello.</p>
<p>Sarà la pioggia estiva, dicevamo. Io sono qui sul mio divano che fumo l’ennesima e che per un pelo, in bicicletta, questo acquazzone non me lo son preso tutta addosso.</p>
<p>Forse Davide, invece sì. Che mi ha scortata fino a casa, pedalando, perché parliamo bene io e lui e ci urliamo un po’ cosa dovremmo fare delle nostre vite bresciane, perché, in realtà ce lo urliamo a noi stessi, cosa dovremmo fare. Essere contenti, urliamo. Provarci fino in fondo, urliamo. Mollare il colpo, urliamo. Capire le cose. Farci capire. Parlare, schietti. Mi passa qualcosa per la testa? Io te lo dico, faccio prima. Se capissi le tattiche, allenerei una squadra di pulcini di qualcosa. Ma le tattiche non le capisco, i silenzi tanto meno. Gli allontanamenti, solo per la convalescenza, per rafforzare gli anticorpi, sì. Altrimenti no, io resto dove mi si può vedere.</p>
<p>E non sono facile da nascondere, credetemi.</p>
<p>Resto dove mi puoi chiedere le cose. Resto dove ti posso chiedere:” Come stai?” – frase macigno per eccellenza, anche quando devi spiegare o motivare che te stai proprio bene.</p>
<p>No, le tattiche no, non siamo capaci.</p>
<p>Quelli che pedalano senza paura rischiando di prendersi addosso i caldi e rumorosi temporali estivi, non sono capaci di tattiche. Altrimenti avrebbero guardato il meteo, sarebbero usciti in macchina, con un ombrello, o sarebbero tornati molto prima. Poveri o che stupidi, avrà pensato qualcuno dalle sue finestre aperte mentre ci sentiva discutere.</p>
<p>È un po’ cosi, sarà la pioggia estiva.</p>
<p>Allora torno e penso che ho rischiato di bagnarmi anche stavolta. E che non succede niente, poi, se prendo l’acqua. Ma sono rimasta dove mi si può vedere, se magari un po’ ti affacci anche tu da quella tua cavolo di finestra.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-26170" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/Temporale.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/temporale-una-pioggia-estiva/">Temporale</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Coltiva l&#8217;attimo</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sofisticata Verga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 02 Jul 2013 10:03:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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		<category><![CDATA[radio maria]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è che uno lo fa apposta. Tutta quella faccenda del cogliere l’attimo, dico. Che poi credo sia una delle frasi piu’ inflazionate dai tempi del film con gli alunni e il professore che gli faceva leggere le poesie. Ecco, non e’ che uno lo fa apposta, appunto, perche’ mica e’ facile cogliere l’attimo. Ad esempio. Parliamo di due persone che si piacciono, tipo. Prima di tutto già capire che il piacersi è reciproco non è un attimo, a me ci vuole almeno un quadrimestre. E una volta che le cose si fanno chiare o se non altro un pochino più nitide allora [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non è che uno lo fa apposta. Tutta quella faccenda del cogliere l’attimo, dico. Che poi credo sia una delle frasi piu’ inflazionate dai tempi del film con gli alunni e il professore che gli faceva leggere le poesie. Ecco, non e’ che uno lo fa apposta, appunto, perche’ mica e’ facile cogliere l’attimo. Ad esempio.<br />
Parliamo di due persone che si piacciono, tipo. Prima di tutto già capire che il piacersi è reciproco non è un attimo, a me ci vuole almeno un quadrimestre.<br />
E una volta che le cose si fanno chiare o se non altro un pochino più nitide allora uno deve beccare non solo il momento giusto per dirselo, ma anche quello per provarci o per baciarsi o per farci l’amore.<br />
E non è solo una cosa femminile questa.<br />
Vado mezzo metro oltre il provarci per il gusto di farlo. Qua ci si piace anche dopo tre Gin tonic. È come avere una di quelle vecchie radio con le manopole, che gira che ti rigira, surfando tra le frequenze, becchi finalmente la canzone giusta. Ma lo scatto è minimo. Basta anche solo un accenno di movimento rotatorio sbagliato, che la frequenza la perdi e allora devi tornare subito indietro, ma piano. Piano. Altrimenti, sicuro, ti sintonizzi su RadioMaria. E se ribecchi la canzone giusta e torni a fare altro, ecco che il tuo spostarsi o allontanarsi la fa gracchiare di nuovo. E via che si ricomincia, immobili davanti alle casse, posizione all’erta, che altrimenti salta tutto. Sta canzone la vuoi ascoltare, però che due coglioni. Che nervosismo. Se davvero esistono, questi attimi di cogliere, in questo caso limitandolo al rapporto tra due persone, in realtà son prima bene da coltivare. Bene, seminati e annaffiati. Dileguati in una serata, durante un viaggio, nel corso di un aperitivo, in mesi di goliardica frequentazione, per tutta la durata di un concerto&#8230; Robe così. Giri la manopola avanti, e poi indietro e poi fermi tutti.<br />
No, non e’ facile cogliere l’attimo. E io tanti ne ho persi, tanti li ho voluti perdere, tanti li sto coltivando. Quindi più che carpe diem a me verrebbe da dire: prenditi cura il più possibile di quello che, prima o poi, diventerà sì il tuo attimo. Insisti. Correggi il tiro. Torna indietro con la manopola. Assesta. Non è un attimo, e’ un po’ un lavoro.</p>
<p>Tanto lo sapete anche voi che quando la riuscita del compimento di questo dannato momento viene completato, poi, fuochi d’artificio, tipo.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-26100" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/coltiva-attimo.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/coltiva-attimo/">Coltiva l&#8217;attimo</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>L&#8217;inizio</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sofisticata Verga]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Jun 2013 09:49:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
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		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[relazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dunque, io non ho avuto molte relazioni nella mia vita. E fin qui. Però prima di un qualunque inizio di quella roba che poi chiamiamo relazione – nel termine più largo e ampio del termine, perché le relazioni sono svariate e di svariato genere – a me mi piace proprio tanto l’inizio dell’inizio. E per inizio dell’inizio intendo tutta quella parte in cui tu non sei mica ancora tanto convinta che quella persona lì la vuoi davvero nella tua vita. Se non per poco, figurati per tanto. E allora osservi. O sfiori e annusi. E ancora osservi. Sono i preliminari [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dunque, io non ho avuto molte relazioni nella mia vita. E fin qui. Però prima di un qualunque inizio di quella roba che poi chiamiamo relazione – nel termine più largo e ampio del termine, perché le relazioni sono svariate e di svariato genere – a me mi piace proprio tanto l’inizio dell’inizio.<br />
E per inizio dell’inizio intendo tutta quella parte in cui tu non sei mica ancora tanto convinta che quella persona lì la vuoi davvero nella tua vita. Se non per poco, figurati per tanto. E allora osservi. O sfiori e annusi. E ancora osservi. Sono i preliminari agli albori di tutto. Mi piace quella parte in cui tenti di convincerti che quella persona non fa per te o che meglio, in questo momento, proprio non ti serve. Non ti serve iniziare qualcosa di nuovo, non ti serve un nuovo amico a cui e con cui raccontarti, non ti serve qualcuno da inseguire, da cercare nelle serate fumose, qualcuno da incrociare curiosa con lo sguardo, con cui fermarti a parlare in un parcheggio di sfuggita da una festa improvvisata o con cui sbicchierare ad un bancone, appoggiati fermi sui gomiti. No, proprio non ti serve. Sei già piena di queste cose, o hai già dato per queste cose. Però qualcosa ti tenta, ti incuriosisce, forse, si’, ti serve. . E allora quella parte li, l’inizio dell’inizio, diventa fondamentale. E bellissimo. Perché è una piccola guerra fredda e sotterranea che fai con te stesso, sistemi e assesti le tue flotte e sei consapevole di un preciso piano di difesa che stai attuando. Inutile, ma in quel momento di lucido inconscio, quasi necessario. E allora no, quella persona non ti serve. Ma se ride ad una tua battuta, e’ una meraviglia. Ti chiede come stai e si ricorda di qualcosa che di sfuggita e’ stato detto in quel parcheggio, e allora e’ una figata. Ti saluta venendo nella tua direzione quando ti vede, e allora e’ pura autostima. Ti chiede il numero e ti chiama, allora e’ fatta. No, quella persona proprio non ti serve, sei già piena di gente qui. È tutto già troppo affollato e incasinato, qui. Figurati se, per quanto possa sembrare interessante, tu hai bisogno anche di quella persona li. No, adesso mi giro e faccio finta di non vederti. Oppure mi dileguo in due secondi con una scusa. Forse mi stai anche antipatica, tu, nuova persona che sei all’inizio dell’inizio di qualcosa. Ti sto guardando da lontano, tipo da una collinetta verde e ho capito che non mi servi, nuova persona. No, non mi servi. Però, ti prego, girati un attimo e dimmi qualcosa, tipo “ciao!”.<br />
Ecco cosa mi piace tantissimo dell’inizio dell’ inizio di qualcosa.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-26070" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/inizio.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/inizio/">L&#8217;inizio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Archivio</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/archivio/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sofisticata Verga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2013 09:43:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Niente, essendo io una tipa profondamente ironica ho deciso di scrivere il mio primo post qui sopra parlando del dolore, così mettiamo subito le cose in chiaro e non ci pensiamo più fino al prossimo inverno. O fino al prossimo imminente matrimonio di Brad Pitt. Ecco. Il dolore è una di quelle cose, di quei sentimenti, che se trascurato, può trasformarsi in fastidio. Spesso ce lo si scambia ad un tavolino di un bar o in una qualche telefonata. Fa talmente parte di te che ti definisce, forse, più di qualunque altra cosa. Naturalmente ce ne sono di diverse tipologie, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Niente, essendo io una tipa profondamente ironica ho deciso di scrivere il mio primo post qui sopra parlando del dolore, così mettiamo subito le cose in chiaro e non ci pensiamo più fino al prossimo inverno. O fino al prossimo imminente matrimonio di Brad Pitt. Ecco.<br />
Il dolore è una di quelle cose, di quei sentimenti, che se trascurato, può trasformarsi in fastidio.<br />
Spesso ce lo si scambia ad un tavolino di un bar o in una qualche telefonata.<br />
Fa talmente parte di te che ti definisce, forse, più di qualunque altra cosa.<br />
Naturalmente ce ne sono di diverse tipologie, ma questo non vuole essere un trattato sull&#8217;argomento.<br />
Ultimamente provo parecchio fastidio per un sacco di cose.<br />
Tipo, quando a scuola, il gesso sfregava in quel modo, così acuto e penetrante, la lavagna.<br />
Ti rimbombava dentro per interi secondi.<br />
Allora dovevi immediatamente concentrarti su altro, per far passare quella scossa di brividi.<br />
Provo parecchio fastidio, dicevamo.<br />
E quando arriva il fastidio, il grosso è già fatto.<br />
Cioè&#8230; È come se non ci fosse bisogno di grosse sceneggiate, o isterismi, o pianti, o parole e spiegazioni.<br />
Tutta quella parte lì è già andata, sia che tu te ne sia o non te ne sia accorta.<br />
Perché spesso i dolori si mischiano .<br />
E allora tu credi che piangi per il lavoro, invece piangi per l&#8217;amore.<br />
Che piangi per un film, invece stai piangendo per te stessa.<br />
Che urli a squarciagola per una canzone, invece urli contro una persona.<br />
Cose così, insomma.<br />
Riesco a spiegarmi?<br />
Attenzione perché qui arriva la parte importante.<br />
Insomma, quando tutta quella parte lì diventa solo e unicamente fastidio &#8211; e il grosso è fatto e non c&#8217;è niente da spiegare &#8211; allora è solo un&#8217; altra scatola da mettere via, da qualche parte.<br />
Un posto lo si trova sempre, fidatevi.<br />
Ve lo dice una che abita in un bilocale.<br />
Un posto si trova e quella gomma da masticare che hai attaccata sotto le scarpe, che ti permette di camminare, ma non di farlo in modo del tutto naturale, si stacca.<br />
Ci metti sopra una bella etichetta, ne valuti lo spessore e il peso, e archivi.<br />
Senza grossi strazi.<br />
Archivi.<br />
È la prima cosa che insegnano in qualunque ufficio.<br />
Archivi.<br />
Sai archiviare.</p>
<p>E fa sempre curriculum.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-26040" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/Archivio.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/archivio/">Archivio</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Indovina chi viene a cena</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sofisticata Verga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Jul 2012 10:48:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[depressione]]></category>
		<category><![CDATA[noia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Toc toc. VSV: Ma chi è che bussa? Mica siamo in una fiaba!. E suonate il campanello, Cristo. D: Sono la depressione, apri. VSV: Usti!! (cambia voce) Ehm&#8230; Sono la donna delle pulizie, la signorina Verga non c’è . Torna domani. D: See, see&#8230; E chi era allora che smocciolava e stava quasi per mettersi a piangere prima? Apri su, non fare storie. Ti devo dire un paio cosine e poi me ne vado. VSV: (con accento orientale) Signola Velga non c&#8217;è. Sbam. La porta si apre. La depressione fa il suo ingresso in casa. Nè bella nè brutta, la [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Toc toc.</p>
<p>VSV: Ma chi è che bussa? Mica siamo in una fiaba!. E suonate il campanello, Cristo.</p>
<p>D: Sono la depressione, apri.</p>
<p>VSV: Usti!! (cambia voce) Ehm&#8230; Sono la donna delle pulizie, la signorina Verga non c’è . Torna domani.</p>
<p>D: See, see&#8230; E chi era allora che smocciolava e stava quasi per mettersi a piangere prima? Apri su, non fare storie. Ti devo dire un paio cosine e poi me ne vado.</p>
<p>VSV: (con accento orientale) Signola Velga non c&#8217;è.</p>
<p>Sbam. La porta si apre. La depressione fa il suo ingresso in casa. Nè bella nè brutta, la depressione è una signora di mezz&#8217;età, con un taglio di capelli improbabile e un vestito a tappezzeria informe, di quelle che non ti tromberesti mai. Però potresti passarci insieme intere giornate, a pensarci bene. A dispetto dell&#8217;apparenza insulsa e insignificante, la depressione è sadica da far paura. Esordisce senza mezzi termini.</p>
<p>D: Hai 40 anni, come mai non hai combinato un cazzo nella tua vita?</p>
<p>VSV: Veramente ne ho 33, scusi.</p>
<p>D: Vabbè tra poco avrai 40 anni e non avrai combinato un cazzo lo stesso.</p>
<p>VSV: Sì, in effetti non ho combinato un cazzo ed è probabile che continui tutto così.</p>
<p>D: Non è probabile: è sicuro. Brava. Ma poi si è mai capito cosa volevi fare te nella vita?</p>
<p>VSV: Mi lasci pensare…Volevo scrivere cose belle. Una sceneggiatura. Slogan pubblicitari. Fare l’attrice.. Be&#8217; &#8216;anche un calendario pero&#8217;… Che lei sappia hanno già trovato la cura universale per il raffredd…</p>
<p>D: Piantala, di fare la buffona!!! Be&#8217; in effetti i risultati ti sono sfavorevoli. E, sentiamo, quelle robe che scrivi a casaccio su Facebook o quegli articoletti che pubblichi per hobby?</p>
<p>VSV: Senta, ma mica volevo fare davvero quello, io. Io volevo scrivere cose che la gente leggeva e diceva &#8220;Bello, anzi bellissimo&#8221;. Avrei voluto far ridere e piangere, suscitare emozioni. Roba cosi’.</p>
<p>D: Non è mica colpa tua se non ci riesci. Sei solo un po’ limitata, tutto qui.</p>
<p>VSV: Grazie Signora Depre, questo mi consola. Vuole un caffè?</p>
<p>D: No. Senti, ma perché non fai un figlio e gli rovesci addosso tutte le tue frustrazioni? Lo fanno in tanti. Dice che funziona.</p>
<p>VSV: Che simpa che è.Mah, ci stavo giusto pensando. Un regalo ai miei per il prossimo Natale. Che dice?</p>
<p>D: A dire il vero, però, non mi sembri all&#8217;altezza del compito. Sei ancora una cazzona. Non ti ci vedo. Non adesso.Secondo me, te lo porti al supermercato e te lo perdi…</p>
<p>VSV: Cazzo, come fa a saperlo?? E’ un mio incubo ricorrente.</p>
<p>D: Ce l&#8217;hai scritto in faccia. Senti cambiamo discorso che altrimenti ti deprimi. (sorride maliziosa) Come pensi di passare l&#8217;estate? Anche quest&#8217;anno non riesci ad organizzare una vacanza da nessuna parte?</p>
<p>VSV: Sì, in effetti&#8230; ma non è solo colpa mia&#8230; ci sono problemi di soldi&#8230; Sa, il lavoro&#8230;I piani ferie che non coincidono con quelli degli amici…</p>
<p>D: Tra le mie protette, sei forse la più patetica. Uh, si è fatto tardi, e’ ora di andare a nanna.</p>
<p>VSV: Ma io non ho sonno.</p>
<p>D: Perfetto, allora io resto qui ad aspettare che ti addormenti. Anzi vengo lì che ti guardo. Mi piace vedere la gente che non riesce a dormire: mi mette di buon umore. Idea!! Aspetta che chiamo la mia amica Sig. Noia e le dico di raggiungerci.</p>
<p>VSV: Assolutamente perfetto.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-26260" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/depressione.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/indovina-chi-viene-a-cena-la-depressione/">Indovina chi viene a cena</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Uomini. Pare(ri).</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/uomini-pareri/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Valentina Sofisticata Verga]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Jul 2012 10:41:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[prontuario]]></category>
		<category><![CDATA[uomini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che l&#8217;uomo ascolta la radio ad un volume più alto del nostro. Che lascia aperte le ante degli armadi e che sbatte le porte. Che dimentica le date importanti, che non si trova difetti e che a volte si dimentica di vivere. Pare. Che ci vede meglio da lontano, ma non trova la mozzarella in frigo. Che è fedele nell&#8217;amicizia. Che si siede a gambe larghe. Che separa l&#8217;amore dal sesso. Che non si accorge quando è amore. Che ha orrore degli ombrelli, anche quando piove. Pare. Che può aspirare alla virtù e non alla verità. Che è più dotato [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Che l&#8217;uomo ascolta la radio ad un volume più alto del nostro. Che lascia aperte le ante degli armadi e che sbatte le porte. Che dimentica le date importanti, che non si trova difetti e che a volte si dimentica di vivere. Pare. Che ci vede meglio da lontano, ma non trova la mozzarella in frigo. Che è fedele nell&#8217;amicizia. Che si siede a gambe larghe. Che separa l&#8217;amore dal sesso. Che non si accorge quando è amore. Che ha orrore degli ombrelli, anche quando piove. Pare. Che può aspirare alla virtù e non alla verità. Che è più dotato per il ragionamento matematico e che si orienta meglio nello spazio. Che fa fatica a piangere e che si costruisce sul no. Che è fragile. Che non è libero di fare ciò che più di ogni altra cosa gli può dare piacere. Pare. Che non ti chiede &#8220;come stai?&#8221; e che dà tutto per scontato. Che ha paura di non avere l&#8217;erezione. Pare. Che dimentica di fare metà della spesa perché non si è portato dietro la lista. Che compra i vestiti senza provarli. Che preferisce portare a spasso il bimbo, piuttosto che cambiargli il pannolino. Che il mondo inasprisce il suo cuore. Pare. Che pochi meritano di essere studiati. Che ama le calze autoreggenti e che preferisce le brune. Che aspira alla tranquillità, ma raramente la regala. Che cerca di fare tutto da solo. Che è solo ed esclusivamente una questione di natura. Pare.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-26230" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/uomini.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/uomini-pareri/">Uomini. Pare(ri).</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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