<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>corioni Archivi - odiopiccolo</title>
	<atom:link href="https://www.odiopiccolo.com/tag/corioni/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.odiopiccolo.com/tag/corioni/</link>
	<description>diamo voce ai bresciani</description>
	<lastBuildDate>Wed, 15 Sep 2021 10:39:39 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.1</generator>
	<item>
		<title>Il Pagellardo di Brescia-Crotone</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/pagellardo-brescia-crotone/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/pagellardo-brescia-crotone/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Novello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 09:02:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[bresciacalcio]]></category>
		<category><![CDATA[corioni]]></category>
		<category><![CDATA[pagellardo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=7504</guid>

					<description><![CDATA[<p>Brescia: Stefano Minelli 6.5: Che personalità il classe 94, gran parata al 6° pt su una violenta conclusione di Ricci da fuori area, salva quindi il risultato ? direi di no. Per la restante partita riceve solo delle conclusioni paragonabili ai tiri dei pulcini, giustamente quindi si mette a guardare le stelle contandole. ASTROLOGO Lorenzo Venuti 6.5: Partita soft si può dire per il terzino di Boscaglia, difende bene questo è fuori discussione, lo fa perché i calabresi non hanno mangiato abbastanza peperone da sgasare sulle corsie. Quando decide di attaccare è quasi indisturbato, trova più spazio di quanto non [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/pagellardo-brescia-crotone/">Il Pagellardo di Brescia-Crotone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Brescia</strong>:</p>
<p><strong>Stefano Minelli 6.5</strong>: Che personalità il classe 94, gran parata al 6° pt su una violenta conclusione di Ricci da fuori area, salva quindi il risultato ? direi di no. Per la restante partita riceve solo delle conclusioni paragonabili ai tiri dei pulcini, giustamente quindi si mette a guardare le stelle contandole.<br />
<strong>ASTROLOGO</strong></p>
<p><strong>Lorenzo Venuti 6.5</strong>: Partita soft si può dire per il terzino di Boscaglia, difende bene questo è fuori discussione, lo fa perché i calabresi non hanno mangiato abbastanza peperone da sgasare sulle corsie. Quando decide di attaccare è quasi indisturbato, trova più spazio di quanto non ne abbia la sua lucida pelata.<br />
<strong>SFERA DI CRISTALLO</strong></p>
<p><strong>Antonio Caracciolo (Cap) 7,5</strong>: Uno dei tre migliori di questa sera, il centra di difesa è impermeabile, non lo si trafigge neanche con un martello pneumatico, verso la fine della partita si mostra anche con una cavalcata alla Bolt, ok stiamo esagerando.<br />
<strong>THE WALL</strong></p>
<p><strong>Arturo Calabresi 6,5</strong>: Anche lui non sfigura nella linea difensiva del Brescia, quando Boscaglia gli comunica che non giocherà da terzino anche in questa partita, il 96 tira un sospiro di sollievo e mostra ancora una volta la sua eterna gratitudine offrendo al mister cene da qui a Maggio.<br />
<strong>BUONI PASTO</strong></p>
<p><strong>Racine Coly 6</strong>: Non ce l’abbiamo con lui, lo giuriamo, solo che ogni volta fa perdere almeno 5 anni di vita ai tifosi delle Rondinelle quando ha il pallone tra i piedi, il classe 95 è discontinuo quanto una connessione wifi in campagna.<br />
<strong>SCHIFOSAMENTE INCOSTANTE</strong></p>
<p><strong>Alessandro Martinelli 6</strong>: Lavoro sporco per il giovane centrocampista, i piedi buoni li lascia a Mazzitelli, assieme allo smistamento dei palloni, invece lui pensa solo alla sua collezione personalissima di caviglie, puntando soprattutto su Ricci.<br />
<strong>CANE SCIOLTO</strong></p>
<p><strong>Luca Mazzitelli 8</strong>: Nettamente il migliore in campo, smista palloni, detta i tempi di gioco e oltretutto segna un goal da capogiro al 36° pt con una conclusione al volo dalla destra dell’area di rigore Crotonese. Indispensabile per questo Brescia, corre come un dannato per tutti i 90 minuti.<br />
<strong>DILIGENTE</strong></p>
<p><strong>Tomasz Kupisz 6,5</strong>: Il Polacco ne ha per tutta la partita, ara come il suo solito fare la fascia, meglio di un trattore, si prende gli applausi di un Rigamonti gremito quando prende palla al piede e inizia a saltarne 3 come birilli.<br />
<strong>JOHN DEERE</strong></p>
<p><strong>Leonardo Morosini 7</strong>: Il “Moro” inventa una parabola perfetta al 36° pt che va a finire giusta giusta sui piedini di Mazzitelli, dopodiché va a farsi una birra in piazza Vittoria e ricompare al 26° st quando da fuori area realizza un grande goal nel sette. Esce fra gli applausi al 31° st<br />
<strong>LA PROMESSA</strong></p>
<p><strong>Carlos Embalo 7</strong>: Al 3° pt è il primo a dare una scossa alla sua squadra quando ci prova da fuori area, al 7° st si divora il due a zero, che però arriva dopo cinque minuti con un diagonale micidiale che si spegne in rete. Gran partita la sua, buca la 3/4 del Milan come buca ogni contraccettivo che ha a che fare con la sua terza gamba.<br />
<strong>ROCCO CHI ?</strong></p>
<p><strong>Alexandre Geijo 6</strong>: Lo Spagnolo fa a sportellate per tutta la partita contro la difesa Calabra, non trova molti spazi ma fa tante sponde e apre molto il gioco per le sue ali, sostanza a non finire per il numero 19, manca solo il goal, ma risulta essere più decisivo Minelli e questa la dice lunga.<br />
<strong>PILOTA</strong></p>
<p><strong>Andrea Caracciolo 5,5</strong>: Torna dopo l’infortunio e al 41° st viene messo a tu per tu con Cordaz, basterebbe solo toccare il pallone verso la porta ma l’airone a quanto pare viene attratto dal profumo di soppressata nel settore ospiti e spara fuori.</p>
<p><strong>Amidu Salifu SV<br />
</strong><br />
<strong>Simone Rosso SV</strong></p>
<p><strong>Roberto Boscaglia 7</strong>: Per preparare questa partita ha perso le corde vocali ci dicono, a parte gli scherzi gran lavoro dell’allenatore Bresciano, che strappa tre punti fondamentali e soprattutto strappa una prestazione maiuscola quanto il suo busto.<br />
<strong>DOPPIO PETTO</strong></p>
<p><strong>Crotone</strong>:</p>
<p><strong>Alex Cordaz 5</strong>: Incolpevole sui tre goal, o quasi. In nessuno dei tre casi prova a tuffarsi in maniera convinta, quasi come se avesse stretto un patto con le rondinelle.<br />
<strong>SPIA</strong></p>
<p><strong>Michele Cremonesi 5</strong>: Brutta partita per lui, come per tutta la retroguardia di Juric, ci prova al 21° pt su corner, quando una sua spizzata stava per diventare un assist, in fase difensiva lascia più buchi dell’emmental Svizzero.<br />
<strong>STAGIONATO</strong></p>
<p><strong>Machado Claiton (Cap) 5</strong>: Il capitano non incide nella nottata Bresciana del Crotone, o almeno in campo. Per tutta la partita è in continuo pericolo, si vede avversari sbucare da ogni dove. Come un vero Brasiliano però la nottata non è assolutamente finita, avvistato infatti alla discoteca Circus.<br />
<strong>SBOCCIO NEL PRIVEE</strong></p>
<p><strong>Gian Marco Ferrari 5</strong>: Il classe 92 spinge molto nei primi 20 minuti poi evidentemente decide di non spingere neanche il passeggino quando avrà un figlio, troppa fatica.<br />
<strong>PAPINO</strong></p>
<p><strong>Mihai Balasa 5</strong>: Anche lui va fortissimo nei primi minuti di gara per poi spegnersi lentamente come se le batterie si fossero scaricate, durano di più le pile dei cinesi.<br />
<strong>DURACELL</strong></p>
<p><strong>Leonardo Capezzi 4.5</strong>: Cosa dire di Leo ? Aveva talmente tanta voglia di tornare negli spogliatoi a bere un buon amaro che al posto di finire la partita e aiutare i suoi compagni nella rimonta, al 2° st si fa ammonire e nove minuti più tardi, al 11° st commette un altro fallo ingenuo che vale il secondo giallo e l’espulsione.<br />
<strong>VECCHIO AMARO DEL CAPO</strong></p>
<p><strong>Aniello Salzano 4,5</strong>: Non ci siamo accorti se il centrocampista ha giocato o no..sappiamo che nell’unica volta che ha preso la palla, ha preso anche un cartellino giallo per un brutto intervento, siamo al 45° pt.<br />
<strong>ANONIMUS</strong></p>
<p><strong>Bruno Martella 5</strong>: Non martella per niente questa sera, anzi l’unica cosa che martella potete chiederla ai poveri tifosi di fede rossoblu giunti fino al Rigamonti, partita inguardabile la sua, come il resto del centrocampo Calabrese. Ah, scusate il gioco di parole.<br />
<strong>HO PERSO LE PAROLE</strong></p>
<p><strong>Federico Ricci 5,5</strong>: Il classe 94 è l’unico che sembra voler tornare in Calabria con la coscienza pulita e infatti al 6° pt ci prova da lontano e solo un super Minelli evita la gioia del goal a uno dei sette nani dato disperso. Per il resto della partita vaga per il campo spaesato come un immigrato alla festa della Lega senza incidere più di tanto.<br />
<strong>PERMESSO DI SOGGIORNO</strong></p>
<p><strong>Raffaele Palladino 5.5</strong>: Fino a metà del primo tempo l’ex Genoa si mostra pimpante come ai tempi d’oro, tanto movimento e dribbling ma poi quando arriva il momento di incidere fa cilecca come un quattordicenne al primo rapporto.<br />
<strong>PUSILLANIME</strong></p>
<p><strong>Nunzio Di Roberto 5.5</strong>: Assieme ai suoi compagni di reparto corre tantissimo fino alla fine della partita, non riceve un pallone giocabile e molto probabilmente negli spogliatoi avrà fatto a botte con i suoi compagni che han deciso di mettere un pallone nell’area di rigore avversaria solo nell’ultimo quarto di gara.<br />
<strong>NDRANGHETA</strong></p>
<p><strong>Giuseppe Torromino 5,5</strong>: Entra al 15° st e si vede subito la voglia di fare, non vi diciamo cosa. Tira più lui verso Minelli che tutto il Crotone fino a quel momento, viene anche ammonito al 20°st. Praticamente entra con la Jihad negli occhi e il C4 nei piedi. Inutili però i suoi tentativi pericolosi.<br />
<strong>BOIA</strong></p>
<p><strong>Matteo Paro SV</strong></p>
<p><strong>Pol Tena Garcia SV</strong></p>
<p><strong>Ivan Juric 5</strong>: Mente annebbiata per l’ex compagno di squadra di Palladino, sceglie un modulo con un tridente col falso nueve, Palladino esterno di attacco neanche a fifa 16 (sempre se c’è), Ricci che ha una tenuta fisica pari a un under-15 in mezzo a fare a pugni con Caracciolo e Calabresi mentre Di Roberto lasciato sul versante opposto a quello di Palladino. Nella ripresa il copione è lo stesso, Brescia che fa la partita e Crotone che aspetta il resto della batosta.<br />
<strong>TEOREMA</strong></p>
<p><a href="http://www.odiopiccolo.com/rondinelle-no-leoni/">Leggi l&#8217;articolo su Brescia &#8211; Crotone di Alfredo Novello</a><br />
<a href="http://www.odiopiccolo.com/brescia-crotone-3-0/">Leggi l&#8217;articolo su Brescia &#8211; Crotone di Ale Abate</a></p>
<p>(<a href="http://www.bresciaingol.com/news.asp?id_news=25570" target="_blank">Immagine di copertina di www.bresciaingol.com</a>)</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-75050" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/03/PagellardoEmbalo_cop.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/pagellardo-brescia-crotone/">Il Pagellardo di Brescia-Crotone</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/pagellardo-brescia-crotone/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rondinelle? NO LEONI</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/rondinelle-no-leoni/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/rondinelle-no-leoni/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alfredo Novello]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 08:52:13 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[brescia-crotone]]></category>
		<category><![CDATA[bresciacalcio]]></category>
		<category><![CDATA[corioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=7499</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il Brescia cala il tris contro la prima della classe Crotone. Brescia &#8211; Crotone è la tipica partita in cui se non ci metti intensità non vai da nessuna parte, delle due squadre si può dire che una, il Brescia, ha letteralmente dominato dal punto di vista tattico e fisico. La squadra di Boscaglia dall’inizio alla fine è letteralmente assatanata, mancava solo la colonna sonora di “Profondo Rosso” ad accompagnare le azioni di gioco dei Lombardi. Difesa impeccabile, più sicura del Pentagono, centrocampo recupera palloni, più di un racchetta palle e attacco rapido a livello dei partecipanti a un 2000 siepi, [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/rondinelle-no-leoni/">Rondinelle? NO LEONI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Il Brescia cala il tris contro la prima della classe Crotone.</strong></p>
<p>Brescia &#8211; Crotone è la tipica partita in cui se non ci metti intensità non vai da nessuna parte, delle due squadre si può dire che una, il Brescia, ha letteralmente dominato dal punto di vista tattico e fisico. La squadra di Boscaglia dall’inizio alla fine è letteralmente assatanata, mancava solo la colonna sonora di “Profondo Rosso” ad accompagnare le azioni di gioco dei Lombardi.<br />
Difesa impeccabile, più sicura del Pentagono, centrocampo recupera palloni, più di un racchetta palle e attacco rapido a livello dei partecipanti a un 2000 siepi, insomma, tutto quello che serviva per strappare i tre punti contro la prima in classifica.</p>
<p>Juric e compagnia evidentemente son venuti a Brescia in gita, il Crotone sembra non esserci, dopo venti minuti di buon livello la squadra Calabra scompare, la beffa rimane aver viaggiato per 1200 km ed aver preso tre pere bollenti, infatti i Calabresi rimangono almeno per ora saldamente al comando della classifica, e insieme al Cagliari sembrano ormai proiettati verso la serie A. Questo può bastare per far tornare il sorriso ai ragazzi in divisa bianca da trasferta, detto in altro modo molto probabilmente saranno già a festeggiare la promozione senza far troppo casino, perché altrimenti i vicini si arrabbiano.</p>
<p>Il Brescia esce da questa partita con la consapevolezza dei propri mezzi, e insieme al fattore B, che non deve mai mancare, può continuare a sognare una storica promozione.</p>
<p>TABELLINO:</p>
<p><strong>Brescia</strong> (4-2-3-1) Minelli; Venuti, Caracciolo, Calabresi, Coly; Martinelli, Mazzitelli; Kupisz, Morosini, Embalo; Geijo.<br />
All: Boscaglia</p>
<p><strong>Crotone</strong> (3-4-3) Cordaz; Cremonesi, Claiton, Ferrari; Balasa, Capezzi, Salzano, Martella; Ricci, Palladino, Di Roberto.<br />
All: Juric</p>
<p><strong>Marcatori</strong>: 35° Mazzitelli, 57° Embalo, 71° Morosini.</p>
<p><strong>Ammoniti</strong>: Di Roberto, Martinelli, Morosini, Cremonesi, Salzano, Geijo, Torromino, Salifu.</p>
<p><a href="http://www.odiopiccolo.com/pagellardo-brescia-crotone/">Leggi anche il Pagellardo di Brescia-Crotone</a><br />
<a href="http://www.odiopiccolo.com/brescia-crotone-3-0/">Leggi anche l&#8217;articolo di Ale Abate</a></p>
<p>(<a href="http://www.bresciaingol.com/news.asp?id_news=25570" target="_blank">Immagine di copertina da www.bresciaingol.com</a>)</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-75000" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/03/Brescia-Crotone-3-0.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/rondinelle-no-leoni/">Rondinelle? NO LEONI</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/rondinelle-no-leoni/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Brescia-Crotone. Una vittoria per Gino</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/brescia-crotone-3-0/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/brescia-crotone-3-0/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Ale Abate]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 12 Mar 2016 08:44:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia-crotone]]></category>
		<category><![CDATA[bresciacalcio]]></category>
		<category><![CDATA[corioni]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=7493</guid>

					<description><![CDATA[<p>Dopo il Cagliari anche l’altra dominatrice del campionato cadetto cade al Rigamonti: è un 3 a 0 senza appello quello con cui il Brescia schianta il Crotone e si rilancia nella corsa ai play-off. Nella serata dedicata a Gino Corioni, gli uomini di Boscaglia sono perfetti per carattere e concentrazione, ripetendo la prestazione del 28 novembre contro i sardi. Il tecnico di Gela ripropone lo stesso 11 che sabato scorso è uscito sconfitto da Lanciano; dall’altra parte Juric, nonostante debba fare a meno dell’infortunato Budimir, non rinuncia al 3-4-3 e punta sul tridente offensivo Di Roberto – Ricci – Palladino. [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/brescia-crotone-3-0/">Brescia-Crotone. Una vittoria per Gino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1"><span class="s1">Dopo il Cagliari anche l’altra dominatrice del campionato cadetto cade al Rigamonti: è un 3 a 0 senza appello quello con cui il Brescia schianta il Crotone e si rilancia nella corsa ai play-off. Nella serata dedicata a <a href="http://www.odiopiccolo.com/gino-cool/">Gino Corioni</a>, gli uomini di Boscaglia sono perfetti per carattere e concentrazione, ripetendo la prestazione del 28 novembre contro i sardi. Il tecnico di Gela ripropone lo stesso 11 che sabato scorso è uscito sconfitto da Lanciano; dall’altra parte Juric, nonostante debba fare a meno dell’infortunato Budimir, non rinuncia al 3-4-3 e punta sul tridente offensivo Di Roberto – Ricci – Palladino.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il primo squillo è dei padroni di casa con Embalo che, al 2° minuto, non riesce ad impensierire Cordaz con un sinistro da fuori area. Bisogna attendere solo tre minuti per vedere in avanti anche gli ospiti: Ricci prova il tiro dai 30 metri e Minelli, meno reattivo di un ottantenne ricoverato al Richiedei, riesce in qualche modo a rifugiarsi in angolo. </span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Il Crotone cerca di sviluppare il proprio gioco partendo palla a terra dalla difesa, mentre le Rondinelle pressano alto per non far ragionare i calabresi e per recuperare la palla il più vicino possibile alla porta difesa da Cordaz. È proprio grazie ad un rinvio sbagliato di quest&#8217;ultimo che Kupisz al 22’ può crossare dalla destra per Morosini che, dal dischetto del rigore, manda a lato in semirovesciata.<br />
Al 30’ è invece Embalo che sfonda sulla fascia e mette in mezzo per Geijo, ma il centravanti svizzero-spagnolo non riesce a concludere a rete. Cinque minuti dopo il Brescia sblocca il risultato: palla illuminante di Morosini a scavalcare la retroguardia avversaria, Mazzitelli è perfetto nel tempo di inserimento e batte Cordaz con un destro al volo da dentro l’area.</span></p>
<p>Nei primi 45 minuti il Crotone si vede soltanto con un paio di azioni sull’asse sinistro Martella – Palladino che non sortiscono però alcun effetto.</p>
<p class="p1"><span class="s1">La seconda frazione è un dominio assoluto dei lombardi. Al 51’ Tony Caracciolo (in versione Cannavaro ai Mondiali del 2006) esce a testa alta dalla difesa, la palla arriva ad Embalo che, dopo aver superato Balasa, entra in area e calcia malamente sull’esterno della rete. Le speranze dei pitagorici terminano al 55’ quando Capezzi (già ammonito) decide di falciare Martinelli; secondo giallo e doccia anticipata per il centrocampista di scuola Fiorentina.<br />
Juric passa al 4-4-1 togliendo un difensore (Cremonesi) ed inserendo un mediano (Paro). Due minuti più tardi però il Brescia raddoppia: Mazzitelli recupera palla sulla trequarti avversaria e serve l’indemoniato Embalo che, dopo aver puntato il non irreprensibile Balasa, piazza un diagonale chirurgico a fil di palo.<br />
Al minuto 70 i padroni di casa chiudono la partita con Morosini che dai 20 metri riceve una sponda di Kupisz e scarica un <em>sabongia</em> alla spalle dell’incolpevole Cordaz.<br />
Il Crotone si ricorda di essere in campo solo al 72’ quando Di Roberto manda alto un colpo di testa da buona posizione. L’ultima occasione della partita capita sul destro del subentrato Caracciolo che non sfrutta un cioccolatino di Geijo e, a porta vuota, calcia fuori.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Terza vittoria casalinga consecutiva e quinto posto momentaneo.<br />
Non fermarti, Leonessa!</span></p>
<p class="p1"><span class="s1">Tabellino:</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Brescia</strong> (4-2-3-1): Minelli; Venuti, Calabresi, Antonio Caracciolo, Coly; Mazzitelli, Martinelli (67’ Salifu); Kupisz, Morosini (76’ Andrea Caracciolo), Embalo (82’ Rosso); Geijo. (Arcari, E. Lancini, Abate, Camilleri, Bertoli, Marsura). All: Boscaglia.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Crotone</strong> (3-4-3): Cordaz; Cremonesi (57’ Paro), Claiton, Ferrari (72’ Garcia Tena); Balasa, Capezzi, Salzano, Martella; Di Roberto, Ricci, Palladino (60’ Torromino). (Festa, Stoian, De Giorgio, Barberis, Modesto, Sabbione). All: Juric.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Arbitro</strong>: Abisso di Palermo.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Marcatori</strong>: 35’ Mazzitelli, 57’ Embalo, 70’ Morosini.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Ammoniti</strong>: Di Roberto, Martinelli, Morosini, Cremonesi, Salzano, Geijo, Torromino, Salifu.</span></p>
<p class="p1"><span class="s1"><strong>Espulsi</strong>: Capezzi.</p>
<p><a href="http://www.odiopiccolo.com/pagellardo-brescia-crotone/">Leggi anche il Pagellardo di Brescia-Crotone</a><br />
<a href="http://www.odiopiccolo.com/rondinelle-no-leoni/">Leggi l&#8217;articolo di Alfredo Novello</a></span></p>
<p>(<a href="http://www.bresciaingol.com/news.asp?id_news=25570" target="_blank">Immagine di copertina da www.bresciaingol.com</a>)</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-74940" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/03/Striscione-per-Gino.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/brescia-crotone-3-0/">Brescia-Crotone. Una vittoria per Gino</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/brescia-crotone-3-0/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gino Cool !!!</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/gino-cool/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/gino-cool/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Mar 2016 10:27:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[Nostalgia Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[brescia]]></category>
		<category><![CDATA[bresciacalcio]]></category>
		<category><![CDATA[corioni]]></category>
		<category><![CDATA[gino]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=7475</guid>

					<description><![CDATA[<p>Beh, e con questa caro Piz, le abbiamo viste tutte. Russi, con sede in Slovenia. E direttore generale bergamasco. El nos Brèsa simbolo della globalizzazione? Boh, può darsi. Certo è caro il mio Piz, che il 2013 si chiude con il botto. Inatteso, inaspettato. Le preghiere di curva e gradinata sono state ascoltate a quanto pare. Ragionando per assurdo… ma se ci sarà da contestare, che si fa? Si organizza un pullman per Lubiana o Celje? Eccolo qui il mio spirito polemico. Gino non ha ancora passato la mano ed io subito a vedere scenari neri. Boh, quasi mi manca [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/gino-cool/">Gino Cool !!!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Beh, e con questa caro Piz, le abbiamo viste tutte.<br />
Russi, con sede in Slovenia. E direttore generale bergamasco.<br />
<span class="Apple-style-span">El nos Brèsa</span> simbolo della globalizzazione?<br />
Boh, può darsi.<br />
Certo è caro il mio Piz, che il 2013 si chiude con il botto.<br />
Inatteso, inaspettato.<br />
Le preghiere di curva e gradinata sono state ascoltate a quanto pare.</p>
<p>Ragionando per assurdo… ma se ci sarà da contestare, che si fa?<br />
Si organizza un pullman per Lubiana o Celje?</p>
<p><img decoding="async" class="alignright" title="E se Corioni mollasse davvvero?" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/corioni_int.jpg" alt="Gino Corioni molla?" border="0" />Eccolo qui il mio spirito polemico.<br />
Gino non ha ancora passato la mano ed io subito a vedere scenari neri.<br />
Boh, quasi mi manca già il Gino da Ospitaletto.<br />
No pres, mi scusi, non volevo darle del tu. Oltretutto in maniera veramente poco ortodossa.<br />
Auguri di buon anno Pres.</p>
<p>Davvero molla?<br />
Faccio fatica a crederci.<br />
Spiegavo pochi giorni fa alla mia dolce metà passando in autostrada davanti alla <span class="Apple-style-span">Saniplast</span> la sua escalation nel mondo del calcio.<br />
L’Ospi degli anni 80, i derby con l’Orceana (se li ricorda vero?) di C2, il passaggio a Bologna.<br />
Piazza un po’ depressa: arriva lei, porta il <span class="Apple-style-span">Maifer</span>, ed il mister si porta dietro di tutto e di più.<br />
Il <span class="Apple-style-span">mitico Villa</span>, <span class="Apple-style-span">Marocchi</span> e <span class="Apple-style-span">Marronaro</span> (sa com’è, papà era bolognese… ed in casa si parlava di Bologna e Brescia, non esattamente in quest’ordine), il Bologna risale la china, entusiasmo. Serie A, coppa Uefa…poi il declino…</p>
<p>Intanto a Brescia si passa di mano in mano: il dopo <span class="Apple-style-span">Baribbi</span> è stato un disastro. Dalla doppia promozione alla quasi doppia retrocessione. Lo spareggio di Cesena, allenatori improbabili, giocatori che prendono Brescia per un porto di mare. Arriva <span class="Apple-style-span">Bruno Bolchi</span>: e con lui si potrebbe fare qualcosa in più di una semplice salvezza, vero Pres? Lei non aveva fretta… con calma. Sistemare tutte le situazioni, una per volta. Gli uomini giusti al momento giusto.<br />
<span class="Apple-style-span"><img decoding="async" class="alignleft" title="Maurizio Ganz esulta dopo un gol ai tempi del Brescia " src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Banzola/ganz.jpg" alt="Maurizio Ganz ai tempi del Brescia" border="0" />Lucescu</span> in panchina, per esempio. <span class="Apple-style-span">Micio Ganz</span> in attacco, assieme a <span class="Apple-style-span">Saurogol</span>. Da Bologna si porta via <span class="Apple-style-span">Nello Cusin</span>.<br />
La magia inizia lì, stagione 1991/92.<br />
Poi un saliscendi incredibile: <span class="Apple-style-span">equipo-elevador</span> ci chiamavano in Spagna, i 3 rumeni in campo (precursori direi …), lo spareggio di Bologna, la risalita, la ridiscesa (quel campionato non glielo perdonerò mai, lo sappia!!!), un po’ di serie B per assestarsi, e poi il ritorno nella massima divisione e la ridiscesa. <span class="Apple-style-span">Sonetti</span>, di nuovo serie A… per restarci.<br />
<span class="Apple-style-span">Mazzone</span>, <span class="Apple-style-span">Baggio</span>, salvezza.<br />
Estate 2001, la più assurda della mia vita, passata tra incontri ravvicinati con guardrail della tangenziale, svenimenti ed ospedali a ferragosto dopo la <span class="Apple-style-span">notte di Parigi</span>…emozioni, ricordi. Sogni che si avverano, o quasi.<br />
Niente Uefa… Ancora serie A… Ogni tanto ripenso al riscaldamento al parco dei principi, a <span class="Apple-style-span">Vittorio Mero</span> che corre avanti e indietro salutando i tifosi bresciani.</p>
<p><img decoding="async" class="alignright" title="Jonathan Bachini esulta dopo un gol " src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Banzola/bachini_esultanza.jpg" alt="Jonathan Bachini" border="0" />Quanti giocatori sono passati da qua <span class="Apple-style-span">Guardiola</span>, <span class="Apple-style-span">Bachini</span>, <span class="Apple-style-span">Toni</span>. Di nuovo serie B, lo stadio che si svuota, l’amore per il Brescia che sembra venire meno… e poi i playoff… la prima finale col Livorno (io odio Livorno) che va come va… ci riproviamo… arriva il toro… ma non si può fallire.<br />
No, no e poi no!</p>
<p>La serie A, la squadra in piazzale repubblica su un pullman non propriamente aperto…ma che lo diventa…<br />
Un’altra A da dimenticare, torniamo nella nostra dimensione.<br />
Ridimensionati.<br />
I playoff di <span class="Apple-style-span">Calori</span> (un giorno o l’altro ci dirà perché non l’ha confermato…’ccidenti a lei!), il Livorno (ribadisco il concetto).</p>
<p>E adesso un’altra stagione di sofferenza… con quest’ultimo botto russo (guardi che lo champagne russo non lo si può nemmeno lontanamente avvicinare alle nostre bollicine: si fidi, Pres).</p>
<p>Eppure lo sa Pres che quest’anno i botti sono vietati in città.<br />
Lei, più forte di una malattia, se ne frega. Lo fa da sempre.</p>
<p>Noi per questo un po’ la odiamo. Ma al tempo stesso le vogliamo un gran bene, perché se non ci fosse stato lei, quanto sopra non sarebbe mai accaduto.</p>
<p>Con stima</p>
<p>Ps: davvero molla? Io mica ci credo. È un po’ come la storia che ci fanno il palasport in città, vero?<br />
#ripgino</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-74760" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2016/03/GinoCool2.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/gino-cool/">Gino Cool !!!</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/gino-cool/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un anno di Brescia. Stagione 2010/2011</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Giovanni Armanini]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Jul 2015 08:51:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nostalgia Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[bresciacalcio]]></category>
		<category><![CDATA[calcio]]></category>
		<category><![CDATA[corioni]]></category>
		<category><![CDATA[diamanti]]></category>
		<category><![CDATA[eder]]></category>
		<category><![CDATA[iachini]]></category>
		<category><![CDATA[nostalgiabrescia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=3219</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nella mia vita il calcio ha sempre avuto varie forme. È stato il gioco dei miei giochi, poi un hobby, quindi un lavoro. Per questo nel tempo mi sono legato a calciatori, squadre, allenatori: in momenti molto diversi tra loro. Il Brescia non è la mia unica squadra ma è qualcosa che ho nel DNA, qualcosa che non ho scelto. Questa è &#8211; nel mio cuore e nella mia mente &#8211; la sua grandezza. Sono bresciano di nascita e il primo novembre 1984 feci con mio padre il mio primo ingresso allo stadio per un non indimenticabile 0-0 contro l’Ancona [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/">Un anno di Brescia. Stagione 2010/2011</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Nella mia vita il calcio ha sempre avuto varie forme. È stato il gioco dei miei giochi, poi un hobby, quindi un lavoro. Per questo nel tempo mi sono legato a calciatori, squadre, allenatori: in momenti molto diversi tra loro. Il Brescia non è la mia unica squadra ma è qualcosa che ho nel DNA, qualcosa che non ho scelto. Questa è &#8211; nel mio cuore e nella mia mente &#8211; la sua grandezza. Sono bresciano di nascita e il primo novembre 1984 feci con mio padre il mio primo ingresso allo stadio per un non indimenticabile 0-0 contro l’Ancona in serie C.</p>
<p class="p1">La stagione di cui vi voglio parlare, tuttavia, è una di quelle dell’età matura. L’ultima che la squadra ha passato in <strong>serie A: 2010-2011</strong>. Una apparizione fugace come sempre. E la mia stagione inizia dall’estate, da un viaggio verso Storo dove sarei rimasto una settimana mandato dal giornale per il quale lavoravo &#8211; <a href="http://www.bresciaoggi.it/" target="_blank" rel="noopener">Bresciaoggi </a>&#8211; al seguito del Brescia.</p>
<div id="attachment_3340" style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><img fetchpriority="high" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3340" class="wp-image-3340 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/07/Iachini.jpg" alt="Giuseppe Iachini" width="250" height="261" /><p id="caption-attachment-3340" class="wp-caption-text">Giuseppe Iachini</p></div>
<p class="p1">L’estate del calcio con il suo carico di aspettative è sempre stata una stagione particolare. Insopportabile se la si vive da lontano, affascinante se si ha l’occasione di toccare con mano il clima delle amichevoli estive, del ritiro, della preparazione tecnico-tattica alla nuova stagione. L’estate del calcio ha sempre avuto per me un fascino particolare. Quell’estate, a Storo, ci passai anche il compleanno. <strong>Beppe Iachini</strong> in panchina e una squadra tutta in costruzione, piena di incertezze.</p>
<p class="p1">Tra i tifosi ancora forte l’eco dei tafferugli di <a href="https://www.youtube.com/watch?v=vImFg46cZ-8" target="_blank" rel="noopener">Padova</a> nella domenica che invece di regalarci la A ci aveva spinti fino ai playoff, poi vinti, poche settimane prima. Non mi sono mai appassionato alle questioni della curva, una cultura che rispetto ma che sento lontana. Ricordo il mio amico Chicco nell’inedito ruolo di “moderatore” tra litiganti. “<em>Che robe ma toca fa, prope a me</em>” mi disse prima di una amichevole con la sua inconfondibile voce roca. Lo avevo conosciuto tempo prima in un bar di San Zeno che frequentavo e da lui avevo avuto un orologio da muro marchiato “Brixia Decimus Dies”, che mi sono portato fino in Inghilterra quando ho deciso di venire a vivere a Manchester.</p>
<p class="p1"><strong>La rissa estiva contro il Larissa</strong> arrivò &#8211; quasi salvifica &#8211; a sedare gli animi ed a ricordare a tutti i teorici dello scontro a 360° che in fondo il nemico più che altro sta dall&#8217;altra parte. Ognuno d&#8217;estate si allena come può.</p>
<p class="p1">A Storo ricordo anche una collega scandalizzata perché avevo preso una stanza proprio nell&#8217;albergo del Brescia. Violando &#8211; a suo dire &#8211; la privacy e la tranquillità della squadra. Probabilmente &#8211; doveva essere questa la sua idea, a rigor di logica &#8211; di questa mia infausta decisione <strong>Caracciolo</strong> avrebbe risentito pesantemente mesi dopo, trovandosi a tu per tu col portiere. Non ho mai capito questa sorta di idolatria che accompagna ogni uomo che finisca per giocare a calcio a certi livelli.</p>
<p class="p1">In realtà scoprii che non essendo io un giornalista particolarmente interessato all’extra campo era più il Brescia a “disturbare” me quando, una volta finita la mia giornata da osservatore e spedita la mia corrispondenza al giornale, mi mettevo solitario a leggere nella veranda dell’hotel. In quei momenti la vicinanza ai giocatori poteva risultare scomoda. Per questo preferivo uscire e cercarmi qualche posto vicino più solitario per il relax serale. La stagione iniziò nel migliore dei modi. <strong>Battuti 2-0 a Parma</strong> riuscimmo a vincere tre partite di fila: <strong>Palermo</strong>, <strong>Chievo</strong>, <strong>Roma</strong>. Ricordo le parole di <strong>Gino Corioni</strong> scendendo dalla tribuna dopo la sfida con i rosanero: “Siamo forti, con questa squadra la salvezza è il minimo risultato che ci si possa aspettare”. Avevo seguito la partita vicino a lui e <strong>Omar Pedrini</strong>, protagonisti di una comparsata a <strong>Quelli che il calcio</strong>. Nella mia mente però c’erano altre parole del presidente. Quelle del giorno della presentazione: “Retrocedere sarebbe peggio che non essere mai saliti”.</p>
<div id="attachment_3346" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3346" class="wp-image-3346 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/07/Corioni.jpg" alt="Luigi Gino Corioni" width="250" height="293" /><p id="caption-attachment-3346" class="wp-caption-text">Luigi Gino Corioni</p></div>
<p class="p1">Lucida analisi finanziaria. Forse uno dei pochi momenti di totale sincerità di quello che è stato <strong>il presidente più longevo e vincente della storia del Brescia</strong>. E certamente il meno amato. L’ho sempre considerato un ottimo direttore sportivo costretto suo malgrado a presiedere la squadra: un uomo sicuramente competente di calcio ma incapace a creare un vero e proprio club-azienda, intrappolato tra gli appetiti familiari e la povertà dei curriculum che lo ha sempre circondato, anche quando questa povertà era una qualità ricercata e funzionale al progetto. Magra consolazione sapere che in Italia non esistono modelli virtuosi in tal senso.</p>
<p class="p1">È stato bravissimo per anni a fare quel che doveva: vendere e tenere la società a cavallo tra la A e la B. Poi arrivarono quei 5 anni in cui il Brescia riuscì a vivere sopra le sue possibilità. Anni che non abbiamo ancora finito di pagare al giorno d’oggi. In quel 2010 <strong>Corioni</strong> era già superato anche come <em>diesse</em> occulto della sua società. Il bravo <strong>Gianluca Nani</strong> &#8211; osservatore competente, ingiustamente mai troppo apprezzato dentro e fuori l’ambiente Brescia &#8211; per anni gli aveva permesso di fare le nozze coi fichi secchi ripetendo piazzamenti <em>playoff</em> per 3 anni consecutivi, pescando gente <em>low cost</em> che fece fare le ultime plusvalenze reali della storia del club fino ai giorni nostri: unica società, il Brescia, a restare a galla in una B che distrugge chi non fa il salto in A immediatamente (entro 3 anni il 60% di chi ha fatto i <em>playoff</em> senza vincerli finisce per retrocedere e fallire). Quelli sì, erano miracoli.</p>
<div id="attachment_3348" style="width: 260px" class="wp-caption alignleft"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3348" class="size-full wp-image-3348" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/07/Perparim-Hetemaj.jpg" alt="Perparim Hetemaj" width="250" height="366" /><p id="caption-attachment-3348" class="wp-caption-text">Perparim Hetemaj</p></div>
<p class="p1">Noi eravamo lì a giocarcela in serie A. <strong>Diamanti</strong> mise la palla all’incrocio contro il Chievo. <strong>Hetemaj</strong> e <strong>Caracciolo</strong> liquidarono la Roma in casa alla quarta. Che partenza!</p>
<p class="p1">In estate avevo visto <strong>Iachini</strong> creare un 4-3-1-2 che subito mi era parso sbilanciato. In primavera &#8211; dopo l’esonero &#8211; l’avrebbe rinnegato dicendo che lui <strong>Diamanti</strong> se lo era ritrovato, dimenticando che il modulo col trequartista iniziò a provarlo già dal secondo giorno a Storo e Diamanti (gentilmente concessoci dal <strong>West Ham</strong> del direttore <strong>Nani</strong>) era ampiamente annunciato.</p>
<p class="p1">Morale: <strong>Cordova</strong> giocava solo con palla a noi, <strong>Diamanti</strong> solo con palla a lui. <strong>Zambelli</strong> era al top ma aveva l’istinto dell’ala e la fase difensiva dell’esterno di una linea a 5. Solo <strong>Hetemaj</strong> dimostrò di valere la serie A alla grande. Ma nessuno in serie A era così sbilanciato nell&#8217;atteggiamento tattico. <strong>Caracciolo</strong>, che fosse vissuto negli anni ‘80 sarebbe stato etichettato come “bomber di categoria” come i vari <strong>Edi Bivi</strong> o <strong>Totò De Vitis</strong>, non è mai stato attaccante da sfracelli in serie A. La buona stampa chiamava sfortuna le sue lacune e così anche le tante palle gol che sbagliavamo, le sciagurate infilate che prendevamo quando gli altri sfruttando il nostro gioco troppo intraprendente ci battevano di misura.</p>
<p class="p1">Per me &#8211; semplicemente &#8211; era giusto che si vincesse o si perdesse con lui e con gli altri, e anche con <strong>Iachini</strong>, ma soprattutto con <strong>Zambelli</strong> e <strong>Arcari</strong>, <strong>Berardi</strong>, <strong>Bega</strong> e il mio preferito in assoluto: <strong>Gilberto Martinez</strong>. Qualche anno prima, quando lavoravo alla <a href="http://giovanniarmanini.com/calcio-match-analysis-corso-digitalsoccer-panini-digital/" target="_blank" rel="noopener">Digitalsoccer</a>, lo avevo osservato con l’amico Gigio creando la vhs che poi sarebbe finita al Brescia per una valutazione sul suo ingaggio. In ritiro avevo voluto intervistare lui prima di tutti. Così forte e così sfortunato, ad oggi comunque un difensore da tre mondiali disputati con la maglia della sua <strong>Costarica</strong> (un record nel suo Paese), nonostante i crack che lo avevano fortemente debilitato negli anni.</p>
<p class="p1">Quel Brescia, come troppi Brescia impressi nella mia memoria, durò il tempo di un’estate. Il 26 settembre a <strong>Bari</strong> prima partita autunnale e 2-1 per i galletti. <strong>Lazio</strong>, <strong>Udinese</strong>, <strong>Lecce </strong>e <strong>Napoli</strong>: 4 sconfitte di fila, tutte di misura. Poi i pari illusori con <strong>Inter</strong> e <strong>Juventus</strong>. Le sconfitte con <strong>Bologna</strong> e <strong>Cagliari</strong>, il pari con il <strong>Genoa</strong> e il tracollo: 3-0 dal <strong>Milan</strong>. Esonero di Iachini. Titoli di coda virtuali, al 4 dicembre, su una stagione mai decollata davvero.</p>
<p class="p1">In questi casi paga l’allenatore, anche se non ha colpe. Anche se poi lo richiami dopo che il suo sostituto &#8211; <strong>Mario Beretta</strong> &#8211; finisce per fare peggio di lui. Il finale amaro portava anche una rivoluzione tattica: 3-5-2 come l’anno precedente in serie B, sconfitte ridotte numericamente in maniera drastica. Ma era tardi.</p>
<p class="p1">Io nel frattempo avevo capito, da giornalista, che per un giornalista oggi stare in tribuna è un vezzo. In tv si vede molto di più e a Brescia non essendo supportati dalle immagini e dai replay la presenza in tribuna è di pura rappresentanza. Non serve assolutamente a niente se non a non identificare chiaramente alcune situazione di gioco o a confondere Tizio con Caio.</p>
<p class="p1">Da metà stagione in poi avevo preferito rimanere in redazione a seguire la squadra in tv. Mi sentivo decisamente più partecipe. Forse fu anche quello un passo d’allontanamento dal quel modo di svolgere quella professione e &#8211; un po’ &#8211; anche dalla mia città.</p>
<div id="attachment_3353" style="width: 260px" class="wp-caption alignright"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3353" class="wp-image-3353 size-full" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/07/Eder.jpg" alt="Éder Citadin Martins" width="250" height="262" /><p id="caption-attachment-3353" class="wp-caption-text">Éder Citadin Martins</p></div>
<p class="p1">Ho amato tanti Brescia nella mia vita, così uguali e così diversi. Quello degli anni ottanta di <strong>Pasinato</strong>, <strong>Gritti</strong>, <strong>Ascagni</strong> e del mio idolo d’infanzia <strong>Aliboni</strong>. Quello di <strong>Hagi</strong> che rimase a fare magie anche in serie B: secondo me il miglior Brescia di sempre nonostante la retrocessione. Non sono mai salito sul sovraffollato carro di tifosi non paganti al seguito del Brescia di <strong>Mazzone</strong> e <strong>Baggio</strong>, una squadra che non ho mai realmente sentito mia al di là dell’indubbio valore. Ma quel Brescia di <strong>Iachini</strong> e <strong>Caracciolo</strong>, di <strong>Arcari</strong> e <strong>Zambelli</strong>, dell’inutile <strong>Diamanti</strong> e dell’evanescente <strong>Eder</strong>, è stato quello che più di tutti oggi sento legato alla mia esistenza.</p>
<p class="p1">Bello e decadente, fumoso come piace alla stampa di provincia alla costante ricerca di alibi che non urtino le sensibilità della tribù dei piedi buoni, incapace di reagire ad un destino scritto eppure così sfrontato nell’andargli incontro sapendo che sarebbe finita male. Circondato come sempre da quel carico di ipocrisia che circonda le squadre di provincia da cui ci si aspettano sangue e sudore sempre, ma di cui si celebrano soprattutto le rare perle in un mare magnum di alibi a profusione. Quando a Genova<strong> il 3-3 con la Samp</strong> sancì l’imminente retrocessione avevo stampate bene in mente (non le avevo mai perse per un solo attimo) le parole del presidente, il giorno della presentazione: “Tornare in B sarebbe peggio che non essere mai saliti”. <strong>Gino Corioni</strong> nel calcio è stato un grandissimo giocatore di poker. Capace di iperboli clamorose e di bluff sfrontati. Quello fu un momento di sincerità. Forse l’unico momento di sincerità al 100%, il momento in cui ci preannunciò il tracollo. Non ci siamo più ripresi da allora, ma da parte mia la gratitudine per quell’uomo che per 20 anni ci ha regalato un Brescia competitivo come mai nella sua storia sarà sempre immutata. La mia stagione, come molte cose nella vita, non fu una stagione vincente. Ma in fondo, se non avessimo la fortuna di perdere, nel calcio come nella vita i nostri rari successi non avrebbero alcun valore.</p>
<p><em>Giovanni Armanini</em></p>
<p>Di seguito i video delle partite citate nell&#8217;articolo:</p>
<p><strong>La rissa contro il Larissa</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/QmDYVGHjlO0/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Parma &#8211; Brescia 2-0</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/o3lQjUKSsv8/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Brescia &#8211; Palermo 3-2</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/_FmrWG94e9Y/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Chievo &#8211; Brescia 0-1</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/wrU6TPyqbt0/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Brescia &#8211; Roma 2-1</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/UCn29Ps2LMU/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Bari &#8211; Brescia 2-1</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="//i.ytimg.com/vi/vUAM7e_2_Rk/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Lazio &#8211; Brescia 1-0</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/OHub5SLIYYs/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Brescia &#8211; Udinese 0-1</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/yDz9sl40r5s/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Lecce &#8211; Brescia 2-1</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/sFYy7zgCjH8/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Brescia-Napoli 0-1</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/wpu1WgjXfBw/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Inter &#8211; Brescia 1-1</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/ApIwpPTAZb0/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Brescia &#8211; Juventus 1-1</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/mUi7W0wNCCY/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Bologna &#8211; Brescia 1-0</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/DHdTymuiFNw/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Brescia &#8211; Cagliari 1-2</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/WtduYHX5EsQ/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Brescia &#8211; Genoa 0-0</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/DLlhj20CLhc/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Milan &#8211; Brescia 3-0</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/Paf0zqv6JCk/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><strong>Sampdoria &#8211; Brescia 3-3</strong></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/Z9Wf3Rp03zM/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-32200" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/07/Copertina-Formazione.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/">Un anno di Brescia. Stagione 2010/2011</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20102011/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Un anno di Brescia. Stagione 2003/2004</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nicola Cargnoni]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Jul 2015 13:23:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Nostalgia Brescia]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[baggio]]></category>
		<category><![CDATA[bresciacalcio]]></category>
		<category><![CDATA[corioni]]></category>
		<category><![CDATA[nostalgiabrescia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=3048</guid>

					<description><![CDATA[<p>Esordio su Odiopiccolo per Nicola Cargnoni, un tifoso bresciano “esiliato” a Brindisi. Un amico di Odiopiccolo in cui ci siamo imbattuti per caso qualche anno fa durante una trasferta biancoazzurra. Un racconto, il  suo, estremamente esaltante, carico di emozioni. Un racconto vero e proprio, che vi coinvolgerà, facendovi rivivere una stagione incredibile, l’ultima del “Divin Codino” con la maglia delle rondinelle. Buon divertimento. Zob0n aka Alberto Banzola L’orologio della memoria è una cosa strana, che sfugge alle normali regole del tempo, che agisce proiettando la nostra mente in un momento del passato, magari facendocelo rivivere e scandendo gli attimi in [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/">Un anno di Brescia. Stagione 2003/2004</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Esordio su Odiopiccolo per <strong>Nicola Cargnoni</strong>, un tifoso bresciano “esiliato” a Brindisi. Un amico di Odiopiccolo in cui ci siamo imbattuti per caso qualche anno fa durante una trasferta biancoazzurra. Un racconto, il  suo, estremamente esaltante, carico di emozioni. Un racconto vero e proprio, che vi coinvolgerà, facendovi rivivere una stagione incredibile, <strong>l’ultima del “Divin Codino”</strong> con la maglia delle rondinelle.<br />
Buon divertimento.<br />
<em>Zob0n aka Alberto Banzola</em></p>
<p>L’orologio della memoria è una cosa strana, che sfugge alle normali regole del tempo, che agisce proiettando la nostra mente in un momento del passato, magari facendocelo rivivere e scandendo gli attimi in maniera netta, pulita, limpida, rendendo i nostri ricordi non soltanto un frammento di vita consumata, ma veri e propri momenti di abbandono della nostra coscienza alla volontà di rivivere in maniera intensa quelle esperienze che rendono unico ognuno di noi.</p>
<p>L’orologio della memoria è un meccanismo imprevedibile, che a volte ci sorprende con una foto, una canzone, un film, e che con questi mette in moto ricordi che credevamo sedimentati nelle nostre menti, magari coperti da uno strato di polvere che li rendeva invisibili.</p>
<p>L’orologio della memoria può anche essere comandato&#8230; alcuni ricordi migliori della mia infanzia risalgono a certi pomeriggi primaverili, quando usavo il bastone col gancio per aprire la botola da cui scendeva la scala del solaio di casa mia. Quella scala di ferro, tenuta insieme da molle e bulloni, e che si allungava, come in un abbraccio, dal soffitto verso il pianerottolo, ai miei occhi sembrava essere l’ingresso verso un mondo fantastico, misterioso, sconosciuto. Salivo quella scala come se stessi entrando in un’astronave, o in un’altra dimensione, forse suggestionato dai racconti di quei monumentali libri che amavo leggere già allora.</p>
<p>E alcuni miei pomeriggi trascorrevano lì, in una piccola <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Narnia_(mondo)" target="_blank" rel="noopener">Narnia</a> fatta di pareti e pavimenti di nudo cemento, con l’aria umida e stantia, col tetto che qua si alzava e qua si abbassava, creando antri e vani in cui la mia fantasia ambientava storie e vicende d’altri tempi, d’altri luoghi. E lì, tra i vecchi giochi inscatolati, i vecchi libri di mio papà, i quaderni delle elementari di mio fratello, i miei Lego e gli impolverati bambolotti, lì vivevo alcune delle mie giornate di bambino, in stanze e spazi dove oggi la mia goffa sbadataggine mi costringe a sbattere la testa a ogni movimento.</p>
<p>Ma ci sono momenti e oggetti della nostra vita che non si possono soltanto conservare in soffitta: feticci e ricordi che dobbiamo sempre avere con noi, ovunque noi siamo, in ogni momento della nostra piccola e personale storia su questo mondo. Uno di questi oggetti è “la scatola con la roba dello stadio”. Anche se ho superato i trent’anni, anche se vivo a circa mille chilometri dalla mia <strong>amata Brescia</strong>, in un piccolo spazio dell’armadio in camera mia c’è “la scatola con la roba dello stadio”. Una volta era uno scrigno in cui conservavo tutto ciò che riguardava la mia vita letteralmente plagiata dall’impegno settimanale con “la partita del Brescia”, un forziere con le testimonianze dei miei anni (più di ventuno) di frequentazione dello stadio: ci tenevo dentro i biglietti delle partite, le <em>fanzines</em> e i volantini della curva, gli adesivi, gli stendardi fatti con bombolette spray su vecchie lenzuola, i cimeli, le figurine Panini, tutto. Oggi molti di quegli oggetti sono finiti tra cassetti, armadi e soffitta, ma quella scatola conserva ancora alcune delle cose a cui sono più legato: è diventata la mia piccola soffitta ambulante e contiene i tasselli di un mosaico colorato, una parte importante e fondamentale della mia vita, di quel che ero, di quel che oggi ancora sono.</p>
<p>Piegate, in quella scatola, ci sono le sciarpe vecchie e nuove, quelle del “<strong>Brescia club Lago d&#8217;Idro</strong>” (un cimelio risalente agli anni in cui ero ancora troppo piccolo per andare allo stadio), quelle della curva nord con cui feci gli anni dal <a href="http://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-19961997/" target="_blank" rel="noopener">1997</a> al 2004, quelle del gruppo curva sud (ora diventato <strong>CNB</strong>) frequentato negli anni di una più raggiunta maturità. Le sciarpe stampate con gli sfottò per atalantini e veronesi, comprate alle bancarelle intorno allo stadio, o quella autografata da <strong>Baggio</strong> al ritiro di Vipiteno nell’estate del 2001. Vi sono sciarpe amiche e nemiche, da quelle delle gemellate Mantova, Salernitana, Cesena e Milan, a quelle di Verona, Fiorentina, Cremonese “conquistate sul campo”. Un passato che sarebbe stupido rinnegare e che mi ricorda quanto il calcio sia stato importante nella mia fase di crescita, quanto i suoi valori di amicizia, impegno, assiduità e costanza abbiano contribuito a rendermi ciò che sono oggi.</p>
<p>Ma, soprattutto, in quella scatola c’è uno spirito in grado di travolgermi ogni volta che la apro, fermando, manipolando e muovendo l’orologio della mia memoria, capace di rievocare l’odore di ferro bruciato di chilometri macinati sui binari d’Italia a bordo di bidoni arrugginiti che una volta potevano essere stati treni o l’aria viziata dei veri e propri lamieroni che una volta potevano essere stati pullman.</p>
<p>È il profumo dell’emozione provata ogni volta che si entrava in uno stadio nuovo. È il fremito della <em>Gendarmerie</em> schierata sotto l’arco di trionfo in quella <a href="http://archiviostorico.corriere.it/2001/agosto/22/favola_del_Brescia_finisce_senza_co_0_0108228286.shtml?refresh_ce-cp" target="_blank" rel="noopener">trasferta a Parigi</a>, è l’esplosione di gioia della <a href="https://www.youtube.com/watch?v=4VXdkbBrVss" target="_blank" rel="noopener">vittoria in casa col Bologna per la storica salvezza del 2002</a>, in quel 5 maggio passato alla grande storia per lo scudetto perso dall’Inter, ma che nella nostra piccola storia è il giorno in cui ci siamo salvati mandando<strong> in serie B</strong> un <strong>Verona</strong> che, a metà campionato, era proiettato in zona-Uefa. È la scossa elettrica per la trasferta a Milano, domenica 29 febbraio del bisestile 2004, in cui vincemmo 3 a 1 con l’Inter. È la fastidiosa instabilità delle lastre di ghiaccio sulle gradinate in alluminio e cemento dello stadio di Piacenza; è l’assurdità di un gommone, spacciato per traghetto, usato per trasportarci sull’isolotto dove sorge <a href="http://www.succedeoggi.it/2013/12/il-romanzo-del-penzo/" target="_blank" rel="noopener">lo stadio di Venezia</a>. È il rumore assordante delle urla disumane della guerriglia all’esterno dello stadio di Modena, in una domenica dove ogni concetto di dignità e di <em>pietas</em> umana è letteralmente scomparso in quel lembo di mondo controllato dal <a href="http://www.polizianellastoria.it/2.5/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=56:ll-2-reparto-celere-di-padova&amp;catid=2&amp;Itemid=131" target="_blank" rel="noopener">Secondo reparto Celere di Padova</a>.</p>
<p><a href="http://www.brescia1911curvanord.net/fotodisplay.asp?partita=Festeggiamenti&amp;stagione=2001-2002" target="_blank" rel="noopener">Brescia &#8211; Bologna 3-0 (2002 &#8211; le fotografie dei festeggiamenti)</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/kbRcny36-QA/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Quell’estate del 2003 fu una delle più torride mai trascorse negli ultimi decenni in questa parte del pianeta; per quanto mi riguarda, fu una delle stagioni più serene della mia vita. C’erano le soddisfazioni personali e famigliari, c’era la salute, c’era il lavoro (anzi due: durante il giorno facevo il cuoco in un ristorante, la notte facevo il barman in un pub). Il mio diploma di scuola alberghiera riporta la data del 28 giugno 2003, e il caso vuole che sia lo stesso giorno in cui ho assistito all’epico <a href="https://www.youtube.com/watch?v=uXbpYkgu-V8" target="_blank" rel="noopener">concerto di Springsteen a San Siro</a>. Quella sera ci fu un nubifragio incredibile, anche perché era la prima pioggia dopo circa quarantacinque giorni di caldo tropicale; mentre i settantamila del pubblico si scatenavano durante le tre ore e mezza di concerto, all’esterno alcuni alberi mastodontici dicevano addio al luogo dove le loro radici si erano alimentate per diversi anni, sradicandosi irrimediabilmente. Fuori era l’apocalisse, mentre <strong>Springsteen</strong> saltava come un grillo sotto l’acqua, e noi con lui.</p>
<p>È curioso, invero, che i miei ricordi di quella estate riguardino soprattutto il <em>The Rising tour</em> di Springsteen e in particolare quel concerto in quello stadio, il <strong>Giuseppe Meazza</strong> di Milano. Già, perché quella sera del 28 giugno mai avrei pensato che sarei tornato lì, quasi un anno dopo, per una delle esperienze più emozionanti della mia vita.</p>
<p><strong>Carletto Mazzone</strong> lasciò la panchina del Brescia dopo tre anni di soddisfazioni e di piccoli successi: salvezze, vittorie con squadre importanti, alcuni record, la <strong>finale di Intertoto col Paris Saint-Germain</strong>, la corsa sotto la curva dell’Atalanta, l’intuizione di posizionare Pirlo davanti alla difesa e, soprattutto, la capacità di gestire Baggio come mai nessun altro aveva fatto prima. Piccoli successi che nella nostra storia assumono il valore di uno scudetto o di una coppa.</p>
<p>Il buon vecchio Carletto ci sarebbe mancato, ma al suo posto arrivò il capace <strong>Gianni De Biasi</strong>. Personalmente ero fiducioso, anche perché la rosa della squadra era ricca di giocatori che hanno lasciato il segno: Castellazzi e Viviano tra i pali, Dainelli, il rude Mareco, il costaricano Martinez, “occhi-blu” Petruzzi (e le sue passeggiate tra via X giornate e corso Zanardelli), Castellini, Stankevičius e Zambelli per il settore difensivo, Mauri, Schopp, Brighi, Gigi Di Biagio, Matuzalem, Bachini, Correa e Del Nero a centrocampo. In attacco forse non eravamo in esubero di personale, ma c’erano Pippo Maniero con Baggio e Caracciolo: quest’ultimi fecero dodici reti a testa.</p>
<p>L’inizio della stagione fu deludente: eliminati in coppa Intertoto dal <strong>Villareal</strong>, la prima giornata di campionato pareggiammo col Chievo; seguì una disastrosa trasferta a Roma dove perdemmo cinque a zero e poi un 4-4 in casa con la Reggina. Cinque gol fatti e dieci subiti in tre giornate. Fin da subito si capì che sarebbe stato un campionato anomalo, che poteva anche riservare alcune piacevoli sorprese in campo e sugli spalti.</p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-as-roma-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Roma &#8211; Brescia 5-0 </a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/f3Wl_B4gNzU/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-reggina-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Brescia &#8211; Reggina 4-4</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/zF52pjim9rU/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Una di queste sorprese ci colse la mattina del 28 settembre 2003: nella notte, per un problema della rete elettrica ai confini con la Francia e la Svizzera, ci fu un black-out che paralizzò l’intera nazione. Me ne accorsi già tornando dal lavoro verso le quattro; quella domenica mattina, alla stazione centrale di Brescia, ci rendemmo conto che a causa del black-out non ci sarebbero stati i treni speciali che avrebbero dovuto portare circa cinquemila persone in trasferta a Genova, per l’incontro con la Sampdoria.</p>
<p>«E adèss che fòm? Nòm o mia?».[1]</p>
<p>«Sì, ma come?».</p>
<p>La tensione era palpabile, anche perché quel giorno i nostri ragazzi avevano bisogno del sostegno del loro pubblico. La decisione fu quasi spontanea e unanime: chi se la sente va in macchina.</p>
<p>Risultato finale 2-1 per la Sampdoria e circa duemila bresciani in trasferta a Genova in automobile, in una di quelle giornate finite comunque in festa nonostante il verdetto del campo.</p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-sampdoria-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Sampdoria &#8211; Brescia 2-1</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/f0GNgatUirw/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Ma la domenica successiva sarebbe stato il Salento a diventare terra di conquista: una trasferta, quella di Lecce, che è storicamente propizia per le rondinelle. Il 5 maggio 2001 fu 0-3 per noi, tripletta di Baggio con il secondo gol direttamente dalla bandierina del corner. Il 27 gennaio 2002 fu 1-3, ma quella è una storia che merita di essere raccontata a parte: prima partita giocata dopo la morte di Mero e primo gol in serie A di Emanuele Filippini, uno dei più cari amici dello Sceriffo. E il 5 ottobre 2003 fu 1-4, con la prima tripletta di Caracciolo suggellata dal gol di Baggio. Unico marcatore del Lecce: il bresciano Cassetti. Evidentemente quella domenica doveva essere tutta nostra.</p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-us-lecce-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Lecce &#8211; Brescia 1-4</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/imJ0L4OIEkU/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>A quella prima e abbondante vittoria in campionato seguì un filotto piuttosto deludente che mise in crisi l’ambiente e la situazione di mister De Biasi: il pareggio in casa con l’Inter (in vantaggio 2-0, venimmo raggiunti 2-2, ma quella partita decretò comunque l’esonero di Cuper dalla panchina nerazzurra), maturato in un uggioso pomeriggio del 18 ottobre 2003, giorno in cui trascinai mia mamma con me in curva nord; poi le sconfitte con Juve, Parma e Udinese, i pareggi con il Bologna di Mazzone, l’Ancona, il Modena e il Perugia e l’unica vittoria con l’Empoli, giocata in casa indossando la terza maglia, che era una Robe di Kappa di uno scurissimo blu notte, simile al nero, con la V bianca sul petto e il numero arancione sulle spalle. Insomma, la pausa natalizia arrivò dopo aver conseguito poche sconfitte, tanti pareggi e soltanto due vittore. Dal punto di vista sportivo era tutta un’incognita, da quello umano invece la vera mazzata arrivò il 29 dicembre.</p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-inter/" target="_blank" rel="noopener">Brescia &#8211; Inter 2-2 (Gol di Roberto Baggio)</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/uf7EkoV_4qM/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-juventus-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Juventus &#8211; Brescia 2-0</a></p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-ancona-calcio-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Ancona &#8211; Brescia 1-1</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/V_yHZs0AAhY/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-modena-fc-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Modena &#8211; Brescia 1-1</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/zFPzBS4l9Xc/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-empoli-fc/" target="_blank" rel="noopener">Brescia &#8211; Empoli 2-0 </a>la partita vissuta sugli spalti (servizio di <a class=" yt-uix-sessionlink spf-link g-hovercard" href="https://www.youtube.com/channel/UCURME4LwleNz24nsQBawhbw" target="_blank" rel="noopener" data-name="" data-ytid="UCURME4LwleNz24nsQBawhbw" data-sessionlink="ei=qbeSVca7AqX2igakurqoAw">DODICESIMOinCampo</a>)</p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/pJEHTAvpwK8/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>Quel giorno Roberto Baggio, <a href="http://www.gazzetta.it/primi_piani/calcio/2003/pp_1.0.257147532.shtml" target="_blank" rel="noopener">in un’intervista rilasciata a Teletutto</a>, annunciò che a fine stagione avrebbe dato l’addio al calcio giocato. Fu un capodanno all’insegna degli «auguri di buon anno… sì, ma&#8230;». Perché, in fondo, in noi era viva la consapevolezza di essere testimoni di un importante pezzo di storia umana e sportiva. Di tutti i ricordi che salgono alla mente aprendo “la scatola con la roba dello stadio”, quelli degli anni di Baggio sono i più vivi, vigorosi e più indelebili, anche rispetto a eventi cronologicamente più recenti. Eravamo orgogliosi di ospitare “in casa nostra” il campione più grande di ogni tempo, ma ora avremmo avuto l’onore e l’onere di accompagnarlo per mano verso il tramonto di una carriera che non gli ha dato le soddisfazioni che avrebbe meritato. Fu con quell’annuncio che prese corpo la convinzione che, da quel momento, mai avremmo mollato, mai saremmo mancati, mai avremmo perso la speranza e la voglia di crederci.</p>
<p>Un paio d’anni prima era arrivato nelle librerie il primo libro autobiografico di Roby Baggio, «<a href="http://www.amazon.it/Una-porta-cielo-Roberto-Baggio/dp/8886713819" target="_blank" rel="noopener">Una porta nel cielo</a>»[2], che lessi febbrilmente e avidamente più d’una volta, portandolo con me nello zaino delle superiori insieme a pochi testi che erano le mie bibbie di quegli anni: «Il deserto dei Tartari» di Buzzati, «I Furiosi» di Balestrini e «Alta fedeltà» di Hornby. Mi approcciavo al testo di Baggio con la religiosità di chi sa che sta leggendo la testimonianza di un campione (letteralmente) mutilato. Baggio, fin dagli albori della sua carriera, aveva subìto un infortunio gravissimo, che avrebbe troncato la carriera di chiunque. Anche la sua, a dire il vero. Ma l’incontro con la meditazione e una forte passione per il calcio lo hanno portato a compiere una ventennale carriera sui campi di calcio, sempre e costantemente nella morsa di un dolore che avrebbe impedito a chiunque di mettere piede in campo. Giocava con una gamba e mezza. Questo mi porta ancora oggi a <a href="https://www.youtube.com/watch?v=FA_eSKHK9Fk" target="_blank" rel="noopener">elevare Baggio al di sopra di chiunque</a>, compresi Maradona, Cruijff, e altri nomi altisonanti.</p>
<p>Il mercato di gennaio vide la <strong>partenza di Antonio Filippini</strong>, un fatto che personalmente mi rattristò parecchio. In entrata non si mosse quasi nulla. Sugli spalti continuammo a restare divisi tra il gruppo della curva nord e quelli della “vecchia guardia” che stavano in gradinata, settore che frequentava anche mio papà, naturalmente lontano dalle zone calde. Frequentavo la nord e il gruppo che la “animava”, conoscendo personalmente molti dei ragazzi che facevano parte del direttivo, ma senza mai prendere parte alle dinamiche e senza mai caldeggiare o appoggiare troppo i contenuti dei volantini, quasi sempre polemici, che ogni domenica venivano stampati in centinaia di copie. Del resto avevo ancora sul gozzo quello “sciopero del tifo” che ci costrinse a non fare cori e a non supportare il Brescia nei primi venti minuti della <strong>finale di ritorno di coppa Intertoto giocata in casa contro il Paris Saint-Germain</strong>.</p>
<p><em>La finale Intertoto vista dai francesi&#8230;</em></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/Xgi4SeZSXxQ/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Non mancai a nessuna delle partite in casa e ancora oggi conservo l’abbonamento di quella stagione, con un “buco” segnato su ogni giornata. Raggiungevo il Rigamonti con un amico, ogni volta affrontando le <a href="https://www.youtube.com/watch?v=cdGUqoxOzZQ" target="_blank" rel="noopener">“coste” di Sant’Eusebio</a> con il piglio di chi si prepara ad andare in battaglia.</p>
<p>Lo stadio era comunque quasi sempre pieno e l’attaccamento alla squadra era evidente: la befana ci portò un 4-2 sul Siena e la settimana successiva vide la trasferta a Roma contro la Lazio, una <a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-lazio-roma-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">partita vinta 0-1 con gol del “romanista” Di Biagio</a>. Le sconfitte con <a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-ac-chievo-verona-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Chievo</a> e Milan ci riportarono sulla terra, ma una dose di fiducia arriva dalla vittoria in casa con la Roma, mentre le due giornate passate in treno per andare e tornare da Reggio Calabria valsero uno 0-0 sul campo della Reggina. Un altro <a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-sampdoria/" target="_blank" rel="noopener">pareggio in casa con la Samp</a> e la sconfitta 1-2 in casa col Lecce anticiparono la memorabile trasferta di Milano contro l’Inter. Tornavo a San Siro, dunque, quando il settore ospiti era ancora in un angolo del primo anello blu. Non andai con la trasferta organizzata dal gruppo, ma in macchina con il mio (allora) datore di lavoro, tra l’altro tifosissimo dell’Inter. Ci separammo all’ingresso dello stadio. Dagli spalti osservai il campo da gioco, ricordando una ad una le canzoni della scaletta del 28 giugno 2003 e ricordando la quantità di acqua assorbita quella sera dal mio corpo. Noi stavamo messi male, tra l’altro orfani di Baggio, ma l’Inter era quella degli anni in cui dava molte soddisfazioni ai suoi avversari.<a href="http://www.repubblica.it/2004/b/sezioni/sport/calcio/serie_a/giornata23/intebrescia/intebrescia.html" target="_blank" rel="noopener"> Inter in vantaggio, pareggio di Caracciolo, vantaggio di Del Nero e doppietta di Caracciolo per l’1-3 finale</a>, in un Meazza semi vuoto, ma non ammutolito, dove gli interisti si lasciarono andare ad animalesche espressioni di dissenso e contestazione.</p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-ac-siena/" target="_blank" rel="noopener">Brescia &#8211; Siena 4-2 (il gol di Roberto Baggio)</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/zsn9mwosGxk/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-ac-milan/" target="_blank" rel="noopener">Brescia &#8211; Milan 0-1</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/A3hBh0I8V0Q/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-as-roma/" target="_blank" rel="noopener">Brescia &#8211; Roma 1-0</a></p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-reggina-calcio-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Reggina &#8211;  Brescia 0-0</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/stw8Mtf3Rwc/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-us-lecce/" target="_blank" rel="noopener">Brescia &#8211; Lecce 1-2</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/ztSrubdTKUs/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>La situazione in classifica era sempre al limite della crisi di nervi, a qualche punto di distanza dalla zona calda della retrocessione, ma sempre a portata di mano di chi ci inseguiva; la vittoria con l’Inter non ci salvò dalla sconfitta casalinga con la Juve, maturata in un freddo e piovoso sabato sera di inizio marzo: a fine primo tempo il Brescia era in vantaggio 2-0 e nel secondo tempo la Juve accorciò le distanze con un rigore tirato da Miccoli e fatto ripetere tre volte dall’arbitro a causa dell’errata rincorsa dell’attaccante. Ovviamente le prime due rincorse portarono ad altrettanti rigori sbagliati, mentre la rincorsa buona finì con una rete. Poi pareggio di un Di Vaio servito in posizione di fuorigioco e vantaggio di Nedved dopo mezzora. Nel finale fu negato un rigore netto per un fallo su Mauri, ma da tifosi di una piccola squadra ci eravamo arresi da tempo all’idea che con la Juve si poteva vincere solo con i miracoli, mai con la sola lealtà. Risultato finale 2-3: i media avrebbero parlato, naturalmente, di una Juve coraggiosa che aveva vinto in rimonta. E, naturalmente, gli arbitri possono sbagliare.</p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-juventus/" target="_blank" rel="noopener">Brescia &#8211; Juventus 2-3</a></p>
<p>Il lavoro al pub mi segava completamente le gambe, almeno per quanto riguardava le trasferte. Dormivo il minimo per poter essere nel piazzale dello stadio al momento della partenza. Fu così anche la mattina del 14 marzo 2004: Parma-Brescia, che non offrì una grande soddisfazione dal punto di vista del risultato (2-2), ma che fu il teatro in cui andò in scena il <strong>duecentesimo gol di Baggio in serie A</strong>. C’ero e francamente feci quella trasferta per poterlo dire, oggi. Con il Lecce segnò il gol numero 199, con l’Inter non giocò e con la Juve restò a secco, limitandosi a fare assist e a far segnare gli altri. Il gol numero 200 era nell’aria e arrivò a Parma: sotto di 2-1, pareggiammo grazie al gol di Baggio: stop al limite dell’area, finta, mise a sedere il difensore, fece uno scatto in avanti liberandosi anche dell’altro marcatore e mise a segno un diagonale di sinistro che fece esplodere una bolgia incredibile nel settore ospiti del Tardini. I parmensi, a cui avrebbe certo fatto comodo una vittoria, gli tributarono una standing ovation di almeno cinque minuti, che andò al di là di ogni discorso sulla lealtà e sulla sportività. In quella domenica di marzo un intero stadio onorò l’umanità, l’umiltà e la costanza di un campione che avrebbe ospitato per l’ultima volta.</p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-parma-fc-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Parma &#8211; Brescia 2-2</a> (Gol di Baggio)</p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/AqZXrmcYgWQ/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>La domenica successiva un’altra trasferta fisicamente ai limiti del sostenibile mi portò al Dall’Ara di Bologna per un inspiegabile 3-0 che ci piegò moralmente, ma che non compromise la successiva vittoria per 5-2 in casa contro un Ancona ampiamente destinato alla retrocessione e al fallimento: Baggio aprì e chiuse le danze, nel frattempo ballarono anche Mauri, Colucci e Caracciolo. Vittoria e <strong>202 gol in serie A per il codino</strong>. Seguì una cocente sconfitta per 4-3 a Udine, in una delle pochissime trasferte che non feci, e poi il solito filotto di pareggi con <a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-modena-fc/" target="_blank" rel="noopener">Modena</a>, <a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-empoli-fc-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Empoli</a> (una trasferta in una domenica che avrebbe dovuto essere primaverile e invece fu uno degli ultimi sprazzi di inverno) e <a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-ac-perugia/" target="_blank" rel="noopener">Perugia</a>.</p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-bologna-fc-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Bologna &#8211; Brescia 3-0</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/Dj8gFxD0Vwk/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-ancona-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Brescia &#8211; Ancona 5-2</a> (primo gol di Baggio)</p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/0yjHajEmSRE/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-ancona-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Brescia &#8211; Ancona 5-2</a> (secondo gol di Baggio)</p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/ndfhpbvDKdw/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-udinese-calcio-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Udinese &#8211; Brescia 4-3</a> (gol di Baggio)</p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/hVP0obCHGPI/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<div id="attachment_3073" style="width: 482px" class="wp-caption alignright"><a href="http://www.marcorizzini.it/foto/2004/festasiena/index.html"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-3073" class="size-full wp-image-3073" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/07/salvezza-a-siena.jpg" alt="Festa salvezza a Siena" width="472" height="640" /></a><p id="caption-attachment-3073" class="wp-caption-text">i giocatori festeggiano sotto la curva a Siena. Foto di Marco Rizzini</p></div>
<p>Arrivò la vigilia della trasferta a <a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-ac-siena-brescia-calcio/" target="_blank" rel="noopener">Siena</a>, che fu un po’ la resa dei conti finale. Bisognava vincere per avere la certezza matematica della salvezza. Fu la prova del nove, dove i nostri ragazzi dimostrarono il carattere necessario, in una partita dominata dalla tensione agonistica e dall’incapacità dell’arbitro di gestirla nel modo migliore: finì 0-1 per noi, con quattro espulsi (due per parte) e gol di Brighi al 60’ in un soleggiato Artemio Franchi; quella vittoria sancì la quarta salvezza consecutiva e il viatico per un viaggio di ritorno all’insegna dei festeggiamenti.</p>
<p>L’incontro con la Lazio fu l’occasione per salutare per l’ultima volta Baggio al Rigamonti. Si giocava in casa, in una calda domenica di maggio. Stadio gremito, dopo una settimana che trascorse in maniera frenetica e febbrile per le notizie che arrivavano da Milano. Il Milan, vincitore in anticipo dello scudetto, in vista della festa dell’ultima giornata di campionato non voleva rilasciare molti tagliandi per il settore ospiti, nonostante noi fossimo gemellati coi milanisti e nonostante noi volessimo accorrere in massa per l’ultima partita di Roby. Tra telefonate, appostamenti e riunioni del gruppo, io riuscii ad avere alcuni biglietti per la trasferta di Milano, quindi affrontai quel Brescia-Lazio con la tranquillità di chi sapeva che non sarebbe stata l’ultima volta.</p>
<p>Pur non avendo più molto da dire (mentre la Lazio ancora lottava per la Champions) vincemmo 2-1 dopo circa ottanta minuti stabili sullo 0-0. Ma gli ultimi dieci minuti riservarono l’1-0 di Mauri, su assist di tacco da parte del solito Baggio, e il 2-0 maturato con una volata di Schopp sulla destra, triangolazione con Baggio che ricevette palla al centro dell’area, la fermò dribblando l’avversario e segnando l’ultimo gol della sua carriera (il 205esimo in serie A) con il piede sinistro. Inutile il gol laziale a tempo scaduto. Si vinse e si salutò così l’ultima prestazione casalinga del più grande campione passato da Brescia. Io me lo giurai che non avrei pianto, quel 9 maggio 2004, ma davvero non riuscii a trattenere le lacrime per un sogno durato quattro anni che pian piano stava svanendo, lasciando solo le flebili tracce di una gloria terrena che aveva abitato e animato il piccolo impianto di cemento e latta nel quartiere Mompiano, a nord di Brescia.</p>
<p><a href="http://www.calcio.com/cronaca_partita/serie-a-2003-2004-brescia-calcio-lazio-roma/" target="_blank" rel="noopener">Brescia Lazio 2-1 (gol di Baggio)</a></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/vtCFNzc_z5w/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>È il 16 maggio del 2004, una bellissima domenica di primavera che per me inizia con ventiquattro ore di anticipo, senza soluzione di continuità tra quel giorno e il precedente: stacco dal lavoro intorno alle cinque di mattina e raggiungo il luogo dove, solitamente, sono solito ritrovarmi con i miei compagni di avventure calcistiche. C’è chi viene da qualche ora di sonno, ci sono io che vengo da dodici ore di lavoro consecutive e c’è chi viene da dodici ore di alcool. Parlo al presente, abbandono l’uso del passato remoto e mando a farsi friggere la concordanza dei tempi verbali: il ricordo di questa giornata è più forte della logica, della coerenza e di qualsiasi altra imposizione grammaticale. Partiamo per Brescia, perché quella mattina la parola d’ordine è solo una: a r r i v a r e p r e s t o.</p>
<p>Già, perché ancora non abbiamo ben chiaro quanti siano stati i tagliandi venduti per il settore ospiti (forse solo seimila), quanti invece ne siano stati comprati per gli altri settori (altri seimila), quanta gente invece sarà costretta a non poter entrare nello stadio. Alla fine non sapremo mai quanti bresciani sono partiti quella domenica. Sicuramente almeno diecimila, probabilmente qualcuno di più. Ci si muove con pullman, treni, auto e qualsiasi mezzo disponibile. Ma la massa di gente è davvero tanta perché possa essere una trasferta compatta. Poi c’è la metro, l’altra metro, il corteo a piedi sul viale alberato verso lo stadio di San Siro. Entriamo, che molti dei milanisti sono già presenti al Meazza. Primo anello verde, angolo verso l’anello rosso. Chi ha il biglietto per il settore ospiti entra lì. Chi è partito da Brescia col biglietto per qualsiasi altro settore, entra lì lo stesso. Altri tempi, meno restrizioni e più buonsenso anche da parte di chi gestisce gli ingressi. E poi c’è il gemellaggio coi milanisti, il settore ospiti è stipato e finisce per fondersi in un tutt’uno con il resto del Meazza rossonero. Davanti a me un papà con la maglietta di Baggio porta sulle spalle un bimbo di tre o quattro anni che indossa la maglietta di Kaka. Loro festeggiano lo scudetto, noi festeggiamo la salvezza, tutti insieme festeggiamo Baggio. Già, perché probabilmente nessuno dei presenti quel giorno si ricorda come andò la partita. Finì 4-2 per il Milan, Shevchenko capocannoniere, partita dai ritmi elevati e senza cattiveria e per noi una doppietta di Matuzalem dalla distanza (secondo gol su assist di… Baggio) a coronare una stagione che lo aveva promosso tra i migliori della rondinelle.</p>
<p>Al 39’ del secondo tempo De Biasi sostituisce Baggio, concedendogli la standing ovation dell’intero stadio, esaurito in ogni ordine di posti con i suoi ottantamila spettatori. Tutti in piedi, tutti ad applaudire l’uscita di scena di Roby, che abbraccia Maldini, alza le mani, saluta, stringe la mano di chiunque gli si faccia incontro. La voglia di giocare e di stupire traspare ancora da ogni suo gesto tecnico, la scelta di lasciare per sempre il campo è dettata da un dolore che lo attanaglia ormai da diciassette anni. Io lo guardo mentre sfila lentamente verso il tunnel degli spogliatoi, con i nostri cori, il nostro grazie, gli applausi di un intero mondo sportivo. Mi immagino la gente davanti alla tv, nei bar, nelle case: chi si abbandona alle lacrime sul divano, chi annuisce lentamente per la consapevolezza di essere il testimone di un pezzo di storia che ha mosso gli animi di molta gente.</p>
<p>E io? Io vado allo stadio da una decina di anni, da quando ne avevo dieci. In questa domenica di maggio del 2004 ne ho compiuti venti da poco e vedo un tassello importante della mia adolescenza svanire piano a piano. I raggi di sole che illuminano il prato del Meazza gettano una luce aurea sul momento di condivisione che sto vivendo. Le lacrime ormai mi escono senza più ritegno, entro in una dimensione ovattata, l’udito mi inganna e mi fa sembrare distante da quella scena, come se la vedessi da fuori; tutto in un colpo mi viene alla mente quell’estate del 2000 quando il Brescia Calcio annunciò l’ingaggio di Roby. E tutti gli anni a seguire, le sofferenze, le lotte sul campo, quelle fuori, i calcoli per salvarsi, le trasferte, gli amici, la certezza che, comunque sarebbe andato il risultato, noi avremmo visto Baggio giocare. In questa domenica di maggio finisce tutto, e in quel tunnel degli spogliatoi, insieme a Roberto, se ne va un po’ della mia adolescenza, se ne vanno un po’ dei miei sogni, muore un po’ della mia spensierata giovinezza.</p>
<p><em>Roberto Baggio. L&#8217;ultimo saluto</em></p>
<a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/"><img decoding="async" src="https://i.ytimg.com/vi/9wpSfRHFNBo/hqdefault.jpg" alt="YouTube Video"></a><br /><br /></p>
<p>-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-.-</p>
<p>Era il 15 maggio 1994, avevo dieci anni e il Brescia giocava in casa con il Venezia. Andai allo stadio con mio padre. Ricordo il biglietto, una specie di tagliando simile a quelli che strappavano al cinema. La gente, il pienone, il sole. Ricordo che salimmo la rampa della gradinata, io aggrappato alla mano di mio papà, mentre intorno la mia vista era limitata dalla folla che si muoveva fluida e compatta, scorrendo come un fiume nel suo alveo. Ricordo i cori che si sentivano dall’esterno e si facevano sempre più forti mano a mano che salivo la rampa. Poi il sole, a picco sulla gradinata. La tribuna, dall’altra parte. La gente, i colori, le voci, i rumori, i fischi. Bestemmie, urla, risate. Il gol di Gallo. Il gol di Neri. La doppietta di Hagi. Le traverse di Hagi. La vittoria per 4-2 e un altro passo verso la serie A. L’esultare, senza nemmeno capire bene cosa stesse succedendo in quei momenti, ma l’esser contento perché anche gli altri erano contenti. O imprecare perché anche gli altri imprecavano.</p>
<p>E poi uscire, consapevole di aver vinto, mentre sui muri della città, sui cassonetti, sulle case, sui marciapiedi, ovunque apparì la scritta «Tutti a Cosenza», che nel mio immaginario di bambino doveva essere sulla luna, nonostante alle elementari ci avessero spiegato dove fosse la Calabria. In quella città il Brescia si sarebbe giocato le sue carte per la promozione. Avrebbe perso, ma avrebbe vinto le due partite successive.</p>
<p>E io, affascinato da quel magma fatto di sport, umanità ed emozioni, mi chiedevo per quale motivo si dovesse andare “tutti a Cosenza”, mi chiedevo cosa spingeva alcune persone ad “andare sulla luna”.</p>
<p>Qualche anno dopo l’avrei capito.</p>
<p><em>A mio papà.</em></p>
<p>[1] «E ora che facciamo? Andiamo o no?».</p>
<p>[2] Baggio R., <em>Una porta nel cielo</em>, Arezzo, Limina, 2001.</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-30490" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/07/ultima-baggio_copertina.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/">Un anno di Brescia. Stagione 2003/2004</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/un-anno-di-brescia-stagione-20032004/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Brescia, land of repressione (calcistica)</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/brescia-land-of-repressione-calcistica/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/brescia-land-of-repressione-calcistica/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2015 09:59:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[#salviamoilbrescia]]></category>
		<category><![CDATA[bresciacalcio]]></category>
		<category><![CDATA[corioni]]></category>
		<category><![CDATA[salvateilbrescia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=2793</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mah, quindi? Dunque? A che punto eravamo rimasti caro Piz? Ah ok, cambio di proprietà. Cambio di allenatore. Lotta per la salvezza. Vittorie epiche (tipo col Vicenza) e sconfitte isteriche (leggasi La Spezia). Stiamo cercando una salvezza disperata, che passi da un colpaccio a Bari dove i nostri tifosi saranno presenti (vista la distanza e la classifica, essere al San Nicola in 2 sarebbe già un’impresa, sento parlare di pullman, pulmini, volo aerei. Chapeau a tutti coloro che ci saranno). Mi sposto un secondo: non voglio parlare di squadra, allenatore e società. Che, devo essere sincero, mi fa piacere stia [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/brescia-land-of-repressione-calcistica/">Brescia, land of repressione (calcistica)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mah, quindi? Dunque? A che punto eravamo rimasti caro Piz? Ah ok, cambio di proprietà. Cambio di allenatore. Lotta per la salvezza. Vittorie epiche (tipo col Vicenza) e sconfitte isteriche (leggasi La Spezia). Stiamo cercando una salvezza disperata, che passi da un colpaccio a Bari dove i nostri tifosi saranno presenti (vista la distanza e la classifica, essere al San Nicola in 2 sarebbe già un’impresa, sento parlare di pullman, pulmini, volo aerei. Chapeau a tutti coloro che ci saranno). Mi sposto un secondo: non voglio parlare di squadra, allenatore e società. Che, devo essere sincero, mi fa piacere stia cercando di alzare un po’ la voce e farsi rispettare dai poteri forti del calcio italiano. Ma torniamo ai ragazzi della curva. Che con cuore e passione hanno seguito una squadra che in questa stagione è stato un autentico paradosso: capace di grandi cose in tempi duri/durissimi, salvo sciogliersi quando le condizioni sono migliorate notevolmente. Il tifoso (in generale) ha avuto veramente una pazienza infinita, ha ingoiato bocconi amarissimi, ha visto penalizzazioni assurde (ringraziamo chi non è stato capace nemmeno in grado di fare il proprio interesse…) ed ora spera, incrocia le dita… Col Catania sabato scorso molti di questi tifosi (la maggioranza oserei dire) non hanno avuto la possibilità di seguire le rondinelle.</p>
<p>Perché? Perché qualche sera prima, a qualche km dallo stadio, <a href="http://www.bresciaoggi.it/stories/Sport/1152667_brescia_mazzata_sui_tifosi_no_spezia_e_chiusa_la_nord/" target="_blank">un’imboscata ad un pullman di tifosi vicentini</a> ha causato dei danni, con un ragazzino finito in ospedale. Un atto di teppismo, figlio di una rivalità che risale al finire degli anni ’70 e che &#8211; per chi l’ha vissuta ai tempi &#8211; è stata molto più cruenta e violenta di quella con veronesi, atalantini e via dicendo. Assopita dalla differenza di categoria in cui le squadre hanno militato negli ultimi 2 decenni, è riesplosa dopo la partita dell’andata, quando si mormora che le tifoserie se la fossero giurata. Ho un ricordo da bimbo, di quando mio papà (allora assessore allo sport &#8211; ai tempi Brescia aveva un rappresentante per lo sport – non come oggi, con tutto il rispetto &#8211; dove abbiamo la delega allo sport del sindaco) ebbe un incontro a Vicenza con il suo omologo, i rappresentanti delle 2 tifoserie e le forze dell’ordine prima di Vicenza-Brescia 1985/6 (se non erro).</p>
<div id="attachment_2796" style="width: 1034px" class="wp-caption alignnone"><a href="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/solobrescia.jpg"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-2796" class="wp-image-2796 size-large" src="http://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/solobrescia-1024x703.jpg" alt="Le rondinelle promosse in massima serie Stagione 1985-1986 AllenatoreAntonio Pasinato" width="1024" height="703" /></a><p id="caption-attachment-2796" class="wp-caption-text">Le rondinelle promosse in massima serie &#8211; Stagione 1985-1986 &#8211; Allenatore Antonio Pasinato</p></div>
<p>Questo per darvi un’idea della cosa ai tempi: quando dentro e fuori gli stadi succedeva un po’ di tutto. Oggi, con tornelli, repressione e quant’altro, quando succede qualcosa, capita sempre più spesso che sia a qualche km dall’impianto di gioco. E se ci avete fatto caso, nonostante daspo e quant’altro, negli ultimi mesi il numero di scontri/incidenti (in generale) è cresciuto notevolmente. Diciamo che il sistema ha delle falle e la repressione è arrivata ad un livello esagerato (827 daspo ai tifosi del Bologna presenti a Frosinone? Ma che dico, scherziamo?).</p>
<p>Non era lì che volevo andare a parare. O forse sì: perché alla fine a Frosinone e a Brescia si è utilizzato il medesimo metro. Ossia? Punire tutti: con una grossa differenza di fondo; a Frosinone le forze dell’ordine non sono riuscite ad individuare gli autori degli incidenti, a Brescia (se non erro), qualcuno è stato beccato. E quindi? Quindi puniamo tutti gli abbonati (che già non hanno  sofferto abbastanza) e già che ci siamo proibiamo l’ingresso agli altri settori, visto che questi sono abbonati. Cornuti e mazziati. Perché? Perché non si sono dissociati da quanto successo.</p>
<p>Chi? I tifosi.</p>
<p>Scusa? I tifosi non si sono dissociati.</p>
<p>Ah.</p>
<p>Ed erano tutti lì ad assaltare il pullman? No, no.</p>
<p>Ah, e quindi? E quindi niente. Repressione a prescindere. Perché altre armi non ne abbiamo.</p>
<p>Combattiamo l’idiozia con l’idiozia.</p>
<p>Non è bastato il comunicato stampa della Curva nord Brescia che si è dissociata. Non sono bastate le proteste. È arrivata la ciliegina sulla torta della riapertura della curva dello Stadium della Juve, chiusa per quello che era successo col Toro, mentre a Brescia si chiudeva la curva. Pertanto tirare bombe carta all’interno di uno stadio a tifosi avversari si può. Non è reato.</p>
<p>Ma del resto cosa ci aspettiamo, noi bresciani? Facciamo ricorso urgente per farci togliere un punto di penalizzazione e nemmeno veniamo presi in considerazione, con il campionato che finisce settimana prossima, mica tra sei mesi, ed il presidente di Lega che ci prende per i fondelli “Non faccio figli e figliastri, se mi avessero fatto sapere la cosa privatamente”. Ecco presidente, ha fatto l’ennesima figuraccia: non bisogna farle sapere privatamente le cose. Ma se vuole, guardi, ci faccia avere il suo numero di cellulare e poi ci pensiamo noi a farle sapere privatamente tante cose.</p>
<p>Vabbè, mi rassegno. Del resto se un extraterrestre atterrasse a Brescia e vedesse il Rigamonti, a cosa penserebbe? Che non ci sono le condizioni per giocare in serie B. Non che il resto degli stadi italiani risplenda, sia chiaro: ma noi siamo un caso limite. Da noi il calcio sta lentamente morendo: gli abbiamo permesso di farlo, con buona pace di chi ha la V bianca nel cuore (e siamo ancora tanti). E chi comanda il calcio, scusate la retorica, sta aiutandoci a morire, preferendo piazze “sane” e blasonate, impianti più a norma, tifosi più tranquilli: e poi dicono che l’eutanasia in questo paese non è legalizzata…</p>
<p>#forzabrescia #finoallafine #molamia</p>
<p><em>Zob0n aka Alberto Banzola</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-27940" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/Bari-Brescia.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/brescia-land-of-repressione-calcistica/">Brescia, land of repressione (calcistica)</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/brescia-land-of-repressione-calcistica/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>#Salvateilbrescia. I tifosi del Brescia meritano rispetto</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/salvateilbrescia-i-tifosi-del-brescia-meritano-rispetto/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/salvateilbrescia-i-tifosi-del-brescia-meritano-rispetto/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2015 17:04:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[#salviamoilbrescia]]></category>
		<category><![CDATA[bresciacalcio]]></category>
		<category><![CDATA[corioni]]></category>
		<category><![CDATA[salvateilbrescia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=2369</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qualcuno adesso dirà che “insomma ve la siete cercata”. Qualcun altro “Beh dai con Corioni presidente…”. E ci saranno 1000 altre scusanti. Nel corso dell’estate scorsa ho sperato a lungo che l’agonia terminasse. Che qualcuno staccasse la spina. Che si ripartisse dal basso. Non perché sia un amante delle minors o perché il mio sogno sia avere una squadra che gioca in prima categoria o poco più sopra. Ma perché bisogna fare piazza pulita. Ricominciare da 0. Ed è quello che molto probabilmente accadrà a breve, chi lo sa? Poi magari c’è il salvataggio (ho letto di un azionariato popolare [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/salvateilbrescia-i-tifosi-del-brescia-meritano-rispetto/">#Salvateilbrescia. I tifosi del Brescia meritano rispetto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Qualcuno adesso dirà che “insomma ve la siete cercata”.</p>
<p>Qualcun altro “Beh dai con <strong>Corioni</strong> presidente…”.</p>
<p>E ci saranno 1000 altre scusanti.</p>
<p>Nel corso dell’estate scorsa ho sperato a lungo che l’agonia terminasse. Che qualcuno staccasse la spina.</p>
<p>Che si ripartisse dal basso. Non perché sia un amante delle minors o perché il mio sogno sia avere una squadra che gioca in prima categoria o poco più sopra. Ma perché bisogna fare piazza pulita. Ricominciare da 0. Ed è quello che molto probabilmente accadrà a breve, chi lo sa?</p>
<p>Poi magari c’è il salvataggio (ho letto di un <strong>azionariato popolare da 15 milioni di Euro</strong>… adesso mi frugo nelle tasche… aspettate un momento…) ma credo che ripartire così, serva a poco. Non siamo il Bari, o #labari .</p>
<p>Siamo una piazza importante che deve ricominciare da capo, con gente seria, preparata, esperta. Meno legata al mondo bancario, più a quella del fobal. Non me ne voglia <strong>Luigi Ragazzoni</strong>, ma noi abbiamo bisogno di persone che sappiano costruire una squadra, ridarci <strong>entusiasmo e voglia di seguirlo questo Brescia</strong>. Che sappiano pronunciare il nome dell’allenatore, che non siano costrette ogni volta a improvvisare, che in questo mondo non si facciano sbranare.</p>
<p>Perché l’estate scorsa chi si è abbonato ha fatto un salto nel buio. Una professione di fede, un’abnegazione verso le rondinelle da premio mondiale del masochismo.</p>
<p>Ecco solo per questa gente, bisognerebbe fare piazza pulita adesso, e poi ricominciare.</p>
<p>Riavvicinare la gente allo stadio (e chiamalo stadio il rigamonti nel 2015… possibile che non si riesca a metterlo a posto in maniera decente???), all’amore per quella squadra che a tanti di noi fa battere il cuore. Quella che “Azzurre le maglie, lucenti le stelle”, quella che “hai presente <strong>De Paoli</strong>?”, “Hai presente <strong>Salvioni</strong>?”, “Hai presente <strong>Gritti</strong>?”, “Te lo ricordi <strong>Zoratto</strong>?”, “Ma <strong>Hagi</strong>? No dico Hagi”…</p>
<p>Quei 103 anni di storia vanno recuperati, spolverati, rimessi a nuovo e fatti battere.</p>
<p>I <strong>tifosi del Brescia</strong> meritano un po’ di rispetto.</p>
<p><strong>Zob0n aka Alberto Banzola</strong></p>
<p><a title="Il Blog di Alberto Banzola" href="http://www.odiopiccolo.com/author/alberto-banzola/">Leggi tutti gli articoli di Alberto Banzola</a></p>
<p><a href="https://twitter.com/Zob0n" target="_blank">Segui Alberto Banzola su Twitter</a></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-23700" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/salvateilbrescia.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/salvateilbrescia-i-tifosi-del-brescia-meritano-rispetto/">#Salvateilbrescia. I tifosi del Brescia meritano rispetto</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/salvateilbrescia-i-tifosi-del-brescia-meritano-rispetto/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Il Brescia Calcio è la mia seconda pelle</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/il-brescia-calcio-e-la-mia-seconda-pelle/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/il-brescia-calcio-e-la-mia-seconda-pelle/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 16:40:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[ZOP-Blog]]></category>
		<category><![CDATA[#salviamoilbrescia]]></category>
		<category><![CDATA[bresciacalcio]]></category>
		<category><![CDATA[corioni]]></category>
		<category><![CDATA[salvateilbrescia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=135</guid>

					<description><![CDATA[<p>È dura scrivere. Non l’ho fatto per mesi Peaz, perché volevo cercare di capire cosa stesse succedendo dietro al Brescia calcio. Anche se devo essere sincero: nel mio essere tifoso prima che cronista, mi rifiuto, fortemente anche, di voler assecondare tutti i discorsi di industriali, banchieri e quant’altro sono apparsi sui giornali. Il Brescia è una squadra di calcio, una bandiera, una passione. Io ne sono tifoso. E perché &#8211; diciamolo chiaramente – sono stufo. Non si parla di calcio giocato, in campo abbiamo una squadra demotivata e con poco talento, o che fa difficoltà ad emergere e far vedere quello [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-brescia-calcio-e-la-mia-seconda-pelle/">Il Brescia Calcio è la mia seconda pelle</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>È dura scrivere.</p>
<p>Non l’ho fatto per mesi Peaz, perché volevo cercare di capire cosa stesse succedendo dietro al <a title="Brescia 1911" href="http://www.brescia1911curvanord.net/storia.asp" target="_blank"><strong>Brescia calcio</strong></a>. Anche se devo essere sincero: nel mio essere tifoso prima che cronista, mi rifiuto, fortemente anche, di voler assecondare tutti i discorsi di industriali, banchieri e quant’altro sono apparsi sui giornali. <strong>Il Brescia è una squadra di calcio</strong>, una bandiera, una passione. Io ne sono tifoso.</p>
<p>E perché &#8211; diciamolo chiaramente – sono stufo. Non si parla di calcio giocato, in campo abbiamo una squadra demotivata e con poco talento, o che fa difficoltà ad emergere e far vedere quello che ha. Fuori dal campo non voglio nemmeno commentare. Faccio un in bocca al lupo a <a title="Tutto Calciatori" href="http://www.tuttocalciatori.net/Javorcic_Ivan" target="_blank"><strong>Ivan Javorcic</strong></a>, rimembrandolo giovanissimo quando entrò nel negozio in cui lavoravo assieme a sua mamma, e quando disse a Michela (mia collega) che giocava nel Brescia, la Micky pensò bene di chiedergli se giocasse nei pulcini. “Veramente gioco in serie B”. <a title="Serie B - Stagione 1998/99" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Serie_B_1998-1999" target="_blank"><strong>Stagione 1998/99</strong></a>. Altri tempi.</p>
<p><strong>Baggio</strong> doveva ancora venire. Anzi… chi avrebbe mai potuto pensare che Baggio sarebbe da lì a poco tempo diventato il paladino del<strong>Rigamonti</strong>. Badate bene gente, è stato l’inizio della fine. Il buon Roberto non è forse il capro espiatorio di questa storia, ma se fate caso il disamoramento di Brescia ed i bresciani per questa squadra, beh è cominciato proprio in quel momento. Qualcuno ricorda un Rigamonti sempre pieno in quel periodo? Uhm…no. Gente per carità ce n’era, medie notevoli: erano i tempi in cui entravi in curva e vedevi gente che al Rigamonti non c’aveva mai messo piede prima. Dicevamo medie notevoli, ma non paragonabili a quello che succedeva negli anni ’80. In serie C. Quando in panchina non c’era <strong>Mazzone</strong>, ma <strong>Toni Pasinato</strong>. Quando il bomber era <strong>Tullio Gritti</strong>: in quel periodo, anche se erano anni che si stagnava in serie C, c’era speranza, c’era una squadra che emozionava. La stagione era l’84/5. Risalita in serie B: ma pure la stagione precedente mi ricordo un Brescia-Bologna da tutto esaurito, con bandierine biancoazzurre distribuite in tutti i settori. Bei tempi direte voi. Eppure io non mi capacito di questa cosa. Penso a Verona, dove l’Hellas in serie C aveva il triplo degli spettatori del Chievo in A. Penso all’Atalanta, che fa gente sempre e comunque. Da noi cos’è successo? E perché?</p>
<p>Le risposte possono essere molteplici: famiglia Corioni/stadio fatiscente… e via andare. A Verona per anni però hanno avuto dei personaggi raccomandabili come pochi ed il Bentegodi, bellissimo negli anni 80, beh oggi non è più ‘sto splendore. Pure a Bergamo hanno un stadio da vergognarsi.</p>
<div style="width: 530px" class="wp-caption aligncenter"><img loading="lazy" decoding="async" title="Daniele Zoratto, Stefano Bonometti, Florin Raducioiu, Antonio Vettore, Luciano De Paola" src="http://www.odiopiccolo.com/images/stories/Blogger/Banzola/zorro-bistecca-radu-vettore-ciano.jpg" alt="Daniele Zoratto, Stefano Bonometti, Florin Raducioiu, Antonio Vettore, Luciano De Paola" width="520" height="293" border="0" /><p class="wp-caption-text">Daniele Zoratto, Stefano Bonometti, Florin Raducioiu, Antonio Vettore, Luciano De Paola</p></div>
<p>Ci pensavo ieri sera al mio Brescia, quando ho risposto presente all’invito di Ciro Corradini per la presentazione di<strong> “Il Brescia addosso”</strong>, una pubblicazione bellissima per chi ha il Brescia nel cuore come me, come voi. In rapida sequenza <strong>tutte le maglie delle rondinelle, dal 1911 ad oggi</strong>, con curiosità ed informazioni di ogni genere. Una passione folle quella di Andrea Ronchi, Mauro Agretti, Massimiliano Bragaglio e Guido Franchi (con cui condivido anche la passione per le maglie usate dei biancoazurri), figlia dell’amore per quella V bianca che abbiamo sul petto (a proposito… sapete cosa significa quella V? Beh <a title="Il Brescia addosso" href="http://www.bresciaoggi.it/stories/461_brescia_calcio/985381_la_storia_addosso_con_una_v_bianca/" target="_blank"><strong>leggetevi &#8220;Il Brescia addosso&#8221; e lo scoprirete</strong></a>). Tanta gente alla presentazione. E qualcuno dei miei idoli di quando ero bimbo/ragazzo.<strong>Daniele “Zorro” Zoratto</strong>, <strong>Stefano “Bistecca” Bonometti</strong>, <strong>Antonio Vettore</strong>, <strong>Florin “Radu” Raducioiu</strong>, <strong>Luciano “Pirata” De Paola</strong>. Gente che quella V bene o male ce l’ha ancora tatuata addosso.<br />
Ripenso alla carriera del <strong>bistecca</strong>: una stagione ad Ancona, tutte le altre al Rigamonti. Al <strong>cuore di Zorro</strong> che attraverso mille tempeste fu sempre biancoazzurro, e dire che qualcuno pensò bene di dirgli che era finito mandandolo a Parma (dove vinse giusto 3 coppe europee, e perse una finale di coppa delle coppe), ripenso a quanto era ruvido ed efficace il “”<strong>Pirata</strong>”, a <strong>Vettore</strong> che credo sia una delle persone più generose che abbia conosciuto. E a quel <strong>rigore sbagliato da “Radu” ad Udine</strong>, di cui si parlava, sfottendolo fuori dai “Sorrentino”. Radiocronaca di Ciro, quart’ultima di stagione 92/3 in serie A, si gioca al Friuli, importante fare punti per tenere la fiamma accesa galvanizzati dal 2-0 rifilato all’Atalanta. Andiamo sotto  e lui, il Radu, quello che non segnava mai a Verona, a Brescia la rete l’ha gonfiata. A ripetizione. Radu fa una doppietta, Brescia in rimonta, come a Firenze: arriviamo alla fine, calcio di rigore. “Non dovevo tirarlo io: è stato <strong>Lucescu</strong> ad indicarmi e a dirmi che dovevo fare tripletta”. Non la fece. Io attaccato alla radio, ebbi delle convulsioni allo stomaco terribili… Si arrivò allo spareggio di Bologna, la retrocessione, 3-1 con un<strong> paio di papere clamorose di Cusin.</strong> “Ecco! Tutti a darmi contro per il rigore di Udine!” Sì Florin, ma Nello non c’era ieri sera… hai voglia sennò quante saracche si pigliava?</p>
<p><strong>Era un altro calcio?</strong> Cos’è cambiato? Cosa abbiamo perso? Cosa c’è di così diverso? Non riesco a rispondermi, giuro. Forse c’è una risposta e non la voglio prendere in considerazione. So solo che <strong>ho questa V tatuata nel cuore</strong>, un cuore che non si vuole arrendere, un cuore che ha visto gioie e dolori, ha alzato una coppa a <strong>Wembley</strong>, ha sfiorato una partecipazione alla coppa Uefa, un cuore che ha vissuto tanti drammi e troppi dolori, un cuore che sembra prossimo al fallimento (Sì, a Brescia, centro industriale di eccellenza).</p>
<p>Un cuore che deve, vuole, continuare a battere.</p>
<p><strong><em>Zob0n aka Alberto Banzola</em></strong></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-1360" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/04/Il-brescia-addosso.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/il-brescia-calcio-e-la-mia-seconda-pelle/">Il Brescia Calcio è la mia seconda pelle</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/il-brescia-calcio-e-la-mia-seconda-pelle/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fine della corsa?</title>
		<link>https://www.odiopiccolo.com/fine-della-corsa/</link>
					<comments>https://www.odiopiccolo.com/fine-della-corsa/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Alberto Banzola]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 08 Jul 2014 16:07:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Calcio]]></category>
		<category><![CDATA[SPORT]]></category>
		<category><![CDATA[#salviamoilbrescia]]></category>
		<category><![CDATA[bresciacalcio]]></category>
		<category><![CDATA[corioni]]></category>
		<category><![CDATA[salvateilbrescia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.odiopiccolo.com/new_site/?p=2373</guid>

					<description><![CDATA[<p>Siamo forse ai titoli di coda caro Piz? Qualcuno dei nostri famosi marmisti sta già preparando una lapide 1911-2014? Dopo 103 anni è ora di mettere la parola fine sulla storia del nostro glorioso Brescia? Stiamo per ripartire dall’Eccellenza? Ho il timore che tutto ciò stia per accadere. E si mettano il cuore in pace i cugini di Bergamo e Verona: se ciò fosse, beh… torneremo. Più forti di prima. Siamo a un passo dall’oblio. O forse ci siamo già finiti da anni: serie B con stadio (decrepito) mezzo vuoto (e giù il cappello di fronte a chi non ha [&#8230;]</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/fine-della-corsa/">Fine della corsa?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo forse ai titoli di coda caro Piz? Qualcuno dei nostri famosi marmisti sta già preparando una <strong>lapide 1911-2014</strong>? Dopo 103 anni è ora di mettere la parola fine sulla storia del nostro <strong>glorioso Brescia</strong>? Stiamo per ripartire dall’Eccellenza?</p>
<p>Ho il timore che tutto ciò stia per accadere. E si mettano il cuore in pace i cugini di Bergamo e Verona: se ciò fosse, beh… torneremo. Più forti di prima.</p>
<p>Siamo a un passo dall’oblio. O forse ci siamo già finiti da anni: serie B con stadio (decrepito) mezzo vuoto (e<strong> giù il cappello di fronte a chi non ha mollato mai questo Brescia</strong>), debiti che continuano ad ammonticchiarsi poco allegramente, un vivacchiare stiracchiato verso un futuro incerto. Le premesse perché tutto andasse a (scegliete voi il complemento di termine che preferite)…c’erano. C’erano tutte.</p>
<p>Adesso anche la potenziale cordata ha detto “no grazie”. Perché è vero che al cuor non si comanda. Ma il cuor senza portafoglio è poca cosa. Ed un portafoglio svuotato, al cuor serve ancor meno.</p>
<p>Eccellenza: ricominciamo da lì? Con chi? Quando?  Boh, poi vedremo. Credo sia venuto il momento per il <strong>Gino nazionale</strong> di farsi da parte. Lo ringrazio per tutto quello che di buono ha fatto in passato, ma è tempo di una svolta.</p>
<p>E tutto sommato, se veramente ci fosse una ripartenza dal basso, non sarei così negativo.</p>
<p>Guardiamo in faccia alla realtà, Piz: una serie B fatta così, ha senso? Possiamo avere attorno a noi solo 3/4000 anime a partita? Ricostruiamo,<strong> ripartiamo da 0</strong>. Mettiamo su le fondamenta, cerchiamo di tornare ad essere la <strong>Leonessa d’Italia</strong>. Ho memoria di un rigamonti pieno contro il Messina di Schillaci (1988/9) mentre stavamo retrocedendo e adesso pensare ad uno stadio “spolpo” quando siamo in corsa per i playoff verso la serie A fa male.  Non esiste sabato, sky, Corioni, divisione tra la tifoseria: qualunque sia la scusante, <strong>Il Brescia è sempre il Brescia</strong>.</p>
<p>Non lo scrivo da invasato. Ma da innamorato, credo. Di quella V, che tanto un cuore mi ricorda. <strong>Un cuore che non deve smettere di battere</strong>. Forse deve essere solo ri-ossigenato, lasciato tranquillo e contornato da tanto amore e voglia di crescere. Aspetti che forse al vecchio cuore biancazzurro (o bianco blu) sono stati tolti negli ultimi tormentati anni. E grazie a Dio non a noi bresciani. Perché aldilà delle proteste (direi abbastanza civili) nei confronti della famiglia Corioni, la nostra piazza di è comportata a modo, capendo che tanto l’isterismo non avrebbe portato da nessuna parte, e che avrebbe rischiato di ottenere l’effetto contrario di quello desiderato. In tal senso credo di dovere quantomeno un<strong> grazie ai ragazzi della Curva Nord Brescia</strong>per il corteo che hanno organizzato e per aver cercato di mantenere la luce accesa.</p>
<p>Adesso aspettiamo e speriamo.</p>
<p><strong><em>Zob0n aka Alberto Banzola</em></strong></p>
<table class="rw-rating-table rw-ltr rw-left rw-no-labels"><tr><td><nobr>&nbsp;</nobr></td><td><div class="rw-left"><div class="rw-ui-container rw-class-blog-post rw-urid-23740" data-img="https://www.odiopiccolo.com/wp-content/uploads/2015/05/Fine-della-corsa.jpg"></div></div></td></tr></table><p>L'articolo <a href="https://www.odiopiccolo.com/fine-della-corsa/">Fine della corsa?</a> sembra essere il primo su <a href="https://www.odiopiccolo.com">odiopiccolo</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://www.odiopiccolo.com/fine-della-corsa/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
