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	<title>Calcio Archivi - odiopiccolo</title>
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	<description>diamo voce ai bresciani</description>
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		<title>114 anni non falliscono. Mai.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 03 Jul 2025 17:53:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Brescia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>114 anni di storia biancoazzurra Malaga &#8211; Luglio 2025 Il caldo è opprimente, ma non come in città. Il sole picchia in Costa del Sol, ma si sta decisamente meglio che a Brescia. Persino quando Sergio Scariolo, il più illustre dei 14.000 italiani residenti in questa parte di Andalucía, un po&#8217; mi sfotte perché mi avventuro nelle ore più calde nella sua città adottiva (Sergio, quando sei in giro con 3 donne puoi giusto decidere che vino/birra bere. Forse.), riesco a non patire troppo il solleone. Una scoperta inaspettata: Coolligan Il porto turistico di Malaga mi accoglie per il pranzo, [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<h1>114 anni di storia biancoazzurra</h1>
<h2>Malaga &#8211; Luglio 2025</h2>
<p>Il caldo è opprimente, ma non come in città. Il sole picchia in Costa del Sol, ma si sta decisamente meglio che a Brescia.</p>
<p>Persino quando <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Scariolo" target="_blank" rel="noopener">Sergio Scariolo</a>, il più illustre dei 14.000 italiani residenti in questa parte di Andalucía, un po&#8217; mi sfotte perché mi avventuro nelle ore più calde nella sua città adottiva (Sergio, quando sei in giro con 3 donne puoi giusto decidere che vino/birra bere. Forse.), riesco a non patire troppo il solleone.</p>
<h2>Una scoperta inaspettata: Coolligan</h2>
<p>Il porto turistico di Malaga mi accoglie per il pranzo, regalandomi la vista di qualche panfilo da brivido. E mentre il resto della famiglia entra ed esce da tutti i negozietti (ma quanti diavolo di Ale-Hop ci sono?), uno attira la mia attenzione.</p>
<p>Si chiama <strong>Coolligan</strong>, ed è uno dei punti vendita di un brand iberico che si dedica alla riproduzione di qualità di maglie d&#8217;epoca di squadre di calcio. Nazionali, team iberici ma non solo, anche italiani: un brand che gioca con le emozioni ed i ricordi. Anche di noi bresciani, sebbene Coolligan a catalogo non abbia nulla delle rondinelle.</p>
<h2>Uno scatto che racconta tutto</h2>
<p>Mentre guardo a destra e a manca, l&#8217;occhio cade su una fotografia, posta in alto, in una posizione un po&#8217; fuori portata degli sguardi. Oddio di foto è pieno questo negozio. Giocatori e &#8220;camisetas&#8221; degli anni &#8217;70/&#8217;80.</p>
<p>La foto in oggetto colpisce la mia attenzione, e non solo perché ritrae un ingresso nel tunnel che porta agli spogliatoi di una leggenda come Michel Platini. La foto in bianco e nero ha un dettaglio in colore: il retro della maglia del giocatore che sta rientrando negli spogliatoi assieme al francese.</p>
<p>È azzurra, con il numero 10 stampato. Quel carattere mi è familiare. Resto lì, imbambolato. Scatto una foto, zoomo. Ma mi era già tutto chiaro.</p>
<h2>Il ricordo del 1987</h2>
<p>Stadio Comunale di Torino, <a href="https://www.odiopiccolo.com/nostalgia-brescia-serie-a-1986-87/" target="_blank" rel="noopener">stagione 1986/87</a>. Partita d’addio di Michel Platini. Di fronte il Brescia, a cui serve un punto per non retrocedere. L’Empoli gioca a Como, ed è lì, a -1.</p>
<p>Veniamo da due sconfitte rovinose: il 4-1 con l’Hellas e l’1-2 casalingo contro l’Ascoli. Alla radio, a casa, ascolto con ansia. Papà non se l’è sentita di portarmi dopo l’esperienza del Bentegodi.</p>
<p>Quella foto: <strong>Evaristo Beccalossi</strong> che rientra accanto a Michel Platini. Forse quelli di Coolligan pensavano a Maradona, ma per noi bresciani, quella scena è l’inizio di una fine.</p>
<h2>Una storia di alti e bassi</h2>
<p>Ad un occhio inesperto, sembrerebbe una scena da lieto fine. Ma se sei bresciano, sai che l’happy ending non è mai scontato. Le promozioni, la salvezza del 1969, l’anglo-italiano, il periodo di Baggio&#8230; a ogni luce, un’ombra.</p>
<p>Dopo Wembley, una Serie A da incubo. Dopo Pep Guardiola e Roberto Baggio, un Rigamonti vuoto. Guardo la fotografia, appesa al muro, mentre la ragazza del negozio pensa che io sia impazzito.</p>
<h2>Quel gol, quella retrocessione</h2>
<p>2-2, il risultato perfetto. Basterebbe per lo spareggio. Ma l’Empoli vince. E al minuto 78, Ivano Bonetti segna. Il Brescia retrocede.</p>
<p>Una beffa assurda. Pensare che 38 anni dopo quella società sia stata cancellata dal mondo del calcio professionistico fa male.</p>
<h2>114 anni di Brescia Calcio</h2>
<p>L’età mi impone una reazione razionale, non più le lacrime del 17 maggio. Ma la rabbia resta. Rabbia e impotenza.</p>
<p><strong>114 anni</strong> di storia, spesso sfortunata e maledetta, se ne sono andati. 114 anni di cui io ne ho vissuti un bel po&#8217;, come tanti di noi e di voi.</p>
<h2>Un’eredità che nessuno potrà toccare</h2>
<p>Tieniti stretto ciò che è stato: non c’è corte, tribunale o presidente che potrà mai portartelo via. Che si tratti di una promozione, di una vittoria o di una retrocessione ingiusta.</p>
<p>Con le lacrime annesse.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-175010" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2025/07/Copertina114anni-beccalossi-platini.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/114-anni-non-falliscono-mai/">114 anni non falliscono. Mai.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Un ricordo speciale di Mazzone da Hong Kong</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 24 Aug 2023 09:42:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nostalgia Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Caldo, non afoso come il nostro agosto, ma comunque caldo. Una domenica di fine settembre, con la necessità di prepararsi a viaggiare l’indomani verso la Corea del Sud: Hong Kong come al solito brulica di turisti che si dividono in diverse sottospecie. Quelli incuriositi dai quartieri di elettronica, che offrono ancora prodotti di qualità a prezzi relativamente bassi, quelli che vogliono visitare tutti i mall, quelli che stanno smaltendo le sbornie del venerdì e sabato notte iniziate a Lan-Kwai-Fong e terminate in qualche locale malfamato di Mong-Kok, quelli che passeranno la domenica a farsi spennare al casinò a Macao, dove [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Caldo, non afoso come il nostro agosto, ma comunque caldo.<br />
Una domenica di fine settembre, con la necessità di prepararsi a viaggiare l’indomani verso la Corea del Sud: Hong Kong come al solito brulica di turisti che si dividono in diverse sottospecie. Quelli incuriositi dai quartieri di elettronica, che offrono ancora prodotti di qualità a prezzi relativamente bassi, quelli che vogliono visitare tutti i mall, quelli che stanno smaltendo le sbornie del venerdì e sabato notte iniziate a <a href="https://www.viator.com/it-IT/Hong-Kong-SAR-attractions/Lan-Kwai-Fong-LKF/overview/d35959-a12996" target="_blank" rel="noopener"><em>Lan-Kwai-Fong</em></a> e terminate in qualche locale malfamato di <em><a href="https://www.marcotogni.it/mong-kok/" target="_blank" rel="noopener">Mong-Kok</a></em>, quelli che passeranno la domenica a farsi spennare al casinò a Macao, dove hanno raccontato alla moglie che andranno per un meeting aziendale.</p>
<p>L’Ymca è diventata oramai la mia seconda casa: 60 metri quadrati di “suite”, arredati con (molta) parsimonia e pochi voli pindarici, ma accoglienti. Rispetto alla stanza standard dell’Holiday Inn dove ho vissuto per mesi, ho trovato quello che sembra un vero e proprio appartamento ed in più posso fare anche allenamento, quando mi gira. Certo lo spazio del basket è relegato alle 6 del mattino ed in palestra gioco da solo, ma va bene lo stesso. Anche a Mark, tecnico che condivide con me le trasferte in estremo oriente e le scelte di vitto e alloggio, non dispiace. La vista sulla baia, seppur parziale, è meglio del retro dei condomini dotati tutti di motori per l’aria condizionata che avevamo lasciato in Nathan Road. Arrivati come al solito la settimana prima e con un altro paio di settimane a testa da trascorrere in Oriente con compiti diversi, io e l’inglese volante trapiantato per amore in Francia dopo la fuga frettolosa dall’amato Sudafrica, abbiamo scoperto solo al nostro atterraggio<a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Giornata_nazionale_della_Repubblica_Popolare_Cinese#:~:text=La%20giornata%20nazionale%20della%20Repubblica,Cinese%20istituita%20come%20giornata%20nazionale.&amp;text=Viene%20celebrata%20annualmente%20il%201%C2%BA,nel%201949%20con%20Mao%20Zedong." target="_blank" rel="noopener"> la festa nazionale del 1 ottobre</a>: un’estensione del weekend per Mark, la necessità di prendere un volo aereo per non buttare nel cesso una giornata aziendale per me. E così si va a Seul il giorno dopo, non prima di aver festeggiato a mezzanotte Hong Kong ed il suo spettacolo pirotecnico: una manciata di Hong Kong dollars e ci godremo lo spettacolo dalla terrazza dell’ultimo piano dell’Ymca di Kowloon.</p>
<p>Prima però c’è una domenica da trascorrere: il programma prevede un giro al campo pratica di Golf in tarda mattinata, per accontentare Mark, pranzo con “descanso” pomeridiano e poi in prime time la <strong>visione al Pub del derby dell’Oglio</strong>. Le mie trasferte in giro per il mondo mi tengono lontano dal Rigamonti, e da tante altre cose della mia vita bresciana. Ed ho ancora negli occhi il <a href="https://www.goal.com/it/notizie/il-brescia-e-lintertoto-2001-quando-mazzone-sfido-il-psg-di-pochettino/7d8saf9p3vuw1lqrp8yonooir" target="_blank" rel="noopener">viaggio a Parigi con i miei soci per vedere il Brescia al Parco dei Principi</a>, e la roccambolesca giornata che mi ha portato da Pescara a Brescia per la gara di ritorno: il tutto negli ultimi 60 giorni.</p>
<h4>Quella tra Brescia e Atalanta non è proprio una sfida come le altre</h4>
<p>Non c’è nulla da fare, due giorni di fila a casa non riesco a passarli, nemmeno se ci provo o mi ci metto d’impegno. Mark, da bravo inglese di Leicester amante del rugby, non è tanto per guardarsi una partita di serie A, ma capisce dalle mie parole che quella tra Brescia ed Atalanta non è proprio una sfida come un’altra. Del resto non ha di meglio da fare quella domenica sera, ed in attesa dei fuochi va bene anche una pinta di birra davanti al <em>fobal</em> italiano. “Eddai, sono venuto a giocare a golf che mi fa schifo, dammela una soddisfazione nella vita”. “Meoowwww”. Sì, Mark, un cristone di 190 cm per 110 kg, quando non voleva rispondermi o non aveva voglia di attaccare una discussione, miagolava. E andava avanti anche per minuti a fare il gatto. Io ci avevo fatto il callo alle sue abitudini, tipo quella di chiudersi nei pub la domenica pomeriggio ad ammazzarsi di birra, in cui coinvolgeva anche me, che, del resto, una volta fatta la valigia per volare il lunedì mattino in qualche posto ameno del Far East, cosa avevo di meglio da fare? Da 6 mesi facevamo coppia fissa a risolvere i problemi tecnici e commerciali di un’azienda rilevata dal <a href="https://www.lonatigroup.com/" target="_blank" rel="noopener"><strong>gruppo Lonati</strong></a>, e funzionavamo bene, benché fossimo proprio agli antipodi. Io un ragazzino italiano spocchioso ed un po&#8217; fighetto, lui un navigato – ma non troppo – lupo di mare, abituato a viaggiare come un matto. C’eravamo trovati ed avevamo combinato un po&#8217; di tutto: l’avevo portato d’urgenza in ospedale alle 3 del mattino, ed una sera, dopo uno show fatto ad un cliente di Hong Kong degno del miglior Christian De Sica in un ristorante giapponese, mi aveva messo a letto (totalmente demolito), che nemmeno mia mamma quando avevo 4 anni.</p>
<h4>Vedere Cristiano Doni con quella maglia, mi urta profondamente</h4>
<p>Arrivano le 21, la televisione mostra un bel colpo d’occhio del rigamonti, ripenso alla battaglia del 92/3, ed al fatto che a me il derby con l’Atalanta non è mai interessato sul serio. O meglio, <strong>per me il derby vero è con l’Hellas</strong>: quella è la mia partita. Certo vedere Cristiano Doni con quella maglia, mi urta profondamente e le immagini di quanto successo 8 anni prima le ho belle impresse nella memoria, ma – non so se riesco a spiegarmi – Atalanta o Sampdoria per me non fa differenza. <strong>C’è il Brescia, la cosa importante è quella</strong>.</p>
<p><strong>È la giornata di Pep Guardiola</strong> che entra in campo a presentarsi ai suoi nuovi tifosi, l’espressione un po&#8217; spaesata.</p>
<p>Arbitra Collina. “Ma quello non è Baggio?” “Certo Mark” “E cosa fa in campo?” “Gioca nel Brescia”. Lo stupore di Mark è genuino, come tutto in lui. La prima pinta va giù che è una bellezza, la partita si anima rapidamente. Guardare la serie A ad Hong Kong è abbastanza semplice. Ho scoperto che il campionato di calcio fa impazzire la gente di qua ed anche in Cina vedere la serie A in diretta non è difficile. Diverse serate sono terminate con visioni notturne della serie A, spesso in Hotel. Diverso quando vai in altri paesi dell’area, tipo la Corea del Sud. Partita vera, occasione per Tare, palo di Doni. Segna Baggio: un assist al bacio di Petruzzi, sembra mettersi tutto al meglio. Esulta anche Mark, perché riconosce l’autore del goal, e quanto meno capisce che ha segnato il Brescia. Non foss’altro perché quello seduto accanto a lui sembra impazzire. Non riesco neppure a finire di festeggiare che arriva il pareggio di Sala e poi il raddoppio ospite. Doni. Mannaggia a te. Vedo l’esultanza nel settore ospiti, il commento in lingua locale si perde nell’audio di Mompiano che arriva bello chiaro in terra d’oriente. Arriva il terzo. Io rimango impietrito, Mark non sa cosa fare: termina così il primo tempo, 1-3. La tentazione di mandare tutti a quel paese e andarmene è fortissima. Resto al mio posto, Mark mi consola con un’altra pinta e del cibo. Il secondo tempo è una sofferenza assoluta, prova che ti riprova, non succede nulla per una buona mezzoretta. Quando le speranze sembrano essersi ridotte a un lumicino, ecco la palla di Tare per Baggio, la girata, Taibi battuto, il 2-3. Le telecamere indugiano sul bordo del campo, l’allenatore del Brescia è molto agitato: si rivolge al settore ospite, si vede in maniera netta. Il labiale è chiarissimo. Mark non capisce: io sì. L’audio ambiente, come dicevo prima, si sentiva. Bene. E Mazzone non ci sta. Per nulla. Capisci che sta promettendo qualcosa a qualcuno. Mark mi chiede chi sia quel signore. Cerco di spiegarglielo: raccontare tutto quello che è successo nelle ultime settimane a Brescia, soprattutto dopo il pareggio con il Psg, sarebbe eccessivo ed in quel preciso momento ho altro a cui pensare. “Ma quel signore in tuta allena una squadra di serie A? Sul serio?”. Faccio finta di non aver sentito, provo a crederci fino al 90’ ed oltre. Il Brescia ci prova, ma sembra già tutto scritto. Il tempo scorre, scocca il 90’: lo stomaco si è abbassato di qualche millimetro. Un cross, fallo di mano, punizione nei pressi del limite dell’area. Sul pallone Baggio c’è lo spazio per la pennellata: gente che salta, Taibi pure, una spizzata, la palla in rete. Tavolo e birre per aria, Mark che mi abbraccia, manco fosse tifoso delle rondinelle da sempre, tutti che si girano al pub. Le immagini tornano a bordocampo, Mazzone scatta, le telecamere lo inseguono assieme ad alcuni dirigenti ed al suo vice storico, Leonardo Menichini – uno che molto probabilmente verrà fatto santo.</p>
<p>Immagino le sensazioni di chi è al Rigamonti. Mark, che si è ricomposto, mi chiede di nuovo spiegazioni. Io spiego, le origini dell’allenatore, l’astio verso Roma delle tifoserie del Nord, i cori contro Mazzone durante la partita. Gli parlo di un allenatore sanguigno, di una persona che di calcio ne sa, che a Brescia sta facendo cose molto interessanti, in una piazza ascensore tra serie A e B, che sembra finalmente aver trovato una dimensione di tranquillità. Mezzanotte e lo spettacolo pirotecnico si avvicinano, ma io i botti li ho già visti.<br />
<strong>Mancherà sor Carletto. Grazie di tutto.</strong> E ci perdoni se la ricordiamo sempre e solo per quell’episodio, in quasi 800 partite allenate. Ma quel giorno fece qualcosa di veramente unico. Che le costò sicuramente, ma che diede alla gente la dimensione della persona vera dietro all’allenatore di calcio abituato a fare miracoli sportivi. Persona a cui abbiamo voluto bene in tanti. Anche qualche tifoso dell’Atalanta presente quel giorno nel settore ospiti.<br />
<strong><br />
<em>Zob0n, aka Alberto Banzola</em></strong></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-174900" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2023/08/Mazzone-Honh-Kong.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/un-ricordo-speciale-di-mazzone-da-hong-kong/">Un ricordo speciale di Mazzone da Hong Kong</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Le volte in cui Vialli sfidò il Brescia</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jan 2023 20:27:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono state poche le volte in cui Gianluca Vialli incrociò la strada del nostro Brescia. Solo sette. Vorrei raccontarvele per omaggiare nel nostro piccolo un uomo che reputiamo diverso dagli altri, lontano dal calcio attuale pieno di gossip e troppi soldi. Un uomo che si è fatto amare a prescindere dalla maglia che indossava. La prima sfida di cui abbiamo memoria risale alla stagione 1981-1982, campionato di serie B, 18esima giornata di ritorno. Vialli giocava nella Cremonese (nella partita di andata svoltasi il 17 gennaio allo stadio Zini non fu schierato).Domenica 6 Giugno 1982 allo stadio Mario Rigamonti si affrontano [&#8230;]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Sono state poche le volte in cui <strong>Gianluca Vialli</strong> incrociò la strada del nostro Brescia. Solo sette. Vorrei raccontarvele per omaggiare nel nostro piccolo un uomo che reputiamo diverso dagli altri, lontano dal calcio attuale pieno di gossip e troppi soldi. Un uomo che si è fatto amare a prescindere dalla maglia che indossava.<br /><br />La prima sfida di cui abbiamo memoria risale alla <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Serie_B_1981-1982" target="_blank" rel="noopener">stagione 1981-1982</a>, campionato di serie B, 18esima giornata di ritorno. Vialli giocava nella Cremonese (nella partita di andata svoltasi il 17 gennaio allo stadio Zini non fu schierato).<br />Domenica 6 Giugno 1982 allo stadio <strong>Mario Rigamonti</strong> si affrontano disperatamente biancoazzurri e grigiorossi per evitare la retrocessione. La spunterà la Cremo e proprio grazie a <strong>Vialli</strong> che toccato da Quaggiotto va giù in area nel finale guadagnandosi un rigore (dubbio) che Finardi trasforma. Risultato finale 2-3. Brescia retrocesso insieme a Rimini, Spal e Pescara. Non mi dilungo sulla cronaca (1) angosciante (ma va?) della partita&#8230; vi dico solo che si vinceva 2 a 0.</p>
<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-17473" src="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2023/01/Tabellino.jpg" alt="SERIE B 1981-1982

18° GIORNATA DI RITORNO 

Domenica 06 giugno 1982 - Stadio &quot;Rigamonti&quot; - Brescia

BRESCIA-CREMONESE 2-3

BRESCIA Pellizzaro, Podavini, Mazzucchelli (35' st Sali), De Biasi, Guida, Quaggiotto, Salvioni, Bonometti, Vincenzi (12' st Graziani), Tavarilli, Adami

A disposizione: Cantoni, Messina, Leali

Allenatore: Perani

CREMONESE Casari, Montani (1' st Frutti), Ferri, Marini, Paolinelli, Di Chiara (12' st Nicolini), Vialli, Boni, Bonomi, Bencina, Finardi

A disposizione: Reali, Galbagini, Gaiardi

Allenatore: Mondonico

ARBITRO Bergamo di Livorno

RETI 12' De Biasi 15' Vincenzi 5' st Frutti 21' st Nicolini 42' st rigore Finardi

NOTE Spettatori 10229. Incasso 39 milioni di lire. Espulso De Biasi 10' st. Ammoniti Mazzucchelli, De Biasi, Adami" width="800" height="822" /><br />Oggi però il protagonista è un altro. </p>
<p>Bisogna aspettare più di 5 anni per rivedere Vialli sfidare la Leonessa. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Serie_A_1986-1987" target="_blank" rel="noopener">Stagione 1986-87 Serie A</a>. Luca gioca ora nella Sampdoria.<br />Il 2 novembre 1986 il Brescia sfida in casa la Samp. Perdiamo 1 a 0. <strong>Vialli sbaglia un rigore</strong> nel finale tirandolo in curva. Autorete di Turchetta su tiro di Viercowood.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/Iy2hLacUpUQ/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Il ritorno è ancora amaro. Si gioca il 22 marzo 1987 a Marassi. La Sampdoria si impone nuovamente, questa volta per 2 a 0. <br />Vialli sfodera una prestazione super. Segna un gol pazzesco &#8220;lasciando di sasso Pionetti&#8221; e si procura il rigore del 2 a 0 trasformato da Mancini. I gemelli del gol. Che nostalgia. Che coppia bellissima. Le immagini d&#8217;archivio raccontano di un Brescia coriaceo &#8220;che avrebbe messo in difficoltà anche il Napoli&#8221;. Poi c&#8217;è l&#8217;intervista finale a Vialli. Altri sapori, più genuini.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/EUvvkU8MMSo/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Il Brescia retrocesse in serie B anche quell&#8217;anno e vi rimase fino al 1992 quando con Mircea Lucescu trascinato dai gol di Maurizio Ganz riconquistò la massima serie. Nel frattempo <strong>Giuanluca Vialli proprio quell&#8217;anno passò all Juventus</strong>. <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Serie_A_1992-1993" target="_blank" rel="noopener">Stagione 1992-93 siamo in serie A.</a><br /><br />L&#8217;andata contro la Vecchia Signora si giocò il 18 ottobre 1992 al vecchio Delle Alpi.<br />0 a 0 il risultato finale con un <b>Landucci</b> strepitoso che con un &#8220;balzo felino &#8220;disinnescò un rigore del mito <b>Baggio</b> procurato proprio da lui, <b>Vialli</b>. Da non credere.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="//i.ytimg.com/vi/6M2fJc3TKTc/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Il ritorno lo vincemmo meritatamente noi, 2 a 0 con le reti di Florin Raducioiu e Marco Rossi. <strong>Vialli sempre pericoloso</strong>.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/dkSXIylhs2g/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Alla fine della stagione il Brescia retrocedette in serie B dopo il noto spareggio di Bologna contro l&#8217;Udinese. <br /><br />Dopo un solo anno di B tornammo nella massima per affrontare la <strong>Juventus di Vialli</strong> già alla seconda giornata.<br />Era il 4 settembre 1994 e la partita terminò 1 a 1.  <strong>Vialli</strong> stregò la difesa con una splendida rovesciata propiziando il vantaggio di Conte. Pareggio di Schenardi nella ripresa. <br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/gCKOUk2MaxM/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>La partita di ritorno vide la Juventus imporsi per 2 a 1. Il Brescia andò in vantaggio con Corini su calcio di rigore poi dopo il pareggio su punizione di Del Piero toccò proprio a <strong>Vialli</strong> siglare il punto della vittoria per la Juve sempre su rigore, ovviamente regalato :). <em>Perdonatemi non ho resistito.<br /></em> <br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/DpWNuechY5g/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Le strade di Vialli e delle rondinelle avrebbero potuto incrociarsi anche in <strong>Coppa Italia</strong> nella stagione 1990-91 poiché Brescia e Sampdoria si scontrarono durante il secondo turno della competizione, ma Luca non fu mai schierato.<br />Per la cronaca la <a href="https://www.transfermarkt.it/uc-sampdoria_brescia-calcio/index/spielbericht/2429004" target="_blank" rel="noopener">partita di andata a Marassi</a> terminò sul punteggio di 1 a 1 (Ganz, Dossena), mentre <a href="https://www.transfermarkt.it/brescia-calcio_uc-sampdoria/index/spielbericht/2429020" target="_blank" rel="noopener">al ritorno perdemmo in casa 4 a 0</a> (Dossena, Mancini, Invernizzi, Lombardo)<br /><br />Il video della partita di andata (mercoledì 5 settembre 1990). Del ritorno non vi è traccia.<br /><br /><a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/fAwVO3EH7Ok/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Concludo rubando un commento di un mio caro amico juventino (bresciano). Io da puro tifoso bresciano non posso certo salutare il grande Vialli meglio di così (grazie Tom):<br /><br /></p>
<blockquote>
<p>Mi viene in mente la gazzetta che annunciava il tuo arrivo, in un’epoca in cui le notizie le sapevi dalla carta stampata, non dai cellulari.<br />Tu, il giocatore preferito.<br />Le prime volte allo stadio con gli amici, sempre e solo in curva, la punto cabrio di Ricky.<br />Tutte le partite di champions, il treno per Roma e l’aria che profumava di primavera quella notte che non dimenticherò mai.<br />I capelli rasati per assomigliarti, e il polsino che mettevo quando giocavo perché lo facevi tu.<br />Il tuo coro che cantavo in doccia la mattina, e quella volta che al posto della fascia da capitano hai legato una sciarpa gettata dalla curva.<br />La rimonta con la Fiorentina, lo stadio delle Alpi, e un freddo d’inverno che ora non c’è più.<br />Le partite alla radio, il posticipo della domenica tutti insieme al bar su telepiù.<br />Ho tifato Chelsea per te, pure allo stadio una volta, e ho cercato la tua casa a Londra sperando di incontrarti.<br />Il sogno mai realizzato di vederti tornare da allenatore.<br /><br />Hai reso più belli i miei vent’anni, e oggi mi sento più vecchio e più solo…<br />Ciao capitano del mio cuore.<img src="https://s.w.org/images/core/emoji/15.1.0/72x72/1f5a4.png" alt="🖤" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
</blockquote>
<p><a href="https://www.sportgrigiorosso.it/us-cremonese/tutte-le-news/50777-il-precedente-nel-1982-una-cremo-in-crisi-si-salva-vincendo-il-derby-a-brescia-con-retrocessione-delle-rondinelle-in-c-fra-mille-polemiche.html" target="_blank" rel="noopener">1.  Brescia Cremonese 2-3 (da sportgrigiorosso.it)</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-174630" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2023/01/Copertina-Vialli.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/le-volte-in-cui-vialli-sfido-il-brescia/">Le volte in cui Vialli sfidò il Brescia</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>Diego Armando Maradona</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 26 Nov 2020 13:43:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[aliboni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>14 settembre 1986, domenica. Una domenica come tante, forse. Per chi ama il Brescia non lo fu; le rondinelle erano all’esordio in serie A, dopo una cavalcata che aveva portato gli uomini di Pasinato dalla C alla A in due stagioni. In panchina c’è un altro allenatore però: in campo al Rigamonti si sfidano Brescia e Napoli. In città non si parla d’altro, e visto che la serie A manca dal 1981 la cosa è comprensibile: nel mezzo il dramma della doppia retrocessione e poi la resurrezione nella massima serie. Lo stadio di Mompiano è pronto ad ospitare la sfida [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/diego-armando-maradona/">Diego Armando Maradona</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>14 settembre <a href="http://www.odiopiccolo.com/nostalgia-brescia-serie-a-1986-87/">1986</a>, domenica.<br />
Una domenica come tante, forse. Per chi ama il Brescia non lo fu; le rondinelle erano all’<a href="http://www.odiopiccolo.com/nostalgia-brescia-serie-a-1986-87/">esordio in serie A</a>, dopo una cavalcata che aveva portato gli uomini di <strong>Pasinato</strong> dalla C alla A in due stagioni.<br />
In panchina c’è un altro allenatore però: in campo al <strong>Rigamonti</strong> si sfidano <strong>Brescia e Napoli</strong>. In città non si parla d’altro, e visto che la serie A manca dal 1981 la cosa è comprensibile: nel mezzo il dramma della doppia retrocessione e poi la resurrezione nella massima serie.</p>
<p>Lo <strong>stadio di Mompiano</strong> è pronto ad ospitare la sfida tra la squadra del<strong> presidente Baribb</strong>i e del <strong>presidente Ferlaino</strong>: capienza ufficiale 30.000 spettatori, sugli spalti 33.000, con la piaga dei biglietti falsi e dei bagarini, debellata negli anni successivi e che in quest’anno di <em>Covid</em> fa sorridere al pensiero di un impianto sportivo con così tanta gente. La <em>triumplina</em> è uno spettacolo con i colori delle squadre che si fondono a creare un unico fiume biancazzurro.<br />
Allo stadio ci sono state delle modifiche, arrivo per tempo con papà: con lui ho imparato ad entrare prima e ad uscire con tanta calma. Tanto c’è traffico ed uscire prima della fine della partita che senso avrebbe? Accanto alla tribuna laterale hanno aperto un bar nuovo: entro vedendo quelli che sono diventati negli anni volti conosciuti di vicini di posto di tribuna.</p>
<p>E <strong>all’improvviso arriva il mio idolo</strong>: dalle scalette del piano superiore dello stadio sbuca <strong>Roberto Aliboni</strong>: già cambiato. Maglia da gioco, pantaloncini, scarpini e guantoni sotto il braccio. “Fammi un caffè. Bello forte” ordina in mezzo a una selva di volti straniti. “Roberto, ma cosa fai qui?” Gli chiede mio papà “Tra 20’ c’è il fischio di inizio”. Roberto ha una cera non proprio delle migliori. “Professore” fa il <em>portierone</em> del Brescia “Ma lei ha presente cosa vuol dire giocare contro il Napoli? È una settimana che qualsiasi giornale io prenda si parla di <strong>Maradona</strong>, qualsiasi canale televisivo parla di lui. È un incubo: non dormo da una settimana.<br />
L’ho visto nel riscaldamento e mi sono detto che avevo bisogno di un caffè”.</p>
<p><div id="attachment_17043" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-17043" class="wp-image-17043 size-full" src="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2020/11/Aliboni-Maradona.jpg" alt="" width="1000" height="798" /><p id="caption-attachment-17043" class="wp-caption-text">Dal profilo facebook di Roberto Aliboni</p></div></p>
<p>Certo che esordire in serie A a 31 anni e trovarsi di fronte <em>Dieguito</em> dev’essere stato devastante; ad ogni modo <strong>Aliboni</strong> finisce il suo caffè saluta tutti, me &#8211; portiere della squadra di quinta elementare &#8211; compreso, e sparisce nelle scalette che lo inghiottiscono verso il tunnel dello stadio.</p>
<p>Raggiungiamo i nostri posti a fatica, tifosi partenopei ovunque e gemellaggio (che verrà rotto al ritorno, e non certo per colpa degli ultras nostrani) tra le due tifosere: entrano le squadre in campo, e <strong>quando la maglia numero 10 del Napoli mette piede sul terreno del Rigamonti, scoppia un boato</strong>.</p>
<p>Partita da inizio stagione, il Brescia paga lo scotto dell’emozione della prima volta per tanti: bomber Gritti è fuori per un bel po&#8217; e ci si deve arrangiare. Nemmeno il tempo di rientrare negli spogliatoi e Bagni serve un pallone d’oro a Maradona al limite. Maradona ne lascia sul posto due, serpentina dentro l’area di rigore e sinistro imparabile per <strong>Aliboni</strong>. <a href="http://www.odiopiccolo.com/quando-maradona-d10s-segno-al-rigamonti/">È il minuto numero 41: la partita finirà così, con pochi altri lampi</a>.</p>
<p><strong>D10S</strong> si era manifestato anche a Brescia, l’unica volta che giocò da queste parti. Il 25 novembre 2020 se n’è andato un simbolo del nostro calcio: lasciate perdere il contorno. Parliamo del calciatore che tutti abbiamo amato ed odiato, quello di <strong>Mexico 86</strong>, <strong>Italia 90</strong>, <strong>Usa 94</strong>; quello che ha portato lo <strong>scudetto a Napoli</strong>.<br />
Gli scudetti, pardon. La coppa Uefa. Non mi interessa la sua vita fuori dal rettangolo di gioco, ma quello che riusciva a fare in campo. Anche con un’arancia, come in un riscaldamento pre Milan-Napoli.</p>
<p>Per chi è nato negli anni 60/70 ed ama il calcio, <strong>Maradona è stato qualcosa di irripetibile</strong>, un riferimento (sportivo, non fate allusioni del kaiser). Per questo quando abbiamo ricevuto la notizia della sua morte, ci siamo intristiti; perché con lui se ne va una parte della nostra vita.</p>
<p>Tutto il resto non mi interessa. <strong>Riposa in pace, D10S.</strong></p>
<p>Ti potrebbe interessare anche anche <a href="https://www.odiopiccolo.com/quando-maradona-d10s-segno-al-rigamonti/">Quando Maradona (D10S) segnò al Rigamonti</a></p>
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		<title>Caro Piz, te la ricordi Brescia-Sampdoria del 97?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jul 2020 15:58:48 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sai Piz, finisce la serie A. Finisce con la retrocessione. Lo sappiamo, da tempo, ormai. Cala il sipario sul nostro Brescia con la Sampdoria. Stavolta vincere non servirà: se penso alla Sampdoria, non posso non ricordare la partita che fece innamorare tutta la provincia del bisonte. Quel sabato pomeriggio in cui Hubner fece il cosiddetto “Hat-trick”, una tripletta che permise al Brescia di impattare coi blucerchiati (3-3), impreziosita dal gol finale in contropiede del carpentiere di Muggia. Mamma che ricordi… Sai Piz? Ci sono tante analogie tra quella stagione e questa, terminata sempre con una retrocessione, figlia di una marea [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Sai Piz, finisce la serie A.<strong> Finisce con la retrocessione.</strong> Lo sappiamo, da tempo, ormai.<br />
Cala il sipario sul <strong>nostro Brescia</strong> con la Sampdoria. Stavolta vincere non servirà: se penso alla <strong>Sampdoria</strong>, non posso non ricordare la partita che fece innamorare tutta la provincia del bisonte. Quel sabato pomeriggio in cui Hubner fece il cosiddetto “Hat-trick”, una tripletta che permise al Brescia di impattare coi blucerchiati (3-3), impreziosita dal gol finale in contropiede del carpentiere di Muggia.</p>
<p>Mamma che ricordi…</p>
<p>Sai Piz? Ci sono tante analogie tra quella stagione e questa, terminata sempre con una retrocessione, figlia di una marea di errori, di incomprensioni, di cambi in panchina azzardati. In un’annata che come questa, almeno per quello che mi riguarda, significò una buona parte di vita buttata nel cesso.<br />
Dicembre 1997: servizio militare. 2020: covid.</p>
<p>Non posso ovviamente mettere le due cose sullo stesso piano, non sono così stupido santa polenta, ma la percezione del periodo che stavo vivendo sotto naia era quello di giornate che passavano senza lasciar traccia nella mia vita. Come <a href="http://www.odiopiccolo.com/covid-istruzioni-per-il-disagio/"><em>i giorni del lockdown</em></a>. In cui un po&#8217; tutti abbiamo vissuto questa sensazione, tra un’ambulanza e l’altra. Eppure come io in quei 10 mesi riuscii in una maniera o nell’altra a trovare un equilibrio, tutti noi ci siamo fatti forza e ne siamo usciti. Chi con me condivise <strong>quei 10 mesi tra Pordenone, Udine, Orcenico e Cà Savio</strong>, né è uscito: più forte, oppure segnato irrimediabilmente; in quel periodo è successo di tutto, un po&#8217; come in questo. Ho perso gente a me cara, ho subito delusioni che non mi attendevo proprio di vivere, e che forse non meritavo. Ho mantenuto la calma: e quel periodo mi ha insegnato tanto. Tanto che mi sono portato dietro in questi 22 anni.</p>
<p>La speranza è che quello che abbiamo vissuto, serva a tutti noi. Anche a te Piz. Intanto, per la serie “coincidenze”, <strong>i cambi di panchina di quella stagione non sono serviti</strong>, come quelli attuali: lo so, l’ho già scritto; ma se penso a quello che è successo oggi come allora, penso che chi sta al timone ogni tanto se le va cercando.<br />
A quei tempi il presidente <a href="http://www.odiopiccolo.com/gino-cool/">Corioni</a> fece degli errori; oggi è toccato a Cellino: da quella stagione Corioni e il Brescia si rialzarono. Non prontamente, ma si misero i presupposti per la più lunga permanenza in serie A di sempre, per l’arrivo di <a href="http://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20002001/">Baggio</a>, <strong>Guardiola</strong>, l’<a href="https://www.repubblica.it/online/sport/intertoto/uefa/uefa.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">intertoto</a> e via dicendo.</p>
<p>E allora speriamo che quest’annata terribile sia servita a qualcosa: perché detta fino in fondo, ad agosto il Brescia preferisco vederlo giocare in Europa che con la <strong>Sampdoria</strong> all’ultima di campionato.</p>
<p><em>Zob0n aka Alberto Banzola<br />
</em></p>
<p><a href="https://www.odiopiccolo.com/caro-piz-te-la-ricordi-brescia-sampdoria-del-97/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/vxxkGVQEkv8/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a></p>
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<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/caro-piz-te-la-ricordi-brescia-sampdoria-del-97/">Caro Piz, te la ricordi Brescia-Sampdoria del 97?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
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		<title>E ora prendiamoci la salvezza! Non serve un miracolo.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 May 2020 08:01:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[balotelli]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[brescia calcio]]></category>
		<category><![CDATA[salvezza]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il 20 giugno riparte il campionato di serie A. La salvezza per il nostro Brescia è ancora possibile e credo non serva un miracolo. Analizziamo le partite che mancano e azzardiamo un pronostico. Fiorentina Brescia. 27 giornata. Fin troppo facile pronosticare una vittoria. Si torna a giocare dopo tantissimo tempo. Squadre ancora imballate, confuse, clima surreale a cui si è poco abituati. Colpaccio, non troppo clamoroso. Torna l’entusiasmo, la squadra torna a crederci. Brescia Genoa. 28 giornata. Vincere in casa contro il Grifone sarà solo una conseguenza logica all’exploit di Firenze. 6 punti in 2 partite, primi abbracci e baci [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/e-ora-prendiamoci-la-salvezza-non-serve-un-miracolo/">E ora prendiamoci la salvezza! Non serve un miracolo.</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 20 giugno riparte il campionato di serie A.<br />
La salvezza per il nostro Brescia è ancora possibile e credo non serva un miracolo.<br />
Analizziamo le partite che mancano e azzardiamo un pronostico.</p>
<p><strong>Fiorentina Brescia. 27 giornata.</strong><br />
Fin troppo facile pronosticare una vittoria. Si torna a giocare dopo tantissimo tempo. Squadre ancora imballate, confuse, clima surreale a cui si è poco abituati. Colpaccio, non troppo clamoroso. Torna l’entusiasmo, la squadra torna a crederci.</p>
<p><strong>Brescia Genoa. 28 giornata.</strong><br />
Vincere in casa contro il Grifone sarà solo una conseguenza logica all’exploit di Firenze. 6 punti in 2 partite, primi abbracci e baci tra i compagni. Torna l’amore.</p>
<p><strong>Inter Brescia. 29 giornata.</strong><br />
Partita difficile ma un punto potrebbe scapparci. Contro le grandi siamo soliti esaltarci. E arriviamo a 7. Qualcosa, a questo punto, avremo sicuramente rosicchiato sulla quarta posizione. Prevedo ora un distacco di massimo 4 punti dall’agognata salvezza.</p>
<p><strong>Brescia Verona. 30 giornata.</strong><br />
Non ci sono storie. Si vince nettamente e rumorosamente. Ormai la salvezza è a soli due punti (giocano anche le altre).</p>
<p><strong>Torino Brescia. 31 giornata.</strong><br />
Scialbo pareggio ma utile e prezioso. Entusiasmo alle stelle. <a href="http://www.odiopiccolo.com/balotelli-resta-a-brescia-per-favore/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Balotelli</a> fuori rosa, sente le suadenti sirene brasiliane. I suoi followers insorgono, i detrattori gongolano.</p>
<p><strong>Brescia Roma. 32 giornata.</strong><br />
Ancora un punto, ma diverso da quello conquistato in casa granata. Punto d’oro strappato con i denti, lottando come la <a href="http://www.brescialeonessa.it/bsleo/origine.htm" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Leonessa guerriera di Aleardi</a> (il primo ad usare questo appellativo associato alla nostra città… serve ribadire che non fu il Carducci… ma già lo sapete), una Leonessa non più infelice.<br />
Non si perde da 6 partite.</p>
<p><strong>Atalanta Brescia. 33 giornata.</strong><br />
Di cosa parliamo? Vendetta con gli interessi… 0 a 4. Si intravede Doni sugli spalti. Suggello alla cavalcata.</p>
<p><strong>Brescia Spal. 34 giornata.</strong><br />
Passeggiata di salute. Più 2 dalla zona retrocessione. Squadra consapevole. Spogliatoio compatto. Balotelli emarginato.</p>
<p><strong>Lecce Brescia. 35 giornata.</strong><br />
Colpo di scena. Perdiamo uno a zero ma manteniamo un punto sulla zona retrocessione. Si trema ma c’è fiducia.</p>
<p><strong>Brescia Parma. 36 giornata.</strong><br />
Il pareggio della paura. Le gambe fanno giacomo. Torniamo a vedere gli spettri. Si ripiomba in terzultima posizione a pari punti con la Samp. Balotelli dove sei?</p>
<p><strong>Lazio Brescia. 37 giornata.</strong><br />
Una battaglia. Perdiamo. La Lazio vince lo scudetto. La Sampdoria perde in casa con il Milan. C’è ancora speranza.</p>
<p><strong>Brescia Sampdoria. 38 giornata…</strong><br />
Sembra di rivivere lo spareggio per restare in serie B contro il Trapani di 3 anni fa. Lo stadio apre per la prima volta dopo 5 mesi i cancelli ai tifosi. Atmosfera adrenalinica e magica. <strong>Supermario</strong> è in panchina.<br />
All’ottantasettesimo perdiamo uno a zero. Lopez guarda la tribuna e incrocia lo sguardo beffardo di Cellino… una voce si fa strada nella sua testa&#8230; ti prego fallo entrare, che cosa aspetti?, dai, dai che restiamo in serie A…<br />
Entra Balotelli… ne fa due in 5 minuti.</p>
<p>(Lei è un disoccupato… e lei è un cornuto…)</p>
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		<title>Quando Torregrossa re-inventò Fifa&#8230;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2020 13:41:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nostalgia Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[bresca calcio]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[torregrossa]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>#solocosebelle Oggi i social mi ricordano della pasquetta dello scorso anno. Di una magata di Ernesto Torregrossa. Di una vittoria con la Salernitana che ha schiuso definitivamente la strada verso la serie A alle rondinelle. Oggi, un anno fa. Come eravamo felici. La prima volta allo stadio con le mie bimbe. “Papà, mi ci porti ancora?”. Neppure era iniziata la partita, e Federica, 9 anni, si era già innamorata del Brescia. Del Rigamonti, dell’essere bresciano. Una vittoria stupenda, contro un avversario sicuramente non imbattibile. In una giornata di festa: perché portare a pasquetta le tue bimbe allo stadio nel giorno [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>#solocosebelle<br />
Oggi i social mi ricordano della pasquetta dello scorso anno.<br />
Di una magata di <strong>Ernesto Torregrossa</strong>. Di una vittoria con la Salernitana che ha schiuso definitivamente la strada verso la serie A alle rondinelle.<br />
Oggi, un anno fa. Come eravamo felici.<br />
La prima volta allo stadio con le mie bimbe.<br />
“Papà, mi ci porti ancora?”. Neppure era iniziata la partita, e <strong>Federica, 9 anni, si era già innamorata del Brescia</strong>. Del Rigamonti, dell’essere bresciano.</p>
<p>Una vittoria stupenda, contro un avversario sicuramente non imbattibile.<br />
In una giornata di festa: perché portare a pasquetta le tue bimbe allo stadio nel giorno del <strong>gemellaggio con i fratelli granata</strong>, è stato bello.<br />
Ti ha riconciliato con la vita e con lo sport.<br />
“Papà, mi ci porti ancora?”. Nemmeno 15 giorni dopo eravamo nuovamente al Rigamonti. Certo è facile essere trascinati dall’entusiasmo, quando le cose vanno bene.<br />
Ma <strong>serve a spingerti a credere anche quando vanno male.</strong><br />
Quando sei chiuso in casa, quando il tuo futuro, remoto o prossimo parla di guanti e mascherine, di telecamere termiche per il riconoscimento della temperatura, di distanze collettive, di 4 maggio.<br />
Ma se i ricordi di quando siamo stati felici, e non ci siamo resi conto di quanto potesse essere effimera quella felicità, ti pervadono, allora sì.<br />
Possiamo essere positivi.<br />
Perché ci saranno ancora <strong>gol da Fifa20 di Ernesto Torregrossa</strong>, vittorie del Brescia da festeggiare, gemellaggi con fratelli da onorare.<br />
E poco importa di polemiche, di scelte che sembrano assurde, di “poteri forti” (ma quanto ci piace utilizzare espressioni del genere?).<br />
La vita tornerà<br />
E sarà una vita “Normale”.<br />
Forza.<br />
“Papà, mi ci porti ancora?”. Appena sarà possibile, serie B, serie A, sicuramente sì.</p>
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		<title>Balotelli resta a Brescia per favore!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Surves]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Nov 2019 21:05:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Brescia Dentro]]></category>
		<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[balotelli]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[brescia calcio]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Balotelli deve restare a Brescia. Già sabato nel derby sarà decisivo (doppietta). Sempre che il nostro allenatore lo faccia giocare. Grosso ha fatto il passo più lungo della gamba. Non conosco i fatti realmente accaduti ma un minimo di elasticità nell’affrontare la situazione tesa era auspicabile. Che senso ha punire un giocatore come Balotelli? Che cosa si pensa di ottenere? Poi magari questo gli sarà di sprono, per carità, me lo auguro di cuore. Ma se dovesse invece esacerbare gli animi ulteriormente e creare ancor più disagio nel castello di cristallo che c’è nella Sua testa non mi stupirei. Soprattutto [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Balotelli deve restare a Brescia.<br />
Già sabato nel derby sarà decisivo (doppietta). Sempre che il nostro allenatore lo faccia giocare. Grosso ha fatto il passo più lungo della gamba. Non conosco i fatti realmente accaduti ma un minimo di elasticità nell’affrontare la situazione tesa era auspicabile.<br />
Che senso ha punire un giocatore come Balotelli? Che cosa si pensa di ottenere? Poi magari questo gli sarà di sprono, per carità, me lo auguro di cuore. Ma se dovesse invece esacerbare gli animi ulteriormente e creare ancor più disagio nel castello di cristallo che c’è nella Sua testa non mi stupirei.<br />
Soprattutto dopo Verona. Tanti proseliti e poi alla prima minima Sua cavolata si accende il fuoco. Che ora divampa e viene alimentato.</p>
<p>Sono un tifoso, non sono un ultra. <strong>Vedere Mario con la maglietta delle rondinelle è magico, mi dà gioia.</strong> Se viene inserito negli undici titolari guardo la partita più volentieri, in qualsiasi modo giochi. Il solo vederlo muoversi mi gasa, il suo fisico possente mi fa godere. Una stagione passa, ne verranno delle altre. Tra dieci anni, ma anche solo cinque, ci saranno nuovi giocatori, nuove sfide, altre polemiche. Godiamoci il presente. E il presente è anche Balotelli. Sosteniamolo, è un idolo assoluto, è un giocatore imprevedibile, è fortissimo. Può risolvere la partita in qualsiasi momento. Catalizza la difesa avversaria, porta via due-tre giocatori in un colpo solo, per il solo fatto di esistere in campo. I media parlano del Brescia e di Brescia come nemmeno ai tempi di Baggio e Guardiola. Il Suo carisma è contagioso. I bambini sognano, è un campione dentro e fuori dal campo.</p>
<p>Con la Juve è stato esempio di abnegazione, a Napoli ha segnato un super gol, contro la Fiorentina si è adeguato alla partita giocando solo il secondo tempo, con il Genoa siamo incappati, come da tempo immemore capita al nostro Brescia, nella resurrezione dell’avversario di turno (o il giocatore non segnava da mille partite o la squadra non vinceva da tempo. Quante volte è capitato? Vi ricordate Sjarhej Alejnikaŭ in Brescia Lecce 1-2 del 1991? Non faceva un gol da una vita… ne fece due), con l’Inter ha lottato come tutta la squadra, a suo modo, ma ha lottato (in Gazza 6,5), con il Verona ha fatto il suo secondo gol (meraviglioso) reagendo a quello che è successo con tanta dignità, con il Torino ha giocato solo 45 minuti in una giornata maledetta figlia dell’esonero di Corini.</p>
<p>Abbiamo trascorso più di un decennio in serie B. Mario lo sa, è bresciano, ha un carattere sicuramente difficile ma il solo vederlo con la V bianca sul petto è emozionante. Sono convinto possa darci ancora un grosso aiuto.<br />
E poi Raffaella Fico è bellissima. E lei vuole che Lui resti in Italia.</p>
<p>Balotelli resta a Brescia, ti prego.</p>
<p><em>Luigi Piotelli (tifoso bresciano dalla nascita)</em></p>
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		<title>Brescia-Bari &#8211; un punto a testa e amici come prima</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 30 Sep 2016 21:17:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[bari]]></category>
		<category><![CDATA[bresciabari]]></category>
		<category><![CDATA[brienza]]></category>
		<category><![CDATA[caracciolo]]></category>
		<category><![CDATA[serie b]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Premessa: tanta attesa per il match casalingo contro il Bari. Dopo la prestazione da sognnniooooo di Cittadella, le rondinelle sono chiamate a sfatare la pareggite acuta delle ultime due uscite interno con Perugia e Carpi, anche perché la zona Playoff è lì davanti ai propri occhi. In tribuna, oltre al play della Leonessa cestistica Marco Passera, spicca Florin Raducioiu, ex di entrambe le squadre in campo e le ragazze del Brescia calcio femminile. La partita: 4-3-1-2 per le rondinelle con Caracciolo al suo posto in campo, a cui Stellone risponde con un 4-3-3 impreziosito dall’immarcescibile Franco Brienza, croce e delizia [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Premessa</em>: tanta attesa per il match casalingo contro il <strong>Bari</strong>.<br />
Dopo la prestazione da <em>sognnniooooo</em> di Cittadella, le rondinelle sono chiamate a sfatare la <em>pareggite</em> acuta delle ultime due uscite interno con Perugia e Carpi, anche perché la zona Playoff è lì davanti ai propri occhi. In tribuna, oltre al play della Leonessa cestistica <strong>Marco Passera</strong>, spicca <strong>Florin Raducioiu</strong>, ex di entrambe le squadre in campo e le <strong>ragazze del Brescia calcio femminile</strong>.</p>
<p><div id="attachment_9374" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9374" class="size-full wp-image-9374" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/09/BresciaFemminile.jpg" alt="Brescia Calcio Femminile" width="1000" height="1333" /><p id="caption-attachment-9374" class="wp-caption-text">Brescia Calcio Femminile</p></div></p>
<p><em>La partita</em>: 4-3-1-2 per le rondinelle con <strong>Caracciolo</strong> al suo posto in campo, a cui Stellone risponde con un 4-3-3 impreziosito dall’immarcescibile Franco <strong>Brienza</strong>, croce e delizia di tanti <em>fantacalcisti</em>.<br />
La curva Nord è in lutto per la scomparsa di <strong>Emilio Manenti</strong> e osserva un rispettoso silenzio nei suoi confronti, seguito per i primi 60” dai tifosi ospiti.</p>
<p>Primissima emozione con <strong>De Luca</strong>: l’ex atalantino si presenta a tu per tu con <strong>Minelli</strong>, a cui fa però il solletico: i pugliesi premono e dopo 90” arriva il primo giallo per Racine Coly. Col passare dei minuti la leonessa pedatoria prende le misure agli ospiti, che si presentano all’8’ con Martinho dal limite: conclusione poco fuori sul palo più lontano. Si accende il cuore pulsante dei tifosi bresciani mentre la squadra biancorossa continua ad attaccare: le parole in settimana della dirigenza barese hanno scosso l’ambiente. Arriva anche il giallo per Untersee al minuto numero 13: 30” dopo uno spiovente dalla sinistra arrivava sulla testa di Bisoli, ben piazzato in area piccola. Il figlio d’arte invece di provare la zuccata vincente cerca un assist alquanto inutile: regalone natalizio anticipato. Occasionissima per Morosini un paio di minuti dopo: la conclusione del giocatore di Brocchi si perde poco sopra l’incrocio dei pali. Il primo corner per le rondinelle si perde tra le braccia dell’estremo difensore ospite Ichazo.</p>
<p>Bonazzoli tira una <em>saracca</em> senza pretese al 21’: lui e Untersee sono comunque tra i più attivi; quando il Bari attacca però sono dolori: al 20’ ci mette una pezza San Minelli. La risposta è un’azione in velocità del Brescia sull’asse Morosini-Caracciolo: la conclusione dell’Airone è da dimenticare. Grande giocata sulla destra di Bisoli che si fa l’out in versione slalom gigante e salta due uomini prima di servire una gran palla a Bonazzoli: Ichazo in due tempi sventa il pericolo; è il 25’ e la reazione del Bari arriva subito, ma Minelli smanaccia. Ancora il portiere del Brescia deve sventare un pericoloso tiro ravvicinato di Brienza che si presenta in area dopo essersi bevuto Coly. Partita piacevole, tra due squadre molto lunghe: De Luca al 33’ è di nuovo in area: la sua conclusione finisce tra le braccia di Minelli.</p>
<p><strong>Morosini</strong> suona la carica ai suoi: gran botta dai 25 metri, di poco fuori. Sull’azione di risposta ospite, un filtrante arriva in area sulla sinistra: Minelli in uscita viene battuto, ma la palla termina fuori di poco: la partita è viva. Pinzi guadagna il secondo tiro dalla bandierina per il Brescia: Ndoj svirgola da buona posizione. Non è la serata dei piedi buoni, c’è poco da fare: si entra negli ultimi 5’ di gioco e Fedato grazia da ottima posizione tutto il Rigamonti che sentitamente ringrazia. Dicevamo dei piedi buoni? Ah sì: anche Coly trova un drop <em>rugbistico</em> sul capovolgimento di fronte.<br />
Il Bari preme e trova il palo su una botta di <strong>Fedele</strong>: la squadra di Stellone chiude in avanti il primo tempo prima che il sig.Pasqua di Tivoli decida di mandare tutti negli spogliatoi per l’intervallo.</p>
<p><div id="attachment_9375" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9375" class="size-full wp-image-9375" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/09/Curva-Nord03.jpg" alt="La Curva Nord" width="1000" height="750" /><p id="caption-attachment-9375" class="wp-caption-text">La Curva Nord</p></div></p>
<p><em>La Ripresa</em> – Nessun cambio al rientro in campo: si riparte con lo stesso canovaccio della chiusura del primo tempo, ossia con “La Bari” a fare la partita. In rapida sequenza arrivano il corner numero 2 e 3 per la formazione di <strong>Stellone</strong>.<br />
Quando meno te l’aspetti l’airone torna a volare: all’ottavo un pallone che sembrerebbe innocuo arriva invece preciso per l’incornata di <strong>Caracciolo</strong> che porta il Brescia sull’ 1-0 superando <strong>Ichazo</strong>.<br />
L’airone è ancora protagonista 1 minuto dopo, con un assist per <strong>Bonazzoli</strong> che scarica sul portiere ospite da buona posizione prima del fischio di Pasqua che ferma tutto. Primo cambio per il Brescia: dentro Camara, che si piazza sull’out di destra, per un Ndoj che non ha entusiasmato.</p>
<p>In velocità le rondinelle sembrano avere un altro passo, ma vengono punite da un sinistro velenoso a rientrare di <strong>Brienza</strong> che al 16’ trova la rete del pareggio dal limite: come per la marcatura di Caracciolo anche quella di <strong>Brienza</strong> coglie tutti di sorpresa. 1-1 tutto da rifare.</p>
<p><div id="attachment_9376" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9376" class="size-full wp-image-9376" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/09/Tifosi-bari02.jpg" alt="I tifosi del Bari al Rigamonti" width="1000" height="750" /><p id="caption-attachment-9376" class="wp-caption-text">I tifosi del Bari al Rigamonti</p></div></p>
<p>Il Brescia non si perde d’animo e Bonazzoli testa la resistenza dei guantoni di Ichazo.<br />
Primo cambio tra gli ospiti: fuori Martinho, dentro Boateng. A bordo campo si consuma il dramma di uno steward che crolla per terra colpito da malore: e la partita viene interrotta. Un silenzio incredibile quello che avvolge lo stadio di Mompiano, interrotto a tratti dalle urla isteriche di una tifosa del Bari e delle indicazioni del “mister”, fantomatico ( e a questo giro inopportuno) personaggio da sempre presente alle partite del Brescia. Quando la partita riprende, De Luca prova ancora a segnare, senza riuscirci, mentre Sabelli regala un corner alla Leonessa. Applausi a scena aperta per Caracciolo che al 32’ lascia il campo per Torregrossa: il capitano sembrava non dover essere della partita alla vigilia… Altro cambio tra i biancorossi: fuori Fedato, dentro <strong>Castrovilli</strong>.</p>
<p>Il sig.Pasqua si mostra un po’ troppo magnanimo nei confronti degli ospiti: arriva il giallo per Tonucci (meritatissimo) anche se in un paio di occasioni l’arbitro di Tivoli avrebbe potuto estrarre il cartellino nei confronti dei ragazzi di Stellone. Al 40’ un pericoloso batti e ribatti in area piccola del Brescia a momenti non rischia di dare il vantaggio al Bari. Fuori Morosini, dentro Rosso; Brocchi esaurisce i cambi. Arriva il giallo anche per Torregrossa mentre attorno a lui si crea un discreto parapiglia tra gente che spintona ed altra che si tuffa per terra (non belle scene). 6 minuti di recupero: l’inaugura il Bari con il quarto corner della serata ma che non porta da nessuna parte. Si gioca solo nella metà del campo del Brescia: Boateng al 51’ si invola in area dopo aver ricevuto da Boateng la palla dal corner (il quinto per gli ospiti) ma la sua botta si spegne a bordo campo. Finisce con il terzo pareggio consecutivo, risultato tutto sommato giusto: ai punti avrebbe meritato qualcosa di più la squadra ospite. Per il Brescia un passo indietro rispetto a quanto visto in Veneto la settimana scorsa, soprattutto a livello di gioco.</p>
<p>Avanti: domenica prossima c’è un <strong>derby caldissimo a Verona</strong> contro la squadra più temibile del campionato.</p>
<p><em><strong>Zob0n aka Alberto Banzola</strong></em></p>
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		<title>Brescia Carpi 2 a 2</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Sep 2016 20:55:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[brescia calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Brescia Carpi]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
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		<category><![CDATA[morosini]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Dimenticare Empoli: questo l’imperativo delle rondinelle impegnate nell’anticipo del turno infrasettimanale al Rigamonti contro il Carpi del non amatissimo (da queste parti, e soprattutto in Valgobbia) Castori. 4-3-1-2 per Brocchi, 4-4-2 per gli ospiti che presentano diversi volti noti della serie A della scorsa stagione. Nessuna emozione nei primi minuti di gioco, segnati dall’ammonizione di Crimi al 4’ e dal corner guadagnato da un’incursione di Morosini sulla fascia destra: fasi di gioco veloci e un po’ caotiche per un Brescia spinto a gran voce dalla sua curva. Primo tiro in porta di Caracciolo che riceve all’altezza dell’area piccola e scalda [&#8230;]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Dimenticare Empoli: questo l’imperativo delle rondinelle impegnate nell’anticipo del turno infrasettimanale al Rigamonti contro il Carpi del non amatissimo (da queste parti, e soprattutto in Valgobbia) Castori. 4-3-1-2 per Brocchi, 4-4-2 per gli ospiti che presentano diversi volti noti della serie A della scorsa stagione.</p>
<p>Nessuna emozione nei primi minuti di gioco, segnati dall’ammonizione di Crimi al 4’ e dal corner guadagnato da un’incursione di Morosini sulla fascia destra: fasi di gioco veloci e un po’ caotiche per un Brescia spinto a gran voce dalla sua curva. Primo tiro in porta di Caracciolo che riceve all’altezza dell’area piccola e scalda i guantoni di un attento Colombi: sempre l’Airone si procaccia una punizione sull’out di sinistra dell’area di rigore emiliana: il destro a girare di Morosini trova la testa di Torregrossa che dà l’illusione ottica del gol. Palla sul fondo, ma Brescia intraprendente.<br />
Arriva il primo giallo per il Brescia: a portarlo “a baita” il buon Ndoj: sugli sviluppi dell’azione di rimessa, la difesa del Brescia gioca a torello, regalando agli avversari un corner inaspettato. Gli ospiti ringraziano, calciando in rimessa laterale dall’altra parte del campo. Mentre Caracciolo scarta mezza squadra ospite e i Led a bordo campo ringraziano i 5235 abbonati, la gara non decolla. Si ostina la formazione di casa a tentar di sfondare per vie centrali, cozzando sulla retroguardia ospite. Nei primi 18’ ci sono poche tracce degli avanti del Carpi: Lollo e Lasagna si muovono, ma non trovano spunti ne palloni giocabili: Morosini è sempre acceso, ma non succede niente. <strong>Lasagna non ci sta</strong>: e sfrutta un lungo lancio dalle retrovie mentre la difesa di casa si addormenta. Calabresi stende il tappeto rosso al bomber carpigiano che trafigge un incolpevole Minelli in uscita disperata: 0-1 Carpi al 19’.</p>
<p>Reazione sterile, come scrivono quelli che ne sanno di <em>fobal</em>, mentre Crimi controlla si sinistro se Minelli ha buoni riflessi. <strong>Minuto numero 27</strong>: alla sagra dell’errore Morosini decide di spingere in porta quello che doveva essere un pallone innocuo che la difesa del Carpi ha fatto di tutto tra un campanile svirgolato ed un corner evitato con lo zampino di Caracciolo che crede molto probabilmente alla befana, ma visto i risultati io direi che è il caso di tacergli la verità. 1-1 e missione parzialmente completata visti i cori della nord che chiedevano 2 gol. Morosini continua a macinare chilometri e a superare gli ostacoli: i tifosi ringraziano cantando che odiano Bergamo. Minelli miracoloso sul secondo svarione difensivo del Brescia: Lasagna ringrazia il sonnambulo Somma, ma spara addosso al maglione arancione. I biancazzurri ringraziano: e <strong>sul capovolgimento di fronte</strong> l’indecisione sul da farsi di un pallone che circola poco fuori i 16 metri coglie un Martinelli che passa di lì e trova la schicchera giusta: 2-1 Brescia al 35’.</p>
<p>Reazione veemente dei biancorossi che si installano nella metà campo biancazzurra. Minelli senza paura si incunea ovunque, mentre la loquacità dei colleghi venuti dalla terra del lambrusco in tribuna stampa cala notevolmente a livello di decibel. Il Brescia controlla, il Carpi cerca di stringere i tempi: partita gradevole e sostanzialmente corretta che i <em>gnari</em> di Brocchi sembrano poter gestire fino alla scalinata degli spogliatoi. Sfrutta male il secondo corner della serata la Leonessa delle pedate prima dell’invito del signor Nasca di Bari ad accomodarsi al piano -1 dello stadio.</p>
<p><div id="attachment_9164" style="width: 1010px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-9164" class="size-full wp-image-9164" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/09/Tifosi-del-Carpi-web.jpg" alt="I tifosi del Carpi a Brescia" width="1000" height="750" /><p id="caption-attachment-9164" class="wp-caption-text">I tifosi del Carpi a Brescia</p></div></p>
<p><strong>Secondo tempo</strong> – ripresa delle ostilità con dediche della curva a Diletta Leotta, protagonista involontaria di una diffusione involontaria di effetti personali che hanno scombussolato gli ormoni dei maschietti italici. Colombi toglie la polvere ai guantoni su un pallone quasi innocuo, preludio di un secondo tempo non proprio da annali del fobal, mentre il Brescia trova il corner numero 3 al 4’, ma sui calci da fermo non sembra grande serata. <strong>60” dopo arriva il tiro dalla bandierina degli ospiti</strong>: sugli sviluppi Di Gaudio si beve la difesa e coglie il palo alla sinistra di Minelli. La palla carambola sui piedi di Struna, passando su quello di qualche difensore in maglia blu di troppo: 2-2 e tutto da rifare. Ndoj già ammonito entra a detta dell’arbitro in gioco pericoloso. Avversario in piedi e palla fuori: secondo giallo e Brescia in 10. Pasciuti per Bifulco: sposta il baricentro Castori: la formazione ospite vuol fare (e farà) la partita. La risposta di Brocchi è la sostituzione di Torregrossa con Bisoli: il Carpi getta nella mischia Catellani per l’ammonito Crimi: quando riparte mette paura la squadra emiliana, la difesa bresciana mostra però il carattere mancato più volte nei primi 45 di gioco. Coly spazia da una fascia all’altra ma il Brescia si chiude a riccio in difesa: le invasioni barbariche mettono un po’ di apprensione sui gradoni del Rigamonti mentre un retropassaggio sospetto al portiere dei biancorossi fa infuriare il pubblico tribunaro. Occasionissima per Caracciolo al 20’: imbeccato alla perfezione dentro i 16 metri, perde il tempo giusto per trovare palla e tiro. Arriva il giallo di Lollo al 26’: il pubblico applaude con sarcasmo una direzione arbitrale che non si può certo definire casalinga. L’Airone cade in area: per l’arbitro tutto regolare. Torna a barricarsi il Brescia: il Carpi punge e arriva due volte alla conclusione attorno al 29’ con Lasagna: niente specchio della porta e pallone perso tra i cespugli del parco Castelli per la felicità dei suoi visitatori. Sostituzione per Brocchi: fuori un applauditissimo Morosini, dentro Camara. Classe ’96: io in quell’anno facevo finta di studiare giurisprudenza a Milano. Devo farmene una ragione: sto invecchiando. Intanto al Carpi viene annullato un gol in netto fuorigioco: la squadra emiliana staziona pericolosamente nella trequarti difensiva bresciana con pericolose incursioni nei 16 metri bresciani. Untersee decide di farsi vivo nell’area avversaria, Colombi gli nega la gioia del gol: solo l’ex juventino spezza il monologo emiliano, che rischia di trasformarsi in tragedia quando Lollo scocca il destro dall’incrocio delle righe dell’area di rigore: deviazione provvidenziale e corner con palla che sibila sul palo alla sinistra di Minelli.</p>
<p>Si manifesta il Brescia che in ripartenza orchestra finalmente un’azione degna di nota: Coly, da posizione invitante, non trova la porta ma recupera un corner che si spegne in un nulla di fatto, siamo al 39’. Sabbione per Lollo: Castori vuole energie fresche per i minuti finali. Altrettanto Brocchi: out Martinelli che esce tra gli applausi, ed entra Rosso per il Brescia. Ultimi 5 minuti: il Brescia recupera un altro calcio dalla bandierina, e poi un altro: su entrambi il nulla avvolge la manovra offensiva delle rondinelle. Provare a pescare il Jolly Bisoli con un destro potente dai 25 metri: fuori di poco quando mancano 90” al termine. 3 minuti di recupero: arriva un giallo per Sabbione e l’ultimo assalto bresciano che viene stoppato da una mano galeotta. Nasca decide che è meglio soprassedere e mandare tutti a casa. Scelta salomonica come il pari tra due formazioni che possono recriminare, seppur in maniera diversa: alla fine il punto è giusto per entrambe le squadre, anche se lo spettacolo di questa serie B lascia un po’ a desiderare.</p>
<p>Secondo pareggio interno consecutivo dopo quello <em>lastminute</em> col Perugia: in attesa di tempi migliori, accontentiamoci e continuiamo a guardarci alle spalle. Sarà un campionato lungo e molto difficile.</p>
<p><em>Zob0n, aka Alberto Banzola</em></p>
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