IL PAGELLOZZO DI TREVIGLIO – BRESCIA

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Treviglio Brescia 93-87

MIRZA: marcatura asfissiante in avvio, riesce a prendere il primo tiro a inizio secondo quarto perché fa finta di andare in bagno ingannando la difesa di casa. Quando infila la seconda tripla consecutiva festeggia sparando due colpi con la scacciacani che porta sempre nei calzettoni, ma l’arbitro non gradisce e gli appioppa tecnico e quarto fallo. Castigato, 5

JUAN: è vero che con tre arbitri così sarebbe teso pure Gandhi, però un genio della sua caratura dovrebbe mantenere i nervi saldi anche quando è in coda in tangenziale e alla radio passano solo il meglio di Anna Tatangelo. Disobbedienza incivile, 4

CITTA: soffre molto contro quel piega lamiere di Rossi, e questa è già una notizia, nel finale cerca di mettere qualche toppa ma senza il suo pusher di alley-oop è più spaesato di Galanda a un seminario sul Bosone di Higgs. Sedotto e abbandonato, 6

HOLMES: performance balistica notevole, e vista la giornata nera degli esterni bresciani c’è da ringraziarlo per averci tenuto in vita. Nel post partita si scoprirà che Turel non si fidava a marcarlo da vicino perché convinto che fosse il figlio di John Holmes. Mr 35 cm, 7,5

HOLLIS: a metà terzo quarto l’allenatore di Treviglio ordina una trappola per orsi su amazon perché non vede rimedi utili sulla sua panchina, 37 punti con il 68% dal campo e il 100% dalla lunetta, 9 rimbalzi, catalogarlo ancora come giocatore di categoria superiore forse è banale, ma ieri Hollis sembrava un trentenne imbucato a una gara di rubabandiera nel giardino di un asilo. Ripetente, 9,5

TOTÈ : durante la sua prima azione subisce un blocco e finisce in stazione a Dalmine, quando si riprende sono già usciti i giornali del lunedì. Lo spreco di Bergamo, s.v.

BUSH: per caricarsi a dovere si guarda tutte le performance di Kledi a Amici di Maria De Filippi, e quando entra la Leonessa cerca la fuga a colpi di danza. Qualche palla persa di troppo, d’altra parte se non esce dal racket dei palazzetti continueranno a garantirgli l’open bar anche durante le partite, a discapito della lucidità. Bush&Soda, 6

PASSERA: molto bene fino a che la palla non diventa incandescente, qualche assist e un paio di insulti che innervosiscono Marino tra cui “quando eri sindaco a Roma, ho visto tua mamma lavorare sul grande raccordo anulare”, però fare gli ultimi minuti senza Juan è come infilare la Brebemi in riserva e aspettare che spunti una pompa di benzina. Appiedato, 5,5

BRUTTINI: Coach D. gli chiede di aiutare sulle penetrazioni di Kyzlink, lui si annota “Kizzellinke” su un bigliettino e impiega 10 minuti per individuare la guardia di Treviglio. Non è ancora al 100%, ma quando c’è da far legna il numero del Brutto è in cima alla lista di Diana, oltre a quella del comando dei Carabinieri di Bergamo. Boscaiolo abusivo, 6

SPERONELLO / MOBIO: visto che la trasferta è breve decidono di raggiungere il PalaRuffini in Vespa, ma quando entrano sulla Brebemi perdono il senso dell’orientamento e si ritrovano in un allevamento di cavalli a Travagliato, dove giurano di aver visto Hollis. S.V. (Sembrava Varenne)

COACH D: prima di arrivare al PalaFacchetti fa una tappa al Santuario di Caravaggio, ma non lo fanno entrare perché non si confessa dal ’93, e la sua posizione si aggrava quando, dopo il quarto fallo di Juan e di Mirza, consulta su google l’elenco delle religioni politeiste per avere più scelta di imprecazioni nelle prossime partite. Dea Kali, 6

STAY HUNGRY, STAY A NATALE SIAMO TUTTI PIU’ HOLLIS

La foto di copertina è di Vincenzo Ciccone

 

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