Tanta roba al San Filippo questa settimana

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Mercoledì una gara 5 che spalanca le porte alla prima semifinale playoff con Torino

Nessuno può dirmi che non si è emozionato mercoledì scorso a vedere gara 5, a partecipare attivamente, sostenendo la squadra come mai era successo (l’ultima è più facile da ricordare), alla qualificazione per la semifinale playoff contro la corazzata di Torino. Il sesto giocatore s’è sentito, ha avuto il suo peso, ai giocatori è piaciuto anche incitare il pubblico come fossimo tutti la stessa squadra. Che trasporto!

Tanta roba: eravamo in tanti ad aver rinunciato a vedere la Juve conquistare la finale di Champions (altro che qualche posto vuoto…), c’era anche la diretta su Sky di cui siamo anche riusciti a infrangere la cattiva sorte che portava, ma poi hanno avuto inizio le danze e sicuramente una partenza così non se l’aspettava nessuno. Dopo Cittadini subito imbeccato dal Lobito sono arrivate 2 bombe su 2 di Brownlee e una di Loschi in pochi minuti, abbiamo capito le intenzioni dei nostri. E che dire di una difesa tanto arcigna (‘fatta propria’ forse proprio emulando Trieste che partendo da un gradino o due sotto di noi in quanto a doti tecniche ci aveva portato alla quinta) che alla fine inchioderà i muli a soli 55 punti, altro record dell’anno. Bisognava essere migliori di loro anche nel disfare le trame avversarie e i nostri l’hanno saputo fare senza mollare mai. Poi Juan è tornato ad essere quello che conosciamo, e l’ammiraglio pare tornato ai sui livelli iniziali. E magari potrebbe anche superarli, e perché non dovremmo sperarlo?

Tanta roba davvero: abbiamo ammirato la nostra squadra riprendersi il ruolo di favorita (grazie al vantaggio della quinta in casa) e probabilmente sarà proprio il turno che inizia domenica la vera finale. Torino è forte, fatta per vincere, ma ha anche un po’ deluso le aspettative perdendo troppe partite. Ma è un’autentica corazzata che pare andata in forma proprio in dirittura d’arrivo, diciamo pure che Brescia ce la può fare anche stavolta e scalare un altro gradino importantissimo di una stagione già davvero buona. Tanta roba però anche per chi ama il basket e crede nei valori di una competizione corretta e nel segno del rispetto dell’avversario. Nelle 5 partite non abbiamo mai visto un contrasto cattivo. Duri tantissimi, ma mai un segno di nervosismo, uno sguardo fuori luogo, tutto nel segno del più sano agonismo. Bel segno, un segno che ha contaminato (ma forse vale anche il contrario) anche gli spalti. Correttezza e rispetto anche fra le tifoserie. Tanta roba gli applausi a Tonut abbracciato da Dalmasson come mai abbiamo visto fare ad un allenatore ad un suo giocatore a fine campionato. E della standing ovation per Carra che ne dite? E di Matteo Bonetti che ha “consigliato” Cittadini , Loschi e compagni di andare a salutare alla fine della partita prima i tifosi biancorossi dei loro beniamini bresciani. A proposito, quasi ce ne scordavamo, ma è mai possibile che nessuno abbia detto allo speaker che Tonut è un nome importante nella storia del basket nazionale e che anche il figlio d’arte deve essere chiamato com l’ex azzurro mettendo l’accento non sulla o ma sulla u finale?

a Brescia Succede anche questo (foto di Sergio Bonzio)

a Brescia succede anche questo (foto di Sergio Bonzio da gruppo facebook Basket Brescia Leonessa)

Tanta roba mercoledì scorso alla quinta dei quarti di finale contro Trieste, il sogno continua e così anche i rimbrotti dei tifosi (per la presunta mancanza di ‘attributi’ mostrata nella quarta, e comunque efficaci proprio nello stimolare la miglior reazione) sono rientrati. Ma la settimana non è finita e manco il tempo per recuperare il fiato ora ci tocca Mancinelli e soci. Forse non ci ha fatto male la lezioncina di Trieste, speriamo solo che non costi troppo in spreco di energie. Abbiamo vinto meritatamente e con il giusto scarto perché abbiamo difeso e giocato concentrati. Non avere percentuali sempre buone nei playoff ci sta, ma la difesa e la concentrazione ci ha fatto superare anche i quarti. La difesa dovrà essere l’arma in più anche per arginare la corrazzata in giallo. Tanti buoni giocatori, da Mancinelli a Giacchetti a Fantoni a Rosselli a Ronald Lewis, senza dimenticare Miller (a proposito vi ricordate il suo esordio a Brescia con Jesi?), Gergati, Bruttini. La leonessa è attesa ad un’altra grande prova. Consiglio: venire presto domenica (senza dimenticare la maglietta blù), sarà un pienone stavolta siatene certi.

Simone Sossi

Fonti immagini: www.basketbrescialeonessa.it
Fotografo: Pierpaolo Romano

 

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