<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Tendenze Archivi - odiopiccolo</title>
	<atom:link href="https://www.odiopiccolo.com/category/voci-dei-bresciani/tendenze/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.odiopiccolo.com/category/voci-dei-bresciani/tendenze/</link>
	<description>diamo voce ai bresciani</description>
	<lastBuildDate>Wed, 24 Aug 2016 07:28:12 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.1</generator>
	<item>
		<title>Manuale di sopravvivenza per neo padri</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/manuale-di-sopravvivenza-per-neo-padri/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/manuale-di-sopravvivenza-per-neo-padri/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Quillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 17 Jul 2016 09:33:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[figli]]></category>
		<category><![CDATA[mompiano]]></category>
		<category><![CDATA[padre]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=2595</guid>

					<description><![CDATA[<p>Non so quanti di voi ci sia passato o ci stia passando, sono certo che moltissimi di voi sicuramente ci passeranno, e allora io, che sono nel mezzo della tempesta, mi permetto di fornirvi qualche coordinata per orientarvi e non boccheggiare nell&#8217;affannosa ricerca del voi stesso perduto. Di cosa sto parlando? Della più clamorosa, prorompente, fragorosa bomba che possa essere sganciata nella quiete della vostra vita di trentenni: la paternità. Quando vi dicono che un bambino è la cosa più bella che possa capitarvi, che dà un senso alla vita, che cambia tutto in meglio, credeteci, è giusto crederci, è [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/manuale-di-sopravvivenza-per-neo-padri/">Manuale di sopravvivenza per neo padri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Non so quanti di voi ci sia passato o ci stia passando, sono certo che moltissimi di voi sicuramente ci passeranno, e allora io, che sono nel mezzo della tempesta, mi permetto di fornirvi qualche coordinata per orientarvi e non boccheggiare nell&#8217;affannosa ricerca del voi stesso perduto.</p>
<p>Di cosa sto parlando? Della più clamorosa, prorompente, fragorosa bomba che possa essere sganciata nella quiete della vostra vita di trentenni: <strong>la paternità</strong>.</p>
<p>Quando vi dicono che un bambino è la cosa più bella che possa capitarvi, che dà un senso alla vita, che cambia tutto in meglio, credeteci, è giusto crederci, è giusto dirlo.</p>
<p>In sostanza è vero.</p>
<p>Ma provate a guardare gli occhi dei neo padri, non parlo di neo padri da un paio di settimane o un paio di mesi, quando gli occhi assonnati sono ancora commossi dal primo vagito, dal primo sorriso, come drogati dall&#8217;emozione, fatti di borotalco, anestetizzati dall&#8217;entusiasmo di parenti e amici, uno specchio liquido di luminosa emozione.</p>
<p>Parlo dei neo padri della terra di mezzo&#8230; quella tra l&#8217;idillio sopra descritto e la salvezza rappresentata dall&#8217;asilo (nido perdio!!).</p>
<p>Quel periodo corto ma lungo in cui si spengono le luci della ribalta mediatica, i nonni riprendono la loro vita, il lavoro riparte al ritmo di sempre, il volume e l&#8217;attenzione del cerchio dell&#8217;affetto si abbassano, gli amici diradano le visite e vanno per la loro strada&#8230; ecco in questo momento, mentre anche tu credi di avere il diritto finalmente di riprendere la tua vita,inizia la battaglia. E in battaglia non esistono diritti.</p>
<p>Le richieste, il peso (in termini di chili e non solo) e le energie della creatura magicamente aumentano.</p>
<p>I pisolini si accorciano, il facile biberon lascia il posto a una giungla di pappe, crescono i denti. Si alzano i decibel.</p>
<p>Ora la cacca lascia il posto alla merda.</p>
<p>Ecco in questo periodo gli occhi dei <strong>neo padri</strong> sviluppano una leggera patina opaca, fatta di un sonno che diventa endemico, quasi epidermico.</p>
<p>È un sonno che si allunga negli arti rendendoli pesanti, rallenta i tempi di reazione, offusca le idee. Fin dalle prime ore della mattina. E in crescendo.</p>
<p>È una nebbia che esce dallo schermo del vostro pc in ufficio e vi fa sudare la schiena.</p>
<p>Un sonno che esce allo scoperto in tutto il suo irresistibile fulgore alle 14 se farete l&#8217;errore di ingerire un carboidrato a pranzo. E vi punirà.</p>
<p>Vi chiuderà le palpebre, nel mezzo di una riunione o in coda in autostrada. Diventerà parte di voi.</p>
<p>Ma non c&#8217;è solo sonno in quella patina opaca, c&#8217;è anche qualcos&#8217;altro. È una specie di paura. Come quella dei pesci rossi quando schizzano fuori dalla boccia con quegli occhi inebetiti.</p>
<p>Non è claustrofobia, ma è simile&#8230; è fame d&#8217;aria.</p>
<p>Paura di soffocare.</p>
<p>Quando l&#8217;avvertirete (perché succederà!) la prima tentazione sarà di reprimerla, in un misto di vergogna e negazione. Non fatelo, non serve a niente. Ammettetela piuttosto, affrontatela.</p>
<p>La verità è che volete fuggire, rivolete la vostra vita di prima. Ammettetelo, ripetetelo ad alta voce, sarà il primo passo per guarire.</p>
<p>Non ha niente a che fare con l&#8217;amore che provate per vostro figlio/a, smettetela di crucciarvi, non toglie nulla a lui/lei&#8230; se sarete bravi  e tempestivi non se ne accorgerà nemmeno, smettetela di sentirvi in colpa: è una cosa tra voi e voi, solo vostra, la resa dei conti finale col tempo che passa, con la paura di diventare grandi.</p>
<p>Avete rimandato questo scontro ai primi capelli bianchi, persino ai primi che cadevano, l&#8217;avete rimandato ai vostri 30 anni, ai matrimoni degli amici, persino al vostro se sarete stati un po&#8217; distratti.</p>
<p>Avete fuggito la contesa quando avete sostituito le scarpe da ginnastica con la cravatta, quando avete prenotato l&#8217;albergo con la morosa invece di andare all&#8217;avventura a dormire dove capitava con gli amici.</p>
<p>L&#8217;avete dissimulato col fantacalcio, con il Pagodino il venerdì, con il calcio giocato nonostante i chili in più tirassero la maglia e i ragazzini di 20 anni vi passassero sulle orecchie già da un po&#8217;.</p>
<p>Ma ora dovete ammetterlo.</p>
<p>Siete grandi, non vecchi forse, ma certamente non ragazzi.</p>
<p>Non potete fuggire proprio da nessuna parte ormai, non con una creatura a casa.</p>
<p>Questa l&#8217;analisi, la cruda realtà dei fatti. Come uscirne vi chiederete?</p>
<p>Ciascuno trovi il suo metodo, non esiste una formula credo, ma visto che ci sono vi dico come faccio io quando mi piglia l&#8217;ansia:</p>
<p>Mi metto le scarpe da ginnastica ed esco a correre, meglio se comincia a fare buio, fino a quando il sudore scioglie la tensione, il battito del cuore che accelera spezza le catene che imbrigliano pensieri e respiro, la nebbia si dirada.</p>
<p>Meglio ancora se piove, sembrerà un lavacro divino, la panacea di tutti i mali.</p>
<p>Ma vale anche un&#8217;uscita in moto per chi ce l&#8217;ha, cento vasche in piscina, la Maddalena in bicicletta. In sostanza, fatevi male fisicamente.</p>
<p>Quando torno a casa mi sento come Ulisse, stanco e pago, anche se sono arrivato a Mompiano e ritorno e un paio di ragazzi in tuta ipertecnica mi sono passati sulle orecchie nei pressi di Studios. Sono lontani i tempi di NY e la maratona, ma ora so che nessuno mi impedisce di allenarmi e riprovarci, tutto mi sembra possibile adesso.</p>
<p>Rientro in casa, vedo mia moglie sul tappeto con la piccola che prova a gattonare e ride, ridono tutte e due e mi sorridono.</p>
<p>Salgo in bagno e mentre guardo il mio fisico un po&#8217; appesantito sotto la doccia percepisco di essere esattamente al mio posto, dove devo essere, e che sono felice.</p>
<p>Metto la mia tuta-pigiama, mi apro una birra e mi appresto a risalire sulla giostra pappa-rutto-cacca-nanna e fare la mia parte, come sempre, mentre un altro giorno se ne va.</p>
<p>Quando tutto tace e finalmente mi stravacco sul divano davanti al mio aristocratico sky hd, penso ai miei amici <em>singoloni</em> in giro a far danni e sorrido&#8230; dateci dentro anche per me ragazzi!</p>
<p>Che sonno cazzo&#8230; buonanotte.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-25960" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2014/11/Neopadre.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/manuale-di-sopravvivenza-per-neo-padri/">Manuale di sopravvivenza per neo padri</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/manuale-di-sopravvivenza-per-neo-padri/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Quel sublime &#8220;momento di meditazione&#8221;&#8230;</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/il-professionista-della-sega-ode-a-selen/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/il-professionista-della-sega-ode-a-selen/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 07 Apr 2016 21:17:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[edwige fenech]]></category>
		<category><![CDATA[erotismo]]></category>
		<category><![CDATA[nadia cassini]]></category>
		<category><![CDATA[sega]]></category>
		<category><![CDATA[selen]]></category>
		<category><![CDATA[sexy luna]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=4837</guid>

					<description><![CDATA[<p>All’una e trenta iniziava su Primarete il programma condotto da Selen. Piccoli uomini eccitati si sintonizzavano puntuali sull’emittente televisiva oggi di proprietà di TeleColor per ammirare le grazie dell’avvenente pornostar stesa su di un divano di pelle (con la radio che urla buone vacanze&#8230; cit.) La bella e procace Luce Caponegro presentava le ultime novità home video del porno. A27, Teen. Ottimo inizio. Sulle note di Hotel California il nostro rito notturno poteva cominciare. Ambientazioni stile fotoromanzo. Una segretaria con gli occhiali incapace di usare il Pc chiamava il tecnico superdotato. In un attimo orde di corpi nudi. Una bibliotecaria [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-professionista-della-sega-ode-a-selen/">Quel sublime &#8220;momento di meditazione&#8221;&#8230;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>All’una e trenta iniziava su <strong>Primarete</strong> il programma condotto da <strong>Selen</strong>.<br />
Piccoli uomini eccitati si sintonizzavano puntuali sull’emittente televisiva oggi di proprietà di <a href="http://www.telecolor.net/" target="_blank">TeleColor</a> per ammirare le grazie dell’avvenente <em>pornostar</em> stesa su di un divano di pelle (con la radio che urla buone vacanze&#8230; <a href="https://www.youtube.com/watch?v=UfAeOeFRcnY" target="_blank">cit.</a>)</p>
<p>La bella e procace <strong>Luce Caponegro</strong> presentava le ultime novità home video del porno.</p>
<p>A27, <em><strong>Teen</strong></em>. Ottimo inizio.<br />
Sulle note di <em>Hotel California</em> il nostro rito notturno poteva cominciare.<br />
Ambientazioni stile fotoromanzo.<br />
Una segretaria con gli occhiali incapace di usare il Pc chiamava il tecnico superdotato. In un attimo orde di corpi nudi.<br />
Una bibliotecaria in minigonna chiedeva aiuto ad un giovane studente di sorreggere la scala per posizionare un libro sull’ultimo scaffale.<br />
Ma all’improvviso: A34! <strong>Vecchi</strong>. Tutte le reazioni neuro-muscolari conseguenti alla stimolazione fisica e psicologica svanivano nel nulla. Corpi increspati e raggrinziti entravano nel tuo campo visivo quasi sapessero a che punto fossi.<br />
Poi c’era la categoria <strong><em>Animal</em></strong>, che però non ho mai “particolarmente” amato e anch’essa puntuale guastafeste.<br />
Rinchiudere la felicità in un fazzoletto (come cantava <a href="https://www.youtube.com/watch?v=bfoKD5SL8r4" target="_blank">Bersani</a>) è da sempre il momento più intimo e stupefacente della vita di un uomo. E non importa se si secca in un secondo.<br />
Le storie che probabilmente nella realtà non si vivranno mai sono degne dei migliori copioni del cinema <em>softcore</em>.<br />
In questi momenti la creatività latente di ciascuno di noi prende libero sfogo forgiando così veri professionisti. I professionisti della sega.</p>
<p>Ai mie tempi per vedere un seno nudo o un sedere a mandolino c’erano tre vie percorribili.</p>
<p>La prima necessitava del supporto di materiale cartaceo o video. Si andava in videoteca reparto lucirosse (la mia era video ciack in via Crocefissa di Rosa dove detenevo una tessera noleggio per tutta la famiglia) oppure in edicola. L’imbarazzo dell’acquisto era spesso, tuttavia, un ostacolo insormontabile.</p>
<p>La seconda consisteva nel contrabbando di materiale. Chi era riuscito ad entrare in possesso di un fumetto o di un giornalino comandava. La <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edifumetto" target="_blank">Edifumetto</a> aveva lanciato negli anni settanta la serie dei mitici “sqauletti”, fumetti erotici in formato albo tascabile. Uno su tutti <strong>Zora</strong> (la vampira) ma famosi divennero anche Rolando del Fico, Vampiro, Scheletro, Sukia, Belzeba, Playcolt, Poppea, Necron e decine di altri personaggi.</p>
<p>La terza via era quella di sintonizzarsi sui canali Tv privati per beneficiare a tarda notte dello scarno palinsesto dell’epoca.<br />
Ed è qui che conobbi Selen e <strong>Sexy Luna</strong>, all’anagrafe <strong>Luna Lombardi</strong>, e i video promo con le loro leggendarie canzoni di sottofondo. Tutte anni 70.<br />
Dalla già citata <em>Hotel California</em> degli <strong>Eagles</strong> del 1976 passando dalla mitica <em>Angie</em> dei <strong>The Rolling Stones</strong> fino ad arrivare all’eterna <em>Wind of Change</em> degli <strong>Scorpions</strong>. Accompagnavano la tua mano con ritmo soave e cadenzato e il loro trasporto era sublime.</p>
<h5>(Provate a leggere il seguito dell&#8217;articolo ascoltando in sottofondo questa canzone e ditemi se non vi riaffiora alla memoria un dolce ricordo&#8230;)</h5>

        <div class="video-wrap-sc bk-shortcode">
            <div class="bk-embed-video">
                <iframe src="http://www.youtube.com/embed/n4RjJKxsamQ" allowFullScreen ></iframe>
            </div>
        </div>
        
<p>Tra queste tre alternative ne spuntava di prepotenza una quarta, forse la più classica e intramontabile.<br />
Non c’erano <em>Youporn</em> o <em>Youjizz</em> all’epoca e la loro sterminata vastità di contenuti tra cui scegliere in base ai propri gusti.<br />
C’era solo la fantasia, il più delle volte, a cui aggrapparsi. Soprattuto durante la seduta mattutina o pomeridiana.<br />
Un po’ come trovarsi oggi nel sobrio stanzino di uno studio ginecologico durante il <strong>test di capacitazione</strong> (senza uno <em>smartphone</em> e un Wi-Fi disponibile).</p>
<p>C&#8217;era chi non utilizzava la mano amica. Addormentava l’altra sedendocisi sopra guidando poi il movimento sussultorio con la mano sveglia. Si creava così una sorta di simulazione di <em>petting</em> estremo con una compagna inesistente mix di tutte le <strong>pornodive</strong> in cui ci si era imbattuti fino a quel momento. C’era chi stringeva “la nonna” con entrambe le mani, di solito chi aveva la “possibilità” per farlo. Poi la presa con la mano a pugno da cui il termine “pugnetta”, la leggenda della bistecca nel calorifero (sempre sentita ma mai praticata), o la “Turbo Sega” che consisteva nell’accompagnare l’atto con un dito inserito nello sbocco secondario verso l&#8217;esterno dell&#8217;apparato digerente (!).<br />
Esisteva pure “il rito di gruppo”, la gara a chi finiva prima. Non è che la pratica fosse molto igienica e di solito accadeva che ci si pulisse col medesimo fazzoletto.</p>
<p>Chiudendo gli occhi si diventava registi del proprio film. Tutto era possibile. Anche che <strong>Margot</strong> (o <strong>Fujiko Mine</strong> se preferite) vi ammiccasse aprendo lentamente la zip del suo tubino viola scuro. O che quattro modelle dell’intimo di <a href="http://www.larivistaintelligente.it/grazie-postal-market/" target="_blank">postalmarket</a> vi saltassero addosso soffocandovi con le loro curve.<br />
Se ti concentravi bene potevi vedere addirittura <strong>Edwige Fenech</strong> e <strong>Nadia Cassini</strong> vestite da crocerossine con autoreggenti bianche scambiarsi saffiche effusioni senza staccare gli occhi dai tuoi. I più fortunati sfruttavano le sporadiche avventure vissute con le amiche più disponibili. Riscrivendole e ingingantendole.<br />
Se si lavorava bene di fantasia era facile raggiungere l’agognata <a href="http://www.albertotofanari.it/plateau.html" target="_blank">fase di Plateau</a> e la conseguenti contrazioni ritmiche foriere di quell’indefinibile momento di estrema felicità.<br />
Ricordo come se fosse ieri la prima volta che mi successe tutto questo. Trasportato da un vigore sconosciuto raggiunsi l’epilogo con somma sorpresa, sopraffatto da un senso di angoscia, folle gioia e paura. Sentimenti che non mi impedirono col tempo di affinare la tecnica. Sono passati credo trent’anni da quel giorno. trent’anni d’esperienza e di pratica.</p>
<p>Ho ben donde di definirmi un prefessionista&#8230;</p>
<blockquote><p><em>Una mattina mi svegliai, con una forte erezione, una di quelle erezioni che chiamo &#8220;politiche&#8221;, forte e orgogliosa come a discutere in un comizio. Ma a quel comizio non c&#8217;era nessuno ad assistere, solo una mano applaudiva vigorosamente, da sola&#8230;</em>~ Pier Paolo Pasolini</p></blockquote>
<p>Per approfondimenti visita la sezione dedicata su <a href="http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/Masturbazione" target="_blank">nonciclopedia</a>.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-48380" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/11/Edwige-Fenech.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-professionista-della-sega-ode-a-selen/">Quel sublime &#8220;momento di meditazione&#8221;&#8230;</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/il-professionista-della-sega-ode-a-selen/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il &#8220;vecchio&#8221; Don Antonio FAPPANI sbaraglia tutti a 93 anni, lui è l&#8217;innovatore</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/il-vecchio-don-antonio-fappani-sbaraglia-tutti-a-93-anni-lui-e-linnovatore/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/il-vecchio-don-antonio-fappani-sbaraglia-tutti-a-93-anni-lui-e-linnovatore/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Simone Sossi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Jun 2015 18:02:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[bresciaconnessa]]></category>
		<category><![CDATA[Enciclopedia Bresciana]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=2897</guid>

					<description><![CDATA[<p>L&#8217;Enciclopedia Bresciana diventa una WIKI Probabilmente potrà passare abbastanza inosservato ma il 1 Giugno 2015, alle ore 11 nella sala Piamarta di Via s.Faustino è avvenuto, a mio parere, uno dei fatti più significativi per quanto riguarda l&#8216;Innovazione a Brescia degli ultimi anni ed un passo importantissimo verso una svolta a favore della cultura digitale: esce dal cantiere e entra nella fase operativa una iniziativa volta a celebrare (visto che si respirava tanta aria di chiesa) l&#8217;importanza di comprendere quanto Internet stia modificando la nostra vita e quanto sia necessario adeguarsi ai nuovi paradigmi della comunicazione e della condivisione delle [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-vecchio-don-antonio-fappani-sbaraglia-tutti-a-93-anni-lui-e-linnovatore/">Il &#8220;vecchio&#8221; Don Antonio FAPPANI sbaraglia tutti a 93 anni, lui è l&#8217;innovatore</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>L&#8217;Enciclopedia Bresciana diventa una WIKI</strong></p>
<p>Probabilmente potrà passare abbastanza inosservato ma il 1 Giugno 2015, alle ore 11 nella sala <strong>Piamarta di Via s.Faustino</strong> è avvenuto, a mio parere, uno dei fatti più significativi per quanto riguarda l<strong>&#8216;Innovazione a Brescia</strong> degli ultimi anni ed un passo importantissimo verso una svolta a favore della cultura digitale: esce dal cantiere e entra nella fase operativa una iniziativa volta a celebrare (visto che si respirava tanta aria di chiesa) l&#8217;importanza di comprendere quanto Internet stia modificando la nostra vita e quanto sia necessario adeguarsi ai nuovi paradigmi della comunicazione e della condivisione delle conoscenza. <strong>Don Antonio Fappani</strong>, un piccolo grande uomo di 93 anni che non ha mai abbandonato la tonaca nera testimonianza attiva del suo sacerdozio di antica tradizione, è ancora ben saldo e lucido ogniqualvolta deve promuovere <strong>la sua opera</strong>, per la quale ha speso tanti anni della sua vita, l&#8217;<strong>Enciclopedia Bresciana </strong>quanto le iniziative della sua Fondazione.</p>
<div id="attachment_2900" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2900" class="wp-image-2900 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/DonFappaniConvegno.jpg" alt="L'enciclopedia Bresciana diventa una WIKI" width="1024" height="703" /><p id="caption-attachment-2900" class="wp-caption-text">L&#8217;enciclopedia Bresciana diventa una WIKI</p></div>
<p>Per chi non lo sapesse <strong>Don Fappani</strong> è sempre stato appassionato di storia e in particolare è annoverato come studioso di <strong>Zanardelli</strong> e <strong>Garibaldi</strong> (passato da Brescia) unicamente nelle pagine di Wikipedia francese, nulla su di lui in quelle italiane, nonostante la sua <a href="http://www.lavocedelpopolo.it/enciclopedia.php" target="_blank">opera in 22 volumi </a>di cui sembra manchi unicamente l&#8217;ultimo, rappresenti un unicum a livello bresciano e anche italiano. Tagliava (le fotocopie di giornali e libri) e incollava, anticipando in toto il copy and past del computer, e sistematicamente chiedeva collaborazione ad amici e conoscenti (socialnetwork ante litteram?)  per poter raccogliere i racconti dei personaggi, dei luoghi e degli eventi legati alla sua terra. Innovatore sicuramente, raccoglitore di articoli di giornale e pagine di <strong>libri dedicate a Brescia e ai bresciani</strong>. Nel 1972 nasce l&#8217;idea dell&#8217;enciclopedia a fascicoli e nel 1978 si passa ai volumi. Difficoltà tante quanta la passione e la caparbietà di portare a termine l&#8217;opera. Un patrimonio che la crisi dei nostri tempi (con i tagli alla cultura) stava veramente mettendo a rischio.</p>
<p>Lo volli incontrare due anni fa dopo che avevo letto su un <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2013/agosto/15/Buon_compleanno_monsignore_co_0_20130815_f21e18f0-056a-11e3-9dcf-ad78f84bf6b5.shtml" target="_blank">articolo sul corriere</a> di <strong>Costanzo Gatta</strong> delle sue intenzioni (in occasione dei festeggiamenti del suo 90esimo compleanno) di trasformare la sua enciclopedia in una specie di wiki.</p>
<p>Oggi il Monsignore ex curato di Poncarale dopo l&#8217;annuncio che grazie alle risorse trovate (anche da Fondazione Cariplo) ha detto, facendo riferimento alla propria età avanzata:&#8221;Prima che l&#8217; Alzheimer prenda pieno possesso della mia memoria (io ci farei la firma subito di arrivare a questo traguardo! NDR) si deve pensare a quella dei giovani. È ora che <strong>L&#8217;enciclopedia Bresciana</strong> diventi una enciclopedia &#8220;aperta&#8221;. Grazie alle nuove tecnologie si sta mettendo la prima pietra perché possa diventare un&#8217; Enciclopedia Collaborativa, ossia aperta  al contributo di correzione ed implemento di tutti coloro che lo vorranno&#8221;. Come ha detto <strong>Paolo Gibellini</strong> (product manager tecnologico) partendo dalla pubblicazione dei volumi già digitalizzati, gli ultimi, e da quelli più vecchi acquisiti in un anno di test con tecniche OCR, si arriverà in tre anni alla intera digitalizzazione dei volumi pianificati, e dalla riorganizzazione degli articoli e dei lemmi sapendo che a breve si potrà già consultare parte dell&#8217;enciclopedia e cominciare a collaborare. Alla faccia di tanti finti &#8220;innovatori&#8221; <strong>Don Fappani ha sbaragliato tutti</strong>, almeno così sembra e ne sono felice. Significa che il progetto ha trovato estimatori e collaboratori, certo a parte un po&#8217; di tecnici e operatori vicini probabilmente alla <a href="http://www.lavocedelpopolo.it/" target="_blank">Voce del Popolo</a> oggi in sala non c&#8217;erano tanti giovani, anzi, molti amici della fondazione con un po&#8217; di anni sulle spalle, che forse non hanno neppure recepito appieno la portata dell&#8217;evento. Ho notato però la <strong>vicesindaco Castelletti</strong> fare testimonianza attiva di un consenso anche senza intervenire ufficialmente, ma con la semplice presenza, evitando probabilmente ulteriori strascichi di incomprensioni circa la destinazione di fondi comunale, dimostrando comunque approvazione a favore dell&#8217;iniziativa. Lei stessa infatti ha poi dato <a href="https://www.facebook.com/photo.php?fbid=849158028503769&amp;set=a.127031244049788.33565.100002287395145&amp;type=1&amp;theater" target="_blank">risalto su Facebook</a> all&#8217;evento sicuramente allargando la cerchia del pubblico informato della <strong>Fondazione</strong> e della <strong>Voce del Popolo</strong>. Comunque una testimonianza importante.</p>
<div id="attachment_2902" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2902" class="wp-image-2902 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/Fappani-Castelletti.jpg" alt="L'enciclopedia Bresciana diventa una WIKI" width="1024" height="703" /><p id="caption-attachment-2902" class="wp-caption-text">L&#8217;enciclopedia Bresciana diventa una WIKI</p></div>
<p>Ha colto in pieno la portata dell&#8217;evento sicuramente anche il <strong>Senatore Paolo Corsini</strong>, ex sindaco cittadino e storico accreditato, che ha probabilmente alfabetizzato gran parte del pubblico presente sugli strumenti e sulla filosofia Wiki compresi i dubbi (per quanto ancora?) su Wikipedia. L&#8217;iniziativa infatti non sarà probabilmente aggregata a Wikipedia in quanto per non incorrere in alcuno dei tre rischi a cui potrebbe esporre <strong>L&#8217;Enciclopedia bresciana</strong> la più grande enciclopedia mondiale (non attendibilità, vandalismo e manipolazione pubblicitaria) si ricorrerà sicuramente ad un <em>&#8220;Collegio di garanzia e revisori&#8221;</em>, una sorta di comitato scientifico che sovraintenda alle modifiche e implementazioni pur non rinunciando alla collaborazione di chiunque lo desideri e abbia informazioni adatte come pure alla condivisione dei contenuti nella rete aperta.</p>
<div id="attachment_2903" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2903" class="wp-image-2903 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/Fappani-Corsini.jpg" alt="L'enciclopedia Bresciana diventa una WIKI" width="1024" height="703" /><p id="caption-attachment-2903" class="wp-caption-text">L&#8217;enciclopedia Bresciana diventa una WIKI</p></div>
<p>Contento sì, molto, ma dirmi pienamente soddisfatto sarebbe un&#8217;esagerazione, vedo ancora tantissimi ostacoli da superare e anche da elencare ma non in questo contesto, ma che questo segnale di innovazione e di consapevolezza che il mondo sta cambiando proprio da un mondo che ritenevo piuttosto chiuso e restio mi sorprende tantissimo. Significa che non è l&#8217;età e neppure forse una spinta cultura tecnologica che ti pone più avanti di tanti altri, politici compresi, come pure di tanti giovani che professano predisposizione all&#8217;innovazione senza però aver provato a credere intensamente ad un idea , senza sudare le fatiche di raccogliere e catalogare il sapere, ma soprattutto di promuovere l&#8217;opportunità offerta dalla condivisione delle conoscenze. La differenza fra il dire e il fare è grande. Bravo <strong>Don Fappani</strong>, e bravo <strong>Don Adriano Bianchi</strong> che credo sia (pura sensazione) il vero artefice di questa svolta. Ma probabilmente a breve ci sarà qualche altro annuncio che non spetta a me fare che va in questa direzione, un&#8217;iniziativa laica, di cittadini che credono che dalla diffusione di una maggiore cultura digitale possa arrivare la consapevolezza che <strong>SI PUO&#8217; FARE</strong>, che <strong>SI PUO&#8217; INVENTARE ANCHE NUOVI LAVORI</strong>, che dalla collaborazione e dalla condivisione delle conoscenze, dalla rete può e deve arrivare una svolta.</p>
<div id="attachment_2904" style="width: 1034px" class="wp-caption aligncenter"><a href="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/Fappani-Pubblico.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2904" class="size-full wp-image-2904" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/Fappani-Pubblico.jpg" alt="L'enciclopedia Bresciana diventa una WIKI" width="1024" height="703" /></a><p id="caption-attachment-2904" class="wp-caption-text">L&#8217;enciclopedia Bresciana diventa una WIKI</p></div>
<p><em>Simone Sossi</em></p>
<p>Le foto sono state scaricate dalla pagina facebook <a href="https://www.facebook.com/pages/Corpus-Hominis/744720015560866" target="_blank">Corpus Hominis &#8211; Comunità</a></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-28980" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/06/Don-Fappani.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-vecchio-don-antonio-fappani-sbaraglia-tutti-a-93-anni-lui-e-linnovatore/">Il &#8220;vecchio&#8221; Don Antonio FAPPANI sbaraglia tutti a 93 anni, lui è l&#8217;innovatore</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/il-vecchio-don-antonio-fappani-sbaraglia-tutti-a-93-anni-lui-e-linnovatore/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Come ti approccio una tipa</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/come-ti-approccio-una-tipa/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/come-ti-approccio-una-tipa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Never]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 Nov 2014 03:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[approcci]]></category>
		<category><![CDATA[classificazioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=2366</guid>

					<description><![CDATA[<p>Avete mai visto l’approccio dei ragazzi alle ragazze? Non intendo vederlo e basta, ma se vi siete soffermati un secondo ad analizzare questa atavica usanza del bipede maschile: vi si notano alcuni elementi distintivi che sebbene diametralmente diversi tra loro garantiscono lo stesso terrificante grado di successo: zero! E la cosa peggiore è che sono ripetitivi! Ergo il bipede maschile non è un animale auto apprendente: non impara dai suoi errori. Anzi, si potrebbe dire che non impara proprio un cazzo di niente, infatti non trae giovamento nemmeno dai molteplici fallimenti dei suoi simili. Proviamo a metterli per iscritto, sia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/come-ti-approccio-una-tipa/">Come ti approccio una tipa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Avete mai visto l’<strong>approccio dei ragazzi alle ragazze</strong>?<br />
Non intendo vederlo e basta, ma se vi siete soffermati un secondo ad analizzare questa atavica usanza del bipede maschile: vi si notano alcuni elementi distintivi che sebbene diametralmente diversi tra loro garantiscono lo stesso terrificante grado di successo: zero!</p>
<p>E la cosa peggiore è che sono ripetitivi! Ergo il bipede maschile non è un animale auto apprendente: non impara dai suoi errori. Anzi, si potrebbe dire che non impara proprio un cazzo di niente, infatti non trae giovamento nemmeno dai molteplici fallimenti dei suoi simili.</p>
<p>Proviamo a metterli per iscritto, sia mai che come dicevano i latini <em>verba volant…..</em></p>
<p><strong>L’IMPACCIATO</strong></p>
<p>È il classico ragazzotto poco spigliato, che memore dei telefilm anni ’80 vorrebbe presentarsi a casa della sua bella con un mazzo di fiori per invitarla al ballo del liceo. Transuma questa sua immagine in approcci di una tenerezza infinita, ma scarsamente efficaci del tipo:</p>
<p>“Piacere, mi chiamo Marzio” allungando la mano come ad un incontro di lavoro sotto lo sguardo attonito di ragazze che fino a 2 secondi prima non l’avevano nemmeno visto, oppure: “Scusate il disturbo, sono Luigi..ho visto che eravate qui in piedi a parlare fitto fitto e….”…..e appunto sei andato a rompere i coglioni!  Il suo difetto più grande è che molte volte questo atavico esemplare è di una testardaggine impressionante: nel senso che non capisce quando è ora di andare fuori dal cazzo e tagliare la corda. È convinto che le donzelle in questione siano oramai una sua proprietà perché le “ha viste per primo” e quindi le poverette devono sorbirsi un’immane triturata di palle fino a quando esauste riescono a liquidarlo con il classico: “Devo andare alla toilette, mi accompagni Ines? È stato un piacere… ehm…<strong>Gino</strong>, ci vediamo dopo”.</p>
<p><strong>IL TUTTOLOGO</strong></p>
<p>Questo strano esemplare crede di possedere le chiavi del sapere.</p>
<p>In senso lato.</p>
<p>Non importa molto come approccia un gruppo di ragazze, ciò che conta è che lui le contraddirà sempre. È abituato a farlo nella vita e con ancora maggior vigore si intestardisce in quest’odioso atteggiamento con il gentil sesso. Non riesce proprio a capire che <strong>Luisella</strong> e <strong>Maria</strong> se ne sbattono altamente le palle se lui ha scoperto al liceo il <strong><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bosone_di_Higgs" target="_blank">bosone di Higgs </a></strong>e tantomeno a <strong>Giulia</strong> e <strong>Roberta</strong> importa un cazzo delle sue gite in <strong><a title="Birmania" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Birmania" target="_blank">Birmania</a></strong>. Conosce tutti gli argomenti del mondo e ha sempre una visione alternativa e più aggiornata. Dovete piantare un fiore in giardino? Lui vi consiglierà quel particolare Bonsai che arriva da una sperduta isola dell’Indonesia che resiste al freddo, al caldo, alla pioggia, al vento e non bisogna di cure quotidiane. Stai pensando di dare una pitturata all’appartamento? Avrà appena utilizzato delle  super vernici eco-bio-compatibili rarissime importate dall’Olanda consigliategli da uno zio espatriato dopo la guerra. È giunto il momento di cambiare compagnia telefonica? Fermati! Sono tutti farabutti! Lui ormai utilizza da anni solo Skype e Viber con cui parla per ore con amici australiani. Gratis. E così via per ogni argomento, rimarcando una spocchiosità tanto odiosa quanto melliflua che rende immediato il triste epilogo della serata: il più delle volte dopo 15/20 minuti sono i suoi stessi amici a spararsi nelle palle pur di avere una scusa per andarsene mentre le tipe si scambiano l’un l’altra sguardi compassionevoli ma che lasciano intendere l’univoco pensiero: “Due palle lui qua…”</p>
<p><strong>IL BRILLANTONE</strong></p>
<p>Il suo tipo di approccio è: “Salve ragazze! Bevete qualcosa?” Ben vestito, con un sorriso da cazzone ben in vista tenta di trascinare le sventurate al bancone del locale. Per lui è scontato che tutte debbano almeno bere un drink con lui. Ed è impensabile che fino al suo arrivo qualcuna abbia deciso di farsi un pirlo col campari senza aspettare “Mister Offro io”. Intimamente sa – DEVE SAPERLO CAZZO! – che nove volte su dieci le ragazze rifiutano l’offerta al primo colpo, ma Lui non ha un piano B: insiste imperterrito a forzare l’invito, sbalordito dal fatto che la serata sia partita senza che sia stato lui ad aprire le danze.</p>
<p>Ma come può non esserti venuto in mente che magari <strong>Marina</strong> e <strong>Sara</strong> da bere se lo prendevano per i fatti loro se avessero avuto sete? O che<strong>Elena</strong> e <strong>Rosy</strong> lo hanno preso in tutta fretta proprio per evitare che un coglione come te arrivasse ad offrirglielo senza dire un cazzo prima? Ma chi cazzo sei ? Il cameriere?</p>
<p><strong>QUELLO CHE GUARDA &#8211; Duro</strong></p>
<p>È il classico belloccio sfigato che pensa di avere lo sguardo di <strong><a title="Citazioni di Clark Gable" href="http://it.wikiquote.org/wiki/Clark_Gable" target="_blank">Clark Gable</a></strong>. Indossa sempre camicie  aperte sul petto dove risaltano le più improbabili collane e al polso porta sfarzosi orologi. Sempre impomatato e in ordine, passa il tempo a fissare ogni tipo di ragazza. A volte si concede un mezzo sorriso tirato su un lato della bocca, ma il più delle volte lo sguardo è truce. In realtà lui non sta guardando una ragazza in particolare, lui si vede riflesso nel grande vuoto cosmico: si immagina come Ester sia sconvolta dalla sua infinita bellezza e stia ribollendo agitata dal suo sguardo maschio. Prima di andarsene lancia sempre un ultimo sguardo, un ultimo avvertimento, come ad ammonire: “Lo vedi, ora me ne vado! Lo sai cosa ti sei persa!”. Anche Linda lo guarda, ma per dire: “Coglione, era ora che ti levavi dalle palle! Con tutto quel profumo stavi inquinando oltremodo l’ambiente”.</p>
<p><strong>QUELLO CHE GUARDA – Malinconico</strong></p>
<p>È la versione alternativa del di lui sopra. Più che allo sguardo di <strong>Clark Gable</strong> pensa all’immagine da uomo-tormentato che deve trasmettere. È certo che a lui e soltanto a lui siano capitate le disavventure più ingiuste e cela nei suoi atteggiamenti un messaggio da “ma che cazzo ne sapete voi di me” che nel corso della serata ambisce a diventare un messaggio di “ma che cazzo ne sapete voi della vita”. Lo sguardo è sempre fugace, a volte profondo, ma sempre con quel velo di disappunto dell’uomo che vorrei-ma-non-posso. Nell’arco della serata incrocia il tuo sguardo svariate volte, a volte insistito, a volte sfuggente. Anche lui prima di andarsene ti guarda un’ultima volta come a dire: “Sto andando, avrei fatto qualsiasi cosa per te, ma non posso”. Ma in realtà è un pirla, come dice <strong>Gisella</strong> alla sua amica <strong>Teresa</strong>: “Quel pirla ha fatto 8 volte il giro del locale e poi se ne è andato senza dirmi nemmeno ciao! Se invece di passare la serata a cercare l’inquadratura migliore si avvicinava magari si combinava!”</p>
<p><strong>QUELLI CHE VANNO</strong></p>
<p>Generalmente sono più di due. Ma quasi mai più di quattro. Quindi non si può dire che si muovono in branco, come i lupi. Anche perché più che lupi sono agnelli. Nel senso che non nuociono a nessuno perché sanno esattamente come andranno le cose: ovvero di merda. Quando entrano in un locale le vedono subito le <em>“fighe”,</em> ma poi, se non sono in serata di grazia o sorretti da una logistica di primo livello (= 4 <a title="E tu di che pirlo sei?" href="http://www.odiopiccolo.com/op-blog/item/665-e-tu-di-che-pirlo-sei?.html" target="_blank">pirli con campari </a>a digiuno + svariate birre o gin tonic) aspettano sempre quei minuti deleteri che permettono loro di pensare cosa fare. Conoscono i 5 personaggi di cui sopra e sanno che non possono finire come loro, pena la morte mediatica. Non possono semplicemente presentarsi, è da escludersi. È impensabile inserirsi in un argomento qualsiasi, anche perché per loro stessa ammissione non sanno un cazzo di niente. Offrire da bere “a secco” è da sfigati di prim’ordine. Guardano, ma non troppo. Sanno come si potrebbe essere classificati. Allora finiscono per farsi i cazzi loro, almeno apparentemente, stando nelle vicinanze delle ragazze.  Il più delle volte ghignano per la loro stessa inettitudine e cercano il supporto di una logistica che ormai è troppo tardi per organizzare.</p>
<p>Finché uno del gruppo, in un attimo di lucida genialità, esclama: “Qui non c’è un cazzo da fare, facciamo quelli che vanno…”</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-23670" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/come-ti-approccio-una-tipa.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/come-ti-approccio-una-tipa/">Come ti approccio una tipa</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/come-ti-approccio-una-tipa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Vegano stammi lontano</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/vegano-stammi-lontano/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/vegano-stammi-lontano/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Il bel Riccardo]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 17 Oct 2014 10:13:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[cibo]]></category>
		<category><![CDATA[vegano]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=518</guid>

					<description><![CDATA[<p>Siamo tutti allegramente seduti al “Merlo”, che è considerato quasi unanimemente il miglior ristorante “carnivoro” della città e uno dei migliori della provincia. Da pochi minuti abbiamo preso posto nel nostro bel tavolo prenotato da settimane, stiamo sfogliando il menù e attendiamo il cameriere che, dopo averci portato il classico vino della casa, arriva con carta e penna per prendere le agognate ordinazioni. C‘è chi ordina una fiorentina, chi un filetto al pepe verde, chi una costata rigorosamente al sangue, chi un misto di salsicce aromatizzate e chi addirittura esagera e va sulle battutine crude di cavallo. È un’orgia di [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/vegano-stammi-lontano/">Vegano stammi lontano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo tutti allegramente seduti al “<a title="Trattoria Merlo - Collebeato" href="http://www.paginegialle.it/trattoriailmerlo" target="_blank">Merlo</a>”, che è considerato quasi unanimemente il miglior ristorante “carnivoro” della città e uno dei migliori della provincia.</p>
<p>Da pochi minuti abbiamo preso posto nel nostro bel tavolo prenotato da settimane, stiamo sfogliando il menù e attendiamo il cameriere che, dopo averci portato il classico vino della casa, arriva con carta e penna per prendere le agognate ordinazioni. C‘è chi ordina una fiorentina, chi un filetto al pepe verde, chi una costata rigorosamente al sangue, chi un misto di salsicce aromatizzate e chi addirittura esagera e va sulle battutine crude di cavallo.</p>
<p>È un’orgia di sapori, un’estasi di gusto, pura poesia!</p>
<p>Un commensale particolarmente sensibile ne è quasi commosso: cazzo questo poveretto non mangia carne da settandue ore e i segni dell’astinenza si notano nel suo sguardo vampiresco, brama il sangue! Qualcuno, per cambiare argomento, racconta di quella volta che in Abruzzo ha mangiato, ospite del suo collega, “120 arrosticini di pecora e 40 di fegato”.</p>
<p>Applauso generale.</p>
<p>Il sipario si sta per alzare: domenica di sole, aria frizzante e compagnia divertente. Perfetto, se non fosse per quell’amico che in questa splendente giornata autunnale, con lo sguardo saputello di quello che è preparatissimo ma che non passa mai il compito in classe, confessa a te e a tutta la comitiva di amici la sua meravigliosa svolta esistenziale:</p>
<p>“<strong>Gnari, grosse novità, sono diventato vegano!</strong>”.</p>
<div style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" title="Gnari sono diventato vegano" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/riki/urlo.jpg" alt="Gnari sono diventato vegano" width="300" height="295" border="0" /><p class="wp-caption-text">Gnari sono diventato vegano</p></div>
<p>Eccola che arriva la nota stonata, la voce fuori dal coro, i cazzo di calzini bianchi messi con il tuo ultimo vestito di Armani nuovo di zecca.</p>
<p>“Eh sì ragazzi, sono diventato vegano. È davvero da tutta la vita che volevo prendere questa strada e finalmente ho trovato dentro di me la forza di farlo”, racconta il mio caro amico con la stessa identica enfasi che avrebbe un testimone di Geova quando suonandoti  il campanello la mattina alle otto cerca di venderti uno di quei ridicoli libretti che ti dovrebbero cambiare la vita.</p>
<p>Ma io lo so benissimo che è falso, ipocrita, falsissimo!</p>
<p>Cazzo, io e lui siamo diventati grandi insieme e me la ricordo benissimo quella vacanza in Spagna, quella della gara in cui vinceva colui che era in grado di mangiare più testicoli di toro nell’arco di un’ora. Mi ricordo benissimo anche le sue grida di gioia, i suoi gesti di esultanza, la medaglia al collo, il successivo svenimento e la corsa in ospedale.</p>
<p>Cristo, non posso dimenticare neppure la cena a casa sua per i suoi quarant’anni, quella nella sua casa a Erbusco, quella in cui all’ingresso c’era affisso un cartello che recitava “Severamente vietato l’ingresso alle fighette, ai taccagni e ai Vegani”.</p>
<p>Come scordare poi la sua pacchiana ironia sulla Francesca, che nella stessa cena aveva avuto l’ardire di dire: “No grazie, per me niente carne, solo verdura”. E lui di sottecchi dandoti di gomito: “Ma perchè l’ho invitata ‘sta fighetta? Brutta, pesante e pure cogliona da non mangiare carne!?”</p>
<p>Io tutto questo lo so perfettamente. L’ho stampato in testa. Ma non parlo. Taccio, mentre candidamente il tipo accanto lui, il nuovo fidanzato della nostra storica amica Anna, gli chiede in maniera sinceramente curiosa: “Ah interessante, ma quindi non mangi nemmeno il tacchino?”.</p>
<p>A questo punto mi manca il respiro, ho bisogno d’aria, vorrei abbandonare il tavolo e uscire a fumare una paina ma, inspiegabilmente, non riesco a staccare gli occhi dal mio amato compagno di mille avventure ormai divenuto un esclusivo fan della verdura. E lì maledico il giorno in cui ha incontrato la Michela (si sa che tira di più un pelo di figa che un carro di buoi) e comincio ad immaginare come è avvenuto il primo appuntamento con la signorina “Sono vegana da una vita”, la faccia del mio fraterno amico di fronte alla prima e fatidica domanda di lei: “Ma non mangerai mica la carne tu?” e la sua falsissima risposta: “Ma chi io? Non sono mica un assassino! Ma poi hai idea di cosa ci mettono nel cibo dei bovini negli allevamenti intensivi?”.</p>
<div style="width: 259px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" title="Vegan girl" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/riki/vegangirl.jpg" alt="Vegan girl" width="249" height="232" border="0" /><p class="wp-caption-text">Vegan girl</p></div>
<p>Niente, non riesco a trattenermi con il pensiero e lo immagino anche a casa della Michela che sorseggia latte di soia gustando una carotina scondita mentre prende l’aperitivo con i genitori di lei, pure loro vegani da una vita “dal 28 luglio 1981” come altezzosamente sottolineano con fierezza, e continua imperterrito a rinnegare se stesso in maniera spudorata: “Ah signora, veramente eccezionale il ragù vegano della cena di ieri sera. Divino il  <a title="seitan on wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Seitan" target="_blank">seitan</a> al…, al gusto di…, quello verde insomma. Delicatissimo signora!”.</p>
<p>Me lo immagino anche quando, in un momento di debolezza (che arriverà inevitabilmente) vorrà godersi tranquillo un cazzo di spiedo in compagnia  (solo per una volta!) e la Michela lo incenerirà scandalizzata con lo sguardo che significa “Non te la do per i prossimi due mesi.”.</p>
<p>E me lo vedo, infine, a schernire e a umiliare qualsiasi persona mangi carne in sua presenza, trattarlo come un essere inferiore, un troglodita.</p>
<p>Spengo la paina con amarezza e con altrettanta amarezza penso ancora, e con maggiore certezza di prima, che tira più un pelo di fica che un quarto di bue.</p>
<p>Penso a tutte queste cose e mi struggo all’idea dell’amico perduto, ma alla vista del suo magnifico piatto di verdure crude che si appresta con sapienza a tagliuzzare, non ci vedo più: secoli di  banchetti luculliani nelle terme romane e le immagini di <strong>Obelix </strong>mentre addenta un cinghiale mi passano davanti agli occhi in un secondo e mi danno la forza di alzarmi, ticchettare sul mio bicchiere colmo di Gattinara del 2007 e di affermare in maniera squisitamente angelica:</p>
<p>“I vegani hanno rotto il cazzo.”.</p>
<p>Attimi di gelo, la Michela mi fulmina con lo sguardo, il mio ‘fratello di leche’ si fa piccolo piccolo, ma il popolo, il buon vecchio popolino, adora i colpi di scena e i commensali sanno che, in fondo, mi sono immolato un po’ anche per loro.</p>
<p>Incredibilmente, scoppia l’applauso. Il popolo è bue e si sa.</p>
<p>Prendo forza, divento spavaldo e a questo punto, aperto il vaso di Pandora tentare di chiuderlo sarebbe del tutto inutile:</p>
<p>“Sì, i vegani hanno veramente rotto il cazzo! E sapete cos’altro ha rotto il cazzo?</p>
<p>L’integralismo dei vegani ortodossi che non possono proprio fare a meno MAI, in nessuna occasione, di cercare di convertirti al loro credo;</p>
<p>Gli sguardi palesemente accusatori mentre addenti una succulenta costina;</p>
<p>Le acidelle vegane che si sporgono sempre per guardare nel tuo piatto: “Ah, tu hai ordinato un cadavere?”;</p>
<p>I ragù vegani che, diciamo la verità, fanno veramente cagare;</p>
<p>Il <a title="Il tofu su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/T%C5%8Dfu" target="_blank">tofu</a> (dio mio il tofu!), piatto forte della cultura vegana, cucinato in ogni modo e che incredibilmente riesce a non sapere mai di un cazzo;</p>
<p>Il maledetto personaggio che inviti a cena e, quando hai già preparato tutto a base di carne, ti dice candidamente di essere vegetariano (ma Cristo, che cosa aspettavi a dirmelo per Dio!);</p>
<p>I libri per fricchettoni che ti spiegano quanto sia vergognoso mangiare animali;</p>
<p>I ristoranti per fricchettoni che ti leggono libri che ti spiegano quanto sia vergognoso mangiare animali;</p>
<p>La donna vegana, essere tra i più letali del pianeta, fiera di essere sempre cagacazzi ogni volta che si mangia diverso da lei;</p>
<p>Il maschio vegano, essere di una falsità paragonabile solo al serpente che circuì <strong>Adamo ed Eva</strong>, che appena si lascia con l’avvizzita talebana del tofu inizia un afterhour di grigliate;</p>
<p>Il vegano che pubblica su internet una quantità infinita di roba di denuncia contro i maltrattamenti ai castori dell’Oregon e intanto se ne frega beatamente di qualsiasi cosa accada alla specie umana;</p>
<p>I Veg-facebookiani che pubblicano i loro selfie con la roba che hanno nel piatto, accompagnando la foto con quattromila hashtag per far capire al popolo dei pecoroni carnivori che loro mangiano #figo e #crueltyfree;</p>
<p>I vegani integralisti che sono incazzati con l’umanità “a priori”: se non sei un animale sei per forza uno stronzo;</p>
<p>I vegani, i <a title="crudismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crudismo" target="_blank">crudisti</a>, i latto-vegetariani, i latto-ovo-vegetariani, gli ovo-vegetariani, i vegetalisti, i fruttariani, i fruttisti e i crudisti-fruttariani che a un certo punto tirano fuori la storia di <strong>Einstein</strong>: “Ecco, allora stai dando del coglione a lui che era vegetariano?”.</p>
<div style="width: 530px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" title="Albert Einstein era vegano?" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/riki/einstein.jpg" alt="Albert Einstein era vegano?" width="520" height="195" border="0" /><p class="wp-caption-text">Albert Einstein era vegano?</p></div>
<p>A parte il fatto che Einstein è diventato vegetariano poco prima di morire, è come se io tirassi fuori la contro-argomentazione: “Ma lo sai che <strong>Paris Hilton</strong> è vegana?””.</p>
<p>Non so se ho detto davvero tutto questo, ma attorno a me c’è un silenzio tombale. I commensali mi guardano allibiti. Tra il compiaciuto e lo sgomento.</p>
<p>Lo so perfettamente che tanto tutto sarà inutile e anche il mio socio inizierà ad essere ogni giorno sempre un po’ più acidello e a combattere la sua crociata contro le drammatiche conseguenze del consumo di carne, spargendo perle di saggezza e sguardi di disapprovazione contro coloro che osano anche solo guardare libidinosi una buffalo wing.</p>
<p>“<strong>I vegani hanno proprio rotto il cazzo</strong>”, continuo a pensare.</p>
<p>Ma poi faccio spallucce, mi rifaccio alla libertà di pensiero illuminista, mi risiedo, guardo i commensali attoniti con sguardo di sfida e ingoio il primo boccone delle mie scaloppine al limone, ben conscio che mi alzeranno il colesterolo.</p>
<p>In fondo la vita è semplicemente un biglietto di sola andata, l’importante è scegliere il vagone giusto.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-5190" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/04/Vegano-stammi-lontano.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/vegano-stammi-lontano/">Vegano stammi lontano</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/vegano-stammi-lontano/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>1</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E tu&#8230; di che piazza sei?</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-piazza-sei/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-piazza-sei/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 Nov 2013 10:19:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[ciloom]]></category>
		<category><![CDATA[droga]]></category>
		<category><![CDATA[spinelli]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=43</guid>

					<description><![CDATA[<p>Inchiesta sull’uso di hashish e marijuana nella Brescia di fine anni ‘90. Il sabato pomeriggio (ma anche la mattina) si andava alla Tomba del Cane o in Castello. L’infra-settimanale si divideva a seconda delle piazze di conoscenza o di appartenenza. Ogni quartiere aveva la sua. La stazione era l’ultima risorsa. Meglio le panchine di Mompiano o i Morrison, il Dirga (bar Garda n.d.r) era sempre una garanzia, il parco Castelli, il Poli, i Buckingham (i Bacci ovvero il Parco gallo), i Luna, le Scalette di San Polo, il Cherpatto sopra la Funivia, i Tre Pini a Fiumicello. Gli spacciatori erano [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-piazza-sei/">E tu&#8230; di che piazza sei?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Inchiesta sull’uso di hashish e marijuana nella Brescia di fine anni ‘90.</em></p>
<p>Il sabato pomeriggio (ma anche la mattina) si andava alla <strong>Tomba del Cane</strong> o in <strong>Castello</strong>.<br />
L’infra-settimanale si divideva a seconda delle piazze di conoscenza o di appartenenza.<br />
Ogni quartiere aveva la sua.<br />
La stazione era l’ultima risorsa.</p>
<p>Meglio le <em>panchine di Mompiano</em> o i <em>Morrison</em>, il <em>Dirga </em>(bar Garda n.d.r) era sempre una garanzia, il <em>parco Castelli</em>, il <em>Poli</em>, i <em>Buckingham</em> (i Bacci ovvero il Parco gallo), i <em>Luna</em>, le <em>Scalette di San Polo</em>, il <em>Cherpatto</em> sopra la Funivia, i <em>Tre Pini</em> a Fiumicello.</p>
<p>Gli <em>spacciatori </em>erano personaggi mitologici a cui si portava rispetto. Questo non impediva tuttavia di richiedere sempre alla fine della transazione il classico <em>Salvatore </em>ovvero una Giunta, rievocando il famoso terzino ex Brescia (spesso tale giunta si riduceva a una minuscola scaglia di perro).<br />
Un deca e via (o un <em>tinveno in troqqua</em>), la serata cominciava.</p>
<p>Dopo la classica <em>scarichetta</em>, che consisteva nel consumare tutto il ventino in loco e in sequenza (fumavano i 4 <em>collatori</em>, chi non aveva pila si inseriva come quinto (il <em>tonqui</em>) e gli toccava la <em>uedra</em>, l’avanzo dei 4 tiri) si raggiungeva il posto stabilito non prima di aver fatto ovviamente almeno un <em>viaggiante</em>.</p>
<div style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" title="Tomba del Cane" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/surves/piazza/tombadelcane_int.jpg" alt="Tomba del Cane" width="300" height="225" border="0" /><p class="wp-caption-text">Tomba del Cane</p></div>
<p>Di solito il più gettonato era la <strong>Briscola</strong>, un parcheggio sterrato sui colli Ronchi lungo la via panoramica. Si parcheggiava la macchina con vista città. Sullo sfondo il Duomo e il centro storico. Paesaggio romantico, da<em>camporella</em>.<br />
Luogo ideale e riservato, che se privo di altre macchine ti permetteva anche di tirare qualche calcio ad un pallone. Tuttavia era rischioso. Non c’era via di fuga, se non il bosco adiacente. Se arrivava la polizia erano cazzi. Quando si è ‘leggermente’ sballati è tutto amplificato.<br />
La fuga quasi impossibile.</p>
<p>La <strong>Tomba del Cane</strong> era un altro luogo molto suggestivo. Situato sempre sulla via Panoramica al primo tornante dopo l’imbocco da via Filippo Turati.<br />
Alla tomba non si poteva accedere ma l’ingresso del giardino era fornito di una panchina in marmo bianco, ideale per fumare in tranquillità un sano spinello.</p>
<p>Gettonati erano anche il <em>sagrato della valle di Mompiano</em>, i<em> bidoni e la fontanella di Costalunga</em>, la <em>segheria sempre a Costalunga</em>, il parcheggio della <em>Domus a Costalunga</em>, il C<em>imitero degli Indiani</em> a Costalunga, il <em>parco della Cadrega</em>, la <em>Madonnina </em>(seconda curva sul<strong>Colle San Giuseppe</strong>), il <em>ponticello</em> dietro a Club Azzurri e più avanti le<em>Garso</em>.</p>
<p>Il week-end ci si trovava a tarda ora sulle rotaie del <strong>Lio</strong>.<br />
Solo una volta nella mia vita ho visto passare il trenino per Iseo. Ma forse ero sballato.<br />
Era una zona franca alla <em>luce della luna</em>.</p>
<p><strong>Gli spinelli</strong>.<br />
Si <em>sdrumava </em>il <strong>perro </strong>e i polpastrelli si scottavano. Si leccava una paina per aprirla ed inserire nel palmo della mano il tabacco per creare la<em>mista</em>. Una cartina smoking oro nelle situazioni standard e si procedeva alla creazione, ognuno a suo modo.<br />
<em>Torcioni </em>enormi o sottili.</p>
<div style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" title="spinello a bandiera" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/surves/piazza/spinello-a-bandiera_int.jpg" alt="spinello a bandiera" width="300" height="188" border="0" /><p class="wp-caption-text">spinello a bandiera</p></div>
<p>&#8211; A <em>bandiera</em>, chiuso al contrario cosicché la carta in eccesso sventolasse come una bandiera e potesse essere rimossa evitando quindi di fumare carta in eccesso.</p>
<p>&#8211; A <em>castello</em>, quando non si avevano cartine lunghe ma solo corte; l&#8217;arte di unire due cartine corte per farne una lunga.</p>
<div style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" title="Spinello a Carciofo" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/surves/piazza/carciofo_int.jpg" alt="Spinello a Carciofo" width="300" height="188" border="0" /><p class="wp-caption-text">Spinello a Carciofo</p></div>
<p>&#8211; A <em>carciofo </em>la cui costruzione era più complessa. Si inseriva all’interno della mista un filtro tradizionale (solitamente costruito con una riduzione della disco) lungo circa quanto una sigaretta, si raccoglieva poi il tutto con più cartine unite e si chiudeva simulando un sacchetto che veniva legato con un nastrino al filtro. Il risultato era quello di un carciofo a gambo lungo.</p>
<p>&#8211; Alla <em>marocchina </em>quando il filtro tradizionale (quello a esse creato con le alette del pacchetto di sigarette) veniva sostituito da un pezzo di paina.</p>
<div style="width: 310px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" title="blunt" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/surves/piazza/blunt_int.jpg" alt="blunt" width="300" height="188" border="0" /><p class="wp-caption-text">blunt</p></div>
<p>&#8211; Rare volte si fumavano il <em>purino </em>di sola erba o il <em>misto </em>(o <em>mimetico</em>) di erba e perro insieme, troppo costosi e comunque dall’effetto devastante per chi come noi si drogava con relativa moderazione.</p>
<p>&#8211; Quando non si avevano cartine si utilizzava l’involucro esterno di una sigaretta svuotata (il cosidetto <em>svuotino</em>). Momenti, questi, in cui ti sentivi un vero e proprio fungo. Capitava, tuttavia, che si utilizzasse anche un foglio di tabacco pressato (<em>blunt</em>). Mai capitato in vita mia&#8230;forse i milanesi.</p>
<p>Si faceva girare la canna e se qualcuno la tratteneva troppo a lungo veniva sollecitato a passarla con la simpaticissima frase: ‘<em>Oh, hai mangiato il pollo?</em>’ Il significato era insito nella frase stessa.<br />
Se mangi il pollo hai le dita unte, appiccicose. Il <strong>baiano </strong>ti restava quindi incollato.<br />
C’era poi il momento del <strong>ping pong</strong>, di norma quando si era in due a consumare. Si trattava di passarsi il ciano velocemente, in genere un tiro a testa.</p>
<p>Sballati si affrontavano i discorsi più variegati e il mondo di una coccinella diventava un macrocosmo in cui perdersi.</p>
<p>Di seguito alcuni nomi con cui si indicava uno spinello:<br />
si passava dai classici ciano, joint, bogazzi ovvero gazzibo non al <a title="Il Trancorio, storia di una lingua tutta bresciana" href="http://www.odiopiccolo.com/il-trancorio-storia-di-una-lingua-tutta-bresciana/" target="_blank"><strong>trancorio</strong></a>, torcio o torcione, canna o cannone, spino, tromba o trombone, baiano (o <strong>Ciccio Baiano</strong>) ai più raffinati colonnelo e petalo.</p>
<p>Ricordo la moda del <em>flash</em>, ma durò poco.<br />
Consisteva nel bruciare il filtrino impregnato di olio ed inalare i fumi rilasciati. Per non sprecare nulla.<br />
Venne bollata dopo poco come pratica patta.</p>
<div style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" title="bummare il cilum" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/surves/piazza/bum_cilum_int.jpg" alt="bummare il cilum" width="300" height="188" border="0" /><p class="wp-caption-text">bummare il cilum</p></div>
<p>Il <strong>Tubo </strong>o <strong>Chiloom</strong>, <strong>Lotto </strong>o<strong>Tubarda </strong>ti consentiva di inspirare direttamente nei polmoni molto più <strong>thc</strong>rispetto allo spinello.</p>
<p>Ho incontrato un <strong>esperto</strong>per approfondire il discorso:</p>
<p>‘Buongiorno, parto subito col dire che <strong>Diego V</strong>. una volta mi voleva convincere a tutti i costi che <strong>l&#8217;hashish </strong>si poteva assumere anche tenendo un pezzo di <em>perro </em>tra gli incisivi e che poi, aspirando una normale boccata dalla paina, a suo dire il thc sarebbe sceso nei polmoni.<br />
Così non lo dovevi neanche <em>sdrumare</em>.<br />
Mi diceva <em>‘Casso inchilat de figa vecio è vero fes io ho provato e mi ha sballato a bala!’</em></p>
<p>Il <strong>Chiloom</strong>, il <strong>Tubo</strong>, dovrebbe avere un capitolo a parte.</p>
<p>La prima considerazione è che il <strong>Chilum </strong>è roba da uomini e non puoi dirti uomo finché non ne hai fumato uno.<br />
Quando avevo 20 anni la canna era per le ragazze.<br />
Aveva tutte le sue regole.<br />
L&#8217;utilizzo di tale arnese e fumarlo in gruppo creava un legame di sangue inscindibile tra gli astanti.<br />
A seconda del tipo di porro (solitamente <strong>ciocco</strong>) e del numero dei fumatori cambiavano le dimensioni del cuneo interno o del tubo stesso.<br />
Una mia amica ne aveva anche uno da viaggio, piccolino, così ti facevi la tua bummatina in <strong>4 e 4 otto </strong>giusto per dare il giusto <em>flow </em>alla giornata.<br />
All&#8217;opposto ce ne erano di giganteschi, detti <em>bambini </em>per le occasioni speciali.<br />
Io mi sono sempre orientato sul pezzo da 5.</p>
<p>La <strong>manutenzione di tale attrezzo</strong> era di vitale importanza per la qualità della fumata.<br />
Anzi appena comprato andava subito messo a regime affinché il fornello si impregnasse e rendesse così poi la fumata soft&amp;fresh.<br />
Andava pulito immediatamente dopo l&#8217;uso (con un fazzoletto arrotolato a formare una stringa)  e una volta ogni tanto lavato immergendolo nel latte.</p>
<p>E poi il rituale e le gerarchie: chi <em>bumma</em>, chi <em>geppa</em>, chi <em>trixa</em>, chi<em> fa il quarto</em>. il <strong>Boom</strong>, il <strong>Gepp</strong>, il <strong>Trix </strong>e il <strong>Quart</strong>.</p>
<p>In alcune compagnie chi mistava bummava ma il proprietario del chilum geppava.<br />
Poi dipendeva.<br />
Magari tu mettevi il porro, lui l&#8217;attrezzo e io miscelavo: a chi spettava bummare?<br />
Sempre chi mistava!<br />
Il detto diceva: <em>Chi schisa impisa</em>.<br />
Ma dopo i primi anni ruggenti nessuno voleva più accendere, allora si ricorreva al classico <strong>bimbumbone</strong>.</p>
<p>Poi a bummare bisognava essere capaci e se non eri così avanti da farlo da solo (con quelli lunghi era difficile) dovevi affidarti a mani esperte che nell&#8217;atto dell&#8217;accensione (quasi sempre col <strong>bic </strong>ma il top era il <strong>fiammifero</strong>) non ti facesse aspirare il gas, la famigerata <em>sgasatona </em>ma al contempo riuscisse a dare la brace uniforme al fornello.<br />
Questo dipendeva anche da quanto tu eri bravo a farlo partire con un&#8217;aspirata profonda ma graduale. Pratica detta <em>allungo</em>.</p>
<div style="width: 310px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" title="Alverman Cilum" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/surves/piazza/alverman-cilum_int.jpg" alt="Alverman Cilum" width="300" height="303" border="0" /><p class="wp-caption-text">Alverman Cilum</p></div>
<p>C’era gente che accendeva il Cilum con il naso (probabilmente adesso padre di famiglia).<br />
Se compivi 19 anni dovevi obbligatoriamente accendere (bummare) 19 Cilum.<br />
Il must del vero fumatore consisteva nel possedere un<em>Chiloom </em>firmato <strong>Alverman</strong>, personaggio bresciano costruttore dei migliori<strong>Cilum </strong>del mondo e vanto per la nostra provincia.&#8217;</p>
<p>Sono anni andati ormai, si parla di 15 anni fa, il <strong>secolo scorso</strong>. Adesso le cose sono cambiate.<br />
In meglio o in peggio? Io non lo so più ormai&#8230;</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-440" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/04/La_creazione_di_Adamo_con_spinello.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-piazza-sei/">E tu&#8230; di che piazza sei?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-piazza-sei/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>E tu&#8230; di che Pirlo sei?</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-pirlo-sei/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-pirlo-sei/#comments</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Quillo]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 23 Sep 2012 10:00:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Tendenze]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[carmine]]></category>
		<category><![CDATA[piazza arnaldo]]></category>
		<category><![CDATA[pirlo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=89</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dimmi dove bevi e ti dirò chi sei. Eh sì perché ormai anche il Pirlo, una volta solo un semplice quanto trasversale aperitivo, l’indiscusso re dell’aperitivo alla bresciana direi, è diventato la cartina tornasole di chi siamo, o meglio, di chi vorremmo essere. Non fraintendiamoci, è sempre campari+prosecco+seltz con ghiaccio e fetta d’arancia, la differenza non sta nella ricetta, né nella mano più o meno pesante del barista che lo mesce… quanto nel luogo in cui lo si ordina. Mai come oggi, o forse è sempre stato così ma adesso lo noto di più, il banco dove beviamo ci definisce, ci [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-pirlo-sei/">E tu&#8230; di che Pirlo sei?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dimmi dove bevi e ti dirò chi sei.<br />
Eh sì perché ormai anche il Pirlo, una volta solo un semplice quanto trasversale aperitivo, l’indiscusso re dell’aperitivo alla bresciana direi, è diventato la cartina tornasole di chi siamo, o meglio, di chi vorremmo essere.<br />
Non fraintendiamoci, è sempre <strong>campari+prosecco+seltz</strong> con ghiaccio e fetta d’arancia, la differenza non sta nella ricetta, né nella mano più o meno pesante del barista che lo mesce… quanto nel luogo in cui lo si ordina.<br />
Mai come oggi, o forse è sempre stato così ma adesso lo noto di più, il banco dove beviamo ci definisce, ci racconta, e come sempre succede in provincia (grande… ma pur sempre provincia), ci etichetta.<br />
Anche questa categorizzazione che proporrò  è certamente un esercizio tipicamente provinciale, ma in una città che chiama ancora froci i gay e neger chi ha la pelle nera, è più facile notare come la società,  già tra i giovani, si divida ancora per gruppi di appartenenza, molto più lontana del chilometraggio che la separa da Milano, per fare un esempio, e da quello che i colti chiamano “melting pot”, e che per noi comuni mortali si potrebbe definire solo “mescolanza”.<br />
Di razze, di gusti, di idee.<br />
Dal cui attrito e shakeraggio, anche davanti ad un aperitivo, nascono nuove idee, vengono abbattute barriere, viene coltivata la crescita.<br />
Magari arriverà anche qui prima o poi…<br />
Ma per ora la separazione è ancora rassicurante e fa tanto tradizione, in politica come nel tifo, nei gusti sessuali come, soprattutto, nelle frequentazioni sociali… e allora siamo guelfi o ghibellini, anche davanti ad un pirlo.</p>
<p><strong>IL PIRLO DI PIAZZA ARNALDO:</strong><br />
un classico della Brescia bene borhese o che aspira a farne parte.<br />
Qui il pirlo è a portata di auto, possibilmente di grossa cilindrata e lavata nel pomeriggio.<br />
Ci si saluta con “ciao vecio”, si mette la camicia bianca inamidata e il mocassino, si parcheggia in doppia fila.<br />
Ci si telefona da un bar all’altro chiedendo “dove sei?”, poi ci si aspetta, poi una volta insieme si aspetta, insieme, qualcun altro.<br />
Qui le donne sono tutte giovanissime, o vorrebbero esserlo.<br />
Qui ci sono le fighe.<br />
Da guardare, come in un acquario: a volte sembrano essere in affitto, come certe Lamborghini arancioni o viola che girano come squali intorno ad Arnaldo… che se potesse parlare!<br />
Si è tutti amici su facebook ma quando ci si incontra non si sa cosa dire.<br />
Qui i neri ci sono, ma vendono le rose e i cd tarocchi.<br />
Sotto Natale si svuota &#8220;perché sono tutti a Campiglio&#8221;.<br />
Il pirlo costa 6 euro… sì ma mangi quanto vuoi.<br />
Si passa la serata a decidere dove andare a cena, poi si va sempre nei soliti 2 posti che ti danno da mangiare dopo le 22.30.<br />
Si torna in piazza a vedere chi c’è.<br />
Ventenni viziati, trentenni pelati, quarantenni arrivati, cinquantenni divorziati.<br />
Tanti, troppi pippati.<br />
Sul muro c’è una scritta anonima che è una definizione, uno sfregio: trentenni pelati piazza Arnaldo.<br />
L’ha fatta sicuramente un comunista… o un frocio.<br />
O un frocio comunista.<br />
Si chiude al Pagodino, che&#8221;l’hanno rifatto, è uguale a prima, era strapieno, c’era figa…&#8221;</p>
<p><strong>Il PIRLO ALTERNATIVO</strong><br />
È il pirlo della <a href="https://www.facebook.com/torre.erculea" target="_blank">Torre</a>, o del <a href="http://www.trattoriagasparo.it/" target="_blank">Gasparo </a>e del <a href="http://www.osteriaalbianchi.it/" target="_blank">Bianchi</a>.<br />
È il pirlo dei radical chic, con la bicicletta, meglio se vintage.<br />
Qui si parla di musica e film (piratati) perché la cultura è di tutti, e non si paga.<br />
Qui tutti leggono, ma nessuno compra i giornali  e ci si litiga quelli del locale.<br />
In vacanza si va in un’isola della Grecia che &#8220;ti giuro a ferragosto sei in spiaggia in tre… oppure si sta a Brescia, che in agosto è stupenda e piena di iniziative e a novembre tanto poi faccio il deserto della Libia da solo a piedi&#8221;.<br />
Non ci sono le tartine ma le olive sono dop e non le trovi al supermercato.<br />
Si programma la visita alla mostra di fotografie di Tizio anche se è meglio come scatta Caio… perché quella luce calda della pellicola col digitale non riesci a riprodurla.<br />
Poi non ci si va, perché si fa tardi.<br />
Qui una volta c’era la Brescia vera, era stupendo… ora è pieno di fighetti.<br />
Stasera andiamo a sentire &#8220;le luci della centrale elettrica” che è uscito il nuovo album, ma era più bello quello vecchio.<br />
I film è meglio vederli in lingua originale perché solo così cogli certe sfumature… peccato che i cinema del centro non li proiettino… pensano solo a fare la pila e in multisala non vado perché mi fa cagare il pop-corn.</p>
<p>La verdura dal fruttivendolo indiano è squisita e costa la metà che al supermercato:<br />
E poi ha anche papaya e mango, che in insalata con i gamberetti sono deliziosi… l’ho imparato quando sono stato a Bali. Ah… non ci sei mai stato? Non vale più la pena, ora fa cagare.<br />
A cena si va al <a href="https://www.facebook.com/ilCrivelloBrescia" target="_blank">Crivello</a>, dopo cena al Cosmologo, o alla <a href="http://www.lavecchiapraga.it/" target="_blank">Vecchia Praga</a>… e poi <a href="http://www.carmentown.it/" target="_blank">Carmen town</a>.<br />
Le sigarette si rollano con tabacco e cartine… perché costano meno  e sono più buone: ora lo fanno tutti, ma io sono stato il primo.</p>
<p><strong>IL PIRLO APPARENTEMENTE “CONTAMINATO”</strong><br />
È il pirlo che si beve in luoghi che vorrebbero fondere cioè il pirlo alternativo con il pirlo di piazza Arnaldo… o almeno propongono momenti di coesistenza: il <a href="http://www.caffen2.it/" target="_blank">caffè n 2</a> in Piazza Arnaldo (venerdì sera e raramente&#8230;), la <a href="https://www.facebook.com/EldaPirleriaBrescia" target="_blank">Pirleria di Elda</a> al Carmine (venerdi e sabato all’aperitivo), il pranzo (attenti solo in quel momento!!!) del sabato al Bianchi e Gasparo.<br />
Nel cuore delle rispettive curve (piazza arnaldo e carmine) luoghi contaminati da presenze dell’altra fazione, anche se solo in certi giorni e a certe ore…</p>
<p>Ecco spiegati quegli straccioni dall’aria supponente che sono lì fuori dal caffe n 2, ma con l’aria di esserci quasi per caso, che ostentano odio per i fighetti che li circondano.<br />
Sono gli unici che sono lì perché sanno davvero quello che bevono, ovviamente, e un buon drink val bene un giro in questa monnezza… e adesso però andiamo fuori dai coioni…<br />
Che questa città fa schifo… fascisti di merda.<br />
Ecco spiegate quelle camice e quei colletti tirati su alla “Cantona” fuori da Elda, inconfondibili, con quell’aria un po’ spaesata tra le viuzze che pullulano di Egiziani, che qui non vendono cd, ma ci vivono e ci vengono a dormire alla fine della giornata.<br />
Speriamo non mi inculino la benna.<br />
Che il carmine è sì rinato grazie a Rolfi… ma non c’è un polotto in giro cazzo!<br />
Avete mai provato a versare un goccio d’olio in un bicchiere d’acqua?<br />
L’effetto è lo stesso, anche a Brescia: condivisione di un contenitore, separazione dei liquidi.<br />
Eccolo il pirlo &#8220;contaminato&#8221; alla bresciana: stesso posto, nessuna vera fusione,  purtroppo.<br />
Il bello e il buono del pirlo, quando è ben fatto invece, è che non sai dove finisce il campari e comincia il prosecco, e quando e dove interviene il selz.<br />
Farebbe schifo se un sorso fosse solo campari, e quello dopo solo acqua… o no?<br />
Mi piacerebbe  una città che imitasse il suo aperitivo principe: non così rossa per via della presenza dell’acqua e del vino, non così bianca per la presenza del campari: color pirlo insomma.<br />
Una città in cui non sapere se il ragazzo che hai a fianco a ordinare sia per forza ricco, per forza di destra, o per forza progressista superbo e di sinistra… una città in cui sia necessario parlarsi e conoscersi per sapere se ci si piace o no, e questa scelta non sia delegata per forza all’accettazione passiva di stereotipi così vecchi da essere ridicoli.<br />
Una città in cui ci interessi conoscerlo davvero, per una volta, quello che sta ordinando a fianco a noi.<br />
Ovviamente quando parlo di una città che assomigli al pirlo, intendo solo quello col Campari…<br />
quello con l’Aperol, francamente, è da froci e da fighetti!</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-900" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/04/e-tu-di-che-prilo-sei.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-pirlo-sei/">E tu&#8230; di che Pirlo sei?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-pirlo-sei/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>14</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
