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	<title>Brescia Dentro Archivi - odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>114 anni non falliscono. Mai.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 17:53:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Brescia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>114 anni di storia biancoazzurra Malaga &#8211; Luglio 2025 Il caldo è opprimente, ma non come in città. Il sole picchia in Costa del Sol, ma si sta decisamente meglio che a Brescia. Persino quando Sergio Scariolo, il più illustre dei 14.000 italiani residenti in questa parte di Andalucía, un po&#8217; mi sfotte perché mi avventuro nelle ore più calde nella sua città adottiva (Sergio, quando sei in giro con 3 donne puoi giusto decidere che vino/birra bere. Forse.), riesco a non patire troppo il solleone. Una scoperta inaspettata: Coolligan Il porto turistico di Malaga mi accoglie per il pranzo, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h1>114 anni di storia biancoazzurra</h1>
<h2>Malaga &#8211; Luglio 2025</h2>
<p>Il caldo è opprimente, ma non come in città. Il sole picchia in Costa del Sol, ma si sta decisamente meglio che a Brescia.</p>
<p>Persino quando <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Scariolo" target="_blank" rel="noopener">Sergio Scariolo</a>, il più illustre dei 14.000 italiani residenti in questa parte di Andalucía, un po&#8217; mi sfotte perché mi avventuro nelle ore più calde nella sua città adottiva (Sergio, quando sei in giro con 3 donne puoi giusto decidere che vino/birra bere. Forse.), riesco a non patire troppo il solleone.</p>
<h2>Una scoperta inaspettata: Coolligan</h2>
<p>Il porto turistico di Malaga mi accoglie per il pranzo, regalandomi la vista di qualche panfilo da brivido. E mentre il resto della famiglia entra ed esce da tutti i negozietti (ma quanti diavolo di Ale-Hop ci sono?), uno attira la mia attenzione.</p>
<p>Si chiama <strong>Coolligan</strong>, ed è uno dei punti vendita di un brand iberico che si dedica alla riproduzione di qualità di maglie d&#8217;epoca di squadre di calcio. Nazionali, team iberici ma non solo, anche italiani: un brand che gioca con le emozioni ed i ricordi. Anche di noi bresciani, sebbene Coolligan a catalogo non abbia nulla delle rondinelle.</p>
<h2>Uno scatto che racconta tutto</h2>
<p>Mentre guardo a destra e a manca, l&#8217;occhio cade su una fotografia, posta in alto, in una posizione un po&#8217; fuori portata degli sguardi. Oddio di foto è pieno questo negozio. Giocatori e &#8220;camisetas&#8221; degli anni &#8217;70/&#8217;80.</p>
<p>La foto in oggetto colpisce la mia attenzione, e non solo perché ritrae un ingresso nel tunnel che porta agli spogliatoi di una leggenda come Michel Platini. La foto in bianco e nero ha un dettaglio in colore: il retro della maglia del giocatore che sta rientrando negli spogliatoi assieme al francese.</p>
<p>È azzurra, con il numero 10 stampato. Quel carattere mi è familiare. Resto lì, imbambolato. Scatto una foto, zoomo. Ma mi era già tutto chiaro.</p>
<h2>Il ricordo del 1987</h2>
<p>Stadio Comunale di Torino, <a href="https://www.odiopiccolo.com/nostalgia-brescia-serie-a-1986-87/" target="_blank" rel="noopener">stagione 1986/87</a>. Partita d’addio di Michel Platini. Di fronte il Brescia, a cui serve un punto per non retrocedere. L’Empoli gioca a Como, ed è lì, a -1.</p>
<p>Veniamo da due sconfitte rovinose: il 4-1 con l’Hellas e l’1-2 casalingo contro l’Ascoli. Alla radio, a casa, ascolto con ansia. Papà non se l’è sentita di portarmi dopo l’esperienza del Bentegodi.</p>
<p>Quella foto: <strong>Evaristo Beccalossi</strong> che rientra accanto a Michel Platini. Forse quelli di Coolligan pensavano a Maradona, ma per noi bresciani, quella scena è l’inizio di una fine.</p>
<h2>Una storia di alti e bassi</h2>
<p>Ad un occhio inesperto, sembrerebbe una scena da lieto fine. Ma se sei bresciano, sai che l’happy ending non è mai scontato. Le promozioni, la salvezza del 1969, l’anglo-italiano, il periodo di Baggio&#8230; a ogni luce, un’ombra.</p>
<p>Dopo Wembley, una Serie A da incubo. Dopo Pep Guardiola e Roberto Baggio, un Rigamonti vuoto. Guardo la fotografia, appesa al muro, mentre la ragazza del negozio pensa che io sia impazzito.</p>
<h2>Quel gol, quella retrocessione</h2>
<p>2-2, il risultato perfetto. Basterebbe per lo spareggio. Ma l’Empoli vince. E al minuto 78, Ivano Bonetti segna. Il Brescia retrocede.</p>
<p>Una beffa assurda. Pensare che 38 anni dopo quella società sia stata cancellata dal mondo del calcio professionistico fa male.</p>
<h2>114 anni di Brescia Calcio</h2>
<p>L’età mi impone una reazione razionale, non più le lacrime del 17 maggio. Ma la rabbia resta. Rabbia e impotenza.</p>
<p><strong>114 anni</strong> di storia, spesso sfortunata e maledetta, se ne sono andati. 114 anni di cui io ne ho vissuti un bel po&#8217;, come tanti di noi e di voi.</p>
<h2>Un’eredità che nessuno potrà toccare</h2>
<p>Tieniti stretto ciò che è stato: non c’è corte, tribunale o presidente che potrà mai portartelo via. Che si tratti di una promozione, di una vittoria o di una retrocessione ingiusta.</p>
<p>Con le lacrime annesse.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-175010" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2025/07/Copertina114anni-beccalossi-platini.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/114-anni-non-falliscono-mai/">114 anni non falliscono. Mai.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Le volte in cui Vialli sfidò il Brescia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2023 20:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[baggio]]></category>
		<category><![CDATA[bresca calcio]]></category>
		<category><![CDATA[nostalgiabrescia]]></category>
		<category><![CDATA[vialli]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono state poche le volte in cui Gianluca Vialli incrociò la strada del nostro Brescia. Solo sette. Vorrei raccontarvele per omaggiare nel nostro piccolo un uomo che reputiamo diverso dagli altri, lontano dal calcio attuale pieno di gossip e troppi soldi. Un uomo che si è fatto amare a prescindere dalla maglia che indossava. La prima sfida di cui abbiamo memoria risale alla stagione 1981-1982, campionato di serie B, 18esima giornata di ritorno. Vialli giocava nella Cremonese (nella partita di andata svoltasi il 17 gennaio allo stadio Zini non fu schierato).Domenica 6 Giugno 1982 allo stadio Mario Rigamonti si affrontano [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono state poche le volte in cui <strong>Gianluca Vialli</strong> incrociò la strada del nostro Brescia. Solo sette. Vorrei raccontarvele per omaggiare nel nostro piccolo un uomo che reputiamo diverso dagli altri, lontano dal calcio attuale pieno di gossip e troppi soldi. Un uomo che si è fatto amare a prescindere dalla maglia che indossava.<br /><br />La prima sfida di cui abbiamo memoria risale alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Serie_B_1981-1982" target="_blank" rel="noopener">stagione 1981-1982</a>, campionato di serie B, 18esima giornata di ritorno. Vialli giocava nella Cremonese (nella partita di andata svoltasi il 17 gennaio allo stadio Zini non fu schierato).<br />Domenica 6 Giugno 1982 allo stadio <strong>Mario Rigamonti</strong> si affrontano disperatamente biancoazzurri e grigiorossi per evitare la retrocessione. La spunterà la Cremo e proprio grazie a <strong>Vialli</strong> che toccato da Quaggiotto va giù in area nel finale guadagnandosi un rigore (dubbio) che Finardi trasforma. Risultato finale 2-3. Brescia retrocesso insieme a Rimini, Spal e Pescara. Non mi dilungo sulla cronaca (1) angosciante (ma va?) della partita&#8230; vi dico solo che si vinceva 2 a 0.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17473" src="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2023/01/Tabellino.jpg" alt="SERIE B 1981-1982

18° GIORNATA DI RITORNO 

Domenica 06 giugno 1982 - Stadio &quot;Rigamonti&quot; - Brescia

BRESCIA-CREMONESE 2-3

BRESCIA Pellizzaro, Podavini, Mazzucchelli (35' st Sali), De Biasi, Guida, Quaggiotto, Salvioni, Bonometti, Vincenzi (12' st Graziani), Tavarilli, Adami

A disposizione: Cantoni, Messina, Leali

Allenatore: Perani

CREMONESE Casari, Montani (1' st Frutti), Ferri, Marini, Paolinelli, Di Chiara (12' st Nicolini), Vialli, Boni, Bonomi, Bencina, Finardi

A disposizione: Reali, Galbagini, Gaiardi

Allenatore: Mondonico

ARBITRO Bergamo di Livorno

RETI 12' De Biasi 15' Vincenzi 5' st Frutti 21' st Nicolini 42' st rigore Finardi

NOTE Spettatori 10229. Incasso 39 milioni di lire. Espulso De Biasi 10' st. Ammoniti Mazzucchelli, De Biasi, Adami" width="800" height="822" /><br />Oggi però il protagonista è un altro. </p>
<p>Bisogna aspettare più di 5 anni per rivedere Vialli sfidare la Leonessa. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Serie_A_1986-1987" target="_blank" rel="noopener">Stagione 1986-87 Serie A</a>. Luca gioca ora nella Sampdoria.<br />Il 2 novembre 1986 il Brescia sfida in casa la Samp. Perdiamo 1 a 0. <strong>Vialli sbaglia un rigore</strong> nel finale tirandolo in curva. Autorete di Turchetta su tiro di Viercowood.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/Iy2hLacUpUQ/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Il ritorno è ancora amaro. Si gioca il 22 marzo 1987 a Marassi. La Sampdoria si impone nuovamente, questa volta per 2 a 0. <br />Vialli sfodera una prestazione super. Segna un gol pazzesco &#8220;lasciando di sasso Pionetti&#8221; e si procura il rigore del 2 a 0 trasformato da Mancini. I gemelli del gol. Che nostalgia. Che coppia bellissima. Le immagini d&#8217;archivio raccontano di un Brescia coriaceo &#8220;che avrebbe messo in difficoltà anche il Napoli&#8221;. Poi c&#8217;è l&#8217;intervista finale a Vialli. Altri sapori, più genuini.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/EUvvkU8MMSo/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Il Brescia retrocesse in serie B anche quell&#8217;anno e vi rimase fino al 1992 quando con Mircea Lucescu trascinato dai gol di Maurizio Ganz riconquistò la massima serie. Nel frattempo <strong>Giuanluca Vialli proprio quell&#8217;anno passò all Juventus</strong>. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Serie_A_1992-1993" target="_blank" rel="noopener">Stagione 1992-93 siamo in serie A.</a><br /><br />L&#8217;andata contro la Vecchia Signora si giocò il 18 ottobre 1992 al vecchio Delle Alpi.<br />0 a 0 il risultato finale con un <b>Landucci</b> strepitoso che con un &#8220;balzo felino &#8220;disinnescò un rigore del mito <b>Baggio</b> procurato proprio da lui, <b>Vialli</b>. Da non credere.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="//i.ytimg.com/vi/6M2fJc3TKTc/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Il ritorno lo vincemmo meritatamente noi, 2 a 0 con le reti di Florin Raducioiu e Marco Rossi. <strong>Vialli sempre pericoloso</strong>.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/dkSXIylhs2g/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Alla fine della stagione il Brescia retrocedette in serie B dopo il noto spareggio di Bologna contro l&#8217;Udinese. <br /><br />Dopo un solo anno di B tornammo nella massima per affrontare la <strong>Juventus di Vialli</strong> già alla seconda giornata.<br />Era il 4 settembre 1994 e la partita terminò 1 a 1.  <strong>Vialli</strong> stregò la difesa con una splendida rovesciata propiziando il vantaggio di Conte. Pareggio di Schenardi nella ripresa. <br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/gCKOUk2MaxM/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>La partita di ritorno vide la Juventus imporsi per 2 a 1. Il Brescia andò in vantaggio con Corini su calcio di rigore poi dopo il pareggio su punizione di Del Piero toccò proprio a <strong>Vialli</strong> siglare il punto della vittoria per la Juve sempre su rigore, ovviamente regalato :). <em>Perdonatemi non ho resistito.<br /></em> <br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/DpWNuechY5g/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Le strade di Vialli e delle rondinelle avrebbero potuto incrociarsi anche in <strong>Coppa Italia</strong> nella stagione 1990-91 poiché Brescia e Sampdoria si scontrarono durante il secondo turno della competizione, ma Luca non fu mai schierato.<br />Per la cronaca la <a href="https://www.transfermarkt.it/uc-sampdoria_brescia-calcio/index/spielbericht/2429004" target="_blank" rel="noopener">partita di andata a Marassi</a> terminò sul punteggio di 1 a 1 (Ganz, Dossena), mentre <a href="https://www.transfermarkt.it/brescia-calcio_uc-sampdoria/index/spielbericht/2429020" target="_blank" rel="noopener">al ritorno perdemmo in casa 4 a 0</a> (Dossena, Mancini, Invernizzi, Lombardo)<br /><br />Il video della partita di andata (mercoledì 5 settembre 1990). Del ritorno non vi è traccia.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/fAwVO3EH7Ok/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Concludo rubando un commento di un mio caro amico juventino (bresciano). Io da puro tifoso bresciano non posso certo salutare il grande Vialli meglio di così (grazie Tom):<br /><br /></p>
<blockquote>
<p>Mi viene in mente la gazzetta che annunciava il tuo arrivo, in un’epoca in cui le notizie le sapevi dalla carta stampata, non dai cellulari.<br />Tu, il giocatore preferito.<br />Le prime volte allo stadio con gli amici, sempre e solo in curva, la punto cabrio di Ricky.<br />Tutte le partite di champions, il treno per Roma e l’aria che profumava di primavera quella notte che non dimenticherò mai.<br />I capelli rasati per assomigliarti, e il polsino che mettevo quando giocavo perché lo facevi tu.<br />Il tuo coro che cantavo in doccia la mattina, e quella volta che al posto della fascia da capitano hai legato una sciarpa gettata dalla curva.<br />La rimonta con la Fiorentina, lo stadio delle Alpi, e un freddo d’inverno che ora non c’è più.<br />Le partite alla radio, il posticipo della domenica tutti insieme al bar su telepiù.<br />Ho tifato Chelsea per te, pure allo stadio una volta, e ho cercato la tua casa a Londra sperando di incontrarti.<br />Il sogno mai realizzato di vederti tornare da allenatore.<br /><br />Hai reso più belli i miei vent’anni, e oggi mi sento più vecchio e più solo…<br />Ciao capitano del mio cuore.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.1.0/72x72/1f5a4.png" alt="🖤" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
</blockquote>
<p><a href="https://www.sportgrigiorosso.it/us-cremonese/tutte-le-news/50777-il-precedente-nel-1982-una-cremo-in-crisi-si-salva-vincendo-il-derby-a-brescia-con-retrocessione-delle-rondinelle-in-c-fra-mille-polemiche.html" target="_blank" rel="noopener">1.  Brescia Cremonese 2-3 (da sportgrigiorosso.it)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-174630" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina-Vialli.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/">Le volte in cui Vialli sfidò il Brescia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Baskethood, la pallacanestro a Brescia. Intervista a Giaci</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 19 May 2020 17:47:54 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Basket]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Com’è la ripresa? Indubbiamente dura. Tirare su la serranda è un momento da grande commozione, ma poi? Mica semplice fare i conti con quello che non è stato e quello che forse sarà. Siamo andati a parlarne con Paolo Giacomelli, da sempre Giaci, per gli amici e gli avversari di parquet e campetti. Pochi anni fa Paolo, pardon, Giaci ha fatto una scommessa. Di quelle pesanti: ha aperto Baskethood, il regno del basket. Un negozio di due vetrine, con un divano che non solo arreda, ma dà quel senso di casa che lui ed i suoi soci hanno voluto dare. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/baskethood-la-pallacanestro-a-brescia-intervista-a-giaci/">Baskethood, la pallacanestro a Brescia. Intervista a Giaci</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Com’è la ripresa? Indubbiamente dura. Tirare su la serranda è un momento da grande commozione, ma poi? Mica semplice fare i conti con quello che non è stato e quello che forse sarà.</p>
<p><strong>Siamo andati a parlarne con Paolo Giacomelli</strong>, da sempre <strong>Giaci</strong>, per gli amici e gli avversari di parquet e campetti. Pochi anni fa Paolo, pardon, Giaci ha fatto una scommessa. Di quelle pesanti: ha aperto <a href="https://baskethood.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Baskethood</a>, <strong>il regno del basket</strong>.</p>
<p>Un negozio di due vetrine, con un divano che non solo arreda, ma dà quel senso di casa che lui ed i suoi soci hanno voluto dare. <strong>La passione per la palla a spicchi</strong>, che a Brescia dal 2009 ha avuto un respiro diverso grazie al ritorno del grande basket dovuto al volere della famiglia <strong>Bonetti-Bragaglio</strong>, ha portato Giaci ed un nugolo di amici cresciuti al Liceo Arnaldo a scommettere molto forte su un negozio lontano anni luce dagli stereotipi delle grandi catene che vendono un tanto al chilo qualsiasi genere di articolo sportivo.</p>
<p>E così, in un <a href="https://baskethood.it/contatti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">anfratto di via Cremona</a> è nato <strong>Baskethood</strong>, meta di tutti i giocatori di basket della nostra provincia. Ci trovi <strong>i giocatori della Leonessa di serie A</strong>, come quelli dell’Mgm di Csi, i fenomeni del campetto tanto come gli appassionati da divano che si sollazzano con l’Nba o guardando adesso <strong>“The last dance”</strong>, serie cult che racconta l’ultima annata vittoriosa di <strong>Jordan &amp; C.</strong></p>
<p>Siamo andati da Giaci perché oltre ad avere un vicino di casa molto interessante (l’enoteca totalmente made in Brescia <a href="https://www.facebook.com/pages/category/Wine-Bar/Enotek0-1632866826976783/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Enotek.0 di Mario</strong></a>), volevamo vedere come si regge l’urto della riapertura di una struttura ancora giovane, e che a modo suo va contro l’establishment dei grandi negozi o delle realtà da metropoli, dove si trova magari quello che a una bottega come quella di Giaci non è dato accedere.</p>
<p>Quando <strong>Baskethood</strong> ha aperto i battenti ero molto dubbioso sulla riuscita dell’operazione: invece devo riconoscere che il servizio offerto ha dato la possibilità a Paolo &amp; C. di tenere la barra tutta a dritta. E allo stesso tempo c’è stata la possibilità di creare eventi negli eventi che non solo hanno pubblicizzato il negozio, ma che hanno fatto vivere <strong>Baskethood</strong> come un qualcosa di diverso.</p>
<p>
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    <p><a href="http://odiopiccolo.com/new_site/wp-content/uploads/2020/05/IMG_2758.jpg">Download the PDF file .</a></p>
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    <p><a href="http://odiopiccolo.com/new_site/wp-content/uploads/2020/05/IMG_2759.jpg">Download the PDF file .</a></p>
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</p>
<p>Dal Luna park, al <strong>torneo di 3 vs 3</strong>, dall’<strong>amichevole Ncaa con 1000 spettatori sugli spalti</strong>, alla presentazione di giornalisti di un certo calibro senza dimenticare la presenza dei giocatori della nazionale (<strong>Brian Sacchetti</strong> e <strong>Pietro Aradori</strong>) gli ex arnaldiani hanno dimostrato che <em>piccolo</em> è bello (e volevate che non trovassero spazio su <a href="http://www.odiopiccolo.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer">odiopiccolo</a>?) e che le belle idee sanno arrivare un po&#8217; ovunque.</p>
<p><strong>In bocca al lupo Giaci</strong>: un augurio a tutta la nostra provincia che da lunedì ha tirato su di nuovo la serranda, con un po&#8217; di magone, ma con tanta voglia di riprendere da dove si era lasciato.</p>
<p><a href="https://www.odiopiccolo.com/baskethood-la-pallacanestro-a-brescia-intervista-a-giaci/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/sslwWwmOtQM/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
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<div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169850" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/05/Baskethood-Intervista-Giaci.jpg"></div>
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</tr>
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		<title>Caro Piz ti scrivo&#8230; così mi distraggo un po&#8217;</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/caro-piz-ti-scrivo-cosi-mi-distraggo-un-po/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 14 May 2020 14:37:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Opinioni]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[ale w genza]]></category>
		<category><![CDATA[bar la torre]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caro Piz, come stai? È un po&#8217; che non mi rivolgo a te. Vecchio mio, tutto bene? Eh lo so. Tempi duri. Per te, per me, per tutti. Ma un po&#8217; di speranza c’è. Qualcosa riapre, c’è speranza di un ritorno alla normalità. Pensa che domenica mi sono fatto 10 km in bicicletta per le vie della nostra splendida città. È stato come tornare a vivere, passando da Piazza Vittoria al Carmine, tornando in Piazza Duomo e tirando diritto per via Trieste. Che bello Piz. Bello vedere anche un po&#8217; di locali aperti, gente seduta qua e là sui gradoni [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caro Piz,<br />
come stai? È un po&#8217; che non mi rivolgo a te. Vecchio mio, tutto bene? Eh lo so. Tempi duri. Per te, per me, per tutti.<br />
Ma un po&#8217; di speranza c’è. <strong>Qualcosa riapre, c’è speranza di un ritorno alla normalità.<br />
</strong><br />
Pensa che domenica mi sono fatto 10 km in bicicletta per le vie della nostra splendida città. È stato come tornare a vivere, passando da <strong>Piazza Vittoria</strong> al <strong>Carmine</strong>, tornando in <strong>Piazza Duomo</strong> e tirando diritto per <strong>via Trieste</strong>. Che bello Piz.<br />
Bello vedere anche un po&#8217; di locali aperti, gente seduta qua e là sui gradoni con un <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-pirlo-sei/">pirlo</a> in bicchiere di plastica, persone in bicicletta.<br />
Che strana impressione <strong>Piazzale Arnaldo</strong>. È stato come vedere il suo scheletro. Piazza vuota, locali aperti pochissimi, ma credo che ci stia. Se ripenso all’incoscienza di quel sabato sera con gente ovunque nel primo weekend che il buonsenso avrebbe imposto di passare tra le 4 mura di casa.</p>
<p>Uno dei bar storici di quella zona però era aperto…<br />
Non ho resistito: la prima birra all’aperto dopo 2 mesi di quasi clausura, interrotta dalla spesa, il lancio del pattume (ah, noto che la pandemia ha generato una marea di rifiuti buttati a destra e a manca: due telecamere da piazzare in zona cassonetti fanno tanto schifo?), e le visite a mia mamma per recapitarle la spesa. Il sorriso mascherato di un amico che gestisce il locale, che mi racconta dei problemi economici suoi e di tutti gli esercenti della zona: non era un’Ipa, Piz… Ma il retrogusto di quella birra c’era tutto. E non era ancora arrivato il peggio: immancabile il gruppetto di <em>gnarelli</em> un po&#8217; alticci e molesti. Certo un paio di imprecazioni gliele avrei anche tirate, ma ho anche pensato che 18/20 anni li ho avuti pure io. Li hai avuti anche tu, anche se non sembrerebbe. Li deve avere avuti anche la tizia che a 50 metri, con aria furiosa osservava me e gli altri avventori molesti: capello chiaro, lungo, increspato. È bordeaux dietro alla mascherina, sua e di quello che identifico come il suo compagno. Erroneamente. Mi spiega il mio amico di chi si tratta: polizia municipale, vigili… ah no polizia locale. Lo so, sono vecchio. I <em>gnari</em> si tranquillizzano, lei continua ad avere un color sanguigno in volto. Io finisco la mia birra, saluto da lontano e me ne vado. Gli schiamazzatori pure hanno mollato la presa, mi salutano come se fossi uno di loro: potrei essere il padre tranquillamente, purtroppo.</p>
<p>Mi riavvio ed in Piazzale Arnaldo ci sono quattro poliziotti locali, tutti bardati, non in borghese come quella che posso valutare essere il loro capo (comandante, non lo so). La sera prima erano sempre lì, a contestare sui comportamenti, a minacciare sanzioni. Mica sbagliato sia chiaro. Però mi chiedo se il pugno di ferro sia così dovuto. Certo di errori ne abbiamo fatti mille e la nostra terra è stata colpita duramente; e magari quel <em>gnaro</em> magro infilzo, con gli occhiali e che urlava manco fosse in curva nord, magari a baita se l’è vista brutta nei giorni scorsi. A 18/20 anni noi non abbiamo passato un periodo del genere, grazie a Dio. E farsi vedere credo sia più che sufficiente per tenere tranquilli i nostri <em>gnari</em> più indisciplinati. Considerazione mia personale, sia chiaro.</p>
<p>Perché vedi Piz, girare in bici e vedere ‘sta città chiusa manco fosse ferragosto tutti i giorni, è un pugno nello stomaco. Stasera sono arrivato fino in <strong>Piazzale Cesare Battisti</strong> ed ho visto un amico comune, che con un nome di fantasia chiameremo <strong>Ale W Genza</strong>: ci salutiamo, parliamo del più e del meno. Mascherina in volto, ovviamente.<br />
Ha un foglio verde sulla macchina: “Oggi ho preso due multe: sto trasferendo il materiale del <a href="https://www.facebook.com/barlatorrebrescia" target="_blank" rel="noopener noreferrer">locale</a> e non c’è un buco libero nel raggio di 500 metri”. Morale della favola, parcheggio dove non si potrebbe ed <strong>inflessibilità dei tutori della legge</strong>. In una zona che, parcheggi a parte, è deserta: non c’è anima viva. Beh, fanno il loro mestiere dirai tu. E sono concorde, anche se per Ale mi spiace da matti: quanti mesi è che il locale dove lavora è chiuso? Quanti mesi è che paga l’affitto per nulla? E le spese accessorie? Avrà preso i 600,00€ delle partite iva? Utili: il 20% finirà nelle casse del comune, con un foglio di carta firmato da chi, credo (ma magari mi sbaglio), lo stipendio lo percepirà.</p>
<p>Vedi Piz, io capisco tutto, o almeno faccio finta, e capisco che senza ordine non si vada da nessuna parte. Ma allora mi domando, c’è proprio bisogno di essere così <em>gnecchi</em>? <strong>Non abbiamo già patito abbastanza?</strong> Non mi accontento Piz, vado oltre: guardando qua e là mi sono reso conto delle difficoltà che i più disagiati affrontano: <strong>i clochard della nostra città hanno cercato ripari di fortuna</strong>. Un gruppetto ha trovato rifugio sotto il porticato di via Saffi: li ho visti spesso la sera, rientrando da casa di mia mamma. Giacigli di fortuna di fronte ad attività chiuse. Ho visto gente portargli delle coperte: litigano tra di loro ogni tanto, li senti urlare dall’altra parte della strada. Stasera rientrando a casa avevano tre volanti della polizia locale di fronte.<br />
Non so dire cosa sarà successo. Non saprei nemmeno come comportarmi io se fossi in loro. Certo è che <strong>è un problema di carattere sociale</strong>, e spero che il nostro comune se ne occupi dicendogli dove andare: di sicuro hanno passato parecchio tempo lì e non credo che il passaggio delle forze dell’ordine locale possa aver dato una soluzione definitiva a questa situazione. Che perdura nel tempo un po&#8217; come la <strong>trasformazione di Brescia 2 in una sorta di Scampia a cielo aperto</strong>. Scivoli di parcheggio sotterraneo e giardinetti aperti che diventano delle <a href="http://www.odiopiccolo.com/e-tu-di-che-piazza-sei/">piazze di spaccio</a>. Capannelli di giovanotti che se ne stanno tutto il giorno in attesa, tra il parco gallo ed il parco pescheto, giustamente chiusi. Forze dell’ordine che girano e si danno il cambio: polizia locale, carabinieri, polizia ed esercito che passano ogni tanto. Ma nulla cambia, loro restano lì. Anzi sono aumentati col passare dei giorni: quasi una presa per il sedere. Azioni serie poche: arrivare, com’è successo sabato scorso, in 3 pattuglie in auto e due in moto a sirene spiegate, è stato il peggior blitz mai visto. Ovviamente arrivando così hanno trovato un ragazzone a cui chiedere l’identità, gli altri spariti nel nulla. Nulla è cambiato. Restano le bottiglie di vetro, una vista scagliare sulla macchina di una coppia di anziani signori in uscita da un supermercato della zona, durante una discussione tra i ragazzi qualche giorno fa, qualche rissa tra di loro (ma sì, sono ragazzi, hai presente come ce le suonavamo in <strong>Corso Zanardelli</strong> qualche anno fa?), e la serranda dell’ormai ex Simply sfondata da uno di questi personaggi durante un infinito controllo dei carabinieri. Con susseguente inseguimento a piedi, nonostante due autovetture da poter utilizzare (ti lascio immaginare l’epilogo dell’inseguimento).</p>
<p>Cosa dici? Sto scrivendo un pezzo di denuncia? No, semplicemente quello che ho visto con gli occhi di questa faccia. E sicuramente sono un po&#8217; stufo. Perché forse questi due mesi di quarantena, lavoro da casa, soldi che mancano e stress mi stanno usurando; e stanno usurando tanti. Non vedo buonsenso equiparato, e forse lo so che sto chiedendo troppo. Ma <em>ci vuole un po&#8217; di cico</em> nel fare le cose. E credo che la gente si stia veramente rompendo l’anima. Perché succedono cose, ma nessuno fa niente a titolo definitivo. Se non quello di vessare chi è più facile da colpire.</p>
<p>E così, amico mio, non va bene. Non va bene per niente</p>
<p>Tuo <em>Zob0n</em></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels">
<tr>
<td><nobr>&nbsp;</nobr></td>
<td>
<div class="rw-left">
<div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-169770" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/05/Night-the-fly.-Brescia-2016.jpg"></div>
</div>
</td>
</tr>
</table>
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			</item>
		<item>
		<title>COVID19 vs Partita IVA. Intervista a Davide Agosti di Emma Parrucchieri.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Admin]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Mar 2020 17:41:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia dentro]]></category>
		<category><![CDATA[covid19]]></category>
		<category><![CDATA[davide agosti]]></category>
		<category><![CDATA[partita iva]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come trascorri le tue giornate? Le giornate passano velocemente, anche troppo; talvolta arrivo a sera e mi sembra di non aver avuto sufficiente tempo per fare tutto. Ci sono momenti in cui dimentico ciò che stiamo vivendo e mi sembra di trascorrere una serena domenica in famiglia, dove solo il freddo e la pioggia mi impediscono di uscire e altri in cui tutto mi pare surreale e la mente naviga in pensieri torbidi e alienanti. Come credi sia stata affrontata l&#8217;emergenza? Difficile dire se si poteva agire in modo diverso, la verità è che nessuno lo può fare; non esiste [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/covid19-vs-partita-iva-intervista-a-davide-agosti-di-emma-parrucchieri/">COVID19 vs Partita IVA. Intervista a Davide Agosti di Emma Parrucchieri.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>Come trascorri le tue giornate?</strong></em></p>
<p>Le giornate passano velocemente, anche troppo; talvolta arrivo a sera e mi sembra di non aver avuto sufficiente tempo per fare tutto.<br />
Ci sono momenti in cui dimentico ciò che stiamo vivendo e mi sembra di trascorrere una serena domenica in famiglia, dove solo il freddo e la pioggia mi impediscono di uscire e altri in cui tutto mi pare surreale e la mente naviga in pensieri torbidi e alienanti.</p>
<p><em><strong>Come credi sia stata affrontata l&#8217;emergenza?</strong></em></p>
<p>Difficile dire se si poteva agire in modo diverso, la verità è che nessuno lo può fare; non esiste il meglio o il peggio di una realtà assolutamente nuova, che mai le nostre generazioni si erano trovate ad affrontare, per cui credo sia inutile ergersi ad economisti, politologi o peggio ancora a virologi o epidemiologi.<br />
Esistono logiche finanziarie ed economiche di cui, noi semplici cittadini, non abbiamo piena comprensione e immagino che il blocco totale sia stato tardivo per cercare di attenersi ad esse.<br />
Si è tentato di sacrificare all&#8217;inizio solo le piccole attività, forse temporeggiando, ma alla fine è risultata evidente la necessità, anche per i poteri forti, di abbassare la testa d&#8217;innanzi al continuo aumento di contagi.<br />
Oggi tutto è fermo e a breve (mi auguro) torneremo ai nostri impieghi portando sulle spalle l&#8217;enorme peso economico di certe scelte.<br />
Chissà&#8230; forse se negli anni precedenti la Sanità fosse stata rafforzata, anziché soggetta a continui tagli, avremmo potuto gestire meglio l&#8217;emergenza e ridurre il numero delle perdite, ma, ad onor del vero, non mi pare che il resto dell&#8217;Europa stia affrontando la pandemia con modalità più rassicuranti.</p>
<p><em><strong>Cosa pensi delle partite Iva?</strong></em></p>
<p><strong>Le partite Iva sono sicuramente le più colpite</strong> e francamente mi aspetto che arrivi presto un supporto concreto da parte dello Stato, anche se, considerando la mancanza di risorse, rimango fortemente dubbioso che questo avvenga.<br />
Quando sarà il momento di ripartire, diventerà indispensabile non lasciare indietro nessuno, tanto meno la miriade di piccole attività che da sempre rappresentano il cuore pulsante del Paese.</p>
<p><em><strong>Tu personalmente, da piccolo imprenditore, come stai affrontando la situazione?</strong></em></p>
<p>I capelli ancora più bianchi e la barba sempre più lunga (ho lasciato il rasoio elettrico in <a href="https://www.facebook.com/emmaparrucchieri/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">negozio</a>). Ogni tanto mi perdo nei conti, faccio calcoli e bilanci, ai quali fanno eco i numeri della Protezione Civile e mi sale una strana ansia che mi chiude il petto, allora mollo tutto, e mi ricordo della storiella del rabbino, che ho sentito non molto tempo fa&#8230; É più o meno così:</p>
<p><em>Un contadino abitava in una piccola casa con la moglie e i suoi 5 figli. Stanco di vivere in uno spazio così ristretto e malsano decide di recarsi dal rabbino per trovare una soluzione alla situazione che ormai lo opprimeva. Arrivato dal rabbino inizia a raccontare animatamente la sua sventura, le difficoltà, la tristezza che quella casa così piccola e quegli spazi così angusti gli procurano.</em><br />
<em>Il rabbino gli consiglia di tornare a casa, prendere tutti i suoi animali e portarli dentro con loro.</em><br />
<em>Il contadino, perplesso ma fiducioso, rientra alla sua umile dimora e segue il suggerimento: prende galline, conigli, oche, pecore e persino una mucca e li porta all&#8217;interno della piccola abitazione.</em><br />
<em>La notte è un incubo! La casa è messa sottosopra, sporca; tutta la famiglia si ritrova ammassata come sardine in un angolo della stanza.</em><br />
<em>La mattina presto corre dal rabbino e, frastornato, gli racconta della nottata come la peggiore della sua vita. Il rabbino allora gli consiglia di rientrare a casa e far uscire tutti gli animali.</em><br />
<em>Il giorno seguente, saltellando euforico, con un sorriso gioioso, il contadino si presenta dal rabbino e con calorose strette di mano, gli porge i suoi ringraziamenti.<br />
Lui e la sua famiglia stavano molto meglio ora!</em></p>
<p>Alla fine è solo una questione di prospettive.</p>
<p><strong>(Emma Parrucchieri è a Brescia in Via Cipro, 156. Telefono 030 220369)</strong></p>
<p>
<a href='https://www.odiopiccolo.com/covid19-vs-partita-iva-intervista-a-davide-agosti-di-emma-parrucchieri/ago-03/'><img decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/03/ago-03-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Davie Agosti durante un seminario formativo" /></a>
<a href='https://www.odiopiccolo.com/covid19-vs-partita-iva-intervista-a-davide-agosti-di-emma-parrucchieri/ago02/'><img loading="lazy" decoding="async" width="150" height="150" src="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/03/Ago02-150x150.jpeg" class="attachment-thumbnail size-thumbnail" alt="Davide Agosti" /></a>
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		<title>Balotelli resta a Brescia per favore!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 21:05:30 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Balotelli deve restare a Brescia. Già sabato nel derby sarà decisivo (doppietta). Sempre che il nostro allenatore lo faccia giocare. Grosso ha fatto il passo più lungo della gamba. Non conosco i fatti realmente accaduti ma un minimo di elasticità nell’affrontare la situazione tesa era auspicabile. Che senso ha punire un giocatore come Balotelli? Che cosa si pensa di ottenere? Poi magari questo gli sarà di sprono, per carità, me lo auguro di cuore. Ma se dovesse invece esacerbare gli animi ulteriormente e creare ancor più disagio nel castello di cristallo che c’è nella Sua testa non mi stupirei. Soprattutto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Balotelli deve restare a Brescia.<br />
Già sabato nel derby sarà decisivo (doppietta). Sempre che il nostro allenatore lo faccia giocare. Grosso ha fatto il passo più lungo della gamba. Non conosco i fatti realmente accaduti ma un minimo di elasticità nell’affrontare la situazione tesa era auspicabile.<br />
Che senso ha punire un giocatore come Balotelli? Che cosa si pensa di ottenere? Poi magari questo gli sarà di sprono, per carità, me lo auguro di cuore. Ma se dovesse invece esacerbare gli animi ulteriormente e creare ancor più disagio nel castello di cristallo che c’è nella Sua testa non mi stupirei.<br />
Soprattutto dopo Verona. Tanti proseliti e poi alla prima minima Sua cavolata si accende il fuoco. Che ora divampa e viene alimentato.</p>
<p>Sono un tifoso, non sono un ultra. <strong>Vedere Mario con la maglietta delle rondinelle è magico, mi dà gioia.</strong> Se viene inserito negli undici titolari guardo la partita più volentieri, in qualsiasi modo giochi. Il solo vederlo muoversi mi gasa, il suo fisico possente mi fa godere. Una stagione passa, ne verranno delle altre. Tra dieci anni, ma anche solo cinque, ci saranno nuovi giocatori, nuove sfide, altre polemiche. Godiamoci il presente. E il presente è anche Balotelli. Sosteniamolo, è un idolo assoluto, è un giocatore imprevedibile, è fortissimo. Può risolvere la partita in qualsiasi momento. Catalizza la difesa avversaria, porta via due-tre giocatori in un colpo solo, per il solo fatto di esistere in campo. I media parlano del Brescia e di Brescia come nemmeno ai tempi di Baggio e Guardiola. Il Suo carisma è contagioso. I bambini sognano, è un campione dentro e fuori dal campo.</p>
<p>Con la Juve è stato esempio di abnegazione, a Napoli ha segnato un super gol, contro la Fiorentina si è adeguato alla partita giocando solo il secondo tempo, con il Genoa siamo incappati, come da tempo immemore capita al nostro Brescia, nella resurrezione dell’avversario di turno (o il giocatore non segnava da mille partite o la squadra non vinceva da tempo. Quante volte è capitato? Vi ricordate Sjarhej Alejnikaŭ in Brescia Lecce 1-2 del 1991? Non faceva un gol da una vita… ne fece due), con l’Inter ha lottato come tutta la squadra, a suo modo, ma ha lottato (in Gazza 6,5), con il Verona ha fatto il suo secondo gol (meraviglioso) reagendo a quello che è successo con tanta dignità, con il Torino ha giocato solo 45 minuti in una giornata maledetta figlia dell’esonero di Corini.</p>
<p>Abbiamo trascorso più di un decennio in serie B. Mario lo sa, è bresciano, ha un carattere sicuramente difficile ma il solo vederlo con la V bianca sul petto è emozionante. Sono convinto possa darci ancora un grosso aiuto.<br />
E poi Raffaella Fico è bellissima. E lei vuole che Lui resti in Italia.</p>
<p>Balotelli resta a Brescia, ti prego.</p>
<p><em>Luigi Piotelli (tifoso bresciano dalla nascita)</em></p>
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		<title>Metropolitana a Brescia &#8211; Una chiacchierata con Flavio Pasotti</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Sep 2019 10:17:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Flavio Pasotti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Sono un cretino”. Quante volte ce lo siamo ripetuti mentalmente rivedendo posizioni e punti di vista che ci erano sembrate di primissimo acchito chiare e imprescindibili? Se non siete dello stesso pensiero, beh, complimenti vivissimi. In caso contrario date un’occhiata a quanto segue. Qualche anno fa Odiopiccolo aveva trattato l’argomento metropolitana a Brescia, ponendo un quesito dalla risposta che sembrava retorica. Serviva la metropolitana alla città? Ovviamente no. Sono passati 6 anni e mezzo, giorno più, giorno meno ed il punto di vista di scrive, cittadino del mondo dei miei zebedei, è cambiata. Radicalmente. Perché? Perché, un po&#8217; timidamente, ho [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/metropolitana-a-brescia-una-chiacchierata-con-flavio-pasotti/">Metropolitana a Brescia &#8211; Una chiacchierata con Flavio Pasotti</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="font-weight: 400;">“Sono un cretino”.<br />
Quante volte ce lo siamo ripetuti mentalmente rivedendo posizioni e punti di vista che ci erano sembrate di primissimo acchito chiare e imprescindibili? Se non siete dello stesso pensiero, beh, complimenti vivissimi. In caso contrario date un’occhiata a quanto segue.</p>
<p><a href="http://www.odiopiccolo.com/ma-era-proprio-necessaria-la-metro-a-brescia/">Qualche anno fa</a> Odiopiccolo aveva trattato l’argomento <strong>metropolitana a Brescia</strong>, ponendo un quesito dalla risposta che sembrava retorica. Serviva la metropolitana alla città?<br />
Ovviamente no.<br />
Sono passati 6 anni e mezzo, giorno più, giorno meno ed il punto di vista di scrive, cittadino del mondo dei miei zebedei, è cambiata. Radicalmente. Perché?<br />
Perché, un po&#8217; timidamente, ho cominciato ad usufruire della metro. Un giretto in centro, una cena in Carmine, una visita in ospedale, un giro alla festa della radio, una partita allo stadio. Mi soffermo su quest’ultimo punto, che per me ha un significato particolare: per chi ama il mondo del calcio inglese, pensare di andare e tornare dal <strong>Rigamonti</strong> in metropolitana ha qualcosa di romantico (sempre che vi ricordiate di fare i biglietti prima di finire nell’ingorgo che si crea alla stazione di Mompiano quando si rientra).<br />
Togliamo il romanticismo e veniamo alla concretezza tipicamente bresciana del “<em>laurà</em>” quotidiano: per chi viene da fuori città, la metropolitana è impagabile: ha l’unico limite di avere una sola linea, che collega la città sulla direttrice nord-sud, ma bene o male copre tutte le zone, ed al massimo ci si arrangia a fare 4 passi o a prendere l’autobus. O a portarsi dietro la bicicletta: la mobilità nel 2019 deve cambiare faccia, anche perché <strong>la nostra città è vagamente succube dall’inquinamento, e riuscire a renderla un po&#8217; meno inquinata potrebbe essere un bel passo in avanti</strong>.</p>
<p><strong>Odiopiccolo</strong> si è preso la briga di andare a rompere le scatole in ufficio al boss di Metro Brescia, <strong>Flavio Pasotti</strong>, anche per capire il punto di vista di chi muove le leve della metropolitana cittadina e ci siamo trovati di fronte a un manager preparato (non che ne avessimo molti dubbi, a dire il vero) ma soprattutto sempre sul punto. Una chiacchierata di qualche ora che ci ha lasciati sorpresi in positivo.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15953" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2019/09/Metropolitana-Brescia-03.jpg" alt="" width="960" height="278" /></p>
<p>Ma per raccontarvi della metro bresciana dobbiamo partire dal portone d’ingresso. Dove abbiamo trovato seduti ed un po&#8217; incantati, diversi bambini, che si sono<br />
fatti raccontare la metropolitana in una sorta di gita scolastica estiva: la cosa &#8211; da genitore &#8211; mi ha colpito favorevolmente. Del resto le mie bambine adorano prendere la metropolitana, e simulare di guidarla. Conoscerla nei meandri è sicuramente divertente per loro: per i più grandi pure, soprattutto quando <strong>Pasotti</strong> ci porta nella zona manutentiva: un immenso hangar dove i vagoni ogni tot viaggi vengono messi sotto ispezione.<br />
“<strong>Una metro sicura, sotto tutti i punti di vista</strong>” ci racconta il boss “Non solo per quanto riguarda le stazioni: l’importanza di avere dei treni perennemente sotto controllo non è da sottovalutare”.<br />
Il primo pensiero vai ai Bus (chiamiamoli alla bresciana) di Roma, tristemente famosi per i problemi balzati all’onore della cronaca negli ultimissimi anni. Poi la testa pensa alla percezione della sicurezza dentro alle stazioni. “È un nostro focus: avete mai sentito di disagi/problemi all’interno delle stazioni?”. Effettivamente no, mai: semmai i problemi, più a livello di percezione. Telecamere e pannelli di sicurezza in continuazione: “Interveniamo in maniera quasi istantanea: colloquiamo direttamente con l’utente in pericolo, facciamo intervenire i nostri uomini al volo. Il merito del successo è anche degli utilizzatori: noi cerchiamo di dare il massimo a livello di confort e sicurezza. Stiamo attenti e non abbassiamo il livello di controllo”. Brescia e la sua metro: gli impatti sono stati tanti, anche impensabili; a livello immobiliare ad esempio. “I valori degli immobili nelle zone servite dalla metropolitana hanno avuto una crescita superiore rispetto alle altre zone”. Pasotti ricorda anche aspetti che potrebbero sfuggire: a livello sociale ed a livello di traffico. “Brescia è cambiata: è passata dall’essere un posto che alle 19 chiudeva e che era un enorme Mall per tutti, alla città dell’entertainment. Si è sviluppata un’economia che ha sostituito il modello precedente, in zone toccate dalla metro, che ogni 6/8 minuti transita. <strong>Vorremmo potenziare le linee serali: l’idea di far usare la metropolitana fino all’una di notte e le due, anche per ridurre i rischi di incidenti stradali non è sbagliata</strong>”.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-15954" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2019/09/Metropolitana-Brescia-04.jpg" alt="" width="853" height="315" /></p>
<p style="font-weight: 400;">Dati reali che esulano dalla numerologia ma che danno un’idea dell’utilizzo della metropolitana sono lì per essere presi in considerazione: “I parcheggi scambiatori: sembravano essere una grande scommessa ed in tanti hanno storto il naso. Oggi stiamo cercando di raddoppiare gli spazi per i parcheggi”. Tra le polemiche emerse sull’utilizzo della metro, quella che aveva destato più dubbi era quello dell’assenza dei tornelli all’ingresso e dei “portoghesi” della metro. “C’è un’evasione del 2%: è inferiore a quella di Milano, dove i tornelli ci sono. Oltre il 50% dei viaggiatori sono abbonati. Di questi il 60% sono cittadini e studenti di origini extracomunitari. <strong>Non avere i tornelli non è un problema</strong>: è anzi, un punto forte a livello di sicurezza”.<br />
Chi scrive sul funzionamento dei tornelli qualche cognizione ce l’ha (ne ho venduti diversi) e non può dar torto a Pasotti: nel caso di un allarme che provochi l’evacuazione immediata, considerando gli spazi stretti della metropolitana, si rischierebbero delle problematiche di ordine pubblico non indifferenti, nonostante bracci abbattibili o portelli che si aprono in automatico. “Il guaio più grosso che abbiamo avuto negli ultimi 12 mesi? Una mamma con 3 bambini che hanno spinto un carrello su un ascensore fino a quando non è stato sfondato il vetro”.</p>
<p>Prima di salutare Flavio Pasotti, facciamo un giro nel cuore della metropolitana: sala di controllo, attiva durante tutti gli orari di lavoro: si alternano diversi operatori, che in tempo reale danno su quadro sinoptico la situazione in tempo reale. Tutto è calcolato e monitorato; <strong>se qualcosa non va, si interviene immediatamente</strong>.</p>
<p>E <strong>Pasotti</strong> si culla la sua metro, di cui è stato confermato a inizio estate presidente: “<strong>3.200.000 passaggi/anno solo alla stazione di Vittoria</strong>: oggi è la piazza più vissuta in centro. Attività commerciali che si sono attivate di conseguenza: è una business card per Brescia, il quinto posto più visitato da parte dei turisti che visitano la nostra città”.</p>
<p>La metropolitana a Brescia fa bene, non solo ai bresciani. Ed io sono un cretino.</p>
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<div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-157330" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2019/08/Metropolitana-Brescia-01.jpg"></div>
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		<title>Pagellone da 10 a 1 su Brescia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Loggia Massonica]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 25 Oct 2016 15:03:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[amore]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[classificazioni]]></category>
		<category><![CDATA[inceneritore]]></category>
		<category><![CDATA[Piazza Loggia]]></category>
		<category><![CDATA[razzismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Voto 10 alla fine di Christo e Jeanne Claude. Uno dei dieci posti dove esserci nel 2016. NEL PIANETA. Dopo code leggendarie, malori, treni scadenti e critiche mai costruttive, sono tornati tutti fermi in macchina verso Toscolano. Ciao ciao lago d’iseo. Voto 9 alla sensibilizzazione del cittadino alla nuova frontiera bresciana della raccolta differenziata; per dare grande segno di appartenenza alla faccenda, la mia vicina di casa ha messo un divano a fianco del cassonetto. Severa ma giusta. Voto 8 al manipolo di uomini scelti che vaga per la città durante le notti bianche, grigie e pure nere. Improvvisatisi attori, [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Voto 10</strong> alla fine di Christo e Jeanne Claude. Uno dei dieci posti dove esserci nel 2016. NEL PIANETA. Dopo code leggendarie, malori, treni scadenti e critiche mai costruttive, sono tornati tutti fermi in macchina verso Toscolano. Ciao ciao lago d’iseo.</p>
<p><div id="attachment_9675" style="width: 1008px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9675" class="size-full wp-image-9675" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/10.jpg" alt="The Floating Piers - Mazzone" width="998" height="397" /><p id="caption-attachment-9675" class="wp-caption-text">The Floating Piers &#8211; Mazzone</p></div></p>
<p><strong>Voto 9</strong> alla sensibilizzazione del cittadino alla nuova frontiera bresciana della raccolta differenziata; per dare grande segno di appartenenza alla faccenda, la mia vicina di casa ha messo un divano a fianco del cassonetto. Severa ma giusta.</p>
<p><div id="attachment_9676" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9676" class="size-full wp-image-9676" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/09.jpg" alt="Un divano per riposarsi vicino ai cassonetti" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9676" class="wp-caption-text">Un divano per riposarsi vicino ai cassonetti</p></div></p>
<p><strong>Voto 8</strong> al manipolo di uomini scelti che vaga per la città durante le notti bianche, grigie e pure nere. Improvvisatisi attori, taluni fingevano di non sapere nulla di arte, di musei, code e biglietti. Qualcuno ha tirato fuori il meglio di sé smanacciando quadri. Eroi.</p>
<p><div id="attachment_9677" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9677" class="size-full wp-image-9677" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/08.jpg" alt="Notte bianca a Brescia" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9677" class="wp-caption-text">Notte bianca a Brescia</p></div></p>
<p><strong>Voto 7</strong> al solito problema pm10. La città prende 178 provvedimenti, ma se in città hai più traffico che a Manhattan, più acciaierie che oratori, autostrade tangenziali cantieri e inceneritori… forse è il caso di cambiare strategia!</p>
<p><div id="attachment_9678" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9678" class="size-full wp-image-9678" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/07.jpg" alt="manhattan traffic" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9678" class="wp-caption-text">Manhattan traffic</p></div></p>
<p><strong>Voto 6</strong> alla battage di fine estate: il murale di Largo Formentone! Alla fine pare si farà dopo l’inverno. Con tutti i pro ed i contro ma pagato totalmente da alcuni sponsor. Finalmente qualcosa che accorda tutti (loggia inclusa) e sembra possa non essere la solita puttanata. (Vi ricordate la bellissima tettoia tratta da Schindler’s List). Speriamo bene.</p>
<p><div id="attachment_9679" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9679" class="size-full wp-image-9679" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/06.jpg" alt="Schindler’s List" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9679" class="wp-caption-text">Schindler’s List</p></div></p>
<p><strong>Voto 5</strong> alla polizia locale del comune di Brescia, gli agenti si travestono da Diabolik e mentre scendi dalla macchina 45 secondi per entrare dal tabaccaio , nell’ombra dell’autunno ti appoggiano un 40 euro di multa sul vetro. Nel frattempo i facinorosi giocano a briscola senza tregua. #signoraggio.</p>
<p><div id="attachment_9680" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9680" class="size-full wp-image-9680" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/05.jpg" alt="Diabolik &amp; Eva" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9680" class="wp-caption-text">Diabolik &amp; Eva</p></div></p>
<p><strong>Voto 4</strong> al fenomeno centri commerciali. Tutti li odiano, tutti li criticano. Tutti guardano dal divano di casa la fantastica tv presa in offerta, quel giorno che sono andati a prendere il frullatore. Ora Brescia vince il campionato mondiale per densità. A breve l’apertura di un Walmart tra le rotonde della tangenziale.</p>
<p><div id="attachment_9681" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9681" class="size-full wp-image-9681" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/04.jpg" alt="Walmart people" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9681" class="wp-caption-text">Walmart people</p></div></p>
<p><strong>Voto 3</strong> ai cittadini lamentoni per la solita confusione in Carmine, san Faustino, piazza Arnaldo, castello e tutte le vie dove ci sia qualsiasi forma di vita dopo le 18.00. Si teme siano gli stessi che con seriosissimo sdegno criticano il comune nei 17 giorni all’anno senza qualcosa da fare o vedere. Burloni.</p>
<p><div id="attachment_9682" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9682" class="size-full wp-image-9682" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/03.jpg" alt="Via San Faustino in una cartolina degli anni '20 del Novecento" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9682" class="wp-caption-text">Via San Faustino in una cartolina degli anni &#8217;20 del Novecento</p></div></p>
<p><strong>Voto 2</strong> al maxi aumento dell’acqua previsto per Brescia e provincia. Il peso dell’inquinamento si trasforma in dollari. Probabilmente la soluzione finale è fare in modo che dai rubinetti delle nostre case fuoriesca solo acqua Evian.. costerebbe meno. Lo so lo so, non lo sapessi ma lo so.</p>
<p><div id="attachment_9684" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9684" class="size-full wp-image-9684" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/02.jpg" alt="Bere acqua" width="1000" height="308" /><p id="caption-attachment-9684" class="wp-caption-text">Bere acqua</p></div></p>
<p><strong>Voto 1</strong> alla questione extracomunitari. Espulsioni, criminali, brava gente e poveretti. Non spetta dare qua il giudizio, ma il pensiero che forse prevenire è meglio che curare. Non è colpa di nessuno ma forse è tempo di cambiare sistema. Si ripete da anni. Non dovremmo nemmeno parlarne più.</p>
<p><img loading="lazy" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-9686" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/10/01.jpg" alt="Salvini" width="1000" height="308" /></p>
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		<title>L&#8217;uomo bresciano è chic</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Oliva]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 11 Sep 2016 08:34:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Reportage]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[chic]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il maschio bresciano è spesso depresso. La sua attività preferita è trovarsi in qualche locale del centro storico con gli amici. Si siedono tutti insieme depressi in compagnia. I motivi per lamentarsi, sono assolutamente comprensibili: -“Brescia è una città di merda, voglio andare a vivere all’estero”. In genere le mete europee più gettonate sono Barcellona (under 23) e Londra (over 23) per non stravolgere troppo le proprie abitudini bresciane. Poi scatta il sogno nel cassetto: Sud America! Senza però avere un’idea ben precisa di che posto andare dei 18 milioni e 841 mila km quadrati di superficie del mezzo continente. [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il maschio bresciano è spesso depresso. La sua attività preferita è trovarsi in qualche locale del centro storico con gli amici. Si siedono tutti insieme depressi in compagnia. I motivi per lamentarsi, sono assolutamente comprensibili:</p>
<p>-“Brescia è una città di merda, voglio andare a vivere all’estero”.<br />
In genere le mete europee più gettonate sono Barcellona (under 23) e Londra (over 23) per non stravolgere troppo le proprie abitudini bresciane. Poi scatta il sogno nel cassetto: Sud America! Senza però avere un’idea ben precisa di che posto andare dei 18 milioni e 841 mila km quadrati di superficie del mezzo continente. Per poi andare a fare? Nell’immaginario c’è sempre ‘sto cazzo di baracchino sulla spiaggia (un sogno o un incubo?) e tope di lusso che aspettano solo loro (solo un sogno). Ad ogni modo, il Nord America lo avevano a priori escluso! Lì, in genere, ci vogliono andare le fighe, immaginadosi di andare a vivere in una New York patinata a tacchi alti.<br />
Comunque tranquilli, non andrete da nessuna parte. Chi ha voluto partire l’ha già fatto da un pezzo.</p>
<p>Il bresciano depresso mentre beve la sua birra pensa: “Lavoro troppo, non ho tempo per fare un cazzo”, mentre l’amico depresso a fianco si accende una paina e pensa “Lavoro troppo poco, non ho soldi per fare un cazzo”.</p>
<p>-”Il rapporto con la mia morosa è sempre la solita menata, che palle”. Mi pare ovvio, perchè se invece la morosa azzarda a qualche spinta innovatrice nel rapporto, il lamento si trasforma in “La mia morosa è una rompicoglioni”, per poi precipitare in un incredulo “Non ho capito perchè quella troia mi ha lasciato”. In sostanza: scazzati perchè hanno la morosa, scazzati perchè non ce l’hanno e depressi perchè stati (giustamente) mollati.</p>
<p>Ma poi, nel locale arriva sempre il maschio non depresso: tranquillo, limpido, sorride, interagisce, si interessa all’altro&#8230; sembra proprio un tipo sereno! Gli altri maschi si capiscono al volo tra loro e, con un mezzo sorriso, pensano: “Che sfigato&#8230;”.<br />
Il dramma è che hanno ragione! Sì, perchè le ragazze bresciane, di norma, vogliono il depresso! Credono che sia più profondo, più intenso, più interessante: confondono il silenzio con il pensiero e il malessere con la complessità d’animo. In tal modo lo scazzo diventa il simbolo chic dell’uomo che si sente superiore a questa vita dozzinale.<br />
E’ chiaro, un po’ si deve sbattere per dimostrare la sua invisibile superiorità e giustificare il suo tormento.<br />
Quindi, questa è la tendenza:<br />
Ascolta la musica di pregio, ossia quella sconosciuta (non importa se fa cagare, l’importante è che non la conosca quasi nessuno);<br />
Odia Vasco, ma solo a priori;<br />
Ama i Radiohead, ma solo a priori;<br />
E’ un grande critico d’arte, ma lui di preciso non sa fare niente;<br />
Non segue il calcio;<br />
Riesce a dire con supponente saccenza grandissime cagate;<br />
Si sente un potenziale stratega degli scacchi (come nella vita), ma in realtà non ci sa giocare, perchè ovviamente non trova nessun degno avversario “in questa città di merda”;<br />
Ama moltissimo i film francesi, cioè ne ha visti tre, ma quei tre tornano spesso nei suoi discorsi;<br />
Possiede ogni bene della Apple, ma odia Steve Jobs;<br />
Gli piacciono i Doors, fino a quando non verrà a conoscenza che la frase “Alcuni dicono che la pioggia è brutta, ma non sanno che permette di girare a testa alta con il viso coperto di lacrime” è proprio di Jim Morrison;<br />
Non balla mai, figuriamoci!;<br />
A tarda ora, preferisce intrattenersi fuori dalla Casa del Popolo e non fuori dal Carmen Town, senza capire che non c’è una reale e sostanziale differenza;<br />
Ama il contatto con la natura, infatti va spesso negli agriturismi fuori porta a mangiare lo spiedo;<br />
Odia i luoghi comuni e le facili generalizzazioni, ma i suoi discorsi iniziano spesso con “i bresciani (gli italiani, i politici) sono&#8230;”;<br />
I best seller che van di moda non li legge, “perchè non è mica letteratura”, però riesce a fare delle recensioni molto articolate. Quindi c’è da chiedersi: cazzo ne sa?;<br />
Guarda facebook più di quanto si immagini, ma nessuno lo deve sospettare. Gli piace disgustarsi quando vede comparire link pietosi del tipo “A volte basta un attimo per scordare una vita, ma non basta una vita per scordare un attimo” (che comunque è sempre una frase di Jim Morrison!);</p>
<p><img decoding="async" class=" alignleft" title="Jim Morrison" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/jim_morrison.jpg" alt="Jim Morrison" border="0" />Compra l’Internazionale, compra Murakami (ho detto compra);<br />
Viva Kubrick! Abbasso Instgram!;<br />
Generalmente odia Halloween, e ci tiene a sottolinearlo, guardando con scandalizzato sdegno quelli che si travestono;<br />
Durante le feste comandate, è ancora più scazzato del solito. Quindi, questi sono i frangenti nei quali le fighe subiscono ancor di più il suo fascino invisibile;<br />
Quando inizia a stempiarsi, si compra la moto;<br />
Con gli occhiali da sole, non lo ammetterà mai nemmeno a se stesso, ma si sente molto più figo;<br />
Se guardi le sue foto da adolescente, indossava camicia a quadretti aperta con sotto la maina dei suoi cantanti preferiti. Anche dalle foto, si può scorgere un alone di scazzo acerbo nel suo volto;<br />
Si sente un bohemian tormentato quando ordina un pastis, se poi sa strimpellare due robe davanti agli altri, è finita;<br />
Quando esce temporaneamente fuori dallo scazzo, si ritorce in atteggiamenti disinibiti che lo rendono antipaticissimo, peggio di Pete Doherty;<br />
Si circonda di tipe che indossano occhialoni enormi e sciarpe in qualsiasi stagione dell’anno;<br />
Ovviamente fuma tabacco, perchè lui non vuole una vita preconfezionata;<br />
Non guarda la televisione, però non si capisce come mai non abbia ancora disattivato il suo abbonamento a sky;<br />
Dichiara alla sua ragazza che lui è l’unico uomo a non essere mai andato a puttane.</p>
<p>A questo punto, lascio la parola a Giacomo Leopardi:</p>
<blockquote><p>È curioso vedere che quasi tutti gli uomini che valgono molto hanno le maniere semplici; e che quasi sempre le maniere semplici siano prese come indizio di poco valore.</p></blockquote>
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		<title>Il trancorio, storia di una lingua tutta bresciana</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 30 Aug 2016 09:12:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[VOCI]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il Trancorio forse nasce a Brescia all’inizio degli anni &#8217;80. Forse il Trancorio nasce a Milano sempre nello stesso periodo. Ci sono diverse scuole di pensiero. Ricordo il comico Maurino (Mauro di Francesco) nel ruolo di un portiere d’albergo nano (dal busto spuntavano solo i piedi senza gambe) utilizzare già all’epoca il termine gaffi. Anche il commendator Camillo Zampetti (il compianto Guido Nicheli) parlava Trancorio in alcuni suoi film. Ricordo soprattutto alcuni episodi de &#8220;I ragazzi della terza C&#8221;, dove l’imprenditore di salumi si rivolgeva a “Biancaneve” (il fido domestico ronne) utilizzando espressioni al Trancorio, ma perlopiù era sempre la [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il Trancorio forse nasce a Brescia all’inizio degli anni &#8217;80.<br />
Forse il Trancorio nasce a Milano sempre nello stesso periodo.<br />
Ci sono diverse scuole di pensiero.</p>
<p>Ricordo il comico <strong>Maurino</strong> (Mauro di Francesco) nel ruolo di un portiere d’albergo nano (dal busto spuntavano solo i piedi senza gambe) utilizzare già all’epoca il termine gaffi.<br />
Anche il commendator <strong>Camillo Zampetti</strong> (il compianto Guido Nicheli) parlava Trancorio in alcuni suoi film.<br />
Ricordo soprattutto alcuni episodi de &#8220;I ragazzi della terza C&#8221;, dove l’imprenditore di salumi si rivolgeva a “Biancaneve” (il fido domestico ronne) utilizzando espressioni al Trancorio, ma perlopiù era sempre la parola “gaffi” a essere pronunciata.</p>
<p>É di fatto a Mompiano, ribattezzata in quegli anni <strong>Mompracen</strong> (le tigri di Mompiano, “isoletta” di Brescia), che questa lingua prende vita e forma, subisce trasformazioni.<br />
I giovani potevano parlare liberamente tra loro e trasmettersi messaggi in codice senza correre il rischio di essere capiti.<br />
Diventava possibile così insultare una donna seduta di fronte sul bus dicendo ad alta voce: “Dargua la chiavve di darme branse uno strommo rimmano!”.</p>
<p>Occorreva fare attenzione però.</p>
<p><div style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" title="maga Ornella Brunelli" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/surves/ornella.jpg" alt="La gamma Ornella Brunelli - trancorio" width="250" height="220" border="0" /><p class="wp-caption-text">La gamma Ornella Brunelli</p></div></p>
<p>Ricordo un mio caro amico, fuori dal bar Beccaria, annunciare eccitato l’arrivo della pestunda <strong>maga Ornella</strong> in compagnia del suo noerme compagno ronne:<br />
“La gamma! la gamma!”, urlò saltando felice.<br />
Ma la gamma capì e seppur non fosse stata esplicitamente offesa, lo fulminò con lo sguardo lanciandogli una terribile maledizione (maledizione che si diceva potesse essere sconfitta solo trascorrendo un lungo periodo in Tanzania).</p>
<p>L’utilizzo di questa strana lingua simile al verlan francese (che appunto significa contrario) si diffuse rapidamente obbligando la ristretta community a creare una specifica grammatica.<br />
Le regole base sono all’apparenza molto semplici.<br />
Basta invertire la seconda sillaba di una parola con la prima.<br />
Così pane diventa neppa, muro rommu, culo loccu.<br />
Queste, tuttavia, sono parole semplici, formate da solo due sillabe, dove la seconda inizia con una consonante.<br />
Come avrete certamente notato la prima lettera della seconda sillaba viene raddoppiata, per dare maggior enfasi alla parola stessa.<br />
Per le parole che hanno più sillabe la regola vale allo stesso modo. Ma la costruzione del nuovo termine diventa più complessa.<br />
Provate a pronunciare al Trancorio le parole “corrugare, espletare, inficiare, attitudine”.<br />
Le risorse cognitive sono poco attrezzate per un simile sforzo e si fa quindi molta più fatica.<br />
Corrugare ruccogare, espletare pleestar(r)e, inficiare fiinciar(r)e, attitudine tiattudine.<br />
Ci vuole una buone dose di attenzione e un discorso complesso al Trancorio può diventare davvero faticoso, sia da pronunciare che da comprendere.<br />
Non mancano poi numerose licenze poetiche.<br />
Così espletare può diventare pleestarre con una doppia r, licenza ammessa, quasi una finezza&#8230;ma anche pleesc(h)tarre potrebbe essere ammesso, con la sc di scivolo.<br />
Parole in cui la prima sillaba inizia con una vocale sono chiaramente più difficili da trasformare, poiché come nel caso di “inficiare” bisogna essere bravi a dare enfasi alla doppia vocale risultante dalla conversione.</p>
<p><div style="width: 310px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" class="" title="area di broca e wernicke" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/surves/language2011.jpg" alt="area di broca e wernicke" width="300" height="231" border="0" /><p class="wp-caption-text">area di broca e wernicke</p></div></p>
<p>E la parola “occorre” come la tradurreste in Trancorio?<br />
La risposta corretta è “coocrre”.<br />
Una splendida parola.<br />
Difficile però che possa essere compresa al volo anche da un interlocutore esperto. Per questo motivo è più facile venga tradotta con il ben più familiare <em>coorre</em>, in cui vengono trasgredite le regole base prediligendo la fluidità e la conseguente maggior fruizione della parola.</p>
<p>L’area di <strong>Broca</strong> (quella parte dell’emisfero sinistro del cervello la cui funzione è coinvolta nell’elaborazione del linguaggio) potrebbe quindi avere serie difficoltà nel trasformare in Trancorio parole troppo complesse.<br />
Così come in un ipotetico ascoltatore si potrebbe inceppare l’area di <strong>Wernicke</strong> (la destra) qualora fosse obbligato a interpretare un messaggio composto da parole così complesse.<br />
E’ per questo motivo che il Trancorio venne per lo più utilizzato estemporaneamente con combinazioni semplici e a effetto (a volte singole parole) che a poco a poco entrarono nel lessico quotidiano di molti giovani.</p>
<p>Facciamo degli esempi:<br />
Gaffi<br />
Tappuna<br />
Darme<br />
Chiovve<br />
Lobbe, labbe<br />
Lappeto<br />
Strommo</p>
<p>Proseguiamo poi con alcuni aggettivi dimostrativi:<br />
Stoqque<br />
Loqque<br />
Ma come si scrivono correttamente?<br />
Nella lingua italiana non esistono parole con la doppia q (o meglio, come mi ha fatto notare L.P., ne esiste solo una, <em>soqquadro</em>).<br />
I linguisti studiosi del Trancorio hanno quindi introdotto questa peculiarità abbandonando presto l’idea di utilizzare il più familiare cq di acqua (che avrebbe reso comunque il senso di &#8220;doppia&#8221;).</p>
<p>Inoltre alcune parole con il passare degli anni si trasformarono.<br />
Scarpe persca divenne uersca.<br />
Pizza zappi divenne uappi.<br />
Capelli peccalli divenne ueccalli.</p>
<p>Conosco una persona che ancora oggi si esprime spesso in Trancorio, è un suo marchio di fabbrica, uno stile di vita.<br />
Solo pochi riescono a seguire interamente i suoi discorsi, solo chi ha studiato la “lingua”.<br />
Gestisce un noto bar in centro (in via Trieste) e da lui si possono imparare tantissime nozioni su questa lingua sempre in evoluzione.<br />
Sì, perché nel tempo si sono sviluppate diverse scuole di pensiero, ma solo poche persone hanno la piena padronanza della lingua e conoscono a fondo le sue incredibili sfumature.<br />
N. è tra questi pochi eletti. Andate a trovarlo.</p>
<p>Verso la metà degli anni &#8217;90 il Trancorio conobbe, poi, un periodo molto oscuro.<br />
Chi lo parlava era considerato un po’ sfigato e a poco a poco questo modo di esprimersi cadde nel dimenticatoio.<br />
Ma il tutto contribuì paradossalmente a rafforzare questa lingua, a creare una sorta di mito.<br />
Un manipolo di nostalgici, infatti, riprese qualche anno dopo a utilizzarla con l’intenzione di rievocare ironicamente un modo di parlare grottesco che aveva segnato un’epoca.<br />
Il risultato fu sorprendente.<br />
A poco a poco Il Trancorio riprese a vivere e coinvolse anche le nuove generazioni.<br />
Di più. Ci sono padri e madri che capiscono perfettamente il senso di molte parole pronunciate al Trancorio.<br />
Forse hanno difficoltà a esprimersi ma la comprensione non rappresenta di certo un problema.<br />
Comunicare in codice resta un bisogno primordiale e il Trancorio offre questa possibilità.<br />
Così durante un pasto si può sentire sovente l’espressione ”<em>sappami il lessa</em>”, oppure il sempre di moda giudizio lapidario su di una pietanza cucinata dalla chiavve: “<em>fa foschi</em>” (anche qui la pronuncia può essere impreziosita con un dolce e musicale sc di scivolo).<br />
Che dire poi di espressioni nate da parole già trancorizzate.<br />
Per restare in tema da “foschi” sono nati tanti derivati.<br />
Foschirria, termine con cui si definiscono situazioni o un insieme di cose appunto schifose.<br />
Foschizzu, che ha lo stesso significato di foschi quindi di schifo ma meno categorico, più leggero quasi.<br />
Foschizzina, epiteto appioppato (e mai più ahi lei cancellato) a una povera ragazza troppo minuta e dall’aria poco pulita.</p>
<p><div style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><img loading="lazy" decoding="async" title="fiorello" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/surves/fiorello.jpg" alt="fiorello - trancorio" width="250" height="315" border="0" /><p class="wp-caption-text">Branse reffiollo</p></div></p>
<p>Il Trancorio è divenuto col tempo anche un espediente per addolcire particolari insulti che se pronunciati correttamente suonerebbero sicuramente più offensivi.<br />
&#8220;<em>Sei una darme</em>&#8221; è sicuramente più amichevole di “<em>sei una merda</em>”.<br />
Glioccone, statte di zocca, glioffi di tappuna, lappeto di gaffi, i simpaticissimi “ticcreno e pistudo” sono tutti epiteti molto più leggeri e scanzonati degli originali.<br />
Leggendario, poi, l’insulto molto generico che si dava a metà anni &#8217;90 a qualsiasi persona dall’aria un po’ tamarra: <em>branse Reffiollo</em>. Ricordate?</p>
<p>Negli ultimi anni si è sviluppato poi un ulteriore filone linguistico direttamente dal Trancorio.<br />
Il “contrario”, che non nient’altro che il Trancorio del “Trancorio”.<br />
Si basa unicamente sulla consapevolezza di chi parla di pronunciare una frase strutturata al Trancorio ribaltandone nuovamente la disposizione sillabica utilizzando le medesime regole grammaticali del “Trancorio”.<br />
Il risultato stupefacente è il ritorno all’origine della lingua.<br />
Solo uno stato mentale, quindi.</p>
<p>Concludo dicendo che quest’articolo nasce dall’esigenza di rivendicare la paternità di uno slang nato e formatosi a Brescia.<br />
Una vera e propria lingua che ha pochi professori e tanti seguaci.<br />
Una lingua affascinante che tuttavia troppe volte viene usata a sproposito commettendo errori grossolani.</p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-trancorio-storia-di-una-lingua-tutta-bresciana/">Il trancorio, storia di una lingua tutta bresciana</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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