IL PAGELLOZZO DI TRIESTE – BRESCIA

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Pagellozzo di Brescia Trieste

JUAN: primo tempo di una bellezza talmente abbagliante che sto scrivendo con dei Ray-Ban tarocchi, resiste fino al 18’ prima di insultare la mamma di un arbitro, e anche questo è un ottimo risultato. Nella seconda parte giostra la squadra con sapienza e senza forzare un pallone, e a 4 secondi dalla fine spara una palla medica da 7 metri facendola sembrare pure una cazzata. E’ talmente il leader della squadra che anche in autogrill tutti aspettano un suo cenno prima di ordinare il camogli. Deus ex machina, 10

HOLMES: inizio molto disorientato, marca per qualche secondo l’astuccio di Ricola ai fiori di sambuco perché gli sembra più pericoloso di Pecile. Poi ingrana in attacco, anche se non riesce a mettere una bomba nemmeno con l’avversario più vicino al casello di Palmanova. Sulla penultima azione della partita si perde Zahariev, e quando Coach D. aveva già impugnato un machete  rimedia con la prima stoppata della sua carriera. Salvo in extremholmes, 6/7

CITTA: giocare senza Bruttini è come andare a fare una rapina in banca senza uno che ti aspetta con la macchina accesa, ma il Citta ha le spalle larghe e due Range Rover al posto degli attributi, per cui si fa 33 minuti contro i due mancati fabbri Landi e Pipitone e nel finale recupera un paio di rimbalzi più complicati del rapporto tra Russia e Turchia. Vladimir, 8

HOLLIS: croce e delizia in biancoblu, alterna amnesie difensive e palle perse degne di un lungo da prima divisione molisana che parte dalla panchina a gioielli che lasciano senza fiato; tira con l’80% da 2 ed è lucido nel finale, quando anziché tentare una vaccata 1 contro 3 lascia palla a Lobito andando a sedersi in parterre. Ogni volta che SKY gli regala un primo piano un parrucchiere si dà fuoco. Penna bianca, 7,5

PASSERA: cambio perfetto per Juan, in quanto a grinta per centimetro di altezza è secondo solo agli All Blacks scassati di Paulaner a fine terzo tempo, purtroppo macchia la sua partita litigando un po’ dalla lunetta, forse perché, vista l’assenza di Mirza, Coach D. gli aveva detto di non avvicinarsi a meno di 8 metri dal canestro. E chi non tira da 3 peste lo colga, 6-

BUSH: con la squadra orfana di Mirza lui rimane l’unico rappresentante del circolo “il vocabolario suicida”, noto per le sue manifestazioni contro la scuola dell’obbligo. In effetti nel primo tempo lascia partire qualche tripla con meno senso di un’intervista ad Andrea Diprè, ma nel finale infuocato mette i suoi soliti sigilli difensivi e un paio di contropiedi più pesanti dell’alito di Landi dopo 4 giorni di Oktoberfest. Panzer, 7,5

TOTE’: gli toccano subito minuti importanti, visto che Hollis gestisce i falli peggio dei suoi capelli, primo tiro dalla distanza che ferisce un parcheggiatore, poi si sblocca con due bimani in contropiede e acquista fiducia, lasciando partire anche qualche tranvata degna di Galanda dopo i suffumigi al rhum. Bad boy, 6+  

SPERONELLO / BOLIS / ASSONI: quando inizia la partita Speronello apprende dalla Gazzetta dello Sport che Mirza e Bruttini non sono disponibili, e per arginare l’attacco di panico sboccia un Refosco dal peduncolo rosso rubato mezz’ora prima al magazziniere del PalaRubini. Nell’ultimo quarto è così per aria che comincia a gridare a Coach D. “metti me, metti me”, costringendo Bolis e Assoni a prenderlo di forza e infilargli la testa in un secchio di ghiaccio e valeriana. La compagnia del Tavernello, s.v.

COACH D: in settimana perde Mirza e Bruttini, il livello di istruzione della squadra si alza notevolmente ma ci sono da colmare falle tecniche e fisiche non trascurabili. Sul secondo fallo di Hollis comincia a snocciolare tutti i personaggi dei Vangeli come solo lui sa fare, ma per fortuna si gioca il finale con un quintetto più freddo della banda della Magliana. Quando SKY riprende i suoi time out lo share s’impenna del 70%. Picckenrolle, 8,5

STAY HUNGRY, STAY SI’ PERO’ IL CARDIOLOGO LO PAGATE VOI

Guarda le immagini della partita di Riccardo Cherubini

 

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